Ue - Cittadini

Nell’UE la partecipazione delle donne all’economia digitale è ancora scarsa

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Oggi in occasione dell’anniversario della nascita di Ada Lovelace, considerata la prima programmatrice della storia, la Commissione europea ha pubblicato un quadro di valutazione annuale che monitora la partecipazione delle donne all’economia digitale.

Il quadro di valutazione “Donne nel digitale” fa parte delle azioni volute da Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali, per verificare l’inclusione delle donne nelle professioni, nelle carriere e nell’imprenditoria digitali.

Il quadro valuta la performance dei paesi dell’UE negli ambiti dell’uso di internet e delle competenze internet degli utenti, oltre che delle competenze specialistiche e dell’occupazione, sulla base di 13 indicatori. La prima edizione del quadro di valutazione evidenzia che la partecipazione delle donne in ambito digitale è scarsa in vari settori: solo 1 su 6 specialisti di TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e 1 su 3 laureati in STEM (scienze, tecnologie, ingegneria e matematiche) è donna e, inspiegabilmente, le donne nel settore delle TIC guadagnano quasi il 20% in meno degli uomini.

La Commissaria Gabriel ha dichiarato: “Le donne costituiscono il 52% della popolazione europea, ma solo il 17% di loro svolge una professione nel settore delle TIC. Dobbiamo sbloccare il potenziale delle donne di contribuire all’economia digitale. Governi, imprese, educatori e società civile devono agire in maniera risoluta per invertire la tendenza. Insieme possiamo promuovere il talento femminile e incoraggiare le ragazze a scegliere percorsi di studio nel campo delle STEM fin dalla tenera età. Oggi disponiamo di uno strumento straordinario, il quadro di valutazione europeo “Donne nel digitale”, che ci mostra con precisione in quali settori i paesi devono intervenire per migliorare la situazione. È tempo di ottenere risultati per il bene delle ragazze, delle donne, di tutti i cittadini e delle nostre imprese. La nostra Europa digitale sarà inclusiva, competitiva e dinamica grazie al loro prezioso contributo.”

Dal quadro di valutazione emerge che la Finlandia, la Svezia, il Lussemburgo e la Danimarca hanno ottenuto i punteggi più alti, mentre la Bulgaria, la Romania, la Grecia e l’Italia quelli più bassi. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa e nella scheda informativa.

 

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