Sicurezza dei giocattoli: la Commissione apre una consultazione pubblica sulla limitazione dell’anilina nei giocattoli

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bambino e giocattoli

 

Oggi la Commissione ha aperto una consultazione pubblica sull’opportunità di stabilire valori limite per l’anilina nei giocattoli al fine di garantire maggiore protezione della salute dei bambini.

 

L’anilina, che può essere legata ai coloranti nei materiali che costituiscono i giocattoli, come i tessuti o il cuoio, è sospettata di provocare il cancro e di indurre mutazioni ereditarie nelle cellule germinali dell’uomo. La Commissione propone di modificare la direttiva sulla sicurezza dei giocattoli per limitare la quantità di anilina nei giocattoli a 30 mg/kg, ossia la concentrazione più bassa rilevabile con i test. L’anilina dovrebbe essere limitata anche nelle pitture a dita.

La direttiva stabilisce i criteri di sicurezza che i giocattoli devono soddisfare per poter essere commercializzati nell’UE. Prima di passare alle fasi successive del processo di adozione, il progetto di modifica sarà pubblicato per quattro settimane sul portale “Legiferare meglio” per raccogliere le osservazioni del pubblico. La consultazione resterà aperta fino al 22 ottobre incluso.

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Nuova valutazione dei rischi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: necessario intensificare la risposta al coronavirus nell’UE

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ecdc

Oggi il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha pubblicato un aggiornamento della valutazione dei rischi relativi alla pandemia di COVID-19 e una serie di orientamenti sulle misure di mitigazione (quali l’igiene delle mani, il distanziamento fisico, la pulizia e il ricambio dell’aria).

L’aggiornamento sottolinea che i tassi di notifica sono in costante aumento in tutta l’UE e nel Regno Unito da agosto e che non sempre le misure adottate sono state sufficienti a ridurre o contenere l’esposizione al virus. È dunque fondamentale che gli Stati membri, al primo segnale di nuovi focolai, mettano in atto tutte le misure necessarie .

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “La valutazione dei rischi pubblicata oggi evidenzia che non possiamo abbassare la guardia. Con un numero di casi che in alcuni Stati membri è superiore al picco dello scorso marzo, è palese che la crisi non è ancora stata superata. Siamo in un momento critico e ciascuno di noi deve agire con decisione e usare gli strumenti a disposizione. Ciò significa che tutti gli Stati membri devono essere pronti ad adottare misure di controllo tempestivamente, al primo segnale di potenziale nuovo focolaio. Questa potrebbe essere la nostra ultima occasione per evitare il ripetersi di ciò che è successo la primavera scorsa.

Andrea Ammon, Direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha aggiunto: “Stiamo assistendo ad un aumento preoccupante del numero di casi di COVID-19 in Europa. Fino a quando non sarà disponibile un vaccino sicuro ed efficace, l’identificazione rapida, i test e la quarantena dei contatti ad alto rischio sono alcune delle misure più efficaci per ridurre la trasmissione. È inoltre responsabilità di tutti continuare ad applicare le misure di protezione personale necessarie, quali il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e la permanenza a casa in presenza di sintomi della malattia. La pandemia è tutt’altro che finita e non dobbiamo abbassare la guardia.”

La conferenza stampa con la Commissaria Kyriakides e la direttrice Ammon svoltasi alle 11:00 è disponibile su EbS. Sono anche disponibili un comunicato stampa e domande e risposte sulla strategia dell’UE sui vaccini.

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Cinque soluzioni innovative si aggiudicano il premio Horizon del CEI per le tecnologie avanzate accessibili per gli aiuti umanitari

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prizes aid

Oggi, nel quadro delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione, la Commissione ha annunciato i vincitori del premio Horizon del CEI per le tecnologie avanzate accessibili per gli aiuti umanitari, assegnato a cinque innovazioni esemplari che possono fare una grande differenza nella vita delle persone più vulnerabili nel mondo.

Il premio è finanziato nel quadro di Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE, e rientra nella fase pilota del Consiglio europeo per l’innovazione (CEI). Viene assegnato alle migliori soluzioni tecnologiche accessibili per gli aiuti umanitari in cinque categorie: alloggi e assistenza; acqua e servizi igienico-sanitari; energia; assistenza medica e sanitaria; e una categoria aperta. I vincitori, uno per categoria, hanno ricevuto 1 milione di euro ciascuno.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Queste innovazioni mostrano chiaramente come le tecnologie fisiche come i sensori, i pannelli solari o la produzione di additivi possono combinarsi con le tecnologie digitali per aiutare chi ne ha disperato bisogno, emancipare le persone e migliorarne la resilienza. Sono molto felice di assegnare questo premio sia a organizzazioni umanitarie di lungo corso che a imprese giovani e innovative impegnate a migliorare la vita delle persone.”

Janez Lenarčič, Commissario per la Gestione delle crisi, ha aggiunto: “Le innovazioni possono aiutarci a migliorare la qualità e l’efficacia degli aiuti offerti alle persone più bisognose. Le tecnologie premiate oggi ne sono la prova. È incoraggiante constatare l’ampia varietà di soggetti e di nuovi partenariati per l’innovazione, dalle start-up alle organizzazioni umanitarie esistenti. Mi auguro che questo premio possa sostenere lo sviluppo e la diffusione di queste innovazioni nelle attività umanitarie in tutto il mondo.”

Nel quadro della fase pilota del Consiglio europeo per l’innovazione, i premi Horizon del CEI mirano a favorire l’innovazione nei settori in cui la società affronta sfide importanti. Promuovono soluzioni pionieristiche ad alto potenziale, che gli innovatori possono rapidamente immettere sul mercato per raggiungere coloro che ne hanno bisogno. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

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La Settimana europea dello sport (23 -30 settembre) riparte dai giovani per promuovere il benessere fisico e psicologico

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Webinar tematici su Salute, Perseveranza, Obiettivi, Resilienza, Tenacia, tanti campioni e una corsa per promuovere la ripartenza: sono queste le attività organizzate dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera.

Al programma di eventi web parteciperanno 45mila studenti delle scuole primarie e secondarie collegati da tutta Italia.

Ripartire dallo sport per promuovere il benessere psicofisico dei cittadini, in particolare dei più giovani. È con queste premesse che si apre oggi la Settimana europea dello sport, l’iniziativa lanciata nel 2015 dalla Commissione europea con l’hashtag #BeActive, che anche quest’anno coinvolgerà l’Italia insieme a oltre 40 Paesi UE ed extra UE.

Fino al 3 ottobre un programma articolato e ricco di appuntamenti sia in presenza che digitali, organizzati dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea in collaborazione con la Federazione Italiana di Atletica Leggera. Tra le tante attività online, un ciclo di 5 webinar tematici rivolti ai ragazzi delle scuole primarie e superiori, che traggono ispirazione dai valori legati alle iniziali della parola SPORTSalute, Perseveranza, Obiettivi, Resilienza, Tenacia. Dal 23 al 30 settembre i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado coinvolte dal progetto avranno l’occasione di avvicinarsi al mondo delle Istituzioni e dello sport e scoprire tutti i benefici derivanti da una corretta attività fisica insieme ai grandi campioni dello sportAndrew Howe, Fabrizio Donato, Davide Re, Margherita Granbassi e Andrea Lucchetta, insieme a Mauro Berruto, porteranno le loro testimonianze con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sull’importanza e sui benefici della pratica sportiva non solo per la salute, ma anche per la crescita personale. Interverranno inoltre l’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) per sensibilizzare i giovani partecipanti sull’importanza e sui benefici legati ad un’alimentazione sana e corretta. Il 30 settembre una sessione di training darà ai ragazzi la possibilità di cimentarsi insieme in un allenamento a distanza.

Qualche giorno dopo, il 3 ottobre, ma sempre nell’ambito della Settimana europea dello sport, si svolgerà inoltre a Roma Restart Europe, una corsa a cronometro individuale di 1 km per ragazzi che partirà dal Pincio. L’obiettivo è dare un segnale di ripartenza, all’insegna dello sport e degli stili di vita sani. Durante Restart Europe sarà possibile seguire lezioni di fitness (tonificazione, funzionale, difesa personale femminile, aerobica, Zumba e discipline olistiche): per garantire il rispetto delle normative anticovid è necessaria la prenotazione (contatti: aki.akademiaitalia@gmail.com).  

Dopo l’edizione da record del 2019, che ha coinvolto oltre 15 milioni di partecipanti in tutta Europa, quest’anno la Settimana europea dello sport sostiene e accompagna la ripresa dell’attività sportiva come volano per il ritorno alla normalità, facendo leva sui valori e sull’importanza che lo sport ha per la salute e per il benessere psicofisico, nonché come strumento per la crescita personale dei giovani, ossia coloro che saranno chiamati a costruire l’Europa del futuro.

 

L’invito è ad esercitarsi e rimanere fisicamente attivi nonostante le circostanze senza precedenti che ancora oggi costringono milioni di persone a ripensare le proprie abitudini e stili di vita. A questo scopo, la Commissione europea ha lanciato la campagna #BeActiveAtHome, l’altro hashtag ufficiale della Settimana, che consentirà di ricevere consigli e informazioni su tutte le attività di pratica sportiva domestica.

 

“La promozione dell’attività fisica, come l’educazione agli stili di vita sani, è una priorità per l’Unione europea. La Settimana europea dello sport intende inoltre lanciare un messaggio positivo di ripartenza malgrado l’emergenza Covid-19 – ha dichiarato Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Qualche giorno fa, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, la Presidente von der Leyen ha ricordato l’immagine di Carola e Vittoria, le due ragazze che durante il lockdown giocavano a tennis sui tetti di Finale Ligure, ricordandoci la lezione che c’è dietro, quella di non consentire agli ostacoli di averla vinta ma di cogliere le opportunità del momento. Superare le difficoltà con talento, creatività, e coraggio: lo sport ci insegna anche questo”.

“Lo sport è educazione e salute – ha dichiarato il presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Alfio Giomi -. Crescere praticando uno sport come l’atletica leggera significa diventare grandi in termini umani, allenarsi a superare le difficoltà, imparare il rispetto per gli altri. L’attività sportiva di base è importante quanto quella dei grandi campioni. Durante questa pandemia la Federazione ha lavorato incessantemente per restituire l’atletica ai ragazzi, in modo sicuro e protetto. Siamo partiti da lontano, mesi fa, ipotizzando, nel pieno del momento di difficoltà per il nostro Paese, nuove modalità di praticare il nostro sport. Lo abbiamo fatto perché lo sport è educazione, aspetto fondamentale per il futuro dei nostri ragazzi”.

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eGovernment: i servizi pubblici digitali sono migliorati in tutta Europa

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internet

Oggi la Commissione ha pubblicato la relazione di analisi comparativa sull’eGovernment, da cui emerge che negli ultimi due anni l’offerta digitale di servizi pubblici è migliorata in tutta Europa. I criteri di valutazione includono la trasparenza dei servizi pubblici online, la compatibilità con i dispositivi mobili e la mobilità transfrontaliera.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, ha dichiarato: “Dalla compilazione della dichiarazione dei redditi all’apertura di un conto bancario, alla domanda di iscrizione a un’università straniera, il 78% dei servizi pubblici è ora disponibile online, il che ci semplifica la vita, ma deve andare di pari passo con un’identità elettronica che funzioni ovunque in Europa e che protegga i dati degli utenti.”

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha aggiunto: “La crisi del coronavirus ha dimostrato quanto i cittadini facciano affidamento sui servizi pubblici online. Mentre un numero crescente di governi si adegua, dobbiamo fare un passo in più e lavorare a un’identità elettronica europea sicura.”

La relazione indica che la trasparenza dei servizi pubblici online (quanto sono chiare e aperte le informazioni sulle modalità di erogazione dei servizi e sul trattamento dei dati) è aumentata dal 59% al 66% negli ultimi due anni. Anche la compatibilità con i dispositivi mobili è aumentata e si attesta al 76%, rispetto al 62% di due anni fa. Ciò significa che più di 3 servizi online su 4 sono progettati per essere utilizzati su un dispositivo mobile. La cibersicurezza rimane invece una sfida importante: solo il 20% degli URL di tutti i siti web governativi soddisfa criteri di sicurezza di base. Anche la diffusione dell’identità elettronica è in ritardo rispetto alle aspettative e i cittadini possono utilizzare la propria eID nazionale solo per il 9% dei servizi di altri paesi. È in corso una consultazione pubblica su questo tema, che resterà aperta fino al 2 ottobre, e la Commissione presenterà presto una proposta per un’identità elettronica europea sicura. Per maggiori informazioni cliccare qui

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Green Deal europeo: la direttiva relativa alle emissioni industriali riduce le emissioni, ma può essere migliorata

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scarico fabbriche

Oggi la Commissione presenta una valutazione, basata su una serie di studi, delle misure europee di lotta contro l’inquinamento prodotto dai grandi impianti industriali. La valutazione della direttiva relativa alle emissioni industriali sottolinea che la direttiva ha svolto un ruolo importante nella riduzione delle emissioni inquinanti dell’industria, in particolare nell’atmosfera, ma che il suo contributo alla decarbonizzazione e alla transizione verso l’economia circolare è stato più limitato.

Il suo modello di governance, basato sull’elaborazione di norme ambientali insieme agli Stati membri, all’industria e alle ONG che si occupano di ambiente, ha avuto grande successo.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “La direttiva relativa alle emissioni industriali sta conseguendo il suo obiettivo, che consiste nel proteggere la salute umana e nel contribuire ad un’aria e ad un ambiente più sani. Può però ancora essere migliorata. Con il Green Deal europeo e il piano d’azione per l’inquinamento zero abbiamo obiettivi ambiziosi e il prossimo anno riesamineremo le misure dell’UE contro l’inquinamento provocato dai grandi impianti industriali.”

Tra le aree suscettibili di miglioramento figurano l’ampliamento della copertura settoriale, il miglioramento delle disposizioni chiave relative all’autorizzazione e al controllo degli impianti industriali e la garanzia di un maggiore accesso alle informazioni ambientali e di una partecipazione più attiva dei rappresentanti della società civile al processo decisionale relativo alle autorizzazioni.

L’obiettivo della revisione è progredire verso l’obiettivo di inquinamento zero dell’UE di conseguire un ambiente privo di sostanze tossiche e sostenere le politiche in materia di clima, energia ed economia circolare. Nelle prossime settimane sarà aperta una consultazione pubblica sul sito web della Commissione. La revisione riguarderà sia la direttiva relativa alle emissioni industriali sia il regolamento sul registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR), che è strettamente correlato con la direttiva e che consente al pubblico di accedere facilmente alle informazioni sulle emissioni di inquinanti nell’ambiente da parte dei principali impianti industriali dell’UE. L’obiettivo è migliorare i dati raccolti e agevolarne l’accesso al pubblico. Per maggiori informazioni cliccare qui.

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Un nuovo inizio in materia di migrazione: costruire la fiducia e trovare un nuovo equilibrio tra responsabilità e solidarietà

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migrazione e asilo

 

La Commissione europea propone un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo che contempla tutti i diversi elementi necessari per un approccio europeo globale alla migrazione.

 

Oggi la Commissione europea propone un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo che contempla tutti i diversi elementi necessari per un approccio europeo globale alla migrazione. Stabilisce procedure migliori e più rapide durante tutto il sistema di asilo e migrazione, e garantisce un equilibrio tra i principi di equa ripartizione della responsabilità e solidarietà. Ciò è fondamentale per ripristinare la fiducia tra gli Stati membri e la fiducia nella capacità dell’Unione europea di gestire la migrazione.

La migrazione è una questione complessa, con molte sfaccettature che devono essere soppesate insieme: la sicurezza delle persone che cercano protezione internazionale o una vita migliore, le preoccupazioni dei paesi alle frontiere esterne dell’UE, che temono che le pressioni migratorie vadano oltre le loro capacità e necessitano della solidarietà degli altri, e le preoccupazioni di altri Stati membri dell’UE, i quali paventano che, in caso di mancato rispetto delle procedure alle frontiere esterne, i rispettivi sistemi nazionali di asilo, integrazione o rimpatrio non siano in grado di far fronte a eventuali grandi flussi.

Il sistema attuale non funziona più. Negli ultimi cinque anni l’UE non è riuscita a porvi rimedio. L’UE deve superare l’attuale situazione di stallo e dimostrarsi all’altezza di questo compito. Con il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo la Commissione propone soluzioni europee comuni a quella che è una sfida europea. L’UE deve abbandonare le soluzioni ad hoc e porre in essere un sistema di gestione della migrazione prevedibile e affidabile. 

Dopo ampie consultazioni e una valutazione onesta e olistica della situazione, la Commissione propone di migliorare l’intero sistema. Questo significa cercare modi per migliorare la cooperazione con i paesi di origine e di transito e garantire procedure efficaci, un’integrazione efficace dei rifugiati e il rimpatrio di coloro che non hanno diritto di soggiornare nell’UE. Nessuna soluzione individuale in materia di migrazione può soddisfare tutte le parti sotto tutti gli aspetti; lavorando insieme, invece, l’UE può trovare una soluzione comune.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Proponiamo oggi una soluzione europea per ripristinare la fiducia tra gli Stati membri e la fiducia dei cittadini nella nostra capacità, come Unione, di gestire la migrazione. L’UE ha già dimostrato in altri settori di poter adottare misure straordinarie per conciliare prospettive divergenti. Abbiamo creato un mercato interno complesso, una moneta comune e un piano di ripresa senza precedenti per ricostruire le nostre economie. È giunto il momento di affrontare la sfida di gestire la migrazione congiuntamente, con il giusto equilibrio tra solidarietà e responsabilità”.

Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “Moria ci rammenta con durezza che non è più tempo di vivere in una casa costruita a metà. È giunto il momento di mobilitarsi a favore di una politica comune europea in materia di migrazione. Il patto fornisce gli elementi mancanti del puzzle per un approccio globale alla migrazione. L’esperienza della migrazione non è mai la stessa da uno Stato membro all’altro, e le sfide diverse e uniche affrontate da ciascuno meritano di essere riconosciute, prese in considerazione e affrontate”.

Ylva Johansson, Commissaria europea per gli Affari interni, ha dichiarato: “La migrazione è sempre stata e sarà sempre parte delle nostre società. Quello che proponiamo oggi creerà le basi per una politica migratoria a lungo termine in grado di tradurre i valori europei in una gestione pratica. Questa serie di proposte definirà procedure di frontiera chiare, eque e più rapide, in modo che le persone non debbano rimanere nel limbo. Ciò significa una cooperazione rafforzata con i paesi terzi per garantire rimpatri rapidi, più percorsi legali e azioni forti per combattere i trafficanti di esseri umani. Tutto questo fondamentalmente tutela il diritto di chiedere asilo”.

Rafforzamento della fiducia grazie a procedure migliori e più efficaci 

Il primo pilastro dell’approccio della Commissione per promuovere la fiducia consiste in procedure più efficienti e più rapide. In particolare, la Commissione propone di introdurre una procedura integrata di frontiera che, per la prima volta, prevede accertamenti preliminari all’ingresso riguardo all’identificazione di tutte le persone che attraversano le frontiere esterne dell’UE senza autorizzazione o che sono sbarcate in seguito a un’operazione di ricerca e soccorso.

Tali accertamenti comprendono anche controlli sanitari e di sicurezza, il rilevamento delle impronte digitali e la registrazione nella banca dati Eurodac. Dopo gli accertamenti le persone possono essere instradate verso la procedura appropriata, sia questa una procedura alla frontiera per determinate categorie di richiedenti o una normale procedura di asilo. Nell’ambito di questa procedura di frontiera, saranno prese rapide decisioni di asilo o rimpatrio, in modo da offrire in tempi brevi certezza alle persone i cui casi possono essere esaminati celermente.

Parallelamente, tutte le altre procedure saranno migliorate e saranno soggette a un maggiore monitoraggio e sostegno operativo da parte delle agenzie dell’UE. L’infrastruttura digitale dell’UE per la gestione della migrazione sarà modernizzata per rispecchiare e sostenere tali procedure.

Equa ripartizione delle responsabilità e solidarietà

Il secondo pilastro al centro del patto è l’equa ripartizione della responsabilità e la solidarietà. Gli Stati membri saranno tenuti ad agire in modo responsabile e solidale. Ogni Stato membro, senza eccezioni, deve contribuire alla solidarietà nei periodi di forte sollecitazione, per contribuire a stabilizzare il sistema generale, sostenere gli Stati membri sotto pressione e garantire che l’Unione adempia ai propri obblighi umanitari.

Tenuto conto delle diverse situazioni degli Stati membri e della fluttuazione delle pressioni migratorie, la Commissione propone un sistema di contributi flessibili da parte degli Stati membri, che possono andare dalla ricollocazione dei richiedenti asilo dal paese di primo ingresso all’assunzione della responsabilità del rimpatrio delle persone senza diritto di soggiorno fino a varie forme di sostegno operativo.

Sebbene il nuovo sistema si fondi sulla cooperazione e su forme flessibili di sostegno inizialmente su base volontaria, saranno richiesti contributi più rigorosi nei periodi di pressione su singoli Stati membri, sulla base di una rete di sicurezza.

Il meccanismo di solidarietà riguarderà varie situazioni, tra cui lo sbarco di persone a seguito di operazioni di ricerca e soccorso, pressioni, situazioni di crisi o altre circostanze specifiche.

Un cambiamento di paradigma nella cooperazione con i paesi terzi

L’UE cercherà di promuovere partenariati su misura e reciprocamente vantaggiosi con i paesi terzi. Tali partenariati contribuiranno ad affrontare sfide comuni come il traffico di migranti e a sviluppare percorsi legali e affronteranno la questione dell’effettiva attuazione degli accordi e delle intese di riammissione. L’UE e i suoi Stati membri agiranno in modo unitario utilizzando un’ampia gamma di strumenti per sostenere la cooperazione con i paesi terzi in materia di riammissione.

Un approccio globale

Il pacchetto odierno cercherà inoltre di promuovere un sistema comune dell’UE per i rimpatri, al fine di rendere più credibili le norme dell’UE in materia di migrazione. Prevedrà un quadro giuridico più efficace, un ruolo più incisivo della guardia di frontiera e costiera europea e un coordinatore UE per i rimpatri di nuova nomina con una rete di rappresentanti nazionali per garantire la coerenza in tutta l’UE.

Proporrà inoltre una governance comune per la migrazione con una migliore pianificazione strategica per garantire che le politiche dell’UE e quelle nazionali siano allineate, e un monitoraggio rafforzato della gestione della migrazione sul terreno per rafforzare la fiducia reciproca.

La gestione delle frontiere esterne sarà migliorata. Il corpo permanente della guardia di frontiera e costiera europea, il cui impiego è previsto a partire dal 1º gennaio 2021, fornirà un maggiore sostegno ovunque necessario.

Una politica credibile in materia di migrazione legale e integrazione andrà a vantaggio delle società e delle economie europee. La Commissione avvierà con i principali paesi terzi partenariati per la gestione dei talenti che risponderanno alle esigenze del mercato del lavoro e di competenze nell’UE. Il patto rafforzerà il reinsediamento e promuoverà altri percorsi complementari, cercando di sviluppare un modello europeo di sponsorizzazione da parte di comunità o di privati. La Commissione adotterà inoltre un nuovo piano d’azione globale sull’integrazione e l’inclusione per il periodo 2021-2024.

Prossime tappe

Spetta ora al Parlamento europeo e al Consiglio esaminare e adottare l’intera legislazione necessaria per realizzare una vera politica comune in materia di asilo e migrazione. Data l’urgenza della situazione locale in vari Stati membri, i colegislatori sono invitati a raggiungere un accordo politico sui principi fondamentali del regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione e ad adottare il regolamento relativo all’Agenzia dell’UE per l’asilo e il regolamento Eurodac entro la fine dell’anno. Anche la direttiva riveduta sulle condizioni di accoglienza, il regolamento qualifiche e la rifusione della direttiva rimpatri dovrebbero essere adottati rapidamente, sulla base dei progressi già compiuti dal 2016.

Contesto 

Le proposte odierne tengono fede all’impegno assunto dalla Presidente von der Leyen nei suoi orientamenti politici di presentare un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo. Il patto si basa su consultazioni approfondite con il Parlamento europeo, tutti gli Stati membri, la società civile, le parti sociali e le imprese, e garantisce un attento equilibrio che integra le loro prospettive.

Per ulteriori informazioni

Documenti giuridici – Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo

MEMOC: New Pact on Migration and Asylum (Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo)

MEMO: Building on the progress made since 2016 – New Pact on Migration and Asylum (Muovendo dai progressi progressi compiuti dal 2016 — Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo)

Sito web della Commissione – Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo

Statistiche sulla migrazione verso l’Europa

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Giornata Europea delle Lingue 2020

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Il 1 ottobre si celebrerà l’evento della Giornata Europea delle Lingue promosso dal Centro Europe Direct Majella e comunicato dalla Rappresentanza in Italia – Commissione Europea al link:

https://ec.europa.eu/italy/events/20200922_giornata_europea_delle_lingue_2020_it?fbclid=IwAR3q9WfOwunxId1_FaSSzRlvHwZPTy33sLLuKAgRc7doOMhLe-cHKaM1oVw

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La Commissione approva una nuova indicazione geografica italiana

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provola dei nebrodi

 

 

La Commissione europea ha approvato la domanda di registrazione della “Provola dei Nebrodi” nel registro delle denominazioni di origine protette (DOP).

 

La “Provola dei Nebrodi” è un formaggio a pasta filata prodotto tradizionalmente da latte vaccino nelle aree montane dei Nebrodi nel nord-est della Sicilia. Ha un sapore dolce e delicato che diventa più saporito con l’avanzare della stagionatura. La Provola dei Nebrodi è uno dei formaggi più antichi della Sicilia, le cui peculiarità si sono tramandate per secoli, per via orale, di generazione in generazione. L’esperienza e il saper fare del casaro costituiscono uno dei fattori determinanti per la qualità e il carattere unico del prodotto.

Questa nuova denominazione si aggiunge agli oltre 1480 prodotti alimentari già protetti, il cui elenco è disponibile nella banca dati eAmbrosia. Per maggiori informazioni, si vedano anche le pagine dei regimi di qualità.

 

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Giornate europee della ricerca e dell’innovazione

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european research day

 

Le Giornate europee della ricerca e dell’innovazione, il principale evento annuale dell’Europa sul futuro della ricerca e dell’innovazione, iniziano oggi e si svolgeranno online fino al 24 settembre.

 

Quest’anno sono previste oltre 100 sessioni diverse a cui parteciperanno oltre 28 000 responsabili politici, ricercatori, imprenditori e cittadini per discutere di come le politiche e i finanziamenti per la ricerca e l’innovazione possano realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo, di un’Europa pronta per l’era digitale, dello Spazio europeo della ricerca rinnovato e altre priorità. Grazie alla mostra virtuale “Science is wonderful!”, le scuole, i giovani, i cittadini e le parti interessate potranno scoprire 40 progetti finanziati dall’UE che affrontano le principali sfide cui sono confrontate le nostre società, dall’emergenza climatica alla lotta contro il cancro e il coronavirus.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “L’edizione 2020 delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione è già un fantastico evento interattivo. Con la conferenza programmatica che affronta dieci gruppi di tematiche, tra cui il Green Deal e Orizzonte Europa, sessioni di co-progettazione, cerimonie di premiazione e la mostra Science is Wonderful! tutti hanno l’opportunità di partecipare e condividere le loro riflessioni sul futuro della ricerca e dell’innovazione europee.”

Oltre alle sessioni plenarie, alle sessioni tematiche e ai seminari, la Commissione assegnerà quattro premi europei prestigiosi a innovatori e idee rivoluzionari: il premio dell’UE per le donne innovatrici 2020, il premio Capitale europea dell’innovazione (iCapital), il premio Horizon Impact e il premio Horizon del Consiglio europeo per l’innovazione per le tecnologie accessibili per gli aiuti umanitari.

Le Giornate europee della ricerca e dell’innovazione sono aperte a tutti coloro che sono interessati alla ricerca e all’innovazione. L’edizione 2019 delle Giornate europee della ricerca e dell’innovazione è stata riconosciuta come l’evento UE sulla ricerca più visibile degli ultimi anni, con oltre 4 400 partecipanti alle conferenze, 3 200 visitatori delle mostre e circa 120 000 persone raggiunte sui social media. Per maggiori informazioni cliccare qui.

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