Dichiarazione comune in occasione della giornata per un Internet più sicuro 2020

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logo safer internet day 2020

 

Oggi, in occasione della giornata per un Internet più sicuro 2020, la Commissione sottolinea la necessità di sensibilizzare il pubblico e di intervenire per migliorare la sicurezza online.

 

La Vicepresidente esecutiva per un’Europa pronta per l’era digitale Margrethe Vestager, la Vicepresidente per i Valori e la trasparenza Věra Jourová, la Vicepresidente per la Democrazia e la demografia Dubravka Šuica, il Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo Margaritis Schinas, il Commissario per il Mercato interno Thierry Breton e la Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani Mariya Gabriel hanno dichiarato: “Oggi celebriamo la giornata per un Internet più sicuro, che ci offre l’occasione per riflettere sulle sfide da affrontare per rendere la rete un luogo sicuro per tutti. Il rafforzamento della cibersicurezza e la lotta ai contenuti nocivi quali l’illecito incitamento all’odio, la propaganda terroristica, i contenuti pedopornografici e la disinformazione sono priorità fondamentali dell’Unione europea. La Commissione è impegnata a collaborare con la società civile e i cittadini per migliorare l’alfabetizzazione digitale e mediatica tramite l’attuazione della strategia per un internet migliore per i ragazzi e proporrà un piano d’azione per l’istruzione digitale aggiornato. Nella prossima strategia sui diritti del bambino includeremo anche i loro diritti online e promuoveremo l’uso dell’intelligenza artificiale per contribuire ad identificare e rimuovere i contenuti pedopornografici online. Grazie alla rete di centri per un Internet più sicuro finanziata dall’UE, ai comitati della giornata per un Internet più sicuro, all’Alleanza per una migliore tutela dei minori online e a tutti i partner che operano per la sicurezza online in tutto il mondo, continueremo a lavorare per migliorare la sicurezza del web. Si tratta di un contributo importante per un’Europa pronta per l’era digitale.”

La giornata per un Internet più sicuro è un evento internazionale che si svolge ogni anno a febbraio per promuovere un uso più sicuro e responsabile delle tecnologie online e dei telefoni cellulari da parte dei bambini e dei giovani di tutto il mondo. L’iniziativa, promossa dall’Unione europea, è nata nel 2004 e ora è celebrata in 150 paesi in tutto il mondo e riunisce milioni di persone in eventi e attività. L’edizione 2020 è la 17a.

Maggiori informazioni sulla giornata sono disponibili qui.

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Premio giornalistico Lorenzo Natali 2020

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Premio Lorenzo Natali2020

Da oggi al 15 marzo i giornalisti possono candidarsi al premio giornalistico Lorenzo Natali della Commissione europea, destinato ai giornalisti di tutto il mondo che raccontano online, su carta o su dispositivi audio-video storie di successo e perseveranza nell’ambito dello sviluppo sostenibile e realizzano reportage che rivelano ingiustizie e ci spingono ad agire.

Jutta Urpilainen, Commissaria per i Partenariati internazionali, ha dichiarato: “Ogni anno il premio giornalistico Lorenzo Natali riconosce il contributo dei giornalisti alla costruzione di società più sostenibili, eque e prospere. Le storie che raccontano contribuiscono a richiamare l’attenzione dei vertici politici ed economici su temi quali la povertà, le disuguaglianze e le ingiustizie per cercare soluzioni. Invito i giornalisti di tutto il mondo che si occupano di sviluppo sostenibile a candidarsi e a unirsi alla comunità mondiale dei vincitori, dei membri della giuria e dei partner del premio giornalistico Lorenzo Natali”.

Il tema generale del premio giornalistico Lorenzo Natali è lo sviluppo sostenibile e le candidature a questa edizione possono riguardare temi oggetto di partenariati internazionali quali la lotta contro la povertà e le disuguaglianze, i diritti umani, la democrazia, i giovani, la parità di genere, l’ambiente e i cambiamenti climatici, la salute, la tecnologia e la digitalizzazione. I giornalisti sono invitati a presentare i loro lavori online fino al 15 marzo e possono competere in tre categorie. Il premio per ciascuna categoria è di 10 000 euro.

In occasione delle Giornate europee dello sviluppo(link is external), che si terranno il 9 e 10 giugno a Bruxelles, saranno annunciati i vincitori e saranno assegnati i premi. Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile qui.

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Valutazione sulla tassazione del tabacco nell’UE

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Oggi la Commissione europea ha pubblicato una valutazione delle norme dell’UE in materia di tassazione del tabacco (direttiva 2011/64/UE del Consiglio relativa alla struttura e alle aliquote dell’accisa applicata al tabacco lavorato) secondo cui, sebbene tali norme siano efficaci in termini di prevedibilità e stabilità del gettito fiscale degli Stati membri, non lo sono altrettanto in termini di dissuasione dal consumo.

La valutazione esamina l’efficacia della direttiva sulla base dei criteri stabiliti negli orientamenti per legiferare meglio.

Il piano europeo di lotta contro il cancro sottolinea il ruolo centrale della tassazione per ridurre il consumo di tabacco e dissuadere i giovani dal fumare, tuttavia, l’aumento delle aliquote minime dell’UE sulle sigarette e il tabacco da fumo trinciato fino, previsto dalla direttiva, ha avuto un impatto solo negli Stati membri che avevano una tassazione molto bassa. Inoltre, il numero elevato di fumatori nell’UE, il 26% dell’intera popolazione adulta e il 29% dei giovani tra i 15 e i 24 anni, continua ad essere motivo di grande preoccupazione. Un altro problema è il divario di prezzo tra gli Stati membri (un pacchetto di sigarette può costare da 2,57 a 11,37 euro), che costituisce un incentivo economico sufficiente per livelli elevati di acquisti transfrontalieri indesiderati.

Secondo la valutazione, l’emergenza di nuovi prodotti, come quelli a base di tabacco riscaldato, le sigarette elettroniche e nuovi prodotti che creano dipendenza, dimostra i limiti del quadro normativo vigente. È necessario un approccio più globale, che tenga conto di tutti gli aspetti della lotta al tabagismo, compresa la sanità pubblica, la tassazione, la lotta al commercio illegale e gli aspetti ambientali.

La relazione in formato PDF è disponibile qui. La consultazione pubblica sul piano europeo di lotta contro il cancro è disponibile qui.

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2° dialogo UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile

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Oggi a Bruxelles si apre il 2° dialogo UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile, dal titolo “Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile”, finalizzato a promuovere la cooperazione UE-ASEAN per attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e l’accordo di Parigi. Il dialogo sottolinea il sostegno politico alla dimensione di sviluppo sostenibile della cooperazione UE-ASEAN.

Questa mattina Jutta Urpilainen, Commissaria europea per i Partenariati internazionali, ha aperto il dialogo insieme a Don Pramudwinai, Ministro degli Esteri della Thailandia, che copresiede a nome dell’ASEAN. La Commissaria ha dichiarato: “Lavoriamo già bene insieme su temi quali il consumo e la produzione sostenibili, la conservazione della biodiversità, l’uso sostenibile delle torbiere e la mitigazione delle nebbie inquinanti. Ora, con il Green Deal europeo, l’UE è pronta a passare al livello successivo. Insieme all’ASEAN e a tutti i nostri partner, cerchiamo di favorire una trasformazione duratura e sostenibile delle nostre società e delle nostre economie”.

Il dialogo riunisce alti funzionari dell’UE e dell’ASEAN per discutere di cambiamenti climatici, crescita e finanziamenti verdi, integrazione delle regioni nello sviluppo inclusivo e sostenibile, parità di genere e emancipazione economica delle donne. Partecipano anche rappresentanti dei presidenti delle commissioni settoriali pertinenti del Parlamento europeo, dell’OCSE, di agenzie dell‘ONU, del centro dell’ASEAN responsabile degli studi e del dialogo sullo sviluppo sostenibile, nonché rappresentanti del settore privato sia europei che dell’ASEAN.

Una scheda informativa sulle relazioni UE-ASEAN è disponibile qui.

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Coronavirus: l’UE chiede di rafforzare la cooperazione e il coordinamento internazionali

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Janez Lenarčič

La Commissione europea continua a lavorare su tutti i fronti per affrontare l’emergenza coronavirus.Dal centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’UE, il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič ha dichiarato: “Alla luce della diffusione del coronavirus in un numero crescente di paesi, dobbiamo puntare sul coordinamento e la cooperazione. È il momento di unire le forze per fermare questa epidemia ed è di vitale importanza che tutta la comunità internazionale combatta il coronavirus con interventi di preparazione e risposta, senza perdere di vista la solidarietà internazionale”.

Per quanto concerne gli ultimi sviluppi, ieri sono stati rimpatriati da Wuhan 95 cittadini dell’UE con un volo del Regno Unito. La Commissione, tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE, sta cofinanziando i costi di trasporto di queste persone dal Regno Unito ai rispettivi Stati membri (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Romania e Svizzera). Il 2 febbraio alcuni cittadini del Regno Unito avevano lasciato Wuhan su un volo francese. A seguito dell’attivazione del meccanismo di protezione civile dell’UE da parte della Francia a fine gennaio, 558 persone, inclusi 447 cittadini dell’UE, erano già state portate via da Wuhan con tre voli cofinanziati dall’UE, due organizzati dalla Francia e uno dalla Germania, il 31 gennaio e il 2 febbraio.

Il centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’UE collabora con tutti gli Stati membri dell’Unione per agevolare la consegna dei dispositivi di protezione individuale richiesti dalla Cina, che vanno ad aggiungersi alle 12 tonnellate già mobilitate dagli Stati membri il 1° febbraio come risposta immediata.

Il 31 gennaio l’UE ha anche annunciato uno stanziamento di 10 milioni di euro a sostegno della ricerca sul coronavirus da Orizzonte 2020, il suo programma di ricerca e innovazione, e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie monitora attentamente la diffusione del virus.

Il materiale audiovisivo è disponibile qui e qui.

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Politica di coesione: coinvolgere i cittadini per garantire risultati migliori

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conferenza politica di coesione

La Commissione ha deciso di avviare due nuove azioni pilota per coinvolgere maggiormente i cittadini nell’attuazione sul campo dei progetti di coesione.

 

 

L’obiettivo è quello di favorire la partecipazione attiva dei cittadini e delle organizzazioni della società civile alle modalità di pianificazione, investimento e monitoraggio dei fondi dell’UE per garantire, in definitiva, il conseguimento di risultati migliori. Nel quadro di tali azioni pilota le autorità di gestione dei fondi di coesione e le organizzazioni della società civile riceveranno consulenza e sostegno da parte di esperti per sviluppare le conoscenze e le competenze necessarie all’attuazione dei progetti di coesione.

Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha dichiarato: “La politica di coesione è in prima linea nel gestire le sfide cui i cittadini europei sono attualmente confrontati, che spaziano dal clima all’innovazione, senza dimenticare l’inclusione sociale, le competenze e la connettività. È quindi importante che i cittadini possano dire la loro sul modo in cui tale politica consegue i propri obiettivi. Una partecipazione più autentica dei cittadini andrà a vantaggio sia delle autorità pubbliche sia delle organizzazioni della società civile.”

Nell’ambito della prima azione pilota le autorità di gestione dei fondi dell’UE beneficeranno delle eccellenti competenze tecniche fornite dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE)(link is external) come pure di un’assistenza su misura per l’organizzazione di nuove iniziative atte a coinvolgere i cittadini e a promuovere trasparenza e responsabilità. L’invito rivolto alle autorità di gestione che intendono partecipare a questa iniziativa è aperto da oggi e le informazioni dettagliate sono disponibili sul sito web.

Nell’ambito della seconda azione pilota la Commissione stanzierà 250 000 € per sostenere, mediante finanziamenti a livello locale, nuove idee e iniziative volte a promuovere la partecipazione dei cittadini, in particolare di quelli appartenenti alle organizzazioni minori e locali della società civile. Si tratterà di sperimentare nuovi approcci per il coinvolgimento dei cittadini e al contempo di stimolare, promuovere e sostenere il loro impegno nella politica di coesione al fine di migliorare l’attuazione dei progetti e far sì che si sentano maggiormente titolari dei risultati conseguiti. L’invito alla presentazione di idee rivolto alle organizzazioni sarà pubblicato nelle prossime settimane. e terrà in considerazione il riscontro da esse fornito in occasione della conferenza durante la quale verrà discussa la loro esigenza di svolgere un ruolo attivo in merito all’elaborazione congiunta di politiche, alla partecipazione alle stesse e al relativo monitoraggio.

Prossime tappe

Le due azioni si svolgeranno nel corso di 12 mesi e i risultati saranno divulgati sotto forma di una relazione e di un vademecum sugli insegnamenti appresi dai vari progetti nonché di consigli su come coinvolgere maggiormente i cittadini nella politica di coesione. Si intende in tal modo promuovere iniziative analoghe nei programmi della politica di coesione a titolo del prossimo bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027.

Contesto

Con una dotazione totale di bilancio superiore a 350 miliardi di €, la politica di coesione è la principale politica di investimento dell’UE e una delle sue più concrete espressioni di solidarietà. Istituzioni solide e buona capacità amministrativa sono fondamentali per il buon esito degli investimenti. I cittadini hanno un ruolo importante da svolgere affinché le autorità pubbliche siano più trasparenti e responsabili e gli investimenti pubblici più efficienti ed efficaci.

In tale contesto la Commissione europea organizza una conferenza di alto livello, che si terrà il 6 febbraio 2020 a Bruxelles, dal titolo “Coinvolgere i cittadini per una buona governance nella politica di coesione”. L’obiettivo della conferenza è quello di esaminare quali iniziative nel quadro della politica di coesione abbiano contribuito a rafforzare l’impegno dei cittadini e di trarre ispirazione dagli esempi di partecipazione dei cittadini in altri contesti per applicarli alla politica di coesione. Un dibattito aperto e trasparente con tutte le parti interessate consentirà di conoscere il punto di vista degli utenti su come avvicinare maggiormente la politica di coesione ai cittadini. La conferenza si svolgerà sotto la guida politica e con la partecipazione della Commissaria responsabile per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira.

Per ulteriori informazioni

Conferenza di alto livello “Coinvolgere i cittadini per una buona governance nella politica di coesione”

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La Commissione presenta le sue proposte per un processo di adesione all’UE più credibile, dinamico, prevedibile e politico

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eu factsheetUn processo più credibile: il processo di adesione deve poggiare su solide basi di fiducia reciproca e impegni chiari da parte dell’Unione europea e dei Balcani occidentali. Per rafforzare la credibilità ci si dovrebbe concentrare ancora di più sulle riforme fondamentali, in primo luogo lo Stato di diritto, il funzionamento delle istituzioni democratiche e della pubblica amministrazione e l’economia dei paesi candidati. Una volta che i paesi partner abbiano soddisfatto i criteri oggettivi, gli Stati membri converranno di passare alla fase successiva del processo, rispettando l’approccio basato sul merito.

Un orientamento politico più forte: la natura politica del processo di adesione richiede un orientamento politico più forte e un impegno ai massimi livelli. La Commissione propone di aumentare le opportunità di dialogo politico e strategico ad alto livello attraverso vertici periodici UE-Balcani occidentali e contatti ministeriali più intensi. Gli Stati membri dovrebbero inoltre essere coinvolti in modo più sistematico nel monitoraggio e nel riesame del processo. Tutti gli organi istituiti a norma degli accordi di stabilizzazione e di associazione si concentreranno maggiormente sulle questioni e sulle riforme politiche fondamentali, mentre le conferenze intergovernative imprimeranno ai negoziati un orientamento politico più forte.

Un processo più dinamico: per infondere maggiore dinamismo al processo negoziale, la Commissione propone di riunire i capitoli di negoziato in sei gruppi tematici: questioni fondamentali; mercato interno; competitività e crescita inclusiva; agenda verde e connettività sostenibile; risorse, agricoltura e coesione; relazioni esterne. I negoziati su ciascun gruppo saranno avviati globalmente, una volta soddisfatti i parametri di riferimento per l’apertura, anziché sulla base dei singoli capitoli. I negoziati sulle questioni fondamentali saranno avviati per primi e chiusi per ultimi, e i progressi compiuti in questi ambiti determineranno il ritmo generale dei negoziati. Il periodo che intercorre fra l’apertura di un gruppo e la chiusura dei singoli capitoli dovrebbe essere limitato, riducendolo preferibilmente a un anno in funzione dei progressi delle riforme.

Un processo più prevedibile: la Commissione fornirà indicazioni più chiare su quello che l’UE si aspetta dai paesi dell’allargamento nelle diverse fasi del processo, specificando le conseguenze positive che possono derivare dai progressi in materia di riforme e le conseguenze negative della mancanza di progressi.

Per incoraggiare l’attuazione delle riforme più impegnative, la Commissione definirà con maggior precisione le condizioni fissate perché i candidati possano progredire e offrirà incentivi chiari e tangibili che interessino direttamente i cittadini. Gli incentivi potrebbero comprendere l’integrazione accelerata e l’inserimento graduale nelle politiche, nel mercato e nei programmi dell’UE, garantendo la parità di condizioni, nonché maggiori finanziamenti e investimenti. Più i candidati progrediscono sul fronte delle riforme, più avanzeranno nel processo. Analogamente, la Commissione propone misure più decisive che sanzionino proporzionalmente qualsiasi stallo o regresso grave o prolungato nell’attuazione delle riforme e nel rispetto dei requisiti del processo di adesione. I negoziati potrebbero essere sospesi in determinati settori o, nei casi più gravi, nel loro complesso, e i capitoli già chiusi potrebbero essere riaperti. I vantaggi di una più stretta integrazione, come l’accesso ai programmi dell’UE, potrebbero essere sospesi o ritirati, e l’entità e l’intensità dei finanziamenti UE potrebbero essere riviste al ribasso.

Prossime tappe

La Commissione si augura che gli Stati membri approvino la proposta, contestualmente all’avvio dei negoziati di adesione con la Macedonia del Nord e l’Albania, in previsione del vertice Unione europea-Balcani occidentali che si terrà a Zagabria il 6 e 7 maggio. In vista del vertice, la Commissione rifletterà su come promuovere gli investimenti, l’integrazione socioeconomica e lo Stato di diritto nella regione dei Balcani occidentali.

Per ulteriori informazioni

Link alla comunicazione

Memo su domande e risposte

Scheda informativa sulle relazioni UE-Balcani occidentali

Scheda informativa sul processo di adesione all’UE

Infografica per i partner:

Montenegro

Serbia

Macedonia del Nord

Albania

Bosnia-Erzegovina

Kosovo

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Iniziativa dei cittadini: la Commissione incontra gli organizzatori del “Minority SafePack: un milione di firme per la diversità in Europa”

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mani_su_bandiera_ue.jpgQuesto pomeriggio Věra Jourová, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, e Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, incontreranno gli organizzatori dell’iniziativa dei cittadini europei “Minority SafePack: un milione di firme per la diversità in Europa“, che hanno raccolto e presentato alla Commissione oltre 1 milione di firme a sostegno della loro iniziativa.

Si tratta della 5° iniziativa dei cittadini europei valida. Come previsto dal regolamento che disciplina questo strumento,  la Commissione ha invitato gli organizzatori a Bruxelles per esporre le loro idee in modo più approfondito. L’iniziativa “Minority SafePack: un milione di firme per la diversità in Europa” chiede alla Commissione europea di “migliorare la protezione delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche e di rafforzare la diversità culturale e linguistica nell’Unione”.

Sarà anche organizzata un’audizione pubblica al Parlamento europeo. Quindi, sulla base di una valutazione approfondita, la Commissione presenterà una comunicazione per motivare le misure che intende adottare o meno, ad esempio una proposta legislativa o provvedimenti non legislativi. L’iniziativa dei cittadini europei è uno strumento prezioso di cui i cittadini dispongono per contribuire alla definizione delle legislazioni e delle politiche dell’UE.

Maggiori informazioni sulle altre iniziative dei cittadini europei valide sono disponibili sul sito. Dal 1° gennaio di quest’anno, questo strumento è diventato ancora più vicino ai cittadini con l’entrata in vigore delle nuove norme in materia.

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La Commissione presenta un riesame della governance economica dell’UE e apre un dibattito sul suo futuro

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disegno con bilancia che pesa persone e soldi sopra bandiera UE

 

La Commissione presenta oggi un riesame dell’efficacia del quadro di sorveglianza economica e apre un dibattito pubblico sul suo futuro.

 

 

 

Il quadro di sorveglianza economica dell’UE ha guidato gli Stati membri nel conseguimento dei loro obiettivi di politica economica e di bilancio e ha contribuito a ottenere un maggiore coordinamento delle politiche economiche, a correggere gli squilibri macroeconomici e a ridurre i disavanzi pubblici e i livelli di debito. Esso ha creato le condizioni per una crescita sostenibile e per il conseguimento di una strategia dell’Unione per la crescita e l’occupazione. Ciononostante permangono alcune vulnerabilità e la crescente complessità del quadro di bilancio ne ha ostacolato l’accettazione.

L’UE si trova inoltre ad affrontare un contesto economico che ha subito profondi cambiamenti rispetto a quando sono state stabilite le regole.

L’inizio di un nuovo ciclo politico nell’Unione è un momento propizio per valutare l’efficacia dell’attuale quadro di sorveglianza economica e di bilancio, in particolare le riforme introdotte dai cosiddetti “six-pack” e “two-pack”, sulla cui applicazione la Commissione è tenuta a riferire.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “Le nostre regole di bilancio condivise sono fondamentali per la stabilità delle nostre economie e della zona euro. Garantire la stabilità finanziaria è un requisito essenziale per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Esse sono imprescindibili anche per costruire la fiducia tra gli Stati membri e consentire ulteriori passi avanti nell’approfondimento dell’Unione economica e monetaria. Le nostre regole si sono evolute notevolmente rispetto a quelle stabilite inizialmente e hanno dato risultati positivi. Oggi però sono considerate troppo complesse e difficili da comunicare. Per questo motivo auspichiamo una discussione aperta su ciò che ha funzionato e ciò che non ha funzionato, e sul modo di creare consenso per razionalizzare le regole e renderle ancora più efficaci.”

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha affermato: “Le politiche economiche in Europa devono affrontare le sfide odierne, che sono palesemente diverse da quelle di un decennio fa. La stabilità resta un obiettivo essenziale, ma vi è l’altrettanto urgente necessità di sostenere la crescita e in particolare di mobilitare gli enormi investimenti che servono per affrontare i cambiamenti climatici. Dobbiamo inoltre elaborare politiche di bilancio più anticicliche, tenuto conto dei vincoli crescenti con cui deve confrontarsi la BCE. La complessità delle nostre regole, infine, rende più difficile spiegare ai nostri cittadini cosa dice “Bruxelles” e nessuno di noi dovrebbe accettare una situazione simile. Attendo con interesse un dibattito reale su questi temi nei prossimi mesi.”

Un contesto economico in evoluzione e nuove sfide

Il quadro di governance economica si è evoluto nel tempo, con l’introduzione di modifiche per rispondere all’emergere di nuove sfide economiche.

Le normative denominate “six-pack” e “two-pack” sono state introdotte per far fronte alle vulnerabilità emerse con la crisi economica e finanziaria. Il contesto economico ha subito un’evoluzione sostanziale da allora. L’economia europea ha registrato sette anni di crescita ininterrotta. Attualmente nessuno Stato membro è soggetto al braccio correttivo del patto di stabilità e crescita, la cosiddetta procedura per i disavanzi eccessivi, a fronte di 24 Stati membri nel 2011. Tuttavia il potenziale di crescita di molti Stati membri non è tornato ai livelli pre-crisi e il debito pubblico rimane elevato in alcuni di essi. Lo slancio delle riforme si è affievolito e i progressi compiuti sono diventati disomogenei nei vari paesi e settori d’intervento politico.

Al contempo l’Europa punta a diventare il primo continente al mondo a impatto climatico zero e a cogliere le nuove opportunità dell’era digitale, come illustrato nella strategia annuale di crescita sostenibile.

Valutazione del quadro di governance economica dell’UE

Il riesame mira a valutare l’efficacia del quadro di sorveglianza economica nel raggiungimento di tre obiettivi chiave:

  • garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche e della crescita economica evitando squilibri macroeconomici;
  • consentire un maggiore coordinamento delle politiche economiche e
  • promuovere la convergenza dei risultati economici degli Stati membri.

Dal riesame emerge che il quadro di sorveglianza ha sostenuto la correzione degli squilibri macroeconomici esistenti e la riduzione del debito pubblico. Ciò a sua volta ha contribuito a creare le condizioni per una crescita sostenibile, ha rafforzato la resilienza e ha ridotto le vulnerabilità legate agli shock economici.

Ha inoltre favorito una convergenza duratura dei risultati economici degli Stati membri e un coordinamento più stretto delle politiche di bilancio nella zona euro.

Nel contempo il debito pubblico rimane elevato in alcuni Stati membri e l’orientamento della politica di bilancio a livello nazionale è stato spesso prociclico. Inoltre la composizione delle finanze pubbliche non è diventata più favorevole alla crescita, con gli Stati membri che scelgono sistematicamente di aumentare la spesa corrente anziché proteggere gli investimenti.

Dal riesame risulta anche che il quadro di bilancio è diventato eccessivamente complesso a causa della necessità di tener conto di un’ampia gamma di circostanze in continua evoluzione nel perseguimento di molteplici obiettivi. Questa complessità ha reso il quadro meno trasparente e prevedibile, ostacolando la comunicazione e la titolarità politica.

Un dibattito inclusivo

È fondamentale che tra tutti i principali portatori d’interessi vi sia un grado di consenso e di fiducia ampio perché la sorveglianza economica nell’UE sia efficace. La Commissione invita pertanto i portatori d’interessi, tra cui le altre istituzioni europee, le autorità nazionali, le parti sociali e il mondo accademico, a partecipare a un dibattito per esprimere il loro parere sul modo in cui il quadro di governance economica ha funzionato finora e sui possibili modi per rafforzarne l’efficacia.

Questa partecipazione assumerà varie forme: riunioni dedicate, seminari e una piattaforma di consultazione online.

La Commissione terrà conto dei pareri dei portatori d’interessi e dell’esito di queste consultazioni quando completerà le sue riflessioni sulle possibili iniziative future.

Questo processo dovrebbe concludersi entro la fine del 2020.

Contesto

L’UE ha adottato una serie di misure per rafforzare il suo quadro di sorveglianza e governance economica in risposta alle vulnerabilità emerse con la crisi economica e finanziaria del 2008-2009.

La normativa del “six-pack” e del “two-pack” è stata introdotta per intensificare il coordinamento della politica economica e per promuovere una convergenza duratura dei risultati economici attraverso il rafforzamento della sorveglianza di bilancio nell’ambito del patto di stabilità e crescita.

La normativa ha introdotto anche i requisiti per i quadri di bilancio nazionali e ha ampliato la portata della sorveglianza per includervi gli squilibri macroeconomici.

La rinnovata sorveglianza macroeconomica e di bilancio è stata integrata nel semestre europeo, il quadro di coordinamento delle politiche economiche, che è stato istituito nello stesso contesto.

Per ulteriori informazioni

Riesame della governance economica: domande e risposte

Comunicazione sul riesame della governance economica

Piattaforma di consultazione online

Strategia annuale di crescita sostenibile

Il semestre europeo

Patto di stabilità e crescita

Procedura per gli squilibri macroeconomici

Vademecum sul patto di stabilità e crescita

Compendio sulla procedura per gli squilibri macroeconomici

Il Vicepresidente Dombrovskis su Twitter: @VDombrovskis

Il Commissario Gentiloni su Twitter: @PaoloGentiloni

La DG ECFIN su Twitter: @ecfin

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La solidarietà dell’UE in azione: sostegno essenziale in occasione di 11 catastrofi naturali

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Cittadini

foto centro emergenze europeeLa Commissione europea ha pubblicato la relazione sulle attività del Fondo di solidarietà dell’UE (FSUE) per il 2017 e il 2018, che sottolinea il grande valore aggiunto del Fondo nel fornire sostegno di emergenza e per la ripresa e nel ridurre gli oneri finanziari per le autorità nazionali e regionali.

Nel 2017 e nel 2018 la Commissione ha ricevuto 15 richieste di mobilitazione del Fondo e ne ha accettate 12. Il contributo finanziario complessivo concesso è stato di 1,35 miliardi di euro, incluso il contributo senza precedenti di 1,2 miliardi di euro per la ricostruzione in seguito ai terremoti in Italia centrale nel 2017.

La Commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira, ha dichiarato: “Il Fondo di solidarietà dell’UE è una delle espressioni più concrete della solidarietà dell’Unione. Offre sostegno finanziario a lungo termine agli Stati membri colpiti da catastrofi naturali e aiuta i cittadini e le regioni che ne subiscono le conseguenze. Ci ricorda inoltre l’importanza di investire nella prevenzione e nell’attenuazione dei cambiamenti climatici, in linea con le priorità del Green Deal europeo”.

Il Fondo di solidarietà dell’UE è stato istituito nel 2002 in risposta a gravi inondazioni in Europa centrale. Gli Stati membri possono richiedere il sostegno del Fondo se i danni complessivi provocati dalla catastrofe naturale superano una certa soglia. Finora il Fondo ha mobilitato oltre 5,5 miliardi di euro per interventi in occasione di 87 eventi catastrofici in 23 Stati membri e in un paese candidato all’adesione (la Serbia).

Gli Stati membri colpiti da una catastrofe naturale possono richiedere un sostegno supplementare tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE e RescEU e i volontari del Corpo europeo di solidarietà possono partecipare alle operazioni finalizzate alla ripresa del territorio.

Una panoramica di tutti gli interventi del Fondo di solidarietà dalla sua istituzione a oggi è disponibile sul Portale open data dei fondi SIE. Tra il 2014 e il 2020 l’UE ha investito ulteriori 8 miliardi di euro per la lotta ai cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi tramite la politica di coesione.

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