Coronavirus: la Commissione è pronta a continuare a sostenere il settore agroalimentare dell’UE

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prodotti agricoli

 

 

 

Di fronte all’epidemia di coronavirus, il settore agroalimentare dell’Unione europea dà prova di resilienza e continua a fornire ai cittadini europei alimenti sicuri e di elevata qualità.

 

 

 

Di fronte all’epidemia di coronavirus, il settore agroalimentare dell’Unione europea dà prova di resilienza e continua a fornire ai cittadini europei alimenti sicuri e di elevata qualità. Gli agricoltori e i produttori si trovano tuttavia a dover affrontare difficoltà e crescenti sollecitazioni. Garantire la sicurezza alimentare e un’efficace catena di approvvigionamento alimentare in tutto il continente resta una delle priorità della Commissione.

La Commissione continua a sorvegliare attentamente tutti i mercati agricoli e gli scambi di prodotti alimentari aggiornando regolarmente gli osservatori del mercato dell’UE. Nel corso della riunione odierna in videoconferenza, il Commissario responsabile per l’Agricoltura Janusz  Wojciechowski ha presentato ai ministri dell’agricoltura dell’UE un quadro della situazione.

Il Commissario Wojciechowski ha dichiarato: “Ci troviamo ad affrontare una crisi senza precedenti e sono più che mai grato ai nostri agricoltori e produttori che continuano a lavorare alacremente, nonostante le crescenti sollecitazioni e le difficoltà sempre più forti. Nel periodo critico che stiamo attraversando la nostra catena di approvvigionamento alimentare ha dimostrato di essere resiliente. La riunione di oggi ci ha permesso di avere una visione d’insieme di questa situazione in rapida evoluzione. Ho ascoltato con attenzione e ho preso nota di tutti i suggerimenti e le richieste, che ora la Commissione esaminerà per potervi dare risposta. Continuerò a seguire la situazione in stretto contatto con gli Stati membri. Se necessario, siamo pronti a prendere altre misure.

Dall’inizio della crisi la Commissione ha adottato le seguenti misure a sostegno del settore agroalimentare:

  • proroga della scadenza per le domande di pagamenti a titolo della PAC: il nuovo termine per la presentazione delle domande è fissato al 15 giugno 2020, anziché al 15 maggio, per consentire agli agricoltori, in questi frangenti difficili come mai prima d’ora, una maggiore flessibilità nella compilazione delle domande. Tale proroga è già stata comunicata all’Italia e la Commissione sta prendendo i provvedimenti giuridici necessari per applicarla a tutti gli Stati membri;
  • potenziamento degli aiuti di Stato: conformemente al quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato recentemente adottato, gli agricoltori possono ora beneficiare di aiuti fino a un massimo di 100 000 € per azienda agricola, mentre le imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti alimentari possono ricevere aiuti fino a un massimo di 800 000 €. Tale importo può essere integrato da un aiuto de minimis, una forma di sostegno nazionale specifico per il settore agricolo che può essere concessa senza l’approvazione preventiva della Commissione. Di recente il massimale di tale aiuto è stato portato a 20 000 € (25 000 €in taluni casi specifici). Ciò significa che, conformemente al quadro temporaneo, il totale degli aiuti nazionali che possono essere concessi per azienda può raggiungere i 120 000 € (o 125 000 €);
  • flusso regolare dei prodotti alimentari in tutta l’UE: in stretto coordinamento con gli Stati membri, la Commissione si sta adoperando per garantire il funzionamento del mercato unico delle merci mediante la creazione di “corsie verdi”. La durata dei controlli di frontiera effettuati in tali corsie verdi, predisposte presso valichi di frontiera cruciali appositamente designati, non supererà i 15 minuti. Il passaggio è ora autorizzato per tutte le merci, compresi i prodotti agroalimentari.

Ulteriori informazioni

Osservatori del mercato

 

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Politica di coesione dell’UE: oltre 1,4 miliardi di € per progetti verdi in 7 Stati membri

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La Commissione europea ha approvato oggi un pacchetto di investimenti del valore di oltre 1,4 miliardi di € per 14 grandi progetti infrastrutturali in 7 Stati membri, vale a dire Cechia, Croazia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Ungheria.

 

 

 

La Commissione europea ha approvato oggi un pacchetto di investimenti del valore di oltre 1,4 miliardi di € per 14 grandi progetti infrastrutturali in 7 Stati membri, vale a dire Cechia, Croazia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Ungheria. I progetti riguardano diversi settori chiave quali l’ambiente, la salute, i trasporti e l’energia per un’Europa più intelligente e a basse emissioni di carbonio: si tratta di un investimento enorme per stimolare l’economia, proteggere l’ambiente e migliorare la qualità della vita e il benessere sociale dei cittadini.

La Commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira, ha dichiarato: “In un momento così difficile per l’Europa, è essenziale che la politica di coesione continui a svolgere il suo ruolo di sostegno dell’economia a vantaggio dei cittadini. L’adozione odierna di grandi progetti mostra che i finanziamenti dell’UE, in particolare la politica di coesione, forniscono risultati concreti, sostenendo regioni e città a diventare luoghi più sicuri, più puliti e più confortevoli per i cittadini e le imprese. Molti dei progetti approvati contribuiscono anche a realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo. Quando la Commissione europea, gli Stati membri e le regioni uniscono le forze possiamo conseguire grandi risultati.”

Migliorare la rete ferroviaria della Croazia

Oltre 119 milioni di € del Fondo di coesione finanzieranno l’acquisto di 21 nuovi treni elettrici per migliorare la qualità del servizio, ridurre i ritardi e incoraggiare un maggior numero di persone a utilizzare un tipo di trasporto sostenibile. Il progetto contribuirà all’ammodernamento del materiale rotabile del paese e al potenziamento della connettività e della mobilità, con effetti positivi sull’economia. I tempi di percorrenza, il rumore, le vibrazioni e i costi di gestione saranno ridotti e nel contempo aumenterà la sicurezza.

Fornitura di energia più affidabile ed efficiente in Cechia

Grazie a un investimento di quasi 37 milioni di € a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale, verrà costruito un nuovo elettrodotto a doppia terna efficiente e affidabile tra Přeštice e Vítkov, nelle regioni di Plzeň e Karlovy Vary, in Cechia. Oltre a essere un’infrastruttura fondamentale di collegamento tra i sistemi energetici di diversi paesi dell’UE, questo progetto aumenterà la sicurezza energetica e la produzione di energia rinnovabile. Diminuiranno inoltre i blackout regionali e i guasti della rete elettrica.

Aumento della sicurezza idraulica e migliore gestione sostenibile dell’acqua in Ungheria

Oltre 49 milioni di € del Fondo di coesione aumenteranno la sicurezza idraulica per i cittadini e l’economia della valle del fiume Tibisco, in particolare a fronte delle alluvioni estreme degli ultimi decenni.

Quasi 96 milioni di € del Fondo di coesione proteggeranno inoltre più di 132 000 persone dal rischio di alluvioni nell’alto Tibisco. Questo progetto comprende anche il miglioramento della gestione sostenibile delle risorse idriche, sostenendo in tal modo l’economia basata sull’acqua.

Energia pulita e migliori servizi di trasporto in Polonia

Nella Polonia settentrionale e nord-occidentale saranno costruiti un elettrodotto e sottocentrali elettriche grazie a un investimento dell’UE di oltre 54 milioni di € provenienti dal Fondo di coesione. Il progetto, che interesserà un’area di quasi 380 km2, sosterrà la produzione e la distribuzione di energia pulita e sicura, come anche la riduzione delle emissioni di gas serra e dell’inquinamento atmosferico.

Quasi 85 milioni di € del Fondo europeo di sviluppo regionale saranno inoltre destinati a migliorare il trasporto pubblico di Olsztyn mediante l’ampliamento delle linee esistenti di tram e autobus e l’installazione di un sistema di trasporto intelligente. In questo modo un maggior numero di persone sarà incoraggiato a utilizzare i trasporti pubblici e si ridurrà il traffico, con effetti positivi sull’ambiente urbano.

Il Fondo di coesione investirà oltre 38 milioni di € per modernizzare la rete tranviaria di Bydgoszcz, nella regione della Cuiavia-Pomerania. Grazie a questo progetto, circa 350 000 cittadini godranno di maggiore comodità e accessibilità per le persone a mobilità ridotta e di una riduzione del traffico e delle emissioni di gas a effetto serra.

Con un investimento di oltre 76 milioni di € provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale, la Polonia modernizzerà inoltre quattro linee ferroviarie per una lunghezza complessiva di quasi 52 km nella regione della Slesia. Ciò consentirà di ridurre i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico garantendo nel contempo maggiori interoperabilità e sicurezza ferroviarie.

Miglioramento del trasporto pubblico in Portogallo

Il Fondo di coesione investirà 107 milioni di € per potenziare il sistema della metropolitana di Porto. Ciò renderà il trasporto pubblico della città più attraente, ridurrà il traffico e l’inquinamento e garantirà ai passeggeri viaggi più sicuri, più rapidi e più confortevoli.

Accesso ad acqua pulita e migliore assistenza sanitaria in Romania

486,6 milioni di € del Fondo di coesione garantiranno l’accesso a un migliore approvvigionamento di acqua potabile e un’adeguata depurazione delle acque per oltre 400 000 persone nella Romania sud-occidentale e impediranno la contaminazione delle acque sotterranee per 220 000 abitanti nel nord-est del distretto di Suceava.

L’UE investirà inoltre 47 milioni di € del Fondo europeo di sviluppo regionale per migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi medici nella regione nord-orientale. Grazie a questo investimento, che andrà a beneficio di 90 000 abitanti, i pazienti riceveranno cure di elevata qualità e si ridurranno il numero di morti e i casi di disabilità a lungo termine.

Un migliore collegamento ferroviario nel corridoio atlantico

Il Fondo europeo di sviluppo regionale investirà 265 milioni di € per migliorare oltre 178 km di collegamento ferroviario nei 715 km della linea ad alta velocità Madrid-Lisbona e, in particolare, nell’Estremadura. Ciò andrà a vantaggio del trasporto a lunga distanza di merci e passeggeri, con benefici economici e ambientali. Il progetto rientra nell’ambito del corridoio Atlantico della rete TEN-T che collega l’Europa sud-occidentale con il resto dell’UE.

Contesto

I grandi progetti sono investimenti su larga scala della politica di coesione, ciascuno dei quali del valore di oltre 50 milioni di €. Dato l’elevato contributo finanziario dell’UE, erogato tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale o il Fondo di coesione, tali progetti sono sottoposti a una procedura di valutazione specifica e a una decisione finale della Commissione europea.

Nel periodo di programmazione dell’UE 2014-2020, 310 grandi progetti hanno già ricevuto il sostegno della politica di coesione.

JASPERS (Assistenza congiunta ai progetti nelle regioni europee), il gruppo di esperti indipendenti che aiutano le amministrazioni locali, regionali e nazionali nella preparazione dei grandi progetti infrastrutturali finanziati dai fondi UE, ha svolto un ruolo importante in ciascuno di questi progetti fornendo consulenza agli Stati membri e ai beneficiari durante la fase di sviluppo del progetto o nella fase di valutazione della domanda di sovvenzione.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa sui grandi progetti 

Immagini per paese dei grandi progetti adottati 

Schede per paese sui grandi progetti adottati

Banca dati sui grandi progetti

Grandi progetti nella piattaforma Open Data dei Fondi strutturali e d’investimento europei

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Nuovo piano d’azione per l’economia circolare

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Oggi la Commissione europea ha adottato un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, uno dei principali elementi del Green Deal europeo, il nuovo programma per la crescita sostenibile in Europa. Con misure che riguardano l’intero ciclo di vita dei prodotti, il nuovo piano mira a rendere la nostra economia più adatta a un futuro verde, a rafforzarne la competitività proteggendo l’ambiente e a sancire nuovi diritti per i consumatori.

 

 

Prendendo le mosse dai lavori svolti dal 2015, si concentra su una progettazione e una produzione funzionali all’economia circolare, con l’obiettivo di garantire che le risorse utilizzate siano mantenute il più a lungo possibile nell’economia dell’UE.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha dichiarato: “Se vogliamo raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, preservare il nostro ambiente naturale e rafforzare la competitività della nostra economia, dobbiamo realizzare un’economia pienamente circolare. Esiste un enorme potenziale da sfruttare sia per le imprese che per i consumatori e con questo piano abbiamo avviato un’azione volta a trasformare il modo in cui i prodotti sono fabbricati e a consentire ai consumatori di effettuare scelte sostenibili a proprio vantaggio e a beneficio dell’ambiente.”

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Esiste un solo pianeta Terra, eppure da qui al 2050 consumeremo risorse come se di pianeti ne avessimo tre. Il nuovo piano renderà la circolarità la norma nelle nostre vite e accelererà la transizione verde della nostra economia. Interventi orientati al futuro creeranno opportunità commerciali e di lavoro, sanciranno nuovi diritti per i consumatori europei, sfrutteranno l’innovazione e la digitalizzazione e garantiranno che nulla vada sprecato, come succede in natura.”

La Commissione farà in modo che la transizione verso l’economia circolare offra opportunità a tutti, senza lasciare indietro nessuno. Il piano d’azione per l’economia circolare, presentato oggi nel quadro della strategia industriale dell’UE, contiene misure volte a far sì che i prodotti sostenibili diventino la norma nell’Unione, a responsabilizzare i consumatori e a ridurre i rifiuti. Si concentra sui settori che utilizzano più risorse e che hanno un potenziale di circolarità elevato: elettronica e TIC, batterie e veicoli, imballaggi, plastica, tessili, edilizia e alimenti.

Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile qui e domande e risposte sono disponibili qui.

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COVID-19: la Commissione contribuisce ad attenuare l’impatto del virus sul settore dell’aviazione e sull’ambiente

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La Commissione continua a lavorare su tutti i fronti per combattere l’epidemia di COVID-19. Al fine di attenuare l’impatto economico e ambientale del contagio, oggi la Commissione europea ha deciso che presenterà a breve norme mirate per sollevare temporaneamente le compagnie aeree dai loro obblighi a norma del diritto dell’UE in materia di utilizzo delle bande orarie negli aeroporti.

 

 

Nell’annunciare la misura, la Presidente von der Leyen ha dichiarato: “Vogliamo che per le compagnie aeree sia più facile mantenere le loro bande orarie negli aeroporti, anche se non operano voli a causa della diminuzione del traffico. Questa misura temporanea aiuta sia la nostra industria che l’ambiente, alleviando la pressione sul settore dell’aviazione e in particolare sulle compagnie aeree più piccole e riducendo le emissioni evitando i cosiddetti “voli fantasma”, vale a dire voli semi-vuoti effettuati per mantenere le bande orarie.” La dichiarazione della Presidente è disponibile qui.

La Commissaria responsabile per i Trasporti Adina Vălean ha aggiunto: “La misura temporanea consentirà alle compagnie aeree di adeguare la propria capacità alla luce del calo della domanda causato dal diffondersi del virus. […] Data l’urgenza, la Commissione presenterà a breve una proposta legislativa e invita il Parlamento europeo e il Consiglio ad adottarla rapidamente con la procedura di codecisione.” Il testo integrale della dichiarazione della Commissaria Vălean è disponibile qui.

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La Commissione accoglie con favore le relazioni del gruppo di esperti sulla tassonomia dell’UE e sulla norma dell’UE per le obbligazioni verdi

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La Commissione accoglie con favore la pubblicazione da parte del gruppo di esperti tecnici sulla finanza sostenibile di una relazione sulla classificazione dell’UE delle attività economiche ecosostenibili (tassonomia) e di una relazione sulla norma dell’UE per le obbligazioni verdi.

 

 

 

Il gruppo di esperti tecnici è composto da esponenti della società civile, del mondo accademico, delle imprese e della finanza e assiste la Commissione nell’elaborazione delle politiche sulla finanza sostenibile. La relazione sulla tassonomia contiene raccomandazioni per la stesura dell’elenco verde dell’UE, nonché orientamenti sul suo utilizzo da parte delle imprese e degli istituti finanziari. La Commissione utilizzerà questa relazione come base per elaborare norme che definiscano la classificazione dell’UE delle attività ecosostenibili per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la loro mitigazione.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: La finanza sostenibile sarà essenziale per mobilitare i finanziamenti necessari a rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050. Accogliamo con favore le relazioni del gruppo di esperti tecnici, che danno un contributo importante all’elaborazione delle norme definitive in materia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e delle norme dell’UE sulle obbligazioni verdi nel quadro di misure più ampie per promuovere l’adozione della finanza sostenibile in Europa.”

La Commissione adotterà le classificazioni per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici sotto forma di atti delegati entro la fine del 2020, come stabilito nel regolamento in materia di tassonomia. Inoltre, la relazione sulla norma dell’UE per le obbligazioni verdi contiene ulteriori orientamenti per le imprese e gli operatori del mercato su come utilizzare le raccomandazioni formulate nel giugno 2019 dal gruppo di esperti tecnici. Prossimamente la Commissione aprirà una consultazione pubblica sulla finanza sostenibile per valutare l’opportunità di un’eventuale iniziativa per una norma dell’UE per le obbligazioni verdi. Fino alla fine di settembre 2020 il gruppo di esperti tecnici continuerà la propria attività di consulenza su varie questioni relative alla finanza sostenibile. Il 12 marzo la Commissione organizzerà un dialogo sul web tra le parti interessate sulle relazioni definitive (disponibili qui).

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Impegnarsi per conseguire la neutralità climatica entro il 2050: la Commissione propone la legge europea sul clima e avvia una consultazione sul patto europeo per il clima

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La Commissione trasforma il suo obiettivo politico in un obiettivo giuridicamente vincolante, dimostrando alle persone, alle imprese e ai nostri partner mondiali che siamo seriamente intenzionati a realizzare una transizione verde e inclusiva verso un pianeta sano per le generazioni a venire.

La Commissione presenta oggi una proposta legislativa volta a sancire l’impegno politico dell’UE di conseguire la neutralità climatica entro il 2050, per tutelare il nostro pianeta e i nostri cittadini. La legge europea sul clima stabilisce l’obiettivo da conseguire entro il 2050 e traccia la rotta per tutte le politiche dell’UE, garantendo prevedibilità alle autorità pubbliche, alle imprese e ai cittadini. Parallelamente la Commissione sta avviando una consultazione pubblica sul futuro patto europeo per il clima che consentirà di coinvolgere il pubblico nella concezione di questo strumento.

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Agiamo oggi per fare dell’UE il primo continente del mondo che conseguirà la neutralità climatica entro il 2050. La legge sul clima concretizza in un atto giuridico il nostro impegno politico e ci pone in modo irreversibile sulla strada verso un futuro più sostenibile. Questo atto costituisce l’elemento centrale del Green Deal europeo, e offre prevedibilità e trasparenza per l’industria e gli investitori europei. Imprime anche una chiara direzione alla nostra strategia per una crescita verde e garantisce una transizione graduale ed equa.”

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, ha aggiunto: “Oggi passiamo dalle parole ai fatti, per mostrare ai nostri concittadini europei che siamo seriamente intenzionati ad azzerare le emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050. La legge europea sul clima è anche un messaggio destinato ai nostri partner internazionali, per far saper loro che è arrivato il momento per tutti noi di puntare più in alto nel perseguire i nostri obiettivi comuni dell’accordo di Parigi. La legge sul clima ci consentirà di mantenere con rigore l’impegno e di restare sulla buona strada, chiamandoci a rispondere dei risultati”.

Con la legge europea sul clima, la Commissione propone un obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050. Le istituzioni dell’UE e gli Stati membri sono tenuti ad adottare insieme le misure necessarie al loro livello per raggiungere questo obiettivo.

La legge sul clima prevede misure per verificare i progressi compiuti e adeguare i nostri interventi di conseguenza, sulla base di sistemi esistenti quali il processo di governance dei piani nazionali per l’energia e il clima degli Stati membri, le relazioni periodiche dell’Agenzia europea dell’ambiente e i più recenti dati scientifici sui cambiamenti climatici e i relativi impatti. I progressi saranno verificati ogni cinque anni, in linea con il bilancio globale previsto dall’accordo di Parigi.

La legge sul clima delinea anche la via da seguire per raggiungere l’obiettivo del 2050.

  • Sulla base di una valutazione d’impatto esaustiva, la Commissione proporrà un nuovo obiettivo unionale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030. La legge sul clima sarà modificata una volta completata la valutazione d’impatto.
  • Entro giugno 2021 la Commissione esaminerà e, se del caso, proporrà di rivedere tutti gli strumenti politici necessari per conseguire le riduzioni supplementari previste per il 2030.
  • Per il periodo 2030-2050 la Commissione propone di predisporre una traiettoria unionale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, in modo da poter misurare i progressi compiuti e garantire prevedibilità alle autorità pubbliche, alle imprese e ai cittadini.
  • Entro settembre 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà la coerenza delle misure nazionali e dell’UE rispetto all’obiettivo della neutralità climatica e alla traiettoria per il periodo 2030-2050.
  • La Commissione sarà autorizzata a formulare raccomandazioni destinate agli Stati membri i cui interventi non sono compatibili con l’obiettivo della neutralità climatica e gli Stati membri dovranno tenere conto delle raccomandazioni o spiegare le loro motivazioni se omettono di farlo. La Commissione potrà inoltre riesaminare l’adeguatezza della traiettoria e le misure adottate a livello di Unione.
  • Gli Stati membri saranno tenuti anche a predisporre e attuare strategie di adattamento per rafforzare la resilienza e ridurre la vulnerabilità agli effetti dei cambiamenti climatici.

Definizione del patto europeo per il clima e delle politiche future

Oltre alle politiche e alla regolamentazione pubbliche, tutti i settori della società e dell’economia hanno un ruolo da svolgere nella transizione verso la neutralità climatica dell’Unione europea.

La Commissione pertanto vara oggi una consultazione pubblica su un nuovo patto europeo per il clima, un’iniziativa di ampio respiro per dare voce e ruolo ai cittadini e ai portatori di interessi nella progettazione di nuove azioni per il clima, condividendo informazioni, avviando attività dal basso e illustrando soluzioni che possono essere adottate anche da altri.

La consultazione pubblica resterà aperta per 12 settimane. I contributi saranno utilizzati per definire il patto per il clima che sarà varato prima della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma a Glasgow nel novembre 2020 (COP26).

Oggi la Commissione ha avviato ufficialmente i lavori con la pubblicazione delle valutazioni d’impatto iniziali sul futuro meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere e sulla revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia, due degli altri importanti strumenti politici previsti dal Green Deal europeo. Inoltre, il collegio dei commissari ha adottato la proposta di designare il 2020 Anno europeo del trasporto ferroviario per dare risalto ai benefici per il clima derivanti dall’aumento dell’utilizzo della rete ferroviaria per il trasporto di persone e merci.

Contesto

L’ambizione dell’UE di diventare il primo blocco economico climaticamente neutro del mondo entro il 2050 è l’elemento centrale del Green Deal europeo presentato l’11 dicembre 2019 dalla Commissione von der Leyen.

Nel novembre 2018 la Commissione aveva già presentato la sua visione di un’UE climaticamente neutra entro il 2050 in linea con l’obiettivo dell’accordo di Parigi di mantenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2°C e di adoperarsi per mantenere tale valore a 1,5° C. Il 14 marzo 2019 il Parlamento europeo ha approvato l’obiettivo dell’UE di azzerare le emissioni nette di gas a effetto serra. Il 12 dicembre 2019 il Consiglio europeo ha approvato l’obiettivo del conseguimento della neutralità climatica dell’UE entro il 2050.

 Per ulteriori informazioni

SCHEDA INFORMATIVA: Domande e risposte sulla legge europea sul clima

Legge europea sul clima

Strategia a lungo termine all’orizzonte 2050

Dialogo con i cittadini sul patto europeo per il clima

Consultazione pubblica aperta sul patto europeo per il clima

Green Deal europeo

 

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Promuovere la mobilità sostenibile: il 2021 proposto quale Anno europeo delle ferrovie

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treno in montagna

 

La Commissione ha proposto in data odierna di designare il 2021 quale Anno europeo delle ferrovie per sostenere la realizzazione degli obiettivi del Green Deal europeo nel settore dei trasporti.

 

Una serie di eventi, campagne e iniziative promuoverà nel 2021 le ferrovie quale modo di trasporto sostenibile, innovativo e sicuro, mettendone in risalto i benefici generati per la popolazione, l’economia e il clima e attirando l’attenzione sulle sfide ancora da affrontare in vista della creazione di un autentico spazio ferroviario europeo unico senza frontiere.

Nel presentare la proposta odierna, la Commissaria per i Trasporti Adina Vălean ha dichiarato: “È indubbio che i trasporti ferroviari, se organizzati e realizzati secondo i principi del 21° secolo, comportino enormi benefici nella maggior parte degli ambiti: sostenibilità, sicurezza e persino velocità. Ma il valore delle ferrovie risiede anche in qualcosa di più profondo: non è soltanto dal punto di vista fisico che le ferrovie uniscono l’UE. La realizzazione di una rete coerente e funzionale in tutta Europa è un esercizio di coesione politica. L’Anno europeo delle ferrovie non è un’iniziativa casuale, ma un evento che arriva al momento opportuno, un momento nel quale l’UE ha bisogno di questo tipo di azione collettiva.”

Ferrovie – una connessione sostenibile e sicura

Le ferrovie sono uno dei modi di trasporto più sostenibili e sicuri a nostra disposizione e avranno un ruolo di primo piano nel futuro sistema europeo di mobilità. Oltre a essere rispettose dell’ambiente ed efficienti sotto il profilo energetico, le ferrovie sono anche l’unico modo di trasporto ad aver ridotto in maniera pressoché costante le proprie emissioni di CO2 dal 1990, aumentando nel contempo i volumi di trasporto.

Le ferrovie collegano persone, regioni e imprese in tutta l’UE; costituiscono inoltre una dimostrazione delle competenze ingegneristiche europee e una parte del patrimonio e della cultura dell’Europa.

Perché il 2021?

Designare il 2021 quale Anno europeo delle ferrovie contribuirà ad accelerare il ritmo della modernizzazione delle ferrovie, necessaria per rendere queste ultime un’alternativa più interessante ai modi di trasporto meno sostenibili.

Il 2021 sarà il primo anno completo nel corso del quale le norme concordate nell’ambito del quarto pacchetto ferroviario saranno attuate in tutta l’UE. Nello stesso anno saranno inoltre numerose le ricorrenze importanti per le ferrovie: il 20° anniversario del primo pacchetto ferroviario, il 175° anniversario del primo collegamento ferroviario tra due capitali dell’UE (Parigi-Bruxelles), come pure i 40 anni del TGV e i 30 anni dell’ICE (InterCityExpress).

Il festival internazionale delle arti EUROPALIA ha già scelto le ferrovie quale tema per il 2021 e contribuirà attivamente all’ampia gamma di attività che si svolgeranno nel corso dell’Anno europeo delle ferrovie.

Contesto

Nella sua comunicazione dell’11 dicembre 2019, la Commissione europea ha illustrato un Green Deal per l’UE e i suoi cittadini, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Sarà a tal fine essenziale il ruolo svolto dal settore dei trasporti, che è responsabile di un quarto delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE e per il quale è stato fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni del 90% entro il 2050.

Nell’ambito del Green Deal, la Commissione lavora attualmente ad una strategia per la mobilità sostenibile e intelligente, che verterà sulle emissioni prodotte da tutti i modi di trasporto. Una priorità è quella di trasferire una parte sostanziale del 75 % dei trasporti interni di merci che oggi avviene su strada alle ferrovie e alle vie navigabili interne.

La proposta della Commissione di dichiarare il 2021 quale Anno europeo delle ferrovie deve ora essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Per ulteriori informazioni

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un Anno europeo delle ferrovie (2021)

Scheda informativa: 2021 – Anno europeo delle ferrovie

Un Green Deal europeo

Anni europei

 

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COVID-19: ricerca intensificata con i finanziamenti dell’UE e dell’industria attraverso l’Iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi

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L’Iniziativa tecnologica congiunta sui medicinali innovativi (IMI), un partenariato pubblico-privato tra la Commissione europea e l’industria farmaceutica, ha lanciato oggi in procedura accelerata un invito a presentare progetti di ricerca per sviluppare trattamenti e metodi diagnostici in risposta all’epidemia di coronavirus.

Fino a 45 milioni di euro  verranno messi a disposizione da Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE, mentre un impegno di entità analoga è previsto da parte dell’industria farmaceutica. L’investimento complessivo dovrebbe quindi raggiungere i 90 milioni di euro.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Mi congratulo per la risposta rapida dell’IMI all’epidemia di coronavirus. Facendo fronte comune, il settore pubblico e quello privato mettono insieme tutte le loro conoscenze e risorse per sostenere la nostra lotta contro l’epidemia di coronavirus. Tale collaborazione permetterà di accelerare lo sviluppo di trattamenti e metodi diagnostici per affrontare questa emergenza mondiale e aumentare la preparazione nel caso di epidemie future”. 

Questo invito fa parte della risposta coordinata dell’UE alla minaccia per la salute pubblica del COVID-19 e completa i finanziamenti per la ricerca di emergenza già mobilitati recentemente nel quadro di Orizzonte 2020. Maggiori informazioni sull’invito dell’IMI sono disponibili qui e le azioni di ricerca sul COVID-19 dell’UE qui.

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Nuova indagine Eurobarometro: La protezione dell’ambiente e del clima è importante per oltre il 90% dei cittadini europei

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Secondo una nuova indagine Eurobarometro, il 94% dei cittadini di tutti gli Stati membri concorda sul fatto che la protezione dell’ambiente è importante. Inoltre, il 91% dei cittadini ha dichiarato che i cambiamenti climatici costituiscono un problema grave nell’UE. A giudizio dell’83% degli intervistati, la legislazione europea è necessaria per proteggere l’ambiente.

Dall’indagine eurobarometro pubblicata oggi emerge che i cittadini vogliono che si faccia di più per proteggere l’ambiente e ritengono che la responsabilità sia condivisa, oltre che da loro stessi, anche dalle grandi imprese e dall’industria, dai governi nazionali e dall’UE. I cittadini intervistati ritengono che per affrontare più efficacemente i problemi ambientali occorra “cambiare i nostri modelli di consumo” e “cambiare il nostro modo di produrre e commercializzare i prodotti”.

Il commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius ha dichiarato:“I risultati di questa indagine non ci sorprendono. Sono esattamente le preoccupazioni dei cittadini che noi vogliamo affrontare con il Green Deal europeo. Mi rincuora constatare che esiste un sostegno a favore di quei cambiamenti fondamentali che ci apprestiamo ad apportare alla nostra società e alla nostra economia e che i cittadini intendono svolgere un ruolo attivo in questo cambiamento.”

Stando ai risultati dell’indagine i cambiamenti climatici, l’inquinamento atmosferico e i rifiuti sono i tre problemi più gravi che riguardano l’ambiente. Più di tre quarti degli intervistati (78%) ritiene che le questioni ambientali abbiano ricadute dirette sulla loro vita di tutti i giorni e sulla loro salute. Più di otto cittadini su dieci sono preoccupati per l’impatto delle sostanze chimiche presenti in prodotti di uso quotidiano

e riconoscono che potrebbero essere necessari dei cambiamenti radicali. Gli oltre 27 000 intervistati esprimono un forte sostegno per le misure proposte volte a ridurre la quantità dei rifiuti di plastica e la loro dispersione nell’ambiente. I risultati indicano anche che i cittadini ritengono che i prodotti dovrebbero essere concepiti in modo da facilitare il riciclaggio di questo materiale; industriali e commercianti dovrebbero sforzarsi di ridurre gli imballaggi di plastica; si dovrebbero prevedere interventi educativi rivolti ai cittadini su come ridurre i loro rifiuti di plastica; le autorità locali, infine, dovrebbero mettere a disposizione strutture migliori per la raccolta di questo tipo di rifiuti e prevederne in numero più elevato.

L’indagine prende in esame anche gli atteggiamenti nei confronti dell’industria dell’abbigliamento, riscontrando forti preoccupazioni per le questioni ambientali e le condizioni di lavoro. Gli intervistati vorrebbero indumenti in grado di durare più a lungo e fabbricati con materiali riciclabili.

È infine emerso un sostegno a favore di altre misure, tra cui gli investimenti nella ricerca e sviluppo, una maggior attività di informazione e di educazione, un incoraggiamento alle imprese ad impegnarsi in attività sostenibili e un controllo legislativo più rigoroso.

Contesto

L’indagine è stata condotta tra il 6 e il 19 dicembre 2019 negli allora 28 Stati membri dell’UE. Sono state intervistate di persona, presso il loro domicilio e nella loro lingua materna, 27 498 persone di diversi gruppi sociali e demografici.

Lo speciale Eurobarometro in questione fa seguito a quello dell’ottobre 2017 sullo stesso argomento e riprende molte delle domande di quest’ultimo.

Per maggiori informazioni

Indagine Eurobarometro

 

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Il gruppo di risposta della Commissione coordina i lavori per arrestare l’epidemia di COVID-19

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conferenza stampa covid-19  commissione europea

 

La Commissione europea continua a lavorare su tutti i fronti per aiutare gli Stati membri a prepararsi, ad arrestare la diffusione del COVID-19 e a proteggere la salute dei nostri cittadini.

 

Oggi abbiamo dato il via al “corona response team”, un gruppo di risposta composto da cinque Commissari incaricati di coordinare i lavori per arrestare l’epidemia di COVID-19: Janez Lenarčič, responsabile della gestione delle crisi, Stella Kyriakides, responsabile per le questioni sanitarie, Ylva Johansson, responsabile per le questioni relative alle frontiere, Adina Vălean, responsabile della mobilità e Paolo Gentiloni, responsabile per gli aspetti macroeconomici.

Il gruppo di risposta lavorerà su tre pilastri principali: in primo luogo, il settore medico, che comprende la prevenzione e l’approvvigionamento di misure di soccorso, la preparazione di informazioni e di previsioni. Nell’ambito di questo pilastro opereremo in stretta collaborazione con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e con l’Agenzia europea per i medicinali.

Il secondo pilastro riguarda la mobilità, dai trasporti ai consigli di viaggio e alle questioni riguardanti Schengen.

Il terzo pilastro riguarda l’economia. Si tratta di un’analisi approfondita di vari settori economici, quali il turismo, i trasporti, il commercio, le catene del valore e la macroeconomia.

Oggi la Commissione ha inoltre avviato un’apposita pagina web sul COVID-19, che fornisce informazioni sulle principali attività per quanto riguarda gli aspetti medici, la protezione civile, la mobilità, l’economia e le statistiche, nonché link ai siti web degli Stati membri, agli studi più recenti e ad altre informazioni pertinenti.

La Commissione ha anche lanciato una procedura di appalto congiunto accelerato per i dispositivi di protezione individuale con 20 Stati membri, inviando bandi di gara a una serie di imprese, individuate attraverso un’analisi di mercato. Questa procedura agevolerà l’accesso equo e necessario ai dispositivi di protezione individuale per gli Stati membri al fine di ridurre al minimo le potenziali carenze. Il contratto dovrebbe essere firmato non prima degli inizi di aprile.

 

Infine, domani, la Vicepresidente Jourová incontrerà i rappresentanti delle piattaforme online per discutere del problema della disinformazione nel contesto dell’epidemia di COVID-19. Insieme valuteranno se occorra fare di più per attenuare i rischi derivanti dalla disinformazione.

Questa mattina si è tenuta una conferenza stampa con la Presidente von der Leyen e i Commissari Lenarčič, Kyriakides, Johansson, Vălean e Gentiloni presso il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze. Le osservazioni della presidente saranno disponibili qui. È possibile seguire la conferenza stampa su EbS e scaricare le immagini qui).

Maggiori informazioni sulla risposta dell’UE all’epidemia di COVID-19 sono disponibili nello spazio dedicato a domande e risposte.

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