La Commissione approva una nuova indicazione geografica italiana

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foto mela su dei libri

 

 

La Commissione europea ha approvato la richiesta di iscrizione delle “Mele del Trentino” nel registro delle indicazioni geografiche protette (IGP). 

 

Le mele del Trentino sono mele di diverse varietà, a polpa bianca e dal sapore moderatamente acidulo. Nella cucina trentina, sono utilizzate per realizzare dolci tipici, come lo strudel, la torta di mele e le frittelle di mele. Le raccolte di antichi ricettari manoscritti, che risalgono al 1500, riportano molte varianti, ma ancora oggi le mele del Trentino sono l’ingrediente per eccellenza di questi dolci.

Questa nuova indicazione si unisce agli oltre 1 475 prodotti agricoli già protetti, il cui elenco è disponibile nella banca dati eAmbrosia. Per maggiori informazioni si vedano anche le pagine sui regimi di qualità.

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Inquinamento atmosferico: la maggior parte degli Stati membri dell’UE non è sulla buona strada per ridurne i livelli e gli effetti sulla salute entro il 2030

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foto aria e acqua

 

 

 

La valutazione dei primi programmi nazionali di misure per controllare le emissioni atmosferiche rileva la necessità di migliorare l’attuazione delle nuove norme europee in materia di aria pulita.

 

 

 

La valutazione dei primi programmi nazionali di misure per controllare le emissioni atmosferiche rileva la necessità di migliorare l’attuazione delle nuove norme europee in materia di aria pulita. Gli Stati membri devono intensificare gli sforzi in tutti i settori per garantire ai cittadini aria pulita e prevenire malattie respiratorie e decessi prematuri causati dall’inquinamento atmosferico.

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Questa relazione ci manda un messaggio chiaro: in tutta Europa, troppe persone sono ancora in pericolo a causa dell’aria che respiriamo. Servono misure più efficaci per ridurre l’inquinamento in numerosi Stati membri e affrontare il problema delle emissioni atmosferiche in tutti i settori, compresi l’agricoltura, i trasporti e l’energia. Mai momento è stato più propizio ai cambiamenti: investire in un’aria più pulita significa investire nella salute dei cittadini e nel clima ed è ciò di cui ha bisogno la nostra economia per ripartire. Questa è la logica alla base del Green Deal europeo ed è la logica di cui ha bisogno l’ambiente.”

Secondo la prima relazione della Commissione per valutare l’attuazione della direttiva sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni pubblicata oggi, la maggior parte degli Stati membri rischia di non rispettare i propri impegni di riduzione delle emissioni per il 2020 o il 2030. Sebbene alcuni Stati membri seguano buone pratiche che dovrebbero essere fonte di ispirazione per gli altri, la relazione dimostra la necessità di ulteriori misure per ridurre l’inquinamento atmosferico. La Commissione continuerà a monitorare e a sostenere gli sforzi nazionali in tal senso, tramite strumenti finanziari e non finanziari. Il settore dell’agricoltura richiede particolare impegno per ridurre le emissioni di ammoniaca, che rappresentano l’ostacolo più diffuso e grave all’attuazione in tutta l’UE.

Un’efficace attuazione della legislazione in materia di aria pulita costituisce un contributo essenziale all'”obiettivo inquinamento zero per un ambiente privo di sostanze tossiche”, annunciato dalla Commissione nel quadro del Green Deal europeo e delle iniziative correlate. Le sinergie con le politiche in materia di clima ed energia devono essere potenziate e valutate nuovamente, in linea anche con l’approccio del Green Deal europeo.

Oltre alla relazione sull’attuazione, la Commissione ha pubblicato oggi anche l’analisi, elaborata dai suoi consulenti, dei programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico e delle proiezioni delle emissioni di ciascuno Stato membro, nonché una relazione orizzontale a livello di UE in cui sono raccolte tutte queste informazioni.

Contesto

La direttiva sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni, entrata in vigore il 31 dicembre 2016, è il principale strumento legislativo per conseguire gli obiettivi del programma “Aria pulita” per il 2030. Una volta attuata pienamente, ridurrebbe di quasi il 50 % l’impatto negativo dell’inquinamento atmosferico sulla salute entro la fine del decennio e apporterebbe benefici significativi per l’ambiente e il clima.

La direttiva stabilisce impegni nazionali di riduzione delle emissioni per i periodi 2020-29 e obiettivi più ambiziosi per il periodo dal 2030 in poi per cinque importanti inquinanti atmosferici: ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), biossido di zolfo (SO2), ammoniaca (NH3) e particolato fine (PM2,5).

La conformità agli impegni di riduzione delle emissioni del 2020 sarà verificata nel 2022, quando saranno disponibili gli inventari delle emissioni per l’anno in questione.

Prossime tappe

La relazione di attuazione della direttiva sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni sarà integrata nel corso dell’anno dalle seconde prospettive in materia di aria pulita, che presenteranno risultati di modellizzazione aggiornati in merito ai progressi dell’UE e dei suoi Stati membri verso il conseguimento degli obiettivi in materia di aria pulita per il 2030 e oltre.

Per ulteriori informazioni

Relazione sui progressi compiuti nell’attuazione della direttiva (UE) 2016/2284 concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici

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Relazione dell’Agenzia internazionale dell’energia sulle politiche energetiche dell’UE

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simboli energia pulita

 

 

 

In un evento online organizzato congiuntamente dalla Commissione europea e dall’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), il direttore esecutivo dell’agenzia Fatih Birol presenterà l’esame approfondito delle politiche energetiche dell’UE condotto dell’AIE e la Commissaria per l’Energia Kadri Simson illustrerà i piani dell’UE per la ripresa.

 

 

Dai risultati dell’analisi, pubblicati oggi, emerge che l’UE è sulla buona strada per un futuro energetico più pulito e resiliente e continua a svolgere un ruolo guida a livello mondiale per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

La Commissaria Simson ha dichiarato: “L’esame approfondito della politica energetica dell’UE da parte dell’AIE giunge in un momento cruciale in cui discutiamo delle priorità di investimento per la ripresa economica e del futuro bilancio dell’UE. La relazione sostiene il fermo impegno della Commissione a favore di una ripresa verde, che è al centro del suo piano per la ripresa del valore di 750 miliardi di EUR, denominato Next Generation EU. Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con l’AIE nel progettare le politiche europee volte a trasformare il nostro settore energetico e al tempo stesso ad offrire occupazione, crescita e una migliore qualità della vita.”

La relazione riconosce il grande potenziale del nuovo piano per la ripresa della Commissione per stimolare la crescita economica, creare nuovi posti di lavoro e sostenere la transizione verso l’energia pulita. È possibile seguire l’evento dell’AIE online dalle ore 17:00. Il testo integrale dell’esame approfondito è disponibile qui. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito della DG Energia e il discorso della Commissaria Simson sarà disponibile qui dopo le 17:30.

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La Commissione ha adottato oggi una relazione sulla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD)

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Oceani puliti

La Commissione ha adottato oggi una relazione sulla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD) che rivela che, sebbene il quadro dell’UE per la protezione dell’ambiente marino sia uno dei più completi e ambiziosi a livello mondiale, rimangono sfide persistenti quali l’eccesso di nutrienti, il rumore sottomarino, i rifiuti di plastica e altri tipi di inquinamento, così come la pesca non sostenibile.

Questo messaggio è stato ulteriormente rafforzato dalla relazione “Marine Messages II” dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), anch’essa pubblicata oggi.La Commissione ha adottato oggi una relazione [add link] sulla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD) che rivela che, sebbene il quadro dell’UE per la protezione dell’ambiente marino sia uno dei più completi e ambiziosi a livello mondiale, rimangono sfide persistenti quali l’eccesso di nutrienti, il rumore sottomarino, i rifiuti di plastica e altri tipi di inquinamento, così come la pesca non sostenibile. Questo messaggio è stato ulteriormente rafforzato dalla relazione “Marine Messages II” dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), anch’essa pubblicata oggi.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Questa relazione e i “Marine Messages” dell’AEA confermano la necessità di intensificare gli interventi per rispettare i nostri mari e i nostri oceani. Abbiamo fatto dei progressi, ad esempio nel settore della pesca sostenibile, ma occorrono ulteriori sforzi per raggiungere il rendimento massimo sostenibile ovunque e per fermare l’inquinamento irresponsabile dei nostri mari. Constato con dispiacere che gli Stati membri dell’UE non riusciranno a conseguire il buono stato ecologico che erano tenuti a raggiungere per legge in tutte le loro acque marine entro il 2020 e che, per alcune regioni marine, gli sforzi richiesti sono notevoli. La Commissione avvierà un riesame della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino per verificare cosa ha funzionato e cosa no, e per ovviare alle carenze individuate. Proteggere i nostri mari e i nostri oceani è parte integrante del Green Deal europeo ed è il presupposto che permetterà ai nostri pescatori e alle nostre pescatrici di fornirci prodotti ittici sani, di elevata qualità e sostenibili anche in futuro: merita quindi la nostra costante attenzione in tutti i settori politici”.

Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia europea dell’ambiente, ha dichiarato: “I nostri mari ed ecosistemi marini subiscono le conseguenze di anni di sfruttamento eccessivo e di grave incuria. Potremmo presto raggiungere un punto di non ritorno ma, come conferma la nostra relazione, se agiamo in maniera decisa e coerente abbiamo ancora la possibilità di ripristinare gli ecosistemi marini e raggiungere un equilibrio sostenibile tra il nostro modo di utilizzare i mari e il nostro impatto sull’ambiente marino. In tale contesto, dobbiamo basarci sulla nuova strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2030 e su altri aspetti del Green Deal europeo per avviare un’azione urgente e coerente di protezione e ripristino.”

La relazione MSFD presenta un quadro eterogeneo dei mari d’Europa. Quasi la metà delle acque costiere europee è soggetta a un’intensa eutrofizzazione. Anche se le norme dell’UE che disciplinano le sostanze chimiche hanno portato a una riduzione dei contaminanti, nella maggior parte delle specie marine si è assistito a un maggiore accumulo di plastica e di residui chimici della plastica. Mentre alcune specie danno segnali di ripresa, altre mostrano un forte deterioramento. La pressione di pesca è diminuita nell’Oceano Atlantico nordorientale e nel Mar Baltico, ma i fondali marini costieri di tutta Europa sono ancora oggetto di consistenti perturbazioni fisiche.

La relazione “Marine Messages II” dell’AEA, che contribuisce al riesame della Commissione, dimostra che l’utilizzo storico e attuale dei nostri mari sta facendo sentire i suoi effetti modificando la composizione delle specie e degli habitat marini e la generale composizione fisica e chimica del mare. Essa propone soluzioni in grado di aiutare l’UE a conseguire il suo obiettivo di rendere i mari puliti, sani e produttivi, principalmente attraverso una gestione basata sugli ecosistemi. Mostra inoltre che in alcune zone vi sono segnali di ripristino dell’ecosistema marino in seguito agli sforzi considerevoli, spesso decennali, profusi per ridurre alcuni effetti come quelli causati dai contaminanti, dall’eutrofizzazione e dalla pesca eccessiva.

Contesto

La direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD) ha favorito una migliore comprensione delle pressioni e delle conseguenze delle attività umane sul mare e delle relative implicazioni per la biodiversità marina, gli habitat e gli ecosistemi che sostengono. Le conoscenze acquisite nell’attuazione della direttiva hanno contribuito, per esempio, in modo determinante all’adozione della direttiva sulla plastica monouso, e hanno accresciuto la cooperazione tra gli Stati membri costieri delle quattro regioni marittime europee, nonché tra le regioni marine. Di conseguenza anche i paesi terzi mirano ora a raggiungere un buono stato ecologico o uno stato equivalente.

La direttiva impone agli Stati membri di elaborare strategie coordinate a livello regionale per ottenere mari puliti, sani e produttivi. L’obiettivo generale, indicato come “buono stato ecologico”, è determinato da una serie di cosiddetti “descrittori” (ad esempio la biodiversità, la pesca, l’eutrofizzazione, i contaminanti, i rifiuti, il rumore sottomarino). Si tratta di un atto legislativo fondamentale che protegge e preserva la biodiversità marina e i suoi habitat ed è pertanto uno strumento importante per attuare la strategia sulla biodiversità e la strategia “Dal produttore al consumatore” per il 2030 e contribuire in modo determinante al conseguimento dell’obiettivo “inquinamento zero” in mare. È inoltre strettamente collegata alle prossime strategie sulle sostanze chimiche sostenibili e sui trasporti intelligenti e sostenibili.

La MSFD deve essere riesaminata entro la metà del 2023 e, se necessario, saranno proposte modifiche. Il riesame analizzerà ulteriormente i risultati e le sfide nell’ambito della protezione ambientale dei mari europei secondo l’agenda “Legiferare meglio” della Commissione e verrà effettuato parallelamente a un riesame della politica comune della pesca.

Per ulteriori informazioni

Oceani, mari e coste dell’Europa

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Frans Timmermans e Virginijus Sinkevičius partecipano alla videoconferenza informale dei Ministri dell’Ambiente

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Oggi il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans e il Commissario Virginijus Sinkevičius partecipano alla videoconferenza informale dei Ministri dell’Ambiente dell’UE in cui si discuterà del contributo delle politiche ambientali e climatiche alla ripresa dalla crisi del coronavirus.

 

 

Il dibattito verterà sulle tre principali iniziative proposte dalla Commissione nel quadro del Green Deal europeola legge europea sul climail piano d’azione per l’economia circolare e la strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030. L’UE si sta concentrando su una ripresa economica coordinata, che offre l’opportunità di accelerare nella costruzione dell’economia verde e digitale del futuro e di un’Europa sostenibile, competitiva, resiliente ed equa per le prossime generazioni.

Per tutelare la vita umana e i mezzi di sostentamento, per riparare il mercato unico e per costruire una ripresa duratura e prospera, la Commissione ha proposto un nuovo strumento per la ripresa, Next Generation EU, con al centro il Green Deal europeo e la transizione digitale.

A conclusione della riunione, alle 13:30 circa, è prevista una conferenza stampa virtuale, che sarà trasmessa in diretta. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

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Ripresa verde: la Commissione avvia una consultazione pubblica sull’iniziativa “ondata di ristrutturazioni” per edifici efficienti sotto il profilo energetico

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casa efficiente

Oggi la Commissione ha avviato una consultazione pubblica sulle misure per promuovere la ristrutturazione edilizia in tutta l’UE. Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. Un parco immobiliare più efficiente sotto il profilo energetico fa bene al pianeta e può dare un contributo significativo al Green Deal europeo.

L’iniziativa denominata “ondata di ristrutturazioni” è tra le priorità del piano per la ripresa economica recentemente presentato dalla Commissione, perché può creare molti posti di lavoro e mobilitare ingenti investimenti. Con questa consultazione la Commissione intende raccogliere i punti di vista di cittadini ed operatori del settore su come aumentare la percentuale e la qualità delle ristrutturazioni degli edifici mediante strumenti normativi, programmatici e finanziari. La consultazione resterà aperta fino al 9 luglio e i contributi raccolti confluiranno nelle proposte che la Commissione presenterà dopo l’estate.

Il Commissario per l’Energia Kadri Simson ha dichiarato: “Una casa confortevole e bollette energetiche contenute sono due priorità di ogni famiglia europea e desideriamo che tutti possano soddisfare queste esigenze. Vogliamo anche che gli edifici pubblici, come le scuole e gli ospedali, ma anche gli immobili commerciali, siano ristrutturati in modo da garantirne sia l’efficienza energetica che l’efficienza sotto il profilo dei costi. L’iniziativa “ondata di ristrutturazioni” creerà occupazione a livello locale e produrrà benefici economici in tutta Europa.”

La Commissione ha già pubblicato una tabella di marcia per l’iniziativa, mentre in autunno sono in programma una comunicazione e un piano d’azione. Ulteriori informazioni sulla strategia sono reperibili in questa notizia, mentre la consultazione è disponibile qui.

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Relazione 2020 sull’economia blu: i settori blu contribuiscono alla ripresa e spianano la strada al Green deal europeo

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blue economy

Oggi la Commissione europea ha pubblicato la relazione 2020 sull’economia blu dell’UE, che riporta i risultati dei settori economici dell’UE connessi agli oceani e all’ambiente costiero. Con un fatturato di 750 miliardi di EUR e 5 milioni di addetti nel 2018 (+11,6% rispetto all’anno precedente), l’economia blu dell’UE gode di buona salute. Nonostante settori quali il turismo costiero e marino, la pesca e l’acquacoltura siano stati gravemente colpiti dalla pandemia di coronavirus, l’economia blu nel suo complesso ha un enorme potenziale per contribuire alla ripresa verde.

Il Commissario europeo per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginius Sinkevičius ha dichiarato: “L’energia rinnovabile e gli alimenti che traiamo dal mare, il turismo costiero e marittimo sostenibile, la bioeconomia blu e molte altre attività che costituiscono l’economia blu ci aiuteranno a uscire da questa crisi più forti, più sani, più resilienti e più sostenibili. Stiamo facendo tutto il possibile per attenuare l’impatto delle misure di confinamento e proteggere i posti di lavoro nell’economia blu e il benessere delle comunità costiere mantenendo nel contempo le nostre ambizioni ambientali.”

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani e responsabile del Centro comune di ricerca (JRC), ha aggiunto: “Continuiamo a sostenere la crescita sostenibile nei settori marino e marittimo con la strategia dell’Unione europea per la crescita blu. La ricerca e l’innovazione sono pilastri fondamentali della risposta europea. Faremo in modo che la ricerca, l’innovazione e l’istruzione contribuiscano alla transizione verso un’economia blu europea. La relazione di oggi rientra in questo sostegno scientifico, fornisce informazioni preziose sulla performance economica delle attività marittime europee ed evidenzia i settori in cui è necessario agire in via prioritaria.” Maggiori informazioni e i principali elementi che emergono dalla relazione sono disponibili in questo comunicato stampa.

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Patto europeo per il clima: c’è tempo fino al 17 giugno per partecipare alla consultazione pubblica

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Promosso nell’ambito del Green Deal europeo, il Patto europeo per il clima punta a coinvolgere i cittadini e le comunità nelle azioni per il clima e l’ambiente.

 

Lo scorso 4 marzo la Commissione ha aperto una consultazione pubblica su un nuovo patto europeo per il clima. Scopo del patto è dare voce e ruolo ai cittadini e ai portatori di interessi nella progettazione di nuove azioni per il clima. Il patto intende informare, ispirare e promuovere la cooperazione tra le persone e le organizzazioni, dalle autorità nazionali, regionali e locali alle imprese, ai sindacati, alle organizzazioni della società civile, alle strutture educative, alle organizzazioni per la ricerca e l’innovazione, ai gruppi di consumatori nonché ai singoli cittadini .

La consultazione pubblica è aperta fino al 17 giugno 2020 (mezzanotte ora di Bruxelles): per partecipare cliccare qui e selezionare la lingua italiana.

Contesto

L’ambizione dell’UE di diventare il primo blocco economico climaticamente neutro del mondo entro il 2050 è l’elemento centrale del Green Deal europeo, presentato dalla Commissione l’11 dicembre 2019. La transizione verso una società a impatto climatico zero rappresenta sia una sfida che un’opportunità per costruire un futuro migliore per tutti. Si tratta delle persone e della loro vita quotidiana: come produrre, consumare, spostarsi, riscaldare o raffreddare le nostre case, lavorare e vivere insieme. Oltre alle politiche e alle normative definite dai governi, anche i cittadini, le comunità e le organizzazioni di tutti i settori della società e dell’ economia hanno un ruolo da svolgere.

Nell’ambito del Green Deal europeo la Commissione ha perciò deciso di promuovere un patto europeo per il clima, per dare a tutti la possibilità di esprimersi e di progettare nuove azioni per il clima, condividere informazioni, avviare attività di base e illustrare soluzioni che possono essere adottate anche da altri. Il patto incoraggerà i cittadini e le organizzazioni a impegnarsi in azioni concrete, intese a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e/o ad adattarsi agli inevitabili impatti dei cambiamenti climatici.

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La qualità delle acque di balneazione europee resta elevata, come attesta l’ultima valutazione annuale

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spiaggia

In base alla valutazione della qualità delle acque di balneazione europee di quest’anno pubblicata oggi, la loro qualità resta elevata. Quasi l’85 % dei siti balneari monitorati in tutta Europa nel 2019 soddisfa gli standard di qualità più elevati e rigorosi dell’Unione europea e può fregiarsi della qualifica di “eccellente”.

I risultati pubblicati dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) e dalla Commissione europea forniscono una buona indicazione di dove i bagnanti possono trovare le acque di migliore qualità. Tuttavia, a causa dell’epidemia da coronavirus e delle misure restrittive adottate in tutta Europa, i cittadini sono invitati a chiedere informazioni aggiornate alle autorità locali e nazionali e agli operatori balneari in merito alle misure di sicurezza nelle diverse località. Per aiutare gli Stati membri a revocare gradualmente le restrizioni di viaggio e consentire alle imprese turistiche di riaprire dopo mesi di chiusura nel rispetto delle necessarie precauzioni sanitarie, il 13 maggio la Commissione ha presentato un pacchetto di orientamenti e raccomandazioni.

Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Le acque di balneazione pulite sono qualcosa che generalmente diamo per scontato, ma sono invece uno dei successi collettivi europei. Sono il risultato del duro lavoro di molte persone nel corso di molti anni. La relazione di quest’anno conferma ancora una volta che i cittadini europei possono godere di standard di qualità molto elevati quando si immergono nelle acque europee e che occorre adottare tutte le misure necessarie per continuare in questa direzione.”

Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA, ha dichiarato: “Il monitoraggio e la valutazione regolari delle acque di balneazione sono essenziali per assicurare il mantenimento di una qualità che in tutta Europa è già molto elevata; inoltre, se necessario, possiamo adottare misure efficaci per affrontare il problema dell’inquinamento idrico. Acque di balneazione più pulite non vanno esclusivamente a vantaggio della nostra salute e del nostro benessere, ma anche della salute dell’ambiente.”

In base alla nota informativa quasi tutti i 22 295 siti di balneazione del continente monitorati lo scorso anno (di cui 21 981 si trovavano nei 28 Stati membri dell’UE, Regno Unito incluso) hanno soddisfatto i requisiti minimi di qualità. Anche l’Albania e la Svizzera hanno monitorato e comunicato la qualità dei siti di balneazione e i loro dati sono inclusi nella valutazione.

I risultati specifici hanno mostrato solo un lieve calo dei siti che rispettano i requisiti più elevati (qualità “eccellente”) e quelli minimi (qualità “sufficiente”) stabiliti dalla direttiva dell’UE sulle acque di balneazione: l’85% dei siti di balneazione in Europa è stato valutato di qualità “eccellente”, il 95 % soddisfa i requisiti minimi per una qualità “sufficiente”. Nella nota informativa si rileva inoltre che nei siti balneabili costieri la qualità è migliore rispetto alle zone interne.

Di tutti i siti monitorati in Europa lo scorso anno il numero di quelli valutati nel complesso “scarsi” si è attestato all’1,3 %. Tale cifra non ha subito grandi variazioni dal 2013, quando il dato era del 2 %, rispecchiando i miglioramenti a lungo termine della qualità delle acque di balneazione europee.

Dall’introduzione della direttiva sulle acque di balneazione 40 anni fa, la loro qualità è notevolmente migliorata in Europa. Monitoraggio e gestione efficaci introdotti da questa e altre normative ambientali dell’UE, come la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (1991), hanno portato a una drastica riduzione delle acque reflue urbane e industriali non depurate o parzialmente depurate che finiscono nelle acque di balneazione. Di conseguenza sono sempre più numerosi i siti di balneazione che non solo sono conformi ai requisiti minimi di qualità, ma raggiungono anche i livelli di qualità più elevati. Oltre alla relazione di quest’anno, l’AEA ha pubblicato anche una mappa interattiva aggiornata(link is external) che indica il livello di qualità delle acque di tutti i siti di balneazione. Sono inoltre disponibili relazioni per paese aggiornate e ulteriori informazioni sull’attuazione della direttiva nei diversi paesi.

La Commissione intende avviare una valutazione della direttiva nelle prossime settimane allo scopo di analizzare cosa abbia funzionato o meno. Su tale base la Commissione deciderà se adottare ulteriori iniziative per migliorare il funzionamento della direttiva.

Contesto

Tutti gli Stati membri dell’UE, l’Albania e la Svizzera monitorano i propri siti balneabili conformemente alle disposizioni della direttiva dell’UE sulle acque di balneazione. La valutazione della loro qualità ai sensi della direttiva si avvale dei valori di due parametri microbiologici, enterococchi intestinali ed Escherichia coli.

La normativa specifica se la qualità delle acque di balneazione possa essere classificata come “eccellente”, “buona”, “sufficiente” o “scarsa” a seconda dei livelli di batteri fecali riscontrati. Se l’acqua risulta di scarsa qualità gli Stati membri devono prendere provvedimenti, ad esempio vietando o sconsigliando la balneazione, informandone il pubblico e adottando misure correttive adeguate.

La contaminazione fecale dell’acqua continua a costituire un rischio per la salute umana, in particolare nei siti di balneazione. La frequentazione di spiagge o laghi contaminati può essere causa di malattie. Le principali fonti di inquinamento sono le acque reflue e le acque di drenaggio provenienti da aziende e terreni agricoli. Questo tipo di inquinamento aumenta in caso di forti piogge e inondazioni a causa della tracimazione delle fognature e del riversamento delle acque di drenaggio inquinate nei fiumi e nei mari.

Per ulteriori informazioni

Relazione sulla qualità delle acque di balneazione nel 2019

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La Commissione approva un regime italiano da 12 milioni di EUR a sostegno delle imprese attive nel settore agricolo colpite dalla crisi del coronavirus

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agricoltura

 

 

La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 12 milioni di EUR a sostegno delle imprese attive nel settore agricolo colpite dalla crisi del coronavirus. Il regime è stato approvato a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato adottato dalla Commissione il 19 marzo scorso e successivamente modificato il 3 aprile e l’8 maggio.

 

 

Il sostegno sarà erogato sotto forma di sovvenzioni dirette e sarà accessibile alle imprese di tutte le dimensioni, compresi i lavoratori autonomi, operanti nel settore agricolo. Il sostegno nel quadro della politica agricola comune sarà erogato circa 4 mesi prima della data prevista. Lo scopo del regime è soddisfare il fabbisogno di liquidità degli agricoltori e aiutarli a proseguire le loro attività compensandoli per gli interessi che devono pagare su questo anticipo del pagamento. Si prevede che 1 000 imprese beneficeranno della misura.

La Commissione ha constatato che il regime italiano è conforme alle condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, gli aiuti non superano i 100 000 EUR per impresa. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata a porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, conformemente all’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e alle condizioni stabilite nel quadro temporaneo e l’ha approvata ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre azioni intraprese dalla Commissione per far fronte all’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà consultabile con il numero SA.57439 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

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