La Commissione accoglie con favore l’accordo del Consiglio sulla futura politica agricola comune

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Ieri, 20 ottobre, il Consiglio ha approvato la sua posizione negoziale, il cosiddetto orientamento generale, sulle proposte di riforma della politica agricola comune (PAC). La Commissione accoglie con favore l’accordo, che costituisce un passo decisivo verso l’avvio della fase negoziale con i colegislatori.

Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura, ha dichiarato: “Plaudo ai progressi compiuti e all’orientamento generale sulla politica agricola comune raggiunto nella notte. Si tratta di un passo importante per i nostri agricoltori e la nostra comunità agricola. Sono grato agli Stati membri per la loro cooperazione costruttiva e confido che l’accordo contribuirà a garantire che l’agricoltura europea possa continuare a offrire benefici economici, ambientali e sociali ai nostri agricoltori e ai nostri cittadini anche in futuro.”

Questa settimana anche il Parlamento europeo voterà sulle proposte relative alla politica agricola comune (PAC) durante la sessione plenaria, con sessioni di voto programmate fino a venerdì 23 ottobre. Una volta che il Parlamento europeo avrà raggiunto una posizione su tutte e tre le relazioni sulla PAC, i colegislatori potranno avviare la fase negoziale al fine di raggiungere un accordo globale.

Le proposte di riforma della PAC, presentate dalla Commissione a giugno 2018, mirano ad un approccio più flessibile, basato sulle prestazioni e sui risultati e a obiettivi più ambiziosi in materia di ambiente e azione per il clima. In seguito all’adozione della strategia sulla biodiversità e della strategia “Dal produttore al consumatore”, la Commissione ha presentato la compatibilità della riforma della PAC con le ambizioni del Green Deal europeo.

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Giornata mondiale dell’alimentazione

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giornata mondiale alimentazione

Dichiarazione congiunta di Janez Lenarčič, Commissario per la Gestione delle crisi, e Jutta Urpilainen, Commissaria per i Partenariati internazionali.

Janez Lenarčič, Commissario per la Gestione delle crisi, e Jutta Urpilainen, Commissaria per i Partenariati internazionali, hanno rilasciato una dichiarazione in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione 2020: “In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, l’UE ribadisce il suo impegno a combattere la fame in tutto il mondo e ad affrontarne le cause profonde. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare la fame e impedire che i bambini soffrano gli effetti della malnutrizione lungo tutto l’arco della vita. Oggi ci troviamo di fronte a sfide impegnative che richiedono sforzi a livello mondiale. L’insicurezza alimentare continua ad aumentare a causa dei conflitti, dei cambiamenti climatici e degli shock economici. Gli effetti della pandemia di coronavirus stanno portando la fame e la malnutrizione a livelli senza precedenti. L’UE è impegnata a collaborare e a coordinare gli sforzi con gli attori globali, anche partecipando a iniziative chiave (…). Stiamo già effettuando ingenti investimenti nella sicurezza alimentare in tutto il mondo e garantiremo che la sicurezza alimentare continui ad essere una priorità. Nel periodo 2014-2020 l’UE ha mobilitato 12,8 miliardi di EUR per promuovere la sicurezza alimentare e nutrizionale e l’agricoltura sostenibile in oltre 80 paesi. Dal 2010 l’UE, attraverso la sua assistenza alimentare umanitaria, ha sostenuto oltre 100 milioni di persone che non hanno accesso a quantità sufficienti di cibo sicuro e nutriente. (…) Guardando al futuro, nel 2021 il vertice sui sistemi alimentari del Segretario generale delle Nazioni Unite costituirà un’importante pietra miliare a livello mondiale per il passaggio a un pianeta più sostenibile e siamo pienamente impegnati per fare sì che da tale vertice scaturisca un risultato ambizioso”. Il testo completo della dichiarazione è disponibile qui

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Settimana verde dell’UE: riflettori puntati sulla natura, il nostro migliore alleato per una ripresa verde

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eu green week

La Settimana, quest’anno in formato interamente virtuale, sarà incentrata sul contributo che la biodiversità può offrire alla società e all’economia e sul ruolo che essa può svolgere nel sostenere e stimolare la ripresa in un mondo post-pandemia.

Il più grande evento annuale europeo sulle tematiche ambientali, la Settimana verde dell’UE, avrà luogo in formato interamente virtuale dal 19 al 22 ottobre. La Settimana sarà incentrata sul contributo che la biodiversità può offrire alla società e all’economia e sul ruolo che essa può svolgere nel sostenere e stimolare la ripresa in un mondo post-pandemia, creando occupazione e crescita sostenibile, in linea con il Green Deal europeo. La Settimana verde di quest’anno sarà inoltre una tappa importante verso la Conferenza delle Parti (COP 15) della Convenzione sulla diversità biologica, ora programmata per il 2021, in cui i leader mondiali prevedono di adottare un piano d’azione decennale per la biodiversità. Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “La natura ci chiede di fermare la perdita di biodiversità e rimediare ai danni che abbiamo causato. È il momento di creare un’economia più sostenibile, che non distrugga il sistema che consente la sopravvivenza dell’umanità, ma piuttosto lo protegga, ripristini e guarisca. Sono convinto che anche in queste circostanze eccezionali l’edizione di quest’anno della Settimana verde sarà un successo grazie a tutti gli attori coinvolti”. Per tre giorni, con oltre 30 sessioni virtuali, la Settimana verde dell’UE sarà dedicata sull’attuazione del Green Deal europeo e della strategia dell’UE sulla biodiversità adottata dalla Commissione a maggio, e offrirà l’opportunità di ripensare il nostro rapporto con la natura, modificare le attività che alimentano la perdita di biodiversità e la crisi ecologica in generale e soppesarne le implicazioni per la nostra economia e la nostra società. Oltre alla conferenza di apertura a Lisbona, la Settimana prevede una conferenza ad alto livello a Bruxelles e oltre 200 eventi collaterali in tutto il continente.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva un regime fiscale italiano da 8,5 milioni di EUR a sostegno delle cooperative agricole colpite dalla pandemia di coronavirus

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bandiera ue con scritta aiuti di stato

La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 8,5 milioni di EUR a sostegno delle cooperative agricole particolarmente colpite dalla pandemia di coronavirus.

Il regime è stato approvato ai sensi del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato. Le cooperative agricole sono state duramente colpite dalle misure restrittive imposte dal governo per limitare la diffusione del coronavirus, a causa della struttura della loro catena di approvvigionamento, che dipende fortemente dai piccoli dettaglianti locali e dai soci cooperativi. Il sostegno assumerà la forma di un regime fiscale favorevole per la rivalutazione degli attivi da parte delle cooperative agricole.

Conformemente alle norme fiscali di applicazione generale, le società italiane possono rivalutare il patrimonio aziendale come parte dei loro conti finanziari per il 2019. Tale rivalutazione comporta il pagamento di un’imposta sostitutiva del 12 % sull’aumento di valore. Sulla base di tale regime, il regime approvato consente alle cooperative agricole e ai loro consorzi di compensare fino al 70 % delle perdite preesistenti per ridurre la base di calcolo dell’imposta sostitutiva. Di conseguenza, tali cooperative agricole possono beneficiare di un’esenzione parziale o totale dall’imposta sostitutiva. L’obiettivo della misura è attenuare i vincoli di liquidità delle cooperative agricole, agevolare il loro accesso ai finanziamenti e attenuare le carenze di liquidità cui sono ancora confrontate a causa dell’attuale crisi.

La Commissione ha constatato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare:

  1. l’importo dell’aiuto non supererà 100 000 EUR per impresa attiva nella produzione primaria di prodotti agricoli, 120 000 EUR per impresa operante nel settore dell’acquacoltura e         800 000 EUR per impresa attiva in tutti gli altri settori;
  2. il regime è limitato nel tempo fino al 30 giugno 2021.

La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, opportuna e proporzionata a quanto necessario per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b) del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e su altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà consultabile con il numero SA.58418 nel registro degli aiuti di Stato sul sito Internet della Commissione dedicato alla concorrenza.

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Ondata di ristrutturazioni: raddoppiare il tasso di ristrutturazione per abbattere le emissioni, stimolare la ripresa e ridurre la povertà energetica

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ecologico

 

 

La Commissione europea ha pubblicato oggi la strategia Ondata di ristrutturazioni per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.

 

La Commissione europea ha pubblicato oggi la strategia Ondata di ristrutturazioni per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. La Commissione punta almeno a raddoppiare i tassi di ristrutturazione nei prossimi dieci anni per ridurre il consumo di energia e risorse negli edifici: migliorerà così la qualità della vita delle persone che vi abitano e li usano, diminuiranno le emissioni di gas serra rilasciate in Europa, la digitalizzazione farà un salto in avanti e s’intensificheranno il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali. Entro il 2030 potrebbero essere ristrutturati 35 milioni di edifici e creati fino a 160 000 nuovi posti di lavoro verdi nel settore edile.

Gli edifici consumano circa il 40 % dell’energia e rilasciano il 36 % delle emissioni di gas serra dell’UE, ma ogni anno solo l’1 % è sottoposto a lavori di ristrutturazione a fini di efficientamento energetico: è perciò indispensabile mettere in campo interventi efficaci per rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050. Considerato che quasi 34 milioni di europei non possono permettersi di riscaldare adeguatamente le loro abitazioni, le politiche pubbliche che promuovono l’efficienza energetica mediante la ristrutturazione sono anche una risposta alla povertà energetica, un sostegno alla salute e al benessere delle persone vulnerabili e un aiuto a ridurre le bollette dell’energia. La Commissione ha pubblicato oggi anche una raccomandazione destinata agli Stati membri sulla lotta alla povertà energetica.

Così si è espresso Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo: “Vogliamo che in Europa tutti possano illuminare la propria casa, riscaldarla o raffrescarla senza rovinarsi né rovinare il pianeta. L’ondata di ristrutturazioni migliorerà i luoghi in cui lavoriamo, viviamo e studiamo, riducendo nel contempo il nostro impatto sull’ambiente e creando posti di lavoro per migliaia di europei. Se vogliamo ricostruire meglio servono costruzioni migliori.”

La Commissaria per l’Energia Kadri Simson ha dichiarato: “La ripresa verde comincia da casa. Con questa iniziativa affronteremo i numerosi ostacoli che oggi rendono la ristrutturazione complessa, costosa e lenta, frenando molti interventi necessari. Proporremo modi migliori per misurare i benefici della ristrutturazione, standard minimi di prestazione energetica, finanziamenti UE più consistenti e maggiore assistenza tecnica, incoraggeremo i mutui verdi e sosterremo l’aumento della quota di rinnovabili nel riscaldamento e nel raffrescamento: tutti elementi che creeranno un nuovo contesto per i proprietari di abitazioni, i locatari e le autorità pubbliche.

La strategia darà priorità a tre settori: decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento; lotta alla povertà e all’inefficienza energetiche; ristrutturazione di edifici pubblici quali scuole, ospedali e uffici. La Commissione propone di eliminare gli ostacoli esistenti lungo la catena di ristrutturazione — dalla concezione del progetto al suo finanziamento fino al completamento dei lavori — con una serie di misure politiche, strumenti di finanziamento e dispositivi di assistenza tecnica.

Le azioni principali della strategia consistono nel:

  • rafforzare le norme, gli standard e le informazioni sulle prestazioni energetiche degli edifici per fornire al settore pubblico e privato un incentivo più forte a ristrutturare, anche introducendo gradualmente standard minimi obbligatori di prestazione energetica per gli edifici esistenti, aggiornando le norme per gli attestati di prestazione energetica ed estendendo eventualmente gli obblighi di ristrutturazione del settore pubblico;
  • assicurare l’accesso a finanziamenti mirati, in particolare attraverso le iniziative faro “Renovate” e “Power Up” del dispositivo per la ripresa e la resilienza nel quadro di NextGenerationEU, semplificare le regole per combinare vari flussi di finanziamento e offrire molteplici incentivi per i finanziamenti privati;
  • aumentare le capacità necessarie a preparare e attuare i progetti di ristrutturazione, dall’assistenza tecnica prestata alle autorità nazionali e locali alla formazione e allo sviluppo di competenze per chi occuperà i nuovi posti di lavoro verdi;
  • espandere il mercato dei prodotti e dei servizi sostenibili da costruzione, anche integrando nuovi materiali e soluzioni basate sulla natura e rivedendo la legislazione sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione e gli obiettivi di riutilizzo e recupero dei materiali;
  • creare una nuova Bauhaus europea, vale a dire un progetto interdisciplinare codiretto da un comitato consultivo di esperti esterni tra i quali figureranno scienziati, architetti, designer, artisti, urbanisti ed esponenti della società civile. Da qui all’estate 2021 la Commissione condurrà un ampio processo partecipativo che sfocerà nella creazione, nel 2022, della rete delle prime cinque Bauhaus in diversi paesi dell’UE;
  • sviluppare soluzioni di prossimità in modo che le comunità locali integrino rinnovabili e digitale e si creino così distretti a energia zero in cui i consumatori diventano prosumatori che vendono energia alla rete. La strategia include anche un’iniziativa volta a promuovere alloggi a prezzi accessibili per 100 distretti.

La Commissione riesaminerà la direttiva sulle rinnovabili nel giugno 2021 valutando se rafforzare l’obiettivo di riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili e introdurre un livello minimo di energia rinnovabile per gli edifici. Esaminerà inoltre il modo in cui le risorse del bilancio dell’UE, insieme alle entrate del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS), potrebbero essere utilizzate per finanziare i regimi nazionali di efficienza e risparmio energetici rivolti alle famiglie a basso reddito. Svilupperà ulteriormente il quadro per la progettazione ecocompatibile così da ampliare l’offerta di prodotti efficienti da impiegare negli edifici e promuoverne l’uso.

L’ondata di ristrutturazioni non si limita a rendere gli edifici esistenti meno energivori e climaticamente neutri, ma è in grado di innescare una grande trasformazione delle nostre città e dell’ambiente edificato. Può quindi essere l’occasione per dare inizio a un processo lungimirante attraverso cui conciliare sostenibilità e stile: come annunciato dalla presidente von der Leyen, la Commissione intende lanciare la nuova Bauhaus europea per coltivare una nuova estetica europea che coniughi prestazioni e inventiva. Vogliamo che tutti possano abitare in ambienti vivibili e, ancora una volta, che l’accessibilità economica si sposi con l’arte, in un nuovo futuro sostenibile.

Contesto

La crisi della Covid-19 ha fatto emergere prepotentemente l’importanza degli edifici nella nostra vita quotidiana, palesandone anche i punti deboli. Durante la pandemia la casa è stata il centro della vita quotidiana di milioni di europei: un ufficio per i telelavoratori, un asilo o un’aula provvisori per i bambini, un luogo di acquisti o intrattenimento online per molti.

Investire negli edifici può dare quell’impulso così necessario al settore delle costruzioni e alla macroeconomia. I lavori di ristrutturazione richiedono molta manodopera, creano posti di lavoro e investimenti spesso radicati in catene di approvvigionamento locali, generano domanda di attrezzature ad alta efficienza energetica, aumentano la resilienza al clima e apportano valore a lungo termine ai beni immobili.

Per abbattere le emissioni di almeno 55 % entro il 2030, come proposto dalla Commissione nel settembre 2020, l’UE deve ridurre le emissioni di gas serra degli edifici del 60 %, il loro consumo energetico del 14 % e il consumo energetico per riscaldamento e raffrescamento del 18 %.

Le politiche e i finanziamenti europei hanno già prodotto effetti positivi sull’efficienza energetica dei nuovi edifici, che oggi consumano solo la metà dell’energia di quelli costruiti più di 20 anni fa; l’85 % degli edifici dell’UE ha però più di 20 anni e l’85-95 % saranno verosimilmente ancora in uso nel 2050, ragion per cui l’ondata di ristrutturazioni è necessaria per adeguarli a standard analoghi.

Per ulteriori informazioni

Strategia Ondata di ristrutturazioni

Allegato e documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla strategia Ondata di ristrutturazioni

Memo (domande e risposte) sulla strategia Ondata di ristrutturazioni

Scheda informativa sulla strategia Ondata di ristrutturazioni

Scheda informativa sulla nuova Bauhaus europea

Raccomandazione sulla povertà energetica

Allegato e documento di lavoro dei servizi della Commissione relativi alla raccomandazione sulla povertà energetica

Pagina web Ondata di ristrutturazioni

Pagina web Povertà energetica

 

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La Commissione organizza la prima conferenza “Dal produttore al consumatore”

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Agricoltore con foraggio

Domani il Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans, la Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides e il Commissatio per l’agricoltura Janusz Wojciechowski apriranno la conferenza 2020 “Dal produttore al consumatore” – Costruire insieme sistemi alimentari sostenibili.

La conferenza virtuale si svolgerà la mattina del 15 e del 16 ottobre, Giornata mondiale dell’alimentazione, e sarà la prima di una serie di riunioni annuali delle parti interessate europee pronte a impegnarsi e a contribuire a definire il percorso dell’UE verso sistemi alimentari sostenibili.

Oltre 1 000 parti interessate di tutta la catena del valore alimentare, autorità pubbliche, organizzazioni internazionali e della società civile e cittadini si sono registrati per partecipare al dibattito e contribuire all’attuazione della strategia “Dal produttore al consumatore”, adottata all’inizio di quest’anno e uno dei cardini del Green Deal europeo, che punta a sviluppare un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

L’evento offrirà anche l’opportunità di discutere delle sfide e delle opportunità connesse alla transizione verso sistemi alimentari sostenibili e di possibili altri settori di intervento. L’intero evento sarà visibile in diretta streaming.

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Ridurre le emissioni di gas a effetto serra La Commissione adotta la strategia dell’UE sul metano nel quadro del Green Deal europeo

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stregia ue sul metano

 

 

 

La Commissione europea ha presentato oggi la strategia dell’UE per ridurre le emissioni di metano.

 

 

La Commissione europea ha presentato oggi la strategia dell’UE per ridurre le emissioni di metano. Dopo il biossido di carbonio, il metano è il secondo più importante agente dei cambiamenti climatici. È anche un potente inquinante atmosferico locale che causa gravi problemi di salute. La lotta contro le emissioni di metano è pertanto essenziale per conseguire gli obiettivi climatici per il 2030, la neutralità climatica entro il 2050 e per contribuire all’ambizione della Commissione di azzerare l’inquinamento.

La strategia definisce misure per ridurre le emissioni di metano in Europa e a livello internazionale: contiene interventi legislativi e non legislativi nei settori dell’energia, dell’agricoltura e dei rifiuti, che insieme rappresentano circa il 95 % delle emissioni di metano associate all’attività umana nel mondo. La Commissione collaborerà con i partner internazionali dell’UE e con l’industria per conseguire riduzioni delle emissioni lungo la catena di approvvigionamento.

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal, ha dichiarato: “Per diventare il primo continente climaticamente neutro l’Unione europea deve tagliare tutti i gas a effetto serra. Il metano è il secondo più potente gas a effetto serra e una causa determinante dell’inquinamento atmosferico. La strategia sul metano garantisce tagli delle emissioni in tutti i settori, in particolare l’agricoltura, l’energia e i rifiuti. Crea per le zone rurali l’opportunità di produrre biogas a partire dai rifiuti. La tecnologia satellitare dell’Unione europea consentirà di monitorare da vicino le emissioni e di innalzare gli standard internazionali.”

La Commissaria per l’Energia Kadri Simson ha dichiarato: “Oggi abbiamo adottato la prima strategia di lotta alle emissioni di metano dal 1996. I settori dell’energia, dell’agricoltura e dei rifiuti hanno tutti un ruolo da svolgere, ma l’energia è il settore in cui le emissioni possono essere ridotte più rapidamente al minor costo. L’Europa aprirà la strada ma non possiamo muoverci da soli. Dobbiamo collaborare con i partner internazionali per far fronte alle emissioni di metano dell’energia che importiamo.”

Una delle priorità della strategia è migliorare la misurazione e la comunicazione delle emissioni di metano. Attualmente il livello di monitoraggio varia secondo i settori e gli Stati membri e nell’intera comunità internazionale. Oltre alle misure a livello dell’UE volte a rafforzare le norme in materia di misurazione, verifica e comunicazione, la Commissione sosterrà la creazione di un osservatorio internazionale delle emissioni di metano in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, la Coalizione per il clima e l’aria pulita e l’Agenzia internazionale per l’energia. Il programma satellitare Copernicus dell’UE migliorerà la sorveglianza e contribuirà a individuare i super emettitori mondiali e le principali perdite di metano.

Per ridurre le emissioni di metano nel settore dell’energia si proporrà l’obbligo di migliorare il rilevamento e la riparazione delle perdite nelle infrastrutture del gas e si valuterà l’opportunità di legiferare per vietare le pratiche di routine di combustione in torcia e di rilascio in atmosfera. La Commissione avvierà un dialogo con i partner internazionali ed esaminerà l’eventualità di norme, obiettivi o incentivi per le importazioni di energia nell’UE, con i relativi strumenti di esecuzione.

La Commissione migliorerà la comunicazione delle emissioni prodotte dall’agricoltura attraverso una migliore raccolta di dati e promuoverà opportunità di riduzione delle emissioni con il sostegno della politica agricola comune. L’accento sarà posto principalmente sulla condivisione delle migliori pratiche nelle tecnologie innovative di riduzione del metano, diete animali e gestione della riproduzione. Contribuiranno anche la ricerca mirata sulla tecnologia, soluzioni basate sulla natura e cambiamenti alimentari. I rifiuti umani e agricoli organici non riciclabili possono essere usati per produrre biogas, biomateriali e prodotti biochimici, in modo da generare flussi di reddito supplementari nelle zone rurali ed evitare nel contempo le emissioni di metano. La raccolta di questi rifiuti sarà pertanto ulteriormente incentivata.

Nel settore dei rifiuti la Commissione valuterà l’opportunità di ulteriori azioni per migliorare la gestione dei gas di discarica, sfruttandone il potenziale di consumo energetico riducendo nel contempo le emissioni, e riesaminerà la legislazione pertinente sulle discariche nel 2024. Ridurre al minimo lo smaltimento dei rifiuti biodegradabili nelle discariche è fondamentale per evitare la formazione di metano. La Commissione valuterà la possibilità di proporre ulteriori ricerche sui rifiuti nelle tecnologie del biometano.

Riesaminerà inoltre il regolamento sulla condivisione degli sforzi e valuterà la possibilità di estendere il campo di applicazione della direttiva sulle emissioni industriali ai settori che emettono metano non ancora inclusi.

Contesto

A livello molecolare, il metano è più potente del biossido di carbonio. Contribuisce alla formazione di ozono troposferico ed è un potente inquinante atmosferico locale che causa gravi problemi di salute. Al termine del ciclo di vita il metano è trasformato in biossido di carbonio e vapore acqueo, contribuendo ulteriormente ai cambiamenti climatici. La riduzione delle emissioni di metano contribuisce pertanto a rallentare i cambiamenti climatici e a migliorare la qualità dell’aria.

La valutazione d’impatto del piano dell’UE per il 2030 sugli obiettivi climatici ha concluso che un aumento del livello di ambizione per ridurre le emissioni di gas a effetto serra ad almeno il 55 % entro il 2030 richiederebbe uno sforzo accelerato per affrontare il problema delle emissioni di metano. L’UE, che produce il 5 % delle emissioni mondiali di metano a livello interno, incoraggerà l’azione internazionale in quanto principale importatore mondiale di energia e come attore forte nei settori dell’agricoltura e dei rifiuti.

Per ulteriori informazioni

Strategia dell’UE sul metano

MEMO sulla strategia dell’UE sul metano

Scheda informativa sulla strategia dell’UE sul metano

Piano degli obiettivi climatici 2030

Pagina Internet sulle emissioni di metano

 

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Convegno europeo sul turismo per avviare un dialogo su un turismo dell’UE sostenibile e resiliente

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Oggi la Commissione organizza il convegno europeo sul turismo per agevolare il dialogo sulla ripresa sostenibile dell’ecosistema dalla crisi del coronavirus e sul turismo del futuro.

Il convegno è il primo passo verso un quadro strategico europeo per il turismo con priorità condivise per sostenere gli investimenti, agevolare la cooperazione tra gli Stati membri e mobilitare l’industria. Il convegno, annunciato a maggio nella comunicazione “Turismo e trasporti nel 2020 e oltre”, si rivolge a tutti i protagonisti dell’ecosistema del turismo e chiederà impegni per migliorare la sostenibilità, la digitalizzazione e la resilienza del settore turistico dell’UE.

Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato: “Il turismo, uno dei settori cardine della nostra economia, è stato colpito molto duramente dalla pandemia di coronavirus. La Commissione offre un sostegno senza precedenti per far fronte a questa situazione straordinaria, compresi mezzi finanziari per le imprese in difficoltà, e continuerà a farlo. E nonostante il virus sia ancora tra noi, è il momento di preparare il terreno per un turismo più verde e più digitale. È questo l’obiettivo del convegno di oggi.

Il convegno è un evento pubblico online che riunisce oltre 700 partecipanti, tra cui autorità pubbliche nazionali e regionali, rappresentanti delle associazioni europee del settore e dell’industria del turismo e dei viaggi, organizzazioni internazionali, accademici e ONG. Nel corso della giornata i partecipanti individueranno le principali sfide e opportunità del settore turistico dell’UE e proporranno una serie di azioni come base per l’adozione di impegni e per ulteriori discussioni che integreranno l’agenda europea per il turismo. Per seguire l’evento, cliccare qui.

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Grenoble, Gabrovo e Lappeenranta sono le vincitrici dei prestigiosi premi europei per le città verdi

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La città francese di Grenoble vince il premio Capitale verde europea 2022 conferito dalla Commissione europea. Il premio Foglia verde europea 2021 sarà condiviso tra Gabrovo (Bulgaria) e Lappeenranta (Finlandia).

All’annuncio dei vincitori, durante la cerimonia di premiazione trasmessa in diretta ieri sera da Lisbona, il Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius ha dichiarato: “I vincitori e i finalisti dei premi per le città verdi hanno dimostrato di essere resilienti e che cambiamenti rapidi sono possibili anche nelle circostanze più difficili, come quelle di quest’anno. Queste storie di successo dimostrano che la sostenibilità e la transizione verde offrono soluzioni per fronteggiare le crisi improvvise e creare aree urbane migliori e più sane per i cittadini dell’UE. Mentre continuiamo ad adattarci a una nuova normalità, le città vincitrici continueranno a svolgere un ruolo di primo piano nell’attuazione di soluzioni verdi e nella creazione di città vivibili.”

La giuria è rimasta molto colpita da Grenoble, la vincitrice del premio Capitale verde europea 2022, per il suo approccio pionieristico alla gestione del clima, che comprende un impegno molto forte a favore di un cambiamento sistemico e un approccio innovativo alla democrazia partecipativa per la governance della città. Insieme alle responsabilità connesse al conseguimento del premio, Grenoble riceverà 350 000 EUR dalla Commissione europea per organizzare l’anno “Capitale verde europea”.

A seguito del successo del “premio Capitale verde europea”, nel 2015 è stato istituito il premio Foglia verde europea per riconoscere gli sforzi e i risultati ambientali delle piccole città, da 20 000 a 99 999 abitanti. Una delle due vincitrici, Gabrovo, è stata premiata per l’impegno a favore dell’efficienza energetica e per aver adottato tecnologie pulite negli ultimi dieci anni. L’altra, Lappeenranta, è stata premiata per l’impegno a diventare una città verde modello e ha ottenuto ottimi risultati in tutti gli indicatori del premio. Le vincitrici del premio Foglia verde europea 2021 riceveranno 75 000 EUR ciascuna. In totale, 36 città hanno concorso a questo premio prestigioso, il numero più alto mai registrato dalla sua istituzione 13 anni

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La Commissione approva una nuova indicazione geografica italiana

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olio d'oliva

La Commissione europea ha approvato la domanda di registrazione dell’Olio lucano nel registro delle indicazioni geografiche protette (IGP).

L’olio extravergine di oliva “Olio lucano” è prodotto in Basilicata ed è caratterizzato da un colore compreso tra il verde e il giallo, fruttato medio, amaro medio e piccante medio, con eventuali note aromatiche di erba fresca, carciofo, pomodoro, mandorla e mela.

Il nome “Olio lucano” deriva dalla storia della Basilicata, il cui territorio attuale coincide con quello, più vasto, che era denominato Lucania, terra abitata dai Lucani, uno dei popoli Italici dell’epoca pre-romana. Questa nuova denominazione si aggiunge agli oltre 1490 prodotti alimentari già protetti, il cui elenco è disponibile nella banca dati eAmbrosia. Per maggiori informazioni si vedano anche le pagine sui regimi di qualità.

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