Riunione straordinaria del Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori”

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Sala Consiglio europeo

Domani la Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides e il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič parteciperanno a una riunione straordinaria del Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” sull’emergenza coronavirus.

La Commissione europea continua a lavorare su tutti i fronti per sostenere le iniziative di contrasto del virus, puntando sul coordinamento e la collaborazione costanti con gli Stati membri per condividere informazioni, analizzare i bisogni e garantire una preparazione e una risposta coerenti in tutta l’UE. Per aumentare l’efficacia di questo sforzo collettivo, il Consiglio riunirà i Ministri della Sanità dell’UE per uno scambio di opinioni sull’emergenza coronavirus e per discutere di soluzioni volte ad impedirne la diffusione nell’UE. Il Consiglio dovrebbe anche adottare conclusioni relative alla risposta dell’Unione all’emergenza.

La riunione inizierà alle 10.00 e al termine è prevista una conferenza stampa della Commissaria Kyriakides, che sarà trasmessa in diretta qui. Maggiori informazioni sulla risposta dell’UE all’emergenza coronavirus sono disponibili sul sito della DG SANTE.

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2° dialogo UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile

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Oggi a Bruxelles si apre il 2° dialogo UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile, dal titolo “Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile”, finalizzato a promuovere la cooperazione UE-ASEAN per attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e l’accordo di Parigi. Il dialogo sottolinea il sostegno politico alla dimensione di sviluppo sostenibile della cooperazione UE-ASEAN.

Questa mattina Jutta Urpilainen, Commissaria europea per i Partenariati internazionali, ha aperto il dialogo insieme a Don Pramudwinai, Ministro degli Esteri della Thailandia, che copresiede a nome dell’ASEAN. La Commissaria ha dichiarato: “Lavoriamo già bene insieme su temi quali il consumo e la produzione sostenibili, la conservazione della biodiversità, l’uso sostenibile delle torbiere e la mitigazione delle nebbie inquinanti. Ora, con il Green Deal europeo, l’UE è pronta a passare al livello successivo. Insieme all’ASEAN e a tutti i nostri partner, cerchiamo di favorire una trasformazione duratura e sostenibile delle nostre società e delle nostre economie”.

Il dialogo riunisce alti funzionari dell’UE e dell’ASEAN per discutere di cambiamenti climatici, crescita e finanziamenti verdi, integrazione delle regioni nello sviluppo inclusivo e sostenibile, parità di genere e emancipazione economica delle donne. Partecipano anche rappresentanti dei presidenti delle commissioni settoriali pertinenti del Parlamento europeo, dell’OCSE, di agenzie dell‘ONU, del centro dell’ASEAN responsabile degli studi e del dialogo sullo sviluppo sostenibile, nonché rappresentanti del settore privato sia europei che dell’ASEAN.

Una scheda informativa sulle relazioni UE-ASEAN è disponibile qui.

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Conferenza delle parti interessate sulla prima normativa europea sul clima

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european climate logo

Domani la Commissione ospiterà una conferenza pubblica di alto livello sulla normativa europea sul clima, per coinvolgere le parti interessante in un dibattito aperto in vista dell’adozione della proposta della Commissione il mese prossimo.

Negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen, la Commissione si è impegnata ad adottare una normativa europea sul clima nei primi 100 giorni dal suo insediamento. La normativa sul clima tradurrà in legislazione l’impegno dell’UE a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e traccerà la direzione di marcia dell’azione per il clima dell’UE, garantendo prevedibilità agli investitori e rendendo la trasformazione irreversibile.

La conferenza riunirà un’ampia gamma di parti interessate, compresi rappresentanti delle imprese, della ricerca e della società civile. Questi ultimi interverranno insieme ai Vicepresidenti esecutivi Frans Timmermans e Valdis Dombrovskis e ad alcuni Ministri e membri del Parlamento europeo.

Maggiori informazioni, incluso il programma completo della conferenza, sono disponibili qui. Le iscrizioni sono chiuse, ma sarà possibile seguire l’evento in diretta in streaming.

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Finanziare la transizione verde: il piano di investimenti del Green Deal europeo e il meccanismo per una transizione giusta

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mani che tengono soldi e piantaL’Unione europea si è impegnata a diventare il primo blocco di Paesi al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, obiettivo che richiede notevoli investimenti sia pubblici (a livello dell’UE e degli Stati membri) che privati.

Il piano di investimenti del Green Deal europeo presentato oggi – il cosiddetto “piano di investimenti per un’Europa sostenibile” – farà leva sugli strumenti finanziari dell’UE, in particolare InvestEU, per mobilitare investimenti pubblici e fondi privati che si dovrebbero tradurre in almeno 1 000 miliardi di € di investimenti.

Sebbene tutti gli Stati membri, le regioni e i settori debbano contribuire alla transizione, la portata della sfida non è la stessa per tutti: alcune regioni saranno particolarmente colpite e subiranno una profonda trasformazione socioeconomica. Il meccanismo per una transizione giusta fornirà loro sostegno pratico e finanziario su misura al fine di aiutare i lavoratori e generare gli investimenti locali necessari.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Al centro del Green Deal europeo, che racchiude la nostra visione per un’Europa climaticamente neutra entro il 2050, ci sono le persone. La trasformazione che ci si prospetta è senza precedenti e avrà successo solo se è giusta e va a beneficio di tutti. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento. Il piano presentato oggi, finalizzato a mobilitare almeno 1 000 miliardi di €, indicherà la rotta da seguire e provocherà un’ondata di investimenti verdi.”

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha affermato: “L’indispensabile transizione verso la neutralità climatica migliorerà il benessere delle persone e aumenterà la competitività europea, ma sarà più impegnativa per i cittadini, i settori e le regioni che dipendono in maggior misura dai combustibili fossili. Il meccanismo per una transizione giusta aiuterà chi ne ha più bisogno, rendendo più attraenti gli investimenti e proponendo un pacchetto di sostegno pratico e finanziario del valore di almeno 100 miliardi di €. È così che ci impegniamo a perseguire la solidarietà e l’equità.”

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha aggiunto: “Affinché l’Europa possa diventare un’economia climaticamente neutra servono impegno politico e investimenti ingenti. Il Green Deal testimonia la nostra determinazione nell’affrontare i cambiamenti climatici, a cui ora diamo seguito con un piano di finanziamento. Intendiamo innanzitutto fare leva sul bilancio dell’UE per mobilitare fondi privati a favore dei progetti verdi in tutta Europa e sostenere le regioni e le popolazioni maggiormente colpite dalla transizione. In secondo luogo introdurremo i giusti incentivi normativi per consentire la diffusione degli investimenti verdi. Da ultimo, ma non per importanza, aiuteremo le autorità pubbliche e gli attori del mercato a individuare e sviluppare questi progetti. L’Unione europea non è stata costruita in un giorno e lo stesso vale per un’Europa verde. Mettere la sostenibilità al centro dei nostri investimenti impone un cambio di mentalità: quello di oggi è un passo importante in tal senso.”

Il piano di investimenti del Green Deal europeo

Il piano di investimenti del Green Deal europeo mobiliterà i fondi dell’UE e creerà un contesto in grado di agevolare e stimolare gli investimenti pubblici e privati necessari ai fini della transizione verso un’economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva. Il piano, che integra altre iniziative annunciate nel quadro del Green Deal, si articola in tre dimensioni:

  • finanziamento: mobilitare almeno 1 000 miliardi di € di investimenti sostenibili nei prossimi dieci anni. Il bilancio dell’UE destinerà all’azione per il clima e l’ambiente una quota di spesa pubblica senza precedenti, attirando i fondi privati, e in questo contesto la Banca europea per gli investimenti svolgerà un ruolo di primo piano;
  • quadro favorevole agli investimenti: prevedere incentivi per sbloccare e riorientare gli investimenti pubblici e privati. L’UE fornirà strumenti utili agli investitori, facendo della finanza sostenibile un pilastro del sistema finanziario. Agevolerà inoltre gli investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche incoraggiando pratiche di bilancio e appalti verdi e mettendo a punto soluzioni volte a semplificare le procedure di approvazione degli aiuti di Stato nelle regioni interessate dalla transizione giusta;
  • sostegno pratico: la Commissione fornirà sostegno alle autorità pubbliche e ai promotori in fase di pianificazione, elaborazione e attuazione dei progetti sostenibili.

Il meccanismo per una transizione giusta

Il meccanismo per una transizione giusta è uno strumento chiave per garantire che la transizione verso un’economia climaticamente neutra avvenga in modo equo e non lasci indietro nessuno. Fermo restando che il piano di investimenti del Green Deal europeo si prefigge di soddisfare le esigenze di finanziamento di tutte le regioni, il meccanismo fornirà un sostegno mirato a quelle più colpite nell’intento di mobilitare almeno 100 miliardi di € nel periodo 2021-2027, attenuando così l’impatto socioeconomico della transizione. Contribuirà a generare gli investimenti di cui necessitano i lavoratori e le comunità che dipendono dalla catena del valore dei combustibili fossili. Il meccanismo si aggiunge al sostanzioso contributo fornito dal bilancio dell’Unione tramite tutti gli strumenti direttamente pertinenti alla transizione.

Il meccanismo per una transizione giusta consterà di tre fonti principali di finanziamento:

1) il Fondo per una transizione giusta, per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di € di nuovi fondi UE, che si sommano alla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine. Per poterne beneficiare gli Stati membri dovranno individuare i territori ammissibili mediante appositi piani territoriali per una transizione giusta, di concerto con la Commissione. Dovranno inoltre impegnarsi a integrare ogni euro versato dal Fondo con contributi dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo Plus, nonché con risorse nazionali supplementari. Ciò dovrebbe tradursi in finanziamenti totali dell’ordine di 30-50 miliardi di €, che mobiliteranno a loro volta ulteriori investimenti. Il Fondo per una transizione giusta concederà principalmente sovvenzioni alle regioni: sosterrà i lavoratori, aiutandoli ad esempio ad acquisire abilità e competenze spendibili sul mercato del lavoro del futuro, e appoggerà le PMI, le start-up e gli incubatori impegnati a creare nuove opportunità economiche in queste regioni. Sosterrà anche gli investimenti a favore della transizione all’energia pulita, tra cui quelli nell’efficienza energetica;

2) un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU, che punta a mobilitare fino a 45 miliardi di € di investimenti. Lo scopo è attrarre investimenti privati a beneficio delle regioni interessate, ad esempio nei settori dell’energia sostenibile e dei trasporti, e aiutare le economie locali a individuare nuove fonti di crescita; 

3) uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di €. Servirà ad accordare prestiti al settore pubblico, destinati ad esempio agli investimenti nelle reti di teleriscaldamento e alla ristrutturazione edilizia. La Commissione presenterà la relativa proposta legislativa a marzo 2020.

Il meccanismo per una transizione giusta, tuttavia, non è circoscritto ai finanziamenti. Tramite la piattaforma per una transizione giusta la Commissione offrirà assistenza tecnica agli Stati membri e agli investitori e garantirà il coinvolgimento delle comunità interessate, delle autorità locali, dei partner sociali e delle organizzazioni non governative. Il meccanismo per una transizione giusta potrà contare su un solido quadro di governance basato su piani territoriali specifici.

Contesto

L’11 dicembre 2019, mossa dall’ambizione di rendere l’UE il primo blocco di Paesi al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, la Commissione ha presentato il Green Deal europeo. La transizione verso un’economia sostenibile comporta sforzi notevoli sul fronte degli investimenti in tutti i settori: per raggiungere gli attuali obiettivi 2030 in materia di clima ed energia saranno necessari investimenti aggiuntivi pari a 260 miliardi di € l’anno fino al 2030.

Il successo del piano di investimenti del Green Deal europeo dipenderà dall’impegno di tutti gli attori coinvolti. È essenziale che gli Stati membri e il Parlamento europeo mantengano l’alto livello di ambizione della proposta della Commissione durante i negoziati sul prossimo quadro finanziario. Altrettanto importante sarà la rapida adozione della proposta di regolamento sul Fondo per una transizione giusta.

La Commissione seguirà da vicino e valuterà i progressi compiuti in questo percorso. In quest’ottica organizzerà un summit annuale sugli investimenti sostenibili rivolto a tutti i portatori di interessi pertinenti e continuerà ad adoperarsi per promuovere e finanziare la transizione. La Commissione invita gli investitori a trarre il massimo vantaggio dal contesto normativo favorevole e dalla crescente domanda di investimenti sostenibili. Esorta inoltre le autorità ad assumere un ruolo attivo nell’individuare e sostenere questi investimenti.

Per ulteriori informazioni

MEMO: Presentazione del piano di investimenti del Green Deal europeo e del meccanismo per una transizione giusta

Schede informative:

Comunicazione della Commissione sul piano di investimenti per un’Europa sostenibile

Proposta di regolamento che istituisce il Fondo per una transizione giusta

Modifiche del regolamento sulle disposizioni comuni

Il Green Deal europeo

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Più alveari e apicoltori grazie al sostegno dell’UE

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api sui fiori di lavanda

Il numero di alveari e di apicoltori nell’UE è aumentato nel corso degli anni, consentendo un incremento del 16 % della produzione di miele nell’UE tra il 2014 e il 2018. È questa una delle conclusioni principali della relazione sull’attuazione dei programmi apicoli nell’UE, pubblicata oggi dalla Commissione europea.

Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura, ha dichiarato: “Il settore dell’apicoltura è fondamentale per l’agricoltura e per la biodiversità in generale. Dobbiamo incoraggiare gli apicoltori in tutta l’UE. È per questo che sostengo pienamente l’aumento da 120 a 180 milioni di euro dei finanziamenti dell’UE per i prossimi programmi apicoli triennali nel quadro della proposta della Commissione per il prossimo bilancio agricolo.”

La relazione presentata oggi traccia una panoramica del settore e analizza l’attuazione delle misure di sostegno messe in atto nell’UE con i programmi apicoli.

Con 17,5 milioni di alveari, gestiti da 650 000 apicoltori, nel 2018 l’UE ha prodotto 280 000 tonnellate di miele. L’apicoltura è praticata in tutti gli Stati membri dell’UE e l’Unione europea è il secondo produttore mondiale di miele.

L’UE cofinanzia i programmi apicoli, che sono formulati a livello nazionale in cooperazione con il settore per migliorare le condizioni del settore dell’apicoltura e la commercializzazione dei relativi prodotti. I programmi hanno una durata di tre anni, e nel triennio 2017-2019 l’UE ha messo a disposizione un contribuito annuo di 36 milioni di euro, importo raddoppiato grazie ai contributi nazionali. Per il triennio 2020-2022 il contributo annuale dell’UE è passato da 36 milioni di euro a 40 milioni di euro. I fondi sono assegnati a ciascuno Stato membro sulla base del numero di alveari comunicato all’UE.

Nel 2018, tra le otto misure ammissibili per i programmi apicoli, le azioni di assistenza tecnica (ad esempio, formazione, sostegno per l’acquisto di attrezzature tecniche, sostegno ai giovani apicoltori) e le azioni di lotta contro gli aggressori degli alveari hanno ricevuto la maggior parte dei finanziamenti disponibili, con una percentuale complessiva del 60 %. Il ripopolamento del patrimonio apicolo e l’assistenza nella gestione dei movimenti degli alveari durante la stagione della fioritura hanno ricevuto complessivamente oltre il 30 % dei fondi. Le altre misure ammissibili riguardano la ricerca applicata, l’analisi dei prodotti dell’apicoltura, il miglioramento dei prodotti e il monitoraggio del mercato.

Per quanto riguarda la PAC post-2020, la Commissione ha proposto di includere i programmi apicoli nei piani strategici della PAC. Questi piani, elaborati a livello nazionale, definiscono le modalità secondo le quali ciascuno Stato membro intende conseguire gli obiettivi della PAC. Sarà in tal modo accresciuta la visibilità del settore dell’apicoltura, garantendone allo stesso tempo il contributo agli obiettivi generali della PAC, anche per quanto riguarda l’azione per il clima.

I programmi saranno inoltre resi obbligatori per gli Stati membri, così da garantire l’adozione e il sostegno continui.

Per maggiori informazioni

Relazione sull’attuazione dei programmi apicoli

Il miele nell’UE

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Valutazione della legislazione dell’UE sulle acque

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Rubinetto dell'acquaDa un controllo dell’adeguatezza della direttiva quadro sulle acque, delle direttive associate e della direttiva sulle alluvioni emerge che nel complesso sono adeguate allo scopo, ma che la loro efficacia potrebbe essere maggiore. Nonostante i miglioramenti nella protezione dei corpi idrici e nella gestione del rischio di alluvioni, la valutazione evidenzia un livello insufficiente di attuazione delle direttive da parte degli Stati membri e dei settori che incidono fortemente sull’acqua, come l’agricoltura, l’energia e i trasporti.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “La nostra legislazione sulle acque è solida e in grado di proteggere la quantità e la qualità dell’acqua, anche alla luce delle nuove sfide derivanti dai cambiamenti climatici e dagli inquinanti emergenti, come le microplastiche e i prodotti farmaceutici. Ciò nonostante, oltre la metà di tutti i corpi idrici europei non è ancora in buono stato, con conseguenti sfide urgenti per gli Stati membri. Dobbiamo accelerare nell’attuazione di quanto abbiamo concordato e la spinta del Green Deal europeo ci consentirà di compiere questo salto qualitativo.

L’acqua è essenziale per i cittadini europei e per l’economia, ma i cambiamenti climatici e il degrado ambientale esercitano pressioni su questa preziosa risorsa. Alla luce di queste due crisi, gli obiettivi delle direttive UE sulle acque, ovvero combattere l’inquinamento delle acque, ridurre la perdita di biodiversità delle acque dolci e migliorare la resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici, sono più attuali che mai. I risultati della valutazione della direttiva quadro sulle acque, integrata dalla direttiva sugli standard di qualità ambientale e dalla direttiva sulle acque sotterranee, non sono netti. Da un lato, la direttiva quadro sulle acque è riuscita a creare un quadro di governance per la gestione integrata delle risorse idriche per gli oltre 110 000 corpi idrici dell’UE, rallentando il deterioramento dello stato delle acque e riducendo l’inquinamento chimico. Dall’altro, l’attuazione della direttiva ha subito un ritardo notevole e di conseguenza meno della metà dei corpi idrici dell’UE è in buono stato, anche se il termine ultimo per raggiungere questo obiettivo era il 2015. Maggiori informazioni sono disponibili in questa notizia.

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Edizione 2019 della conferenza sulle prospettive agricole dell’UE

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agricultural foodStella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, apriranno l’edizione 2019 della conferenza sulle prospettive agricole dell’UE, che durerà due giorni e sarà dedicata ai temi dell’alimentazione e dell’agricoltura sostenibili. Nei loro discorsi di apertura, i Commissari Wojciechowski e Kyriakides parleranno rispettivamente di agricoltura per il Green Deal e di sostenibilità dal produttore al consumatore.

La conferenza sulle prospettive agricole dell’UE, organizzata dalla Commissione europea, è diventata il principale appuntamento annuale per le parti interessate europee desiderose di impegnarsi e di discutere del futuro dell’agricoltura in Europa e delle sfide che si prospettano. Nella prima giornata, dopo gli interventi dei Commissari, i partecipanti presenteranno e dibatteranno gli sviluppi scientifici e le iniziative in atto per migliorare la sostenibilità economica, ambientale e sociale della produzione, del consumo e del commercio. Alle 10.00 nell’angolo della stampa dell’edificio Charlemagne, il Commissario Wojciechowski incontrerà i giornalisti.

La seconda giornata si aprirà con un dibattito sull’impatto delle esigenze crescenti della società sui prezzi dei prodotti alimentari, seguito da una discussione sulle prospettive dei mercati agricoli dell’UE: colture, biocarburanti, colture specializzate, carne e prodotti lattiero-caseari. Il programma completo della conferenza è disponibile online. Tutte le sessioni del martedì e del mercoledì sono trasmesse in diretta sul web.

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Timmermans e Sinkevičius commentano la relazione sullo stato dell’ambiente 2020

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green deal

 

 

Il Green Deal è un obiettivo prioritario.

 

 

 

 

Oggi Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile del Green Deal europeo, e Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, hanno commentato la sesta relazione sullo stato dell’ambiente dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), insieme al direttore esecutivo dell’agenzia, Hans Bruyninckx. La relazione riporta risultati scientifici importanti e chiari, che sottolineano l’urgenza di agire per proteggere il pianeta.

La Presidente von der Leyen ha fatto del Green Deal europeo la priorità della sua Commissione. Durante la conferenza stampa di stamattina il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans ha dichiarato: “Il rapporto sullo stato dell’ambiente giunge al momento opportuno per darci un ulteriore impulso adesso che ci accingiamo a un nuovo ciclo quinquennale della Commissione europea e ci prepariamo a presentare il Green Deal europeo. Il nostro obiettivo è diventare il primo continente a impatto climatico zero dotato di un’economia interamente circolare grazie all’uso di nuove tecnologie pulite e all’adozione di sistemi di mobilità più puliti ed efficienti e di un’agricoltura più sostenibile, aiutando nel contempo i cittadini ad adattarsi alle nuove opportunità di lavoro e ai cambiamenti nell’industria. Si tratta di una sfida globale ed urgente e di un’opportunità unica per l’Europa.”

Il Commissario Virginijus Sinkevičius ha aggiunto: “La relazione sullo stato dell’ambiente è un documento importante per tutti coloro che si preoccupano del futuro. Il blu e il verde sono i colori della nostra bandiera nell’affrontare la crisi climatica e ambientale. La relazione evidenzia i pericoli per il nostro capitale naturale, le nostre acque e i nostri mari, il suolo, il clima e l’aria. La settimana prossima la Commissione presenterà il Green Deal europeo e il nostro obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la protezione dell’ambiente e l’economia circolare e di tendere all’inquinamento zero. Possiamo appiattire la curva, invertire le tendenze illustrate nella relazione e lavorare insieme per un futuro verde.

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Lo stato dell’ambiente in Europa nel 2020: urge un cambio di rotta per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, invertire il processo di degrado e assicurare il benessere alle generazioni future

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albero_ambiente_pulitoL’Europa non riuscirà a centrare gli obiettivi fissati per il 2030 senza un intervento urgente, nell’arco dei prossimi dieci anni, che affronti l’allarmante tasso di perdita di biodiversità, gli effetti sempre maggiori dei cambiamenti climatici e l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali.

La relazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) sullo “Stato dell’Ambiente”, pubblicata oggi, mostra come l’Europa si trovi di fronte a urgenti sfide ambientali di portata senza precedenti. Tuttavia, secondo quanto emerge dalla relazione, si ravvisano margini di speranza, data la maggiore consapevolezza generale della necessità di cambiare rotta verso un futuro sostenibile, l’adozione di innovazioni tecnologiche, le iniziative dell’UE sempre più numerose ed il potenziamento delle misure dell’UE come ad esempio nel caso del Green Deal europeo.

Secondo il rapporto “L’ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2020en (SOER 2020)”, sebbene le politiche europee sull’ambiente e il clima abbiano contribuito a migliorare la situazione ambientale negli ultimi decenni, i progressi compiuti dall’Europa non sono sufficienti e le prospettive per l’ambiente nei prossimi dieci anni sono tutt’altro che rosee.

Il SOER 2020 è la più completa valutazione ambientale mai effettuata in Europa. Delinea un quadro concreto della situazione dell’Europa per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi strategici del 2020 e del 2030 nonché di quelli a più lungo termine del 2050 per  il conseguimento di un futuro sostenibile a basse emissioni di carbonio. Dalla relazione emerge che, riducendo le emissioni di gas a effetto serra, l’Europa ha già compiuto notevoli progressi nel corso degli ultimi vent’anni in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici. Segnali di miglioramento sono evidenti anche in altri settori, quali quello dell’inquinamento atmosferico e idrico, e con l’adozione di nuove politiche per affrontare il problema dei rifiuti di plastica, per l’adattamento ai cambiamenti climatici nonché per l’economia circolare e la bioeconomia. Da considerare infine anche  l’iniziativa per la finanza sostenibile dell’UE, la prima di questo tipo sul ruolo del settore finanziario nell’indirizzare la necessaria transizione verso un futuro sostenibile.

Appello urgente per potenziare e accelerare il cambiamento

Sebbene tali risultati siano significativi, l’Europa non potrà realizzare la sua visione di sostenibilità – “vivere bene entro i limiti del pianeta” – continuando a promuovere la crescita economica e cercando di gestire gli effetti ambientali e sociali. La relazione sollecita i paesi, i leader e i responsabili politici europei a cogliere l’opportunità di sfruttare i prossimi dieci anni per potenziare e accelerare drasticamente le misure finalizzate a riportare l’Europa sulla traiettoria giusta per raggiungere i suoi obiettivi e le sue finalità politiche di medio e lungo termine in campo ambientale, al fine di evitare cambiamenti e danni irreversibili.

L’attuale gamma di misure politiche europee fornisce una base essenziale per i progressi futuri ma non è sufficiente. Per migliorare, l’Europa deve affrontare alcune sfide in modo diverso e deve ripensare i propri investimenti.

Se si vogliono raggiungere gli obiettivi europei occorrerà concretizzare meglio le politiche attuali e migliorare il coordinamento tra queste ultime. Saranno necessarie anche ulteriori misure politiche per operare un mutamento profondo dei principali sistemi di produzione e di consumo alla base del nostro moderno stile di vita, come ad esempio l’alimentazione, l’energia e la mobilità, i cui effetti sull’ambiente sono sostanziali.

La relazione sottolinea anche l’importanza di come le misure governative possano consentire la transizione verso la sostenibilità e la necessità di modificare l’approccio ai problemi. L’Europa deve, ad esempio, ripensare il modo in cui ricorre alle innovazioni e alle tecnologie esistenti; come potrebbero essere migliorati i processi di produzione; come si potrebbero promuovere la ricerca e lo sviluppo in un contesto di sostenibilità e come si potrebbe stimolare la trasformazione dei modelli di consumo e dei modi di vivere.

Infine, per portare a termine tale trasformazione occorrerà investire in un futuro sostenibile e porre fine all’uso di fondi pubblici per sovvenzionare quelle attività che danneggiano l’ambiente. Da tali cambiamenti di priorità negli investimenti l’Europa ne può trarre enormi benefici, per le opportunità economiche e sociali che ne potrebbero derivare. Al contempo, sarà essenziale dare ascolto alle preoccupazioni dei cittadini e assicurare un ampio sostegno a questo cambiamento di rotta: una transizione socialmente equa.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha dichiarato: “Il rapporto sullo stato dell’ambiente giunge al momento opportuno per darci un ulteriore impulso adesso che ci accingiamo a un nuovo ciclo quinquennale della Commissione europea e ci prepariamo a presentare il Green Deal europeo. Nei prossimi cinque anni metteremo in atto una vera e propria agenda di trasformazione, lanciando nuove tecnologie pulite, aiutando i cittadini ad adattarsi a nuove opportunità di lavoro e ai cambiamenti nell’industria, e infine adottando sistemi di mobilità più puliti ed efficienti e optando per un’alimentazione e un’agricoltura più sostenibili. Se riusciamo in questo intento, i vantaggi per l’Europa e i suoi cittadini saranno molteplici, così come quelli per la nostra economia e il nostro pianeta. Si tratta di una sfida globale ed urgente e di un’opportunità unica per l’Europa.”

Lo stato dell’ambiente è peggiorato, le prospettive sono ambigue

Nel complesso le tendenze ambientali in Europa non sono migliorate dall’ultimo rapporto sullo stato dell’ambiente pubblicato dall’AEA nel 2015. La valutazione illustra che, sebbene la maggior parte degli obiettivi per il 2020,  soprattutto quelli sulla biodiversità, non sarà raggiunta, vi è ancora la possibilità di centrare quelli a più lungo termine e quelli fissati per il 2030 e il 2050.

L’Europa ha compiuto importanti progressi per quanto riguarda l’efficienza delle risorse e l’economia circolare. Le tendenze recenti sottolineano, però, un rallentamento di questi in alcune aree importanti quali la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, le emissioni industriali, la produzione di rifiuti, il miglioramento dell’efficienza energetica e la percentuale di energia rinnovabile. In prospettiva il ritmo dei progressi attuali non sarà sufficiente a conseguire gli obiettivi energetici e climatici per il 2030 e il 2050.

L’ambito in cui i miglioramenti sono meno incoraggianti resta quello relativo alla protezione e alla conservazione della biodiversità europea e della natura. Dei 13 obiettivi strategici specifici fissati per il 2020 in questo settore, solo due hanno buone probabilità di essere raggiunti: la designazione di zone marine e zone terrestri protette. Guardando al 2030, se le attuali tendenze persistono il deterioramento dell’ambiente naturale si aggraverà e aria, acqua e suolo continueranno a essere inquinati.

Gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento atmosferico e acustico sull’ambiente e la salute umana sono ancora fonte di preoccupazione. L’esposizione al particolato, responsabile di circa 400 000 decessi prematuri in Europa ogni anno, colpisce i paesi dell’Europa centrale e orientale in modo sproporzionato. Vi è inoltre una crescente preoccupazione per le sostanze chimiche pericolose e i rischi che ne derivano. Guardando al futuro, con una migliore integrazione delle politiche sull’ambiente e la salute, le prospettive per la riduzione dei rischi ambientali per la salute potrebbero essere più ottimistiche.

Un futuro sostenibile è ancora possibile: dove intervenire?

Realizzare la visione dell’Europa di un futuro sostenibile e a basse emissioni di carbonio è ancora possibile. Il rapporto delinea le sette aree chiave in cui è necessaria un’azione coraggiosa per rimettere l’Europa in carreggiata affinché possa raggiungere gli obiettivi e le ambizioni fissate per il 2030 e il 2050.

  1. Realizzare il potenziale non sfruttato delle attuali politiche ambientali La piena attuazione delle politiche esistenti farebbe avanzare notevolmente l’Europa verso il raggiungimento dei suoi obiettivi ambientali per il 2030.
  2. Adottare la sostenibilità come quadro di riferimento per l’elaborazione delle politiche Lo sviluppo di quadri strategici a lungo termine con obiettivi vincolanti – a cominciare dal sistema alimentare, dalle sostanze chimiche e dallo sfruttamento del suolo – stimolerà e guiderà azioni coerenti in vari settori d’intervento e in tutta la società.
  3. Mettersi alla guida dell’azione internazionale verso la sostenibilità L’UE dovrebbe utilizzare la propria influenza diplomatica ed economica per promuovere l’adozione di accordi internazionali ambiziosi in settori quali la biodiversità e l’uso delle risorse.
  4. Promuovere l’innovazione nella società La possibilità di cambiare rotta dipenderà strettamente dalla nascita e la diffusione di diverse forme di innovazione che possano innescare nuovi modi di pensare e di vivere.
  5. Aumentare gli investimenti e riorientare il settore finanziario per supportare progetti e imprese sostenibili Per raggiungere questo obiettivo occorre investire nel futuro, facendo pieno uso dei fondi pubblici per sostenere l’innovazione e soluzioni fondate sulla natura, aggiudicando appalti sulla base di criteri di sostenibilità e prestando sostegno alle regioni e ai settori interessati. Questo implica impegnare anche il settore finanziario in investimenti sostenibili attraverso l’attuazione ed il  miglioramento del piano d’azione sulla finanza sostenibile dell’UE.
  6. Gestire i rischi e garantire una transizione socialmente equa Affinché la transizione verso la sostenibilità sia efficace, le società dovranno riconoscere i rischi potenziali, le opportunità e i compromessi nonché individuare le modalità per gestirli. Le politiche nazionali e dell’UE svolgono un ruolo essenziale nella realizzazione di “transizioni giuste”, assicurandosi che nessuno rimanga indietro.
  7. Creare più conoscenze e competenze Tale politica comporta un’ulteriore enfasi sulla comprensione dei sistemi responsabili delle pressioni ambientali, dei percorsi verso la sostenibilità, delle iniziative promettenti e degli ostacoli al cambiamento. È necessario rafforzare ulteriormente le capacità di farsi strada in un mondo in rapido mutamento e di investire in istruzione e competenze.

Contesto

L’ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2020” (SOER 2020) è il rapporto pubblicato dall’AEA ogni cinque anni, come previsto nel suo regolamento istitutivo. Il SOER 2020, è il sesto rapporto SOER pubblicato dall’AEA dal 1995, contiene informazioni documentabili, basate su dati oggettivi, su come dobbiamo rispondere alle enormi e complesse sfide che abbiamo di fronte, quali il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e l’inquinamento di aria e acqua. Redatto in stretta collaborazione con la rete europea di informazione e di osservazione in materia ambientale (Eionet) dell’AEA, la relazione si basa sulla vasta competenza dei maggiori esperti e scienziati dell’Eionet in campo ambientale, provenienti dai 33 paesi membri del SEE e da sei paesi cooperanti.

Per maggiori informazioni:

SOER 2020 Relazione completa: valutazione integrata

SOER 2020 Sintesi

SOER 2020 Sintesi per il web

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Accordo provvisorio sulle prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua in agricoltura

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

goccia d'acquaLa Commissione accoglie con favore l’accordo provvisorio raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio sulle prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua. Le nuove norme, proposte dalla Commissione nel maggio 2018, stabiliranno prescrizioni minime armonizzate riguardo alla qualità delle acque per un riutilizzo sicuro delle acque reflue urbane trattate nell’irrigazione agricola.

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Questo accordo provvisorio fornisce all’UE un potente strumento per affrontare alcune delle sfide poste dai cambiamenti climatici. Insieme alle misure su risparmio ed efficienza idrica, l’utilizzo di acque depurate nel settore agricolo può svolgere un ruolo importante per combattere lo stress idrico e la siccità, garantendo contemporaneamente la piena sicurezza dei nostri cittadini“.

Attualmente la pratica del riutilizzo dell’acqua è attiva solo in pochi Stati membri ed è sfruttata molto al di sotto del suo potenziale. Le nuove norme concordate faciliteranno e incoraggeranno l’adozione di questa pratica positiva che può garantire un approvvigionamento più prevedibile di acqua pulita agli agricoltori dell’UE, aiutandoli ad adattarsi ai cambiamenti climatici e a mitigarne gli effetti. Grazie alle prescrizioni minime, le nuove norme assicureranno la sicurezza della pratica e rafforzeranno la fiducia dei cittadini nei prodotti agricoli sul mercato interno dell’UE.

L’accordo provvisorio deve ora essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE. Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile online.

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