Costruire un futuro resiliente ai cambiamenti climatici — La nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici

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La Commissione europea ha adottato oggi una nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici che definisce il cammino da percorrere per essere pronti ai loro effetti inevitabili.

 

La Commissione europea ha adottato oggi una nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici che definisce il cammino da percorrere per essere pronti ai loro effetti inevitabili. Se da un lato l’UE fa tutto il possibile per mitigare i cambiamenti climatici, dentro e fuori i propri confini, dall’altro dobbiamo anche prepararci per affrontarne le ineluttabili conseguenze. Da ondate di calore mortali e siccità devastanti, a foreste decimate e coste erose dall’innalzamento del livello dei mari, i cambiamenti climatici hanno già pesanti ripercussioni in Europa e nel mondo. Prendendo le mosse dalla strategia di adattamento ai cambiamenti climatici del 2013, l’obiettivo delle proposte odierne è spostare l’attenzione dalla comprensione del problema alla definizione di soluzioni e passare dalla pianificazione all’attuazione.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, ha affermato: “La pandemia di COVID-19 ci ha ricordato con durezza che una preparazione insufficiente può avere conseguenze disastrose. Non esiste alcun vaccino contro la crisi climatica, ma possiamo ancora combatterla e prepararci ai suoi effetti inevitabili – che si fanno già sentire sia all’interno che all’esterno dell’Unione europea. La nuova strategia di adattamento ai cambiamenti climatici ci consente di accelerare e approfondire i preparativi. Se ci prepariamo oggi, possiamo ancora costruire un domani resiliente ai cambiamenti climatici.”

Le perdite economiche dovute alla maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi sono in aumento e quelle conteggiate in UE superano già, da sole, una media di 12 miliardi di € l’anno. Stime prudenti mostrano che esporre l’economia odierna dell’UE a un riscaldamento globale di 3 °C rispetto ai livelli preindustriali comporterebbe una perdita annua di almeno 170 miliardi di €. I cambiamenti climatici non incidono solo sull’economia, ma anche sulla salute e sul benessere dei cittadini europei, che soffrono sempre più a causa delle ondate di calore: a livello mondiale, la catastrofe naturale più letale del 2019 è stata l’ondata di calore che ha colpito l’Europa provocando 2 500 vittime.

L’azione in materia di adattamento ai cambiamenti climatici deve coinvolgere tutte le componenti della società e tutti i livelli di governance, all’interno e all’esterno dell’UE. Lavoreremo per costruire una società resiliente ai cambiamenti climatici migliorando la conoscenza dei loro effetti e delle soluzioni di adattamento; intensificando la pianificazione dell’adattamento e la valutazione del rischio climaticoaccelerando l’azione di adattamento e contribuendo a rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici a livello mondiale.

Adattamento più intelligente, rapido e sistemico

Le azioni di adattamento devono basarsi su dati affidabili e strumenti di valutazione dei rischi a disposizione di tutti — dalle famiglie che acquistano, costruiscono e ristrutturano abitazioni alle imprese delle regioni costiere o agli agricoltori che pianificano le proprie colture. A tale scopo la strategia propone interventi che facciano avanzare le frontiere della conoscenza sull’adattamento così da consentire di migliorare la qualità e la quantità dei dati raccolti sui rischi e le perdite connessi al clima, e di metterli a disposizione di tutti. Climate-ADAPT, la piattaforma europea per le conoscenze sull’adattamento, sarà potenziata e ampliata e sarà affiancata da un osservatorio per la salute destinato a monitorare, analizzare e prevenire meglio gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute.

Poiché i cambiamenti climatici hanno ripercussioni a tutti i livelli della società e in tutti i settori dell’economia, le azioni di adattamento devono essere sistemiche. La Commissione continuerà a integrare le considerazioni relative alla resilienza ai cambiamenti climatici in tutti i pertinenti settori d’intervento e sosterrà l’ulteriore sviluppo e attuazione di strategie e piani di adattamento, con tre priorità trasversali: integrare l’adattamento nella politica macrofinanziariasoluzioni per l’adattamento basate sulla natura e azioni di adattamento locale.

Intensificare l’azione internazionale

Le politiche in materia di adattamento ai cambiamenti climatici devono andare di pari passo con la nostra leadership mondiale nella mitigazione dei cambiamenti climatici. L’accordo di Parigi ha stabilito un obiettivo globale in materia di adattamento e ha sottolineato che l’adattamento è un fattore chiave per lo sviluppo sostenibile. L’UE promuoverà approcci subnazionali, nazionali e regionali all’adattamento, con particolare attenzione all’adattamento in Africa e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo. A livello internazionale aumenteremo il sostegno alla resilienza e alla preparazione ai cambiamenti climatici fornendo risorse, dando priorità all’azione e aumentando l’efficacia, aumentando i finanziamenti internazionali e rafforzando l’impegno e gli scambi globali in materia di adattamento. Collaboreremo inoltre con i partner internazionali per colmare il divario nei finanziamenti internazionali per il clima.

Contesto

I cambiamenti climatici sono già in atto ed è per questo che dobbiamo costruire un futuro più resiliente. Si è appena concluso il decennio più caldo mai registrato per il nostro pianeta, nel corso del quale il record dell’anno più caldo è stato battuto otto volte. La frequenza e la gravità degli eventi climatici e meteorologici estremi sono in aumento e vanno da incendi boschivi senza precedenti e ondate di calore al di sopra del Circolo polare artico a siccità devastanti nella regione mediterranea, e dagli uragani che funestano le regioni ultraperiferiche dell’UE alle foreste decimate come mai prima da infestazioni di bostrico tipografo in Europa centrale e orientale. Eventi che si manifestano lentamente, come la desertificazione, la perdita di biodiversità, il degrado del suolo e degli ecosistemi, l’acidificazione degli oceani o l’innalzamento del livello del mare, sono altrettanto distruttivi nel lungo periodo.

La Commissione europea ha annunciato questa nuova e più ambiziosa strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici nella comunicazione sul Green Deal europeo, a seguito di una valutazione della strategia 2013 condotta nel 2018 e di una consultazione pubblica aperta svoltasi tra maggio e agosto 2020. La proposta di legge europea sul clima getta le basi per una maggiore ambizione e coerenza delle politiche in materia di adattamento, integrando nel diritto dell’UE l’obiettivo globale in materia di adattamento sancito all’articolo 7 dell’accordo di Parigi e l’azione dell’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 13. Con essa l’UE e gli Stati membri si impegnano a compiere progressi costanti per aumentare la capacità di adattamento, rafforzare la resilienza e ridurre la vulnerabilità ai cambiamenti climatici e la nuova strategia di adattamento contribuirà a trasformare questi progressi in realtà.

Per ulteriori informazioni

Strategia UE 2020 di adattamento ai cambiamenti climatici

Sito web sull’adattamento ai cambiamenti climatici

Green Deal europeo

Contenuti video sull’adattamento ai cambiamenti climatici

 

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L’UE istituisce nuovi partenariati europei e investe quasi 10 miliardi di EUR per la transizione verde e digitale

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Oggi la Commissione ha proposto di istituire 10 nuovi partenariati europei  tra l’Unione europea, gli Stati membri e/o l’industria.

 

L’obiettivo è quello di accelerare la transizione verso un’Europa verde, climaticamente neutra e digitale e migliorare la resilienza e la competitività dell’industria europea. L’UE erogherà quasi 10 miliardi di € di finanziamenti e i partner metteranno a disposizione almeno un importo equivalente in investimenti. Si prevede che insieme questi contributi mobiliteranno ulteriori investimenti a sostegno delle transizioni e creeranno effetti positivi a lungo termine sull’occupazione, sull’ambiente e sulla società.

I partenariati europei istituzionalizzati proposti, alcuni dei quali si basano su imprese comuni esistenti, mirano a migliorare la preparazione e la risposta dell’UE alle malattie infettive, sviluppare aeromobili efficienti a basse emissioni di carbonio per un’aviazione pulita, sostenere l’uso di materie prime biologiche rinnovabili nella produzione di energia, garantire la leadership europea nelle tecnologie e nelle infrastrutture digitali e aumentare la competitività del trasporto ferroviario.

I partenariati europei sono approcci previsti da Orizzonte Europa, il nuovo programma di ricerca e innovazione dell’UE (2021-2027). Sono volti a migliorare e accelerare lo sviluppo e l’adozione di nuove soluzioni innovative in diversi settori mediante la mobilitazione di risorse pubbliche e private. Essi contribuiranno inoltre al conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo e rafforzeranno lo Spazio europeo della ricerca. I partenariati sono aperti a un’ampia gamma di partner pubblici e privati, quali l’industria, le università, le organizzazioni di ricerca, gli organismi investiti di attribuzioni di servizio pubblico a livello locale, regionale, nazionale o internazionale e le organizzazioni della società civile, comprese le fondazioni e le ONG.

Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa.

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Programma LIFE: l’UE investe 121 milioni di € in progetti a favore dell’ambiente, della natura e dell’azione per il clima

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La Commissione europea ha annunciato oggi investimenti per 121 milioni di € in nuovi progetti integrati nell’ambito del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima

 

 

 

La Commissione europea ha annunciato oggi investimenti per 121 milioni di € in nuovi progetti integrati nell’ambito del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima. Questa somma – aumentata del 20 % rispetto allo scorso anno – stimolerà la ripresa verde e aiuterà Belgio, Germania, Irlanda, Francia, Ungheria, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovacchia a raggiungere i loro obiettivi ambientali. Si prevede che nei progetti integrati confluiranno ingenti fondi supplementari: gli Stati membri potranno quindi contare anche su altre fonti di finanziamento dell’UE, compresi i fondi agricoli, strutturali, regionali e per la ricerca, oltre ai fondi nazionali e agli investimenti del settore privato.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha dichiarato:

“Per realizzare il Green Deal europeo dobbiamo iniziare a mobilitare le risorse senza precedenti messe a disposizione per la transizione verde in Europa dal bilancio a lungo termine dell’UE e dal fondo per la ripresa. I progetti integrati LIFE promuovono interventi concreti che contribuiscono a proteggere l’ambiente, ripristinare la natura e rafforzare la biodiversità. Con questi investimenti aiutiamo paesi e regioni a reagire alle crisi sul fronte del clima e della biodiversità e a costruire un futuro giusto e sostenibile.”

Il Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, ha aggiunto:

“Sono impaziente di vedere come questo nuovo investimento contribuirà a rendere più verde l’economia, a dare nuovo vigore alla natura e alla biodiversità e a migliorare la resilienza di questi 11 paesi di fronte ai cambiamenti climatici. I progetti integrati LIFE permettono agli Stati membri di introdurre veri cambiamenti a favore dell’ambiente e della vita delle persone: rispetto ai progetti LIFE tradizionali rendono infatti disponibili ben più fondi e capacità da destinare a strategie a lungo termine.”

I nuovi finanziamenti LIFE, più cospicui, sosterranno 12 progetti su larga scala connessi all’ambiente e al clima in 11 Stati membri.

progetti integrati(link is external) migliorano la qualità della vita dei cittadini aiutando gli Stati membri a conformarsi alla normativa dell’UE in sei settori: natura, acqua, aria, rifiuti, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai cambiamenti climatici. Sostengono i piani necessari per attuare la legislazione in materia di ambiente e clima in modo coordinato e su vasta scala territoriale. Gli investimenti annunciati oggi nel quadro del programma LIFE saranno in grado di mobilitare importanti finanziamenti complementari provenienti da altre fonti UE, compresi i fondi agricoli, regionali e strutturali e Orizzonte 2020, oltre ai contributi di attori nazionali e regionali e di investitori privati.

Breve panoramica dei progetti

Conservazione della natura: cinque progetti naturalistici in Lettonia, Slovacchia, Italia, Paesi Bassi e Germania favoriranno il ripristino degli ecosistemi naturali, in linea con la strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, migliorando la gestione della rete Natura 2000 e i collegamenti fra aree protette. Ne beneficeranno vari habitat e specie, tra cui foreste, fiumi, terreni agricoli, pascoli, torbiere, specie acquatiche e avicole.

Acqua: un progetto introdurrà misure per migliorare la qualità dell’acqua nella regione francese dei Paesi della Loira, mentre un altro contribuirà a ripulire il bacino idrografico del fiume Pilica, in Polonia, attraverso azioni pilota incentrare sulle infrastrutture blu e verdi e altre iniziative, il tutto a sostegno della direttiva quadro dell’UE sulle acque.

Gestione dei rifiuti: un progetto belga ridurrà i rifiuti di plastica promuovendo la sostenibilità – dal miglioramento della durata di vita dei prodotti alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclaggio dei rifiuti – nell’intento di sostenere il piano d’azione dell’UE per l’economia circolare.

Mitigazione dei cambiamenti climatici: un progetto affronterà la dipendenza dell’Ungheria dalla lignite, sfruttando i finanziamenti LIFE per aiutare le autorità a decarbonizzare progressivamente la centrale elettrica di Mátra mediante la sostituzione dei generatori alimentati a lignite con soluzioni tecnologiche a basse emissioni di carbonio. Il programma LIFE favorirà anche l’attuazione del piano d’azione regionale per il clima e l’energia nella regione polacca di Małopolska al fine di garantire una transizione giusta. Infine, un progetto in Irlanda ripristinerà circa 10 000 ettari di torbiere, che vantano grandi capacità di stoccaggio del carbonio: si tratta di una superficie equivalente all’incirca a quella della città di Dublino.

Adattamento ai cambiamenti climatici: i fondi del programma LIFE aiuteranno l’arcipelago portoghese delle Azzorre a diventare più resiliente ai cambiamenti climatici. Il gruppo responsabile del progetto contribuirà infatti ad attuare il programma regionale di adattamento ai cambiamenti climatici sulle nove isole.

I progetti sono illustrati nell’allegato del presente comunicato stampa.

Contesto

Il programma LIFE è lo strumento finanziario dell’UE per l’ambiente e l’azione per il clima. Attivo dal 1992, ha cofinanziato più di 5 500 progetti nell’UE e oltre; il numero di progetti in corso si attesta costantemente sui 1 100. La dotazione per il periodo 2014-2020 era pari a 3,4 miliardi di € a prezzi correnti, mentre l’accordo politico sul bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027 prevede una dotazione di 5,4 miliardi di € a prezzi correnti, con un aumento di quasi il 60 %.

progetti integrati LIFE sono stati introdotti per consentire alle autorità degli Stati membri di attuare nella massima misura possibile la normativa in materia di ambiente e di clima. Offrono finanziamenti a piani, programmi e strategie sviluppati a livello regionale, multiregionale o nazionale e aiutano gli Stati membri a rispettare le norme fondamentali dell’UE in sei settori: natura, acqua, aria, rifiuti, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai cambiamenti climatici.

La peculiarità dei progetti integrati consiste nel permettere agli Stati membri di attingere anche da altre fonti di finanziamento dell’UE, compresi i fondi agricoli, strutturali, regionali e per la ricerca, nonché dai fondi nazionali e dagli investimenti del settore privato.

Per ulteriori informazioni

Allegato – descrizione dei progetti

Programma LIFE 

Progetti integrati LIFE
Green Deal europeo

Foto e video sulla biodiversità

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La Commissione europea e grandi chef incoraggiano il consumo sostenibile di pesce e frutti di mare

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pesce nel piatto

La Commissione europea ha avviato “Il mare in bocca“, una nuova campagna sui social media in cui grandi chef incoraggiano il consumo di pesce e frutti di mare catturati o prodotti in modo sostenibile. La campagna arriva in un momento in cui pescatori e acquacoltori si trovano ad affrontare l’impatto economico delle misure sanitarie legate alla lotta contro la pandemia di COVID-19, come i vari blocchi o la chiusura di ristoranti e servizi di ristorazione, che rappresentano i principali sbocchi per i loro prodotti.

Con questa campagna la Commissione intende anche sensibilizzare i consumatori all’importanza del consumo locale, stagionale e sostenibile. Se prodotti o catturati correttamente, pesce e frutti di mare possono occupare un posto importante in una dieta sostenibile, con un’impronta ambientale e di carbonio molto più bassa rispetto alla maggior parte delle proteine animali di origine terrestre.

Il Commissario europeo per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, ha dichiarato: “La responsabilità dei consumatori è fondamentale per conseguire abitudini più sostenibili. Collaborando con alcuni degli chef più famosi d’Europa, vogliamo sensibilizzare i consumatori all’importanza che le scelte individuali quanto a prodotti ittici hanno per la salute dei mari, e al tempo stesso vogliamo sostenere i produttori acquicoli dell’UE e appoggiare il recupero sostenibile delle nostre zone costiere.

Nei prossimi tre mesi i migliori chef di nove paesi dell’UE (Belgio, Danimarca, Francia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Spagna) condivideranno le loro ricette a base di pesce e crostacei. Altri paesi seguiranno alla fine dell’anno. Nel corso della campagna, la Commissione presenterà anche le sfide e le complessità del settore. Sin dall’inizio della pandemia di COVID-19, la Commissione ha adottato una serie di misure temporanee e mirate rivolte alle sfide che la comunità dei prodotti ittici deve affrontare, quali modifiche eccezionali e misure di flessibilità del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca per una ridistribuzione semplificata delle risorse finanziarie.

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Green Deal europeo: la Commissione avvia una consultazione pubblica sulla nuova strategia UE per il suolo

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La Commissione ha avviato oggi una consultazione pubblica online sullo sviluppo di una nuova strategia dell’UE per il suolo.

 

I suoli sani sono fondamentali per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo, quali la neutralità climatica, il ripristino della biodiversità, l’inquinamento zero, sistemi alimentari sani e sostenibili e un ambiente resistente. Eppure i nostri suoli si degradano a causa di una gestione non sostenibile, dello sfruttamento eccessivo, dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento. Per questo motivo, la strategia UE sulla biodiversità per il 2030 ha annunciato l’adozione di una nuova strategia per il suolo nel 2021.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Un quarto della biodiversità del nostro pianeta si trova nel suolo. Abbiamo letteralmente un tesoro sotto i piedi, e il nostro cibo e il nostro futuro dipendono da questo tesoro. Dobbiamo dotare l’Unione europea di una solida strategia per il suolo che ci consenta di raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi in materia di clima, biodiversità e sicurezza alimentare, e intensificare gli sforzi per gestire il suolo in modo tale da rispondere alle esigenze dei cittadini, della natura e del clima.”

L’obiettivo della nuova strategia UE per il suolo consisterà nell’affrontare in modo globale le questioni relative al suolo e al terreno e nel contribuire a raggiungere entro il 2030 la neutralità in termini di degrado del suolo, vale a dire rendere nuovamente sano tanto suolo quanto ne è stato degradato dall’attività umana. Si tratta di una delle finalità chiave degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Terreni sani producono cibo e materie prime, puliscono l’acqua potabile, riducono il rischio di alluvioni e immagazzinano enormi quantità di carbonio. La strategia esaminerà pertanto come proteggere la fertilità del suolo, ridurre l’erosione e aumentare la materia organica del suolo, tenendo conto degli impegni internazionali dell’UE. I cittadini, le organizzazioni e i soggetti interessati sono invitati a partecipare alla consultazione pubblica, che rimarrà aperta per 12 settimane, fino al 27 aprile 2021. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa.

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I ministri dell’Unione per il Mediterraneo si impegnano a rafforzare l’economia blu e a promuovere la crescita sostenibile

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I ministri degli Stati membri dell’Unione per il Mediterraneo, compresi l’Unione europea e i 15 paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, si incontrano oggi per compiere un importante passo avanti in direzione di un’economia blu sostenibile nel Mediterraneo.

I ministri adotteranno una dichiarazione in cui si impegneranno a collaborare strettamente per affrontare le sfide comuni nei settori economici chiave connessi alla gestione e alla conservazione degli oceani. L’obiettivo è promuovere la ripresa economica della regione e affrontare le sfide ambientali e climatiche.

Il Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, ha dichiarato: “Oggi i ministri dell’Unione per il Mediterraneo hanno concordato una transizione a un’economia blu realmente sostenibile, nel quadro della nostra strategia di ripresa dopo la pandemia di COVID-19 e di lotta alle gravi conseguenze dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale. Si tratta di un passo decisivo per una gestione sostenibile del Mediterraneo — il nostro mare comune — e di un contributo alle ambizioni del Green Deal europeo.”

Sei anni dopo la prima dichiarazione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo sull’economia blu, i ministri concorderanno il migliore impiego dei cluster marittimi e la pianificazione dello spazio marittimo. Saranno realizzati nuovi progetti e attività comuni per sostenere la transizione a tecnologie a basse emissioni e a un’economia blu circolare, che riguarderanno anche le competenze per le attività economiche oceaniche e costiere, la lotta contro i rifiuti marini, le energie marine rinnovabili e il turismo orientato alla natura. La regione mediterranea, dove si registra un riscaldamento più rapido del 20% rispetto alla media mondiale, è fortemente esposta ai cambiamenti climatici, e le ricadute sull’ambiente marino sono tangibili. La situazione non migliorerà se non saranno adottate ulteriori misure di mitigazione e adattamento per ridurre le emissioni di carbonio e rafforzare la resilienza degli habitat marini e costieri. Per maggiori informazioni si veda il comunicato stampa.

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Ripresa verde: il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans partecipa alla sessione del Forum di Davos sul tema “Stimolare la transizione verde in Europa”

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Questo pomeriggio il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans partecipa alla sessione del Forum di Davos dedicata al tema “Stimolare la transizione verde in Europa“.

 

 

L’Unione europea si è impegnata a diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 e il Green Deal è il pilastro centrale della ripresa economica dopo la pandemia di COVID-19. Sfruttando la ripresa economica per stimolare la transizione verde si contribuirà a costruire un’Europa più sostenibile, resiliente e giusta.

Con il suo programma di ripresa senza precedenti, Next Generation EU, l’UE dispone di più finanziamenti pubblici che mai per contribuire a plasmare questa transizione. Il 30% del bilancio settennale dell’UE sarà destinato all’azione per il clima e il 37% dei 672,5 miliardi di € del dispositivo per la ripresa e la resilienza, il programma faro di Next Generation EU, sarà dedicato alle priorità del Green Deal. Tutti i fondi dell’UE inoltre devono rispettare il principio di non nuocere in modo significativo all’azione per il clima e l’ambiente.

I finanziamenti pubblici da soli non basteranno e il settore privato dovrà contribuire in modo significativo per rendere la necessaria transizione un successo globale. Il 2021 è un anno cruciale per l’azione per il clima a livello internazionale ed è necessario uno sforzo globale per conseguire gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

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BlueInvest Day 2021 annuncia nuovi fondi per l’economia degli oceani

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mare

Il Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius, partecipa oggi alla conferenza BlueInvest Day 2021, organizzata congiuntamente dalla Commissione europea e dal Fondo europeo per gli investimenti, alla quale sono iscritti partecipanti di 67 paesi, compresi tutti gli Stati membri dell’UE.

La conferenza BlueInvest Day 2021 riunisce innovatori, imprenditori, investitori nell’economia blu, rappresentanti di alto livello delle pubbliche amministrazioni e del settore pubblico, con l’obiettivo di generare opportunità concrete per le imprese del settore marittimo.

Il Commissario Sinkevičius ha dichiarato: “Con BlueInvest, la Commissione e il Fondo europeo per gli investimenti dispongono di un potente strumento per promuovere l’economia blu quale pietra angolare del Green Deal europeo. Invitiamo le piccole e medie imprese e le start-up innovative a trarre vantaggio dai fondi e ad aiutarci a realizzare per l’Europa un futuro sostenibile e neutro in termini di emissioni di carbonio.”

L’iniziativa pilota BlueInvest, gestita dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e resa possibile dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, fornisce finanziamenti a fondi sottostanti che sostengono l’economia blu innovativa. Tali investimenti, che mobiliteranno in totale circa 300 milioni di € di finanziamenti azionari, sosterranno le start-up che sviluppano prodotti, materiali e servizi innovativi che possono contribuire a migliorare la conservazione degli oceani e la sostenibilità dell’economia blu.

L’economia blu può svolgere un ruolo importante nella transizione a un’economia neutra in termini di emissioni di carbonio entro il 2050, una delle ambizioni annunciate nel Green Deal europeo. Il programma è sostenuto dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), pilastro finanziario del piano di investimenti per l’Europa.

Oggi al BlueInvest Day due nuovi fondi riceveranno finanziamenti nell’ambito dell’iniziativa BlueInvest. Tre ulteriori investimenti in fondi specializzati dell’economia blu, sostenuti da BlueInvest e InnovFin Equity nell’ambito del finanziamento del programma Orizzonte 2020, sono stati approvati e dovrebbero concretizzarsi nel corso del 2021.

Il Fondo europeo per gli investimenti ha mobilitato 45 dei 75 milioni di € dell’iniziativa pilota BlueInvest, da quando questa è stata avviata l’anno scorso. La Commissione presenterà nel corso dell’anno la sua strategia per l’economia blu, che delineerà misure per un’economia che sfrutti il potenziale degli oceani. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa.

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Dal produttore al consumatore: pressione della Commissione a favore di imprese alimentari e pratiche commerciali responsabili

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Oggi la Commissione ha avviato discussioni con le parti interessate sull’elaborazione di un codice di condotta per pratiche commerciali e di marketing responsabili in occasione di un evento virtuale al quale hanno partecipato il Vicepresidente esecutivo Timmermans e la Commissaria Kyriakides.

Il codice mira a delineare un percorso per il ruolo collettivo degli attori della filiera alimentare nella transizione a un sistema alimentare dell’UE più sostenibile, al fine di rendere più facile per i consumatori scegliere un’alimentazione sana e sostenibile.

Il codice, che dovrebbe essere pronto per la firma delle parti interessate nel giugno 2021, comprenderà tutti i principali aspetti della sostenibilità dei sistemi alimentari (economici, sociali e ambientali) e rispecchierà gli obiettivi e le ambizioni della strategia “Dal produttore al consumatore” e del Green Deal europeo. La strategia “Dal produttore al consumatore” ha chiamato gli attori della catena che va dalla produzione al consumo, compresi i trasformatori alimentari, gli operatori del settore alberghiero/dei servizi di ristorazione e i dettaglianti, a indicare la via per aumentare la disponibilità e l’accessibilità economica di scelte alimentari sane e sostenibili. L’evento di oggi costituisce un elemento fondamentale nel cammino verso il conseguimento degli ambiziosi e importanti obiettivi della strategia.

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Agricoltura: la Commissione pubblica un elenco di potenziali regimi ecologici

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immagini agricole

 

 

La Commissione ha pubblicato un elenco di potenziali pratiche agricole che i regimi ecologici potrebbero sostenere nella futura politica agricola comune (PAC).

 

Nell’ambito della riforma della PAC attualmente in fase di negoziazione tra il Parlamento europeo e il Consiglio, i regimi ecologici sono un nuovo strumento destinato a premiare gli agricoltori che scelgono di spingersi oltre in termini di tutela ambientale e azione per il clima

L’elenco è inteso a contribuire al dibattito sulla riforma della politica agricola comune e sul suo ruolo nel conseguimento degli obiettivi del Green Deal. Rafforza inoltre la trasparenza del processo di definizione dei piani strategici della PAC e fornisce agli agricoltori, alle amministrazioni, agli scienziati e alle parti interessate una base per ulteriori discussioni sull’uso ottimale di questo nuovo strumento. La futura politica agricola comune svolgerà un ruolo cruciale nella gestione della transizione a un sistema alimentare sostenibile e nel sostegno agli agricoltori europei. I regimi ecologici contribuiranno in modo significativo a questa transizione e agli obiettivi del Green Deal.

Nel maggio 2020 la Commissione ha pubblicato le strategie “Dal produttore al consumatore” e sulla biodiversità, mentre nel 2018 ha presentato le sue proposte per la riforma della PAC, introducendo un approccio più flessibile, basato su prestazioni e risultati, che tenga conto delle condizioni e delle esigenze locali ampliando nel contempo le ambizioni a livello dell’UE per quanto riguarda la sostenibilità. Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno concordato le rispettive posizioni negoziali sulla riforma della PAC rispettivamente il 23 e il 21 ottobre 2020, consentendo l’avvio dei triloghi il 10 novembre 2020.

La Commissione ha la ferma intenzione di svolgere appieno il proprio ruolo nei negoziati di trilogo sulla PAC, in veste di mediatrice imparziale tra i colegislatori e quale forza trainante per una maggiore sostenibilità al fine di conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo. Una scheda informativa è disponibile online e ulteriori informazioni sono disponibili qui.

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