Strategia “Dal produttore al consumatore”: la Commissione avvia una consultazione sul futuro piano per garantire l’approvvigionamento e la sicurezza alimentari in tempi di crisi

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La Commissione ha avviato oggi una consultazione su un piano di emergenza per garantire l’approvvigionamento e la sicurezza alimentari in tutta l’UE in tempi di crisi, come annunciato nella strategia “Dal produttore al consumatore”.

Scopo della consultazione è raccogliere osservazioni sulla forma, la natura e la portata del piano. Una serie di attori coinvolti nella filiera alimentare, quali i produttori, i trasformatori, i distributori o gli operatori dei trasporti, nonché i consumatori, la società civile e le autorità nazionali, sono invitati a esprimere il loro parere per un periodo di 8 settimane, dal 1º marzo al 26 aprile 2021.

Come indicato nella strategia “Dal produttore al consumatore”, la Commissione intende rafforzare il coordinamento della risposta europea alle crisi che interessano il sistema alimentare dell’UE e garantire la sicurezza alimentare. A tal fine, il piano di emergenza comprenderà una serie di procedure da seguire in tempi di crisi e l’istituzione di un meccanismo di risposta alle crisi alimentari coordinato dalla Commissione, che coinvolga gli Stati membri ed eventualmente vari settori, quali l’agricoltura, la pesca, i trasporti e la salute. Il meccanismo assumerà la forma di un forum permanente per coordinare le azioni, scambiare le migliori pratiche e valutare minacce e rischi. In linea con la strategia “Dal produttore al consumatore” del Green Deal europeo e con i suoi obiettivi, il piano dovrebbe perseguire una maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale per un sistema alimentare europeo resiliente.

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Dal 1º marzo 2021 le nuove etichette energetiche UE

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nuove etichette energetiche

Per aiutare i consumatori dell’UE a ridurre le bollette energetiche e l’impronta di carbonio, a partire da lunedì 1º marzo 2021 sarà applicabile in tutti i negozi e in tutti i punti vendita online una nuova versione della famosa etichetta energetica UE.

Le nuove etichette si applicheranno inizialmente a quattro categorie di prodotti: frigoriferi e congelatori, lavastoviglie, lavatrici, televisori (e altri monitor esterni). Il 1º settembre usciranno le nuove etichette per lampadine e lampade con sorgenti luminose fisse, altri prodotti seguiranno nei prossimi anni.

Poiché un numero sempre maggiore di prodotti ha raggiunto le classi A +, A + + o A + + + secondo la scala attuale, la modifica più importante delle nuove etichette è il ritorno alla più semplice scala A-G, più rigorosa e concepita in modo che pochissimi prodotti siano inizialmente in grado di ottenere la classificazione “A”, lasciando un buon margine all’inclusione di prodotti più efficienti in futuro. i prodotti energeticamente più efficienti presenti ora sul mercato saranno infatti, di norma, etichettati “B”, “C” o “D”. Le etichette contengono elementi nuovi, tra cui un link QR a una banca dati a livello UE che consentirà ai consumatori di trovare maggiori dettagli sul prodotto. Il 1º marzo entrerà in vigore anche una serie di norme sulla progettazione ecocompatibile, in particolare per quanto riguarda la riparabilità e l’obbligo per i fabbricanti di tenere a disposizione i pezzi di ricambio per un certo numero di anni anche dopo che i prodotti non sono più immessi sul mercato.

Kadri Simson, Commissaria per l’Energia, ha dichiarato: “L’etichetta energetica originale ha avuto un grande successo, poiché ha consentito ad una famiglia media in Europa di risparmiare varie centinaia di euro l’anno e ha motivato le imprese a investire in ricerca e sviluppo. Alla fine di febbraio oltre il 90 % dei prodotti risultano etichettati A +, A + + o A + + +. Il nuovo sistema sarà più chiaro per i consumatori e garantirà che le imprese continuino a innovare e a offrire prodotti ancora più efficienti, con conseguente riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.” 

Oltre a riscalare la classe di efficienza energetica del prodotto in esame, la nuova etichetta presenta icone più chiare e moderne. Come le precedenti, le etichette riscalate non mostrano solo la classe di efficienza energetica; per una lavatrice, ad esempio, indicano a un primo sguardo il numero di litri di acqua per ciclo, la durata di un ciclo e il consumo di energia misurato su un programma standardizzato.

Un’ulteriore significativa modifica è l’introduzione del codice QR in alto a destra: scansionandolo, i consumatori ottengono informazioni supplementari sul modello del prodotto, ad esempio sulle dimensioni, le caratteristiche specifiche o i risultati delle prove a seconda dell’apparecchio. Tutti gli apparecchi presenti sul mercato dell’UE devono essere registrati in una nuova banca dati a livello UE, il registro europeo delle etichette energetiche (European Product Registry for Energy Labels), EPREL, che faciliterà ulteriormente il confronto di prodotti simili in futuro.

Oltre alle norme sull’etichettatura energetica, il 1º marzo 2021 entrano in vigore i nuovi regolamenti corrispondenti sulla progettazione ecocompatibile, che aggiornano i requisiti minimi di efficienza e rafforzano dei diritti dei consumatori per quanto riguarda la riparazione dei prodotti e il sostegno all’economia circolare. I fabbricanti o gli importatori saranno ora obbligati a mettere a disposizione dei riparatori professionisti una serie di pezzi essenziali (motori e spazzole per motori, pompe, ammortizzatori e molle, cestelli di lavaggio ecc.) per almeno 7-10 anni dall’immissione sul mercato dell’UE dell’ultima unità di un modello. Anche per gli utilizzatori finali (vale a dire i consumatori che non sono riparatori professionisti, ma che amano effettuare essi stessi le riparazioni), i fabbricanti devono mettere a disposizione alcuni pezzi di ricambio per diversi anni dopo che un prodotto è stato ritirato dal mercato — prodotti quali porte o cerniere e sigilli che sono compatibili con il “fai da te”. Il tempo massimo di consegna per tutti questi pezzi è di 15 giorni lavorativi dall’ordine.

Contesto

L’etichetta energetica dell’UE è una caratteristica assai nota sui prodotti per uso domestico come le lampadine, i televisori o le lavatrici, e ha aiutato i consumatori a compiere scelte informate per oltre 25 anni. In un’indagine condotta a livello dell’UE (Eurobarometro) nel 2019, il 93 % dei consumatori ha confermato di aver riconosciuto l’etichetta e il 79 % di esserne stato influenzato nella decisione sul prodotto da acquistare. Insieme ai requisiti minimi di prestazione armonizzati (noti come “progettazione ecocompatibile”), si stima che le norme dell’UE sull’etichettatura energetica ridurranno la spesa dei consumatori di decine di miliardi di euro l’anno, generando nel contempo numerosi altri vantaggi per l’ambiente e per i fabbricanti e i dettaglianti.

Le nuove categorie dell’etichetta riscalata sono state concordate in seguito a un processo di consultazione rigoroso e trasparente che ha visto l’ampio coinvolgimento dei portatori di interessi e degli Stati membri in tutte le fasi, il controllo del Consiglio e del Parlamento europeo e sufficiente coinvolgimento e preavviso per i fabbricanti. Come previsto dal regolamento quadro, altri gruppi di prodotti saranno riscalati nei prossimi anni: asciugatrici, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale, condizionatori d’aria, apparecchi di cottura, unità di ventilazione, armadi frigoriferi professionali, apparecchi per il riscaldamento d’ambiente, scaldacqua, caldaie a combustibile solido.

Il passaggio alle etichette riscalate coincide con l’entrata in vigore di due regolamenti orizzontali (“omnibus”) adottati di recente per rettificare o chiarire una serie di punti nei regolamenti sull’etichettatura energetica e sulla progettazione ecocompatibile originariamente adottati nel 2019.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Pagina web sull’etichetta energetica e sulla progettazione ecocompatibile

Regolamento omnibus sull’etichettatura energetica

Regolamento omnibus sulla progettazione ecocompatibile

Video and photos on EU energy label

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La Commissione e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente convengono di rafforzare la collaborazione per affrontare le crisi relative a clima, biodiversità e inquinamento

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Oggi la Commissione europea, rappresentata dal Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius, e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP),rappresentato dal Direttore esecutivo Inger Andersen, hanno convenuto di rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni nel periodo 2021-2025.Una maggiore attenzione alla promozione dell’economia circolare, alla protezione della biodiversità e alla lotta contro l’inquinamento sono al centro del nuovo accordo teso a una maggiore collaborazione.

Il Commissario Sinkevičius ha dichiarato: “Accolgo con favore questa nuova fase di collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, che ci aiuterà ad attuare il Green Deal europeo e a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ma anche a stabilire una forte alleanza in vista dei vertici fondamentali che si terranno nel corso dell’anno.

Il Commissario Sinkevičius e il Direttore esecutivo Andersen hanno firmato, durante un incontro virtuale, un nuovo allegato a un memorandum d’intesa del 2014. La firma del documento arriva proprio dopo la quinta riunione dell’assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente, tenutasi la settimana scorsa, e il varo dell’Alleanza globale sull’economia circolare e l’efficienza delle risorse, in un momento in cui la comunità mondiale cerca di rispondere alla pandemia di COVID-19 e alle pressanti emergenze legate al clima, alle risorse e alla biodiversità. I partner hanno sottolineato la necessità di mobilitare tutti i settori della società per realizzare una transizione verde e digitale a un futuro sostenibile. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa.

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Costruire un futuro resiliente ai cambiamenti climatici — La nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici

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La Commissione europea ha adottato oggi una nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici che definisce il cammino da percorrere per essere pronti ai loro effetti inevitabili.

 

La Commissione europea ha adottato oggi una nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici che definisce il cammino da percorrere per essere pronti ai loro effetti inevitabili. Se da un lato l’UE fa tutto il possibile per mitigare i cambiamenti climatici, dentro e fuori i propri confini, dall’altro dobbiamo anche prepararci per affrontarne le ineluttabili conseguenze. Da ondate di calore mortali e siccità devastanti, a foreste decimate e coste erose dall’innalzamento del livello dei mari, i cambiamenti climatici hanno già pesanti ripercussioni in Europa e nel mondo. Prendendo le mosse dalla strategia di adattamento ai cambiamenti climatici del 2013, l’obiettivo delle proposte odierne è spostare l’attenzione dalla comprensione del problema alla definizione di soluzioni e passare dalla pianificazione all’attuazione.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, ha affermato: “La pandemia di COVID-19 ci ha ricordato con durezza che una preparazione insufficiente può avere conseguenze disastrose. Non esiste alcun vaccino contro la crisi climatica, ma possiamo ancora combatterla e prepararci ai suoi effetti inevitabili – che si fanno già sentire sia all’interno che all’esterno dell’Unione europea. La nuova strategia di adattamento ai cambiamenti climatici ci consente di accelerare e approfondire i preparativi. Se ci prepariamo oggi, possiamo ancora costruire un domani resiliente ai cambiamenti climatici.”

Le perdite economiche dovute alla maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi sono in aumento e quelle conteggiate in UE superano già, da sole, una media di 12 miliardi di € l’anno. Stime prudenti mostrano che esporre l’economia odierna dell’UE a un riscaldamento globale di 3 °C rispetto ai livelli preindustriali comporterebbe una perdita annua di almeno 170 miliardi di €. I cambiamenti climatici non incidono solo sull’economia, ma anche sulla salute e sul benessere dei cittadini europei, che soffrono sempre più a causa delle ondate di calore: a livello mondiale, la catastrofe naturale più letale del 2019 è stata l’ondata di calore che ha colpito l’Europa provocando 2 500 vittime.

L’azione in materia di adattamento ai cambiamenti climatici deve coinvolgere tutte le componenti della società e tutti i livelli di governance, all’interno e all’esterno dell’UE. Lavoreremo per costruire una società resiliente ai cambiamenti climatici migliorando la conoscenza dei loro effetti e delle soluzioni di adattamento; intensificando la pianificazione dell’adattamento e la valutazione del rischio climaticoaccelerando l’azione di adattamento e contribuendo a rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici a livello mondiale.

Adattamento più intelligente, rapido e sistemico

Le azioni di adattamento devono basarsi su dati affidabili e strumenti di valutazione dei rischi a disposizione di tutti — dalle famiglie che acquistano, costruiscono e ristrutturano abitazioni alle imprese delle regioni costiere o agli agricoltori che pianificano le proprie colture. A tale scopo la strategia propone interventi che facciano avanzare le frontiere della conoscenza sull’adattamento così da consentire di migliorare la qualità e la quantità dei dati raccolti sui rischi e le perdite connessi al clima, e di metterli a disposizione di tutti. Climate-ADAPT, la piattaforma europea per le conoscenze sull’adattamento, sarà potenziata e ampliata e sarà affiancata da un osservatorio per la salute destinato a monitorare, analizzare e prevenire meglio gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute.

Poiché i cambiamenti climatici hanno ripercussioni a tutti i livelli della società e in tutti i settori dell’economia, le azioni di adattamento devono essere sistemiche. La Commissione continuerà a integrare le considerazioni relative alla resilienza ai cambiamenti climatici in tutti i pertinenti settori d’intervento e sosterrà l’ulteriore sviluppo e attuazione di strategie e piani di adattamento, con tre priorità trasversali: integrare l’adattamento nella politica macrofinanziariasoluzioni per l’adattamento basate sulla natura e azioni di adattamento locale.

Intensificare l’azione internazionale

Le politiche in materia di adattamento ai cambiamenti climatici devono andare di pari passo con la nostra leadership mondiale nella mitigazione dei cambiamenti climatici. L’accordo di Parigi ha stabilito un obiettivo globale in materia di adattamento e ha sottolineato che l’adattamento è un fattore chiave per lo sviluppo sostenibile. L’UE promuoverà approcci subnazionali, nazionali e regionali all’adattamento, con particolare attenzione all’adattamento in Africa e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo. A livello internazionale aumenteremo il sostegno alla resilienza e alla preparazione ai cambiamenti climatici fornendo risorse, dando priorità all’azione e aumentando l’efficacia, aumentando i finanziamenti internazionali e rafforzando l’impegno e gli scambi globali in materia di adattamento. Collaboreremo inoltre con i partner internazionali per colmare il divario nei finanziamenti internazionali per il clima.

Contesto

I cambiamenti climatici sono già in atto ed è per questo che dobbiamo costruire un futuro più resiliente. Si è appena concluso il decennio più caldo mai registrato per il nostro pianeta, nel corso del quale il record dell’anno più caldo è stato battuto otto volte. La frequenza e la gravità degli eventi climatici e meteorologici estremi sono in aumento e vanno da incendi boschivi senza precedenti e ondate di calore al di sopra del Circolo polare artico a siccità devastanti nella regione mediterranea, e dagli uragani che funestano le regioni ultraperiferiche dell’UE alle foreste decimate come mai prima da infestazioni di bostrico tipografo in Europa centrale e orientale. Eventi che si manifestano lentamente, come la desertificazione, la perdita di biodiversità, il degrado del suolo e degli ecosistemi, l’acidificazione degli oceani o l’innalzamento del livello del mare, sono altrettanto distruttivi nel lungo periodo.

La Commissione europea ha annunciato questa nuova e più ambiziosa strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici nella comunicazione sul Green Deal europeo, a seguito di una valutazione della strategia 2013 condotta nel 2018 e di una consultazione pubblica aperta svoltasi tra maggio e agosto 2020. La proposta di legge europea sul clima getta le basi per una maggiore ambizione e coerenza delle politiche in materia di adattamento, integrando nel diritto dell’UE l’obiettivo globale in materia di adattamento sancito all’articolo 7 dell’accordo di Parigi e l’azione dell’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 13. Con essa l’UE e gli Stati membri si impegnano a compiere progressi costanti per aumentare la capacità di adattamento, rafforzare la resilienza e ridurre la vulnerabilità ai cambiamenti climatici e la nuova strategia di adattamento contribuirà a trasformare questi progressi in realtà.

Per ulteriori informazioni

Strategia UE 2020 di adattamento ai cambiamenti climatici

Sito web sull’adattamento ai cambiamenti climatici

Green Deal europeo

Contenuti video sull’adattamento ai cambiamenti climatici

 

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L’UE istituisce nuovi partenariati europei e investe quasi 10 miliardi di EUR per la transizione verde e digitale

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disegno casa ecologica

 

 

Oggi la Commissione ha proposto di istituire 10 nuovi partenariati europei  tra l’Unione europea, gli Stati membri e/o l’industria.

 

L’obiettivo è quello di accelerare la transizione verso un’Europa verde, climaticamente neutra e digitale e migliorare la resilienza e la competitività dell’industria europea. L’UE erogherà quasi 10 miliardi di € di finanziamenti e i partner metteranno a disposizione almeno un importo equivalente in investimenti. Si prevede che insieme questi contributi mobiliteranno ulteriori investimenti a sostegno delle transizioni e creeranno effetti positivi a lungo termine sull’occupazione, sull’ambiente e sulla società.

I partenariati europei istituzionalizzati proposti, alcuni dei quali si basano su imprese comuni esistenti, mirano a migliorare la preparazione e la risposta dell’UE alle malattie infettive, sviluppare aeromobili efficienti a basse emissioni di carbonio per un’aviazione pulita, sostenere l’uso di materie prime biologiche rinnovabili nella produzione di energia, garantire la leadership europea nelle tecnologie e nelle infrastrutture digitali e aumentare la competitività del trasporto ferroviario.

I partenariati europei sono approcci previsti da Orizzonte Europa, il nuovo programma di ricerca e innovazione dell’UE (2021-2027). Sono volti a migliorare e accelerare lo sviluppo e l’adozione di nuove soluzioni innovative in diversi settori mediante la mobilitazione di risorse pubbliche e private. Essi contribuiranno inoltre al conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo e rafforzeranno lo Spazio europeo della ricerca. I partenariati sono aperti a un’ampia gamma di partner pubblici e privati, quali l’industria, le università, le organizzazioni di ricerca, gli organismi investiti di attribuzioni di servizio pubblico a livello locale, regionale, nazionale o internazionale e le organizzazioni della società civile, comprese le fondazioni e le ONG.

Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa.

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Programma LIFE: l’UE investe 121 milioni di € in progetti a favore dell’ambiente, della natura e dell’azione per il clima

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La Commissione europea ha annunciato oggi investimenti per 121 milioni di € in nuovi progetti integrati nell’ambito del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima

 

 

 

La Commissione europea ha annunciato oggi investimenti per 121 milioni di € in nuovi progetti integrati nell’ambito del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima. Questa somma – aumentata del 20 % rispetto allo scorso anno – stimolerà la ripresa verde e aiuterà Belgio, Germania, Irlanda, Francia, Ungheria, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovacchia a raggiungere i loro obiettivi ambientali. Si prevede che nei progetti integrati confluiranno ingenti fondi supplementari: gli Stati membri potranno quindi contare anche su altre fonti di finanziamento dell’UE, compresi i fondi agricoli, strutturali, regionali e per la ricerca, oltre ai fondi nazionali e agli investimenti del settore privato.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha dichiarato:

“Per realizzare il Green Deal europeo dobbiamo iniziare a mobilitare le risorse senza precedenti messe a disposizione per la transizione verde in Europa dal bilancio a lungo termine dell’UE e dal fondo per la ripresa. I progetti integrati LIFE promuovono interventi concreti che contribuiscono a proteggere l’ambiente, ripristinare la natura e rafforzare la biodiversità. Con questi investimenti aiutiamo paesi e regioni a reagire alle crisi sul fronte del clima e della biodiversità e a costruire un futuro giusto e sostenibile.”

Il Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, ha aggiunto:

“Sono impaziente di vedere come questo nuovo investimento contribuirà a rendere più verde l’economia, a dare nuovo vigore alla natura e alla biodiversità e a migliorare la resilienza di questi 11 paesi di fronte ai cambiamenti climatici. I progetti integrati LIFE permettono agli Stati membri di introdurre veri cambiamenti a favore dell’ambiente e della vita delle persone: rispetto ai progetti LIFE tradizionali rendono infatti disponibili ben più fondi e capacità da destinare a strategie a lungo termine.”

I nuovi finanziamenti LIFE, più cospicui, sosterranno 12 progetti su larga scala connessi all’ambiente e al clima in 11 Stati membri.

progetti integrati(link is external) migliorano la qualità della vita dei cittadini aiutando gli Stati membri a conformarsi alla normativa dell’UE in sei settori: natura, acqua, aria, rifiuti, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai cambiamenti climatici. Sostengono i piani necessari per attuare la legislazione in materia di ambiente e clima in modo coordinato e su vasta scala territoriale. Gli investimenti annunciati oggi nel quadro del programma LIFE saranno in grado di mobilitare importanti finanziamenti complementari provenienti da altre fonti UE, compresi i fondi agricoli, regionali e strutturali e Orizzonte 2020, oltre ai contributi di attori nazionali e regionali e di investitori privati.

Breve panoramica dei progetti

Conservazione della natura: cinque progetti naturalistici in Lettonia, Slovacchia, Italia, Paesi Bassi e Germania favoriranno il ripristino degli ecosistemi naturali, in linea con la strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, migliorando la gestione della rete Natura 2000 e i collegamenti fra aree protette. Ne beneficeranno vari habitat e specie, tra cui foreste, fiumi, terreni agricoli, pascoli, torbiere, specie acquatiche e avicole.

Acqua: un progetto introdurrà misure per migliorare la qualità dell’acqua nella regione francese dei Paesi della Loira, mentre un altro contribuirà a ripulire il bacino idrografico del fiume Pilica, in Polonia, attraverso azioni pilota incentrare sulle infrastrutture blu e verdi e altre iniziative, il tutto a sostegno della direttiva quadro dell’UE sulle acque.

Gestione dei rifiuti: un progetto belga ridurrà i rifiuti di plastica promuovendo la sostenibilità – dal miglioramento della durata di vita dei prodotti alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclaggio dei rifiuti – nell’intento di sostenere il piano d’azione dell’UE per l’economia circolare.

Mitigazione dei cambiamenti climatici: un progetto affronterà la dipendenza dell’Ungheria dalla lignite, sfruttando i finanziamenti LIFE per aiutare le autorità a decarbonizzare progressivamente la centrale elettrica di Mátra mediante la sostituzione dei generatori alimentati a lignite con soluzioni tecnologiche a basse emissioni di carbonio. Il programma LIFE favorirà anche l’attuazione del piano d’azione regionale per il clima e l’energia nella regione polacca di Małopolska al fine di garantire una transizione giusta. Infine, un progetto in Irlanda ripristinerà circa 10 000 ettari di torbiere, che vantano grandi capacità di stoccaggio del carbonio: si tratta di una superficie equivalente all’incirca a quella della città di Dublino.

Adattamento ai cambiamenti climatici: i fondi del programma LIFE aiuteranno l’arcipelago portoghese delle Azzorre a diventare più resiliente ai cambiamenti climatici. Il gruppo responsabile del progetto contribuirà infatti ad attuare il programma regionale di adattamento ai cambiamenti climatici sulle nove isole.

I progetti sono illustrati nell’allegato del presente comunicato stampa.

Contesto

Il programma LIFE è lo strumento finanziario dell’UE per l’ambiente e l’azione per il clima. Attivo dal 1992, ha cofinanziato più di 5 500 progetti nell’UE e oltre; il numero di progetti in corso si attesta costantemente sui 1 100. La dotazione per il periodo 2014-2020 era pari a 3,4 miliardi di € a prezzi correnti, mentre l’accordo politico sul bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027 prevede una dotazione di 5,4 miliardi di € a prezzi correnti, con un aumento di quasi il 60 %.

progetti integrati LIFE sono stati introdotti per consentire alle autorità degli Stati membri di attuare nella massima misura possibile la normativa in materia di ambiente e di clima. Offrono finanziamenti a piani, programmi e strategie sviluppati a livello regionale, multiregionale o nazionale e aiutano gli Stati membri a rispettare le norme fondamentali dell’UE in sei settori: natura, acqua, aria, rifiuti, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai cambiamenti climatici.

La peculiarità dei progetti integrati consiste nel permettere agli Stati membri di attingere anche da altre fonti di finanziamento dell’UE, compresi i fondi agricoli, strutturali, regionali e per la ricerca, nonché dai fondi nazionali e dagli investimenti del settore privato.

Per ulteriori informazioni

Allegato – descrizione dei progetti

Programma LIFE 

Progetti integrati LIFE
Green Deal europeo

Foto e video sulla biodiversità

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La Commissione europea e grandi chef incoraggiano il consumo sostenibile di pesce e frutti di mare

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pesce nel piatto

La Commissione europea ha avviato “Il mare in bocca“, una nuova campagna sui social media in cui grandi chef incoraggiano il consumo di pesce e frutti di mare catturati o prodotti in modo sostenibile. La campagna arriva in un momento in cui pescatori e acquacoltori si trovano ad affrontare l’impatto economico delle misure sanitarie legate alla lotta contro la pandemia di COVID-19, come i vari blocchi o la chiusura di ristoranti e servizi di ristorazione, che rappresentano i principali sbocchi per i loro prodotti.

Con questa campagna la Commissione intende anche sensibilizzare i consumatori all’importanza del consumo locale, stagionale e sostenibile. Se prodotti o catturati correttamente, pesce e frutti di mare possono occupare un posto importante in una dieta sostenibile, con un’impronta ambientale e di carbonio molto più bassa rispetto alla maggior parte delle proteine animali di origine terrestre.

Il Commissario europeo per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, ha dichiarato: “La responsabilità dei consumatori è fondamentale per conseguire abitudini più sostenibili. Collaborando con alcuni degli chef più famosi d’Europa, vogliamo sensibilizzare i consumatori all’importanza che le scelte individuali quanto a prodotti ittici hanno per la salute dei mari, e al tempo stesso vogliamo sostenere i produttori acquicoli dell’UE e appoggiare il recupero sostenibile delle nostre zone costiere.

Nei prossimi tre mesi i migliori chef di nove paesi dell’UE (Belgio, Danimarca, Francia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna) condivideranno le loro ricette a base di pesce e crostacei. Altri paesi seguiranno alla fine dell’anno. Nel corso della campagna, la Commissione presenterà anche le sfide e le complessità del settore. Sin dall’inizio della pandemia di COVID-19, la Commissione ha adottato una serie di misure temporanee e mirate rivolte alle sfide che la comunità dei prodotti ittici deve affrontare, quali modifiche eccezionali e misure di flessibilità del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca per una ridistribuzione semplificata delle risorse finanziarie.

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Green Deal europeo: la Commissione avvia una consultazione pubblica sulla nuova strategia UE per il suolo

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La Commissione ha avviato oggi una consultazione pubblica online sullo sviluppo di una nuova strategia dell’UE per il suolo.

 

I suoli sani sono fondamentali per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, quali la neutralità climatica, il ripristino della biodiversità, l’inquinamento zero, sistemi alimentari sani e sostenibili e un ambiente resistente. Eppure i nostri suoli si degradano a causa di una gestione non sostenibile, dello sfruttamento eccessivo, dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento. Per questo motivo, la strategia UE sulla biodiversità per il 2030 ha annunciato l’adozione di una nuova strategia per il suolo nel 2021.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Un quarto della biodiversità del nostro pianeta si trova nel suolo. Abbiamo letteralmente un tesoro sotto i piedi, e il nostro cibo e il nostro futuro dipendono da questo tesoro. Dobbiamo dotare l’Unione europea di una solida strategia per il suolo che ci consenta di raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi in materia di clima, biodiversità e sicurezza alimentare, e intensificare gli sforzi per gestire il suolo in modo tale da rispondere alle esigenze dei cittadini, della natura e del clima.”

L’obiettivo della nuova strategia UE per il suolo consisterà nell’affrontare in modo globale le questioni relative al suolo e al terreno e nel contribuire a raggiungere entro il 2030 la neutralità in termini di degrado del suolo, vale a dire rendere nuovamente sano tanto suolo quanto ne è stato degradato dall’attività umana. Si tratta di una delle finalità chiave degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Terreni sani producono cibo e materie prime, puliscono l’acqua potabile, riducono il rischio di alluvioni e immagazzinano enormi quantità di carbonio. La strategia esaminerà pertanto come proteggere la fertilità del suolo, ridurre l’erosione e aumentare la materia organica del suolo, tenendo conto degli impegni internazionali dell’UE. I cittadini, le organizzazioni e i soggetti interessati sono invitati a partecipare alla consultazione pubblica, che rimarrà aperta per 12 settimane, fino al 27 aprile 2021. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa.

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I ministri dell’Unione per il Mediterraneo si impegnano a rafforzare l’economia blu e a promuovere la crescita sostenibile

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I ministri degli Stati membri dell’Unione per il Mediterraneo, compresi l’Unione europea e i 15 paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, si incontrano oggi per compiere un importante passo avanti in direzione di un’economia blu sostenibile nel Mediterraneo.

I ministri adotteranno una dichiarazione in cui si impegneranno a collaborare strettamente per affrontare le sfide comuni nei settori economici chiave connessi alla gestione e alla conservazione degli oceani. L’obiettivo è promuovere la ripresa economica della regione e affrontare le sfide ambientali e climatiche.

Il Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, ha dichiarato: “Oggi i ministri dell’Unione per il Mediterraneo hanno concordato una transizione a un’economia blu realmente sostenibile, nel quadro della nostra strategia di ripresa dopo la pandemia di COVID-19 e di lotta alle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale. Si tratta di un passo decisivo per una gestione sostenibile del Mediterraneo — il nostro mare comune — e di un contributo alle ambizioni del Green Deal europeo.”

Sei anni dopo la prima dichiarazione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo sull’economia blu, i ministri concorderanno il migliore impiego dei cluster marittimi e la pianificazione dello spazio marittimo. Saranno realizzati nuovi progetti e attività comuni per sostenere la transizione a tecnologie a basse emissioni e a un’economia blu circolare, che riguarderanno anche le competenze per le attività economiche oceaniche e costiere, la lotta contro i rifiuti marini, le energie marine rinnovabili e il turismo orientato alla natura. La regione mediterranea, dove si registra un riscaldamento più rapido del 20% rispetto alla media mondiale, è fortemente esposta ai cambiamenti climatici, e le ricadute sull’ambiente marino sono tangibili. La situazione non migliorerà se non saranno adottate ulteriori misure di mitigazione e adattamento per ridurre le emissioni di carbonio e rafforzare la resilienza degli habitat marini e costieri. Per maggiori informazioni si veda il comunicato stampa.

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Ripresa verde: il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans partecipa alla sessione del Forum di Davos sul tema “Stimolare la transizione verde in Europa”

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Questo pomeriggio il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans partecipa alla sessione del Forum di Davos dedicata al tema “Stimolare la transizione verde in Europa“.

 

 

L’Unione europea si è impegnata a diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 e il Green Deal è il pilastro centrale della ripresa economica dopo la pandemia di COVID-19. Sfruttando la ripresa economica per stimolare la transizione verde si contribuirà a costruire un’Europa più sostenibile, resiliente e giusta.

Con il suo programma di ripresa senza precedenti, Next Generation EU, l’UE dispone di più finanziamenti pubblici che mai per contribuire a plasmare questa transizione. Il 30% del bilancio settennale dell’UE sarà destinato all’azione per il clima e il 37% dei 672,5 miliardi di € del dispositivo per la ripresa e la resilienza, il programma faro di Next Generation EU, sarà dedicato alle priorità del Green Deal. Tutti i fondi dell’UE inoltre devono rispettare il principio di non nuocere in modo significativo all’azione per il clima e l’ambiente.

I finanziamenti pubblici da soli non basteranno e il settore privato dovrà contribuire in modo significativo per rendere la necessaria transizione un successo globale. Il 2021 è un anno cruciale per l’azione per il clima a livello internazionale ed è necessario uno sforzo globale per conseguire gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

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