L’UE ribadisce il suo impegno a realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030

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SDG2019

 

 

Martedì il Primo Vicepresidente Frans Timmermans è intervenuto, a nome dell’Unione europea, al vertice delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile(link is external), e ha ribadito il forte impegno dell’UE ad attuare l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, per un mondo pacifico e prospero, con al centro il benessere umano in un pianeta sano.

 

 

Il Primo Vicepresidente Timmermans ha dichiarato: “La Commissione europea si è già impegnata a realizzare un Green Deal europeo generale. Vogliamo rendere l’UE il primo continente climaticamente neutro nei prossimi trent’anni, rafforzare la protezione e il ripristino della biodiversità, azzerare le emissioni nel nostro continente, trasformare il nostro intero sistema alimentare dal produttore al consumatore, passare a un’economia pienamente circolare e rendere i nostri sistemi di trasporto totalmente puliti e più intelligenti.

Nel suo discorso il Primo Vicepresidente ha aggiunto: “Dobbiamo difendere il multilateralismo. Siamo un popolo, una razza, la razza umana, e viviamo su un pianeta. Dobbiamo essere coraggiosi e diffondere l’idea che il globalismo altro non è che patriottismo illuminato.” A margine del vertice, l’UE ha anche firmato una dichiarazione comune con gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, contenente impegni a sostegno degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

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L’UE al vertice sull’azione per il clima delle Nazioni Unite

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albero e mondoOggi a New York ha inizio il vertice sull’azione per il clima delle Nazioni Unite, convocato dal Segretario generale dell’ONU António Guterres. All’apertura parteciperanno il Primo Vicepresidente Frans Timmermans, il Commissario Miguel Arias Cañete e il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Il vertice ha luogo in un momento importante, sia in termini di azione per il clima a livello internazionale sia in termini di impegno dell’UE a realizzare interventi interni.

 

L’Unione europea ha una bella storia da raccontare al vertice, poiché è l’unica grande economia ad aver adottato norme sulla base degli impegni presi con l’accordo di Parigi e ad aver presentato una visione strategica a lungo termine per un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra entro il 2050 – Un pianeta pulito per tutti.

L’UE è anche il principale contributore di finanziamenti internazionali per il clima. (altro…)

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RIUNIONE DEL COLLEGIO: L’UE continua a guidare la lotta globale contro i cambiamenti climatici

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clima1.jpgOggi la Commissione ha adottato una comunicazione che ribadisce l’impegno e l’ambizione dell’UE per l’accelerazione degli sforzi in materia di clima.

Preparandosi al vertice sull’azione per il clima del Segretario generale delle Nazioni Unite, in programma il 23 settembre a New York, la Commissione sottolinea che l’Unione europea è in prima linea nell’ambito dell’azione per il clima a livello globale, mentre a livello europeo agisce ispirandosi ai principi di unità, immediatezza e determinazione.

L’UE ha attuato azioni concrete rispettando gli impegni assunti nel quadro dell’accordo di Parigi, in linea con la priorità della Commissione Juncker di istituire un’Unione dell’energia con una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici. Nel novembre 2018 la Commissione ha presentato la sua visione per un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutraapprovata nel giugno 2019 dalla grande maggioranza degli Stati membri. Come emerge dall’Eurobarometro speciale pubblicato oggi, il 92% degli europei è favore del raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

Un comunicato stampa è disponibile online.

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Nuovi orientamenti della Commissione europea per garantire un’efficace realizzazione del piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia

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Oggi la Commissione ha pubblicato due nuovi documenti di orientamento per un’efficace realizzazione del piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia. I nuovi strumenti mirano ad aiutare i pianificatori, i responsabili politici e le imprese nella risoluzione delle problematiche socio-economiche, puntando al contempo a tutelare e ripristinare l’ambiente naturale in Europa.

Il documento della Commissione “orientamenti dell’UE sull’integrazione degli ecosistemi e dei loro servizi nel processo decisionale” sottolinea i molteplici benefici offerti dall’ambiente naturale e i possibili metodi per tenerne maggiormente conto a livello di strategie politiche, pianificazione e decisioni di investimento. Il documento “orientamenti dell’UE sulle infrastrutture strategiche verdi e blu a livello europeo” individua invece i criteri e gli strumenti di sostegno tecnico e finanziario che possono aiutare i pianificatori a integrare le caratteristiche del paesaggio naturale nelle infrastrutture strategiche verdi e blu.

 

La natura può essere un potente alleato dei nostri sforzi per limitare i cambiamenti climatici e il loro  impatto sulla vita dei cittadini e sul pianeta. La tutela e il ripristino dell’ambiente naturale sono anche una garanzia per uno sviluppo economico sostenibile a lungo termine. La qualità della nostra vita e il nostro benessere dipendono dai “servizi ecosistemici”, vale a dire dai benefici che la natura offre all’uomo.

 

Questi nuovi documenti di orientamento dovrebbero costituire un importante punto di riferimento nell’elaborazione delle future iniziative politiche. Maggiori informazioni sono disponibili online.

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Occupazione e sviluppi sociali in Europa: l’indagine 2019 evidenzia che la lotta ai cambiamenti climatici può essere un fattore trainante per la crescita e l’occupazione

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employment social development report

 

 

  La Commissione ha pubblicato oggi l’edizione 2019 dell’indagine annuale   sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (ESDE). Alla luce delle   tendenze globali a lungo termine quali l’invecchiamento, la globalizzazione, la   trasformazione tecnologica e i cambiamenti climatici, l’ESDE 2019 è dedicata   al tema della sostenibilità.

 

La relazione dimostra che la lotta ai cambiamenti climatici e una crescita durevole vanno di pari passo. Definisce una serie di opzioni strategiche in grado di mantenere la competitività dell’UE, sostenere la crescita e diffonderne i benefici all’intera popolazione dell’UE e alle generazioni future, perseguendo nel contempo un’ambiziosa transizione verso un’economia a impatto climatico zero. L’indagine 2019 conferma inoltre la continua espansione dell’attività economica dell’UE, con nuovi livelli record di occupazione e un miglioramento della situazione sociale.

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Questa indagine annuale mostra che la ripresa si è consolidata nell’economia europea. Con 240,7 milioni di europei che lavorano e 13,4 milioni di posti di lavoro in più dall’insediamento della Commissione Juncker, il tasso di occupazione nell’UE è il più elevato mai registrato. La disoccupazione in Europa ha raggiunto i minimi storici e il numero di persone a rischio di povertà continua a diminuire. Si tratta di un buon punto di partenza per aumentare l’intervento a favore dei cittadini sulla base del pilastro europeo dei diritti sociali. Tale intervento deve comprendere una transizione equa verso un’economia a impatto climatico zero, che sfrutti pienamente le opportunità della ‘crescita verde’. Possiamo migliorare il tenore di vita di tutti purché l’UE e gli Stati membri, insieme alle parti sociali, investano in competenze nuove e migliori, qualifiche più elevate e servizi sociali.”

Il passaggio a un’economia a zero emissioni di carbonio aumenterà il numero dei posti di lavoro disponibili e inciderà sulla struttura del mercato del lavoro, sulla distribuzione dei posti di lavoro e sulle competenze necessarie. Entro il 2030 si stima che la transizione creerà altri 1,2 milioni di posti di lavoro nell’UE oltre ai 12 milioni di nuovi posti di lavoro già previsti. La transizione potrebbe attenuare la polarizzazione del lavoro in corso, derivante dall’automazione e dalla digitalizzazione, creando posti di lavoro anche per quanto riguarda i salari e le competenze di livello medio, in particolare nei settori della costruzione e dell’industria manifatturiera.

Ciò premesso, l’incidenza della transizione varierà a seconda dei paesi e dei settori. I paesi devono quindi prepararsi a questa transizione per garantire che le persone che hanno occupazioni o che lavorano in settori e regioni ancora legati a modelli ad alte emissioni di carbonio non siano lasciate indietro. Riveste un’importanza fondamentale integrare la dimensione sociale fin dall’inizio, ad esempio attraverso misure che prevedono un sostegno al reddito durante la transizione o combinano una maggiore tassazione dell’energia con una ridistribuzione. Anche il dialogo sociale può contribuire a rendere la transizione equa, garantendo il coinvolgimento dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Più in generale, l’indagine dimostra che per portare avanti la crescita economica l’UE dovrà investire nelle competenze delle persone e nell’innovazione. Le imprese dell’UE che ottengono i risultati migliori sono quelle che investono maggiormente nella formazione dei lavoratori e in condizioni di lavoro di elevata qualità. Gli investimenti nelle competenze, nelle qualifiche e nella formazione formale degli adulti sostengono realmente l’occupabilità dei lavoratori, la crescita dei salari e la competitività delle imprese. L’indagine ESDE evidenzia inoltre che gli investimenti sociali, come l’accesso ai servizi di assistenza all’infanzia e all’educazione della prima infanzia, rendono le persone più produttive e aumentano il loro benessere. Alloggi adeguati e a prezzi accessibili consentono agli europei di sfruttare pienamente le loro potenzialità sul mercato del lavoro e di partecipare alla società.

Contesto

L’indagine annuale sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa fornisce un’analisi economica aggiornata delle tendenze a livello sociale e occupazionale in Europa e considera le opzioni strategiche collegate. Si tratta della relazione analitica principale della Commissione europea nell’ambito dell’occupazione e degli affari sociali.

La nuova agenda strategica 2019-2024 del Consiglio europeo invita ad accogliere i cambiamenti determinati dalla transizione verde, dal progresso tecnologico e dalla globalizzazione, assicurando, nel contempo, che nessuno sia lasciato indietro. L’edizione ESDE di quest’anno esamina lo stato dell’occupazione e gli sviluppi sociali alla luce di una delle quattro priorità principali di questa nuova agenda strategica — “costruire un’Europa verde, equa, sociale e a impatto climatico zero”. I risultati dell’indagine ESDE possono essere una fonte di ispirazione per i responsabili politici sul modo in cui conseguire questi obiettivi ambiziosi. Contribuiranno inoltre al dibattito orientativo sugli aspetti occupazionali della visione strategica a lungo termine per un’economia a impatto climatico zero in occasione della prossima riunione del Consiglio dei ministri europei dell’Occupazione e degli affari sociali (EPSCO) dell’8 luglio 2019.

Gli esempi da cui emerge che la Commissione si adopera per affrontare le questioni sollevate nelle relazioni annuali ESDE sono numerosi. Uno di questi è la proposta della Commissione del maggio 2018 relativa al quadro finanziario pluriennale, che destina maggiori fondi per investire nelle persone, anche grazie al nuovo Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e a un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) migliorato. Il pilastro europeo dei diritti sociali e iniziative e strumenti come l’agenda per le competenze per l’Europa, il programma Europa digitale(link is external), la garanzia per i giovani, l’ulteriore rafforzamento del programma Erasmus e il corpo europeo di solidarietà contribuiranno tutti al perseguimento di questi obiettivi.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa: Occupazione e sviluppi sociali 2019 zoom sull’impatto sociale dei cambiamenti climatici

Indagine 2019 sull’occupazione e sugli sviluppi sociali

Una nuova agenda strategica 2019-2024

Sezione dedicata all’analisi dell’occupazione e della situazione sociale sul sito web della DG EMPL

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L’UE, il Canada e la Cina convocano la terza riunione ministeriale sull’azione per il clima

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Domani l’UE, il Canada e la Cina convocheranno a Bruxelles la terza riunione ministeriale sull’azione per il clima. Il Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete, la Ministra canadese dell’Ambiente e dei cambiamenti climatici, Catherine McKenna, e il Rappresentante speciale per i cambiamenti climatici della Cina, Xie Zhenhua, copresiederanno la riunione dei Ministri e dei rappresentanti di alto livello di oltre 30 paesi, compresi i Ministri del G20 e i presidenti dei principali gruppi delle parti dei negoziati sul clima dell’ONU.

La terza edizione della riunione ministeriale sull’azione per il clima affronterà la questione dell’attuazione più ampia dell’accordo di Parigi nel contesto post Katowice. L’incontro non sarà un ulteriore dialogo esclusivo tra Ministri, ma cercherà di favorire gli scambi tra partner provenienti da contesti diversi, compresi rappresentanti di alto livello delle imprese, dell’industria, degli investitori, del mondo scientifico, delle organizzazioni che si occupano di diritti e delle organizzazioni di esperti.

Dall’adozione dell’accordo di Parigi nel 2015 e del corpus di norme di Katowice lo scorso anno, l’attenzione della politica si sta spostando dai negoziati dell’UNFCCC verso un’attuazione più ambiziosa, necessaria per l’ammodernamento delle economie. L’attuazione efficace dell’accordo di Parigi richiede un dibattito aperto e franco tra politici e professionisti, che tenga conto del punto di vista dell’industria, del settore finanziario, degli investitori, degli assicuratori, della società civile, delle organizzazioni di esperti e dei cittadini. L’UE si impegna a continuare a dare l’esempio nella transizione verso un’economia a impatto climatico zero entro il 2050, come proposto nella strategia della Commissione. L’UE ha predisposto un quadro legislativo completo e ambizioso da attuare entro il 2050 e la grande maggioranza degli Stati membri ha abbracciato questo approccio la settimana scorsa.

L’UE si è dotata di un quadro legislativo completo e ambizioso per ridurre le emissioni del 40% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e la scorsa settimana la Commissione ha pubblicato la valutazione dei primissimi piani nazionali integrati per l’energia e il clima, concepiti per recepire negli ordinamenti nazionali gli impregni presi nell’accordo di Parigi. Se da un lato possiamo essere fieri dei progressi compiuti a livello di UE, è evidente che la sfida dei cambiamenti climatici può essere vinta solo lavorando fianco a fianco con i partner internazionali e queste riunioni ministeriali, convocate congiuntamente con altre due importanti economie, sono la piattaforma ideale per scambiarsi buone pratiche e dare l’esempio.

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Sicurezza chimica: le norme UE assicurano livelli di protezione elevati dei cittadini e dell’ambiente

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chemicals_euIeri la Commissione europea ha pubblicato il riesame del quadro legislativo dell’UE sulle sostanze chimiche, che ha riguardato circa 40 atti legislativi settoriali dell’UE sui prodotti chimici, tra cui norme specifiche sulle sostanze chimiche rilevate nei pesticidi e nei cosmetici, e norme sull’etichettatura, la classificazione e l’imballaggio dei prodotti chimici.

La relazione, che integra il riesame 2018 del regolamento REACH dell’UE, conferma che le norme in vigore garantiscono un livello di protezione elevato dei cittadini e dell’ambiente contro le sostanze chimiche nocive e contribuiscono al funzionamento efficace del mercato unico.

L’UE dispone di uno dei quadri giuridici più completi al mondo, che costituisce un punto di riferimento mondiale per la gestione del rischio chimico. L’UE ha già notevolmente ridimensionato l’esposizione dei cittadini alle sostanze chimiche nocive vietandone o limitandone l’uso e si adopera incessantemente per ridurre il rischio che rappresentano. La legislazione dell’UE sulle sostanze chimiche è stata determinante anche per garantire la libera circolazione delle sostanze, delle miscele e dei prodotti grazie all’armonizzazione delle norme e dei requisiti.

La relazione individua anche spazi di miglioramento relativamente all’attuazione e all’applicazione delle norme, tra cui la necessità di semplificare e razionalizzare le procedure di valutazione dei rischi dei pericoli, di fornire ai consumatori informazioni più chiare e di sostenere l’attuazione della legislazione da parte degli Stati membri. I risultati della relazione saranno discussi il 27 e 28 giugno prossimi in una conferenza di alto livello sulla “politica dell’UE in materia di sostanze chimiche per il 2030”. Il dibattito darà un contributo prezioso alla definizione di una visione comune a lungo termine e degli obiettivi della politica dell’UE in materia di sostanze chimiche, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e con la nuova agenda strategica 2019-2024 per costruire un’Europa a impatto climatico zero, ecologica, equa e sociale.

La relazione completa è disponibile qui.

La Commissione e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) stanno anche intervenendo per assicurare che i fascicoli di registrazione nel quadro di REACH soddisfino i requisiti normativi dell’UE. Il nuovo piano d’azioneavviato ieri prevede un aumento significativo del numero di controlli di conformità effettuati sui fascicoli di registrazione.

Ulteriori informazioni sono disponibili online.

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Settimana europea dell’energia sostenibile

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  Si apre oggi a Bruxelles l’edizione 2019 della settimana europea dell’energia   sostenibile (EUSEW), che proseguirà fino a venerdì 21 giugno. Il tema di questa   edizione è “Plasmare il futuro energetico dell’Europa”.

 

 

 

La settimana riunisce autorità pubbliche, imprese private, ONG e consumatori per promuovere iniziative per il risparmio energetico e una transizione verso energie più rinnovabili, in linea con gli obiettivi dell’Unione dell’energia della Commissione Juncker per un’energia pulita, sicura ed efficiente per tutti gli europei. Ulteriori investimenti in energie pulite e rinnovabili sono anche necessari per raggiungere l’impatto climatico zero dell’Unione europea entro il 2050, come proposto dalla Commissione a novembre 2018.

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Aiuti di Stato: la Commissione approva i 5,4 miliardi di euro stanziati dall’Italia a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

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simboli energia pulita

La Commissione europea ha approvato, a titolo delle norme UE in materia di aiuti di Stato, un regime di sostegno alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. La misura contribuirà alla realizzazione degli obiettivi ambientali dell’UE senza falsare indebitamente la concorrenza.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “Un maggior utilizzo di energie rinnovabili nella produzione di energia è essenziale per il futuro del nostro pianeta e dell’ambiente. Il regime da 5,4 miliardi di euro aumenterà il livello della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. Questo è in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE e con le nostre norme comuni in materia di aiuti di Stato.” (altro…)

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Mobilità pulita: presentata dalla Commissione una proposta sulle prove delle emissioni dei veicoli in condizioni di guida reali

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  In risposta a una sentenza del Tribunale dell’Unione europea, la   Commissione propone oggi di reintrodurre alcuni aspetti delle prove delle   emissioni reali di guida (RDE – real driving emissions) negli atti legislativi   che dovranno essere adottati dal Parlamento europeo e dal Consiglio. (cfr.   il comunicato stampa e le FAQ).

  La Commissione europea si è impegnata molto attivamente nella   promozione della qualità dell’aria, nella lotta ai cambiamenti climatici e nel   sostegno alla transizione verso una mobilità pulita. Le azioni predisposte   comprendono prove aggiornate più affidabili delle emissioni in condizioni di   guida reali nonché una prova di laboratorio migliorata.

(altro…)

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