Economia circolare: la Commissione esprime soddisfazione per l’adozione definitiva da parte del Consiglio delle nuove norme in materia di plastica monouso per ridurre i rifiuti marini

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  Il Consiglio dell’UE ha adottato oggi le misure ambiziose proposte dalla   Commissione per affrontare il problema dei rifiuti marini provenienti dai 10   prodotti di plastica monouso rinvenuti più spesso sulle spiagge europee, ma   anche dagli attrezzi da pesca abbandonati e dalla plastica oxodegradabile.

 

 

Le norme relative agli articoli di plastica monouso e agli attrezzi da pesca prevedono misure diverse da applicare a prodotti diversi e collocano l’UE in prima linea nella lotta globale contro i rifiuti marini. Se esistono alternative facilmente disponibili ed economicamente accessibili, saranno esclusi dal mercato i prodotti di plastica monouso come le posate, i piatti e le cannucce. Per altri tipi di prodotto, se ne limiterà l’uso riducendo il consumo a livello nazionale; introducendo prescrizioni in materia di progettazione e etichettatura; e imponendo obblighi di smaltimento e bonifica per i produttori.

Frans Timmermans, Primo vicepresidente responsabile per lo sviluppo sostenibile, ha dichiarato: “In Europa si avverte sempre più l’urgenza di fare il possibile per porre fine all’inquinamento da plastica nei nostri mari. L’Unione europea sta rispondendo a questa chiara richiesta dei nostri cittadini. Abbiamo adottato misure ambiziose e concrete per ridurre l’uso dei prodotti di plastica monouso. Le nuove norme adottate oggi ci aiuteranno a proteggere la salute dei nostri cittadini e a salvaguardare l’ambiente naturale, promuovendo nel contempo modelli di produzione e consumo più sostenibili. Possiamo essere orgogliosi perché l’Europa sta definendo norme nuove e ambiziose che aprono la strada al resto del mondo.”

Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha aggiunto: “In un’economia moderna dobbiamo ridurre la quantità di rifiuti di plastica e garantire che la maggior parte della plastica utilizzata venga riciclata. Modalità di produzione più innovative e sostenibili creeranno nuove opportunità per le imprese europee, rafforzandone la competitività e la crescita e favorendo la creazione di nuovi posti di lavoro. Una volta attuate, le nuove norme non si limiteranno a contrastare l’inquinamento da plastica, ma consentiranno anche all’Unione europea di diventare il leader mondiale di una strategia più sostenibile in questo settore, dando impulso alla nostra economia circolare.”

Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “Le cannucce o le forchette di plastica sono oggetti di piccole dimensioni che possono causare gravi danni duraturiLa legislazione sulla plastica monouso riguarderà il 70 % dei rifiuti marini, scongiurando danni ambientali che ci costerebbero 22 miliardi di € entro il 2030. L’UE ha agito rapidamente e in modo efficace a seguito della proposta presentata dalla Commissione appena un anno fa. In fin dei conti si tratta di un atto legislativo europeo nella sua forma migliore – risponde alla domanda dei cittadini, va a vantaggio del pianeta e dei suoi abitanti e apre letteralmente la strada al resto del mondo.”

Le nuove regole sono proporzionate e concepite per ottenere i migliori risultati, in quanto a prodotti diversi si applicheranno misure diverse. Le nuove regole introducono:

  • la messa al bando dei prodotti in plastica monouso per i quali esistono alternative sul mercato – bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, aste per palloncini, ma anche tazze, contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso e tutti i prodotti in plastica oxodegradabile;
  • misure volte a ridurre il consumo di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica e marcatura ed etichettatura specifiche di alcuni prodotti;
  • regimi di responsabilità estesa dei produttori riguardanti i costi di rimozione dei rifiuti, applicati a prodotti come i filtri dei prodotti del tabacco e gli attrezzi da pesca;
  • un obiettivo di raccolta separata delle bottiglie di plastica del 90 % entro il 2029 (77 % entro il 2025) e l’introduzione di prescrizioni di progettazione per garantire che i tappi rimangano fissati alle bottiglie, ma anche l’obiettivo di integrare il 25 % di plastica riciclata nelle bottiglie in PET a partire dal 2025 e il 30 % in tutte le bottiglie di plastica a partire dal 2030. 

Prossime tappe

Alla decisione odierna del Consiglio dell’UE farà seguito la pubblicazione dei testi nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Gli Stati membri disporranno di due anni per recepire la legislazione nel loro diritto nazionale.

La direttiva ha fissato date differenziate per il recepimento di alcune misure:

  • le messe al bando e gli obblighi di marcatura dovranno essere attuati due anni dopo l’entrata in vigore;
  • l’obbligo di fissare i tappi e i coperchi ai recipienti per bevande fino a 3 litri dovrà essere recepito al più tardi cinque anni dopo l’entrata in vigore della direttiva.
  • A seconda del prodotto, tra gennaio 2023 e il 31 dicembre 2024 occorrerà soddisfare gli obblighi aggiuntivi in materia di responsabilità estesa dei produttori.

Contesto

La direttiva sulla plastica monouso è un elemento essenziale del piano d’azione per l’economia circolare della Commissione Juncker e rientra nella strategia dell’ UE sulla plastica – la strategia più completa al mondo che adotta un approccio basato sul ciclo di vita specifico dei materiali per affrontare il problema dei rifiuti di plastica che comportano sprechi e danni, a sostegno di una visione di un’industria della plastica intelligente, innovativa e sostenibile.

La direttiva segue un approccio analogo a quello, rivelatosi vincente, della direttiva del 2015 sulle borse di plastica che ha di fatto modificato rapidamente il comportamento dei consumatori. Se attuate, le nuove misure comporteranno benefici sia ambientali che economici, come ad esempio:

  • si eviterà l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente;
  • si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di € entro il 2030;
  • si genereranno risparmi per i consumatori dell’ordine di 6,5 miliardi di €.

Per ulteriori informazioni

Allegato: Direttiva sulla plastica monouso (sintesi e risultati principali)

Comunicato stampa (19 dicembre 2018): La Commissione esprime soddisfazione per l’ambizioso accordo raggiunto su nuove norme per ridurre i rifiuti marini

Scheda informativa sulla plastica monouso

Proposta sulla plastica monouso

Domande e risposte: Nuove norme UE sui prodotti di plastica monouso

Schede informative relative alla strategia sulla plastica(link is external)

Strategia europea sulla plastica

Pacchetto sull’economia circolare 

La Commissione avvia l’alleanza circolare sulle materie plastiche

Campagna “Pronti al cambiamento”

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Spazio ferroviario europeo unico: nuove norme su interoperabilità, inquinamento acustico e accesso per persone con ridotte capacità motorie

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Treno

Oggi la Commissione adotta una serie di norme riguardanti l’interoperabilità ferroviaria, l’accesso ai treni per persone con ridotte capacità motorie e l’inquinamento acustico causato dalle ferrovie.

Tali misure ultimano la preparazione del pilastro tecnico del quarto pacchetto ferroviario, che è stato adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nell’aprile del 2016 e che è ora pronto per l’attuazione prevista per il 16 giugno 2019.

Il pacchetto contribuirà al completamento dello spazio ferroviario europeo unico (il cosiddetto Mercato unico dei servizi ferroviari) e quindi alla realizzazione dell’agenda per un mercato interno più profondo e più equo, al fine di ravvivare il settore ferroviario e rendere le ferrovie europee più innovative e competitive rispetto ad altri mezzi di trasporto.

La Commissaria per i Trasporti Violeta Bulc ha dichiarato: “Oggi introduciamo un pilastro fondamentale della nostra visione del trasporto ferroviario, ponendo i nostri cittadini al centro dell’attenzione. La Commissione ha ultimato i lavori di preparazione per il quarto pacchetto ferroviario, ora è compito degli Stati membri agire rapidamente e attuare le nuove norme al fine di creare una rete ferroviaria interoperabile che renderà i trasporti ferroviari più invitanti, affidabili e competitivi e permetterà al contempo di ridurre i costi dei servizi del settore su scala europea.”

Le norme attuate in data odierna sono fondamentali per migliorare l’accessibilità delle persone con ridotte capacità motorie, ma anche per contrastare uno degli effetti negativi dei trasporti sulla salute umana: l’inquinamento acustico. Verrà promosso inoltre lo sviluppo di operazioni ferroviarie interoperabili, in particolare il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS), che costituisce la base per la digitalizzazione delle ferrovie e l’avvio di servizi automatizzati, a vantaggio dei cittadini europei e dell’industria. Infine, i costi e gli oneri amministrativi saranno sensibilmente ridotti, grazie al fatto che l’Agenzia ferroviaria europea (ERA) è stata investita della responsabilità di rilasciare le autorizzazioni e le certificazioni dei veicoli per le operazioni in tutta l’UE. Le disposizioni per i cittadini a mobilità ridotta garantiranno loro un migliore accesso alle informazioni sulle attrezzature in tutte le stazioni ferroviarie europee.

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Giornata europea del mare: la Commissione presenta la relazione sulla Blue Economy

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Oggi a Lisbona il Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella ha aperto la Conferenza per la giornata europea del mare 2019. Quest’anno l’obiettivo principale è promuovere un’economia “blu”, l’uso sostenibile delle risorse oceaniche per la crescita economica attraverso l’imprenditorialità, gli investimenti, la ricerca e l’innovazione.
La Commissione europea avrà l’occasione di presentare durante questa importante conferenza la seconda edizione della sua relazione sulla Blue Economy.

Il Commissario Vella ha dichiarato: “le regioni costiere, dove vivono 214 milioni di persone, generano il 43% del PIL dell’Unione europea. La relazione odierna conferma il ruolo di settore fortemente in crescita dell’economia “blu”, con opportunità sia in settori consolidati come il turismo e la cantieristica navale, sia in aree emergenti come l’energia oceanica o la bioeconomia blu. Ma come sappiamo, le start-up dell’economia blu e le piccole imprese spesso devono lottare per far decollare le proprie idee. Ecco perché la Commissione europea sta mettendo a punto uno strumento di sostegno alla preparazione agli investimenti, che aiuterà le start-up a maturare e ad accedere ai finanziamenti di cui hanno bisogno per espandersi”. (altro…)

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Inaugurata oggi la Settimana verde dell’UE 2019: all’esame l’attuazione delle norme ambientali

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Il Commissario Karmenu Vella inaugura oggi a Varsavia l’edizione 2019 della Settimana verde dell’UE(link is external).

Dal 13 al 17 maggio i riflettori saranno puntati sul processo di attuazione pratica delle leggi nel settore ambientale: le norme ambientali dell’UE hanno un impatto immenso sulla vita di tutti in quanto mirano a migliorare la qualità dell’acqua e dell’aria, a tutelare la natura e a generare meno rifiuti; ma perché facciano davvero la differenza occorre che siano applicate in toto.

Nell’aprile 2019 la Commissione europea ha pubblicato una serie di relazioni sull’attuazione delle norme ambientali in Europa, il cosiddetto riesame dell’attuazione delle politiche ambientali (EIR) che è anche un strumento per assistere gli Stati membri e le autorità locali nel dare efficacia alle norme dell’UE. Il riesame passa in rassegna sfide e risultati e si compone di 28 relazioni per paese che illustrano i progressi compiuti e le opportunità di miglioramento. Le relazioni comprendono azioni prioritarie specifiche per ciascun paese, la maggior parte delle quali sulla qualità dell’aria e dell’acqua, la gestione dei rifiuti e la tutela della natura.

La Settimana verde dell’UE 2019 trarrà ampio spunto dagli esiti dell’EIR e proporrà suggerimenti per il futuro. L’attuazione delle strategie e della normativa dell’UE in questo settore non è soltanto essenziale per un ambiente sano, ma offre anche nuove opportunità per stimolare una crescita economica sostenibile, l’innovazione e l’occupazione. La piena attuazione della legislazione ambientale dell’UE potrebbe far risparmiare alla nostra economia 55 miliardi di € all’anno in costi sanitari e costi diretti per l’ambiente.

Questa edizione della Settimana verde dell’UE comprende eventi in tutta Europa, con l’inaugurazione ufficiale a Varsavia (Polonia) oggi 13 maggio e una riunione ad alto livello a Bruxelles dal 15 al 17 maggio. Il Commissario Vella presenzierà alla conferenza di chiusura della Settimana verde a Bruxelles, durante la quale saranno tratte le conclusioni strategiche dell’iniziativa.

La Commissione prevede un incontro con la stampa mercoledì 15 maggio alle  ore 18. Per ulteriori informazioni   consultate cliccando sui link il  programma, su come registrarsi(link is external),  seguire il live stream dell’evento e  andare sulla newsroom.

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Il Commissario Hogan apre la conferenza “Le nostre foreste, il nostro futuro” a Bruxelles

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Domani mattina, 25 aprile, il Commissario per l’agricoltura Phil Hogan aprirà la conferenza “Le nostre foreste, il nostro futuro”, che celebrerà il ruolo delle foreste nella lotta al cambiamento climatico. I dibattiti tratteranno argomenti come il contributo del settore forestale all’innovazione, alla crescita e all’occupazione e si concentreranno in particolare sulla bioeconomia.

Interverranno anche i commissari Arias Cañete Mimica, che parteciperanno a due tavole rotonde durante le due giornate di conferenza. La sessione finale di venerdì 26 aprile verterà sulla tutela delle foreste e sulla promozione di una gestione sostenibile delle foreste a livello mondiale, in linea con i lavori sulla deforestazione globale che la Commissione europea sta preparando.

Le foreste e le altre superfici boschive coprono circa il 40% del territorio dell’UE e il settore forestale rappresenta più di 3,5 milioni di posti di lavoro nell’Unione europea. Come affermato nella dichiarazione di Cork 2.0, le foreste e il settore forestale possono contribuire in modo significativo a fornire soluzioni sostenibili alle sfide attuali e future, come la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, la protezione della biodiversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Per concludere l’evento e sottolineare l’impegno dell’UE per un settore forestale sostenibile, il commissario Hogan, accompagnato da alcuni bambini, pianterà un albero nel Parc du Cinquantenaire.

Il programma completo è disponibile online e le discussioni possono essere seguite online con l’hashtag #EUforest. Dopo il discorso di apertura, il commissario Hogan terrà un incontro con la stampa alle 10.30 di domani nell’edificio Charlemagne.

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Sicurezza alimentare: la Commissione adotta un nuovo regolamento per ridurre la presenza di acidi grassi trans

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Oggi la Commissione ha adottato un nuovo regolamento per stabilire un limite massimo all’uso di grassi trans di produzione industriale nei cibi nell’UE. Tale provvedimento ha lo scopo di tutelare la salute dei consumatori e di fornire ai cittadini europei opzioni alimentari più sane.

Negli ultimi anni numerose ricerche scientifiche, fra cui una dell’autorità europea per la sicurezza alimentare, hanno ribadito che l’assunzione di grassi trans nella dieta dovrebbe essere ridotta al minimo per evitare rischi per la salute.

 

Il limite massimo stabilito corrisponde attualmente a 2 grammi di grassi trans di produzione industriale per 100 grammi di grassi negli alimenti destinati al consumatore finale e in quelli destinati alla vendita al dettaglio. Inoltre, le imprese devono fornire informazioni sulle quantità di grassi trans negli alimenti forniti ad altre imprese in caso di superamento del limite di 2 grammi. Il presente regolamento si applicherà a decorrere dal 2 aprile 2021.

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Un’équipe di scienziati finanziati dall’UE cattura la prima immagine di un buco nero

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Oggi la Commissione ha rivelato la prima immagine di un buco nero catturata da “Event Horizon Telescope”, una collaborazione scientifica mondiale che coinvolge scienziati finanziati dall’UE. Questa importante scoperta fornisce la prova visiva dell’esistenza dei buchi neri e amplia le frontiere della scienza moderna.

La prima osservazione di un buco nero è il risultato di un’ampia collaborazione internazionale nel settore della ricerca nel quadro di Event Horizon Telescope(link is external) (EHT), in cui ricercatori finanziati dall’UE hanno svolto un ruolo fondamentale. Questo importante risultato scientifico segna un cambiamento di paradigma nella nostra comprensione dei buchi neri, conferma le previsioni della teoria della relatività generale di Albert Einstein e apre nuove linee di investigazione del nostro universo. La prima immagine di un buco nero è stata svelata oggi in occasione di sei conferenze stampa organizzate contemporaneamente in tutto il mondo.

Il commissario Carlos Moedas, responsabile per la ricerca, la scienza e l’innovazione, ha dichiarato: “La narrativa spesso ispira la scienza e i buchi neri hanno da tempo alimentato i nostri sogni e la nostra curiosità. Oggi, grazie al contributo di scienziati europei, l’esistenza dei buchi neri non è più solo un concetto teorico. Questa straordinaria scoperta dimostra ancora una volta come la collaborazione con partner di tutto il mondo può portare a realizzare l’impensabile e spostare gli orizzonti delle nostre conoscenze.”

Il presidente del Consiglio europeo della ricerca (CER), il professor Jean-Pierre Bourguignon, ha aggiunto: “Mi congratulo con gli scienziati di tutto il mondo che hanno fatto questa straordinaria scoperta e ampliato le frontiere delle nostre conoscenze. Sono particolarmente lieto di constatare che scienziati finanziati dal Consiglio europeo della ricerca hanno contribuito in misura determinante a questo progresso. L’approccio audace dell’UE nel finanziare questo tipo di ricerca di base radicalmente innovativa porta ancora una volta ad un successo; inoltre conferma ulteriormente la validità dell’obiettivo del CER di finanziare attività di ricerca ad alto rischio/ad alto potenziale di risultati.”

I finanziamenti dell’UE attraverso il Consiglio europeo della ricerca (CER) hanno fornito un sostegno determinante all’EHT. In particolare l’UE ha garantito il finanziamento di tre dei principali scienziati e delle loro équipe coinvolte in questa scoperta, ed ha anche sostenuto lo sviluppo e il potenziamento della grande infrastruttura telescopica che è stata essenziale per il successo del progetto.

I risultati di oggi vanno ad aggiungersi alle numerose realizzazioni del programma Orizzonte 2020 di finanziamento della ricerca e dell’innovazione dell’UE e dei programmi quadro che lo hanno preceduto. Sulla base di questo successo, la Commissione ha proposto Orizzonte Europa, il programma dell’UE più ambizioso di sempre il cui obiettivo è consentire all’UE di rimanere all’avanguardia nella ricerca e l’innovazione a livello mondiale.

 

CONTESTO

I buchi neri sono oggetti cosmici estremamente compressi, che contengono enormi quantità di massa all’interno di una zona piccolissima. La loro presenza ha un impatto fortissimo sulle aree circostanti, deformando lo spazio-tempo e surriscaldando qualsiasi materiale che vi cada dentro. L’immagine acquisita mostra il buco nero al centro di Messier 87, un’enorme galassia nella costellazione della Vergine. Questo buco nero si trova a 55 milioni di anni luce dalla Terra e ha una massa 6,5 miliardi di volte superiore a quella del Sole.

Per consentire l’osservazione diretta dell’ambiente circostante di un buco nero l’Event Horizon Telescope(link is external) ha cercato di potenziare e collegare una rete mondiale di otto telescopi sparsi in tutto il mondo. I telescopi sono ubicati in siti a quote particolarmente elevate, in Sierra Nevada (Spagna), sui vulcani delle Hawaii e del Messico, sulle montagne in Arizona, nel deserto Atacama in Cile e nell’Antartide. Oltre 200 ricercatori europei, americani e dell’Asia orientale partecipano a questa importante operazione internazionale.

Il Consiglio europeo della ricerca dell’UE ha finanziato gli scienziati coinvolti nella collaborazione EHT attraverso i seguenti progetti nell’ambito del programma quadro dell’UE Orizzonte 2020 e del 7º programma quadro:

  • il progetto BlackHoleCam(link is external), dotato di uno stanziamento di 14 milioni di €, mira a catturare l’immagine e a misurare e studiare i buchi neri. Dal 2014 questo progetto di ricerca, di una durata prevista di sei anni, è portato avanti da tre ricercatori di punta e dalle loro équipe; ossia i professori Heino Falcke dell’Università Radboud di Nimega (anche presidente del consiglio scientifico dell’EHT), Michael Kramer dell’Istituto Max Planck per la radioastronomia e Luciano Rezzolla dell’Università Goethe di Francoforte;
  • il progetto RadioNet(link is external) sostiene un consorzio di 27 istituti in Europa, Repubblica di Corea e Sud Africa che mirano a integrare infrastrutture di livello mondiale per la ricerca nel settore della radioastronomia. Questa ricerca riguarda anche i radiotelescopi, le schiere di telescopi, gli archivi di dati e la rete europea operativa a livello mondiale per l’interferometria a lunghissima base (EVN). Il progetto è coordinato dall’Istituto Max Planck per la radioastronomia. Negli ultimi 15 anni l’UE ha investito 30,3 milioni di € nel progetto RadioNet.

Istituito nel 2007 dall’UE, il Consiglio europeo della ricerca (CER) è la principale organizzazione europea che finanzia l’eccellenza nella ricerca d’avanguardia Ogni anno seleziona e finanzia i ricercatori più esperti e creativi di tutte le nazionalità e età per realizzare progetti in Europa. Il CER offre quattro tipi principali di sovvenzioni: sovvenzioni di avviamento, di consolidamento, per ricercatori esperti e di sinergia. Avvalendosi anche delle sovvenzioni per la verifica teorica, il CER aiuta i beneficiari a colmare il divario tra la loro ricerca pionieristica e le prime fasi della commercializzazione.

 

Per ulteriori informazioni

Foto e video del buco nero sul portale audiovisivo della Commissione

Comunicato stampa Event Horizon Telescope(link is external)

Conferenza stampa della Commissione europea sul progetto “L’Europa via satellite”

Conferenza stampa della Commissione europea sul canale EUtube(link is external)

Per informazioni aggiornate vedi FacebookInstagram e Twitter utilizzando l’hashtag #RealBlackHole

Attualità del Consiglio europeo della ricerca

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Riesame dell’attuazione delle politiche ambientali: la Commissione aiuta gli Stati membri a migliorare l’applicazione delle norme ambientali dell’UE per tutelare i cittadini e migliorare la qualità della vita

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Un’iniziativa volta a migliorare l’applicazione delle politiche e delle norme dell’UE in materia di economia circolare, natura e biodiversità, qualità dell’aria e qualità e gestione dell’acqua.

Nel quadro dell’iniziativa avviata nel 2016 per migliorare l’attuazione sia della politica ambientale europea sia delle norme stabilite di comune accordo in tutti gli Stati membri dell’UE, la Commissione ha pubblicato oggi il secondo riesame dell’attuazione delle politiche ambientali (EIR). L’attuazione delle strategie e della normativa dell’UE in questo settore non è soltanto essenziale per un ambiente sano, ma offre anche nuove opportunità per stimolare una crescita economica sostenibile, l’innovazione e l’occupazione. La piena attuazione della legislazione ambientale dell’UE potrebbe far risparmiare alla nostra economia 55 miliardi di € all’anno in costi sanitari e costi diretti per l’ambiente.

Karmenu Vella, commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha affermato: “La Commissione Juncker è determinata a costruire un’Europa che protegge e la nostra priorità è garantire che i cittadini possano godere di una gestione dell’aria, dell’acqua e dei rifiuti della migliore qualità e che il nostro capitale naturale sia protetto. Il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali aiuta gli Stati membri a far sì che ciò avvenga, mettendo a loro disposizione le informazioni e gli strumenti necessari.”

Il riesame vaglia lo stato delle politiche ambientali e dell’attuazione delle norme in ciascuno Stato membro, oltre a individuare le cause delle lacune nell’attuazione. Aiuta a trovare soluzioni prima che i problemi diventino urgenti e mira ad assistere i responsabili delle decisioni a livello nazionale individuando gli ambiti prioritari che richiedono la loro attenzione. Tutti gli Stati membri hanno fatto uso del programma inter pares (P2P) istituito nel quadro dell’EIR nel 2017 che agevola lo scambio e l’apprendimento tra le autorità ambientali.

Il pacchetto si compone di 28 relazioni per paese, che illustrano lo stato di avanzamento dell’attuazione del diritto ambientale dell’UE nonché le opportunità di miglioramento in ciascuno Stato membro, e di una comunicazione, che trae le conclusioni e definisce le tendenze comuni a livello dell’UE, nonché raccomandazioni indirizzate a tutti gli Stati membri con le principali azioni prioritarie per progredire in tal senso.

Stato di avanzamento nei principali settori di intervento

Dal riesame emerge che diciotto Stati membri sono ancora alle prese con livelli elevati di emissioni di ossido di azoto (NOx) e che quindici paesi devono ridurre ulteriormente le emissioni di particolato (PM2.5 e PM10).Considerati gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute, in linea con la sua comunicazione del maggio 2018 “Un’Europa che protegge: aria pulita per tutti”, la Commissione ha avviato dialoghi sull’aria pulita con diversi Stati membri, oltre ad avere elaborato interventi di attuazione più mirati.

Sebbene nel complesso il quadro di intervento per l’economia circolare sia stato rafforzato, la prevenzione dei rifiuti rimane una sfida importante per tutti gli Stati membri. In relazione alla gestione dei rifiuti, cinque paesi hanno già raggiunto i propri obiettivi in materia di riciclaggio dei rifiuti urbani entro il 2020, nove sono sulla buona strada, ma altri quattordici rischiano di non riuscire a raggiungerli. La solidità e l’efficienza di tali sistemi sono presupposti fondamentali dell’economia circolare.

Per quanto riguarda l’acqua resta ancora molto da fare per raggiungere pienamente gli obiettivi fissati dalle direttive sulle acque, in particolare per il conseguimento di un buono stato dei corpi idrici entro il 2027. Le acque reflue urbane non sono ancora adeguatamente trattate in due terzi degli Stati membri. Per raggiungere questi obiettivi sono essenziali maggiori investimenti e i fondi dell’UE continueranno a sostenere gli sforzi di attuazione.

In materia di protezione della natura e della biodiversità, la rete Natura 2000 ha continuato ad espandersi a terra e in mare e a livello di UE è già stato raggiunto l’obiettivo di dichiarare il 10 % delle zone costiere e marine zone marine protette entro il 2020, come stabilito dalla Convenzione sulla diversità biologica. Tuttavia, la maggior parte degli Stati membri deve accelerare gli sforzi per il completamento e la gestione della rete Natura 2000.

Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, gli Stati membri hanno compiuto buoni progressi nell’attuazione della legislazione dell’UE in materia di clima e gli obiettivi fissati per il 2020 dovrebbero essere raggiunti. Occorre però intensificare gli sforzi in tutti gli Stati membri e a livello di Unione per rispettare gli impegni internazionali assunti nell’ambito dell’accordo di Parigi e scongiurare le conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici.

Il riesame dell’attuazione delle politiche ambientali ha introdotto un nuovo strumento (il programma inter pares) per stimolare le autorità ambientali di diversi Stati membri a imparare dalle rispettive esperienze a livello transfrontaliero. Da quando è stato avviato, tutti gli Stati membri sono stati coinvolti in almeno un evento riguardante temi connessi a economia circolare, qualità dell’aria, regolamentazione sul legno, natura e biodiversità e qualità dell’acqua.

Il riesame valuta inoltre alcuni fattori abilitanti che potrebbero migliorare drasticamente l’attuazione, ad esempio la governance ambientale. La Commissione invita gli Stati membri a migliorare l’integrazione tra gli obiettivi ambientali e altri obiettivi strategici, a incrementare l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione e ad aumentare la trasparenza nelle informazioni inerenti all’ambiente. Vi è inoltre margine per coinvolgere maggiormente le autorità regionali e locali e gli altri portatori di interessi nell’affrontare le principali sfide che l’attuazione pone.

Contesto

Il primo pacchetto sul riesame dell’attuazione delle politiche ambientali è stato adottato nel febbraio 2017. Tale riesame si ispira all’iniziativa “Legiferare meglio” della Commissione, concentrandosi sul miglioramento dell’attuazione della legislazione e delle politiche esistenti.Dalla sua adozione, molti Stati membri hanno organizzato dialoghi nazionali per l’attuazione delle politiche ambientali sui temi prioritari individuati nelle rispettive relazioni e in molti casi sono stati coinvolti gli enti locali e regionali e i principali portatori di interessi. Quando le norme stabilite di comune accordo non sono correttamente attuate, la Commissione può intraprendere un’azione legale. Per evitare questa strada, la Commissione collabora con gli Stati membri per consentire loro di migliorare l’applicazione delle politiche e delle norme ambientali, attraverso il processo di riesame dell’attuazione delle politiche in questo settore.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione e allegato

28 relazioni per paese e schede informative

La relazione sull’Italia

Documento di lavoro dei servizi sul contesto politico

Sito web dedicato al riesame dell’attuazione delle politiche ambientali

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Maggiore cooperazione tra UE e Cina su ambiente, gestione delle risorse idriche e economia circolare

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Dal 1° al 3 aprile una delegazione dell’UE guidata dal Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella, sarà in Cina per approfondire le relazioni bilaterali UE-Cina in campo ambientale.

Il Commissario copresiederà il settimo dialogo sull’ambiente e avvierà due nuovi dialoghi ad alto livello sull’economia circolare e la gestione delle risorse idriche. Incontrerà anche alcuni Ministri cinesi per discutere delle priorità comuni relative all’economia circolare e idrica, alla protezione della fauna selvatica e delle foreste, al partenariato UE-Cina per gli oceani e alla lotta contro la pesca illegale.

Il Commissario Vella ha dichiarato: “L’UE e la Cina si trovano ad affrontare sfide ambientali simili. Le minacce alla biodiversità, le pressioni sulle scarse risorse naturali, le acque e gli oceani e l’inquinamento richiedono una governance solida. Insieme possiamo affrontare meglio queste sfide e assumere un ruolo guida sulla scena mondiale“.

L’economia circolare è una priorità politica importante sia per l’UE che per la Cina, come conferma il “Memorandum d’intesa sulla cooperazione in materia di economia circolare” firmato nel luglio 2018. Tenendo conto dell’esperienza acquisita con l’attuazione del Piano d’azione dell’Unione europea per l’economia circolare e della strategia dell’UE sulla plastica, i leader discuteranno di come accelerare la collaborazione bilaterale per affrontare meglio le sfide comuni e sostenere una transizione mondiale verso un modello economico circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

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Energia pulita per tutti gli europei: sì del Parlamento alle proposte relative a un nuovo assetto del mercato dell’energia elettrica

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La parola passa ora al Consiglio dell’Unione europea, che dovrà formalmente adottare il testo della direttiva e dei tre regolamenti.

Il Parlamento europeo ha approvato le nuove regole che preparano il mercato dell’energia elettrica dell’UE al futuro e mettono il consumatore al centro della transizione energetica. Si tratta di un passo importante per consentire all’Unione europea e ai suoi Stati membri di impegnarsi nella transizione verso l’energia pulita, dare seguito alla legislazione 2030 già adottata in materia di clima e rispettare gli impegni dell’accordo di Parigi. Con il completamento di questi ultimi quattro atti legislativi, si sono conclusi i negoziati sul pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” e l’UE è sulla strada giusta per decarbonizzare la propria economia nella seconda metà del secolo, mantenendo la sua competitività su scala mondiale e creando crescita e occupazione.

Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha dichiarato: “Ringrazio il Parlamento europeo per il sostegno deciso a favore della transizione verso un’energia pulita ed equa, che avvicina l’UE alla realizzazione di un’Unione dell’energia con al centro i cittadini, una delle priorità fondamentali che il Presidente Juncker aveva stabilito per questa Commissione. L’approvazione di oggi del nuovo assetto del mercato dell’energia elettrica renderà i mercati dell’energia più flessibili e faciliterà l’integrazione di una percentuale maggiore di energie rinnovabili. Un mercato energetico dell’UE integrato è il modo più efficace sotto il profilo dei costi per garantire forniture sicure e a prezzi accessibili a tutti i cittadini dell’Unione. Sono particolarmente lieto che abbiamo concordato un quadro comune per i meccanismi di regolazione della capacità che garantirà che in futuro questi meccanismi siano in linea con i nostri obiettivi climatici, tenendo conto al tempo stesso delle legittime preoccupazioni in materia di sicurezza della fornitura“.

Oggi il Parlamento europeo ha completato l’approvazione del nuovo regolamento sul mercato dell’energia elettrica e della nuova direttiva sul mercato dell’energia elettrica, nonché dei regolamenti sulla preparazione ai rischi e sull’ Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER). Lo scorso anno sono entrati in vigore il regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia, la revisione della direttiva sull’efficienza energetica, la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili e la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia. Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile online.

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