Forum europeo sull’idrogeno: un nuovo passo verso l’attuazione dell’agenda per l’idrogeno pulito dell’UE

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Il 26 e 27 novembre si terrà il Forum europeo sull’idrogeno, la prima assemblea dell’Alleanza europea per l’idrogeno pulito, annunciato nel quadro della nuova strategia industriale europea a marzo e avviato a luglio 2020 insieme alla strategia dell’UE per l’idrogeno.

 

 

L’evento di alto livello, al quale parteciperanno il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, il Commissario per il Mercato interno Thierry Breton, la Commissaria per l’Energia Kadri Simson e la Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani Mariya Gabriel, verterà su come aiutare l’industria e la ricerca dell’UE sull’idrogeno a conseguire gli obiettivi di neutralità climatica dell’Unione.

L’Alleanza europea per l’idrogeno pulito, alla quale hanno aderito già oltre 800 parti interessate, ha obiettivi ambiziosi in termini di diffusione delle tecnologie dell’idrogeno verde in Europa entro il 2030, e mira a riunire la produzione e la domanda di idrogeno rinnovabile a basse emissioni di carbonio nell’industria, nella mobilità e in altri settori, e il trasporto e la distribuzione dell’idrogeno. Questi obiettivi saranno perseguiti, tra l’altro, tramite un programma di investimenti e progetti concreti, sulla base dell’agenda strategica di ricerca e innovazione del futuro partenariato per la ricerca e l’innovazione in materia di idrogeno pulito, e mobilitando risorse e attori per installare nell’UE almeno 6 GW di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile entro il 2024 e 40 GW entro il 2030.

Il Commissario Breton ha dichiarato: “L’idrogeno pulito svolge un ruolo fondamentale nella corsa alla decarbonizzazione di numerosi settori della nostra economia. In quanto elemento centrale del Green Deal europeo, l’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio non solo contribuirà alla transizione verso l’energia verde, ma offre importanti opportunità commerciali alle imprese dell’UE. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare oculatamente i fondi per la ripresa nazionali per contribuire a gettare le basi dei mercati dell’idrogeno e delle infrastrutture transfrontaliere in Europa.

La prima edizione del Forum europeo sull’idrogeno è organizzata congiuntamente dalla Commissione e dall’impresa comune “Celle a combustibile e idrogeno”. Con questo evento, il lavoro dell’Alleanza entra in una nuova fase cruciale, dal momento che a dicembre di quest’anno saranno avviate sei tavole rotonde tematiche, sotto forma di gruppi di lavoro responsabili della sua attività operativa. Per guardare l’evento online si prega di iscriversi qui.

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Relazione 2020 sulla qualità dell’aria in Europa: la qualità dell’aria è migliorata sensibilmente negli ultimi dieci anni e sono diminuiti i decessi dovuti all’inquinamento

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La relazione 2020 sulla qualità dell’aria in Europa dell’Agenzia europea dell’ambiente pubblicata ieri mostra che negli ultimi dieci anni il miglioramento della qualità dell’aria ha ridotto sensibilmente il numero di morti premature in Europa, tuttavia, secondo gli ultimi dati ufficiali dell’agenzia, quasi tutti gli europei continuano a risentire dell’inquinamento atmosferico, che causa circa 400 000 morti premature nel continente.

 

 

La relazione 2020 sulla qualità dell’aria in Europa dell’Agenzia europea dell’ambiente pubblicata ieri mostra che negli ultimi dieci anni il miglioramento della qualità dell’aria ha ridotto sensibilmente il numero di morti premature in Europa, tuttavia, secondo gli ultimi dati ufficiali dell’agenzia, quasi tutti gli europei continuano a risentire dell’inquinamento atmosferico, che causa circa 400 000 morti premature nel continente. Secondo la relazione, le politiche dell’UE, nazionali e locali e la riduzione delle emissioni di alcuni settori chiave hanno migliorato la qualità dell’aria in Europa.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Sapere che la qualità dell’aria sta migliorando grazie alle politiche ambientali e climatiche che abbiamo attuato è una buona notizia, ma non possiamo ignorare gli aspetti negativi: il numero di morti premature in Europa dovute all’inquinamento atmosferico è ancora troppo elevato. Con il Green Deal europeo intendiamo ridurre a zero tutti i tipi di inquinamento. Se vogliamo raggiungere questo obiettivo e proteggere appieno la salute dei cittadini e l’ambiente, dobbiamo ridurre ulteriormente l’inquinamento atmosferico e allineare i nostri standard di qualità dell’aria alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il nostro prossimo piano d’azione affronterà questo tema.”

La relazione rileva che sussiste un divario tra i limiti della qualità dell’aria stabiliti nelle norme UE e gli orientamenti dell’OMS. La Commissione europea sta affrontando il problema tramite una revisione delle norme dell’UE nel contesto dell’obiettivo “inquinamento zero” del Green Deal europeo. La relazione si sofferma anche sui collegamenti tra pandemia di Covid-19 e qualità dell’aria. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa, nella relazione e nel discorso.

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Piano degli obiettivi climatici 2030: la Commissione avvia consultazioni pubbliche su quattro future proposte legislative

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La Commissione ha avviato consultazioni pubbliche su quattro elementi chiave della legislazione dell’UE in materia di clima, riguardo ai quali prevede di adottare, a giugno 2021, proposte di revisione che contribuiranno a realizzare il Green Deal europeo e a conseguire il nuovo obiettivo proposto dall’UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

 

Le consultazioni pubbliche sul sistema di scambio di quote di emissione dell’UE, sul regolamento sulla condivisione degli sforzi, sulle norme in materia di uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura e sulle norme in materia di prestazione – emissioni di CO2 per autovetture e furgoni resteranno aperte al pubblico fino al 5 febbraio 2021. Tramite queste consultazioni, la Commissione dà ai cittadini, ai gruppi di interesse, alle ONG e alle altre parti interessate l’opportunità di esprimersi prima di finalizzare le sue proposte e di partecipare attivamente a questo importante processo legislativo.

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Nuova agenda dei consumatori: la Commissione europea rafforza il ruolo dei consumatori affinché diventino vettori di transizione

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Oggi la Commissione europea ha presentato la nuova agenda dei consumatori, che permetterà ai consumatori di svolgere un ruolo attivo nelle transizioni verde e digitale.

 

 

 

L’agenda illustra anche il modo di aumentare la protezione e la resilienza dei consumatori durante e dopo la pandemia di COVID-19, le cui gravi conseguenze hanno inciso sulla vita quotidiana dei consumatori. Più concretamente, l’agenda presenta le priorità e i punti di azione cruciali su cui lavorare nei prossimi 5 anni insieme agli Stati membri a livello europeo e nazionale. Tra questi figurano una nuova proposta legislativa intesa a fornire ai consumatori migliori informazioni sulla sostenibilità dei prodotti e ad adeguare la normativa vigente alla trasformazione digitale, e un piano d’azione con la Cina sulla sicurezza dei prodotti.

Vera Jourová, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: “Vogliamo mettere i consumatori in grado di svolgere il loro ruolo nelle transizioni verde e digitale. Al tempo stesso dobbiamo garantire che le nostre norme a tutela dei diritti dei consumatori rimangano al passo con la realtà digitale odierna, in particolare attraverso un’applicazione rigorosa e una maggiore responsabilità delle piattaforme online.”

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia e i consumatori, ha dichiarato: “I consumatori europei sono al centro di un cambiamento globale. Le loro azioni possono incidere sulla situazione in maniera significativa. Devono essere in grado di compiere scelte sostenibili ed essere certi che i loro diritti saranno tutelati in ogni circostanza. La nuova agenda introduce misure volte a promuovere una società digitale e verde equa, tenendo conto del fatto che il comportamento dei consumatori oltrepassa i confini dei singoli Stati membri.”

I diritti dei consumatori nella crisi della pandemia di COVID-19

Che si tratti di truffe online o di contratti di viaggio annullati, la pandemia di COVID-19 ha avuto ripercussioni su molti aspetti della vita dei consumatori. La Commissione continuerà a contrastare le truffe a danno dei consumatori, collaborando con la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori e intrattenendo un dialogo con le piattaforme e tutti i soggetti interessati. Inoltre, continuerà a garantire la tutela dei diritti dei viaggiatori e dei passeggeri dell’UE in caso di cancellazione del viaggio. La Commissione svolgerà un’analisi dell’impatto a lungo termine della COVID-19 sui modelli di consumo degli europei, che servirà da base per le future iniziative politiche.

Potenziare il ruolo dei consumatori e migliorare la protezione

La nuova agenda dei consumatori presenta una prospettiva della politica dei consumatori dell’UE dal 2020 al 2025 incentrata su cinque settori prioritari:

  1. Transizione verde – La Commissione intende garantire che i consumatori abbiano a disposizione sul mercato dell’UE prodotti sostenibili e dispongano di informazioni migliori per poter operare una scelta consapevole. L’anno prossimo presenterà una proposta intesa a fornire ai consumatori migliori informazioni sulla sostenibilità dei prodotti e a combattere pratiche quali il “greenwashing” o l’obsolescenza precoce. La Commissione promuoverà inoltre la riparazione e favorirà prodotti più sostenibili e “circolari”. La transizione verde non può avvenire senza le imprese: la Commissione è determinata a collaborare con gli operatori economici per incoraggiarli ad assumere impegni a favore di un consumo sostenibile, al di là di quanto richiesto dalla legge.
  2. Trasformazione digitale – La trasformazione digitale sta cambiando radicalmente la vita dei consumatori, offrendo nuove opportunità ma anche creando nuovi problemi. La Commissione intende contrastare le pratiche commerciali online che violano il diritto dei consumatori di operare una scelta informata, abusano delle loro inclinazioni comportamentali o alterano i loro processi decisionali, come i “modelli oscuri” e la pubblicità occulta. Inoltre, nel definire le norme che disciplinano l’economia digitale e i requisiti per l’intelligenza artificiale (IA) occorre tenere debitamente conto degli interessi dei consumatori. Per adeguare le norme vigenti alla digitalizzazione in corso e all’aumento dei prodotti connessi, la Commissione riesaminerà anche la direttiva relativa alla sicurezza dei prodotti. Dato che occorre rafforzare la protezione dei consumatori per quanto riguarda la digitalizzazione dei servizi finanziari al dettaglio, saranno rivedute le direttive sul credito al consumo e sulla commercializzazione dei servizi finanziari.
  3. Applicazione efficace dei diritti dei consumatori – La responsabilità di far rispettare i diritti dei consumatori spetta agli Stati membri, ma la Commissione svolge un ruolo di coordinamento e sostegno. La Commissione aiuterà gli Stati membri ad attuare e applicare tempestivamente il diritto dei consumatori, anche attraverso la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori. Sosterrà inoltre le autorità nazionali, ad esempio introducendo una serie di strumenti elettronici innovativi per rafforzare la capacità delle autorità nazionali di contrastare le pratiche commerciali illegali online e individuare i prodotti non sicuri.
  4. Esigenze specifiche di determinati gruppi di consumatori – Alcuni gruppi di consumatori in determinate situazioni possono essere particolarmente vulnerabili e necessitare di garanzie specifiche, ad esempio i bambini, gli anziani o le persone con disabilità. La Commissione esaminerà i requisiti da introdurre per le norme relative ai prodotti per l’infanzia. Per quanto riguarda le persone vulnerabili dal punto di vista finanziario, la cui situazione è aggravata dalla crisi della pandemia di COVID-19, la Commissione aumenterà i finanziamenti destinati a migliorare la consulenza in materia di debito negli Stati membri. La Commissione sosterrà inoltre iniziative che forniscano consulenza a livello locale sulle modalità di accesso alle informazioni, online e offline.
  5. Cooperazione internazionale – In un mondo globalizzato in cui gli acquisti online oltrepassano le frontiere, la cooperazione con i partner internazionali è diventata fondamentale. Nel 2021 la Commissione elaborerà un piano d’azione con la Cina per migliorare la sicurezza dei prodotti venduti online. A partire dal 2021 la Commissione svilupperà inoltre il sostegno normativo, l’assistenza tecnica e lo sviluppo di capacità a favore delle regioni partner dell’UE, comprese quelle africane.

Prossime tappe

La Commissione presenterà le iniziative annunciate nell’agenda e attende con interesse un dialogo ad ampio raggio con tutti i soggetti interessati sulle priorità e sulle azioni, nonché sui metodi di cooperazione per promuovere insieme la protezione dei consumatori nei prossimi anni.

Contesto

L’UE può contare su un solido quadro di protezione dei consumatori, sviluppato nel corso di molti anni e recentemente rafforzato con varie iniziative legislative di cui i consumatori dell’UE potranno beneficiare nei prossimi anni, compreso il New Deal per i consumatori del 2018.

La nuova agenda dei consumatori, che si basa sull’agenda del 2012, è il risultato di intensi preparativi e discussioni con i soggetti interessati. Nel giugno 2020 la Commissione ha avviato a livello dell’UE una consultazione pubblica aperta sulla nuova politica europea dei consumatori per il prossimo periodo, che ha fornito un prezioso contributo per la definizione della nuova agenda dei consumatori e ha mostrato un sostegno generale alle sue principali priorità, compresa la necessità di rispondere alla pandemia di COVID-19. L’agenda completa altre iniziative della Commissione quali il Green Deal e il piano d’azione per l’economia circolare; garantirà inoltre che l’attuazione del quadro finanziario pluriennale tenga conto delle priorità dei consumatori.

Per ulteriori informazioni

Nuova agenda dei consumatori: rafforzare la resilienza dei consumatori per una ripresa sostenibile

Nuova agenda dei consumatori: scheda informativa

Strategia per i consumatori

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La Commissione avvia una consultazione sul piano d’azione per l’inquinamento zero

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La Commissione ha avviato una consultazione pubblica aperta sul piano d’azione dell’UE “Verso l’obiettivo di inquinamento zero dell’aria, dell’acqua e del suolo – Un pianeta più sano per persone più sane”.

 

 

 

La Commissione ha avviato una consultazione pubblica aperta sul piano d’azione dell’UE “Verso l’obiettivo di inquinamento zero dell’aria, dell’acqua e del suolo – Un pianeta più sano per persone più sane”. Pilastro del Green Deal europeo, l’obiettivo “inquinamento zero”, si baserà su iniziative nei settori dell’energia, dell’industria, della mobilità, dell’agricoltura, della biodiversità e del clima.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “L’inquinamento ambientale non solo incide negativamente sulla nostra salute, in particolare sui gruppi più vulnerabili, ma è anche una delle principali cause della perdita di biodiversità. È quindi evidente che è necessario agire subito. Con il piano d’azione per l’inquinamento zero vogliamo creare un ambiente di vita sano per gli europei, contribuire a una ripresa resiliente e promuovere la transizione verso un’economia pulita, circolare e climaticamente neutra.”

La consultazione fa seguito alla recente pubblicazione della tabella di marcia, che delinea i piani dell’UE per conseguire l’obiettivo “inquinamento zero”, tramite il miglioramento della prevenzione, della riparazione dei danni, del monitoraggio e della comunicazione dell’inquinamento, e per contribuire ad integrarlo in tutte le politiche e gli strumenti di investimento. Il piano d’azione per l’inquinamento zero sarà il prossimo passo importante verso l’attuazione dell’obiettivo “inquinamento zero” dopo la recente pubblicazione della strategia in materia di sostanze chimiche per la sostenibilità. La consultazione sul piano d’azione per l’inquinamento zero resterà aperta fino al 10 febbraio 2021. I commenti saranno integrati nelle prossime fasi di sviluppo e perfezionamento dell’iniziativa. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

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Riforma della politica agricola comune: al via il primo trilogo

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Oggi pomeriggio il Vicepresidente esecutivo Timmermans e il Commissario Wojciechowski rappresenteranno la Commissione al primo trilogo sulla riforma della politica agricola comune (PAC).

Il trilogo riguarderà tutte e tre le proposte sul tavolo: il regolamento sui piani strategici, il regolamento orizzontale e il regolamento modificativo dell’organizzazione comune dei mercati (OCM).

Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione avranno l’opportunità di illustrare le loro posizioni sugli elementi chiave dei tre regolamenti e di concordare le modalità di lavoro e il calendario indicativo dei successivi triloghi politici e delle riunioni tecniche preparatorie. Per la Commissione la PAC è una delle politiche chiave per il Green Deal europeo, ragion per cui sta guidando il processo al più alto livello in stretto coordinamento con altri settori strategici.

La Commissione è determinata a svolgere appieno il proprio ruolo nei negoziati di trilogo sulla PAC, quale mediatore imparziale tra i colegislatori e forza trainante per una maggiore sostenibilità finalizzata a conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, e mira a raggiungere un accordo su una politica agricola comune adeguata allo scopo e che risponda efficacemente alle aspettative crescenti della società in termini di azione per il clima, protezione della biodiversità, sostenibilità ambientale e reddito equo per gli agricoltori.

A giugno 2018 la Commissione ha presentato le sue proposte per una PAC futura, che prevedono un approccio più flessibile, basato sui risultati e sulle prestazioni e che tenga conto delle condizioni e delle esigenze locali, e ambizioni più grandi a livello dell’UE in termini di sostenibilità. Queste ambizioni ambientali e climatiche più grandi si riflettono in una nuova architettura verde che comprende il nuovo sistema di regimi ecologici. La Commissione ha sottolineato la compatibilità delle sue proposte con il Green Deal europeo in una relazione pubblicata a maggio 2020. Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno concordato la loro posizione negoziale rispettivamente il 23 e il 21 ottobre 2020, consentendo l’avvio dei triloghi.

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Alleanza per la plastica circolare: un passo avanti verso i 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata

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Oggi l’alleanza per la plastica circolare (CPA), che riunisce 245 soggetti pubblici e privati che coprono le intere catene del valore della plastica, ha realizzato le prime azioni volte a raggiungere il suo obiettivo di 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata utilizzata nei prodotti entro il 2025.

Le azioni comprendono: un piano di lavoro sulla progettazione dei prodotti di plastica per il riciclaggio, che elenca 19 prodotti di plastica che l’alleanza renderà più riciclabili, una relazione sulla raccolta e la cernita dei rifiuti di plastica nell’UE e un programma di R&S per la plastica circolare.

Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato: “Per realizzare l’economia circolare della plastica, abbiamo bisogno di azioni concertate che coinvolgano tutti i protagonisti della catena del valore. Nonostante l’impatto del coronavirus, in particolare sui gestori del riciclaggio e sui trasformatori di materie plastiche, sussiste un evidente interesse commerciale. Mi congratulo con l’Alleanza per la plastica circolare per l’impegno e il grande lavoro svolto per raggiungere l’obiettivo dei 10 milioni di tonnellate“.

Quale passo successivo, a gennaio 2021, la CPA realizzerà altre tre azioni, tra cui un sistema di monitoraggio per tracciare i flussi di materie plastiche in Europa, una relazione sul potenziale non sfruttato per aumentare la raccolta, la cernita e il riciclaggio dei rifiuti di plastica e sui miglioramenti necessari per raggiungere l’obiettivo di 10 milioni di tonnellate, e una mappatura delle relative necessità di investimento.

La Commissione europea ha annunciato l’istituzione dell’Alleanza per la plastica circolare nel dicembre 2018, in seguito alla valutazione preliminare degli impegni volontari dell’industria per aumentare la plastica riciclata, che dimostrava che gli impegni assunti dai fornitori di plastica riciclata erano sufficienti a raggiungere e addirittura a superare l’obiettivo dell’UE di 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata utilizzata in Europa entro il 2025. Gli impegni assunti dagli utilizzatori di plastica riciclata (come i trasformatori e i fabbricanti di materie plastiche) non erano tuttavia sufficienti ed è stato necessario intervenire per colmare il divario tra domanda e offerta. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

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Settimana europea della formazione professionale – “L’IFP per le transizioni verde e digitale”

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European vocational skills week

La Settimana europea della formazione professionale 2020 si svolgerà in formato digitale in tutta l’Unione europea dal 9 al 13 novembre 2020. L’evento è organizzato dalla Commissione europea in collaborazione con il ministero federale tedesco dell’Istruzione e della ricerca, nel quadro della presidenza tedesca del Consiglio dell’UE.

La Settimana europea della formazione professionale 2020 si svolgerà in formato digitale in tutta l’Unione europea dal 9 al 13 novembre 2020. L’evento è organizzato dalla Commissione europea in collaborazione con il ministero federale tedesco dell’Istruzione e della ricerca, nel quadro della presidenza tedesca del Consiglio dell’UE. Questa quinta edizione della Settimana incoraggia le persone di tutte le età a scoprire il proprio talento e a sviluppare le proprie competenze in linea con le esigenze del mercato del lavoro grazie all’istruzione e formazione professionale (IFP), un settore importante per la ripresa economica e sociale sullo sfondo della COVID-19.

L’edizione 2020 si concentrerà sull’IFP superiore (rivolta a chi ha già un’istruzione secondaria di secondo grado) e sulle competenze IFP per le transizioni verde e digitale. Promuovere piattaforme di apprendimento digitali, creare una cultura dell’istruzione continua e permanente e attuare strutture di IFP sostenibili sono questioni fondamentali per la Commissione e la presidenza tedesca.

Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “I mercati del lavoro hanno bisogno di menti creative e di mani capaci per poter gestire le transizioni verde e digitaleL’istruzione e formazione professionale (IFP) forma talenti, talenti che possono costruirsi una carriera nelle nostre società e contribuire alle nostre economie. La missione degli erogatori di IFP, delle imprese, dei sindacati, dei governi e non solo, volta a fornire competenze pertinenti per l’apprendimento permanente, non è mai stata più importante. Sono convinto che l’IFP possa svolgere un ruolo cruciale nella ripresa.”

Anja Karliczek, Ministra federale tedesca dell’Istruzione e della ricerca, ha sottolineato: “L’eccellenza dell’istruzione e formazione professionale svolge un ruolo significativo sia in Germania sia in Europa per continuare a garantire la nostra prosperità in futuroVogliamo rafforzare la cooperazione in materia di IFP in Europa, imparare gli uni dagli altri e rendere l’IFP adatta al futuro. Abbiamo cominciato a lavorare per conseguire questo obiettivo in occasione della riunione informale dei ministri dell’Istruzione tenutasi a Osnabrück insieme agli Stati membri dell’UE, alla Commissione europea e alle parti sociali europee. Sono felice di inaugurare oggi la Settimana europea della formazione professionale. L’evento di quest’anno è stato organizzato dalla Commissione europea in collaborazione con il ministero federale tedesco dell’Istruzione, di cui sono a capo. È nostra intenzione sfruttare al massimo questa opportunità per mettere in luce i benefici dell’istruzione e formazione professionale in Europa.”

Nell’ambito della Settimana europea della formazione professionale 2020, organizzazioni locali, regionali e nazionali dell’UE e non solo ospitano eventi e attività virtuali, sottolineando i benefici dell’IFP e il suo ruolo cruciale nell’apprendimento permanente. Tali organizzazioni dotano i giovani studenti delle competenze iniziali necessarie per avere una carriera soddisfacente e creano le condizioni affinché gli adulti possano, nel corso di tutta la vita, migliorare le competenze che già possiedono e svilupparne di nuove attraverso la riqualificazione. Sono già stati annunciati oltre 781 eventi e attività associati alla Settimana in 38 paesi, che raggiungono una platea di quasi 1,6 milioni di persone.

Ambasciatori della Settimana europea della formazione professionale e premi per l’eccellenza nell’IFP 2020

Quest’anno la campagna della Settimana europea della formazione professionale è sostenuta da 28 ambasciatori che, in rappresentanza di 25 paesi, promuovono il messaggio delle competenze professionali. Gli ambasciatori sono stati nominati dalla Commissione europea in quanto rappresentano esempi dei benefici dell’IFP da cui trarre ispirazione: i notevoli successi da loro ottenuti dimostrano infatti i vantaggi che l’IFP può offrire non solo ai giovani ma a chiunque stia valutando nuove opportunità di apprendimento.

Contesto

Cos’è la Settimana europea della formazione professionale?

La Settimana europea della formazione professionale è un appuntamento annuale fatto di attività ed eventi, durante il quale organizzazioni locali, regionali o nazionali mettono in risalto i migliori esempi dell’istruzione e formazione professionale (IFP)[1], un settore capace di dotare tutte le persone delle competenze necessarie per una vita personale e professionale piena di soddisfazioni. La Settimana è accompagnata da una campagna di comunicazione di diversi mesi che ne promuove la dimensione locale.

Lanciata nel 2016 dalla Commissione europea nel contesto della nuova agenda per le competenze per l’Europa, l’iniziativa è diventata una piattaforma su cui i portatori di interessi dell’IFP in tutta Europa e non solo si scambiano idee e buone pratiche. La Settimana si propone anzitutto di illustrare i vari modi in cui l’IFP può aiutare giovani e adulti a “scoprire i loro talenti” e a prepararsi oggi all’economia europea di domani; tra i suoi obiettivi c’è anche quello di dimostrare ai datori di lavoro gli enormi vantaggi che derivano dall’investire nelle risorse umane, sostenendo tanto la formazione iniziale dei giovani quanto il miglioramento delle competenze e la riqualificazione degli adulti.

In che modo l’UE promuove l’IFP?

La Commissione promuove attivamente l’istruzione e formazione professionale nell’ambito dei suoi sforzi per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, e in particolare del diritto all’istruzione, alla formazione e all’apprendimento permanente. Il 1º luglio 2020 la Commissione ha proposto una raccomandazione del Consiglio relativa all’istruzione e formazione professionale per rendere l’IFP più moderna, attraente, flessibile e adatta all’era digitale e alla transizione verde. La proposta è integrata in altre iniziative della Commissione, quali l’agenda per le competenze per l’Europa per la competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza e la comunicazione “Sostegno all’occupazione giovanile: un ponte verso il lavoro per la prossima generazione“.

La Commissione europea sostiene con i suoi finanziamenti l’istruzione e formazione professionale. Oltre ai fondi dell’UE per il periodo 2021-2027, quali il Fondo sociale europeo Plus ed Erasmus+, il miglioramento delle competenze e la riqualificazione sono un ambito di investimento privilegiato del dispositivo per la ripresa e la resilienza, che conta su 672,5 miliardi di € in sovvenzioni e prestiti.

Per maggiori informazioni

Sito web della Settimana europea della formazione professionale 2020

Mappa degli eventi della Settimana europea della formazione professionale 2020

Sito della presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione europea per il 2020

Nicolas Schmit su Twitter

Twitter: #EUVocationalSkills#DiscoverYourTalen

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Conferenza delle parti interessate dell’economia circolare: insieme per un’Europa più pulita e più competitiva

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Oggi e domani si svolge online la conferenza delle parti interessate dell’economia circolare, la principale conferenza annuale dedicata all’economia circolare in Europa, che riunisce responsabili politici, imprese, autorità pubbliche, ONG, comunità della conoscenza e organizzazioni della società civile.

Quest’anno la conferenza, un’iniziativa congiunta della Commissione europea e del Comitato economico e sociale europeo, si concentrerà sul potenziale dell’economia circolare per una ripresa verde e sul modo in cui le numerose iniziative previste nel secondo piano d’azione per l’economia circolare recentemente adottato possono contribuire a costruire un’economia più resiliente.

Aprendo il dibattito, Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha dichiarato: “La Covid-19 ha sottolineato l’urgenza di fermare la distruzione dell’ambiente naturale e ha messo in luce la fragilità del modello economico corrente. L’economia circolare è il modello del futuro per l’Europa e per il mondo. Riequilibra il nostro rapporto con la natura e riduce la nostra vulnerabilità alle perturbazioni delle catene di approvvigionamento complesse e globali. Con una produzione e un consumo circolari possiamo creare un’economia sana e resiliente per i decenni a venire.”

Aprendo gli #EUCircularTalks online, Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha aggiunto: “È giunto il momento di accelerare la transizione verde e di integrare pienamente l’economia circolare. La metà delle emissioni di gas a effetto serra e oltre il 90% della perdita di biodiversità e dello stress idrico sono causati dall’estrazione e dalla trasformazione delle risorse. Per fronteggiare queste sfide abbiamo adottato un nuovo piano d’azione per l’economia circolare più ambizioso, le cui iniziative ci aiuteranno a ricostruire meglio e a creare nuove opportunità di business a vantaggio dei cittadini dell’UE e dell’ambiente.”

Le sessioni tratteranno un’ampia gamma di temi, tra cui il ruolo dei consumatori e dichiarazioni ecologiche affidabili; far sì che i prodotti sostenibili diventino la norma; costruzioni ed edifici; l’importanza della ricerca e dell’innovazione; i collegamenti con l’agenda per le competenze, per citarne solo alcuni. Nel corso dell’evento si terrà anche la cerimonia di consegna dei premi alle imprese europee per l’ambiente – un’iniziativa dell’UE che premia le imprese che guidano la transizione verso un’economia sostenibile. I premi sono assegnati alle imprese nelle categorie: gestione, prodotti e servizi; processi aziendali; cooperazione con i paesi in via di sviluppo; e modelli di business e biodiversità. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

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Relazione della Commissione: la natura europea in pericolo nel peggior anno mai registrato per gli incendi boschivi

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Il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea ha presentato oggi la 20arelazione annuale sugli incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa.

 

 

Il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea ha presentato oggi la 20arelazione annuale sugli incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Questa edizione si riferisce al 2019, l’anno peggiore della storia recente dal punto di vista degli incendi boschivi nel mondo: in Europa il fuoco ha divorato oltre 400 000 ettari di terreno naturale e danneggiato un numero record di aree naturali protette. La relazione rileva che i cambiamenti climatici hanno continuato a influire sulla durata e la gravità del pericolo di incendi in Europa, tanto è vero che a marzo – prima ancora che iniziasse la stagione degli incendi nella maggior parte dei paesi – la superficie totale andata persa era già superiore alla media annuale degli ultimi 12 anni. Grazie a una preparazione più rigorosa e a una risposta più efficiente, tuttavia, la stagione 2019 si è rivelata una delle migliori di sempre sul piano della prevenzione degli incidenti e della perdita di vite umane.

Principali risultanze esposte nella relazione

  • Le relazioni nazionali degli Stati membri indicano che nel 2019 Spagna, Portogallo e Polonia hanno registrato il maggior numero di incendi nell’UE.
  • Secondo EFFIS, il sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi, la Romania è stato il paese le cui aree protette hanno subito i danni più estesi nel 2019, con una perdita di 73 444 ettari.
  • Gli incendi di terreni incolti hanno colpito duramente i siti protetti Natura 2000 in Europa, distruggendo 159 585 ettari nel 2019. Quasi la metà della superficie totale interessata da incendi nell’UE faceva parte di queste aree vitali per la biodiversità.
  • D’altro canto, la stagione 2019 si è distinta positivamente in termini di prevenzione degli incidenti e della perdita di vite umane, e nei paesi inclusi nella relazione gli incendi di terreni incolti hanno causato solo tre vittime.

Nel 2019 la mappatura rapida del servizio di gestione delle emergenze di Copernicus è stata attivata per ben 35 volte (un record assoluto) per aiutare a contrastare gli incendi boschivi.

Nello stesso anno il meccanismo di protezione civile dell’UE è stato attivato cinque volte contro gli incendi boschivi e integrato da rescEU, con una nuova riserva europea dotata di aerei ed elicotteri antincendio.

La strategia sulla biodiversità, proposta a maggio nel quadro del Green Deal europeo, prevede azioni finalizzate a migliorare la salute delle foreste europee e a renderle più resilienti agli incendi. Fissa inoltre l’obiettivo di piantare almeno tre miliardi di alberi entro il 2030.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani e responsabile del Centro comune di ricerca, ha dichiarato: “Da oltre vent’anni il Centro comune di ricerca lavora con i paesi di tutta Europa per offrire i dati più aggiornati sugli incendi boschivi, sostenendo gli sforzi di prevenzione e riducendo gli effetti devastanti di quelli che nonostante tutto si verificano. L’evoluzione delle condizioni meteorologiche associata ai cambiamenti climatici aumenta il rischio di incendi boschivi in tutto il mondo. Conoscenze ed evidenze scientifiche sono imprescindibili per adottare le misure più efficaci di prevenzione e protezione delle foreste, della biodiversità e della vita umana.

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Gli europei hanno visto le terribili immagini degli incendi divampati sulla costa occidentale degli Stati Uniti, in Siberia, in Australia e in Amazzonia, ma le fiamme non hanno risparmiato neanche le foreste europee. Parte della risposta per evitare che tragedie simili si ripetano su tale scala consiste nel proteggere e gestire le foreste in modo da ridurne la vulnerabilità agli incendi, consentendo anche alla natura di proteggersi.

Il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič ha dichiarato: “I dati e le informazioni sui rischi e i focolai di incendi boschivi sono preziosi: contribuiscono non solo alla prevenzione e alla preparazione, ma anche a una reazione più rapida ed efficace di fronte a incendi rovinosi. Grazie a rescEU e al meccanismo rafforzato di protezione civile dell’UE siamo pronti a intervenire, in Europa e non solo.

Contesto

Mediante lo sviluppo e la gestione dell’EFFIS e del sistema mondiale di informazione sugli incendi (GWIS), il Centro comune di ricerca della Commissione dà un contributo fondamentale alla riduzione del rischio di catastrofi causate da incendi di terreni incolti in Europa e nel mondo.

Le relazioni sugli incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa costituiscono una fonte di informazioni unica nel suo genere per chi si occupa di incendi e per i decisori politici nei paesi europei e del vicinato: sulla base delle informazioni comunicate ogni anno dalle amministrazioni nazionali competenti, queste relazioni forniscono infatti statistiche ufficiali sull’impatto degli incendi.

Per ulteriori informazioni

Relazione 2019 sugli incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa

Incendi boschivi

Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi

 

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