Investimenti in nuove infrastrutture energetiche: via libera a quasi €1 miliardo di sovvenzioni UE

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simboli energia pulita

 

 

 

Ieri gli Stati membri dell’UE hanno raggiunto un accordo su una proposta della Commissione di investire €998 milioni in progetti chiave per le infrastrutture energetiche europee nel quadro del meccanismo per collegare l’Europa (CEF).

 

 

 

In linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, riceveranno sostegno finanziario i lavori e gli studi riguardanti dieci progetti. L’84% dei fondi è destinato a progetti nel campo dell’energia elettrica e delle reti intelligenti. Il finanziamento più consistente (€720 milioni) va al progetto per la sincronizzazione dei paesi baltici, finalizzato a migliorare l’integrazione dei mercati dell’energia elettrica di Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia.

Questa mattina in occasione dell’incontro con il Presidente lituano e i Primi Ministri di Estonia, Lettonia e Polonia per celebrare il finanziamento del progetto di sincronizzazione dei paesi baltici, la presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Oggi è un giorno molto importante per l’Europa. È un momento storico per porre fine all’isolamento del mercato energetico del Baltico. Questo progetto è utile per collegare l’Europa, per la nostra sicurezza energetica e per il Green Deal europeo.

Kadri Simson, Commissaria per l’Energia, ha dichiarato: “Questi dieci progetti contribuiranno a un sistema di infrastrutture energetiche più moderno, sicuro e intelligente, un tassello essenziale per realizzare il Green Deal europeo e conseguire i nostri ambiziosi obiettivi climatici per il 2030. Con la decisione di ieri abbiamo fatto un passo avanti decisivo nel processo di sincronizzazione dei paesi baltici, un progetto di interesse strategico europeo. Questi investimenti aiuteranno a sostenere la ripresa economica dell’UE e a creare posti di lavoro.

Tra i dieci progetti, due riguardano la trasmissione dell’energia elettrica, uno le reti elettriche intelligenti, sei il trasporto di CO2 e uno il trasporto di gas. L’intervento della Presidente alla riunione di questa mattina è disponibile qui e un comunicato stampa sul finanziamento dei dieci progetti è disponibile qui.

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Vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità: l’Unione europea, insieme ai leader mondiali, riafferma l’impegno ad invertire la perdita di risorse naturali entro il 2030

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strategia Ue biodiversità

Oggi la presidente Ursula von der Leyen rappresenta l’UE in seno al vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità in programma a New York, che vede riuniti i maggiori leader mondiali per intensificare le azioni globali in difesa della natura, decisi a intensificare le azioni globali a favore della natura e a confermare la determinazione per la messa a punto di un nuovo ambizioso quadro globale in materia di biodiversità in occasione 15a conferenza delle parti (COP) della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, che si terrà nel 2021.

Prima del vertice, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, insieme a oltre 70 capi di Stato e di governo, ha approvato l’impegno dei leader a favore della natura(link is external), impegnandosi a intraprendere dieci azioni decisive per affrontare l’emergenza planetaria.

La presidente ha annunciato di voler porre la natura e il clima al centro dei piani dell’UE per la ripresa, impegnandosi ad affrontare le interdipendenti crisi del clima e della biodiversità, la deforestazione, il degrado degli ecosistemi e l’inquinamento nonché a passare a una produzione e a un consumo sostenibili. La presidente von der Leyen ha dichiarato: ” La natura è al nostro fianco nella lotta contro i cambiamenti climatici. Ma è anche il nostro alleato per garantire la prosperità, combattere la povertà, la fame e le disuguaglianze, ed è essenziale per prevenire future pandemie zoonotiche. Dobbiamo agire subito per riportare la natura al centro delle nostre vite. È giunto il momento che i leader mondiali uniscano i propri sforzi: l’UE è pronta ad assumere un ruolo guida. Il Green Deal europeo rappresenta la nostra visione e la nostra tabella di marcia. Chiediamo a tutti di unirsi a questo sforzo collettivo volto a creare un movimento comune per il cambiamento, dare alla ripresa una connotazione verde per proteggere la terra e ripristinare l’ambiente del nostro pianeta, la nostra unica casa.”

La strategia dell’UE sulla biodiversità, adottata dalla Commissione europea nel maggio 2020, traccia un’agenda ambiziosa per l’UE a livello interno, ma anche sul piano globale. Ribadisce la determinazione dell’UE a dare l’esempio nell’affrontare la crisi mondiale della biodiversità e ad elaborare un nuovo ambizioso quadro globale delle Nazioni Unite sulla biodiversità in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità del 2021. Il piano prevede obiettivi generali a lungo termine per la biodiversità,  per fare sì che entro il 2050 gli ecosistemi mondiali siano ripristinati, resilienti e adeguatamente protetti,  ambiziosi obiettivi globali per il 2030, in linea con gli impegni proposti dall’UE e, infine, migliori modalità di attuazione in settori quali la finanza, le capacità, la ricerca, il know-how e la tecnologia. In vista della COP 15, la Commissione europea ha inoltre lanciato la coalizione globale “United for #Biodiversity“, invitando tutti i parchi nazionali, gli acquari, i giardini botanici, i giardini zoologici, i centri di ricerca, i musei della scienza e i musei di storia naturale a unire le forze per fare sentire la loro voce sulla crisi della natura.

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Trasporto sostenibile: l’UE finanzia autobus puliti e infrastrutture per la ricarica elettrica in Francia, Germania, Italia e Spagna

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disegno ricarica elettrica per auto

 

 

 

A seguito dell’investimento dell’UE di €2,2 miliardi in 140 progetti chiave nel settore dei trasporti per stimolare la ripresa verde, come annunciato a luglio, l’UE finanzierà con ulteriori €54 milioni cinque progetti miranti ad offrire servizi di trasporto più sicuri e più ecologici.

 

 

 

I progetti selezionati riguardano la messa in circolazione di autobus più puliti e l’installazione di infrastrutture per la ricarica a Parigi e Barcellona, la costruzione di 255 nuove stazioni per la ricarica elettrica lungo le strade italiane e l’installazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS) su 238 veicoli ferroviari nel Baden-Württemberg, in Germania.

Saranno sostenuti tramite il meccanismo per collegare l’Europa (CEF), il meccanismo finanziario dell’UE a sostegno delle infrastrutture di trasporto, e contribuiranno ulteriormente alla decarbonizzazione dei trasporti, come previsto nel Green Deal europeo. Sono stati selezionati tramite il meccanismo di finanziamento misto del CEF, che consente di mobilitare finanziamenti privati supplementari per i progetti, oltre al sostegno dell’UE. Complessivamente finora il CEF ha sostenuto 932 progetti, per un totale di €23,1 miliardi. Per saperne di più sui cinque nuovi progetti selezionati oggi cliccare qui.

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Green Deal europeo: la direttiva relativa alle emissioni industriali riduce le emissioni, ma può essere migliorata

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scarico fabbriche

Oggi la Commissione presenta una valutazione, basata su una serie di studi, delle misure europee di lotta contro l’inquinamento prodotto dai grandi impianti industriali. La valutazione della direttiva relativa alle emissioni industriali sottolinea che la direttiva ha svolto un ruolo importante nella riduzione delle emissioni inquinanti dell’industria, in particolare nell’atmosfera, ma che il suo contributo alla decarbonizzazione e alla transizione verso l’economia circolare è stato più limitato.

Il suo modello di governance, basato sull’elaborazione di norme ambientali insieme agli Stati membri, all’industria e alle ONG che si occupano di ambiente, ha avuto grande successo.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “La direttiva relativa alle emissioni industriali sta conseguendo il suo obiettivo, che consiste nel proteggere la salute umana e nel contribuire ad un’aria e ad un ambiente più sani. Può però ancora essere migliorata. Con il Green Deal europeo e il piano d’azione per l’inquinamento zero abbiamo obiettivi ambiziosi e il prossimo anno riesamineremo le misure dell’UE contro l’inquinamento provocato dai grandi impianti industriali.”

Tra le aree suscettibili di miglioramento figurano l’ampliamento della copertura settoriale, il miglioramento delle disposizioni chiave relative all’autorizzazione e al controllo degli impianti industriali e la garanzia di un maggiore accesso alle informazioni ambientali e di una partecipazione più attiva dei rappresentanti della società civile al processo decisionale relativo alle autorizzazioni.

L’obiettivo della revisione è progredire verso l’obiettivo di inquinamento zero dell’UE di conseguire un ambiente privo di sostanze tossiche e sostenere le politiche in materia di clima, energia ed economia circolare. Nelle prossime settimane sarà aperta una consultazione pubblica sul sito web della Commissione. La revisione riguarderà sia la direttiva relativa alle emissioni industriali sia il regolamento sul registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR), che è strettamente correlato con la direttiva e che consente al pubblico di accedere facilmente alle informazioni sulle emissioni di inquinanti nell’ambiente da parte dei principali impianti industriali dell’UE. L’obiettivo è migliorare i dati raccolti e agevolarne l’accesso al pubblico. Per maggiori informazioni cliccare qui.

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La Commissione autorizza l’Italia a fornire ulteriore sostegno ai produttori di vino

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 calici di vino

 

Oggi la Commissione ha adottato una decisione che autorizza l’Italia a fornire ulteriore sostegno ai produttori di vino piemontesi sotto forma di distillazione di crisi

 

 

Possono beneficiare dell’aiuto solo i vini a indicazione geografica protetta (IGP) o a denominazione di origine protetta (DOP). La misura mira a ridurre le scorte di vino, a liberare capacità di stoccaggio e a ripristinare l’equilibrio tra domanda e offerta sul mercato vitivinicolo italiano colpito dalla crisi del coronavirus.

L’Italia ha già inserito la distillazione del vino in caso di crisi nel programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo per il 2020. Finora, tuttavia, di questa misura non ha potuto beneficiare o ha beneficiato solo in piccola parte il Piemonte, una delle regioni italiane maggiormente colpite dalle conseguenze della pandemia, in quanto non si applica ai vini IGP o DOP, che costituiscono il 94% dei vini piemontesi. Grazie alla decisione adottata oggi, i pagamenti nazionali copriranno i costi della distillazione di crisi in questa regione.

La consegna del vino alle distillerie avverrà su base volontaria. Il vino sarà distillato in alcole per uso industriale, compresa la disinfezione, o a fini farmaceutici o energetici. Il bilancio nazionale destinato a questa misura ammonta a €4 milioni, con un aiuto compreso tra €6,5 e €12,5 per ettolitro di vino destinato a essere distillato. Si stima che in totale saranno distillati 84 000 ettolitri di vino. La decisione si aggiunge al pacchetto di misure eccezionali di sostegno per il settore vitivinicolo adottato dalla Commissione il 7 luglio scorso.

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Gli Stati membri dell’UE stabiliscono un valore limite per mantenere pulite le spiagge europee

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pontile sul mare

Oggi, alla vigilia della Giornata internazionale della pulizia (World CleanUp Day) in programma il 19 settembre, la Commissione fissa un valore limite per i rifiuti marini sulle coste, per contribuire a pulire le spiagge europee e a mantenerle pulite.

 

Gli esperti degli Stati membri dell’UE hanno convenuto che una spiaggia dovrà avere meno di 20 rifiuti ogni 100 metri di costa per restare al di sotto della soglia. Questo valore costituisce il primo obiettivo fisso e tangibile per tutte le spiagge europee e rappresenta un impegno significativo a mantenerle pulite.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, ha dichiarato: “Questo accordo dimostra che abbiamo intensificato la lotta contro i rifiuti sulle spiagge e sulle coste, con benefici per l’ambiente, per l’economia blu e per tutti noi, e rafforza l’impegno a progredire verso l’obiettivo ambizioso di inquinamento zero in sinergia con gli obiettivi in materia di biodiversità. Ora disponiamo di un parametro di riferimento più chiaro per mari puliti e sani e invito le autorità degli Stati membri a utilizzare questo valore e ad adottare le misure necessarie per avere spiagge libere dai rifiuti. La riduzione della plastica monouso, una migliore gestione dei rifiuti e la promozione del riciclaggio ci aiuteranno a raggiungere lo scopo“.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, responsabile del Centro comune di ricerca (JRC), ha aggiunto: “Questo nuovo valore limite per i rifiuti sulle spiagge è un altro fulgido esempio di scienza al centro delle scelte giuste per un’Europa più verde e più sostenibile. I nostri esperti del Centro comune di ricerca, insieme agli Stati membri, hanno analizzato i dati provenienti da tutta Europa e hanno lavorato con i servizi della Commissione per contribuire a fissare un obiettivo che manterrà pulite le nostre spiagge.

Il valore limite per i rifiuti sulle spiagge è stato determinato nell’ambito della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino della Commissione, che impone agli Stati membri di elaborare e attuare strategie per proteggere l’ambiente marino. Per sensibilizzare in merito alla sfida dei rifiuti marini e invitare i cittadini di tutto il mondo ad agire, la Commissione europea e il Servizio europeo per l’azione esterna stanno organizzando la terza edizione della campagna #EUBeachCleanup. Il valore limite dimostra l’impegno dell’UE a raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 14.1 delle Nazioni Unite di ridurre in modo significativo l’inquinamento marino entro il 2025. Il comunicato stampa e la relazione tecnica del JRC sul valore limite sono disponibili online.

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Bando di gara “Green Deal europeo”: 1 miliardo di € di investimenti per dare impulso alla transizione verde e digitale

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european green call

 

 

La Commissione europea ha deciso oggi di indire un bando di gara da 1 miliardo di € per progetti di ricerca e innovazione che affrontino la crisi climatica e contribuiscano a proteggere gli ecosistemi e la biodiversità peculiari in Europa. Il bando “Green Deal europeo” finanziato da Orizzonte 2020, a cui ci si potrà iscrivere da domani, darà impulso alla ripresa europea dalla crisi del coronavirus trasformando le sfide sul fronte ambientale in opportunità di innovazione.

 

 

 

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Questo bando da 1 miliardo di € sarà l’ultimo nel quadro di Orizzonte 2020, ma anche il più corposo. Si tratta di un investimento incentrato sull’innovazione che imprimerà un’accelerazione alla transizione giusta e sostenibile verso un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050. Poiché in questa trasformazione sistemica non vogliamo lasciare indietro nessuno, siamo interessati ad azioni specifiche per interagire in modi nuovi con i cittadini e dare più rilievo agli aspetti sociali.

Il bando “Green Deal europeo” presenta notevoli differenze rispetto ai suoi predecessori nell’ambito di Orizzonte 2020. Data l’urgenza delle sfide a cui risponde, punta a risultati chiari e tangibili nel breve e nel medio periodo, perseguendo però una visione di cambiamento a lungo termine: meno azioni ma più mirate, grandi e visibili, con particolare attenzione alla pronta scalabilità, diffusione e penetrazione.

I progetti finanziati con questo bando dovrebbero apportare benefici tangibili in dieci settori:

otto settori tematici che rispecchiano i principali filoni d’intervento del Green Deal europeo:

  1. accrescere l’ambizione in materia di clima – sfide transettoriali;
  2. energia pulita, economica e sicura;
  3. industria per un’economia circolare e pulita;
  4. edifici efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse;
  5. mobilità sostenibile e intelligente;
  6. strategia “Dal produttore al consumatore”;
  7. biodiversità ed ecosistemi;
  8. ambiente privo di sostanze tossiche e a inquinamento zero;

due settori orizzontali – rafforzamento delle conoscenze e responsabilizzazione dei cittadini – che offrono una prospettiva più a lungo termine per realizzare le trasformazioni delineate nel Green Deal.

Questo investimento di 1 miliardo di € continuerà a sviluppare i sistemi e le infrastrutture europee delle conoscenze. Il bando offre anche opportunità di cooperazione internazionale per rispondere alle esigenze dei paesi meno sviluppati, soprattutto in Africa, nel contesto dell’accordo di Parigi e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS).

Il termine per la presentazione delle offerte è il 26 gennaio 2021. L’avvio dei progetti selezionati è previsto nell’autunno 2021.

Un evento informativo e di incontro sul bando di gara “Green Deal europeo” di Orizzonte 2020 è in programma durante le Giornate europee della ricerca e dell’innovazione, che si terranno in forma virtuale dal 22 al 24 settembre 2020.

Contesto

Il Green Deal europeo definisce il piano e la tabella di marcia della Commissione europea per rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050, con un’economia sostenibile che non lasci indietro nessuno.

Per raggiungere l’obiettivo 2050 serviranno interventi in tutti i settori economici, tra cui:

  • investimenti in tecnologie rispettose dell’ambiente;
  • sostegno all’innovazione industriale;
  • introduzione di forme di trasporto pubblico e privato più pulite, più economiche e più sane;
  • decarbonizzazione del settore energetico;
  • miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici;
  • collaborazione con i partner internazionali per migliorare gli standard ambientali mondiali.

Maggiori informazioni

Scheda informativa: bando di gara “Green Deal europeo” di Orizzonte 2020

Portale degli appalti e dei finanziamenti

Ricerca e innovazione per il Green Deal europeo

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Green Deal europeo: nuovo meccanismo di finanziamento per promuovere le energie rinnovabili

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casa efficiente

 

 

 

Oggi la Commissione europea ha pubblicato le regole di un nuovo meccanismo di finanziamento dell’energia rinnovabile dell’UE, che si applicherà dall’inizio del 2021.

 

 

 

 

Il meccanismo consentirà agli Stati membri di lavorare insieme più agevolmente per finanziare e realizzare progetti nel campo delle energie rinnovabili, sia in qualità di paese ospitante che di paese contributore. L’energia generata sarà contabilizzata ai fini degli obiettivi in materia di energie rinnovabili di tutti i paesi partecipanti e contribuirà all’ambizione del Green Deal europeo di raggiungere la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050.

Kadri Simson, Commissaria per l’Energia, ha dichiarato: “Per ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell’Europa di almeno il 55% entro il 2030, dobbiamo aumentare significativamente la quota di energie rinnovabili. Questo meccanismo offre uno strumento supplementare per agevolare gli investimenti in progetti nel settore dell’energia pulita. Semplificherà la cooperazione tra gli Stati membri, darà un impulso concreto ai nostri sforzi per una ripresa verde nei prossimi anni e può contribuire a stimolare le economie europee tramite l’avvio di progetti su vasta scala, il sostegno alle PMI locali e la creazione di posti di lavoro.”

Come previsto nel regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia, il meccanismo sarà gestito dalla Commissione, che riunirà investitori e promotori di progetti tramite la regolare pubblicazione di gare d’appalto pubbliche. Il meccanismo consente agli “Stati membri contributori” di versare contributi finanziari volontari, che saranno utilizzati per progetti nel campo delle energie rinnovabili negli Stati membri interessati (“Stati membri ospitanti”). Maggiori informazioni (compreso il link al regolamento di esecuzione) sono disponibili qui, in questa scheda informativa e sul sito del meccanismo di finanziamento dell’energia rinnovabile.

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La Commissione inaugura la Settimana europea della mobilità 2020 per promuovere una mobilità a emissioni zero

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settimana europea mobilità 2020

 

Domani si aprirà la 19a Settimana europea della mobilità, la campagna annuale della Commissione europea per promuovere una mobilità urbana pulita e sostenibile.

 

Domani si aprirà la 19a Settimana europea della mobilità, la campagna annuale della Commissione europea per promuovere una mobilità urbana pulita e sostenibile. Dal 16 al 22 settembre migliaia di città di oltre 40 paesi organizzeranno attività che metteranno in primo piano la mobilità a zero emissioni per tutti. Durante la settimana ci sarà anche la ormai famosa giornata senza auto, in cui le strade saranno chiuse al traffico e percorribili solo a piedi, in bicicletta, con monopattini elettrici, ecc.

Adina Vălean, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “Quest’anno le nostre città affrontano una grande sfida, ma la pandemia ha anche evidenziato che i cittadini apprezzano e si aspettano città più sicure, più pulite e accessibili a tutti. Per tutta la settimana e oltre, le città partecipanti da tutta Europa ci mostreranno come potrebbero essere le città europee, più verdi e più digitali.

In collaborazione con la Settimana europea della mobilità, la rete europea delle forze di polizia stradale (ROADPOL) organizza una nuova campagna per la sicurezza stradale – le Giornate della sicurezza. Le forze di polizia nazionali registreranno il numero di vittime della strada il 17 settembre, con l’obiettivo di azzerare i decessi in quel giorno.

Il tema di quest’anno della Settimana europea della mobilità “Mobilità a zero emissioni per tutti” rispecchia non solo gli obiettivi ambiziosi del Green Deal europeo di un continente a zero emissioni di carbonio entro il 2050, ma anche l’importanza, spesso trascurata, dell’accessibilità ai trasporti a zero emissioni. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

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Transizione verde: le emissioni globali di CO2 continuano ad aumentare, ma l’UE va in controtendenza

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Oggi il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea ha pubblicato un nuovo studio sulle emissioni di CO2 di origine fossile di tutti i paesi del mondo in cui si ribadisce che l’UE è riuscita a dissociare la crescita economica dalle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici.

 

 

 

Nel 2019 le emissioni di CO2 di origine fossile degli Stati membri dell’UE e del Regno Unito sono diminuite, mentre a livello mondiale l’aumento è continuato, anche se ad un ritmo leggermente più lento. Dall’inizio del 21° secolo le emissioni globali di gas a effetto serra sono costantemente aumentate, ma gli Stati membri dell’UE e il Regno Unito sono andati in controtendenza e hanno ridotto le emissioni di CO2 prodotte dalla combustione e dalla lavorazione dei combustibili fossili del 3,8% nel 2019 rispetto all’anno precedente. Ciò significa che le emissioni di CO2 di origine fossile dell’UE e del Regno Unito sono state del 25% inferiori rispetto ai livelli del 1990, la riduzione più significativa tra le principali aree economiche responsabili delle emissioni a livello mondiale.

Dal 1990 in Europa si registra inoltre una tendenza al ribasso delle emissioni di CO2 pro capite e rispetto all’intensità della produzione economica. Queste riduzioni sono state ottenute grazie a una combinazione di politiche di mitigazione volte a decarbonizzare l’approvvigionamento energetico, l’industria e l’edilizia, e continueranno con rinnovato slancio nel quadro del Green Deal europeo.

Sono questi i risultati degli ultimi aggiornamenti della banca dati delle emissioni per la ricerca atmosferica globale (EDGAR), uno strumento unico sviluppato dal JRC a sostegno della valutazione d’impatto delle politiche e dei negoziati sul clima, che fornisce un parametro di riferimento cui raffrontare le stime nazionali e globali. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa del JRC.

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