“Politiche di Coesione e Inclusione Sociale: quanto ne sai?”: resoconto del secondo web meeting sulla Politica di Coesione

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Nel pomeriggio del 26 Novembre alle ore 15:30 il Centro Europe Direct Majella ha organizzato il secondo evento online dedicato alla Politica di Coesione dell’Unione, rinnovando così l’appuntamento con la cittadinanza e gli utenti del Centro per discutere sul funzionamento e l’utilizzo dei Fondi Europei.

L’incontro moderato dalla dott.ssa Gabriella Spina, ha visto l’importante sostegno e partecipazione del dott. Cipollone, dirigente del Servizio Autorità di Gestione Unica FESR-FSE presso la Regione Abruzzo, il quale ha illustrato i progressi nell’ambito delle politiche di coesione e dei finanziamenti europei e ha evidenziato i molteplici benefici della cooperazione tra Europa ed enti territoriali.

Ricco di riflessioni e approfondimenti tecnici è stato l’intervento del professor Mauro Cappello, esperto in Fondi strutturali europei e professore presso l’Università della Tuscia e l’Università Roma Tre, che ha esposto in maniera chiara il funzionamento della politica di coesione e dei sui strumenti finanziari, offrendo ai partecipanti un quadro completo della programmazione 2021-2027, posta a confronto con la precedente 2014-2020.

Tante le domande inviate in chat dai partecipanti che si sono sentiti direttamente coinvolti dall’argomento trattato, come dimostrato dalle tante curiosità sollevate in merito alle opportunità di tirocinio presso la Regione o di concrete opportunità di finanziamento per gli enti privati.

Ricorrente il tema della formazione in materia di finanziamenti europei nella quale il prof.re Cappello invita le istituzioni a investire maggiormente, mentre il dott. Cipollone ne ha confermato la necessità e le svariate opportunità di lavoro che questa può creare.

La dott.ssa Spina, ricordando il ruolo attivo del Centro EDIC Majella in merito alla formazione della cittadinanza al livello locale, ha tratto le conclusioni ringraziando gli ospiti e tutti i partecipanti, compreso gli utenti che hanno seguito l’incontro in diretta streaming sulla pagina Facebook.

Lo staff dello Europe Direct Majella, entusiasta dell’ottimo risultato, vi da appuntamento al prossimo evento, digitale o in presenza, ricordandovi che l’Unione fa la forza!

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La Commissione annuncia i vincitori del concorso europeo per l’innovazione sociale 2020

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Oggi la Commissione ha annunciato i vincitori del concorso europeo per l’innovazione sociale 2020, aperto a tutti i paesi dell’UE e ai paesi associati a Orizzonte 2020, che premia le soluzioni innovative per affrontare i problemi della società.

 

 

 

 

I tre progetti che hanno vinto la sfida di quest’anno di “ripensare la moda” riceveranno un premio di 50 000 EUR ciascuno. I vincitori sono: resortecs®, una start-up belga che contribuisce a semplificare il processo di riutilizzo e riciclaggio dei tessuti; Snake, una piattaforma digitale croata che consente agli utenti di indossare i capi in realtà aumentata; e WhyWeCraft: Cultural Sustainability in Fashion (WhyWeCraft: sostenibilità culturale nella moda), un meccanismo di sostegno giuridico rumeno per artigiani e designer.

Ogni anno la giuria assegna anche il premio “Impatto” a uno dei partecipanti che aveva raggiunto la semifinale l’anno prima, sulla base dei risultati ottenuti dal progetto nei dodici mesi precedenti. Il vincitore 2020 è Empower, un’impresa che ha adottato una nuova tecnologia per favorire l’economia circolare tramite il conferimento e la raccolta dei rifiuti di plastica in cambio di una ricompensa. Maggiori informazioni sul concorso sono disponibili qui.

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Fusioni: la Commissione autorizza l’acquisizione di Netinera Deutschland da parte di Trenitalia

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Ai sensi del regolamento UE sulle concentrazioni, la Commissione europea ha approvato l’acquisizione del controllo esclusivo di Netinera Deutschland GmbH (“Netinera”) da parte di Trenitalia S.p.A (“Trenitalia”).

 

 

 

 

Netinera fornisce servizi regionali di trasporto passeggeri su rotaia e autobus principalmente in Germania e, in misura minore, nella Repubblica ceca, sulla base di contratti di servizio pubblico aggiudicati principalmente dalle autorità di trasporto pubblico tedesche. Attualmente è controllata da Trenitalia e Cube Transport Sarl, un fondo di investimento con sede in Lussemburgo specializzato in infrastrutture e servizi pubblici.

Trenitalia opera nel trasporto ferroviario locale, su lunga distanza e internazionale di passeggeri e nella fornitura di servizi connessi in Italia e in altri paesi europei, principalmente Francia, Grecia e Regno Unito. È interamente di proprietà di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., a sua volta detenuta al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La Commissione ha concluso che il progetto di acquisizione non solleverebbe problemi sotto il profilo della concorrenza dato l’impatto limitato sul mercato. L’operazione è stata esaminata nel quadro della procedura semplificata di esame delle concentrazioni. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web della DG Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi con il numero M.9996.

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Fondo StudioSì: primi finanziamenti a tasso zero per gli studenti del Sud Italia

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  • Il fondo StudioSì, gestito dalla BEI, ha erogato i primi 2 milioni di euro di prestiti a tasso zero a sostegno degli studenti del Sud Italia iscritti all’università, sia in Italia che all’estero.
  • Coprendo il costo delle rette universitarie, il vitto e l’alloggio, StudioSì sostiene l’accesso all’istruzione, migliorando le possibilità professionali, soprattutto per gli studenti provenienti da famiglie a basso reddito.
  • Il Fondo Sociale Europeo (FSE) mette a disposizione 100 milioni di euro, di cui il 75% destinato a studenti del Sud Italia che vogliono conseguire una laurea specialistica, mentre il 25% è diretto agli studenti di tutta l’UE che si iscrivono alle Università del Sud Italia.

 

Per migliorare le opportunità formative e professionali nel Sud Italia, il fondo “StudioSì”, costituito dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) e gestito dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), ha stanziato i primi 2 milioni di euro. Il fondo, beneficiando di uno stanziamento di 100 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo (FSE), sostiene gli studenti delle otto regioni meridionali italiane, che studiano in Italia o all’estero, con prestiti a tasso zero per finanziare le tasse universitarie e il costo della vita.

Gli studenti posso richiedere i prestiti presso due istituti bancari, Intesa SanPaolo e ICCREA, che gestiranno entrambi metà dello stanziamento. I finanziamenti sono accessibili agli studenti che seguono corsi di laurea magistrale in una delle 12 aree di specializzazione incluse nella Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI), tra le quali Agrifood, Design, Energia e Mobilità sostenibile. Fino al 25% delle risorse saranno usufruibili da studenti non residenti che scelgono di studiare in una regione del Mezzogiorno, in linea con le disposizioni del Programma Operativo Nazionale (PON).

StudioSì è il primo strumento in Europa ad offrire risorse finanziarie, senza interessi o richiesta di garanzie, a studenti che possono fare cose importanti per l’Italia e l’UE.” ha commentato Dario Scannapieco, vice-presidente della BEI. “Grazie a questa partnership tra MUR e BEI, che mette a disposizione fondi europei tramite Intesa San Paolo e Iccrea, migliaia di studenti italiani avranno la possibilità di finanziare gli studi senza preoccupazioni, migliorando il rendimento educativo. Inoltre, la natura ‘rotativa’ di questo fondo, permetterà di re-investire le risorse per garantire un sostegno più ampio alla partecipazione universitaria.”

Nicolas Schmit, Commissario Europeo per il lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “Abbiamo il dovere collettivo di fornire ai nostri giovani gli strumenti di cui hanno bisogno per prosperare. Con 100 milioni di euro messi a disposizione dal Fondo Sociale Europeo possiamo rendere accessibile l’istruzione superiore a tanti studenti del Sud Italia. I prestiti a tasso zero del Fondo StudioSì consentiranno loro di intraprendere gli studi e la carriera con maggiore fiducia e sicurezza finanziaria, il che nell’incertezza odierna è particolarmente apprezzato.”

 Un rapporto OCSE del 2019 evidenzia che il 19% dei 25-64enni in Italia ha un’istruzione terziaria, rispetto a una media OCSE del 37%, sebbene i tassi di istruzione terziaria siano in aumento per le giovani generazioni. StudioSì dovrebbe migliorare le opportunità educative e professionali per gli studenti del Sud Italia e aumentare le iscrizioni nelle università del Sud, poiché – secondo quanto rilevato dal rapporto Almalaurea 2019 – attualmente il 90% degli studenti stranieri sceglie le università del Nord Italia. In questo modo, il fondo può migliorare in modo sostenibile il contributo delle università allo sviluppo regionale, in un’ottica di rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale.

Informazioni per gli editori

La Banca europea per gli investimenti (BEI) è l’istituzione finanziaria di lungo termine dell’Unione europea. Gli azionisti sono gli Stati membri. Essa eroga finanziamenti a lungo termine per investimenti validi che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’UE. Nel 2019 la BEI ha messo a disposizione circa 9,7 miliardi di EUR a favore di progetti in tutta Italia.

Condizioni del finanziamento

I finanziamenti sono accessibili per studenti di tutte le classi di laurea magistrale a ciclo unico e specialistiche afferenti alle 12 aree della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI). In particolare, le 12 aree di specializzazione su cui si focalizza il bando sono: Aerospazio; Agrifood; Blue Growth; Chimica Verde; Cultural Heritage; Design, creatività e Made in Italy; Energia; Fabbrica Intelligente; Mobilità sostenibile; Salute, Smart, Secure and Inclusive Communities; Tecnologie per gli ambienti di vita

Il prestito è erogato senza interessi e senza richiesta di garanzie agli studenti o a terze parti in tranche all’ottenimento/mantenimento dei requisiti definiti in fase di stipula (la prima tranche potrebbe essere comunque erogata prima dell’inizio dell’anno accademico). L’erogazione delle tranche è subordinata al superamento di verifiche di profitto svolte dall’intermediario finanziario in itinere. L’importo può sostenere oltre alle tasse universitarie, fino a 10.000 EUR all’anno, anche le spese di vitto e alloggio, con flessibilità per lo studente nel richiedere prestiti di cifre inferiori per esigenze da lui stesso individuate e possibilità di chiedere estinzione anticipata senza costi. I beneficiari finali potranno richiedere un finanziamento massimo di 50.000 euro per l’intero periodo di studio. Il prestito ha durata massima di 25 anni dal pagamento della prima tranche o termine inferiore, come convenuto tra le parti. Sono ammissibili a finanziamento i corsi universitari post-triennali, a ciclo unico e i master coerenti con la strategia nazionale per la specializzazione intelligente (“SNSI”).

Il Fondo Sociale Europeo (FSE) è il principale strumento europeo per sostenere l’occupazione e promuovere l’inclusione sociale all’interno dell’Unione europea. Il FSE investe nel capitale umano dell’Europa: i lavoratori, i giovani e le persone in condizione di disagio sociale. Il FSE finanzia l’attuazione dei principi del Pilastro europeo per i Diritti Sociali attraverso azioni nel settore dell’occupazione, dell’istruzione, delle competenze e dell’inclusione sociale. Website: https://ec.europa.eu/esf/home.jsp

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Risposta al coronavirus: quasi €737 milioni a sostegno di Calabria, Liguria e Emilia Romagna

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La Commissione europea ha approvato la modifica di tre nuovi programmi operativi della politica di coesione dell’UE per consentire a Calabria, Liguria e Emilia Romagna di reindirizzare quasi €737 milioni di fondi della politica di coesione per rispondere alla pandemia di coronavirus sostenendo la sanità e le PMI.

 

 

 

La Commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira, ha dichiarato: “Mi compiaccio che quasi tutte le regioni italiane abbiano approfittato della flessibilità della politica di coesione per reindirizzare i fondi là dove sono più necessari in questi tempi difficili. Ciò aiuterà notevolmente il paese ad affrontare le sfide sia a breve che a lungo termine poste dalla pandemia di coronavirus.”

La modifica del programma della Calabria (€500 milioni) utilizzerà la flessibilità per rafforzare la capacità di risposta alle crisi del settore sanitario, sostenere le PMI e promuovere l’occupazione e la didattica a distanza. La modifica comprende anche un aumento temporaneo del tasso di cofinanziamento dell’UE al 100% per le azioni ammissibili per aiutare la regione a fronteggiare la carenza di liquidità. La Liguria (€46,9 milioni) rafforzerà il sistema sanitario e sosterrà le PMI con sovvenzioni, capitale circolante e garanzie supplementari tramite il Fondo nazionale di garanzia. Infine, in aggiunta a una precedente modifica del programma, questa ulteriore modifica del programma dell’Emilia Romagna (€190 milioni) migliorerà la risposta del settore sanitario, fornendo attrezzature mediche e dispositivi di protezione e aumentando la capacità di effettuare test.

La modifica di questi tre programmi è possibile grazie alla flessibilità eccezionale offerta nel quadro dell’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus (CRII) e dell’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus (CRII+), che consentono agli Stati membri di utilizzare i finanziamenti della politica di coesione per sostenere i settori più esposti alla pandemia. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

 

 

 

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Forum europeo sull’idrogeno: un nuovo passo verso l’attuazione dell’agenda per l’idrogeno pulito dell’UE

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Il 26 e 27 novembre si terrà il Forum europeo sull’idrogeno, la prima assemblea dell’Alleanza europea per l’idrogeno pulito, annunciato nel quadro della nuova strategia industriale europea a marzo e avviato a luglio 2020 insieme alla strategia dell’UE per l’idrogeno.

 

 

L’evento di alto livello, al quale parteciperanno il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, il Commissario per il Mercato interno Thierry Breton, la Commissaria per l’Energia Kadri Simson e la Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani Mariya Gabriel, verterà su come aiutare l’industria e la ricerca dell’UE sull’idrogeno a conseguire gli obiettivi di neutralità climatica dell’Unione.

L’Alleanza europea per l’idrogeno pulito, alla quale hanno aderito già oltre 800 parti interessate, ha obiettivi ambiziosi in termini di diffusione delle tecnologie dell’idrogeno verde in Europa entro il 2030, e mira a riunire la produzione e la domanda di idrogeno rinnovabile a basse emissioni di carbonio nell’industria, nella mobilità e in altri settori, e il trasporto e la distribuzione dell’idrogeno. Questi obiettivi saranno perseguiti, tra l’altro, tramite un programma di investimenti e progetti concreti, sulla base dell’agenda strategica di ricerca e innovazione del futuro partenariato per la ricerca e l’innovazione in materia di idrogeno pulito, e mobilitando risorse e attori per installare nell’UE almeno 6 GW di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile entro il 2024 e 40 GW entro il 2030.

Il Commissario Breton ha dichiarato: “L’idrogeno pulito svolge un ruolo fondamentale nella corsa alla decarbonizzazione di numerosi settori della nostra economia. In quanto elemento centrale del Green Deal europeo, l’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio non solo contribuirà alla transizione verso l’energia verde, ma offre importanti opportunità commerciali alle imprese dell’UE. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare oculatamente i fondi per la ripresa nazionali per contribuire a gettare le basi dei mercati dell’idrogeno e delle infrastrutture transfrontaliere in Europa.

La prima edizione del Forum europeo sull’idrogeno è organizzata congiuntamente dalla Commissione e dall’impresa comune “Celle a combustibile e idrogeno”. Con questo evento, il lavoro dell’Alleanza entra in una nuova fase cruciale, dal momento che a dicembre di quest’anno saranno avviate sei tavole rotonde tematiche, sotto forma di gruppi di lavoro responsabili della sua attività operativa. Per guardare l’evento online si prega di iscriversi qui.

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La Commissaria Johansson partecipa ai Dialoghi mediterranei sulla migrazione

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Domani, 26 novembre, la Commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, parteciperà alla conferenza virtuale Rome MED – Mediterranean Dialogues, un’iniziativa annuale organizzata dal MAECI (Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale) e da Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale).

 

 

 

Oltre alla Commissaria Johansson parteciperanno la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, il direttore generale dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni António Vitorino, il Ministro degli Affari esteri ed europei di Malta Evarist Bartolo, il Ministro degli Affari esteri sloveno Anže Logar, il Ministro degli Affari esteri del Sudan Omer Gamar-Eldin Ismail e il Ministro dell’Interno del governo di intesa nazionale libico Fathi Bashagha.

L’evento mira a discutere di cooperazione in materia di migrazione a livello bilaterale, regionale e multilaterale. Offrirà inoltre l’opportunità di dibattere le proposte presentate nel nuovo patto sulla migrazione e l’asilo della Commissione, volte a promuovere partenariati su misura e reciprocamente vantaggiosi tra l’UE e i suoi partner.

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Medicinali accessibili, sicuri e a prezzi contenuti per tutti: la Commissione presenta una strategia farmaceutica per l’Europa

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Oggi la Commissione ha adottato una strategia farmaceutica per l’Europa che mira a garantire ai pazienti l’accesso a medicinali innovativi e dal prezzo contenuto e a sostenere la competitività, la capacità di innovazione e la sostenibilità dell’industria farmaceutica dell’UE. La strategia consentirà all’Europa di soddisfare il suo fabbisogno di farmaci anche in tempi di crisi, grazie a catene di approvvigionamento solide.

 

 

Oggi la Commissione ha adottato una strategia farmaceutica per l’Europa che mira a garantire ai pazienti l’accesso a medicinali innovativi e dal prezzo contenuto e a sostenere la competitività, la capacità di innovazione e la sostenibilità dell’industria farmaceutica dell’UE. La strategia consentirà all’Europa di soddisfare il suo fabbisogno di farmaci anche in tempi di crisi, grazie a catene di approvvigionamento solide. Sarà un elemento chiave nella costruzione di un’Unione europea della salute più forte, richiesta dalla Presidente von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione, e contribuirà a creare un sistema farmaceutico adeguato alle esigenze future e in grado di risollevarsi dalle crisi.

La strategia farmaceutica europea ha quattro obiettivi principali:

  • garantire ai pazienti l’accesso a medicinali a buon mercato e rispondere alle esigenze mediche non soddisfatte (per esempio per quanto riguarda la resistenza antimicrobica, il cancro e le malattie rare)
  • promuovere la competitività, la capacità di innovazione e la sostenibilità del comparto farmaceutico dell’UE e la produzione di medicinali di alta qualità, sicuri, efficaci e più ecologici
  • potenziare i meccanismi di preparazione e risposta alle emergenze e affrontare la questione della sicurezza dell’approvvigionamento
  • assicurare una posizione solida dell’UE sulla scena mondiale, promuovendo standard elevati in termini di qualità, efficacia e sicurezza.

Benché la strategia non sia solo uno strumento per affrontare le emergenze, tiene conto degli insegnamenti tratti dalla prima risposta alla pandemia di COVID-19 per accrescere la preparazione e la resilienza del settore farmaceutico europeo.

La strategia propone azioni concrete per garantire l’accessibilità, la disponibilità e il prezzo contenuto dei medicinali. Sostiene il ricorso a catene di approvvigionamento diversificate e sicure, che garantirebbero all’Europa un’autonomia strategica aperta nel mondo, e promuove l’utilizzo di farmaci ecosostenibili.

Inoltre, la strategia farà sì che la politica farmaceutica dell’UE resti al servizio della salute pubblica anche in un mutevole contesto di trasformazioni scientifiche e commerciali, sosterrà le innovazioni incentrate sui pazienti e favorirà i cambiamenti digitali e tecnologici.

Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “La pandemia di coronavirus ha messo in evidenza quanto sia necessario sostenere i nostri sistemi sanitari. Ciò significa anche garantire l’accesso a medicinali sicuri, efficaci e di alta qualità a prezzi contenuti. Nel difficile contesto economico e sociale in cui si trova l’UE, la strategia adottata oggi farà sì che l’Europa e gli europei continuino a beneficiarne. Invito gli Stati membri e il Parlamento a sostenere questo approccio, che sarà attuato nei prossimi tre anni e oltre.”

Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha affermato: “Già in passato le terapie, i medicinali e i vaccini efficaci e sicuri ci hanno aiutato a combattere alcune delle principali cause di malattia, anche nel caso di patologie potenzialmente letali. Questi prodotti saranno fondamentali per proteggere la salute e il benessere dei cittadini europei in questo periodo di crisi. La strategia aiuterà l’industria farmaceutica dell’UE a rimanere competitiva e innovativa, e a occuparsi delle esigenze dei pazienti e dei sistemi sanitari.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha sottolineato: “Oggi avviamo i lavori che garantiranno ai pazienti di tutta l’UE l’accesso costante a medicinali sicuri ed efficaci a prezzi contenuti. Con la strategia farmaceutica per l’Europa rispettiamo l’impegno a creare un sistema farmaceutico adeguato alle esigenze future e incentrato sui pazienti, nel quale l’industria dell’UE possa progredire, prosperare e continuare ad avere un ruolo di primo piano a livello mondiale. La strategia rappresenta la nostra visione a lungo termine per un’autonomia strategica aperta e il nostro modo di reagire alle sfide attuali e alle fragilità rivelate dall’emergenza COVID-19. Un altro pilastro dell’Unione europea della salute inizia a concretizzarsi.

Contesto

La strategia farmaceutica per l’Europa segna l’inizio di un processo: la sua attuazione passerà per un programma ambizioso di interventi legislativi e non legislativi, che sarà avviato nei prossimi anni.

Tali interventi riguarderanno l’intero ecosistema farmaceutico, ma anche alcuni aspetti del settore dei dispositivi medici. La strategia è complementare al Green Deal europeo e alle iniziative intraprese nell’ambito dell’approccio strategico dell’UE riguardo all’impatto ambientale dei farmaci per ridurne i rischi per l’ambiente, affrontare il problema dell’inquinamento da residui farmaceutici e promuovere una produzione, un utilizzo e uno smaltimento più ecologici (oggi sarà pubblicata una relazione sull’andamento dei lavori). È collegata anche al piano d’azione sulla proprietà intellettuale presentato oggi.

Le principali iniziative della strategia comprendono:

  • la revisione della legislazione farmaceutica di base* per adeguarla alle esigenze future e favorire l’innovazione (data prevista per la proposta: 2022)
  • la creazione di un’autorità dell’UE per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (proposta prevista per il secondo semestre del 2021)
  • la revisione dei regolamenti sui medicinali per uso pediatrico e sulle malattie rare
  • l’avvio di un dialogo aperto e costruttivo con e tra tutti i soggetti coinvolti nella produzione farmaceutica e le autorità pubbliche, per individuare le fragilità della catena di approvvigionamento mondiale di farmaci essenziali e definire opzioni strategiche per rafforzare la continuità e la sicurezza dell’approvvigionamento nell’UE
  • la collaborazione tra le autorità nazionali riguardo alle politiche in materia di prezzi, pagamenti e appalti, per rendere i medicinali più economici ed efficaci in termini di costi e accrescere la sostenibilità dei sistemi sanitari
  • la creazione di una solida infrastruttura digitale, compresa una proposta per uno spazio europeo dei dati sanitari (data prevista per la proposta: 2021)
  • il sostegno alla ricerca e all’innovazione, in particolare attraverso i programmi Orizzonte 2020 e EU4Health
  • azioni per promuovere approcci innovativi nei settori europei della ricerca e sviluppo e degli appalti per quanto riguarda gli antimicrobici e le loro alternative e misure per limitarne e ottimizzarne l’uso.

Prossime tappe

La strategia verrà discussa a livello politico durante la sessione del Consiglio EPSCO del 2 dicembre 2020.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione – Una strategia farmaceutica per l’Europa

Domande e risposte

Scheda informativa

Video

Pagina web della strategia farmaceutica

* Direttiva 2001/83/CE e regolamento (CE) n. 726/2004.

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Coronavirus: approvazione da parte della Commissione europea del contratto con Moderna per garantire l’accesso a un potenziale vaccino

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Oggi nell’ambito della strategia dell’UE per i vaccini la Commissione europea ha approvato un sesto contratto, questa volta con la società farmaceutica Moderna.

 

 

 

Oggi nell’ambito della strategia dell’UE per i vaccini la Commissione europea ha approvato un sesto contratto, questa volta con la società farmaceutica Moderna. Il contratto prevede l’acquisto iniziale di 80 milioni di dosi per conto di tutti gli Stati membri dell’UE, con l’opzione di richiedere fino a 80 milioni di dosi ulteriori, che verranno fornite non appena saranno state dimostrate la sicurezza e l’efficacia del vaccino contro la COVID-19.

Il contratto con Moderna amplierà il già vasto portafoglio di vaccini che saranno prodotti in Europa e che comprende i contratti firmati con AstraZenecaSanofi-GSKJanssen Pharmaceutica NVBioNTech-Pfizer e il contratto approvato con CureVac. Questo portafoglio diversificato di vaccini garantirà che l’Europa sia ben preparata per la vaccinazione, una volta dimostrate la sicurezza e l’efficacia dei vaccini. Gli Stati membri possono anche decidere di donare il vaccino ai paesi a reddito medio-basso o di ridistribuirlo ad altri paesi europei.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Sono molto lieta di annunciare l’accordo odierno concluso con la società Moderna per l’acquisto di fino a 160 milioni di dosi di questo futuro vaccino. Si tratta del sesto contratto con un produttore di vaccini e stiamo già lavorando a un ulteriore contratto. Stiamo realizzando un portafoglio di vaccini contro la COVID-19 tra i più completi al mondo: così i cittadini europei avranno accesso ai vaccini più promettenti attualmente in fase di sviluppo. Un vaccino sicuro ed efficace può aiutarci a porre fine alla pandemia e a ritornare gradualmente alla vita normale.”

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “L’accordo odierno con Moderna costituisce un’altra tappa importante della strategia dell’UE sui vaccini. Sono lieta che la Commissione abbia finora concluso sei accordi relativi al vaccino. Questo traguardo è una prova tangibile di che cosa rappresenti in concreto l’Unione europea della salute: un’Unione europea che produce risultati concreti per i suoi cittadini e un piano per la nostra futura cooperazione nel settore della salute. Un vaccino sicuro ed efficace è più importante che mai per contribuire al ritorno alla normalità e al superamento di questa pandemia. Nessuno è al sicuro fino a quando non lo saremo tutti.”

Moderna è una società statunitense all’avanguardia nello sviluppo di una nuova classe di vaccini basati sull’RNA messaggero (mRNA), trasportato all’interno delle cellule da nanoparticelle lipidiche. La piattaforma vaccinale è stata sviluppata nel corso dell’ultimo decennio. Il principio di fondo è l’impiego di tale molecola come supporto di dati grazie ai quali il corpo riuscirà a produrre da solo le proteine per attivare un’immunità duratura alla COVID-19.

La decisione della Commissione di finanziare questo vaccino si basa su una solida valutazione scientifica, sulla tecnologia utilizzata e sulla capacità di produzione europea per l’approvvigionamento dell’intera UE.

Contesto

Il 17 giugno la Commissione europea ha presentato una strategia europea per accelerare lo sviluppo, la produzione e la diffusione di vaccini efficaci e sicuri contro la COVID-19. Come contropartita del diritto di acquistare un determinato numero di dosi di vaccino in un dato periodo, la Commissione finanzia, attraverso accordi preliminari di acquisto, una parte dei costi iniziali sostenuti dai produttori di vaccini. I finanziamenti erogati sono considerati un acconto sui vaccini che saranno effettivamente acquistati dagli Stati membri sulla base degli accordi preliminari di acquisto.

Il costo elevato e l’alto tasso di insuccesso rendono gli investimenti in un vaccino contro la COVID-19 estremamente rischiosi per gli sviluppatori di vaccini; gli accordi preliminari di acquisto consentono quindi di effettuare investimenti che altrimenti potrebbero non essere realizzati.

Non appena sarà stata dimostrata la sicurezza e l’efficacia dei vaccini e sarà stata rilasciata l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’Agenzia europea per i medicinali, i vaccini dovranno essere distribuiti rapidamente e resi disponibili in tutta Europa. Il 15 ottobre la Commissione ha definito i principali passi che gli Stati membri devono compiere per essere pienamente preparati e che comprendono l’elaborazione di strategie nazionali di vaccinazione. La Commissione sta sviluppando un quadro comune di comunicazione e una piattaforma per monitorare l’efficacia delle strategie nazionali di vaccinazione.

La Commissione europea si impegna inoltre a garantire che chiunque necessiti di un vaccino lo ottenga, ovunque nel mondo e non solo in Europa. Nessuno sarà sicuro fino a quando non lo saremo tutti. Per questo motivo dal 4 maggio 2020 la Commissione ha raccolto quasi 16 miliardi di € nell’ambito della risposta globale al coronavirus, l’azione globale per l’accesso universale a test, cure e vaccini contro il coronavirus e per la ripresa globale, e ha confermato l’interesse a partecipare allo strumento COVAX per un accesso equo, in ogni luogo, a vaccini contro la COVID-19 a prezzi contenuti. Come parte dell’impegno di Team Europa, la Commissione ha annunciato un contributo di 400 milioni di € sotto forma di garanzie a sostegno del COVAX e dei suoi obiettivi nell’ambito della risposta globale al coronavirus. Il 12 novembre l’Unione europea ha annunciato un contributo di ulteriori 100 milioni di € sotto forma di sovvenzioni a sostegno dello strumento COVAX.

Per ulteriori informazioni

Strategia dell’UE sui vaccini

Risposta al coronavirus

Panoramica della risposta della Commissione

 

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Piano d’azione sulla parità di genere – I diritti delle donne e delle ragazze al centro della ripresa globale per un mondo garante della parità di genere

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parità di genere

 

 

 

Oggi la Commissione europea e l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza presentano piani ambiziosi per promuovere la parità di genere e l’emancipazione femminile in tutte le azioni esterne dell’Unione europea.

 

 

 

Sebbene alcuni progressi significativi, benché disomogenei, siano stati conseguiti per quanto riguarda la promozione dei diritti delle donne e delle ragazze, nel mondo nessun paese è sulla buona strada per raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze entro il 2030. Inoltre le conseguenze sanitarie e socioeconomiche della crisi COVID-19 stanno colpendo in maniera sproporzionata le donne e le ragazze. Per esempio, dato che sono in prevalenza le donne a essere occupate nel lavoro informale e in settori vulnerabili, la perdita di posti di lavoro è nel loro caso di 1,8 superiore a quella degli uomini. Tra le donne il tasso di povertà potrebbe aumentare del 9,1%.

Per far fronte a questa problematica il nuovo piano d’azione dell’UE sulla parità di genere e l’emancipazione femminile nell’azione esterna per il periodo 2021-2025 (GAP III) mira ad accelerare i progressi nell’emancipazione delle donne e delle ragazze e a salvaguardare i risultati conseguiti nell’ambito della parità di genere durante i 25 anni successivi all’adozione della dichiarazione di Pechino e della relativa piattaforma d’azione.

L’Alto Rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell ha dichiarato: “Garantire gli stessi diritti a tutti responsabilizza le nostre società. Le arricchisce e le rende più sicure. Questo è un dato di fatto che va al di là di principi o doveri morali. La partecipazione e la leadership delle donne e delle ragazze è essenziale per garantire democrazia, giustizia, pace, sicurezza, prosperità e un pianeta più verde. Grazie a questo nuovo piano d’azione intendiamo accelerare e incentivare i progressi verso la parità di genere.”

La Commissaria per i Partenariati internazionali, Jutta Urpilainen, ha dichiarato: “Un maggiore impegno nella parità di genere è fondamentale per una ripresa sostenibile dalla crisi COVID-19 a livello mondiale e per la costruzione di società più eque, inclusive e prospere. Le donne e le ragazze sono in prima linea di fronte alla pandemia e devono essere anche al timone della ripresa. Il nostro auspicio, in quanto Commissione geopolitica, reattiva e sensibile alle specificità di genere, è che si realizzi una collaborazione più stretta con gli Stati membri e con tutti i partner per costruire un mondo veramente garante della parità di genere.

Promuovere la parità di genere nell’azione esterna dell’UE nel periodo 2021-2025

Il piano d’azione sulla parità di genere III fornisce all’UE un quadro politico con cinque pilastri d’azione per accelerare i progressi verso l’adempimento degli impegni internazionali e verso un mondo in cui tutti abbiano la possibilità di realizzarsi. Il piano d’azione rende la promozione della parità di genere una priorità di tutte le politiche e le azioni esterne; delinea una tabella di marcia per la collaborazione con i portatori di interessi a livello nazionale, regionale e multilaterale; intensifica l’azione in settori tematici strategici; invita le istituzioni a dare il buon esempio e garantisce la trasparenza dei risultati.

I cinque pilastri d’azione in dettaglio.

1) L’85% di tutte le nuove azioni nell’ambito delle relazioni esterne contribuiranno a conseguire la parità di genere e l’emancipazione femminile entro il 2025. Il GAP III introduce norme rigorose per l’applicazione e il monitoraggio dell’integrazione della dimensione di genere in tutti i settori. Tutta l’assistenza esterna nei vari settori, tra cui le infrastrutture, il digitale, l’energia, l’agricoltura e i fondi a finanziamento misto, dovrebbe integrare una prospettiva di genere e sostenere la parità di genere.

2) Una visione strategica condivisa e una stretta collaborazione con gli Stati membri e i partner a livello regionale, nazionale e multilaterale. Il GAP III promuove lo sviluppo di un approccio comune per tutti gli attori dell’UE a livello nazionale e l’attenzione a questioni strategiche specifiche. Un’accurata analisi di genere e una stretta concertazione con gli Stati membri, le organizzazioni della società civile, gli attivisti per i diritti delle donne e i giovani forniranno una solida base per le azioni sul campo.

3) Il GAP III invita ad accelerare i progressi e a concentrarsi sulle principali aree tematiche di impegno, tra cui la lotta contro la violenza di genere e la promozione dell’emancipazione economica, sociale e politica delle donne e delle ragazze. Pone ancora una volta l’accento sull’accesso universale all’assistenza sanitaria, sulla salute sessuale e riproduttiva e sui relativi diritti, sulla parità di genere nell’istruzione e sulla promozione della parità di partecipazione e di leadership. Inoltre integra appieno il quadro politico dell’UE in materia di donne, pace e sicurezza e introduce la prospettiva di genere in nuovi settori strategici, quali la transizione verde e la trasformazione digitale.

4) Dare l’esempio. Il piano d’azione invita l’Unione europea a dare il buon esempio, anche istituendo ai massimi livelli politici e dirigenziali una leadership equilibrata e attenta sotto il profilo del genere.

5) Misurare i risultati. Il GAP III adotta un nuovo approccio in merito al monitoraggio, alla valutazione e all’apprendimento, con una maggiore enfasi sulla misurazione dei risultati. L’UE istituirà un sistema di monitoraggio quantitativo, qualitativo e inclusivo per aumentare la responsabilità pubblica, garantire la trasparenza e l’accesso alle informazioni sul suo sostegno alla parità di genere in tutto il mondo. La Commissione, di concerto con il SEAE, monitorerà ogni anno i progressi conseguiti nell’attuazione del GAP III.

Un approccio trasformativo

Contribuire a far sì che le donne, le ragazze e i giovani possano esercitare pienamente i loro diritti ed aumentarne la partecipazione alla vita politica, economica, sociale e culturale è un obiettivo fondamentale del nuovo piano d’azione. Il GAP III sostiene con forza la partecipazione e la leadership delle donne e delle ragazze, promuovendola ad esempio grazie a programmi di governance e a riforme della pubblica amministrazione.

Il GAP III promuove un approccio trasformativo e intersezionale e integra la dimensione di genere in tutte le politiche e le azioni. Mira ad affrontare le cause strutturali della disuguaglianza e della discriminazione basate sul genere, anche coinvolgendo attivamente uomini e ragazzi nella lotta contro norme e stereotipi sessisti. Infine, per non lasciare indietro nessuno, il piano d’azione intende affrontare tutte le dimensioni intersezionali della discriminazione, prestando particolare attenzione ad esempio alle donne con disabilità, alle donne migranti e alla discriminazione basata sull’età o sull’orientamento sessuale.

Contesto

Il piano d’azione sulla parità di genere nell’azione esterna riflette gli obiettivi della strategia dell’UE per la parità di genere, la prima strategia della Commissione nel settore della parità che onora gli impegni assunti dalla Presidente von der Leyen nei suoi orientamenti politici.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione congiunta – Piano d’azione dell’UE sulla parità di genere (GAP) III

Scheda informativa

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