Neutralità climatica: raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti affinché le industrie ad alta intensità energetica possano contribuire all’obiettivo dell’UE per il 2050

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industria verdeLa Commissione pubblica oggi le raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti su come trasformare le industrie ad alta intensità energetica dell’UE in modo che contribuiscano a conseguire gli obiettivi a livello di UE per un’economia circolare e climaticamente neutra entro il 2050.

La Commissione pubblica oggi le raccomandazioni formulate da un gruppo di esperti su come trasformare le industrie ad alta intensità energetica dell’UE in modo che contribuiscano a conseguire gli obiettivi a livello di UE per un’economia circolare e climaticamente neutra entro il 2050. Tali obiettivi sono stati presentati nel novembre 2018 nell’ambito della strategia della Commissione “Un pianeta pulito per tutti“.

Il gruppo di esperti riunisce i rappresentanti di 11 settori industriali, tra cui le industrie dell’alluminio, dell’acciaio e del cemento, responsabili di oltre la metà del consumo energetico nell’UE. Gli esperti hanno messo a punto un quadro strategico inteso a conseguire il giusto equilibrio tra le ambizioni climatiche dell’Europa e l’esigenza di mantenere competitive le nostre industrie. Il loro contributo andrà ad alimentare il futuro Green deal europeo proposto dalla Commissione e la strategia industriale dell’UE.

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: “Le industrie dell’UE collaborano con noi nel conseguire gli obiettivi climatici e di circolarità e mi congratulo con loro per l’impegno profuso. Un’economia climaticamente neutra non è solo un’esigenza assoluta per le generazioni future, ma offre anche immense opportunità in termini di innovazione, crescita economica e occupazione.”

Le raccomandazioni prevedono l’adozione di azioni che potrebbero inviare gli opportuni segnali di mercato per attrarre nuovi investimenti e aiutare le imprese ad attuare soluzioni efficaci sotto il profilo dei costi, in direzione della neutralità climatica. Sono inoltre incentrate sulla necessità di garantire una transizione giusta, sottolineano l’importanza di dotare i lavoratori delle competenze adeguate per il futuro e di aiutare le comunità che dipendono da tali settori a gestire la transizione.

In particolare, le raccomandazioni evidenziano i fattori chiave per il successo delle tre priorità principali:

  • creare mercati per i prodotti circolari e climaticamente neutri, ad esempio facendo un uso maggiormente strategico degli appalti pubblici per la selezione di prodotti e servizi sostenibili. Ciò è previsto nella revisione del 2014 della normativa, che consente alle autorità pubbliche di utilizzare gli appalti pubblici per conseguire obiettivi ambientali, sociali o innovativi in occasione dell’acquisto di beni e servizi. Gli esperti sottolineano inoltre la necessità di aiutare i consumatori a compiere scelte più informate;
  • sviluppare progetti pilota su vasta scala concernenti le tecnologie pulite, con l’obiettivo di immetterle sul mercato. Tali progetti dovrebbero essere sostenuti impiegando fondi dell’UE e agevolando l’accesso ai finanziamenti privati;
  • passare a fonti alternative di energia e di materie prime climaticamente neutre. Per conseguire questo scopo sarebbe necessario, ad esempio, garantire l’accesso a dette fonti e la loro disponibilità a prezzi competitivi a livello mondiale, mappare le infrastrutture energetiche e il loro approvvigionamento e promuovere il principio dell’efficienza energetica al primo posto.

Il gruppo di esperti raccomanda inoltre di istituire un osservatorio della transizione industriale per monitorare i progressi compiuti dall’industria in direzione della neutralità climatica e per fornire orientamenti.

Prossime tappe

La Commissione presenterà le raccomandazioni agli Stati membri in seno al Consiglio “Competitività” dell’UE e al Parlamento europeo all’inizio dell’anno prossimo.

Contesto

Nell’ottobre 2015 la Commissione ha istituito il gruppo ad alto livello sulle industrie ad alta intensità energetica, che è composto da rappresentanti degli Stati membri, dell’industria e della società civile e ha il compito di fornire consulenza sulle politiche pertinenti per tali industrie. Nel settembre 2018 le industrie coinvolte nel gruppo ad alto livello hanno presentato una relazione(link is external) quale contributo collettivo alla strategia della Commissione “Un pianeta pulito per tutti”.

Tali industrie, che costituiscono il fulcro di molte catene del valore e sono fondamentali per la nostra economia e per l’occupazione, condividono l’ambizione dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e riconoscono l’entità della sfida posta dalla trasformazione e le opportunità che offre. Avendo ridotto del 36% le loro emissioni di gas a effetto serra nel periodo compreso tra il 1990 e il 2015, esse hanno contribuito in modo sostanziale al conseguimento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni. Dati i lunghi cicli di investimento in cui operano queste industrie, per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2050 è necessaria un’azione rapida.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa

Relazione – testo integrale

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Nuova indagine Eurobarometro: per la maggior parte degli europei l’UE dovrebbe proporre misure supplementari per la qualità dell’aria

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foto aria e acqua

Secondo una nuova indagine Eurobarometro sono oltre due terzi gli europei che ritengono che l’Unione dovrebbe proporre misure supplementari per migliorare la qualità dell’aria.

Più di metà delle 27 000 persone intervistate in tutti gli Stati membri è convinta che le famiglie, le case automobilistiche, i produttori di energia, gli agricoltori e le autorità pubbliche non stiano facendo abbastanza per promuovere una buona qualità dell’aria.

Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “È incoraggiante vedere che così tanti europei appoggiano l’azione a favore della qualità dell’aria. Nell’UE l’inquinamento atmosferico causa più di 400 000 decessi prematuri l’anno e la società paga un prezzo enorme, ad esempio in termini di assistenza sanitaria, giornate lavorative perse e danni alle colture e agli edifici. La Commissione fornisce agli Stati membri e alle imprese consulenza, orientamenti e opportunità di scambio delle migliori pratiche, oltre a sostenere gli investimenti e i finanziamenti destinati a migliorare la qualità dell’aria a beneficio di tutti. Al tempo stesso si assicura che gli Stati membri che non rispettano le norme dell’UE ne rispondano in sede giudiziaria.”

Dal sondaggio emerge anche la necessità di comunicare meglio, soprattutto a livello nazionale: la maggioranza dei partecipanti non si sente ben informata sui problemi legati alla qualità dell’aria nel proprio paese. Nonostante i dati evidenzino notevoli miglioramenti, gli intervistati sono più propensi a credere che la qualità dell’aria sia peggiorata negli ultimi 10 anni rispetto a quanto indicava un’indagine del 2017.

A maggio 2018 la Commissione Juncker ha adottato la comunicazione “Un’Europa che protegge: aria pulita per tutti”, che delinea le misure che gli attori nazionali, regionali e locali devono adottare per migliorare la qualità dell’aria in Europa. La Commissione tutela inoltre i cittadini dall’inquinamento atmosferico deferendo alla Corte di giustizia dell’Unione europea gli Stati membri che non rispettano la legislazione dell’UE in materia. Sta poi intensificando la cooperazione con gli Stati membri, confrontandosi con le autorità competenti nell’ambito dei nuovi “dialoghi sull’aria pulita” Nei prossimi due giorni, il 28 e il 29 novembre 2019, a Bratislava è in programma il forum dell’UE “Aria pulita”, che offrirà a portatori d’interessi e responsabili politici la possibilità di mettere in comune le proprie conoscenze e dare un apporto all’attuazione delle politiche europee, nazionali e locali a tutela della qualità dell’aria.

Di seguito si illustrano i risultati principali della nuova indagine speciale Eurobarometro sull’atteggiamento degli europei nei confronti della qualità dell’aria.

La maggior parte degli interpellati vuole che l’UE proponga misure supplementari

Oltre due terzi (71 %) sono del parere che l’UE dovrebbe proporre misure supplementari per far fronte ai problemi legati alla qualità dell’aria in Europa e il 38 % vorrebbe potersi esprimere su tali misure.

Quest’opinione è condivisa dalla maggioranza degli intervistati in tutti gli Stati membri.

Secondo la maggioranza degli intervistati, i problemi legati alla qualità dell’aria dovrebbero essere affrontati innanzitutto a livello internazionale

Più di 7 persone su 10 pensano che l’inquinamento atmosferico dovrebbe essere affrontato a livello internazionale (72 %). Metà dei partecipanti è a favore di un’azione a livello europeo, mentre l’altra metà propende per soluzioni sul piano nazionale.

Per la maggior parte degli intervistati (44 %) il metodo più efficace per far fronte ai problemi legati alla qualità dell’aria è prevedere misure più severe di controllo dell’inquinamento per le attività industriali e di produzione di energia: si tratta del provvedimento più citato in 25 Stati membri.

I diversi attori, comprese le famiglie, dovrebbero fare di più per affrontare i problemi legati alla qualità dell’aria

Più del 50 % degli europei intervistati in tutti gli Stati membri afferma che le famiglie, le case automobilistiche, i produttori di energia, gli agricoltori e le autorità pubbliche non stanno facendo abbastanza per promuovere una buona qualità dell’aria.

Gli europei tendono a prendere più iniziative per ridurre le emissioni nocive rispetto al 2017

7 intervistati su 10 hanno preso almeno un’iniziativa per ridurre le emissioni atmosferiche nocive, il che equivale a un aumento di 8 punti percentuali rispetto ai risultati del sondaggio del 2017.

La scelta più comune è la sostituzione delle vecchie apparecchiature ad alta intensità energetica con apparecchiature più nuove, caratterizzate da una migliore prestazione energetica (41 %).

Il livello di informazione sui problemi legati alla qualità dell’aria è piuttosto basso

La maggior parte dei partecipanti (54 %) non si sente ben informata sui problemi legati alla qualità dell’aria nel proprio paese.

La maggioranza degli intervistati ritiene che la qualità dell’aria sia peggiorata negli ultimi 10 anni e questa percezione negativa è più diffusa rispetto al 2017

Il 58 % pensa che la qualità dell’aria si sia deteriorata negli ultimi 10 anni, una percentuale superiore rispetto a chi crede che sia rimasta la stessa (28 %) o che sia migliorata (10 %).

Gli intervistati convinti che la qualità dell’aria sia peggiorata sono aumentati di 11 punti percentuali rispetto al 2017.

C’è ancora scarsa consapevolezza delle norme dell’UE in materia di qualità dell’aria

Solo un terzo circa di chi ha risposto ha sentito parlare delle norme dell’UE in materia di qualità dell’aria (31 %) e, tra questi, la maggioranza ritiene che dovrebbero essere rafforzate (63 %).

Secondo la maggior parte degli intervistati i problemi legati alla qualità dell’aria citati nell’indagine sono gravi

Oltre la metà degli intervistati è del parere che le malattie respiratorie e cardiovascolari, l’asma e le allergie rappresentino problemi molto gravi nel proprio paese.

Contesto

L’indagine è stata condotta nei 28 Stati membri dell’UE tra l’11 e il 29 settembre 2019. Sono stati intervistate de visu, al loro domicilio e nella loro lingua materna, 27 565 persone appartenenti a diversi gruppi sociali e demografici.

Lo speciale Eurobarometro fa seguito a un Eurobarometro flash del settembre 2012 sullo stesso argomento. Molte delle domande che erano state formulate in quell’occasione sono state ora riproposte; alcune figuravano anche nello speciale Eurobarometro sull’atteggiamento degli europei nei confronti dell’ambiente condotto nell’ottobre 2017.

L’indagine è stata pensata per sondare la percezione del livello di conoscenza dei problemi legati alla qualità dell’aria, delle variazioni della qualità dell’aria negli ultimi 10 anni, del ruolo di diversi attori nella promozione di un’aria di buona qualità, dei metodi più efficaci per far fronte ai problemi e del livello preferito a cui intervenire per affrontarli, nonché la conoscenza delle norme dell’UE in materia di qualità dell’aria e le opinioni al riguardo e, infine, il sostegno a misure supplementari a livello dell’UE.

I risultati dell’Eurobarometro arrivano appena prima dell’inaugurazione del forum dell’UE “Aria pulita” (Bratislava, 28-29 novembre 2019), che sarà incentrato su quattro aree tematiche: salute e qualità dell’aria, energia e qualità dell’aria, agricoltura e qualità dell’aria, meccanismi di finanziamento per l’aria pulita.

Più di 30 oratori – in rappresentanza di governi, imprese e organizzazioni non governative – esporranno le loro idee su come migliorare la qualità dell’aria e rifletteranno su come elaborare e attuare politiche, progetti e programmi efficaci a livello europeo, nazionale e locale.

Per ulteriori informazioni

Indagine Eurobarometro

Comunicazione della Commissione “Un’Europa che protegge: aria pulita per tutti”

Pagina sulla politica in materia di aria pulita

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Unione dell’energia: la Commissione pubblica il quarto elenco di progetti di interesse comune

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La Commissione europea ha adottato oggi il quarto elenco di progetti di interesse comune per una rete energetica europea connessa, adeguata al futuro, che fornisca agli europei energia pulita, economicamente accessibile e sicura.

L’elenco riflette l’importanza dell’infrastruttura per l’Unione dell’energia e rappresenta un punto di equilibrio tra i suoi diversi obiettivi: la sostenibilità, l’economicità e la sicurezza dell’approvvigionamento. Miguel Arias Cañete, Commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia, ha dichiarato: “La transizione energetica dell’Europa è in fase avanzata, con dei livelli record di energia pulita e rinnovabile e dei costi in rapida diminuzione. Ma l’infrastruttura energetica europea deve avanzare nella stessa direzione e alla stessa velocità per sostenere appieno questa transizione. Questo è il motivo per cui stiamo incentrando il nuovo elenco di progetti su interconnessioni elettriche strategiche e reti intelligenti.  Le azioni annunciate oggi a stimolo di infrastrutture per l’energia pulita sono un altro passo importante per rendere il nostro sistema energetico più sostenibile, più competitivo e più sicuro – fornendo così un vero valore aggiunto europeo e consolidando la nostra Unione europea dell’energia fondata sulla solidarietà”. Il comunicato stampa completo è disponibile qui

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Relazione della commissione 2018 sugli incendi boschivi in Europa

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IncendioLa Commissione ha pubblicato oggi la relazione annuale sugli incendi boschivi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa. Secondo la relazione, lo scorso gli incendi hanno distrutto quasi 178 000 ettari (ha) di foreste e terreni nell’UE. Malgrado si tratti di meno di un sesto della superficie bruciata nel 2017 e di un dato inferiore alla media a lungo termine, più paesi che mai sono stati colpiti da incendi di vaste dimensioni.

Durante lo scorso anno il maggior numero di incendi di 30 ha o più è stato registrato dal sistema europeo d’informazione sugli incendi boschivi in Italia (147 incendi, 14 649 ha bruciati), Spagna (104 incendi, 12 793 ha bruciati), Portogallo (86 incendi, 37 357 ha bruciati), Regno Unito (79 incendi, 18 032 ha bruciati) e Svezia (74 incendi, 21 605 ha bruciati).

Nel 2018 il meccanismo di protezione civile dell’UE  è stato attivato cinque volte per fronteggiare incendi in Europa: in Svezia, in Grecia, in Lettonia e in Portogallo. Inoltre, nel marzo 2019 l’UE ha potenziato il meccanismo di protezione civile dell’UE e lanciato il programma rescEU, volto a rafforzare la protezione dei cittadini dalle catastrofi e la gestione dei rischi emergenti in Europa e altrove.

L’edizione del 2018 della relazione annuale sugli incendi boschivi rileva tra l’altro che nel 2019 la stagione degli incendi è iniziata prima a causa della siccità e del vento, accompagnati da alte temperature. A marzo 2019 il loro numero aveva già superato la media annuale registrata nell’ultimo decennio, con molti focolai in regioni di montagna e incendi di proporzioni critiche nel delta del Danubio.

Maggiori informazioni sono disponibili in questo comunicato stampa.

 

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L’UE prende 22 nuovi impegni per oceani puliti, in buona salute e sicuri e lancia The Ocean Tracker

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oceani puliti

L’Unione europea annuncerà 22 nuovi impegni per una migliore governance degli oceani nell’edizione 2019 della conferenza Our Ocean(link is external), che si svolgerà a Oslo, Norvegia, dal 23 al 24 ottobre 2019.

Questi impegni sono azioni significative per rafforzare la governance degli oceani, in particolare per quanto riguarda la realizzazione dell’Agenda 2030 e, più specificamente, dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. Gli impegni dell’UE comprendono progetti per affrontare l’inquinamento da plastica, rendere l’economia blu più sostenibile e migliorare la ricerca e la sorveglianza marittima.

L’UE sta inoltre lanciando “The Ocean Tracker“, una mappa interattiva per seguire gli oltre 10 miliardi di € di impegni già assunti da governi, imprese e ONG.

Questo sistema di monitoraggio, esso stesso un impegno assunto nel 2017, quando l’UE ha ospitato la conferenza Our Ocean a Malta, garantirà che i progressi di tutti gli impegni siano facili da seguire.

Da parte sua, l’UE ha assunto 77 impegni dalla prima edizione della conferenza Our Ocean nel 2014. Quasi l’80 % di tutti gli impegni dell’UE è già stato rispettato o sta per esserlo, compreso il 50 % degli annunci fatti lo scorso anno.

Il Commissario Karmenu Vella, responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, rappresenterà l’UE in questa conferenza e chiederà di intensificare l’azione per la governance degli oceani: “La sostenibilità degli oceani è una sfida globale che richiede un’azione trasversale e internazionale. È giunto il momento di portare la governance degli oceani al livello successivo. Con questa nuova serie di impegni e il lancio di The Ocean Tracker, l’UE dimostra la sua leadership nella sostenibilità degli oceani“.

Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, ha aggiunto: “Gli oceani non sono solo il nostro patrimonio comune, ma il nostro futuro. È nostra responsabilità garantire che siano in buona salute e protetti in tutto il mondo. Nel nostro futuro partenariato con i paesi ACP continueremo a fungere da forza trainante internazionale promuovendola gestione sostenibile delle risorse marine, incoraggiando al contempo l’economia blu e le opportunità per migliorare la vita delle persone”.

 

22 nuovi impegni per Our Ocean, per un valore di quasi 540 milioni di €

I 22 impegni dell’UE consistono in azioni concrete e mirate, con un bilancio totale di quasi 540 milioni di € per affrontare le principali sfide legate agli oceani, quali l’impatto dei cambiamenti climatici, rafforzare la nostra base di conoscenze, stimolare l’innovazione e promuovere lo sviluppo dell’economia blu sostenibile all’interno e all’esterno dell’Europa.

Sostenere la ricerca sugli oceani: nell’ambito di Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE, 250 milioni di € saranno destinati a migliorare la nostra comprensione e a promuovere nuove tecnologie sul fronte della pesca sostenibile, della lotta contro l’inquinamento marino, della decarbonizzazione del trasporto marittimo e della promozione dell’energia rinnovabile blu.

Lottare contro l’inquinamento marino: la Commissione europea contribuirà anche alla lotta contro l’inquinamento marino promuovendo il “trasporto marittimo verde”. Le navi che riducono la quantità di rifiuti prodotti a bordo o trattano i rifiuti in una maniera comunque sostenibile saranno premiate per questi sforzi con una riduzione del contributo sui rifiuti che sono tenute a versare quando fanno scalo in un porto dell’UE.

Promuovere l’economia blu e l’innovazione: oltre 100 milioni di € saranno destinati a promuovere l’ulteriore sviluppo di un’economia blu sostenibile in Europa. Ciò comprende gli investimenti in imprese che contribuiscono a ridurre le emissioni di carbonio, rafforzare l’economia circolare e conservare gli ecosistemi.

Unire le forze in tutto il mondo per ottenere maggiori risultati: le azioni condotte all’interno dell’UE a favore di un’economia blu sostenibile e di una migliore governance degli oceani si accompagnano alla promozione di azioni analoghe in altri paesi. Nel corso della conferenza Our Ocean, l’UE firmerà un nuovo programma di partenariato per fornire 40 milioni di € a favore di catene del valore della pesca e dell’acquacoltura sostenibili nei paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP).

Capire i cambiamenti climatici e adattarvisi: 12,8 milioni di € saranno destinati al programma Copernicus per attività di monitoraggio dei ghiacci marini e della criosfera per comprendere meglio gli effetti dei cambiamenti climatici nell’Artico e nell’Antartico. L’Unione europea ha inoltre annunciato che destinerà 9,9 milioni di € a favore dell’iniziativa congiunta del Pacifico per la biodiversità, i cambiamenti climatici e la resilienza, varata dalla Francia con l’obiettivo di aumentare la capacità di 19 Stati e territori del Pacifico di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e di altri fattori di stress e per proteggere e rafforzare la biodiversità.

 

Contesto

La conferenza Our Ocean si svolge ogni anno allo scopo di sollecitare impegni concreti da parte di governi, aziende e organizzazioni non governative. In occasione delle edizioni precedenti, organizzate dai governi dell’Indonesia (2018), dell’UE (2017), degli Stati Uniti (2014, 2016) e del Cile (2015), è stata presa un’ampia gamma di impegni e sono stati stanziati svariati miliardi di €. La conferenza Our Ocean 2017, organizzata dall’UE a Malta, ha costituito un punto di svolta, con una mobilitazione senza precedenti di finanziamenti e azioni per gli oceani.

Gli impegni sono solo uno dei modi in cui la Commissione europea si adopera per accelerare la transizione verso un’economia circolare e diventare un’economia a zero emissioni di carbonio entro il 2050. Ha adottato la primissima strategia europea sulla plastica e nuove norme a livello dell’UE riguardanti i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa, nonché gli attrezzi da pesca persi e abbandonati. Nello stesso tempo si è svolta la campagna di sensibilizzazione “Pronti al cambiamento” attivamente sostenuta da molti acquari.

Gli oceani sono sottoposti a forti pressioni e i cambiamenti climatici stanno aggravando la situazione. La relazione speciale del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) riguardante gli impatti dei cambiamenti climatici sugli oceani e la criosfera, pubblicata il 25 settembre 2019, ha evidenziato che gli oceani possono rimanere in salute solo se conteniamo il riscaldamento globale entro 1,5°C. L’UE continua quindi a esortare a un’attuazione ambiziosa dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e sta adottando misure per affrontare il rapporto tra cambiamenti climatici e oceani attraverso la sua strategia per la governance internazionale degli oceani.

Dato il numero considerevole di isole e Stati costieri coinvolti nel partenariato tra l’UE e 79 paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (paesi ACP), le sfide connesse agli oceani sono al centro dei negoziati in corso per un futuro accordo tra l’UE e questi paesi (i cosiddetti negoziati post-Cotonou). Nell’ambito di tali negoziati, l’UE e i paesi ACP hanno recentemente convenuto di intensificare la loro cooperazione sulla scena internazionale, anche in materia di governance e conservazione degli oceani. Questo approccio comune, che interessa molti continenti, svolge un ruolo significativo dal momento che nel loro insieme l’UE e i paesi ACP rappresentano oltre la metà dei membri dell’ONU.

 

Per ulteriori informazioni

Impegni dell’UE per la conferenza Our Ocean 2019

Sistema di monitoraggio degli impegni di Our Ocean: The Ocean Tracker (sviluppato dall’UE)

Conferenza Our Ocean (Oslo, 23-24 ottobre 2019)

Governance internazionale degli oceani: un’agenda per il futuro dei nostri oceani

I Commissari Miguel Arias Cañete, Karmenu Vella e Carlos Moedas accolgono con favore la relazione dell’ONU sugli oceani e i cambiamenti climatici

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Promozione dei prodotti agroalimentari UE: al via la campagna 2019

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prodotti alimentari

 

 

 

81 i programmi selezionati, che beneficeranno di un finanziamento complessivo di 200 milioni di euro.

 

 

 

La Commissione europea e l’Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (CHAFEA) hanno approvato 81 campagne di promozione dei prodotti agroalimentari europei all’interno e all’esterno dell’UE nei prossimi tre anni. Le campagne selezionate beneficeranno di un finanziamento complessivo di 200 milioni di euro a carico del bilancio agricolo dell’UE.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “I prodotti agroalimentari europei sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità e genuinità. Ho potuto constatarlo personalmente in occasione delle visite che ho effettuato in diversi paesi del mondo – Cina, Giappone, Indonesia, Messico, Colombia – insieme ai produttori del settore agroalimentare dell’UE. La Commissione europea sostiene il loro duro lavoro diffondendo e mantenendo questa buona reputazione a livello globale. 

I programmi di promozione mirano ad aiutare i produttori a comunicare la qualità dei loro prodotti, a promuoverli all’interno e all’esterno dell’UE e a trovare nuovi sbocchi di mercato. Tra le priorità dei programmi figurano l’attenzione alla qualità dei prodotti alimentari europei con indicazione geografica e i metodi di produzione biologici.

Delle 81 campagne approvate, 55 si rivolgono a paesi al di fuori dell’UE, come il Brasile, il Canada, la Cina, il Messico e l’India. Le campagne selezionate riguarderanno un’ampia gamma di prodotti, quali i prodotti lattiero-caseari, le olive e gli ortofrutticoli. Ad esempio, il settore ortofrutticolo disporrà di 16 programmi dedicati, mentre quello lattiero-caseario ne avrà otto. Quest’anno i programmi selezionati provengono da candidati di 19 Stati membri.

Contesto

Metà del bilancio stanziato per la politica di promozione è destinato ai “programmi di promozione semplici”, mentre gli altri 100 milioni di euro sono destinati ai programmi multipli (90,5 milioni di €) e alle iniziative della Commissione (9,5 milioni di €).

I programmi di promozione semplici sono presentati da una o più organizzazioni proponenti di uno stesso Stato membro, mentre i programmi multipli sono presentati da almeno due organizzazioni proponenti di almeno due Stati membri o da una o più organizzazioni europee. I programmi multipli sono gestiti direttamente dalla CHAFEA mentre quelli semplici sono gestiti dalle amministrazioni nazionali. Quest’anno sono state selezionate 56 campagne per i programmi di promozione semplici e 25 per i programmi multipli.

Per tutti i programmi di promozione, l’invito a presentare proposte pubblicato a gennaio 2019 dava la possibilità di presentare domanda di finanziamento a un’ampia gamma di organizzazioni, come ad esempio organizzazioni di categoria, organizzazioni di produttori e organismi dell’agroalimentare che si occupano di attività di promozione. La CHAFEA ha poi proceduto, con l’aiuto di esperti esterni, alla valutazione e alla classifica delle proposte.

Per ulteriori informazioni

Elenco dei programmi selezionati

Politica UE di promozione dei prodotti agricoli

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Meccanismo per collegare l’Europa: 1,4 miliardi di euro per progetti per trasporti sostenibili

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trasporti logistica

 

 

Oggi la Commissione europea ha pubblicato un invito per un valore di 1,4 miliardi di euro per sostenere progetti fondamentali nel settore dei trasporti mediante il meccanismo per collegare l’Europa (CEF), il principale strumento di finanziamento dell’UE per le reti di infrastrutture.

 

 

L’investimento aiuterà a costruire i collegamenti mancanti in tutto il continente, concentrandosi al tempo stesso sui modi di trasporto sostenibili. Violeta Bulc, Commissaria responsabile dei Trasporti, ha dichiarato: “Per accelerare la decarbonizzazione e contribuire a completare la rete transeuropea di trasporto (TEN-T), stiamo sfruttando tutte le risorse messe a disposizione dal meccanismo per collegare l’Europa. Questi investimenti promuoveranno la mobilità intelligente e sostenibile e permetteranno di collegare meglio i cittadini in tutta l’Europa”.

La scadenza per presentare le candidature è il 26 febbraio 2020. Il 7 novembre 2019 si terrà una giornata informativa virtuale. Il meccanismo per connettere l’Europa (CEF) è lo strumento di finanziamento dell’UE per gli investimenti strategici nelle infrastrutture per i trasporti, l’energia e il settore digitale. Creato nel 2014, finora ha finanziato 763 progetti con fondi dell’UE per quasi 22 miliardi di euro. Ulteriori informazioni sono disponibili qui

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Conferenza sull’idrogeno al servizio dell’azione per il clima

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Domani a Bruxelles la Commissione europea ospiterà la conferenza “L’idrogeno al servizio dell’azione per il clima”, in cui si esaminerà il contributo del settore europeo dell’idrogeno per il conseguimento degli obiettivi climatici dell’UE.

 

 

 

I relatori discuteranno delle applicazioni più promettenti della tecnologia dell’idrogeno e delle opportunità di investimento, di cooperazione interregionale e di rafforzamento delle relazioni tra le imprese e i centri di ricerca e innovazione.

La tecnologia dell’idrogeno ha un potenziale enorme per la decarbonizzazione dei settori dell’industria, dei trasporti e dell’energia, poiché consente la produzione, lo stoccaggio e il consumo di energia senza emissioni. L’impiego dell’idrogeno può anche sostenere gli sforzi dell’Unione europea per il raggiungimento dell’indipendenza energetica, visto che questo tipo di energia può essere generato nell’UE integrando le centrali eoliche e solari esistenti.

Il programma completo è disponibile qui e l’evento sarà trasmesso in streaming online.

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6ª riunione della piattaforma dell’UE sul benessere degli animali

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mucche di in allevamento con veterinario

Il Commissario per la Salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis ha convocato la sesta riunione della piattaforma dell’UE sul benessere degli animali per lunedì 7 ottobre.

Inaugurata a giugno 2017, la piattaforma è ora riconosciuta come un forum fondamentale per la condivisione di informazioni e buone pratiche tra gli Stati membri e le parti interessate.

In vista della riunione, il Commissario Andriukaitis ha dichiarato: “il benessere degli animali è stato, durante tutto il mio mandato, un mio profondo impegno personale, e in soli due anni sono stati fatti passi importanti in materia, soprattutto grazie alla piattaforma. Alla luce dei cambiamenti climatici, delle sfide ambientali e delle preoccupazioni di ordine etico, sono convinto che l’attuazione e l’applicazione della normativa sul benessere degli animali siano destinate a rimanere una questione fondamentale per la futura Commissione“.

L’ordine del giorno della piattaforma di lunedì prossimo prevede la presentazione dei risultati ottenuti dai sottogruppi della Commissione in merito al trasporto degli animali e al benessere dei suini e un riepilogo delle “iniziative volontarie” realizzate dai membri. La Commissione presenterà inoltre i successi della piattaforma sin dalla sua creazione e le attività del primo centro di riferimento dell’UE sul benessere degli animali.

La riunione sarà trasmessa in streaming qui e su EbS (alle ore 9.30 CET).

Maggiori informazioni sui principali risultati ottenuti nell’ambito del benessere degli animali sono disponibili qui. #EU4AnimalWelfare.

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L’Unione europea investe 117 milioni di euro nelle infrastrutture per il trasporto sostenibile

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camion su autostrqada

L’UE ha stanziato oltre 117 milioni di euro per 39 progetti chiave nel settore dei trasporti, che contribuiranno a creare i collegamenti mancanti in tutto il continente, ponendo l’accento sulle modalità di trasporto sostenibile.

I progetti ridurranno i rumori prodotti dai treni merci, svilupperanno e miglioreranno i collegamenti ferroviari transfrontalieri e modernizzeranno le infrastrutture portuali chiave.

La Commissaria per i Trasporti Violeta Bulc ha dichiarato: “non verremo meno al nostro impegno di rendere i trasporti più sostenibili, più sicuri e più intelligenti. La decisione presa oggi imprime un ulteriore impulso alla transizione verso una mobilità a basse emissioni in Europa, a partire dalle ferrovie e dai porti.

I progetti verranno finanziati attraverso il meccanismo per collegare l’Europa, lo strumento finanziario dell’UE per sostenere i servizi di trasporto. Complessivamente, il programma ha finanziato 795 progetti per un importo totale di 22,3 miliardi di euro, mobilitando un investimento totale di 47,1 miliardi di euro nel settore dei trasporti. Per maggiori informazioni cliccare qui.

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