Il gruppo di risposta della Commissione coordina i lavori per arrestare l’epidemia di COVID-19

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conferenza stampa covid-19  commissione europea

 

La Commissione europea continua a lavorare su tutti i fronti per aiutare gli Stati membri a prepararsi, ad arrestare la diffusione del COVID-19 e a proteggere la salute dei nostri cittadini.

 

Oggi abbiamo dato il via al “corona response team”, un gruppo di risposta composto da cinque Commissari incaricati di coordinare i lavori per arrestare l’epidemia di COVID-19: Janez Lenarčič, responsabile della gestione delle crisi, Stella Kyriakides, responsabile per le questioni sanitarie, Ylva Johansson, responsabile per le questioni relative alle frontiere, Adina Vălean, responsabile della mobilità e Paolo Gentiloni, responsabile per gli aspetti macroeconomici.

Il gruppo di risposta lavorerà su tre pilastri principali: in primo luogo, il settore medico, che comprende la prevenzione e l’approvvigionamento di misure di soccorso, la preparazione di informazioni e di previsioni. Nell’ambito di questo pilastro opereremo in stretta collaborazione con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e con l’Agenzia europea per i medicinali.

Il secondo pilastro riguarda la mobilità, dai trasporti ai consigli di viaggio e alle questioni riguardanti Schengen.

Il terzo pilastro riguarda l’economia. Si tratta di un’analisi approfondita di vari settori economici, quali il turismo, i trasporti, il commercio, le catene del valore e la macroeconomia.

Oggi la Commissione ha inoltre avviato un’apposita pagina web sul COVID-19, che fornisce informazioni sulle principali attività per quanto riguarda gli aspetti medici, la protezione civile, la mobilità, l’economia e le statistiche, nonché link ai siti web degli Stati membri, agli studi più recenti e ad altre informazioni pertinenti.

La Commissione ha anche lanciato una procedura di appalto congiunto accelerato per i dispositivi di protezione individuale con 20 Stati membri, inviando bandi di gara a una serie di imprese, individuate attraverso un’analisi di mercato. Questa procedura agevolerà l’accesso equo e necessario ai dispositivi di protezione individuale per gli Stati membri al fine di ridurre al minimo le potenziali carenze. Il contratto dovrebbe essere firmato non prima degli inizi di aprile.

 

Infine, domani, la Vicepresidente Jourová incontrerà i rappresentanti delle piattaforme online per discutere del problema della disinformazione nel contesto dell’epidemia di COVID-19. Insieme valuteranno se occorra fare di più per attenuare i rischi derivanti dalla disinformazione.

Questa mattina si è tenuta una conferenza stampa con la Presidente von der Leyen e i Commissari Lenarčič, Kyriakides, Johansson, Vălean e Gentiloni presso il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze. Le osservazioni della presidente saranno disponibili qui. È possibile seguire la conferenza stampa su EbS e scaricare le immagini qui).

Maggiori informazioni sulla risposta dell’UE all’epidemia di COVID-19 sono disponibili nello spazio dedicato a domande e risposte.

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Covid-19: la Commissione lavora su tutti i fronti per contenere l’epidemia ed esprime solidarietà all’Italia

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La Commissione continua a lavorare su tutti i fronti per contrastare l’epidemia di COVID-19 in corso ed esprime tutta la sua solidarietà all’Italia e a tutti gli Stati membri.

 

 

Ieri, alla conferenza stampa tenutasi a Roma, Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha espresso pieno sostegno agli sforzi dell’Italia e ha sottolineato che i risultati della missione in corso del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) saranno importanti per affrontare meglio la situazione.

L’ECDC ha evidenziato l’importanza delle misure adottate dalle autorità italiane per evitare il diffondersi del virus e ha detto che aggiornerà la sua valutazione del rischio in linea con i risultati della missione. La Commissione pubblicherà anche alcuni orientamenti per i viaggiatori provenienti dalle zone a rischio o ivi diretti.

Ieri ha avuto luogo anche il primo scambio di informazioni sulle misure alle frontiere tra le autorità degli Stati membri, vari servizi della Commissione, il Segretariato generale del Consiglio e l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), che hanno sottolineato che le autorità di frontiera e le autorità sanitarie devono continuare a coordinarsi.

Al momento nessuno Stato membro ha comunicato l’intenzione di voler introdurre controlli alle frontiere interne. Gli Stati membri e i paesi associati Schengen continuano ad applicare il regime usuale di controlli alle frontiere esterne, con controlli rafforzati per chi proviene dalle zone colpite.

L’intervento di apertura della Commissaria Kyriakides e il video della conferenza stampa di ieri sono disponibili online.

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Evento :Gli acquari del mondo contro le plastiche

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La Commissione europea e l’Istituto Oceanografico Fondazione Principe Alberto I di Monaco sono lieti di invitarla a una cerimonia di alto livello presso il Museo oceanografico di Monaco, martedì 3 marzo alle ore 10:00.

Per celebrare la Giornata mondiale delle specie selvatiche, la Commissione europea e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente avvieranno una nuova coalizione globale per la biodiversità.

Le due istituzioni chiederanno a tutti i parchi nazionali, gli acquari, gli orti botanici, gli zoo, i musei delle scienze e di storia naturale del mondo di unire le forze e di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi ambientale, in vista della 15a conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica che si terrà a Kunming (Cina) il prossimo ottobre.

Questa nuova coalizione integrerà la coalizione degli “acquari di tutto il mondo contro l’inquinamento da plastica”, avviata nel 2017 e che riunisce oltre 200 acquari in 41 paesi. All’evento interverranno, tra gli altri, Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco, il Commissario europeo per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginijus Sinkevičius e la Direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente Inger Andersen.

  • Per partecipare è necessario registrarsi online, cliccando qui:
  • Termine ultimo per la registrazione: 29 febbraio
  • L’evento sarà in inglese (senza interpretazione).
  • I partecipanti sono invitati a presentarsi al museo alle ore 9:30.
  • La cerimonia sarà seguita da una visita gratuita del museo.

Per ulteriori informazioni o richieste rivolgersi a: events@oceano.org.

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Diritti umani e ambiente: uno studio segnala la necessità di una normativa UE sulla due diligence lungo l’intera catena di approvvigionamento

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Pubblicati oggi i risultati di uno studio da cui risulta che nell’UE solo un’impresa su tre esercita la dovuta diligenza per quanto riguarda l’impatto sui diritti umani e sull’ambiente.

 

 

Oggi la Commissione europea ha pubblicato i risultati di uno studio sugli obblighi di due diligence (dovuta diligenza) lungo la catena di approvvigionamento, dal quale risulta che nell’UE solo un’impresa su tre esercita la dovuta diligenza per quanto riguarda l’impatto sui diritti umani e sull’ambiente.

In questo contesto, dovuta diligenza significa, ad esempio, che un’impresa è tenuta a controllare i propri fornitori e le proprie operazioni per essere sicura di “non nuocere”. Ciò potrebbe implicare la necessità di verificare che i fornitori non sfruttino il lavoro minorile o non sversino rifiuti nei fiumi. Il 70% dei 334 partecipanti al sondaggio concorda sul fatto che un obbligo generale di dovuta diligenza a livello UE con riferimento all’impatto sui diritti umani e sull’ambiente potrebbe essere vantaggioso per le imprese.

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “Secondo le imprese, una normativa UE in quest’ambito garantirebbe la certezza del diritto e regole armonizzate sul dovere delle imprese di rispettare le persone e il pianeta. Poiché la neutralità climatica è una delle principali priorità di questa Commissione, farò in modo che i risultati di questo importante studio siano tenuti in considerazione nell’elaborazione delle iniziative future.”

Lo studio, avviato nel dicembre 2018 nel quadro del piano d’azione della Commissione per finanziare la crescita sostenibile, esamina le alternative per regolamentare la dovuta diligenza delle imprese sia nelle proprie operazioni che nelle catene di approvvigionamento, onde scongiurare impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente, anche in relazione ai cambiamenti climatici. Lo studio si inserisce inoltre negli obiettivi del Green Deal europeo, che sottolinea la necessità che la sostenibilità sia ulteriormente integrata nelle norme sul governo societario in tutta l’UE, dal momento che molte imprese si concentrano troppo sui risultati finanziari a breve termine rispetto agli aspetti relativi allo sviluppo e alla sostenibilità a lungo termine.

Maggiori informazioni sullo studio sono disponibili qui.

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COVID-19: l’UE è impegnata su tutti i fronti. Stanziati 232 milioni di EUR per gli sforzi globali per far fronte all’emergenza

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CORONA VIRUS

La Commissione europea sta lavorando senza sosta per sostenere gli Stati membri dell’UE e rafforzare gli sforzi internazionali volti a rallentare la diffusione del COVID-19.

 

 

 

La Commissione europea sta lavorando senza sosta per sostenere gli Stati membri dell’UE e rafforzare gli sforzi internazionali volti a rallentare la diffusione del COVID-19.

Nuovo pacchetto di aiuti dell’UE

Per migliorare la preparazione, la prevenzione e il contenimento del virus a livello globale, la Commissione ha annunciato oggi un nuovo pacchetto di aiuti del valore di 232 milioni di EUR. Parte di questi fondi sarà immediatamente assegnata a diversi settori, mentre il resto sarà sbloccato nei prossimi mesi.

“Con l’aumentare dei casi di contagio, la salute pubblica è la massima priorità. La comunità internazionale deve lavorare insieme per migliorare la preparazione ovunque nel mondo. L’Europa vuole avere un ruolo di primo piano”, ha dichiarato Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea.

Janez Lenarčič, Commissario responsabile per la Gestione delle crisi e coordinatore della risposta alle emergenze dell’UE, ha dichiarato: “Con oltre 2 600 vittime accertate, non c’è altra scelta se non prepararsi a tutti i livelli. Il nostro nuovo pacchetto di aiuti sosterrà l’Organizzazione mondiale della sanità e garantirà finanziamenti mirati per fare in modo che i paesi con sistemi sanitari più deboli non siano lasciati indietro. Il nostro obiettivo è contenere l’epidemia a livello globale”.

Sostegno agli Stati membri

A seguito degli sviluppi in Italia, la Commissione sta intensificando il suo sostegno agli Stati membri nel contesto degli interventi in corso per la preparazione, le misure di emergenza e la pianificazione della risposta.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Vista la situazione in rapida evoluzione, siamo pronti ad aumentare l’assistenza. In quest’ottica, una missione congiunta di esperti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dell’Organizzazione mondiale della sanità si recherà in Italia questa settimana per fornire sostegno alle autorità italiane.”

Contesto

I nuovi finanziamenti dell’UE contribuiranno all’individuazione e alla diagnosi della malattia, all’assistenza delle persone contagiate e a prevenire l’ulteriore diffusione del virus in questo momento critico.

Del pacchetto di aiuti del valore di 232 milioni di EUR:

-114 milioni sosterranno l’Organizzazione mondiale della sanità, in particolare il piano globale di preparazione e risposta a livello mondiale, al fine di rafforzare la preparazione e la risposta alle emergenze di sanità pubblica nei paesi con sistemi sanitari deboli e una resilienza limitata. Parte di questi finanziamenti è subordinata all’accordo delle autorità di bilancio dell’UE.

-15 milioni saranno assegnati all’Africa, anche all’Istituto Pasteur Dakar in Senegal, per sostenere misure quali la diagnosi rapida e la sorveglianza epidemiologica.

-100 milioni per il contenimento e la prevenzione, di cui fino a 90 milioni di partenariato pubblico-privato con l’industria farmaceutica e 10 milioni per la ricerca epidemiologica, diagnostica, terapeutica e sulla gestione clinica.

-3 milioni sono assegnati al meccanismo di protezione civile dell’UE per i voli di rimpatrio dei cittadini dell’UE da Wuhan.

Per maggiori informazioni

Domande e risposte: La risposta dell’UE al COVID-19

Foto: Visita del Commissario Lenarčič al Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’UE

 

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Riunione straordinaria del Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori”

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Sala Consiglio europeo

Domani la Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides e il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič parteciperanno a una riunione straordinaria del Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” sull’emergenza coronavirus.

La Commissione europea continua a lavorare su tutti i fronti per sostenere le iniziative di contrasto del virus, puntando sul coordinamento e la collaborazione costanti con gli Stati membri per condividere informazioni, analizzare i bisogni e garantire una preparazione e una risposta coerenti in tutta l’UE. Per aumentare l’efficacia di questo sforzo collettivo, il Consiglio riunirà i Ministri della Sanità dell’UE per uno scambio di opinioni sull’emergenza coronavirus e per discutere di soluzioni volte ad impedirne la diffusione nell’UE. Il Consiglio dovrebbe anche adottare conclusioni relative alla risposta dell’Unione all’emergenza.

La riunione inizierà alle 10.00 e al termine è prevista una conferenza stampa della Commissaria Kyriakides, che sarà trasmessa in diretta qui. Maggiori informazioni sulla risposta dell’UE all’emergenza coronavirus sono disponibili sul sito della DG SANTE.

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2° dialogo UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile

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Oggi a Bruxelles si apre il 2° dialogo UE-ASEAN sullo sviluppo sostenibile, dal titolo “Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile”, finalizzato a promuovere la cooperazione UE-ASEAN per attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e l’accordo di Parigi. Il dialogo sottolinea il sostegno politico alla dimensione di sviluppo sostenibile della cooperazione UE-ASEAN.

Questa mattina Jutta Urpilainen, Commissaria europea per i Partenariati internazionali, ha aperto il dialogo insieme a Don Pramudwinai, Ministro degli Esteri della Thailandia, che copresiede a nome dell’ASEAN. La Commissaria ha dichiarato: “Lavoriamo già bene insieme su temi quali il consumo e la produzione sostenibili, la conservazione della biodiversità, l’uso sostenibile delle torbiere e la mitigazione delle nebbie inquinanti. Ora, con il Green Deal europeo, l’UE è pronta a passare al livello successivo. Insieme all’ASEAN e a tutti i nostri partner, cerchiamo di favorire una trasformazione duratura e sostenibile delle nostre società e delle nostre economie”.

Il dialogo riunisce alti funzionari dell’UE e dell’ASEAN per discutere di cambiamenti climatici, crescita e finanziamenti verdi, integrazione delle regioni nello sviluppo inclusivo e sostenibile, parità di genere e emancipazione economica delle donne. Partecipano anche rappresentanti dei presidenti delle commissioni settoriali pertinenti del Parlamento europeo, dell’OCSE, di agenzie dell‘ONU, del centro dell’ASEAN responsabile degli studi e del dialogo sullo sviluppo sostenibile, nonché rappresentanti del settore privato sia europei che dell’ASEAN.

Una scheda informativa sulle relazioni UE-ASEAN è disponibile qui.

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Conferenza delle parti interessate sulla prima normativa europea sul clima

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european climate logo

Domani la Commissione ospiterà una conferenza pubblica di alto livello sulla normativa europea sul clima, per coinvolgere le parti interessante in un dibattito aperto in vista dell’adozione della proposta della Commissione il mese prossimo.

Negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen, la Commissione si è impegnata ad adottare una normativa europea sul clima nei primi 100 giorni dal suo insediamento. La normativa sul clima tradurrà in legislazione l’impegno dell’UE a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e traccerà la direzione di marcia dell’azione per il clima dell’UE, garantendo prevedibilità agli investitori e rendendo la trasformazione irreversibile.

La conferenza riunirà un’ampia gamma di parti interessate, compresi rappresentanti delle imprese, della ricerca e della società civile. Questi ultimi interverranno insieme ai Vicepresidenti esecutivi Frans Timmermans e Valdis Dombrovskis e ad alcuni Ministri e membri del Parlamento europeo.

Maggiori informazioni, incluso il programma completo della conferenza, sono disponibili qui. Le iscrizioni sono chiuse, ma sarà possibile seguire l’evento in diretta in streaming.

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Finanziare la transizione verde: il piano di investimenti del Green Deal europeo e il meccanismo per una transizione giusta

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mani che tengono soldi e piantaL’Unione europea si è impegnata a diventare il primo blocco di Paesi al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, obiettivo che richiede notevoli investimenti sia pubblici (a livello dell’UE e degli Stati membri) che privati.

Il piano di investimenti del Green Deal europeo presentato oggi – il cosiddetto “piano di investimenti per un’Europa sostenibile” – farà leva sugli strumenti finanziari dell’UE, in particolare InvestEU, per mobilitare investimenti pubblici e fondi privati che si dovrebbero tradurre in almeno 1 000 miliardi di € di investimenti.

Sebbene tutti gli Stati membri, le regioni e i settori debbano contribuire alla transizione, la portata della sfida non è la stessa per tutti: alcune regioni saranno particolarmente colpite e subiranno una profonda trasformazione socioeconomica. Il meccanismo per una transizione giusta fornirà loro sostegno pratico e finanziario su misura al fine di aiutare i lavoratori e generare gli investimenti locali necessari.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Al centro del Green Deal europeo, che racchiude la nostra visione per un’Europa climaticamente neutra entro il 2050, ci sono le persone. La trasformazione che ci si prospetta è senza precedenti e avrà successo solo se è giusta e va a beneficio di tutti. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento. Il piano presentato oggi, finalizzato a mobilitare almeno 1 000 miliardi di €, indicherà la rotta da seguire e provocherà un’ondata di investimenti verdi.”

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha affermato: “L’indispensabile transizione verso la neutralità climatica migliorerà il benessere delle persone e aumenterà la competitività europea, ma sarà più impegnativa per i cittadini, i settori e le regioni che dipendono in maggior misura dai combustibili fossili. Il meccanismo per una transizione giusta aiuterà chi ne ha più bisogno, rendendo più attraenti gli investimenti e proponendo un pacchetto di sostegno pratico e finanziario del valore di almeno 100 miliardi di €. È così che ci impegniamo a perseguire la solidarietà e l’equità.”

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha aggiunto: “Affinché l’Europa possa diventare un’economia climaticamente neutra servono impegno politico e investimenti ingenti. Il Green Deal testimonia la nostra determinazione nell’affrontare i cambiamenti climatici, a cui ora diamo seguito con un piano di finanziamento. Intendiamo innanzitutto fare leva sul bilancio dell’UE per mobilitare fondi privati a favore dei progetti verdi in tutta Europa e sostenere le regioni e le popolazioni maggiormente colpite dalla transizione. In secondo luogo introdurremo i giusti incentivi normativi per consentire la diffusione degli investimenti verdi. Da ultimo, ma non per importanza, aiuteremo le autorità pubbliche e gli attori del mercato a individuare e sviluppare questi progetti. L’Unione europea non è stata costruita in un giorno e lo stesso vale per un’Europa verde. Mettere la sostenibilità al centro dei nostri investimenti impone un cambio di mentalità: quello di oggi è un passo importante in tal senso.”

Il piano di investimenti del Green Deal europeo

Il piano di investimenti del Green Deal europeo mobiliterà i fondi dell’UE e creerà un contesto in grado di agevolare e stimolare gli investimenti pubblici e privati necessari ai fini della transizione verso un’economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva. Il piano, che integra altre iniziative annunciate nel quadro del Green Deal, si articola in tre dimensioni:

  • finanziamento: mobilitare almeno 1 000 miliardi di € di investimenti sostenibili nei prossimi dieci anni. Il bilancio dell’UE destinerà all’azione per il clima e l’ambiente una quota di spesa pubblica senza precedenti, attirando i fondi privati, e in questo contesto la Banca europea per gli investimenti svolgerà un ruolo di primo piano;
  • quadro favorevole agli investimenti: prevedere incentivi per sbloccare e riorientare gli investimenti pubblici e privati. L’UE fornirà strumenti utili agli investitori, facendo della finanza sostenibile un pilastro del sistema finanziario. Agevolerà inoltre gli investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche incoraggiando pratiche di bilancio e appalti verdi e mettendo a punto soluzioni volte a semplificare le procedure di approvazione degli aiuti di Stato nelle regioni interessate dalla transizione giusta;
  • sostegno pratico: la Commissione fornirà sostegno alle autorità pubbliche e ai promotori in fase di pianificazione, elaborazione e attuazione dei progetti sostenibili.

Il meccanismo per una transizione giusta

Il meccanismo per una transizione giusta è uno strumento chiave per garantire che la transizione verso un’economia climaticamente neutra avvenga in modo equo e non lasci indietro nessuno. Fermo restando che il piano di investimenti del Green Deal europeo si prefigge di soddisfare le esigenze di finanziamento di tutte le regioni, il meccanismo fornirà un sostegno mirato a quelle più colpite nell’intento di mobilitare almeno 100 miliardi di € nel periodo 2021-2027, attenuando così l’impatto socioeconomico della transizione. Contribuirà a generare gli investimenti di cui necessitano i lavoratori e le comunità che dipendono dalla catena del valore dei combustibili fossili. Il meccanismo si aggiunge al sostanzioso contributo fornito dal bilancio dell’Unione tramite tutti gli strumenti direttamente pertinenti alla transizione.

Il meccanismo per una transizione giusta consterà di tre fonti principali di finanziamento:

1) il Fondo per una transizione giusta, per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di € di nuovi fondi UE, che si sommano alla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine. Per poterne beneficiare gli Stati membri dovranno individuare i territori ammissibili mediante appositi piani territoriali per una transizione giusta, di concerto con la Commissione. Dovranno inoltre impegnarsi a integrare ogni euro versato dal Fondo con contributi dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo Plus, nonché con risorse nazionali supplementari. Ciò dovrebbe tradursi in finanziamenti totali dell’ordine di 30-50 miliardi di €, che mobiliteranno a loro volta ulteriori investimenti. Il Fondo per una transizione giusta concederà principalmente sovvenzioni alle regioni: sosterrà i lavoratori, aiutandoli ad esempio ad acquisire abilità e competenze spendibili sul mercato del lavoro del futuro, e appoggerà le PMI, le start-up e gli incubatori impegnati a creare nuove opportunità economiche in queste regioni. Sosterrà anche gli investimenti a favore della transizione all’energia pulita, tra cui quelli nell’efficienza energetica;

2) un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU, che punta a mobilitare fino a 45 miliardi di € di investimenti. Lo scopo è attrarre investimenti privati a beneficio delle regioni interessate, ad esempio nei settori dell’energia sostenibile e dei trasporti, e aiutare le economie locali a individuare nuove fonti di crescita; 

3) uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di €. Servirà ad accordare prestiti al settore pubblico, destinati ad esempio agli investimenti nelle reti di teleriscaldamento e alla ristrutturazione edilizia. La Commissione presenterà la relativa proposta legislativa a marzo 2020.

Il meccanismo per una transizione giusta, tuttavia, non è circoscritto ai finanziamenti. Tramite la piattaforma per una transizione giusta la Commissione offrirà assistenza tecnica agli Stati membri e agli investitori e garantirà il coinvolgimento delle comunità interessate, delle autorità locali, dei partner sociali e delle organizzazioni non governative. Il meccanismo per una transizione giusta potrà contare su un solido quadro di governance basato su piani territoriali specifici.

Contesto

L’11 dicembre 2019, mossa dall’ambizione di rendere l’UE il primo blocco di Paesi al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, la Commissione ha presentato il Green Deal europeo. La transizione verso un’economia sostenibile comporta sforzi notevoli sul fronte degli investimenti in tutti i settori: per raggiungere gli attuali obiettivi 2030 in materia di clima ed energia saranno necessari investimenti aggiuntivi pari a 260 miliardi di € l’anno fino al 2030.

Il successo del piano di investimenti del Green Deal europeo dipenderà dall’impegno di tutti gli attori coinvolti. È essenziale che gli Stati membri e il Parlamento europeo mantengano l’alto livello di ambizione della proposta della Commissione durante i negoziati sul prossimo quadro finanziario. Altrettanto importante sarà la rapida adozione della proposta di regolamento sul Fondo per una transizione giusta.

La Commissione seguirà da vicino e valuterà i progressi compiuti in questo percorso. In quest’ottica organizzerà un summit annuale sugli investimenti sostenibili rivolto a tutti i portatori di interessi pertinenti e continuerà ad adoperarsi per promuovere e finanziare la transizione. La Commissione invita gli investitori a trarre il massimo vantaggio dal contesto normativo favorevole e dalla crescente domanda di investimenti sostenibili. Esorta inoltre le autorità ad assumere un ruolo attivo nell’individuare e sostenere questi investimenti.

Per ulteriori informazioni

MEMO: Presentazione del piano di investimenti del Green Deal europeo e del meccanismo per una transizione giusta

Schede informative:

Comunicazione della Commissione sul piano di investimenti per un’Europa sostenibile

Proposta di regolamento che istituisce il Fondo per una transizione giusta

Modifiche del regolamento sulle disposizioni comuni

Il Green Deal europeo

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Più alveari e apicoltori grazie al sostegno dell’UE

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api sui fiori di lavanda

Il numero di alveari e di apicoltori nell’UE è aumentato nel corso degli anni, consentendo un incremento del 16 % della produzione di miele nell’UE tra il 2014 e il 2018. È questa una delle conclusioni principali della relazione sull’attuazione dei programmi apicoli nell’UE, pubblicata oggi dalla Commissione europea.

Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura, ha dichiarato: “Il settore dell’apicoltura è fondamentale per l’agricoltura e per la biodiversità in generale. Dobbiamo incoraggiare gli apicoltori in tutta l’UE. È per questo che sostengo pienamente l’aumento da 120 a 180 milioni di euro dei finanziamenti dell’UE per i prossimi programmi apicoli triennali nel quadro della proposta della Commissione per il prossimo bilancio agricolo.”

La relazione presentata oggi traccia una panoramica del settore e analizza l’attuazione delle misure di sostegno messe in atto nell’UE con i programmi apicoli.

Con 17,5 milioni di alveari, gestiti da 650 000 apicoltori, nel 2018 l’UE ha prodotto 280 000 tonnellate di miele. L’apicoltura è praticata in tutti gli Stati membri dell’UE e l’Unione europea è il secondo produttore mondiale di miele.

L’UE cofinanzia i programmi apicoli, che sono formulati a livello nazionale in cooperazione con il settore per migliorare le condizioni del settore dell’apicoltura e la commercializzazione dei relativi prodotti. I programmi hanno una durata di tre anni, e nel triennio 2017-2019 l’UE ha messo a disposizione un contribuito annuo di 36 milioni di euro, importo raddoppiato grazie ai contributi nazionali. Per il triennio 2020-2022 il contributo annuale dell’UE è passato da 36 milioni di euro a 40 milioni di euro. I fondi sono assegnati a ciascuno Stato membro sulla base del numero di alveari comunicato all’UE.

Nel 2018, tra le otto misure ammissibili per i programmi apicoli, le azioni di assistenza tecnica (ad esempio, formazione, sostegno per l’acquisto di attrezzature tecniche, sostegno ai giovani apicoltori) e le azioni di lotta contro gli aggressori degli alveari hanno ricevuto la maggior parte dei finanziamenti disponibili, con una percentuale complessiva del 60 %. Il ripopolamento del patrimonio apicolo e l’assistenza nella gestione dei movimenti degli alveari durante la stagione della fioritura hanno ricevuto complessivamente oltre il 30 % dei fondi. Le altre misure ammissibili riguardano la ricerca applicata, l’analisi dei prodotti dell’apicoltura, il miglioramento dei prodotti e il monitoraggio del mercato.

Per quanto riguarda la PAC post-2020, la Commissione ha proposto di includere i programmi apicoli nei piani strategici della PAC. Questi piani, elaborati a livello nazionale, definiscono le modalità secondo le quali ciascuno Stato membro intende conseguire gli obiettivi della PAC. Sarà in tal modo accresciuta la visibilità del settore dell’apicoltura, garantendone allo stesso tempo il contributo agli obiettivi generali della PAC, anche per quanto riguarda l’azione per il clima.

I programmi saranno inoltre resi obbligatori per gli Stati membri, così da garantire l’adozione e il sostegno continui.

Per maggiori informazioni

Relazione sull’attuazione dei programmi apicoli

Il miele nell’UE

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