Relazione dell’Agenzia internazionale dell’energia sulle politiche energetiche dell’UE

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In un evento online organizzato congiuntamente dalla Commissione europea e dall’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), il direttore esecutivo dell’agenzia Fatih Birol presenterà l’esame approfondito delle politiche energetiche dell’UE condotto dell’AIE e la Commissaria per l’Energia Kadri Simson illustrerà i piani dell’UE per la ripresa.

 

 

Dai risultati dell’analisi, pubblicati oggi, emerge che l’UE è sulla buona strada per un futuro energetico più pulito e resiliente e continua a svolgere un ruolo guida a livello mondiale per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

La Commissaria Simson ha dichiarato: “L’esame approfondito della politica energetica dell’UE da parte dell’AIE giunge in un momento cruciale in cui discutiamo delle priorità di investimento per la ripresa economica e del futuro bilancio dell’UE. La relazione sostiene il fermo impegno della Commissione a favore di una ripresa verde, che è al centro del suo piano per la ripresa del valore di 750 miliardi di EUR, denominato Next Generation EU. Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con l’AIE nel progettare le politiche europee volte a trasformare il nostro settore energetico e al tempo stesso ad offrire occupazione, crescita e una migliore qualità della vita.”

La relazione riconosce il grande potenziale del nuovo piano per la ripresa della Commissione per stimolare la crescita economica, creare nuovi posti di lavoro e sostenere la transizione verso l’energia pulita. È possibile seguire l’evento dell’AIE online dalle ore 17:00. Il testo integrale dell’esame approfondito è disponibile qui. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito della DG Energia e il discorso della Commissaria Simson sarà disponibile qui dopo le 17:30.

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La Commissione ha adottato oggi una relazione sulla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD)

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Oceani puliti

La Commissione ha adottato oggi una relazione sulla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD) che rivela che, sebbene il quadro dell’UE per la protezione dell’ambiente marino sia uno dei più completi e ambiziosi a livello mondiale, rimangono sfide persistenti quali l’eccesso di nutrienti, il rumore sottomarino, i rifiuti di plastica e altri tipi di inquinamento, così come la pesca non sostenibile.

Questo messaggio è stato ulteriormente rafforzato dalla relazione “Marine Messages II” dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), anch’essa pubblicata oggi.La Commissione ha adottato oggi una relazione [add link] sulla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD) che rivela che, sebbene il quadro dell’UE per la protezione dell’ambiente marino sia uno dei più completi e ambiziosi a livello mondiale, rimangono sfide persistenti quali l’eccesso di nutrienti, il rumore sottomarino, i rifiuti di plastica e altri tipi di inquinamento, così come la pesca non sostenibile. Questo messaggio è stato ulteriormente rafforzato dalla relazione “Marine Messages II” dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), anch’essa pubblicata oggi.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Questa relazione e i “Marine Messages” dell’AEA confermano la necessità di intensificare gli interventi per rispettare i nostri mari e i nostri oceani. Abbiamo fatto dei progressi, ad esempio nel settore della pesca sostenibile, ma occorrono ulteriori sforzi per raggiungere il rendimento massimo sostenibile ovunque e per fermare l’inquinamento irresponsabile dei nostri mari. Constato con dispiacere che gli Stati membri dell’UE non riusciranno a conseguire il buono stato ecologico che erano tenuti a raggiungere per legge in tutte le loro acque marine entro il 2020 e che, per alcune regioni marine, gli sforzi richiesti sono notevoli. La Commissione avvierà un riesame della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino per verificare cosa ha funzionato e cosa no, e per ovviare alle carenze individuate. Proteggere i nostri mari e i nostri oceani è parte integrante del Green Deal europeo ed è il presupposto che permetterà ai nostri pescatori e alle nostre pescatrici di fornirci prodotti ittici sani, di elevata qualità e sostenibili anche in futuro: merita quindi la nostra costante attenzione in tutti i settori politici”.

Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia europea dell’ambiente, ha dichiarato: “I nostri mari ed ecosistemi marini subiscono le conseguenze di anni di sfruttamento eccessivo e di grave incuria. Potremmo presto raggiungere un punto di non ritorno ma, come conferma la nostra relazione, se agiamo in maniera decisa e coerente abbiamo ancora la possibilità di ripristinare gli ecosistemi marini e raggiungere un equilibrio sostenibile tra il nostro modo di utilizzare i mari e il nostro impatto sull’ambiente marino. In tale contesto, dobbiamo basarci sulla nuova strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2030 e su altri aspetti del Green Deal europeo per avviare un’azione urgente e coerente di protezione e ripristino.”

La relazione MSFD presenta un quadro eterogeneo dei mari d’Europa. Quasi la metà delle acque costiere europee è soggetta a un’intensa eutrofizzazione. Anche se le norme dell’UE che disciplinano le sostanze chimiche hanno portato a una riduzione dei contaminanti, nella maggior parte delle specie marine si è assistito a un maggiore accumulo di plastica e di residui chimici della plastica. Mentre alcune specie danno segnali di ripresa, altre mostrano un forte deterioramento. La pressione di pesca è diminuita nell’Oceano Atlantico nordorientale e nel Mar Baltico, ma i fondali marini costieri di tutta Europa sono ancora oggetto di consistenti perturbazioni fisiche.

La relazione “Marine Messages II” dell’AEA, che contribuisce al riesame della Commissione, dimostra che l’utilizzo storico e attuale dei nostri mari sta facendo sentire i suoi effetti modificando la composizione delle specie e degli habitat marini e la generale composizione fisica e chimica del mare. Essa propone soluzioni in grado di aiutare l’UE a conseguire il suo obiettivo di rendere i mari puliti, sani e produttivi, principalmente attraverso una gestione basata sugli ecosistemi. Mostra inoltre che in alcune zone vi sono segnali di ripristino dell’ecosistema marino in seguito agli sforzi considerevoli, spesso decennali, profusi per ridurre alcuni effetti come quelli causati dai contaminanti, dall’eutrofizzazione e dalla pesca eccessiva.

Contesto

La direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (MSFD) ha favorito una migliore comprensione delle pressioni e delle conseguenze delle attività umane sul mare e delle relative implicazioni per la biodiversità marina, gli habitat e gli ecosistemi che sostengono. Le conoscenze acquisite nell’attuazione della direttiva hanno contribuito, per esempio, in modo determinante all’adozione della direttiva sulla plastica monouso, e hanno accresciuto la cooperazione tra gli Stati membri costieri delle quattro regioni marittime europee, nonché tra le regioni marine. Di conseguenza anche i paesi terzi mirano ora a raggiungere un buono stato ecologico o uno stato equivalente.

La direttiva impone agli Stati membri di elaborare strategie coordinate a livello regionale per ottenere mari puliti, sani e produttivi. L’obiettivo generale, indicato come “buono stato ecologico”, è determinato da una serie di cosiddetti “descrittori” (ad esempio la biodiversità, la pesca, l’eutrofizzazione, i contaminanti, i rifiuti, il rumore sottomarino). Si tratta di un atto legislativo fondamentale che protegge e preserva la biodiversità marina e i suoi habitat ed è pertanto uno strumento importante per attuare la strategia sulla biodiversità e la strategia “Dal produttore al consumatore” per il 2030 e contribuire in modo determinante al conseguimento dell’obiettivo “inquinamento zero” in mare. È inoltre strettamente collegata alle prossime strategie sulle sostanze chimiche sostenibili e sui trasporti intelligenti e sostenibili.

La MSFD deve essere riesaminata entro la metà del 2023 e, se necessario, saranno proposte modifiche. Il riesame analizzerà ulteriormente i risultati e le sfide nell’ambito della protezione ambientale dei mari europei secondo l’agenda “Legiferare meglio” della Commissione e verrà effettuato parallelamente a un riesame della politica comune della pesca.

Per ulteriori informazioni

Oceani, mari e coste dell’Europa

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Frans Timmermans e Virginijus Sinkevičius partecipano alla videoconferenza informale dei Ministri dell’Ambiente

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Oggi il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans e il Commissario Virginijus Sinkevičius partecipano alla videoconferenza informale dei Ministri dell’Ambiente dell’UE in cui si discuterà del contributo delle politiche ambientali e climatiche alla ripresa dalla crisi del coronavirus.

 

 

Il dibattito verterà sulle tre principali iniziative proposte dalla Commissione nel quadro del Green Deal europeola legge europea sul climail piano d’azione per l’economia circolare e la strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030. L’UE si sta concentrando su una ripresa economica coordinata, che offre l’opportunità di accelerare nella costruzione dell’economia verde e digitale del futuro e di un’Europa sostenibile, competitiva, resiliente ed equa per le prossime generazioni.

Per tutelare la vita umana e i mezzi di sostentamento, per riparare il mercato unico e per costruire una ripresa duratura e prospera, la Commissione ha proposto un nuovo strumento per la ripresa, Next Generation EU, con al centro il Green Deal europeo e la transizione digitale.

A conclusione della riunione, alle 13:30 circa, è prevista una conferenza stampa virtuale, che sarà trasmessa in diretta. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

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Ripresa verde: la Commissione avvia una consultazione pubblica sull’iniziativa “ondata di ristrutturazioni” per edifici efficienti sotto il profilo energetico

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casa efficiente

Oggi la Commissione ha avviato una consultazione pubblica sulle misure per promuovere la ristrutturazione edilizia in tutta l’UE. Gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. Un parco immobiliare più efficiente sotto il profilo energetico fa bene al pianeta e può dare un contributo significativo al Green Deal europeo.

L’iniziativa denominata “ondata di ristrutturazioni” è tra le priorità del piano per la ripresa economica recentemente presentato dalla Commissione, perché può creare molti posti di lavoro e mobilitare ingenti investimenti. Con questa consultazione la Commissione intende raccogliere i punti di vista di cittadini ed operatori del settore su come aumentare la percentuale e la qualità delle ristrutturazioni degli edifici mediante strumenti normativi, programmatici e finanziari. La consultazione resterà aperta fino al 9 luglio e i contributi raccolti confluiranno nelle proposte che la Commissione presenterà dopo l’estate.

Il Commissario per l’Energia Kadri Simson ha dichiarato: “Una casa confortevole e bollette energetiche contenute sono due priorità di ogni famiglia europea e desideriamo che tutti possano soddisfare queste esigenze. Vogliamo anche che gli edifici pubblici, come le scuole e gli ospedali, ma anche gli immobili commerciali, siano ristrutturati in modo da garantirne sia l’efficienza energetica che l’efficienza sotto il profilo dei costi. L’iniziativa “ondata di ristrutturazioni” creerà occupazione a livello locale e produrrà benefici economici in tutta Europa.”

La Commissione ha già pubblicato una tabella di marcia per l’iniziativa, mentre in autunno sono in programma una comunicazione e un piano d’azione. Ulteriori informazioni sulla strategia sono reperibili in questa notizia, mentre la consultazione è disponibile qui.

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Relazione 2020 sull’economia blu: i settori blu contribuiscono alla ripresa e spianano la strada al Green deal europeo

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Oggi la Commissione europea ha pubblicato la relazione 2020 sull’economia blu dell’UE, che riporta i risultati dei settori economici dell’UE connessi agli oceani e all’ambiente costiero. Con un fatturato di 750 miliardi di EUR e 5 milioni di addetti nel 2018 (+11,6% rispetto all’anno precedente), l’economia blu dell’UE gode di buona salute. Nonostante settori quali il turismo costiero e marino, la pesca e l’acquacoltura siano stati gravemente colpiti dalla pandemia di coronavirus, l’economia blu nel suo complesso ha un enorme potenziale per contribuire alla ripresa verde.

Il Commissario europeo per l’Ambiente, gli oceani e la pesca Virginius Sinkevičius ha dichiarato: “L’energia rinnovabile e gli alimenti che traiamo dal mare, il turismo costiero e marittimo sostenibile, la bioeconomia blu e molte altre attività che costituiscono l’economia blu ci aiuteranno a uscire da questa crisi più forti, più sani, più resilienti e più sostenibili. Stiamo facendo tutto il possibile per attenuare l’impatto delle misure di confinamento e proteggere i posti di lavoro nell’economia blu e il benessere delle comunità costiere mantenendo nel contempo le nostre ambizioni ambientali.”

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani e responsabile del Centro comune di ricerca (JRC), ha aggiunto: “Continuiamo a sostenere la crescita sostenibile nei settori marino e marittimo con la strategia dell’Unione europea per la crescita blu. La ricerca e l’innovazione sono pilastri fondamentali della risposta europea. Faremo in modo che la ricerca, l’innovazione e l’istruzione contribuiscano alla transizione verso un’economia blu europea. La relazione di oggi rientra in questo sostegno scientifico, fornisce informazioni preziose sulla performance economica delle attività marittime europee ed evidenzia i settori in cui è necessario agire in via prioritaria.” Maggiori informazioni e i principali elementi che emergono dalla relazione sono disponibili in questo comunicato stampa.

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Patto europeo per il clima: c’è tempo fino al 17 giugno per partecipare alla consultazione pubblica

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Promosso nell’ambito del Green Deal europeo, il Patto europeo per il clima punta a coinvolgere i cittadini e le comunità nelle azioni per il clima e l’ambiente.

 

Lo scorso 4 marzo la Commissione ha aperto una consultazione pubblica su un nuovo patto europeo per il clima. Scopo del patto è dare voce e ruolo ai cittadini e ai portatori di interessi nella progettazione di nuove azioni per il clima. Il patto intende informare, ispirare e promuovere la cooperazione tra le persone e le organizzazioni, dalle autorità nazionali, regionali e locali alle imprese, ai sindacati, alle organizzazioni della società civile, alle strutture educative, alle organizzazioni per la ricerca e l’innovazione, ai gruppi di consumatori nonché ai singoli cittadini .

La consultazione pubblica è aperta fino al 17 giugno 2020 (mezzanotte ora di Bruxelles): per partecipare cliccare qui e selezionare la lingua italiana.

Contesto

L’ambizione dell’UE di diventare il primo blocco economico climaticamente neutro del mondo entro il 2050 è l’elemento centrale del Green Deal europeo, presentato dalla Commissione l’11 dicembre 2019. La transizione verso una società a impatto climatico zero rappresenta sia una sfida che un’opportunità per costruire un futuro migliore per tutti. Si tratta delle persone e della loro vita quotidiana: come produrre, consumare, spostarsi, riscaldare o raffreddare le nostre case, lavorare e vivere insieme. Oltre alle politiche e alle normative definite dai governi, anche i cittadini, le comunità e le organizzazioni di tutti i settori della società e dell’ economia hanno un ruolo da svolgere.

Nell’ambito del Green Deal europeo la Commissione ha perciò deciso di promuovere un patto europeo per il clima, per dare a tutti la possibilità di esprimersi e di progettare nuove azioni per il clima, condividere informazioni, avviare attività di base e illustrare soluzioni che possono essere adottate anche da altri. Il patto incoraggerà i cittadini e le organizzazioni a impegnarsi in azioni concrete, intese a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e/o ad adattarsi agli inevitabili impatti dei cambiamenti climatici.

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La qualità delle acque di balneazione europee resta elevata, come attesta l’ultima valutazione annuale

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In base alla valutazione della qualità delle acque di balneazione europee di quest’anno pubblicata oggi, la loro qualità resta elevata. Quasi l’85 % dei siti balneari monitorati in tutta Europa nel 2019 soddisfa gli standard di qualità più elevati e rigorosi dell’Unione europea e può fregiarsi della qualifica di “eccellente”.

I risultati pubblicati dall’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) e dalla Commissione europea forniscono una buona indicazione di dove i bagnanti possono trovare le acque di migliore qualità. Tuttavia, a causa dell’epidemia da coronavirus e delle misure restrittive adottate in tutta Europa, i cittadini sono invitati a chiedere informazioni aggiornate alle autorità locali e nazionali e agli operatori balneari in merito alle misure di sicurezza nelle diverse località. Per aiutare gli Stati membri a revocare gradualmente le restrizioni di viaggio e consentire alle imprese turistiche di riaprire dopo mesi di chiusura nel rispetto delle necessarie precauzioni sanitarie, il 13 maggio la Commissione ha presentato un pacchetto di orientamenti e raccomandazioni.

Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Le acque di balneazione pulite sono qualcosa che generalmente diamo per scontato, ma sono invece uno dei successi collettivi europei. Sono il risultato del duro lavoro di molte persone nel corso di molti anni. La relazione di quest’anno conferma ancora una volta che i cittadini europei possono godere di standard di qualità molto elevati quando si immergono nelle acque europee e che occorre adottare tutte le misure necessarie per continuare in questa direzione.”

Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA, ha dichiarato: “Il monitoraggio e la valutazione regolari delle acque di balneazione sono essenziali per assicurare il mantenimento di una qualità che in tutta Europa è già molto elevata; inoltre, se necessario, possiamo adottare misure efficaci per affrontare il problema dell’inquinamento idrico. Acque di balneazione più pulite non vanno esclusivamente a vantaggio della nostra salute e del nostro benessere, ma anche della salute dell’ambiente.”

In base alla nota informativa quasi tutti i 22 295 siti di balneazione del continente monitorati lo scorso anno (di cui 21 981 si trovavano nei 28 Stati membri dell’UE, Regno Unito incluso) hanno soddisfatto i requisiti minimi di qualità. Anche l’Albania e la Svizzera hanno monitorato e comunicato la qualità dei siti di balneazione e i loro dati sono inclusi nella valutazione.

I risultati specifici hanno mostrato solo un lieve calo dei siti che rispettano i requisiti più elevati (qualità “eccellente”) e quelli minimi (qualità “sufficiente”) stabiliti dalla direttiva dell’UE sulle acque di balneazione: l’85% dei siti di balneazione in Europa è stato valutato di qualità “eccellente”, il 95 % soddisfa i requisiti minimi per una qualità “sufficiente”. Nella nota informativa si rileva inoltre che nei siti balneabili costieri la qualità è migliore rispetto alle zone interne.

Di tutti i siti monitorati in Europa lo scorso anno il numero di quelli valutati nel complesso “scarsi” si è attestato all’1,3 %. Tale cifra non ha subito grandi variazioni dal 2013, quando il dato era del 2 %, rispecchiando i miglioramenti a lungo termine della qualità delle acque di balneazione europee.

Dall’introduzione della direttiva sulle acque di balneazione 40 anni fa, la loro qualità è notevolmente migliorata in Europa. Monitoraggio e gestione efficaci introdotti da questa e altre normative ambientali dell’UE, come la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (1991), hanno portato a una drastica riduzione delle acque reflue urbane e industriali non depurate o parzialmente depurate che finiscono nelle acque di balneazione. Di conseguenza sono sempre più numerosi i siti di balneazione che non solo sono conformi ai requisiti minimi di qualità, ma raggiungono anche i livelli di qualità più elevati. Oltre alla relazione di quest’anno, l’AEA ha pubblicato anche una mappa interattiva aggiornata(link is external) che indica il livello di qualità delle acque di tutti i siti di balneazione. Sono inoltre disponibili relazioni per paese aggiornate e ulteriori informazioni sull’attuazione della direttiva nei diversi paesi.

La Commissione intende avviare una valutazione della direttiva nelle prossime settimane allo scopo di analizzare cosa abbia funzionato o meno. Su tale base la Commissione deciderà se adottare ulteriori iniziative per migliorare il funzionamento della direttiva.

Contesto

Tutti gli Stati membri dell’UE, l’Albania e la Svizzera monitorano i propri siti balneabili conformemente alle disposizioni della direttiva dell’UE sulle acque di balneazione. La valutazione della loro qualità ai sensi della direttiva si avvale dei valori di due parametri microbiologici, enterococchi intestinali ed Escherichia coli.

La normativa specifica se la qualità delle acque di balneazione possa essere classificata come “eccellente”, “buona”, “sufficiente” o “scarsa” a seconda dei livelli di batteri fecali riscontrati. Se l’acqua risulta di scarsa qualità gli Stati membri devono prendere provvedimenti, ad esempio vietando o sconsigliando la balneazione, informandone il pubblico e adottando misure correttive adeguate.

La contaminazione fecale dell’acqua continua a costituire un rischio per la salute umana, in particolare nei siti di balneazione. La frequentazione di spiagge o laghi contaminati può essere causa di malattie. Le principali fonti di inquinamento sono le acque reflue e le acque di drenaggio provenienti da aziende e terreni agricoli. Questo tipo di inquinamento aumenta in caso di forti piogge e inondazioni a causa della tracimazione delle fognature e del riversamento delle acque di drenaggio inquinate nei fiumi e nei mari.

Per ulteriori informazioni

Relazione sulla qualità delle acque di balneazione nel 2019

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La Commissione approva un regime italiano da 12 milioni di EUR a sostegno delle imprese attive nel settore agricolo colpite dalla crisi del coronavirus

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La Commissione europea ha approvato un regime italiano da 12 milioni di EUR a sostegno delle imprese attive nel settore agricolo colpite dalla crisi del coronavirus. Il regime è stato approvato a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato adottato dalla Commissione il 19 marzo scorso e successivamente modificato il 3 aprile e l’8 maggio.

 

 

Il sostegno sarà erogato sotto forma di sovvenzioni dirette e sarà accessibile alle imprese di tutte le dimensioni, compresi i lavoratori autonomi, operanti nel settore agricolo. Il sostegno nel quadro della politica agricola comune sarà erogato circa 4 mesi prima della data prevista. Lo scopo del regime è soddisfare il fabbisogno di liquidità degli agricoltori e aiutarli a proseguire le loro attività compensandoli per gli interessi che devono pagare su questo anticipo del pagamento. Si prevede che 1 000 imprese beneficeranno della misura.

La Commissione ha constatato che il regime italiano è conforme alle condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, gli aiuti non superano i 100 000 EUR per impresa. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata a porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, conformemente all’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e alle condizioni stabilite nel quadro temporaneo e l’ha approvata ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

Maggiori informazioni sul quadro temporaneo e sulle altre azioni intraprese dalla Commissione per far fronte all’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui. La versione non riservata della decisione sarà consultabile con il numero SA.57439 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

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Bilancio dell’UE: una ripresa verde e giusta

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Come annunciato dalla Presidente von der Leyen, la Commissione propone una nuova iniziativa, denominata REACT-EU, per aumentare il sostegno agli Stati membri da destinare alle politiche di coesione al fine di rendere le loro economie più resilienti e sostenibili nella fase di ripresa dalla crisi. L’iniziativa contribuirà a colmare il divario tra le misure di risposta immediata e la ripresa a più lungo termine.

 

Programmi come il Fondo sociale europeo e il Fondo di aiuti europei agli indigenti possono essere integrati utilizzando parte dei 55 miliardi di EUR di nuovi finanziamenti disponibili. Oltre alla risposta immediata alla crisi, la politica di coesione sarà fondamentale per garantire una ripresa equilibrata a più lungo termine, evitando asimmetrie e divergenze in termini di crescita tra gli Stati membri e al loro interno.

La Commissione sta dunque adeguando le sue proposte relative ai futuri programmi della politica di coesione e della politica sociale al fine di fornire un sostegno ancora maggiore agli investimenti per la ripresa, ad esempio per aumentare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, in settori quali il turismo e la cultura, per sostenere le piccole e medie imprese, per misure a favore dell’occupazione giovanile, dell’istruzione e della formazione, e per misure volte a combattere la povertà infantile.

La Commissione sta inoltre rafforzando il meccanismo per una transizione giusta, elemento chiave del Green Deal europeo, per garantire l’equità sociale nella transizione verso un’economia climaticamente neutra nelle regioni carbonifere e ad alta intensità di carbonio più vulnerabili.

Per maggiori informazioni si vedano le domande e risposte su REACT-EU, la politica di coesione post-2020 e il Fondo sociale europeo+; le schede informative sulla politica di coesione e i fondi sociali; un comunicato stampa su uno strumento di prestito per il settore pubblico a sostegno degli investimenti verdi in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti; e le domande e risposte sul meccanismo per una transizione giusta.

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Un’Europa più resiliente: arrestare la perdita di biodiversità e costruire un sistema alimentare sano e sostenibile

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Oggi la Commissione europea ha adottato una nuova e globale strategia per la biodiversità per riportare la natura nella nostra vita e la strategia “Dal produttore al consumatore” per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente. Le due strategie si rafforzano a vicenda e favoriscono i rapporti tra natura, agricoltori, industria e consumatori affinché lavorino insieme per un futuro competitivamente sostenibile.

 

In linea con il Green Deal europeo entrambe propongono azioni e impegni ambiziosi da parte dell’UE per arrestare la perdita di biodiversità in Europa e nel mondo e trasformare i nostri sistemi alimentari in standard di riferimento per la sostenibilità competitiva a livello globale, la protezione della salute umana e del pianeta nonché la sussistenza di tutti gli attori della catena del valore alimentare. La crisi Covid-19 ha dimostrato quanto la crescente perdita di biodiversità ci renda vulnerabili e come il buon funzionamento del sistema alimentare sia essenziale per la nostra società. Le due strategie pongono il cittadino in posizione centrale, impegnandosi ad aumentare la protezione della superficie terrestre e del mare, ripristinando gli ecosistemi degradati e dando all’UE un ruolo guida sulla scena internazionale sia per la protezione della biodiversità sia per la costruzione di una catena alimentare sostenibile.

La nuova strategia sulla biodiversità affronta le principali cause della perdita di biodiversità, come l’uso insostenibile della superficie terrestre e del mare, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, l’inquinamento e le specie esotiche invasive. Adottata durante la fase centrale della pandemia di Covid-19, la strategia costituisce un elemento centrale del piano di ripresa dell’UE, fondamentale sia per prevenire la comparsa e rafforzare la resilienza a future pandemie sia per offrire opportunità commerciali e di investimento immediate che rilancino l’economia dell’UE. Intende inoltre rendere la dimensione della biodiversità una parte integrante della strategia globale dell’UE per la crescita economica. La strategia propone, tra l’altro, di stabilire obiettivi vincolanti per ripristinare gli ecosistemi e i fiumi che hanno subito danni, migliorare la salute degli habitat e delle specie protetti dell’UE, riportare gli impollinatori nei terreni agricoli, ridurre l’inquinamento, inverdire le nostre città, rafforzare l’agricoltura biologica e altre pratiche agricole rispettose della biodiversità, e rendere più sane le foreste europee. Promuove misure concrete per rimettere la biodiversità europea sul percorso della ripresa entro il 2030, ad esempio trasformando almeno il 30 % della superficie terrestre e dei mari d’Europa in zone protette efficacemente gestite e destinando almeno il 10 % delle superfici agricole ad elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità.

Le azioni previste per la protezione, l’uso sostenibile e il ripristino della natura apporteranno benefici economici alle comunità locali, creando posti di lavoro e crescita sostenibili. Saranno sbloccati finanziamenti per 20 miliardi di €/anno destinati alla biodiversità provenienti da varie fonti, tra cui fondi dell’UE e finanziamenti nazionali e privati.

La strategia “Dal produttore al consumatore” consentirà di passare a un sistema alimentare dell’UE caratterizzato dalla sostenibilità, che salvaguarda la sicurezza alimentare e assicura l’accesso a regimi alimentari sani provenienti da un pianeta sano, riducendone l’impronta ambientale e climatica e rafforzandone la resilienza, proteggendo la salute dei cittadini e garantendo il sostentamento degli operatori economici. La strategia stabilisce obiettivi concreti per trasformare il sistema alimentare dell’UE, che comprendono ridurre del 50 % l’uso di pesticidi e dei rischi correlati, di almeno il 20 % l’uso di fertilizzanti, del 50 % le vendite di antimicrobici utilizzati per gli animali d’allevamento e l’acquacoltura e infine raggiungere l’obiettivo di destinare il 25 % dei terreni agricoli all’agricoltura biologica. Propone inoltre misure ambiziose per garantire che l’opzione più sana sia anche quella più facile per i cittadini dell’UE, anche grazie a una migliore etichettatura che risponde più adeguatamente alle esigenze dei consumatori circa le informazioni in materia di alimenti sani e sostenibili.

Gli agricoltori, i pescatori e gli acquacoltori europei svolgono un ruolo fondamentale nella transizione verso un sistema alimentare più equo e sostenibile: beneficeranno del sostegno della politica agricola comune e della politica comune della pesca attraverso nuovi flussi di finanziamento e regimi ecologici per l’adozione di pratiche sostenibili. Fare della sostenibilità il marchio dell’Europa vuol dire aprire nuove opportunità commerciali e diversificare le fonti di reddito per gli agricoltori e i pescatori europei.

In quanto parti fondamentali del Green Deal europeo, le due strategie sosterranno anche la ripresa economica. Nel contesto del coronavirus, esse intendono rafforzare la resilienza delle nostre società nei confronti di future pandemie e minacce quali gli impatti del clima, gli incendi boschivi, l’insicurezza alimentare o l’insorgenza di malattie, anche favorendo pratiche più sostenibili per l’agricoltura, la pesca e l’acquacoltura e affrontando il problema della protezione delle specie selvatiche e del commercio illecito di specie selvatiche.

Le strategie contengono inoltre importanti elementi internazionali. La strategia sulla biodiversità riafferma la determinazione dell’UE a dare l’esempio per affrontare la crisi mondiale in questo ambito. La Commissione intende mobilitare tutti gli strumenti di azione esterna e i partenariati internazionali per contribuire a sviluppare un ambizioso nuovo quadro mondiale delle Nazioni Unite per la biodiversità nell’ambito della conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica prevista per il 2021. La strategia “Dal produttore al consumatore” intende promuovere la transizione mondiale verso sistemi alimentari sostenibili, in stretta cooperazione con i suoi partner internazionali.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, ha affermato: “La crisi del coronavirus ha evidenziato la nostra vulnerabilità e quanto sia importante ripristinare l’equilibrio tra attività umana e natura. I cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità rappresentano un pericolo chiaro e attuale per l’umanità. Situate al centro del Green Deal, la strategia sulla biodiversità e la strategia “Dal produttore al consumatore” puntano su un nuovo e migliore equilibrio tra natura, sistemi alimentari e biodiversità; intendono proteggere la salute e il benessere delle persone e, al tempo stesso, aumentare la competitività e la resilienza dell’UE. Queste strategie sono una componente fondamentale del grande processo di transizione che stiamo avviando.”

Stella Kyriakides, Commissario per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Dobbiamo fare dei passi avanti e rendere il sistema alimentare dell’UE una forza trainante per la sostenibilità. La strategia “Dal produttore al consumatore” influirà positivamente e a largo spettro sui nostri modi di produzione, acquisto e consumo alimentari, a vantaggio della salute dei cittadini, delle società e dell’ambiente. Ci offre l’opportunità di conciliare i nostri sistemi alimentari con la salute del pianeta, di garantire la sicurezza alimentare e di rispondere ai desideri degli europei che aspirano a prodotti alimentari sani, equi e rispettosi dell’ambiente.”

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “La natura è indispensabile per il nostro benessere fisico e mentale, in quanto filtra l’aria e l’acqua, regola il clima e impollina le colture. Eppure agiamo come se la natura non avesse importanza e così facendo perdiamo patrimonio naturale a un tasso senza precedenti. La nuova strategia per la biodiversità si basa su ciò che ha funzionato in passato e aggiunge nuovi strumenti che ci consentiranno di avviarci verso la vera sostenibilità, con benefici per tutti. L’UE intende proteggere e ripristinare la natura, contribuire alla ripresa economica dalla crisi attuale e fare da apripista per un quadro mondiale ambizioso a protezione della biodiversità in tutto il pianeta.”

Prossime tappe

La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio ad approvare le due strategie e gli impegni che vi si assumono.Tutti i cittadini e i portatori di interessi sono invitati ad avviare un ampio dibattito pubblico.

Informazioni generali

Il Green Deal europeo, presentato l’11 dicembre 2019 dalla Commissione von der Leyen, fissa una tabella di marcia ambiziosa per il conseguimento di un’economia circolare a impatto climatico zero, in cui la crescita economica è dissociata dall’uso delle risorse.

Il Green Deal europeo è sostenuto dall’ambizioso obiettivo di arrestare e invertire la perdita di biodiversità trasformando i nostri sistemi alimentari, l’uso delle foreste, della superficie terrestre, dell’acqua e del mare, come pure dei sistemi energetici, urbani e industriali. Sottolinea inoltre l’importanza cruciale di affrontare, insieme, cambiamenti climatici e biodiversità.

Per ulteriori informazioni

Materiale per la stampa

Domande e risposte – Strategia sulla biodiversità

Domande e risposte – Strategia “Dal produttore al consumatore”

Scheda informativa – Strategia sulla biodiversità

Scheda informativa – Strategia “Dal produttore al consumatore”

Scheda informativa – La giustificazione economica per la biodiversità (The business case for biodiversity)

Scheda informativa – Vantaggi per gli agricoltori

Scheda informativa – Contributo della politica agricola comune a Green Deal europeo

Documenti:

Strategia sulla biodiversità

Strategia “Dal produttore al consumatore”

Documenti relativi alla strategia “Dal produttore al consumatore”:

documento di lavoro dei servizi della Commissione sul legame tra la riforma della PAC e il Green Deal

Consultare qui i documenti relativi alla strategia “Dal produttore al consumatore”:

  • tabella di marcia per il controllo dell’adeguatezza della legislazione in materia di benessere degli animali
  • relazione sull’attuazione della direttiva concernente l’utilizzo sostenibile dei pesticidi
  • relazione sulla valutazione REFIT della legislazione sui pesticidi
  • relazione sull’etichettatura nutrizionale da apporre sulla parte anteriore dell’imballaggio
  • documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla valutazione del regolamento relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute

Parere del gruppo dei consulenti scientifici di alto livello: “Towards a Sustainable Food System – Moving from food as a commodity to food as more of a common good

Siti web:

Green Deal europeo

Biodiversità (in inglese)

Dal produttore al consumatore (in inglese)

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