EDIC Majella “Con l’Europa nel Cuore” all’Istituto di Istruzione Superiore “A. Serpieri” di Avezzano

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Nuovo appuntamento per lo Europe Direct Majella! Lunedì 2 dicembre 2019 a partire dalle ore 9.00 alle 13:30, il Centro sarà presso l’Istituto di Istruzione Superiore A. Serpieri di Avezzano dove, “Con l’Europa nel Cuore”, incontrerà gli studenti e i docenti.

Gli incontri del ciclo “Con l’Europa nel Cuore”, effettuati dagli operatori del Centro Europe Direct Majella e diretti ai giovani degli Istituti superiori del territorio, vertono sulla divulgazione di tutte le politiche europee: partendo dalla storia dell’UE e delle sue Istituzioni, fino ad arrivare a diffondere tutte le opportunità di mobilità transnazionali, di scambio, partenariato, formazione e istruzione rivolte ai giovani. L’incontro,  tenuto dal Centro EDIC  Majella ha lo scopo di supportare le scuole, e in particolare gli Istituti di Istruzione Superiore, nel percorso di orientamento dei ragazzi all’interno del mondo europeo, aprendo così scenari e consapevolezze su ciò che l’Europa può offrire loro attraverso l’instaurarsi di un vero e proprio dialogo.

Gli argomenti trattati saranno i seguenti:

  • Come funziona l’Unione europea e cos’è la Commissione europea?
  • Presentazione del Centro Europe Direct Majella
  • La Carta dei diritti fondamentali dell’UE

  • I diritti di cittadinanza europea

  • Il CV in formato europeo: istruzioni per la sua compilazione

  • I programmi europei per i giovani: studio, tirocinio e volontariato all’estero

Nella seconda parte dell’incontro verrà effettuato un seminario informativo: l’attenzione dei ragazzi (IV e V anno) sarà focalizzata sulle politiche della nuova Commissione Von der Leyen che martedì 26, nel suo discorso alla seduta plenaria del Parlamento europeo, ha presentato la sua squadra di Commissari designati e i rispettivi programmi.

Alla giornata prenderanno parte 101 studenti del IV e V anno (divisi per fasce orarie in 3 gruppi) e i docenti dell’Istituto che animeranno il dialogo attraverso l’utilizzo della piattaforma interattiva SLI.DO.

Per rendere il dialogo costruttivo, il Centro EDIC Majella ha previsto la distribuzione di questionari di valutazione (in forma anonima) e di momenti di confronto tra i ragazzi e i relatori al fine di partecipare con consapevolezza alla costruzione del Futuro dell’europea attraverso la raccolta di feedback, idee e pensieri pro-attivi.

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EuropeAmo: Situazione aree interne nel periodo post elettorale 2019

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Nell’ambito delle trasmissioni televisive “EuropeAmo” lo staff del Centro Europe Direct Majella ha organizzato un vero e proprio tour attraverso alcuni Comuni che popolano le aree interne della Comunità dell’Ente Parco Nazionale della Majella. Il tour, previsto per la
giornata di 26 novembre 2019, presso i comuni di Montenerodomo, Pizzoferrato e Rocca Pia, ha visto eseguite le riprese dagli operatori di Rete 8 durante le interviste ai Sindaci delle località coinvolte.
Alla trasmissione hanno preso parte: Lucio Zazzara – Presidente dell’Ente Parco Nazionale della Majella, Luciano Di Martino – Direttore dell’Ente Parco Nazionale della Majella, Gabriella Spina – Responsabile EDIC Majella, in collegamento dal Centro, Angelo Piccoli – Sindaco del Comune di Montenerodomo; Palmerino Fagnilli – Sindaco del Comune di Pizzoferrato e Mauro Leone – Sindaco del Comune di Rocca Pia.
Durante la giornata le interviste sono state effettuate da Lorenzo Valleriani, giornalista di Rete 8, che ha seguito il fil rouge delle campagne di comunicazione istituzionali promosse dalla Commissione europea nell’ambito del cambiamento del sentiment delle aree interne dopo le elezioni europee 2019.

La trasmissione andrà in onda, in prima visione assoluta, sabato 30 novembre a partire dalle ore 21:00 su Canale 10 di Rete 8 e sarà replicata sempre sullo stesso canale anche alle 24:00.
Affronteremo insieme le problematiche e le ricchezze dei Comuni coinvolti e daremo ulteriore voce alle numerose proposte già poste in essere dall’Unione europea al fine di garantire innovazione e sviluppo sostenibile dei territori montani.
Un viaggio attraverso realtà locali, opportunità europee, tradizioni e cultura dei dei diversi attori che animeranno la puntata, che ci porterà a comprendere meglio la situazione vissuta dopo le elezione europee 2019. Vedremo, inoltre, quali sono le richieste e le esigenze delle zone interessate da sottoporre all’attenzione dell’Unione Europea con l’elezione del nuovo parlamento Sassoli e della nuova Commissione Von der Leyen.

Qualora non riuscissi a sintonizzarti, il link alla puntata sarà pubblicato sui nostri social: seguici su FB, Twitter e Instagram!

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Neutralità climatica: raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti affinché le industrie ad alta intensità energetica possano contribuire all’obiettivo dell’UE per il 2050

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industria verdeLa Commissione pubblica oggi le raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti su come trasformare le industrie ad alta intensità energetica dell’UE in modo che contribuiscano a conseguire gli obiettivi a livello di UE per un’economia circolare e climaticamente neutra entro il 2050.

La Commissione pubblica oggi le raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti su come trasformare le industrie ad alta intensità energetica dell’UE in modo che contribuiscano a conseguire gli obiettivi a livello di UE per un’economia circolare e climaticamente neutra entro il 2050. Tali obiettivi sono stati presentati nel novembre 2018 nell’ambito della strategia della Commissione “Un pianeta pulito per tutti“.

Il gruppo di esperti riunisce i rappresentanti di 11 settori industriali, tra cui le industrie dell’alluminio, dell’acciaio e del cemento, responsabili di oltre la metà del consumo energetico nell’UE. Gli esperti hanno messo a punto un quadro strategico inteso a conseguire il giusto equilibrio tra le ambizioni climatiche dell’Europa e l’esigenza di mantenere competitive le nostre industrie. Il loro contributo andrà ad alimentare il futuro Green deal europeo proposto dalla Commissione e la strategia industriale dell’UE.

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: “Le industrie dell’UE collaborano con noi nel conseguire gli obiettivi climatici e di circolarità e mi congratulo con loro per l’impegno profuso. Un’economia climaticamente neutra non è solo un’esigenza assoluta per le generazioni future, ma offre anche immense opportunità in termini di innovazione, crescita economica e occupazione.”

Le raccomandazioni prevedono l’adozione di azioni che potrebbero inviare gli opportuni segnali di mercato per attrarre nuovi investimenti e aiutare le imprese ad attuare soluzioni efficaci sotto il profilo dei costi, in direzione della neutralità climatica. Sono inoltre incentrate sulla necessità di garantire una transizione giusta, sottolineano l’importanza di dotare i lavoratori delle competenze adeguate per il futuro e di aiutare le comunità che dipendono da tali settori a gestire la transizione.

In particolare, le raccomandazioni evidenziano i fattori chiave per il successo delle tre priorità principali:

  • creare mercati per i prodotti circolari e climaticamente neutri, ad esempio facendo un uso maggiormente strategico degli appalti pubblici per la selezione di prodotti e servizi sostenibili. Ciò è previsto nella revisione del 2014 della normativa, che consente alle autorità pubbliche di utilizzare gli appalti pubblici per conseguire obiettivi ambientali, sociali o innovativi in occasione dell’acquisto di beni e servizi. Gli esperti sottolineano inoltre la necessità di aiutare i consumatori a compiere scelte più informate;
  • sviluppare progetti pilota su vasta scala concernenti le tecnologie pulite, con l’obiettivo di immetterle sul mercato. Tali progetti dovrebbero essere sostenuti impiegando fondi dell’UE e agevolando l’accesso ai finanziamenti privati;
  • passare a fonti alternative di energia e di materie prime climaticamente neutre. Per conseguire questo scopo sarebbe necessario, ad esempio, garantire l’accesso a dette fonti e la loro disponibilità a prezzi competitivi a livello mondiale, mappare le infrastrutture energetiche e il loro approvvigionamento e promuovere il principio dell’efficienza energetica al primo posto.

Il gruppo di esperti raccomanda inoltre di istituire un osservatorio della transizione industriale per monitorare i progressi compiuti dall’industria in direzione della neutralità climatica e per fornire orientamenti.

Prossime tappe

La Commissione presenterà le raccomandazioni agli Stati membri in seno al Consiglio “Competitività” dell’UE e al Parlamento europeo all’inizio dell’anno prossimo.

Contesto

Nell’ottobre 2015 la Commissione ha istituito il gruppo ad alto livello sulle industrie ad alta intensità energetica, che è composto da rappresentanti degli Stati membri, dell’industria e della società civile e ha il compito di fornire consulenza sulle politiche pertinenti per tali industrie. Nel settembre 2018 le industrie coinvolte nel gruppo ad alto livello hanno presentato una relazione(link is external) quale contributo collettivo alla strategia della Commissione “Un pianeta pulito per tutti”.

Tali industrie, che costituiscono il fulcro di molte catene del valore e sono fondamentali per la nostra economia e per l’occupazione, condividono l’ambizione dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e riconoscono l’entità della sfida posta dalla trasformazione e le opportunità che offre. Avendo ridotto del 36% le loro emissioni di gas a effetto serra nel periodo compreso tra il 1990 e il 2015, esse hanno contribuito in modo sostanziale al conseguimento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni. Dati i lunghi cicli di investimento in cui operano queste industrie, per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2050 è necessaria un’azione rapida.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa

Relazione – testo integrale

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Il Parlamento europeo approva la nuova Commissione europea

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Commissione europea foto di famiglia 2019-2024

Questa mattina la Presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla seduta plenaria del Parlamento europeo, ha presentato la sua squadra di Commissari designati e i rispettivi programmi.
Questa mattina la Presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso alla seduta plenaria del Parlamento europeo, ha presentato la sua squadra di Commissari designati e i rispettivi programmi.

Il discorso è stato seguito dal voto del Parlamento europeo, che ha approvato il nuovo Collegio. Il testo integrale del discorso è disponibile qui.

Ulteriori informazioni sulla nuova Commissione sono disponibili qui.

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Piano Juncker: 100 milioni di euro alle PMI europee

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cantiere
Il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) investe 100 milioni di euro a sostegno delle PMI europee tramite la piattaforma di finanziamento online “October”. Questo finanziamento, sostenuto dal piano di investimenti per l’Europa o piano Juncker, permetterà a October di concedere alle PMI nuovi prestiti da 30 000 a cinque milioni di euro in tutti i settori, in Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Germania.

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “October è una piattaforma di finanziamento innovativa che ha già ottenuto un grande successo. Offre una soluzione alternativa ai prestiti bancari che per le start up e le piccole imprese possono essere troppo difficili da ottenere. October ha già sostenuto circa 700 imprese in tutta Europa e, grazie all’accordo firmato oggi con il FEI nel quadro del piano Juncker, ulteriori 100 milioni di euro saranno ora disponibili.” Il comunicato stampa è disponibile qui.

A novembre di quest’anno il piano Juncker ha già mobilitato 450,6 miliardi di euro di investimenti in tutta Europa, di cui 74,4 miliardi in Francia, 49,5 miliardi in Spagna, 68,8 miliardi in Italia, 13 miliardi nei Paesi Bassi e 32,4 miliardi in Germania e ha sostenuto più di un milione di PMI. Gli investimenti sostenuti dal piano Juncker hanno aumentato dello 0,9% il PIL dell’UE e creato 1,1 milioni di nuovi posti di lavoro rispetto allo scenario di riferimento. Grazie al piano Juncker, entro il 2022, il PIL dell’UE sarà aumentato dell’1,8% e ci saranno 1,7 milioni di posti di lavoro in più.

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Nuova indagine Eurobarometro: per la maggior parte degli europei l’UE dovrebbe proporre misure supplementari per la qualità dell’aria

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foto aria e acqua

Secondo una nuova indagine Eurobarometro sono oltre due terzi gli europei che ritengono che l’Unione dovrebbe proporre misure supplementari per migliorare la qualità dell’aria.

Più di metà delle 27 000 persone intervistate in tutti gli Stati membri è convinta che le famiglie, le case automobilistiche, i produttori di energia, gli agricoltori e le autorità pubbliche non stiano facendo abbastanza per promuovere una buona qualità dell’aria.

Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “È incoraggiante vedere che così tanti europei appoggiano l’azione a favore della qualità dell’aria. Nell’UE l’inquinamento atmosferico causa più di 400 000 decessi prematuri l’anno e la società paga un prezzo enorme, ad esempio in termini di assistenza sanitaria, giornate lavorative perse e danni alle colture e agli edifici. La Commissione fornisce agli Stati membri e alle imprese consulenza, orientamenti e opportunità di scambio delle migliori pratiche, oltre a sostenere gli investimenti e i finanziamenti destinati a migliorare la qualità dell’aria a beneficio di tutti. Al tempo stesso si assicura che gli Stati membri che non rispettano le norme dell’UE ne rispondano in sede giudiziaria.”

Dal sondaggio emerge anche la necessità di comunicare meglio, soprattutto a livello nazionale: la maggioranza dei partecipanti non si sente ben informata sui problemi legati alla qualità dell’aria nel proprio paese. Nonostante i dati evidenzino notevoli miglioramenti, gli intervistati sono più propensi a credere che la qualità dell’aria sia peggiorata negli ultimi 10 anni rispetto a quanto indicava un’indagine del 2017.

A maggio 2018 la Commissione Juncker ha adottato la comunicazione “Un’Europa che protegge: aria pulita per tutti”, che delinea le misure che gli attori nazionali, regionali e locali devono adottare per migliorare la qualità dell’aria in Europa. La Commissione tutela inoltre i cittadini dall’inquinamento atmosferico deferendo alla Corte di giustizia dell’Unione europea gli Stati membri che non rispettano la legislazione dell’UE in materia. Sta poi intensificando la cooperazione con gli Stati membri, confrontandosi con le autorità competenti nell’ambito dei nuovi “dialoghi sull’aria pulita” Nei prossimi due giorni, il 28 e il 29 novembre 2019, a Bratislava è in programma il forum dell’UE “Aria pulita”, che offrirà a portatori d’interessi e responsabili politici la possibilità di mettere in comune le proprie conoscenze e dare un apporto all’attuazione delle politiche europee, nazionali e locali a tutela della qualità dell’aria.

Di seguito si illustrano i risultati principali della nuova indagine speciale Eurobarometro sull’atteggiamento degli europei nei confronti della qualità dell’aria.

La maggior parte degli interpellati vuole che l’UE proponga misure supplementari

Oltre due terzi (71 %) sono del parere che l’UE dovrebbe proporre misure supplementari per far fronte ai problemi legati alla qualità dell’aria in Europa e il 38 % vorrebbe potersi esprimere su tali misure.

Quest’opinione è condivisa dalla maggioranza degli intervistati in tutti gli Stati membri.

Secondo la maggioranza degli intervistati, i problemi legati alla qualità dell’aria dovrebbero essere affrontati innanzitutto a livello internazionale

Più di 7 persone su 10 pensano che l’inquinamento atmosferico dovrebbe essere affrontato a livello internazionale (72 %). Metà dei partecipanti è a favore di un’azione a livello europeo, mentre l’altra metà propende per soluzioni sul piano nazionale.

Per la maggior parte degli intervistati (44 %) il metodo più efficace per far fronte ai problemi legati alla qualità dell’aria è prevedere misure più severe di controllo dell’inquinamento per le attività industriali e di produzione di energia: si tratta del provvedimento più citato in 25 Stati membri.

I diversi attori, comprese le famiglie, dovrebbero fare di più per affrontare i problemi legati alla qualità dell’aria

Più del 50 % degli europei intervistati in tutti gli Stati membri afferma che le famiglie, le case automobilistiche, i produttori di energia, gli agricoltori e le autorità pubbliche non stanno facendo abbastanza per promuovere una buona qualità dell’aria.

Gli europei tendono a prendere più iniziative per ridurre le emissioni nocive rispetto al 2017

7 intervistati su 10 hanno preso almeno un’iniziativa per ridurre le emissioni atmosferiche nocive, il che equivale a un aumento di 8 punti percentuali rispetto ai risultati del sondaggio del 2017.

La scelta più comune è la sostituzione delle vecchie apparecchiature ad alta intensità energetica con apparecchiature più nuove, caratterizzate da una migliore prestazione energetica (41 %).

Il livello di informazione sui problemi legati alla qualità dell’aria è piuttosto basso

La maggior parte dei partecipanti (54 %) non si sente ben informata sui problemi legati alla qualità dell’aria nel proprio paese.

La maggioranza degli intervistati ritiene che la qualità dell’aria sia peggiorata negli ultimi 10 anni e questa percezione negativa è più diffusa rispetto al 2017

Il 58 % pensa che la qualità dell’aria si sia deteriorata negli ultimi 10 anni, una percentuale superiore rispetto a chi crede che sia rimasta la stessa (28 %) o che sia migliorata (10 %).

Gli intervistati convinti che la qualità dell’aria sia peggiorata sono aumentati di 11 punti percentuali rispetto al 2017.

C’è ancora scarsa consapevolezza delle norme dell’UE in materia di qualità dell’aria

Solo un terzo circa di chi ha risposto ha sentito parlare delle norme dell’UE in materia di qualità dell’aria (31 %) e, tra questi, la maggioranza ritiene che dovrebbero essere rafforzate (63 %).

Secondo la maggior parte degli intervistati i problemi legati alla qualità dell’aria citati nell’indagine sono gravi

Oltre la metà degli intervistati è del parere che le malattie respiratorie e cardiovascolari, l’asma e le allergie rappresentino problemi molto gravi nel proprio paese.

Contesto

L’indagine è stata condotta nei 28 Stati membri dell’UE tra l’11 e il 29 settembre 2019. Sono stati intervistate de visu, al loro domicilio e nella loro lingua materna, 27 565 persone appartenenti a diversi gruppi sociali e demografici.

Lo speciale Eurobarometro fa seguito a un Eurobarometro flash del settembre 2012 sullo stesso argomento. Molte delle domande che erano state formulate in quell’occasione sono state ora riproposte; alcune figuravano anche nello speciale Eurobarometro sull’atteggiamento degli europei nei confronti dell’ambiente condotto nell’ottobre 2017.

L’indagine è stata pensata per sondare la percezione del livello di conoscenza dei problemi legati alla qualità dell’aria, delle variazioni della qualità dell’aria negli ultimi 10 anni, del ruolo di diversi attori nella promozione di un’aria di buona qualità, dei metodi più efficaci per far fronte ai problemi e del livello preferito a cui intervenire per affrontarli, nonché la conoscenza delle norme dell’UE in materia di qualità dell’aria e le opinioni al riguardo e, infine, il sostegno a misure supplementari a livello dell’UE.

I risultati dell’Eurobarometro arrivano appena prima dell’inaugurazione del forum dell’UE “Aria pulita” (Bratislava, 28-29 novembre 2019), che sarà incentrato su quattro aree tematiche: salute e qualità dell’aria, energia e qualità dell’aria, agricoltura e qualità dell’aria, meccanismi di finanziamento per l’aria pulita.

Più di 30 oratori – in rappresentanza di governi, imprese e organizzazioni non governative – esporranno le loro idee su come migliorare la qualità dell’aria e rifletteranno su come elaborare e attuare politiche, progetti e programmi efficaci a livello europeo, nazionale e locale.

Per ulteriori informazioni

Indagine Eurobarometro

Comunicazione della Commissione “Un’Europa che protegge: aria pulita per tutti”

Pagina sulla politica in materia di aria pulita

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L’UE mobilita il sostegno di emergenza a seguito del terremoto in Albania

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european civil protection

In seguito al terremoto di magnitudo 6.3 e alle tre scosse di assestamento che hanno colpito l’Albania ieri, 25 novembre, su richiesta delle autorità albanesi è stato attivato il meccanismo di protezione civile dell’UE. L’UE ha già contribuito a mobilitare tre squadre di ricerca e salvataggio per assistere le autorità albanesi nelle operazioni sul campo.

Christos Stylianides, Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, ha dichiarato: “L’UE è al fianco dell’Albania in questo momento difficile. Squadre di ricerca e salvataggio dall’Italia, dalla Grecia e dalla Romania si stanno recando sul posto. Vorrei anche ringraziare Ungheria, Germania, Croazia, Francia, Estonia, Repubblica Ceca e Turchia per aver offerto assistenza tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE. Il mio pensiero va alle vittime e a tutte le persone colpite dal disastro”.

Questa mattina il Commissario ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente albanese Ilir Meta e ha ribadito la solidarietà dell’UE e la sua disponibilità a rendersi utile. È stato attivato il sistema Copernicus per avere le immagini satellitari delle zone colpite e il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) dell’UE, operativo 24 ore su 24, è in contatto con le autorità albanesi e continua a monitorare la situazione. Ulteriori strumenti dell’UE sono pronti ad essere attivati in caso di necessità. L’UE invierà inoltre una squadra della protezione civile per aiutare le autorità a coordinare la risposta e a valutare i danni.

Una dichiarazione dell’Alta rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini e del Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides è disponibile online.

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Stop alla violenza contro le donne: dichiarazione della Commissione europea e dell’Alto rappresentante

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In vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Commissione europea e l’Alto rappresentante, Federica Mogherini, hanno rilasciato una  dichiarazione.

La violenza contro le donne e le ragazze rappresenta una violenza contro l’umanità intera e non dovrebbe più avvenire in Europa o nel resto del mondo. Ma sappiamo tutti che, nonostante il nostro impegno, siamo ancora ben lungi dal vincere questa sfida.

La violenza contro le donne avviene ovunque, non c’è un luogo sicuro, neppure la propria casa. Al contrario. Le donne ne sono vittima a casa e anche al lavoro, a scuola e all’università, per strada, durante i trasferimenti forzati e la migrazione, e sempre di più su Internet attraverso la violenza online e l’incitamento all’odio.

La dimensione del problema continua a essere allarmante: in Europa, una donna su tre ha subito una violenza fisica e/o sessuale. Quasi tutte le vittime della tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale nell’UE sono donne e ragazze.

Nei paesi in via di sviluppo, una ragazza su tre si sposa prima di aver compiuto i 18 anni d’età. Sono almeno 200 milioni le donne e le ragazze che hanno subito mutilazioni genitali – una pratica tuttora in uso in circa 30 paesi.

È nostra responsabilità, in quanto UE e in quanto comunità internazionale, mantenere il nostro impegno nel prevenire, respingere apertamente e condannare tutti gli atti di violenza nei confronti di donne e ragazze.

È nostro dovere anche sostenere e proteggere le vittime creando un ambiente sicuro che consenta loro di denunciare i crimini commessi nei loro confronti.

L’UE intende continuare ad operare instancabilmente con i suoi partner per rafforzare i quadri giuridici e le istituzioni, sostenere lo sviluppo e l’istruzione, migliorare i servizi per chi sopravvive, affrontare le cause profonde della violenza e promuovere l’emancipazione femminile.

Ma porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze richiede un forte impegno non solo a livello istituzionale e ha bisogno di un ampio coinvolgimento delle organizzazioni internazionali, delle ONG e della società civile in generale e, soprattutto, di tutti gli uomini.

Il nostro obiettivo rimane quindi chiaro: eliminare la violenza nei confronti delle donne e delle ragazze. L’UE resta in prima linea nella mobilitazione internazionale per difendere il diritto di ogni donna e di ogni ragazza di vivere libera e sicura. Lo facciamo per il nostro futuro e per il nostro presente, perché le donne sono il pilastro di società giuste, aperte, sviluppate e democratiche e nulla dovrebbe privarle della libertà di svolgere il loro ruolo in modo libero e sicuro.”

L’Unione europea ha adottato misure concrete per porre fine a tale violenza, ad esempio:

  • la direttiva sui diritti delle vittime estende e migliora i diritti delle vittime di reati e garantisce alle vittime di violenza sessuale o di genere un sostegno specializzato;
  • la Commissione sta per concludere l’adesione dell’UE alla “Convenzione di Istanbul” del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica;
  • il programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza” contribuisce a combattere la violenza contro le donne e i minori finanziando progetti locali incentrati sulla prevenzione della violenza di genere, sostenendo le vittime e le donne e ragazze a rischio, formando esperti e sviluppando capacità nel settore dei servizi.

L’UE sta combattendo la violenza contro le donne anche al di fuori dei suoi confini:

  • negli ultimi due anni abbiamo aiutato più di 1,5 milioni di donne e ragazze con servizi di protezione e assistenza per i casi di mutilazioni genitali femminili. Le iniziative di prevenzione stanno avendo un impatto positivo: circa tremila comunità, per un totale di 8,5 milioni di persone, hanno annunciato pubblicamente che avrebbero abbandonato questa pratica.
  • Quanto ai matrimoni di minori, l’UE ha intrapreso una serie di iniziative che, miranti a modificare gli atteggiamenti e le prassi riguardanti i diritti delle ragazze, hanno coinvolto oltre 1,6 milioni di persone.

Contesto

La violenza contro le donne e le ragazze è una violazione dei diritti umani devastante e diffusa in tutto il mondo. L’OMS stima che a livello mondiale un terzo delle donne e delle ragazze subisca violenze nel corso della propria vita. Un numero che potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg, perché questo tipo di violenza il più delle volte non è denunciata a causa del silenzio, della stigmatizzazione e della vergogna che le fanno da corollario. È per questo che chi la commette resta il più delle volte impunito.

Oltre alle iniziative menzionate, l’UE ha introdotto la direttiva sui diritti delle vittime che estende e migliora i diritti alle vittime di tutti i reati. Grazie a tali norme, le vittime più vulnerabili – di violenza sessuale, di violenza di genere e di violenza domestica – hanno accesso a servizi di sostegno specializzati. L’aiuto comprende l’accesso ai centri di accoglienza per le vittime che necessitano di un luogo sicuro e di un supporto mirato e integrato, tra cui un sostegno e una consulenza specifici per il trauma subito. La Commissione europea sta monitorando attentamente l’attuazione di questa direttiva negli Stati membri e ha adottato provvedimenti nei confronti di quelli che non hanno recepito in modo completo o corretto le norme dell’UE.

L’UE, inoltre, riconosce la tratta di esseri umani come violenza contro le donne e le ragazze e questa dimensione continua a essere al centro delle azioni chiave previste dal suo quadro giuridico e politico, nell’ambito del mandato orizzontale del coordinatore antitratta dell’UE (Panoramica 2012-2016 e 2017-2018).

L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) pubblica oggi una nuova Guida per la valutazione del rischio destinata alle forze di polizia, che ha lo scopo di favorire una miglior collaborazione tra le autorità di contrasto e i servizi sanitari per prevenire il ripetersi di atti di violenza da parte dei partner e salvare vite umane.

Come obiettivo prioritario della sua azione esterna, la Commissione europea si sta adoperando per concludere l’adesione dell’UE alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica: si tratta del primo strumento europeo mirante a stabilire norme giuridicamente vincolanti per prevenire la violenza contro le donne e la violenza domestica, proteggere le vittime e punire i responsabili. Gli Stati hanno l’obbligo di agire fino in fondo contro questo tipo di violenza in tutte le sue forme e di adottare le misure necessarie per prevenire, proteggere e intentare azioni penali. In collaborazione con le Nazioni Unite, l’UE ha avviato la Spotlight Initiative, un’iniziativa globale pluriennale volta ad eliminare ogni forma di violenza contro donne e ragazze. Grazie a un investimento iniziale senza precedenti di 500 milioni di €, l’UE protegge e dà voce a queste donne e ragazze che, dopo essere state costrette al silenzio dalle loro società, ora desiderano farsi sentire. Secondo le stime, nel 2017 e nel 2018 l’UE ha stanziato oltre 62 milioni di € in aiuti umanitari per la prevenzione e il contrasto alla violenza sessuale e di genere in tutto il mondo, nell’ambito della programmazione in materia di protezione e salute.

Infine, la sera di lunedì 25 novembre la Commissione europea illuminerà di arancione la sua sede di Bruxelles, il palazzo Berlaymont, per dimostrare il suo sostegno alla lotta contro la violenza nei confronti delle donne.

Per maggiori informazioni

Scheda informativa sull’azione dell’UE per combattere la violenza contro le donne

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Risparmio energetico: accordo sull’etichettatura dei pneumatici

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pneumaticoIeri il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea hanno raggiunto un accordo politico su un sistema di etichettatura europeo dei pneumatici. Le nuove norme migliorano le etichette UE dei pneumatici, consentendo ai consumatori europei di compiere scelte più oculate e di realizzare risparmi energetici equivalenti a eliminare 4 milioni di auto dalle strade dell’UE ogni anno.

Miguel Arias Cañete, Commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia, ha dichiarato: “Il motto “efficienza energetica al primo posto” si applica anche al nostro modo di guidare! Passando ai pneumatici più efficienti dal punto di vista energetico, i cittadini europei possono ridurre significativamente il consumo di carburante, risparmiare e contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Questo è il percorso europeo verso una sicurezza energetica e una protezione del clima effettive. Una maggiore efficienza energetica in tutti gli aspetti della vita ci consente di ridurre le bollette energetiche e la dipendenza da energie importate e costose, di stimolare la competitività industriale, creare posti di lavoro e aumentare la sostenibilità dell’economia europea.

Il 17 maggio 2018 la Commissione aveva proposto il nuovo regolamento sull’etichettatura dei pneumatici nel quadro del pacchetto sulla mobilità pulita. Le nuove norme rendono le etichette dei pneumatici più visibili, più adeguate alle esigenze future e più precise; migliorano l’applicazione delle norme e la vigilanza del mercato e aggiornano le scale di classificazione delle etichette per ottimizzare le informazioni che vi sono riportate. Il nuovo design più moderno sarà allineato a quello della nota etichetta energetica dell’UE e manterrà le dimensioni e i pittogrammi originali, conosciuti dai consumatori. Un comunicato stampa è disponibile on line.

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Conferenza sull’attuazione delle riforme di Basilea III

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bancaOggi la Commissione europea ospita una conferenza sull’attuazione nell’UE di nuove norme internazionali per il settore bancario, note come “completamento delle riforme di Basilea III”, che mirano a rivedere le norme prudenziali internazionali per le banche.

Tra i relatori principali figurano Carolyn Rogers, Segretaria generale del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, José Manuel Campa, Presidente dell’Autorità bancaria europea, e Andrea Enria, Presidente del Meccanismo di vigilanza unico.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “La regolamentazione bancaria dell’UE è il fondamento di un sistema bancario stabile che sostiene l’economia europea. Sono necessarie norme proporzionate per banche solide che finanzino cittadini e imprese. L’UE si impegna ad attuare fedelmente le riforme di Basilea III, concentrandosi sulle specificità europee. Con questa conferenza e con una consultazione pubblica invitiamo tutti i soggetti interessati e i cittadini ad aiutarci a valutare l’impatto delle riforme sull’economia europea.”

Le riforme di Basilea III sono finalizzate a migliorare la solidità, la stabilità e la resilienza del settore bancario e sono il risultato della cooperazione internazionale, essenziale per garantire stabilità finanziaria e parità di condizioni per le banche a livello mondiale. La conferenza offrirà alle parti interessate un’ulteriore opportunità di contribuire al dibattito sull’attuazione nell’UE di queste norme internazionali. Una consultazione pubblica sul tema è in corso e le parti interessate possono esprimere la propria opinione fino al 3 gennaio 2020.

La diretta streaming della conferenza è disponibile qui e il testo integrale dell’intervento del Vicepresidente Dombrovskis è disponibile qui.

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