Un’équipe di scienziati finanziati dall’UE cattura la prima immagine di un buco nero

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Oggi la Commissione ha rivelato la prima immagine di un buco nero catturata da “Event Horizon Telescope”, una collaborazione scientifica mondiale che coinvolge scienziati finanziati dall’UE. Questa importante scoperta fornisce la prova visiva dell’esistenza dei buchi neri e amplia le frontiere della scienza moderna.

La prima osservazione di un buco nero è il risultato di un’ampia collaborazione internazionale nel settore della ricerca nel quadro di Event Horizon Telescope(link is external) (EHT), in cui ricercatori finanziati dall’UE hanno svolto un ruolo fondamentale. Questo importante risultato scientifico segna un cambiamento di paradigma nella nostra comprensione dei buchi neri, conferma le previsioni della teoria della relatività generale di Albert Einstein e apre nuove linee di investigazione del nostro universo. La prima immagine di un buco nero è stata svelata oggi in occasione di sei conferenze stampa organizzate contemporaneamente in tutto il mondo.

Il commissario Carlos Moedas, responsabile per la ricerca, la scienza e l’innovazione, ha dichiarato: “La narrativa spesso ispira la scienza e i buchi neri hanno da tempo alimentato i nostri sogni e la nostra curiosità. Oggi, grazie al contributo di scienziati europei, l’esistenza dei buchi neri non è più solo un concetto teorico. Questa straordinaria scoperta dimostra ancora una volta come la collaborazione con partner di tutto il mondo può portare a realizzare l’impensabile e spostare gli orizzonti delle nostre conoscenze.”

Il presidente del Consiglio europeo della ricerca (CER), il professor Jean-Pierre Bourguignon, ha aggiunto: “Mi congratulo con gli scienziati di tutto il mondo che hanno fatto questa straordinaria scoperta e ampliato le frontiere delle nostre conoscenze. Sono particolarmente lieto di constatare che scienziati finanziati dal Consiglio europeo della ricerca hanno contribuito in misura determinante a questo progresso. L’approccio audace dell’UE nel finanziare questo tipo di ricerca di base radicalmente innovativa porta ancora una volta ad un successo; inoltre conferma ulteriormente la validità dell’obiettivo del CER di finanziare attività di ricerca ad alto rischio/ad alto potenziale di risultati.”

I finanziamenti dell’UE attraverso il Consiglio europeo della ricerca (CER) hanno fornito un sostegno determinante all’EHT. In particolare l’UE ha garantito il finanziamento di tre dei principali scienziati e delle loro équipe coinvolte in questa scoperta, ed ha anche sostenuto lo sviluppo e il potenziamento della grande infrastruttura telescopica che è stata essenziale per il successo del progetto.

I risultati di oggi vanno ad aggiungersi alle numerose realizzazioni del programma Orizzonte 2020 di finanziamento della ricerca e dell’innovazione dell’UE e dei programmi quadro che lo hanno preceduto. Sulla base di questo successo, la Commissione ha proposto Orizzonte Europa, il programma dell’UE più ambizioso di sempre il cui obiettivo è consentire all’UE di rimanere all’avanguardia nella ricerca e l’innovazione a livello mondiale.

 

CONTESTO

I buchi neri sono oggetti cosmici estremamente compressi, che contengono enormi quantità di massa all’interno di una zona piccolissima. La loro presenza ha un impatto fortissimo sulle aree circostanti, deformando lo spazio-tempo e surriscaldando qualsiasi materiale che vi cada dentro. L’immagine acquisita mostra il buco nero al centro di Messier 87, un’enorme galassia nella costellazione della Vergine. Questo buco nero si trova a 55 milioni di anni luce dalla Terra e ha una massa 6,5 miliardi di volte superiore a quella del Sole.

Per consentire l’osservazione diretta dell’ambiente circostante di un buco nero l’Event Horizon Telescope(link is external) ha cercato di potenziare e collegare una rete mondiale di otto telescopi sparsi in tutto il mondo. I telescopi sono ubicati in siti a quote particolarmente elevate, in Sierra Nevada (Spagna), sui vulcani delle Hawaii e del Messico, sulle montagne in Arizona, nel deserto Atacama in Cile e nell’Antartide. Oltre 200 ricercatori europei, americani e dell’Asia orientale partecipano a questa importante operazione internazionale.

Il Consiglio europeo della ricerca dell’UE ha finanziato gli scienziati coinvolti nella collaborazione EHT attraverso i seguenti progetti nell’ambito del programma quadro dell’UE Orizzonte 2020 e del 7º programma quadro:

  • il progetto BlackHoleCam(link is external), dotato di uno stanziamento di 14 milioni di €, mira a catturare l’immagine e a misurare e studiare i buchi neri. Dal 2014 questo progetto di ricerca, di una durata prevista di sei anni, è portato avanti da tre ricercatori di punta e dalle loro équipe; ossia i professori Heino Falcke dell’Università Radboud di Nimega (anche presidente del consiglio scientifico dell’EHT), Michael Kramer dell’Istituto Max Planck per la radioastronomia e Luciano Rezzolla dell’Università Goethe di Francoforte;
  • il progetto RadioNet(link is external) sostiene un consorzio di 27 istituti in Europa, Repubblica di Corea e Sud Africa che mirano a integrare infrastrutture di livello mondiale per la ricerca nel settore della radioastronomia. Questa ricerca riguarda anche i radiotelescopi, le schiere di telescopi, gli archivi di dati e la rete europea operativa a livello mondiale per l’interferometria a lunghissima base (EVN). Il progetto è coordinato dall’Istituto Max Planck per la radioastronomia. Negli ultimi 15 anni l’UE ha investito 30,3 milioni di € nel progetto RadioNet.

Istituito nel 2007 dall’UE, il Consiglio europeo della ricerca (CER) è la principale organizzazione europea che finanzia l’eccellenza nella ricerca d’avanguardia Ogni anno seleziona e finanzia i ricercatori più esperti e creativi di tutte le nazionalità e età per realizzare progetti in Europa. Il CER offre quattro tipi principali di sovvenzioni: sovvenzioni di avviamento, di consolidamento, per ricercatori esperti e di sinergia. Avvalendosi anche delle sovvenzioni per la verifica teorica, il CER aiuta i beneficiari a colmare il divario tra la loro ricerca pionieristica e le prime fasi della commercializzazione.

 

Per ulteriori informazioni

Foto e video del buco nero sul portale audiovisivo della Commissione

Comunicato stampa Event Horizon Telescope(link is external)

Conferenza stampa della Commissione europea sul progetto “L’Europa via satellite”

Conferenza stampa della Commissione europea sul canale EUtube(link is external)

Per informazioni aggiornate vedi FacebookInstagram e Twitter utilizzando l’hashtag #RealBlackHole

Attualità del Consiglio europeo della ricerca

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Riesame dell’attuazione delle politiche ambientali: la Commissione aiuta gli Stati membri a migliorare l’applicazione delle norme ambientali dell’UE per tutelare i cittadini e migliorare la qualità della vita

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Un’iniziativa volta a migliorare l’applicazione delle politiche e delle norme dell’UE in materia di economia circolare, natura e biodiversità, qualità dell’aria e qualità e gestione dell’acqua.

Nel quadro dell’iniziativa avviata nel 2016 per migliorare l’attuazione sia della politica ambientale europea sia delle norme stabilite di comune accordo in tutti gli Stati membri dell’UE, la Commissione ha pubblicato oggi il secondo riesame dell’attuazione delle politiche ambientali (EIR). L’attuazione delle strategie e della normativa dell’UE in questo settore non è soltanto essenziale per un ambiente sano, ma offre anche nuove opportunità per stimolare una crescita economica sostenibile, l’innovazione e l’occupazione. La piena attuazione della legislazione ambientale dell’UE potrebbe far risparmiare alla nostra economia 55 miliardi di € all’anno in costi sanitari e costi diretti per l’ambiente.

Karmenu Vella, commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha affermato: “La Commissione Juncker è determinata a costruire un’Europa che protegge e la nostra priorità è garantire che i cittadini possano godere di una gestione dell’aria, dell’acqua e dei rifiuti della migliore qualità e che il nostro capitale naturale sia protetto. Il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali aiuta gli Stati membri a far sì che ciò avvenga, mettendo a loro disposizione le informazioni e gli strumenti necessari.”

Il riesame vaglia lo stato delle politiche ambientali e dell’attuazione delle norme in ciascuno Stato membro, oltre a individuare le cause delle lacune nell’attuazione. Aiuta a trovare soluzioni prima che i problemi diventino urgenti e mira ad assistere i responsabili delle decisioni a livello nazionale individuando gli ambiti prioritari che richiedono la loro attenzione. Tutti gli Stati membri hanno fatto uso del programma inter pares (P2P) istituito nel quadro dell’EIR nel 2017 che agevola lo scambio e l’apprendimento tra le autorità ambientali.

Il pacchetto si compone di 28 relazioni per paese, che illustrano lo stato di avanzamento dell’attuazione del diritto ambientale dell’UE nonché le opportunità di miglioramento in ciascuno Stato membro, e di una comunicazione, che trae le conclusioni e definisce le tendenze comuni a livello dell’UE, nonché raccomandazioni indirizzate a tutti gli Stati membri con le principali azioni prioritarie per progredire in tal senso.

Stato di avanzamento nei principali settori di intervento

Dal riesame emerge che diciotto Stati membri sono ancora alle prese con livelli elevati di emissioni di ossido di azoto (NOx) e che quindici paesi devono ridurre ulteriormente le emissioni di particolato (PM2.5 e PM10).Considerati gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute, in linea con la sua comunicazione del maggio 2018 “Un’Europa che protegge: aria pulita per tutti”, la Commissione ha avviato dialoghi sull’aria pulita con diversi Stati membri, oltre ad avere elaborato interventi di attuazione più mirati.

Sebbene nel complesso il quadro di intervento per l’economia circolare sia stato rafforzato, la prevenzione dei rifiuti rimane una sfida importante per tutti gli Stati membri. In relazione alla gestione dei rifiuti, cinque paesi hanno già raggiunto i propri obiettivi in materia di riciclaggio dei rifiuti urbani entro il 2020, nove sono sulla buona strada, ma altri quattordici rischiano di non riuscire a raggiungerli. La solidità e l’efficienza di tali sistemi sono presupposti fondamentali dell’economia circolare.

Per quanto riguarda l’acqua resta ancora molto da fare per raggiungere pienamente gli obiettivi fissati dalle direttive sulle acque, in particolare per il conseguimento di un buono stato dei corpi idrici entro il 2027. Le acque reflue urbane non sono ancora adeguatamente trattate in due terzi degli Stati membri. Per raggiungere questi obiettivi sono essenziali maggiori investimenti e i fondi dell’UE continueranno a sostenere gli sforzi di attuazione.

In materia di protezione della natura e della biodiversità, la rete Natura 2000 ha continuato ad espandersi a terra e in mare e a livello di UE è già stato raggiunto l’obiettivo di dichiarare il 10 % delle zone costiere e marine zone marine protette entro il 2020, come stabilito dalla Convenzione sulla diversità biologica. Tuttavia, la maggior parte degli Stati membri deve accelerare gli sforzi per il completamento e la gestione della rete Natura 2000.

Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, gli Stati membri hanno compiuto buoni progressi nell’attuazione della legislazione dell’UE in materia di clima e gli obiettivi fissati per il 2020 dovrebbero essere raggiunti. Occorre però intensificare gli sforzi in tutti gli Stati membri e a livello di Unione per rispettare gli impegni internazionali assunti nell’ambito dell’accordo di Parigi e scongiurare le conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici.

Il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali ha introdotto un nuovo strumento (il programma inter pares) per stimolare le autorità ambientali di diversi Stati membri a imparare dalle rispettive esperienze a livello transfrontaliero. Da quando è stato avviato, tutti gli Stati membri sono stati coinvolti in almeno un evento riguardante temi connessi a economia circolare, qualità dell’aria, regolamentazione sul legno, natura e biodiversità e qualità dell’acqua.

Il riesame valuta inoltre alcuni fattori abilitanti che potrebbero migliorare drasticamente l’attuazione, ad esempio la governance ambientale. La Commissione invita gli Stati membri a migliorare l’integrazione tra gli obiettivi ambientali e altri obiettivi strategici, a incrementare l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione e ad aumentare la trasparenza nelle informazioni inerenti all’ambiente. Vi è inoltre margine per coinvolgere maggiormente le autorità regionali e locali e gli altri portatori di interessi nell’affrontare le principali sfide che l’attuazione pone.

Contesto

Il primo pacchetto sul riesame dell’attuazione delle politiche ambientali è stato adottato nel febbraio 2017. Tale riesame si ispira all’iniziativa “Legiferare meglio” della Commissione, concentrandosi sul miglioramento dell’attuazione della legislazione e delle politiche esistenti.Dalla sua adozione, molti Stati membri hanno organizzato dialoghi nazionali per l’attuazione delle politiche ambientali sui temi prioritari individuati nelle rispettive relazioni e in molti casi sono stati coinvolti gli enti locali e regionali e i principali portatori di interessi. Quando le norme stabilite di comune accordo non sono correttamente attuate, la Commissione può intraprendere un’azione legale. Per evitare questa strada, la Commissione collabora con gli Stati membri per consentire loro di migliorare l’applicazione delle politiche e delle norme ambientali, attraverso il processo di riesame dell’attuazione delle politiche in questo settore.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione e allegato

28 relazioni per paese e schede informative

La relazione sull’Italia

Documento di lavoro dei servizi sul contesto politico

Sito web dedicato al riesame dell’attuazione delle politiche ambientali

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Maggiore cooperazione tra UE e Cina su ambiente, gestione delle risorse idriche e economia circolare

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Dal 1° al 3 aprile una delegazione dell’UE guidata dal Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella, sarà in Cina per approfondire le relazioni bilaterali UE-Cina in campo ambientale.

Il Commissario copresiederà il settimo dialogo sull’ambiente e avvierà due nuovi dialoghi ad alto livello sull’economia circolare e la gestione delle risorse idriche. Incontrerà anche alcuni Ministri cinesi per discutere delle priorità comuni relative all’economia circolare e idrica, alla protezione della fauna selvatica e delle foreste, al partenariato UE-Cina per gli oceani e alla lotta contro la pesca illegale.

Il Commissario Vella ha dichiarato: “L’UE e la Cina si trovano ad affrontare sfide ambientali simili. Le minacce alla biodiversità, le pressioni sulle scarse risorse naturali, le acque e gli oceani e l’inquinamento richiedono una governance solida. Insieme possiamo affrontare meglio queste sfide e assumere un ruolo guida sulla scena mondiale“.

L’economia circolare è una priorità politica importante sia per l’UE che per la Cina, come conferma il “Memorandum d’intesa sulla cooperazione in materia di economia circolare” firmato nel luglio 2018. Tenendo conto dell’esperienza acquisita con l’attuazione del Piano d’azione dell’Unione europea per l’economia circolare e della strategia dell’UE sulla plastica, i leader discuteranno di come accelerare la collaborazione bilaterale per affrontare meglio le sfide comuni e sostenere una transizione mondiale verso un modello economico circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

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Energia pulita per tutti gli europei: sì del Parlamento alle proposte relative a un nuovo assetto del mercato dell’energia elettrica

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La parola passa ora al Consiglio dell’Unione europea, che dovrà formalmente adottare il testo della direttiva e dei tre regolamenti.

Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole che preparano il mercato dell’energia elettrica dell’UE al futuro e mettono il consumatore al centro della transizione energetica. Si tratta di un passo importante per consentire all’Unione europea e ai suoi Stati membri di impegnarsi nella transizione verso l’energia pulita, dare seguito alla legislazione 2030 già adottata in materia di clima e rispettare gli impegni dell’accordo di Parigi. Con il completamento di questi ultimi quattro atti legislativi, si sono conclusi i negoziati sul pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” e l’UE è sulla strada giusta per decarbonizzare la propria economia nella seconda metà del secolo, mantenendo la sua competitività su scala mondiale e creando crescita e occupazione.

Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha dichiarato: “Ringrazio il Parlamento europeo per il sostegno deciso a favore della transizione verso un’energia pulita ed equa, che avvicina l’UE alla realizzazione di un’Unione dell’energia con al centro i cittadini, una delle priorità fondamentali che il Presidente Juncker aveva stabilito per questa Commissione. L’approvazione di oggi del nuovo assetto del mercato dell’energia elettrica renderà i mercati dell’energia più flessibili e faciliterà l’integrazione di una percentuale maggiore di energie rinnovabili. Un mercato energetico dell’UE integrato è il modo più efficace sotto il profilo dei costi per garantire forniture sicure e a prezzi accessibili a tutti i cittadini dell’Unione. Sono particolarmente lieto che abbiamo concordato un quadro comune per i meccanismi di regolazione della capacità che garantirà che in futuro questi meccanismi siano in linea con i nostri obiettivi climatici, tenendo conto al tempo stesso delle legittime preoccupazioni in materia di sicurezza della fornitura“.

Oggi il Parlamento europeo ha completato l’approvazione del nuovo regolamento sul mercato dell’energia elettrica e della nuova direttiva sul mercato dell’energia elettrica, nonché dei regolamenti sulla preparazione ai rischi e sull’ Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER). Lo scorso anno sono entrati in vigore il regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia, la revisione della direttiva sull’efficienza energetica, la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili e la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia. Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile online.

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Responsabilità sociale delle imprese: verso una maggiore sostenibilità

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foto Bienkowska

 

 

Oggi la Commissione europea ha pubblicato una rassegna dei progressi compiuti in materia di responsabilità sociale delle imprese (RSI), condotta responsabile delle imprese (RBC) e imprese e diritti umani dalla strategia del 2011 per la responsabilità sociale delle imprese. In particolare, il documento descrive le azioni realizzate dalla Commissione europea, anche in collaborazione con il Servizio europeo per l’azione esterna.

 

La Commissaria Elżbieta Bieńkowska, responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: “Un’impresa sostenibile è una buona impresa. Siamo determinati a fare la nostra parte per promuovere la sostenibilità. Dalla strategia del 2011 sono state attuate oltre 200 misure e iniziative dell’UE. Questo documento dimostra il nostro costante impegno per un’Europa verde, sostenibile e prospera. Continueremo a lavorare con le imprese e le organizzazioni della società civile per garantire che l’Europa sia all’avanguardia nel campo della RSI e che le imprese pongano una condotta sostenibile al centro delle loro attività“.

Come emerge dal documento, negli ultimi anni la Commissione ha attuato diverse azioni importanti in tutte le sue politiche per garantire che le imprese controllino e gestiscano il loro impatto e considerino i diritti umani e la responsabilità ambientale e sociale una parte essenziale della loro missione. Come specificato nel documento di riflessione recentemente pubblicato, le misure realizzate hanno anche sostenuto iniziative più ad ampio raggio della Commissione nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

La rassegna dei progressi compiuti è disponibile qui. Maggiori informazioni sulla RSI sono disponibili sul sito web della DG GROW.

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Trasporti nel mercato interno UE: progressi sul fronte della mobilità a basse emissioni e della sicurezza stradale

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La Commissione europea ha pubblicato oggi l’edizione 2019 del “Quadro di valutazione dei trasporti dell’UE“, nel quale sono messi a confronto i risultati degli Stati membri in 30 categorie relative a tutti gli aspetti dei trasporti. L’obiettivo del quadro di valutazione è aiutare gli Stati membri a individuare i settori che richiedono investimenti e interventi prioritari.
Il quadro mostra come l’UE stia moltiplicando ulteriormente gli sforzi per realizzare un mercato interno dei trasporti più sicuro, più pulito ed efficiente e promuovendo la transizione verso una mobilità a basse emissioni, due priorità della Commissione Juncker al centro delle proposte “Europa in movimento” e “Un pianeta pulito per tutti“. Il quadro di valutazione evidenzia inoltre il miglioramento della sicurezza stradale, la diffusione delle energie rinnovabili nei trasporti e la puntualità delle spedizioni in tutta l’UE.

La Svezia è in testa alla classifica con punteggi alti in ben 15 categorie, seguita da Paesi Bassi e Austria. Pur avendo punti di forza diversi, questi paesi condividono un quadro solido per gli investimenti, elevati livelli di sicurezza dei trasporti e buoni risultati nell’attuazione del diritto dell’UE. La pubblicazione del quadro di valutazione coincide con la pubblicazione di un aggiornamento della relazione “Trasporti nell’UE: Tendenze e questioni attuali“.

Maggiori informazioni sul quadro di valutazione e sulle classifiche sono disponibili qui

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La Commissione adotta un atto delegato sui criteri di sostenibilità per i biocarburanti

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Oggi la Commissione ha adottato un atto delegato sui criteri di sostenibilità per i biocarburanti, come richiesto dal Parlamento europeo e dagli Stati membri. I cambiamenti climatici preoccupano molto i cittadini europei e la Commissione sta aumentando i propri sforzi per ridurre le emissioni di gas a effetto serra con l’obiettivo ultimo di diventare la prima grande economia a impatto climatico zero entro il 2050.

Usare di più l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili anche nel settore dei trasporti è fondamentale per decarbonizzare la nostra economia.

Nel giugno 2018 gli Stati membri e il Parlamento europeo avevano concordato un nuovo obiettivo vincolante di almeno il 32% di energie rinnovabili a livello UE entro il 2030, che prevede una clausola di riesame entro il 2023 per eventualmente rivederlo verso l’alto. La direttiva, già in vigore, prevede una riduzione graduale di alcuni tipi di biocarburanti per i quali si osserva una considerevole espansione della zona di produzione in terreni che presentano elevate scorte di carbonio (i cosiddetti biocarburanti ad alto rischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni), da considerare nel calcolo del raggiungimento degli obiettivi in materia di energie rinnovabili.

Il cambiamento indiretto di destinazione dei terreni può verificarsi quando i pascoli o i terreni agricoli precedentemente destinati al mercato degli alimenti e dei mangimi sono destinati alla produzione di biocarburanti. In questo caso, la domanda di alimenti e mangimi deve continuare ad essere soddisfatta, il che può portare ad espandere i terreni agricoli in zone che presentano elevate scorte di carbonio, come foreste, zone umide e torbiere. Ciò implica un cambiamento di destinazione dei terreni, che diventano terreni agricoli, e può comportare il rilascio di emissioni di gas serra (CO2 immagazzinata negli alberi e nel suolo), che azzerano le riduzioni delle emissioni ottenute utilizzando i biocarburanti al posto dei combustibili fossili.

Su richiesta dei colegislatori e per attuare il nuovo approccio, oggi la Commissione ha adottato un atto delegato, che prevede che gli Stati membri possano continuare a utilizzare (e importare) i carburanti inclusi nella categoria dei biocarburanti ad alto rischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni, ma che non possano includere queste quantità nel calcolo del grado di raggiungimento dei loro obiettivi in materia di energie rinnovabili. Per maggiori informazioni si veda il MEMO

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L’anello mancante: la Commissione attua il piano d’azione per l’economia circolare

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Tutte le 54 azioni previste dal piano varato nel 2015 sono state attuate o sono in fase di attuazione. Ciò contribuirà a rafforzare la competitività dell’Europa, a modernizzare la sua economia e la sua industria per creare posti di lavoro, a proteggere l’ambiente e a generare una crescita sostenibile.

La Commissione europea ha pubblicato oggi una relazione completa sull’attuazione del piano d’azione per l’economia circolare adottato nel dicembre 2015. La relazione presenta i principali risultati dell’attuazione del piano d’azione e delinea le sfide aperte per spianare la strada verso un’economia circolare competitiva e a impatto climatico zero, in cui la pressione sulle risorse naturali e di acqua dolce e sugli ecosistemi sia ridotta al minimo. I risultati presentati nella relazione saranno discussi durante la conferenza annuale delle parti interessate dell’economia circolare, che si terrà a Bruxelles il 6 e il 7 marzo.

Frans Timmermans, primo vicepresidente responsabile per lo sviluppo sostenibile, ha dichiarato: “L’economia circolare è fondamentale per immettere la nostra economia su un percorso sostenibile e per realizzare gli obiettivi mondiali di sviluppo sostenibile. Questa relazione mostra che l’Europa sta aprendo la strada al resto del mondo. Allo stesso tempo occorre fare di più per fare in modo che l’aumento della nostra prosperità avvenga entro i limiti del pianeta e per trovare l’anello mancante dell’economia circolare, in modo da evitare di sprecare le nostre preziose risorse.”

Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Questa relazione è molto incoraggiante Essa dimostra che l’Europa è sulla buona strada per generare investimenti e creare posti di lavoro e nuove imprese. Il futuro potenziale di crescita sostenibile è enorme e l’Europa è sicuramente il luogo migliore in cui un settore industriale rispettoso dell’ambiente possa crescere. Questo successo è il risultato della collaborazione tra portatori d’interessi e responsabili decisionali europei.”

Passaggio dall’economia lineare all’economia circolare

A distanza di tre anni dalla sua adozione, il piano d’azione per l’economia circolare può essere considerato pienamente completato. Le 54 azioni previste dal piano sono state attuate o sono in fase di attuazione. Secondo le conclusioni della relazione, l’attuazione del piano d’azione per l’economia circolare ha accelerato la transizione verso un’economia circolare in Europa, che a sua volta ha contribuito a riportare l’UE su un percorso favorevole all’aumento dell’occupazione. Nel 2016 oltre quattro milioni di lavoratori hanno trovato impiego nei settori attinenti all’economia circolare, il 6 % in più rispetto al 2012.

La circolarità ha inoltre schiuso nuove opportunità commerciali, dato origine a nuovi modelli di impresa e sviluppato nuovi mercati, sia all’interno che all’esterno dell’UE. Nel 2016 le attività circolari come la riparazione, il riutilizzo o il riciclaggio hanno generato quasi 147 miliardi di euro di valore aggiunto, registrando investimenti pari a circa 17,5 miliardi di euro.

Strategia dell’UE per la plastica

La strategia dell’UE per la plastica nell’economia circolare è il primo quadro strategico a livello dell’UE che adotta un approccio basato sul ciclo di vita dei singoli materiali al fine di integrare le attività di progettazione circolare, utilizzo, riutilizzo e riciclaggio nelle catene del valore della plastica. La strategia delinea una visione chiara e comprensiva di obiettivi quantificati a livello dell’UE – che prevedono, tra l’altro, la riutilizzabilità o riciclabilità entro il 2030 di tutti gli imballaggi di plastica immessi sul mercato dell’UE.

Per stimolare il mercato della plastica riciclata, la Commissione ha avviato una campagna di impegno volontario in materia di plastica riciclata. Settanta imprese hanno già assunto impegni, grazie ai quali il mercato della plastica riciclata crescerà almeno del 60 % entro il 2025. Tuttavia, vi è ancora uno scarto tra l’offerta e la domanda di plastica riciclata. Per colmarlo, la Commissione ha lanciato l’alleanza circolare sulle materie plastiche dei principali portatori d’interessi del settore che forniscono e utilizzano plastica riciclata.

Le norme relative agli articoli di plastica monouso riguardanti i 10 prodotti più frequentemente trovati sulle sue spiagge collocano l’UE in una posizione di primo piano nella lotta mondiale ai rifiuti marini. Le misure, tra le altre cose, vietano determinati prodotti in plastica monouso (per es. cannucce e posate) per i quali sono disponibili alternative e la plastica oxo-degradabile, proponendo azioni per altri prodotti – ad esempio obiettivi di riduzione del consumo, requisiti di progettazione e regimi di responsabilità estesa del produttore.

Innovazione e investimenti

Al fine di accelerare la transizione verso un’economia circolare è essenziale investire nell’innovazione e sostenere l’adattamento della base industriale europea. Nel periodo 2016-2020 la Commissione ha intensificato gli sforzi su entrambi i fronti, destinando alla transizione un totale di oltre 10 miliardi di euro di fondi pubblici.

Al fine di stimolare ulteriori investimenti la piattaforma per il sostegno finanziario all’economia circolare ha redatto raccomandazioni finalizzate a migliorare l’attrattiva finanziaria dei progetti riguardanti l’economia circolare, coordinare le attività di finanziamento e condividere buone pratiche. La piattaforma collaborerà con la Banca europea per gli investimenti al fine di fornire assistenza finanziaria e sfruttare le sinergie con il piano d’azione per finanziare la crescita sostenibile.

Trasformare i rifiuti in risorse

Solidi ed efficienti sistemi di gestione dei rifiuti sono presupposti essenziali dell’economia circolare. Nel luglio 2018 è entrato in vigore un quadro legislativo rivisto sui rifiuti volto a modernizzare i sistemi di gestione dei rifiuti che comprende, tra l’altro, nuovi e ambiziosi tassi di riciclaggio, chiarimento della qualifica giuridica per materiali riciclati, misure rafforzate di prevenzione e gestione dei rifiuti anche per i rifiuti marini, gli scarti alimentari e i prodotti contenenti materie prime essenziali.

Progettazione circolare e processi di produzione

La progettazione intelligente all’inizio del ciclo di vita di un prodotto è essenziale per garantire la circolarità. Con l’attuazione del piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile 2016‑2019 la Commissione ha promosso ulteriormente la progettazione circolare dei prodotti, insieme agli obiettivi di efficienza energetica. Attualmente le misure sulla progettazione ecocompatibile e sull’etichettatura energetica relative a molti prodotti includono norme riguardanti specifiche per l’efficienza dei materiali, come la disponibilità di parti di ricambio e la facilità di riparazione e di trattamento alla fine del ciclo di vita. In un apposito documento di lavoro dei suoi servizi la Commissione ha inoltre analizzato le sue politiche per i prodotti, con l’intenzione di sostenere i prodotti circolari e sostenibili.

Responsabilizzazione dei consumatori

Per passare a un’economia più circolare è necessario che i cittadini si impegnino attivamente a cambiare i propri modelli di consumo. Le metodologie per calcolare l’impronta ambientale dei prodotti e delle organizzazioni, sviluppate dalla Commissione, consentono alle imprese di rilasciare dichiarazioni ambientali affidabili e comparabili affinché i consumatori possano effettuare scelte consapevoli.

Forte coinvolgimento dei portatori d’interessi

Il coinvolgimento dei portatori d’interessi è fondamentale per la transizione. L’approccio sistemico contemplato dal piano d’azione ha fornito alle autorità pubbliche, agli attori economici e sociali e alla società civile un quadro da riprodurre per incentivare i partenariati tra diversi settori e lungo le catene del valore. Il ruolo della Commissione nell’accelerare la transizione e nel guidare gli sforzi internazionali volti a promuovere la circolarità è stato anche riconosciuto dal Forum economico mondiale 2019, in occasione del quale la Commissione ha ricevuto il premio The Circulars nella categoria Settore pubblico.

Sfide aperte

Oggi l’economia circolare è una tendenza mondiale e irreversibile. Ciononostante, molto deve essere ancora fatto per potenziare l’azione sia a livello dell’UE sia a livello mondiale, trovare l’anello mancante e ottenere il vantaggio competitivo che l’economia circolare porterà alle imprese dell’UE. Saranno necessari maggiori sforzi per attuare la legislazione riveduta sui rifiuti e sviluppare i mercati delle materie prime secondarie. Inoltre, il lavoro avviato a livello dell’UE su alcune questioni (come sostanze chimiche, ambiente non tossico, marchio di qualità ecologica ed ecoinnovazione, materie prime essenziali e fertilizzanti) deve subire un’accelerazione se l’Unione vuole trarre il massimo vantaggio dalla transizione verso l’economia circolare.

L’interazione con i portatori d’interessi suggerisce la possibilità di esaminare alcuni ambiti non ancora contemplati dal piano d’azione per completare l’agenda in materia di circolarità. Sulla base dell’esempio della strategia europea per la plastica nell’economia circolare, molti altri ambiti ad elevato impatto ambientale e alto potenziale per la circolarità, come il settore IT, l’elettronica, la mobilità, l’ambiente edificato, il settore minerario, dei mobili, degli alimenti e delle bevande o il settore tessile, potrebbero beneficiare di un analogo approccio olistico.

Contesto

Nel 2015 la Commissione ha adottato un nuovo e ambizioso piano d’azione per stimolare la transizione dell’Europa verso l’economia circolare inteso a rafforzare la competitività a livello mondiale, incentivare la crescita economica sostenibile e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro. Si prevedeva che le azioni proposte avrebbero contribuito a “trovare l’anello mancante” del ciclo di vita dei prodotti incrementando il riciclaggio e il riutilizzo, a vantaggio sia dell’ambiente che dell’economia. L’obiettivo era quello di contribuire a ricavare il valore e l’impiego massimi da tutte le materie prime, i prodotti e i rifiuti, favorendo il risparmio energetico e riducendo le emissioni di gas a effetto serra, beneficiando di un sostegno finanziario a titolo dei fondi SIE, di Orizzonte 2020 e dei fondi strutturali dell’UE e di investimenti nell’economia circolare a livello nazionale.

Un quadro completo dello stato di attuazione del piano d’azione è presentato nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna la relazione.

Per ulteriori informazioni

MEMO: Domande e risposte

Relazione sull’attuazione del piano d’azione per l’economia circolare

Documento di lavoro dei servizi della Commissione contenente informazioni dettagliate e riferimenti per le 54 azioni elencate nel piano d’azione

Documento di lavoro dei servizi della Commissione sui prodotti sostenibili in un’economia circolare

Documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla valutazione degli impegni volontari di cui all’allegato III della strategia sulla plastica

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Concorso fotografico per rappresentare l’alimentazione, l’energia e la mobilità sostenibilità

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Il modo in cui produciamo e consumiamo alimenti ed energia e il modo in cui assicuriamo la circolazione di persone e prodotti hanno un impatto su ambiente, clima e salute. Il nuovo concorso fotografico dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), Sustainably Yours, invita i cittadini europei a inviare foto che rappresentino le sfide e le opportunità legate alla ricerca di una maggiore sostenibilità nelle scelte in termini di alimentazione, energia e mobilità.

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PREMIO PARCO MAJELLA – anno 2019 22a Edizione

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Il Premio Parco Majella è nato con l’intento di sensibilizzare il maggior numero di persone alle tematiche ambientali e promuovere l’intero territorio compreso nel Parco Nazionale della Majella, entro i confini del quale è incluso il borgo di Abbateggio (Pescara).

Nel tempo è riuscito a coinvolgere anche le realtà territoriali adiacenti, a richiamare l’attenzione di personalità illustri del mondo della letteratura, dell’ambiente e della cultura in genere ed ha conquistato un rilevante spessore grazie alle varie ed importanti tematiche affrontate.

Ciò è testimoniato dall’importante riscontro sempre crescente di ogni edizione, dalla partecipazione attiva di personaggi di rilievo nell’ambito culturale ed ambientale, dalle opere edite ed inedite di scrittori affermati ed emergenti, svolgendosi sotto l’egida del Centro scuola e cultura italiana – Toronto (Canada).

Il Premio Parco Majella nei suoi primi 22 anni ha realizzato un vero e proprio albo d’onore della scrittura verde costituito da autori Nazionali e Internazionali: oltre 1500 partecipanti, 250 vincitori e 100 premi speciali. (altro…)

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