La Commissaria Gabriel presenta un nuovo pacchetto di strumenti per l’inclusione nell’educazione e cura della prima infanzia

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Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, presenterà ufficialmente un pacchetto di strumenti per l’educazione e la cura inclusive della prima infanzia in occasione di un evento che si terrà oggi pomeriggio.

Il pacchetto di strumenti comprende una serie di soluzioni e misure pratiche per i responsabili politici e gli educatori, in modo che tutti i bambini, indipendentemente dalla loro situazione personale e familiare, possano beneficiare di servizi di cura ed educazione di qualità.

La Commissaria Gabriel ha dichiarato: “Presento oggi un lavoro che contribuirà alla prima priorità dello spazio europeo dell’istruzione, che si concentra sulla qualità, sull’equità, sull’inclusione e sul successo dell’istruzione e della formazione. L’educazione e la cura della prima infanzia non solo contribuiscono allo sviluppo e all’integrazione dei bambini, ma sostengono anche la parità di genere e l’occupazione dei genitori. Vorrei sottolineare che sono disponibili fondi dell’UE per sostenere l’istituzione di asili nido e scuole dell’infanzia, le competenze per lo sviluppo della prima infanzia e l’assunzione e la formazione del personale.”

Il pacchetto di strumenti esamina come ampliare l’accesso a servizi di educazione e cura della prima infanzia di qualità e alla portata di tutte le famiglie, come curare al meglio i bambini con esigenze speciali o in situazioni particolari, come i recenti blocchi, e come tenere conto del multilinguismo tra i bambini di età inferiore a 6 anni.

Oggi viene inoltre presentata una relazione che illustra le misure volte a migliorare l’assunzione, la formazione e la motivazione dei professionisti dell’educazione e cura della prima infanzia. Entrambe le relazioni provengono da un gruppo di lavoro biennale sull’educazione e cura della prima infanzia, composto da esperti nazionali di 35 paesi e da organizzazioni europee. L’evento è trasmesso qui e il programma completo è reperibile online. Ulteriori informazioni sono disponibili online.

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La Commissione sostiene i progetti di riforma negli Stati membri volti a creare posti di lavoro e una crescita sostenibile

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bandiera ue e mascherina

 

La Commissione ha approvato oggi 226 progetti in tutti i 27 Stati membri per sostenere i loro sforzi volti a elaborare e attuare riforme nazionali per stimolare la crescita.

 

 

La Commissione ha approvato oggi 226 progetti in tutti i 27 Stati membri per sostenere i loro sforzi volti a elaborare e attuare riforme nazionali per stimolare la crescita. Tali azioni di sostegno saranno realizzate grazie allo strumento di sostegno tecnico (SST) e disporranno di un bilancio complessivo di 102,6 milioni di € per l’esercizio 2021 al fine di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nell’Unione europea.

Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha dichiarato: “Le riforme sono necessarie per creare un contesto imprenditoriale più positivo, irrobustire i sistemi sanitari, rafforzare i sistemi sociali e educativi e in genere migliorare la resilienza degli Stati membri e dei portatori di interessi di fronte alle sfide complesse e alle crisi globali. Lo strumento di sostegno tecnico è un meccanismo possente per mettere gli Stati membri in grado di realizzare le riforme di cui hanno bisogno per una crescita sostenibile.”

L’SST è lo strumento principale della Commissione per fornire un sostegno tecnico alle riforme nell’UE. Fa parte del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 e del piano per la ripresa dell’Europa. Prende le mosse dal successo del precedente programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP), che a partire dal 2017 ha sostenuto oltre 1 000 progetti di riforma in tutti gli Stati membri dell’UE.

A titolo non esaustivo, sono ammissibili al sostegno dell’SST riforme che riguardano l’amministrazione pubblica, la governance, il contesto imprenditoriale, il settore finanziario, il mercato del lavoro, i sistemi educativi, i servizi sociali, l’assistenza sanitaria, la transizione verde (ossia l’ondata di ristrutturazioni) e i servizi digitali. Rafforzare le capacità istituzionali e amministrative per elaborare e attuare le riforme e gli investimenti è essenziale per stimolare la resilienza e porre le basi della ripresa.

Grazie a un bilancio rafforzato, pari a 864 milioni di € nel periodo 2021-2027, l’SST può anche fornire sostegno tecnico per aiutare gli Stati membri a elaborare e attuare i piani per la ripresa e la resilienza, in quanto garantisce una migliore preparazione per l’accesso ai finanziamenti del dispositivo per la ripresa e la resilienza. In totale più del 60 % dei progetti preselezionati per l’SST per il 2021 riguarda l’attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza, mentre il 30 % si occupa prevalentemente del Green Deal e il 44 % della transizione digitale.

L’SST aiuta inoltre gli Stati membri ad affrontare in modo efficace le sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese.

Tutte le informazioni sono disponibili nella decisione di esecuzione C(2021)1335 e nel primo programma di lavoro annuale dell’SST.

Per ulteriori informazioni

Strumento di sostegno tecnico (SST)

Regolamento (UE) 2021/240 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento di sostegno tecnico

Schede informative sui progetti di riforma degli Stati membri

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La Commissione presenta un approccio aggiornato nei confronti della risposta della politica di bilancio alla pandemia di coronavirus

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bandiera ue, persone,euro

 

La Commissione europea ha adottato oggi una comunicazione che fornisce agli Stati membri orientamenti generali sulla conduzione della politica di bilancio nel periodo a venire.

 

La Commissione europea ha adottato oggi una comunicazione che fornisce agli Stati membri orientamenti generali sulla conduzione della politica di bilancio nel periodo a venire. Contiene principi guida per la corretta progettazione e la qualità delle misure di bilancio. Espone le considerazioni della Commissione riguardo all’opportunità di disattivare o di mantenere la clausola di salvaguardia generale. Fornisce inoltre indicazioni generali sulla politica di bilancio nel suo complesso per il periodo a venire, comprese le implicazioni che il dispositivo per la ripresa e la resilienza ha sulla politica di bilancio.

La Commissione si impegna a garantire una risposta politica coordinata e coerente alla crisi attuale. Questa presuppone politiche di bilancio credibili che affrontino le conseguenze a breve termine della pandemia di coronavirus e sostengano la ripresa, senza compromettere la sostenibilità di bilancio a medio termine. La comunicazione mira a sostenere tali obiettivi.

Orientamenti per politiche di bilancio coordinate

Il coordinamento delle politiche di bilancio nazionali è essenziale per sostenere la ripresa economica. La comunicazione specifica che la politica di bilancio dovrebbe rimanere agile e adeguarsi all’evolvere della situazione. Mette in guardia contro un ritiro prematuro del sostegno di bilancio, che dovrebbe essere mantenuto quest’anno e il prossimo. Prevede che, una volta diminuiti i rischi per la salute, le misure di bilancio si orientino gradualmente verso misure più mirate e a lungo termine che promuovano una ripresa resiliente e sostenibile e che le politiche di bilancio tengano conto dell’impatto del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Le politiche di bilancio dovrebbero infine tenere conto della solidità della ripresa e di considerazioni relative alla sostenibilità del bilancio.

Tali orientamenti agevoleranno gli Stati membri nell’elaborazione dei loro programmi di stabilità e convergenzaCerca le traduzioni disponibili del link precedente, che dovrebbero essere presentati alla Commissione nell’aprile 2021. Il pacchetto di primavera del semestre europeo della Commissione specificherà ulteriormente tali orientamenti.

Considerazioni relative alla disattivazione o al mantenimento della clausola di salvaguardia generale

Nel marzo 2020 la Commissione ha proposto l’attivazione della clausola di salvaguardia generale nel quadro della strategia volta a rispondere in maniera rapida, decisa e coordinata alla pandemia di coronavirus. L’attivazione della clausola consente agli Stati membri di adottare misure per reagire alla crisi in modo adeguato, discostandosi dagli obblighi di bilancio che normalmente si applicherebbero in forza del quadro di bilancio europeo.

La comunicazione espone le considerazioni della Commissione riguardo all’adozione di una futura decisione sulla disattivazione o sul mantenimento della clausola per il 2022. Secondo la Commissione, la decisione dovrebbe essere presa a seguito di una valutazione globale dello stato dell’economia sulla base di criteri quantitativi. Il livello di attività economica nell’UE o nella zona euro rispetto ai livelli pre-crisi (fine 2019) sarebbe il criterio quantitativo fondamentale che consentirebbe alla Commissione di valutare complessivamente se disattivare o mantenere la clausola di salvaguardia generale. Pertanto le attuali indicazioni preliminari suggeriscono di continuare ad applicare la clausola di salvaguardia generale nel 2022 e di disattivarla a partire dal 2023.

A seguito di un dialogo tra il Consiglio e la Commissione, la Commissione valuterà se disattivare o mantenere la clausola di salvaguardia generale sulla base delle previsioni di primavera 2021, che saranno pubblicate nella prima metà di maggio.

Le situazioni specifiche di ciascun paese continueranno a essere prese in considerazione dopo la disattivazione della clausola di salvaguardia generale. Se uno Stato membro non è tornato al livello di attività economica pre-crisi, si farà pienamente ricorso a tutte le flessibilità nell’ambito del patto di stabilità e crescita, in particolare al momento di proporre orientamenti in materia di politica di bilancio.

Utilizzare al meglio il dispositivo per la ripresa e la resilienza

La comunicazione fornisce alcune indicazioni generali sulla politica di bilancio degli Stati membri nel 2022 e a medio termine, compreso il collegamento con i fondi del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Il ruolo di tale dispositivo sarà fondamentale per aiutare l’Europa a riprendersi dall’impatto economico e sociale della pandemia e concorrerà a migliorare la resilienza delle economie e società dell’UE e a garantire la transizione verde e digitale.

Il dispositivo metterà a disposizione degli Stati membri 312,5 miliardi di € di sovvenzioni e fino a 360 miliardi di € di prestiti per sostenere l’attuazione di riforme e investimenti, fornendo un notevole stimolo di bilancio e contribuendo ad attenuare il rischio di divergenze nella zona euro e nell’UE.

L’attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza avrà anche importanti implicazioni per le politiche di bilancio nazionali. Nei prossimi anni le spese finanziate con sovvenzioni del dispositivo per la ripresa e la resilienza daranno un notevole impulso all’economia, senza aumentare i disavanzi e il debito nazionali. Gli Stati membri saranno inoltre incoraggiati a migliorare la capacità di crescita delle loro politiche di bilancio. Gli investimenti pubblici finanziati dalle sovvenzioni del dispositivo dovrebbero andare ad aggiungersi ai livelli di investimento pubblico esistenti. Solo finanziando investimenti produttivi aggiuntivi di qualità, il dispositivo contribuirà alla ripresa e alla crescita potenziale, in particolare laddove combinato con riforme strutturali in linea con le raccomandazioni specifiche per paese.

Gli Stati membri dovrebbero sfruttare al meglio l’opportunità unica offerta dal dispositivo per la ripresa e la resilienza per sostenere la ripresa economica, promuovere una crescita potenziale più elevata e migliorare le posizioni di bilancio sottostanti a medio e lungo termine.

Dibattito pubblico sul quadro di governance economica

La crisi provocata dalla pandemia di coronavirus ha evidenziato la pertinenza e l’importanza di molte delle sfide che la Commissione ha cercato di trattare e affrontare nel dibattito pubblico sul quadro di governance economica. Il rilancio della consultazione pubblica su tale quadro consentirà alla Commissione di riflettere su queste sfide e trarre insegnamenti. La comunicazione conferma l’intenzione della Commissione di rilanciare il dibattito pubblico sul quadro di governance economica una volta che la ripresa si sarà consolidata.

Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio:

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “Vi sono segnali di speranza per l’economia dell’UE, ma per il momento la pandemia continua ad arrecare danni ai mezzi di sussistenza delle persone e all’economia in generale. Per attenuare tale impatto e promuovere una ripresa resiliente e sostenibile, il nostro chiaro messaggio è che il sostegno di bilancio dovrebbe continuare per tutto il tempo necessario. Sulla base delle indicazioni attuali la clausola di salvaguardia generale rimarrebbe attiva nel 2022 e sarà disattivata nel 2023. Gli Stati membri dovrebbero sfruttare al massimo il dispositivo per la ripresa e la resilienza, che offre loro un’opportunità unica di sostenere l’economia senza gravare sulle finanze pubbliche. Misure tempestive, temporanee e mirate consentiranno un ritorno agevole a bilanci sostenibili a medio termine.”

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “La nostra decisione dello scorso marzo di attivare la clausola di salvaguardia generale ha riconosciuto la gravità della crisi in atto. Tale decisione intendeva anche sottolineare la nostra determinazione ad adottare tutte le misure necessarie per affrontare la pandemia e sostenere l’occupazione e le imprese. Un anno dopo, la battaglia contro la COVID-19 non è ancora vinta e dobbiamo fare in modo di non ripetere gli errori di dieci anni fa ritirando il sostegno troppo presto. Per il 2022 è evidente che il sostegno di bilancio sarà ancora necessario: meglio sbagliare per eccesso piuttosto che per difetto. Allo stesso tempo, le politiche di bilancio dovrebbero essere differenziate in funzione del ritmo della ripresa di ciascun paese e della situazione di bilancio sottostante. È fondamentale che, man mano che i finanziamenti di Next Generation EU iniziano a affluire, i governi garantiscano che la spesa nazionale per gli investimenti sia preservata e rafforzata grazie alle sovvenzioni dell’UE.”

Per maggiori informazioni

Domande e risposte: La Commissione presenta orientamenti sulla risposta della politica di bilancio alla pandemia di coronavirus

Comunicazione: A un anno dall’insorgere della pandemia di COVID-19: la risposta della politica di bilancio

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Al via il l’iniziativa FormarsiInsiemE per contrastare dispersione e disagio scolastico acuiti dalla pandemia

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formarsi insieme

Gli studenti universitari del Lazio impartiranno ripetizioni gratuite online ad alunni e alunne delle scuole medie e del primo biennio delle superiori. in condizioni di fragilità socio-economica.

Con l’avvio del secondo quadrimestre prende il via l’iniziativa FormarsInsiemE, che vedrà studenti universitari delle Università del Lazio impartire ripetizioni gratuite on-line ad alunne e ad alunni delle scuole medie e del biennio delle superiori in condizioni di fragilità socio-economica indicati dalle scuole.

Un’iniziativa di supporto scolastico dal grande valore etico-sociale, promossa da Roma Bpa – Mamma Roma e i suoi Figli Migliori – e ScuolediRoma.it, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, con il Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Lazio (CRUL) e con la Conferenza dei Rettori delle Università e Istituzioni pontificie romane (CRUIPRO).

All’inizio le ripetizioni gratuite interesseranno le materie di base: italiano, latino, matematica, inglese e fisica per poi aprire alle altre discipline nel corso del prossimo anno scolastico. Alunni e alunne che hanno avuto insufficienze in pagella potranno così contare su “tutor” molto preparati: studenti universitari che, in cambio di crediti (CFU) o attestazioni da parte delle loro Istituzioni, impartiranno loro lezioni on line.

Gli alunni e le alunne che prenderanno parte all’iniziativa saranno indicati direttamente degli istituti scolastici del Lazio sul portale www.formarsinsieme.it avviando così una sinergia unica tra mondo della scuola e dell’università. Le lezioni avranno un approccio “peer to peer”, che consentirà di superare agevolmente possibili barriere anagrafiche e culturali e di promuovere un’attitudine positiva allo studio. Rivolto in questa prima fase solo agli istituti del Lazio, dall’anno scolastico 2021-22 FormarsInsiemE sarà proposto anche in altre Regioni.

“FormarsInsiemE – spiega Paolo Masini, Presidente di Roma Bpa ed ideatore dell’iniziativa – si basa sulla costruzione del senso stesso di città-comunità. Mettere al servizio della collettività le proprie conoscenze e competenze rinsaldando quel valore di solidarietà che appare ancor più irrinunciabile nel difficile momento che stiamo attraversando. Il fine è quello di supportare gli allievi più fragili e di aiutarli a colmare le carenze scolastiche facendoli al contempo sentire parte di una comunità che si prende cura di loro, senza lasciare nessuno indietro”.

“Le Università della regione Lazio hanno immediatamente aderito all’iniziativa che rappresenta un esempio tangibile dell’eccellente rapporto esistente nella regione tra il sistema scolastico e quello universitario – afferma Giovanni Betta, Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e Presidente del CRUL – Alla base c’è la convinzione che la formazione degli studenti universitari possa completarsi con esperienze quale quella prevista dal progetto, oltre alla consapevolezza delle responsabilità che abbiamo verso gli studenti e le famiglie più fragili”.

“Anche da parte del sistema delle Università ecclesiastiche presenti a Roma – così si esprime Mauro Mantovani, Rettore dell’Università Pontificia Salesiana e Presidente CRUIPRO – c’è molta attenzione a favorire in questo momento di emergenza le forme concrete di solidarietà e di protagonismo degli studenti per mettersi a servizio di chi è più in difficoltà. Per questo abbiamo ritenuto significativo promuovere anche da parte nostra questa iniziativa invitando le varie Istituzioni a prenderla in considerazione e possibilmente, nelle modalità in cui ciascuna riterrà più opportuno, ad aderirvi”.

Secondo i rilievi di ScuolediRoma.it, dall’inizio della pandemia gli studenti più fragili e meno sostenuti nel loro cammino scolastico rischiano di non raggiungere nel 36% dei casi il livello minimo di competenze e di essere lasciati soli davanti a questo vuoto. “È evidente – spiega Luisa Arezzo, direttrice di ScuolediRoma.it – che in una situazione di emergenza come questa, dove molte famiglie affrontano anche gravi problemi economici, i loro figli non hanno accesso al mercato delle ripetizioni private. FormarsInsiemE nasce per contrastare questo divario e nel suo piccolo per allontanare lo spettro di un maggior tasso di abbandono scolastico dovuto alla pandemia”.

“La pandemia di COVID-19 ha acuito le diseguaglianze. Questa iniziativa è un’occasione per sottolineare l’importanza di essere solidali e fare comunità affinché nessuno sia lasciato indietro, ricordando al contempo l’impegno della Commissione europea nella lotta alla dispersione scolastica, alla povertà educativa e all’esclusione sociale”, spiega Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Dal 2 marzo lo spot di FormarsInsiemE con il suo logo disegnato da Mauro Biani, verrà trasmesso regolarmente, grazie a Telesia, tra i media partner del progetto, sulle linee metropolitane della Capitale.  Il sito di FormarsInsiemE è stato realizzato da Artsmedia.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un sostegno pubblico italiano da 10 milioni di € volto a compensare Toscana Aeroporti per i danni causati dalla pandemia di coronavirus

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bandiera ue con scritta aiuti di stato

Nel quadro delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato una misura di aiuto italiana da 10 milioni di € destinata a compensare Toscana Aeroporti, che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze, per i danni subiti a causa della pandemia di coronavirus.

Al fine di limitare la diffusione del coronavirus, il 10 marzo 2020 l’Italia ha imposto un blocco a livello nazionale, revocato il 3 giugno 2020. Alcuni avvisi e divieti di viaggio e alcune misure restrittive sono tuttavia rimasti in vigore almeno fino al 15 giugno 2020, comportando notevoli perdite di esercizio per il gestore degli aeroporti di Pisa e Firenze.

La misura, che assumerà la forma di una sovvenzione diretta, consentirà alle autorità italiane di compensare Toscana Aeroporti per i danni subiti nel periodo compreso tra il 10 marzo e il 15 giugno 2020, a seguito delle misure restrittive sui servizi aerei internazionali e nazionali di trasporto passeggeri attuate dall’Italia e da altri paesi per limitare la diffusione del virus. La Commissione ha valutato la misura ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che le consente di approvare le misure di aiuto di Stato concesse dagli Stati membri per compensare le imprese per i danni direttamente arrecati da eventi eccezionali, come la pandemia di coronavirus.

La Commissione ha constatato che la misura notificata compenserà i danni direttamente connessi alla pandemia di coronavirus. Essa ritiene inoltre che la misura sia proporzionata, in quanto la compensazione prevista non eccede (ma è anzi inferiore a) quanto necessario per risarcire il danno. Sulla base di tali elementi, la Commissione ha concluso che il regime è in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

Maggiori informazioni sulle misure prese dalla Commissione per fronteggiare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA.58518 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

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Protezione dei consumatori europei: dal Safety Gate un valido aiuto per eliminare dal mercato i prodotti pericolosi connessi alla COVID-19

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Oggi la Commissione europea pubblica la relazione annuale sul Safety Gate, il sistema UE di allerta rapido che contribuisce a eliminare dal mercato i prodotti non alimentari pericolosi.

Oggi la Commissione europea pubblica la relazione annuale sul Safety Gate, il sistema UE di allerta rapido che contribuisce a eliminare dal mercato i prodotti non alimentari pericolosi. Dalla relazione risulta che il numero di interventi delle autorità in seguito ad allerta cresce ogni anno, con una punta di 5 377 nel 2020 rispetto ai 4 477 nel 2019. Il 9 % degli allerta lanciati nel 2020 riguarda prodotti connessi alla COVID-19, perlopiù mascherine di protezione non adatte allo scopo. Altri esempi di prodotti pericolosi connessi alla COVID-19 segnalati sul Safety Gate sono i disinfettanti contenenti sostanze chimiche tossiche, come il metanolo che può causare cecità o persino la morte in caso di ingestione, o sanitizzanti UV che hanno esposto gli utilizzatori a forti radiazioni causando irritazioni cutanee. 

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “Il Safety Gate ha dimostrato di essere a prova di crisi: durante la pandemia di COVID-19 ha contribuito alla protezione dei consumatori affermandosi come strumento fondamentale per diffondere in modo efficiente e rapido le informazioni sui prodotti pericolosi (mascherine pericolose, disinfettanti tossici) e farli ritirare dal mercato. Con strumenti di protezione come questo i diritti dei consumatori sono ulteriormente rafforzati.”

Principali risultati della relazione

La vigilanza si è concentrata sui prodotti connessi alla COVID-19 che sono diventati indispensabili per tutti i consumatori: nel 2020 vi sono stati infatti 161 allerta su mascherine, 3 su tute di protezione specifiche, 13 su disinfettanti per le mani e 18 su lampade UV spacciate per sterilizzatrici. Gli allerta nel sistema continuano quest’anno.

Nel 2020 le autorità dei 31 paesi partecipanti alla rete Safety Gate (Stati membri dell’UE più Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Regno Unito) hanno scambiato grazie al sistema, in totale, 2 253 allerta su misure adottate contro prodotti pericolosi, dando seguito alle segnalazioni con 5 377 interventi: un aumento di oltre il 20 % rispetto al 2019.

Secondo la relazione odierna, la categoria di prodotti più segnalata sono i giocattoli (27 % delle segnalazioni totali), seguita dai veicoli a motore (21 %) e dagli apparecchi e dispositivi elettrici (10 %). Ciò dimostra che nell’UE la vigilanza del mercato si concentra in particolare sui bambini, gruppo di consumatori vulnerabile. In genere le segnalazioni più frequenti riguardano i prodotti che causano lesioni (fratture o traumi, 25 %), seguiti dai componenti chimici nei prodotti (18 %) e dai rischi di soffocamento per i bambini (12 %).

Rispetto all’anno scorso un maggior numero di mercati online si impegna a migliorare la sicurezza dei prodotti che vendono. Ieri due nuovi firmatari hanno aderito all’iniziativa Impegno per la sicurezza dei prodotti (Product Safety Pledge): Joom e Etsy, impegnandosi a verificare che i prodotti figuranti sul Safety Gate non siano in vendita sui rispettivi siti web e a intervenire rapidamente se le autorità nazionali segnalano loro prodotti pericolosi che dovrebbero essere ritirati.

Prossime tappe

La Commissione ricompensa le imprese che fanno uno sforzo in più per proteggere i consumatori con il premio UE per la sicurezza dei prodotti. L’edizione di quest’anno, aperta ieri alle candidature, verte su iniziative intese a proteggere in particolare i consumatori vulnerabili e sull’uso di nuove tecnologie per migliorare la sicurezza dei prodotti di consumo. Il termine per la presentazione delle candidature è il 30 aprile. Ulteriori informazioni qui.

Contesto

Dal 2003 il Safety Gate consente lo scambio rapido d’informazioni tra gli Stati membri dell’UE/SEE, il Regno Unito e la Commissione europea sui prodotti non alimentari pericolosi che presentano un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori. Grazie allo strumento è possibile dar seguito alle segnalazioni con gli interventi del caso ed eventualmente con il ritiro dei prodotti dal mercato.

In parallelo alla pubblicazione della relazione la Commissione ha lanciato il sito web pubblico Safety Gate completamente rinnovato, che presenta ora un’interfaccia moderna e di facile uso per accelerare e agevolare il processo di segnalazione. Le pagine sono via via tradotte in tutte le lingue dell’UE più islandese e norvegese. Le imprese possono servirsi anche del Business Gateway per avvertire in modo rapido ed efficiente le autorità nazionali di aver messo in commercio un prodotto che potrebbe rivelarsi pericoloso.

Un’altra azione in materia di tutela dei consumatori è l’https://ec.europa.eu/info/files/product-safety-pledge_it, (impegno per la sicurezza dei prodotti) che definisce specifiche azioni volontarie dei mercati per eliminare rapidamente le offerte di prodotti non sicuri dalle rispettive piattaforme. Ad oggi undici mercati online hanno firmato l’accordo di cooperazione con gli Stati membri per eliminare i prodotti pericolosi dai loro siti web: bol.com, eMAG, Wish.com, AliExpress, Amazon, eBay, Rakuten France, Allegro, Cdiscount e, oggi, Etsy e Joom.

Per ulteriori informazioni

Relazione annuale sul Safety Gate

Safety Gate – Scheda informativa

Safety Gate

Business Gateway

Premio UE per la sicurezza dei prodotti

Impegno per la sicurezza dei prodotti

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Strategia “Dal produttore al consumatore”: la Commissione avvia una consultazione sul futuro piano per garantire l’approvvigionamento e la sicurezza alimentari in tempi di crisi

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La Commissione ha avviato oggi una consultazione su un piano di emergenza per garantire l’approvvigionamento e la sicurezza alimentari in tutta l’UE in tempi di crisi, come annunciato nella strategia “Dal produttore al consumatore”.

Scopo della consultazione è raccogliere osservazioni sulla forma, la natura e la portata del piano. Una serie di attori coinvolti nella filiera alimentare, quali i produttori, i trasformatori, i distributori o gli operatori dei trasporti, nonché i consumatori, la società civile e le autorità nazionali, sono invitati a esprimere il loro parere per un periodo di 8 settimane, dal 1º marzo al 26 aprile 2021.

Come indicato nella strategia “Dal produttore al consumatore”, la Commissione intende rafforzare il coordinamento della risposta europea alle crisi che interessano il sistema alimentare dell’UE e garantire la sicurezza alimentare. A tal fine, il piano di emergenza comprenderà una serie di procedure da seguire in tempi di crisi e l’istituzione di un meccanismo di risposta alle crisi alimentari coordinato dalla Commissione, che coinvolga gli Stati membri ed eventualmente vari settori, quali l’agricoltura, la pesca, i trasporti e la salute. Il meccanismo assumerà la forma di un forum permanente per coordinare le azioni, scambiare le migliori pratiche e valutare minacce e rischi. In linea con la strategia “Dal produttore al consumatore” del Green Deal europeo e con i suoi obiettivi, il piano dovrebbe perseguire una maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale per un sistema alimentare europeo resiliente.

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Dal 1º marzo 2021 le nuove etichette energetiche UE

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nuove etichette energetiche

Per aiutare i consumatori dell’UE a ridurre le bollette energetiche e l’impronta di carbonio, a partire da lunedì 1º marzo 2021 sarà applicabile in tutti i negozi e in tutti i punti vendita online una nuova versione della famosa etichetta energetica UE.

Le nuove etichette si applicheranno inizialmente a quattro categorie di prodotti: frigoriferi e congelatori, lavastoviglie, lavatrici, televisori (e altri monitor esterni). Il 1º settembre usciranno le nuove etichette per lampadine e lampade con sorgenti luminose fisse, altri prodotti seguiranno nei prossimi anni.

Poiché un numero sempre maggiore di prodotti ha raggiunto le classi A +, A + + o A + + + secondo la scala attuale, la modifica più importante delle nuove etichette è il ritorno alla più semplice scala A-G, più rigorosa e concepita in modo che pochissimi prodotti siano inizialmente in grado di ottenere la classificazione “A”, lasciando un buon margine all’inclusione di prodotti più efficienti in futuro. i prodotti energeticamente più efficienti presenti ora sul mercato saranno infatti, di norma, etichettati “B”, “C” o “D”. Le etichette contengono elementi nuovi, tra cui un link QR a una banca dati a livello UE che consentirà ai consumatori di trovare maggiori dettagli sul prodotto. Il 1º marzo entrerà in vigore anche una serie di norme sulla progettazione ecocompatibile, in particolare per quanto riguarda la riparabilità e l’obbligo per i fabbricanti di tenere a disposizione i pezzi di ricambio per un certo numero di anni anche dopo che i prodotti non sono più immessi sul mercato.

Kadri Simson, Commissaria per l’Energia, ha dichiarato: “L’etichetta energetica originale ha avuto un grande successo, poiché ha consentito ad una famiglia media in Europa di risparmiare varie centinaia di euro l’anno e ha motivato le imprese a investire in ricerca e sviluppo. Alla fine di febbraio oltre il 90 % dei prodotti risultano etichettati A +, A + + o A + + +. Il nuovo sistema sarà più chiaro per i consumatori e garantirà che le imprese continuino a innovare e a offrire prodotti ancora più efficienti, con conseguente riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.” 

Oltre a riscalare la classe di efficienza energetica del prodotto in esame, la nuova etichetta presenta icone più chiare e moderne. Come le precedenti, le etichette riscalate non mostrano solo la classe di efficienza energetica; per una lavatrice, ad esempio, indicano a un primo sguardo il numero di litri di acqua per ciclo, la durata di un ciclo e il consumo di energia misurato su un programma standardizzato.

Un’ulteriore significativa modifica è l’introduzione del codice QR in alto a destra: scansionandolo, i consumatori ottengono informazioni supplementari sul modello del prodotto, ad esempio sulle dimensioni, le caratteristiche specifiche o i risultati delle prove a seconda dell’apparecchio. Tutti gli apparecchi presenti sul mercato dell’UE devono essere registrati in una nuova banca dati a livello UE, il registro europeo delle etichette energetiche (European Product Registry for Energy Labels), EPREL, che faciliterà ulteriormente il confronto di prodotti simili in futuro.

Oltre alle norme sull’etichettatura energetica, il 1º marzo 2021 entrano in vigore i nuovi regolamenti corrispondenti sulla progettazione ecocompatibile, che aggiornano i requisiti minimi di efficienza e rafforzano dei diritti dei consumatori per quanto riguarda la riparazione dei prodotti e il sostegno all’economia circolare. I fabbricanti o gli importatori saranno ora obbligati a mettere a disposizione dei riparatori professionisti una serie di pezzi essenziali (motori e spazzole per motori, pompe, ammortizzatori e molle, cestelli di lavaggio ecc.) per almeno 7-10 anni dall’immissione sul mercato dell’UE dell’ultima unità di un modello. Anche per gli utilizzatori finali (vale a dire i consumatori che non sono riparatori professionisti, ma che amano effettuare essi stessi le riparazioni), i fabbricanti devono mettere a disposizione alcuni pezzi di ricambio per diversi anni dopo che un prodotto è stato ritirato dal mercato — prodotti quali porte o cerniere e sigilli che sono compatibili con il “fai da te”. Il tempo massimo di consegna per tutti questi pezzi è di 15 giorni lavorativi dall’ordine.

Contesto

L’etichetta energetica dell’UE è una caratteristica assai nota sui prodotti per uso domestico come le lampadine, i televisori o le lavatrici, e ha aiutato i consumatori a compiere scelte informate per oltre 25 anni. In un’indagine condotta a livello dell’UE (Eurobarometro) nel 2019, il 93 % dei consumatori ha confermato di aver riconosciuto l’etichetta e il 79 % di esserne stato influenzato nella decisione sul prodotto da acquistare. Insieme ai requisiti minimi di prestazione armonizzati (noti come “progettazione ecocompatibile”), si stima che le norme dell’UE sull’etichettatura energetica ridurranno la spesa dei consumatori di decine di miliardi di euro l’anno, generando nel contempo numerosi altri vantaggi per l’ambiente e per i fabbricanti e i dettaglianti.

Le nuove categorie dell’etichetta riscalata sono state concordate in seguito a un processo di consultazione rigoroso e trasparente che ha visto l’ampio coinvolgimento dei portatori di interessi e degli Stati membri in tutte le fasi, il controllo del Consiglio e del Parlamento europeo e sufficiente coinvolgimento e preavviso per i fabbricanti. Come previsto dal regolamento quadro, altri gruppi di prodotti saranno riscalati nei prossimi anni: asciugatrici, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale, condizionatori d’aria, apparecchi di cottura, unità di ventilazione, armadi frigoriferi professionali, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente, scaldacqua, caldaie a combustibile solido.

Il passaggio alle etichette riscalate coincide con l’entrata in vigore di due regolamenti orizzontali (“omnibus”) adottati di recente per rettificare o chiarire una serie di punti nei regolamenti sull’etichettatura energetica e sulla progettazione ecocompatibile originariamente adottati nel 2019.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Pagina web sull’etichetta energetica e sulla progettazione ecocompatibile

Regolamento omnibus sull’etichettatura energetica

Regolamento omnibus sulla progettazione ecocompatibile

Video and photos on EU energy label

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Premiare il coraggio nel giornalismo: aperte fino al 19 aprile le candidature per il premio giornalistico Lorenzo Natali 2021

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natali prize

Si aprono oggi le candidature per uno dei principali premi di giornalismo mondiali – il premio giornalistico Lorenzo Natali – che premia giornalisti di tutto il mondo per il loro coraggio giornalistico e per le loro inchieste volte a puntare i riflettori su alcune tra le principali problematiche del mondo contemporaneo e sulle soluzioni più stimolanti per affrontarle.

Si aprono oggi le candidature per uno dei principali premi di giornalismo mondiali – il premio giornalistico Lorenzo Natali. Questo premio, sostenuto dalla Commissione europea, è un riconoscimento a giornalisti di tutto il mondo per i loro coraggiosi articoli e le inchieste dedicate al nostro pianeta ed ai suoi abitanti, attraverso i quali attirano l’attenzione del pubblico su alcune tra le principali problematiche contemporanee e sui modi più stimolanti per affrontarle. Il termine ultimo per l’invio delle candidature è il 19 aprile 2021. I vincitori riceveranno 10 000 €.

In occasione del lancio delle candidature all’edizione 2021, la Commissaria per i Partenariati internazionali Jutta Urpilainen ha dichiarato: “L’Unione europea sostiene la libertà di espressione, in Europa e nel mondo. Con il premio giornalistico Lorenzo Natali intendiamo rendere omaggio ai giornalisti che hanno voluto – spesso con grande sprezzo del pericolo – raccontare fatti e storie per fare luce su problematiche quali l’ingiustizia, la disuguaglianza e il degrado ambientale. Spesso le loro inchieste portano alla ribalta anche i più stimolanti modi in cui le persone reagiscono a tali sfide. Invito a candidarsi tutti i giornalisti che hanno raccontato una di queste storie durante lo scorso anno.”

Obiettivo puntato sullo sviluppo sostenibile

Da quasi trent’anni il Premio giornalistico Lorenzo Natali premia inchieste giornalistiche coraggiose e di alta qualità su questioni importanti quali:

  • la lotta contro le disuguaglianze e la povertà nonché la creazione di posti di lavoro;
  • la promozione di uno sviluppo sostenibile, rispettoso delle persone e del pianeta;
  • la tutela dell’ambiente, della biodiversità e del clima;
  • un collegamento Internet per tutti e aiuti che consentano a chiunque di svolgere attività economiche online;
  • l’accesso all’istruzione, alla formazione e all’assistenza sanitaria per un maggior numero di persone;
  • il rafforzamento della pace, della democrazia e dei diritti umani.

Chi può candidarsi?

Se sei un giornalista, puoi presentare un’unica candidatura, per una tra queste tre categorie:

  • Gran premio: per pubblicazioni in un organo di stampa con sede in uno dei paesi partner dell’Unione europea.
  • Premio Europa: per pubblicazioni in un organo di stampa con sede nell’Unione europea.
  • Premio per il miglior giornalista emergente: per pubblicazioni di giornalisti di età inferiore ai 30 anni in un organo di stampa nell’Unione europea o in uno dei suoi paesi partner.

Come candidarsi?

Puoi candidarti online. Le candidature si sono aperte oggi, 1° marzo e si chiudono il 19 aprile 2021 alle 23:59 CET (ora dell’Europa centrale).

Chi sceglie i vincitori?

Una giuria composta da eminenti giornalisti e specialisti dello sviluppo provenienti da tutto il mondo sceglierà i vincitori di ciascuna categoria.

Ciascun vincitore riceverà 10 000 €. Al vincitore nella categoria “Miglior giornalista emergente” sarà inoltre offerta un’esperienza di lavoro con un media partner.

I vincitori verranno annunciati nel corso della cerimonia di consegna del premio giornalistico Lorenzo Natali (data da confermare).

Contesto

Il premio in sintesi

Il premio Lorenzo Natali per i media è stato lanciato dalla Commissione europea nel 1992 per ricompensare e celebrare l’eccellenza delle pubblicazioni relative a temi connessi allo sviluppo sostenibile. È assegnato in memoria di Lorenzo Natali, ex Commissario per lo sviluppo e strenuo difensore della libertà di espressione, della democrazia, dei diritti umani e dello sviluppo. Natali è stato Commissario dal 1977 al 1989, e durante il suo ultimo mandato quadriennale ha creato una vasta rete di relazioni con i governi e i leader dei paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP).

I vincitori dell’edizione dell’anno scorso sono stati Dayu Zhang – nella categoria Gran Premio – per un’inchiesta sulle proteste svoltesi a Hong Kong nel 2019; Cécile Schilis Gallego e Marion Guegan – nella categoria Premio Europa – per avere descritto l’ambiente ostile che devono affrontare i giornalisti che pubblicano articoli sulle attività estrattive; e Shola Lawal come miglior giornalista emergente, per avere descritto le condizioni pericolose che devono affrontare i migranti africani per raggiungere l’America del Nord.

Per ulteriori informazioni

Termini e condizioni del Premio Lorenzo Natali 2021

Sito web del premio giornalistico Lorenzo Natali

Direzione generale per i Partenariati internazionali

info@nataliprize.eu

 

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Aiuti di Stato: coronavirus, la Commissione approva 40 milioni di € dallo Stato italiano a sostegno della ricerca e dello sviluppo

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bandiera ue con scritta aiuti di stato

La Commissione europea ha approvato una misura italiana di aiuto di Stato per un importo di 40 milioni di €, da destinare alle attività di ricerca e sviluppo dell’impresa biotecnologica ReiThera S.r.l. connesse al coronavirus.

 

L’approvazione si inscrive nell’ambito del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza COVID-19.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Questa misura dell’Italia da 40 milioni di € sosterrà la ricerca incentrata su un nuovo vaccino contro il coronavirus. Continueremo a collaborare strettamente con gli Stati membri per favorire le misure nazionali che ci possono aiutare a fornire risposte alla pandemia, in linea con le norme dell’UE.”

La misura italiana di aiuto

Nell’ambito del quadro temporaneo l’Italia ha notificato alla Commissione una misura di aiuto del valore di 40 milioni di € a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus svolte da ReiThera S.r.l., un’impresa di medie dimensioni con sede in Lazio che opera nel settore delle biotecnologie. Il sostegno pubblico assumerà la forma di sovvenzioni dirette.

Scopo della misura è promuovere lo sviluppo di un nuovo vaccino contro il coronavirus, contribuendo così alla ricerca di soluzioni per affrontare l’attuale crisi sanitaria. Il vaccino sperimentale ReiThera è già stato oggetto di studi preclinici e di uno studio clinico di fase I, che ne ha dimostrato la sicurezza per adulti e anziani. Ora la misura aiuterà a predisporre e attuare la prossima tappa, che consiste in uno studio di fase II/III per confermare che il vaccino è sicuro ed efficace.

La Commissione ha constatato che la misura di aiuto è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo: nello specifico i) coprirà meno del 60 % dei costi di ricerca e sviluppo e ii) i risultati delle attività di ricerca saranno messi a disposizione di terzi nello Spazio economico europeo a condizioni di mercato non discriminatorie attraverso licenze non esclusive.

La Commissione ha concluso che la misura dello Stato italiano è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per contrastare la crisi sanitaria, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

Contesto

La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. Il quadro, modificato il 3 aprile, l’8 maggio, il 29 giugno e il 13 ottobre 2020 e il 28 gennaio 2021, prevede che gli Stati membri possano concedere i tipi di aiuti seguenti:

i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e pagamenti anticipati fino a 225 000 € a un’impresa operante nel settore dell’agricoltura primaria, 270 000 € a un’impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 1,8 milioni di € a un’impresa operante in qualsiasi altro settore che deve far fronte a urgenti esigenze di liquidità. Gli Stati membri possono inoltre concedere prestiti a tasso zero o garanzie su prestiti a copertura del 100 % del rischio fino al valore nominale di 1,8 milioni di € per impresa, ad eccezione del settore agricolo primario e del settore della pesca e dell’acquacoltura, per cui si applicano i limiti rispettivamente di 225 000 € e 270 000 € per impresa;

ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese per assicurare che le banche continuino a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Queste garanzie di Stato possono coprire fino al 90 % del rischio sui prestiti per aiutare le imprese a soddisfare il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;

iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese (debito privilegiato o debito subordinato) con tassi di interesse agevolati alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;

iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale: tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse. Sono forniti orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche;

v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”;

vi) sostegno per le attività di ricerca e sviluppo connesse al coronavirus al fine di far fronte all’attuale crisi sanitaria con sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Un sostegno supplementare può essere concesso a progetti transfrontalieri di cooperazione tra Stati membri;

vii) sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici e gli indumenti di protezione) utili a fronteggiare la pandemia di coronavirus fino alla prima applicazione industriale. Questo può assumere la forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali o anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. Le imprese possono beneficiare di un sostegno supplementare se in esse investe più di uno Stato membro e se l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto;

viii) sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. Le imprese possono beneficiare di un sostegno supplementare se in esse investe più di uno Stato membro e se l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto;

ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia;

x) sostegno mirato sotto forma di integrazioni salariali per i dipendenti alle imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale;

xi) aiuto mirato alla ricapitalizzazione per le società non finanziarie, se non è disponibile un’altra soluzione adeguata. Sono approntate garanzie per evitare indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico: condizioni riguardanti la necessità, l’adeguatezza e l’entità dell’intervento; condizioni riguardanti l’ingresso dello Stato nel capitale delle imprese e la relativa remunerazione; condizioni riguardanti l’uscita dello Stato dal capitale delle imprese interessate; condizioni relative alla governance, incluso il divieto di dividendi e massimali di remunerazione per la direzione; divieto di sovvenzioni incrociate e divieto di acquisizioni e misure aggiuntive per limitare le distorsioni della concorrenza; obblighi di trasparenza e comunicazione;

xii) sostegno per i costi fissi non coperti per le imprese che, nel contesto della pandemia di coronavirus, hanno subito un calo del fatturato nel periodo ammissibile di almeno il 30 % rispetto allo stesso periodo del 2019. Il sostegno contribuirà a coprire una parte dei costi fissi che i beneficiari non riescono a compensare con le entrate, fino a un importo massimo di 10 milioni di € per impresa.

La Commissione consentirà inoltre agli Stati membri di convertire fino al 31 dicembre 2022 gli strumenti rimborsabili concessi in applicazione del quadro temporaneo (quali garanzie, prestiti e anticipi rimborsabili) in altre forme di aiuto, ad esempio sovvenzioni dirette, a patto che siano soddisfatte le condizioni del quadro.

Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro stesso. Gli Stati membri possono inoltre combinare tutte le misure di sostegno concesse nell’ambito di tale quadro con le possibilità già previste per concedere aiuti de minimis alle imprese, fino a un massimo di 25 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle che operano nel settore dell’agricoltura primaria, di 30 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 200 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle attive in tutti gli altri settori. Al tempo stesso gli Stati membri devono impegnarsi ad evitare cumuli indebiti delle misure di sostegno a favore delle stesse imprese, limitandone l’importo a quanto necessario per sopperire al fabbisogno effettivo.

Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità. Gli Stati membri possono ad esempio introdurre modifiche di portata generale (quali il differimento del pagamento di imposte o il sostegno alla cassa integrazione in tutti i settori) a favore delle imprese che non rientrano nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato. Possono inoltre concedere compensazioni alle imprese per i danni subiti a causa dell’emergenza del coronavirus o da essa direttamente causati.

Il quadro temporaneo sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2021. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.61774 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni relative agli aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di concorrenza (Competition Weekly e-News).

Ulteriori informazioni sul quadro temporaneo e su altri interventi adottati dalla Commissione per affrontare l’impatto economico dell’emergenza coronavirus sono disponibili qui.

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