Soddisfazione della Commissione per l’accordo sulla qualità e l’accesso all’acqua potabile

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

goccia d'acqua

 

 

 

La Commissione accoglie con favore l’adozione della direttiva riveduta sull’acqua potabile da parte del Parlamento europeo nella sessione plenaria di ieri sera.

 

 

 

La Commissione accoglie con favore l’adozione della direttiva riveduta sull’acqua potabile da parte del Parlamento europeo nella sessione plenaria di ieri sera. La nuova direttiva garantirà un accesso più sicuro all’acqua per tutti gli europei. Al tempo stesso, assicurerà le norme qualitative per l’acqua potabile più elevate al mondo, in linea con l’obiettivo – annunciato nel Green Deal europeo – di azzerare l’inquinamento per un ambiente privo di sostanze tossiche. La nuova direttiva si basa sulla proposta presentata dalla Commissione nel febbraio 2018 sulla scorta della prima iniziativa dei cittadini europei ad avere successo, l’iniziativa “Right2Water”.

Nelle parole di Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca: “L’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari è un diritto umano fondamentale. L’attuale crisi sanitaria ci ha resi ancora più consapevoli della sua vitale importanza. L’approvazione odierna della direttiva da parte del Parlamento invia un forte messaggio di impegno per un’acqua di rubinetto più sicura per tutti gli europei”.

Il testo concordato va oltre le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle norme di sicurezza per l’acqua potabile, su cui peraltro si fonda; contiene disposizioni per controllare non solo l’acqua di rubinetto, ma anche le fonti di acqua potabile e i sistemi di distribuzione, con l’intento di ridurre al minimo i rischi dovuti alle conseguenze nocive dell’inquinamento sulla salute umana e sulle nostre risorse idriche. La direttiva rifusa affronta il problema degli inquinanti emergenti, come la microplastica, gli interferenti endocrini e i nuovi tipi di sostanze chimiche.

La direttiva introduce l’obbligo per gli Stati membri di migliorare o mantenere l’accesso ad acqua potabile sicura per tutti, con una particolare attenzione per i gruppi vulnerabili ed emarginati. Prevede inoltre un migliore accesso dei cittadini alle informazioni relative ai fornitori di acqua, ad esempio riguardo alla qualità e all’approvvigionamento di acqua potabile nella zona in cui vivono. La direttiva farà aumentare la fiducia dei consumatori nell’acqua potabile proveniente dal rubinetto, diminuendo la quantità di rifiuti derivanti dall’uso di acqua in bottiglie di plastica.

Prevede inoltre l’inclusione di requisiti igienici dettagliati per i materiali a contatto con l’acqua potabile e assegna all’Agenzia europea per le sostanze chimiche un ruolo fondamentale per garantire che nei prodotti a contatto con l’acqua – come le condutture e i rubinetti – siano usate solo sostanze sicure.

Prossime tappe

In seguito della sua approvazione odierna da parte del Parlamento europeo, la direttiva riveduta sull’acqua potabile è stata adottata. Non appena firmato congiuntamente dal presidente del Parlamento europeo e dal presidente del Consiglio dell’Unione europea, l’atto sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed entrerà in vigore 20 giorni dopo. A partire dalla data della sua entrata in vigore, gli Stati membri dispongono di due anni per conformarsi alla direttiva riveduta sull’acqua potabile.

Contesto

La maggior parte della popolazione dell’UE beneficia già di un ottimo accesso ad acqua potabile di alta qualità grazie, in parte, a oltre 30 anni di legislazione unionale in materia. Nel 2018 la Commissione ha proposto una revisione della direttiva sull’acqua potabile (98/83/CE) in risposta all’iniziativa dei cittadini europei Right2Water. La proposta è stata preceduta dalla valutazione REFIT della direttiva, era accompagnata da una valutazione d’impatto ed è in linea con le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.

 

seguici e metti mi piace

Green Deal europeo: il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans parteciperà all’evento inaugurale del patto per il clima

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

patto europeo per il clima

 

 

 

Domani, 16 dicembre, il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans parteciperà all’evento inaugurale del patto europeo per il clima, un’iniziativa a livello dell’UE che invita persone, comunità e organizzazioni a partecipare all’azione per il clima e a costruire un’Europa più verde. Il Vicepresidente esecutivo ha dichiarato: “I cambiamenti climatici ci riguardano tutti, e tutti possiamo contribuire ad evitarne le conseguenze peggiori. Il patto per il clima riunisce le persone affinché possano imparare, incoraggiare gli altri e prendere iniziative: tutti sono benvenuti a partecipare!“.

 

 

La Commissione ha varato il Green Deal europeo un anno fa come piano per trasformare l’UE in una società equa, sana, sostenibile e prospera e per riequilibrare la nostra relazione con la natura. La Commissione sta predisponendo la politica e la legislazione necessarie per dar vita a cambiamenti sistemici, ma le soluzioni delineate nel Green Deal riusciranno solo con il coinvolgimento e il contributo attivo di tutti noi. Il patto europeo per il clima offre alle persone di ogni estrazione sociale uno spazio per comunicare e per sviluppare e attuare collettivamente soluzioni per il clima, grandi e piccole. Condividendo idee e traendo ispirazione gli uni dagli altri possiamo moltiplicare il nostro impatto collettivo. Il patto è un’iniziativa aperta, inclusiva e in evoluzione incentrata sull’azione per il clima.

L’evento si svolgerà domani, 16 dicembre, dalle 9.00 alle 11.00 CET e prevede una presentazione del ruolo dei primi ambasciatori del patto europeo per il clima dell’UE, un’introduzione ai prossimi impegni legati al patto e una discussione, animata da ospiti speciali, sulle azioni che tutti noi possiamo adottare per combattere i cambiamenti climatici. Il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans discuterà dell’azione per il clima con gli ambasciatori del patto e risponderà alle domande del pubblico. È possibile iscriversi qui o seguire l’evento in diretta su Ebs.

seguici e metti mi piace

Dal produttore al consumatore: la Commissione interviene per ridurre ulteriormente l’uso di pesticidi pericolosi

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

farm to fork

 

 

Nel quadro dell’impegno dell’UE a rendere i sistemi alimentari più sostenibili e a proteggere i cittadini dalle sostanze nocive, la Commissione europea ha deciso oggi di ritirare il mancozeb dal mercato dell’UE.

 

 

 

 

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “La protezione dei cittadini e dell’ambiente dalle sostanze chimiche pericolose è una priorità per la Commissione europea. Ridurre la dipendenza dai pesticidi chimici è un pilastro fondamentale della strategia ‘Dal produttore al consumatore’ presentata la scorsa primavera. Non possiamo accettare che nell’UE vengano usati pesticidi dannosi per la nostra salute. Gli Stati membri dovrebbero ora revocare con urgenza tutte le autorizzazioni relative ai prodotti fitosanitari contenenti mancozeb“.

Il mancozeb è una sostanza attiva utilizzata in una serie di pesticidi nell’UE. La proposta, sostenuta in ottobre dagli Stati membri in sede di comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi, fa seguito alla valutazione scientifica dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), che ha confermato le preoccupazioni per la salute, in particolare per quanto concerne l’effetto tossico sulla riproduzione, e per la protezione dell’ambiente. Il mancozeb ha anche proprietà di interferente endocrino per gli esseri umani e gli animali. Gli Stati membri dovranno revocare le autorizzazioni relative a tutti i prodotti fitosanitari contenenti mancozeb entro giugno 2021.

seguici e metti mi piace

Il patto europeo per il clima: coinvolgere i cittadini per creare un’Europa più verde

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

patto europeo per il clima

 

 

 

Oggi la Commissione europea ha varato il patto europeo per il clima, un’iniziativa a livello dell’UE che invita persone, comunità e organizzazioni a partecipare all’azione per il clima e a costruire un’Europa più verde.

 

 

 

Oggi la Commissione europea ha varato il patto europeo per il clima, un’iniziativa a livello dell’UE che invita persone, comunità e organizzazioni a partecipare all’azione per il clima e a costruire un’Europa più verde. Nell’ambito del Green Deal europeo, il patto per il clima offre uno spazio dove tutti possono condividere informazioni, esprimersi e agire per far fronte alla crisi climatica, entrando così a far parte di un movimento europeo per il clima in continua crescita.

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo della Commissione europea, ha dichiarato: “Il patto europeo per il clima riunirà tutti coloro che desiderano passare all’azione a difesa del nostro pianeta. Con il patto vogliamo aiutare ogni europeo ad agire nella propria vita quotidiana, a cogliere l’opportunità di essere coinvolto nella transizione verde e di trarre vicendevole ispirazione. Quando si tratta di affrontare i cambiamenti climatici, chiunque può passare all’azione e tutti possono dare un contributo”. 

Un anno fa la Commissione ha inaugurato il Green Deal europeo, un piano per trasformare l’UE in una società equa, sana, sostenibile e prospera, e per risanare il modo in cui interagiamo con la natura. La Commissione sta predisponendo la politica e la legislazione necessarie per dar vita a cambiamenti sistemici, ma le soluzioni delineate nel Green Deal possono avere successo solo con il coinvolgimento e il contributo attivo di tutti noi.

Rafforzare la consapevolezza e sostenere l’azione

Il patto europeo per il clima offre alle persone di ogni estrazione sociale uno spazio per comunicare e per sviluppare e attuare collettivamente soluzioni per il clima, grandi e piccole. Condividendo idee e traendo ispirazione gli uni dagli altri possiamo moltiplicare il nostro impatto collettivo. Il patto è un’iniziativa aperta, inclusiva e in evoluzione incentrata sull’azione per il clima: invita le regioni, le comunità locali, l’industria, le scuole e la società civile a condividere informazioni sui cambiamenti climatici, sul degrado ambientale e sul modo in cui ciascuno affronta queste minacce esistenziali. Tramite una piattaforma online e tramite il dialogo e gli scambi tra i cittadini, il patto promuoverà il collegamento tra la transizione digitale e quella verde.

Oggi la Commissione lancia un invito rivolto a ogni persona e organizzazione affinché diventino ambasciatori del patto per il clima, dando così l’esempio e coinvolgendo le proprie comunità nell’azione per il clima.

Il patto vuole contribuire a diffondere informazioni scientificamente fondate sull’azione per il clima e fornire consigli pratici per le nostre scelte quotidiane. Appoggerà inoltre le iniziative locali e incoraggerà l’assunzione di impegni individuali e collettivi nell’ambito dell’azione per il clima, contribuendo a incentivare sostegno e partecipazione.

Nella sua fase iniziale, il patto darà priorità alle azioni incentrate su quattro ambiti che comportano vantaggi immediati non solo per il clima e l’ambiente, ma anche per la salute e il benessere dei cittadini: spazi verdi, mobilità verde, edifici efficienti e competenze verdi. Il patto ha un mandato aperto e la sua portata evolverà a seconda delle idee e dei contributi delle persone e delle organizzazioni partecipanti. Un evento annuale sul patto per il clima riunirà tutti i partecipanti per condividere esperienze e conoscenze.

Evento di lancio

Il 16 dicembre, dalle 9:00 alle 11:00 CET, si terrà online l’evento per il lancio del patto europeo per il clima, con il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans. L’evento prevede la presentazione del ruolo dei primi ambasciatori del patto europeo per il clima, un’introduzione ai prossimi impegni legati al patto e una discussione, animata da ospiti speciali, sulle azioni che tutti noi possiamo adottare per combattere i cambiamenti climatici.

In linea con la ricchezza e diversità dell’azione per il clima in Europa, la Commissione invita i cittadini, le imprese e le organizzazioni della società civile a organizzare altri eventi dedicati al patto per il clima. Gli eventi consentiranno la discussione in varie lingue, coinvolgendo così le comunità locali, e si concentreranno su temi specifici o sottolineeranno il ruolo che particolari gruppi o settori ricoprono nell’ambito del patto per il clima.

Contesto

La Commissione europea ha annunciato per la prima volta il patto europeo per il clima all’interno degli orientamenti politici della presidente von der Leyen, pubblicati nel luglio 2019. Nel dicembre 2019 la comunicazione sul Green Deal europeo ha ulteriormente approfondito gli obiettivi del patto per il clima. Tra marzo e giugno 2020 si è svolta una consultazione pubblica aperta i cui risultati hanno contribuito all’elaborazione della comunicazione pubblicata oggi.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione sul patto europeo per il clima

Sito web del patto europeo per il clima

Evento di lancio del patto europeo per il clima

Green Deal europeo

seguici e metti mi piace

Green Deal: pile e batterie sostenibili per un’economia circolare e climaticamente neutra Pile e batterie sostenibili

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

pile

 

 

 

Oggi la Commissione europea propone di aggiornare la legislazione dell’UE sulle batterie, presentando la prima delle iniziative annunciate nel nuovo piano d’azione per l’economia circolare

 

 

 

Oggi la Commissione europea propone di aggiornare la legislazione dell’UE sulle batterie, presentando la prima delle iniziative annunciate nel nuovo piano d’azione per l’economia circolare. Per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo e concretare l’ambizione “inquinamento zero” che vi è racchiusa è fondamentale poter contare su pile e batterie che siano più sostenibili in tutto il loro ciclo di vita. Oltre a promuovere la sostenibilità competitiva, sono necessarie per i trasporti verdi, l’energia pulita e il traguardo della neutralità climatica entro il 2050. La proposta affronta le questioni sociali, economiche e ambientali legate a tutti i tipi di pile e batterie.

Le pile e batterie immesse sul mercato dell’UE devono diventare sostenibili, altamente efficienti e sicure in tutto il loro ciclo di vita, vale a dire prodotte con il minor impatto ambientale possibile, utilizzando materiali ottenuti nel pieno rispetto dei diritti umani e delle norme sociali ed ecologiche; devono durare a lungo, offrire sicurezza e, una volta inservibili, poter essere destinate a una seconda vita, rigenerate o riciclate, reimmettendo materiali di valore nell’economia.

Promuovere la sostenibilità competitiva in Europa

La Commissione propone requisiti obbligatori per tutte le pile e batterie (portatili, industriali, per autoveicoli e veicoli elettrici) immesse sul mercato dell’UE: l’obbligo di usare materie ottenute in modo responsabile, le restrizioni all’uso di sostanze pericolose, il contenuto minimo di materiali riciclati, l’impronta di carbonio, l’efficienza, la durabilità e l’etichettatura, nonché il rispetto degli obiettivi di raccolta e riciclaggio sono vincoli essenziali per lo sviluppo di un’industria delle pile e batterie più sostenibile e competitiva in tutta Europa e nel mondo.

La certezza del diritto contribuirà inoltre a sbloccare gli investimenti su vasta scala e a rafforzare la capacità di produzione di pile e batterie innovative e sostenibili in Europa e altrove per rispondere a un mercato in rapida crescita.

Ridurre al minimo l’impatto ambientale di pile e batterie

Con le misure proposte dalla Commissione la neutralità climatica entro il 2050 diviene una meta più vicina. Migliorando la fabbricazione e l’efficienza di questi prodotti si contribuirà in modo determinante all’elettrificazione del trasporto su strada, che a sua volta ridurrà nettamente le emissioni, accelererà la diffusione dei veicoli elettrici e favorirà l’aumento della quota di rinnovabili nel mix energetico dell’UE.

Con questa proposta la Commissione mira anche a ridurre al minimo l’impatto ambientale delle pile e batterie stimolando l’economia circolare delle loro catene del valore e promuovendo un uso più efficiente delle risorse. Dal 1º luglio 2024 potranno essere immesse sul mercato solo le pile e batterie ricaricabili usate nell’industria e nei veicoli elettrici accompagnate da una dichiarazione dell’impronta di carbonio.

Per chiudere il cerchio e mantenere nell’economia europea il più a lungo possibile i materiali di valore impiegati nella loro produzione, la Commissione propone di introdurre nuovi requisiti e obiettivi sul contenuto dei materiali riciclati e sulla raccolta, il trattamento e il riciclaggio di pile e batterie alla fine del loro ciclo di vita. In tal modo le pile industriali e le batterie per autoveicoli e per veicoli elettrici non andranno perdute per l’economia dopo la loro vita utile.

Per aumentare in misura significativa la raccolta e il riciclaggio delle pile portatili, l’attuale tasso di raccolta del 45 % dovrebbe salire al 65 % nel 2025 e al 70 % nel 2030, in modo che i materiali delle pile che usiamo in casa non vadano persi per l’economia. Quelle di altro tipo — industriali, per autoveicoli o veicoli elettrici — devono essere raccolte al 100 %. Tutte le pile e batterie raccolte devono essere riciclate ottenendo livelli elevati di recupero, in particolare di materiali preziosi quali cobalto, litio, nichel e piombo.

Il regolamento proposto definisce un quadro che faciliterà il cambio di destinazione delle batterie dei veicoli elettrici per dar loro una seconda vita, ad esempio come sistemi fissi di stoccaggio dell’energia o come risorse energetiche integrate nelle reti elettriche.

L’uso delle nuove tecnologie informatiche, in particolare il passaporto della pila e lo spazio di dati interconnessi, sarà d’importanza fondamentale non solo per la condivisione sicura dei dati ma anche per aumentare la trasparenza del mercato e la tracciabilità delle grandi pile nel loro intero ciclo di vita. I fabbricanti potranno così sviluppare più facilmente prodotti e servizi innovativi nel quadro della duplice transizione verde e digitale.

Con le nuove norme sulla sostenibilità delle pile e batterie, la Commissione intende anche promuovere la transizione verde a livello mondiale e stabilire un piano per intraprendere ulteriori iniziative nell’ambito della propria politica in materia di prodotti sostenibili.

Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, ha affermato: “L’energia pulita è la chiave di volta del Green Deal europeo, ma la nostra crescente dipendenza dalle batterie, ad esempio nei trasporti, non deve andare a scapito dell’ambiente. Il nuovo regolamento contribuirà a ridurre l’impatto ambientale e sociale di tutti i tipi di pile e batterie nel loro intero ciclo di vita. La proposta odierna consente all’UE di aumentarne l’uso e la produzione in modo sicuro, circolare e sano.”

Maroš Šefčovič, Vicepresidente responsabile per le Relazioni interistituzionali, ha dichiarato: “Con il nuovo quadro normativo presentato oggi la Commissione guarda al futuro, garantendo che solo le pile e batterie più verdi, più efficienti e più sicure siano immesse sul mercato dell’UE. Questo quadro ambizioso in materia di approvvigionamento trasparente ed etico di materie prime, impronta di carbonio delle pile e batterie e riciclaggio è un elemento essenziale per conseguire un’autonomia strategica aperta in questo settore critico e accelerare i lavori nell’ambito della European Battery Alliance.”

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, si è così espresso: “Con questa proposta UE innovativa sulle pile e batterie sostenibili stiamo dando il primo grande impulso all’economia circolare nell’ambito del nostro nuovo piano d’azione per l’economia circolare. Le pile e batterie sono di fondamentale importanza in settori cruciali dell’economia e della società, come la mobilità, l’energia e le comunicazioni, e questo pacchetto di strumenti legislativi orientati al futuro ne migliorerà la sostenibilità in ogni fase del loro ciclo di vita. Questi prodotti sono pieni di materiali preziosi e vogliamo garantire che nulla vada sprecato: la sostenibilità delle pile e batterie deve crescere di pari passo con il loro numero sul mercato dell’UE.”

Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato: “L’Europa deve aumentare la sua capacità strategica in tecnologie nuove e abilitanti, come le pile e batterie, che sono essenziali per la nostra competitività industriale e per realizzare le nostre ambizioni verdi. Con gli investimenti e i giusti incentivi politici — compresa la proposta odierna di un nuovo quadro normativo — stiamo contribuendo a creare l’intera catena del valore delle pile batterie nell’UE: dalle materie prime alle sostanze chimiche, passando dalla mobilità elettrica, fino al riciclaggio.”

Contesto

Dal 2006 le pile e i rifiuti di pile sono disciplinati a livello dell’UE dalla direttiva sulle pile (2006/66/CE). Dati i mutamenti delle condizioni socioeconomiche, della tecnologia, dei mercati e degli usi di questi prodotti, occorre aggiornare il quadro legislativo.

La domanda di pile e batterie è in rapido aumento e si prevede che entro il 2030 aumenti di 14 volte, trainata soprattutto dal trasporto elettrico, che rende questo mercato sempre più strategico a livello mondiale. Questa crescita esponenziale globale della domanda farà aumentare nella stessa misura la domanda di materie prime, di qui la necessità di ridurne al minimo l’impatto ambientale.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte sulla proposta di regolamento Batterie sostenibili

Scheda informativa

Proposta di regolamento relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie

seguici e metti mi piace

Una trasformazione fondamentale dei trasporti: la Commissione presenta il suo piano per una mobilità verde, intelligente e a prezzi accessibili

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

strategia dell ue sulla mobilità sostenibile

 

 

La Commissione europea ha presentato oggi la sua “Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile” insieme a un piano d’azione comprendente 82 iniziative che guiderà il nostro lavoro per i prossimi quattro anni.

 

 

 

 

Questa strategia getta le basi del modo in cui il sistema dei trasporti dell’UE può realizzare la sua trasformazione verde e digitale e diventare più resiliente alle crisi future. Come indicato nel Green Deal europeo, il risultato sarà una riduzione del 90% delle emissioni entro il 2050, ottenuta grazie a un sistema di trasporti intelligente, competitivo, sicuro, accessibile e a prezzi abbordabili.

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, ha dichiarato: “Per raggiungere i nostri obiettivi climatici, le emissioni del settore dei trasporti devono registrare una chiara tendenza al ribasso. La strategia odierna cambierà il modo in cui le persone e le merci circolano in tutta Europa e renderà facile combinare diversi modi di trasporto in un unico viaggio. Abbiamo fissato obiettivi ambiziosi per l’intero sistema dei trasporti per garantire una ripresa sostenibile, intelligente e resiliente dalla crisi della COVID-19″.

La Commissaria per i Trasporti, Adina Vălean, ha dichiarato: “In quanto spina dorsale che collega i cittadini e le imprese europee, i trasporti sono importanti per tutti noi. Le tecnologie digitali hanno il potenziale per rivoluzionare il nostro modo di muoverci, rendendo la nostra mobilità più intelligente, efficiente e anche più verde. Dobbiamo offrire alle imprese un quadro stabile per gli investimenti verdi che dovranno effettuare nei prossimi decenni. Attraverso l’attuazione di questa strategia, creeremo un sistema dei trasporti più efficiente e resiliente, saldamente rivolto a ridurre le emissioni in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo”.

Tappe fondamentali per un futuro intelligente e sostenibile

Tutti i modi di trasporto devono diventare più sostenibili, con alternative verdi ampiamente disponibili e i giusti incentivi per guidare la transizione. Tappe concrete manterranno sulla buona strada il percorso del sistema europeo dei trasporti verso un futuro intelligente e sostenibile:

entro il 2030:

  • almeno 30 milioni di automobili a emissioni zero circoleranno sulle strade europee
  • 100 città europee saranno a impatto climatico zero
  • il traffico ferroviario ad alta velocità raddoppierà in tutta Europa
  • i viaggi collettivi programmati per percorsi inferiori a 500 km dovrebbero essere neutri in termini di emissioni di carbonio
  • la mobilità automatizzata sarà diffusa su larga scala
  • saranno pronte per il mercato navi a zero emissioni

entro il 2035:

  • saranno pronti per il mercato aeromobili di grandi dimensioni a zero emissioni

entro il 2050:

  • quasi tutte le automobili, i furgoni, gli autobus e i veicoli pesanti nuovi saranno a zero emissioni
  • il traffico merci su rotaia raddoppierà
  • una rete transeuropea di trasporto multimodale (TEN-T) sarà pienamente operativa per trasporti sostenibili e intelligenti con connettività ad alta velocità.

10 settori d’interventeo principali per rendere la prospettiva una realtà

Per realizzare i nostri obiettivi, la strategia individua un totale di 82 iniziative in 10 settori chiave d’azione (“iniziative faro”), ciascuna con misure concrete.

Sostenibile

Rendere i trasporti sostenibili significa in pratica:

  • Promuovere la diffusione di veicoli, navi e aerei a emissioni zero, combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio e relative infrastrutture, ad esempio installando 3 milioni di punti di ricarica pubblici entro il 2030.
  • Realizzare aeroporti e porti a emissioni zero, ad esempio attraverso nuove iniziative volte a promuovere la sostenibilità del trasporto aereo e dei combustibili marittimi.
  • Rendere la mobilità urbana e interurbana sana e sostenibile, ad esempio raddoppiando il traffico ferroviario ad alta velocità e sviluppando ulteriori infrastrutture ciclabili nei prossimi 10 anni.
  • Rendere più ecologico il trasporto merci, ad esempio raddoppiando il traffico merci per ferrovia entro il 2050.
  • Fissare il prezzo del carbonio e fornire migliori incentivi agli utenti, ad esempio perseguendo una serie completa di misure per garantire una tariffazione equa ed efficiente in tutti i trasporti.

Intelligente

L’innovazione e la digitalizzazione determineranno il modo in cui i passeggeri e le merci circoleranno in futuro se verranno create le giuste condizioni. La strategia mira a:

  • Rendere la mobilità multimodale connessa e automatizzata una realtà, ad esempio consentendo ai passeggeri di acquistare biglietti per viaggi multimodali e alle merci di passare senza soluzione di continuità da un modo di trasporto all’altro.
  • Promuovere l’innovazione e l’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale (IA) per una mobilità più intelligente, ad esempio sostenendo pienamente la diffusione di droni e aeromobili senza equipaggio e ulteriori azioni per costruire uno spazio comune europeo di dati sulla mobilità.

Resiliente

I trasporti sono stati uno dei settori più duramente colpiti dalla pandemia di COVID-19 e molte imprese del settore stanno attraversando enormi difficoltà operative e finanziarie. La Commissione si impegna pertanto a:

  • Rafforzare il mercato unico, ad esempio intensificando gli sforzi e gli investimenti per completare la rete transeuropea di trasporto (TEN-T) entro il 2030 e aiutare il settore a ricostruire meglio attraverso maggiori investimenti, sia pubblici che privati, nella modernizzazione delle flotte in tutti i modi di trasporto.
  • Rendere la mobilità equa e giusta per tutti, ad esempio rendendo la nuova mobilità accessibile e a prezzi contenuti in tutte le regioni e per tutti i passeggeri, compresi quelli a mobilità ridotta, e rendendo il settore più attraente per i lavoratori.
  • Aumentare la sicurezza dei trasporti in tutti i modi di trasporto, anche avvicinando il numero di vittime a zero entro il 2050.

Contesto

Poiché il settore contribuisce per circa il 5% al PIL dell’UE e dà lavoro a oltre 10 milioni di persone in Europa, il sistema dei trasporti è fondamentale per le imprese europee e le catene di approvvigionamento globali. Allo stesso tempo, i trasporti non sono privi di costi per la nostra società, quali: emissioni di gas a effetto serra e di sostanze inquinanti, rumore, incidenti stradali e congestione del traffico. Oggi le emissioni dei trasporti rappresentano circa un quarto delle emissioni totali di gas serra dell’UE.

Questa spinta a trasformare i trasporti si manifesta in un momento in cui l’intero settore continua a risentire degli effetti del coronavirus. Con un aumento degli investimenti pubblici e privati nella modernizzazione e nell’ecologizzazione delle nostre flotte e delle nostre infrastrutture, e rafforzando il mercato unico, abbiamo ora un’opportunità storica per rendere i trasporti europei non solo più sostenibili, ma anche più competitivi a livello mondiale e più resistenti agli shock futuri.

Tuttavia, questa evoluzione non dovrebbe lasciare indietro nessuno: è fondamentale che la mobilità sia disponibile e accessibile a tutti, che le regioni rurali e remote rimangano collegate e che il settore offra buone condizioni sociali e posti di lavoro interessanti.

Per maggiori informazioni

Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile

Documento di lavoro dei servizi della Commissione

Piano d’azione legislativo

Domande e risposte – Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile

Scheda informativa – Il settore dei trasporti e della mobilità

Video

 

 

 

seguici e metti mi piace

La Commissione accoglie con favore l’accordo politico sulle disposizioni transitorie per la politica agricola comune

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

PAC

 

 

La Commissione accoglie con favore l’accordo politico raggiunto venerdì tra il Parlamento europeo e gli Stati membri dell’UE in sede di Consiglio sulle disposizioni relative alla politica agricola comune (PAC) per il periodo transitorio 2021-2022.

 

 

 

 

Le disposizioni si basano sul principio della continuità delle attuali norme della PAC, ma comprendono anche nuovi elementi per garantire una transizione agevole. L’accordo riguarda anche l’integrazione dei fondi dello strumento europeo per la ripresa (ERI) nel Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), che consentirà all’agricoltura e alle economie rurali di riprendersi al termine della pandemia di coronavirus.

Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “Accolgo con favore l’accordo politico sulle disposizioni transitorie per la PAC, che fornisce ai nostri agricoltori una certezza quanto mai necessaria, soprattutto in questo periodo senza precedenti. La PAC continuerà a sostenere i nostri agricoltori e produttori agroalimentari, aumentando nel contempo le nostre ambizioni in materia di ambiente e clima anche grazie ai fondi per la ripresa per lo sviluppo rurale. Ora ci adopereremo per raggiungere un accordo sulla riforma della PAC in tempi rapidi.”

La Commissione ha presentato le sue proposte di riforma della PAC nel giugno 2018. Le disposizioni transitorie garantiranno la continuità del sostegno al reddito degli agricoltori fino all’entrata in vigore della nuova PAC. Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile qui.

seguici e metti mi piace

Forum europeo sull’idrogeno: un nuovo passo verso l’attuazione dell’agenda per l’idrogeno pulito dell’UE

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

autobus_a_idrogeno

 

 

Il 26 e 27 novembre si terrà il Forum europeo sull’idrogeno, la prima assemblea dell’Alleanza europea per l’idrogeno pulito, annunciato nel quadro della nuova strategia industriale europea a marzo e avviato a luglio 2020 insieme alla strategia dell’UE per l’idrogeno.

 

 

L’evento di alto livello, al quale parteciperanno il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, il Commissario per il Mercato interno Thierry Breton, la Commissaria per l’Energia Kadri Simson e la Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani Mariya Gabriel, verterà su come aiutare l’industria e la ricerca dell’UE sull’idrogeno a conseguire gli obiettivi di neutralità climatica dell’Unione.

L’Alleanza europea per l’idrogeno pulito, alla quale hanno aderito già oltre 800 parti interessate, ha obiettivi ambiziosi in termini di diffusione delle tecnologie dell’idrogeno verde in Europa entro il 2030, e mira a riunire la produzione e la domanda di idrogeno rinnovabile a basse emissioni di carbonio nell’industria, nella mobilità e in altri settori, e il trasporto e la distribuzione dell’idrogeno. Questi obiettivi saranno perseguiti, tra l’altro, tramite un programma di investimenti e progetti concreti, sulla base dell’agenda strategica di ricerca e innovazione del futuro partenariato per la ricerca e l’innovazione in materia di idrogeno pulito, e mobilitando risorse e attori per installare nell’UE almeno 6 GW di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile entro il 2024 e 40 GW entro il 2030.

Il Commissario Breton ha dichiarato: “L’idrogeno pulito svolge un ruolo fondamentale nella corsa alla decarbonizzazione di numerosi settori della nostra economia. In quanto elemento centrale del Green Deal europeo, l’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio non solo contribuirà alla transizione verso l’energia verde, ma offre importanti opportunità commerciali alle imprese dell’UE. Gli Stati membri dovrebbero utilizzare oculatamente i fondi per la ripresa nazionali per contribuire a gettare le basi dei mercati dell’idrogeno e delle infrastrutture transfrontaliere in Europa.

La prima edizione del Forum europeo sull’idrogeno è organizzata congiuntamente dalla Commissione e dall’impresa comune “Celle a combustibile e idrogeno”. Con questo evento, il lavoro dell’Alleanza entra in una nuova fase cruciale, dal momento che a dicembre di quest’anno saranno avviate sei tavole rotonde tematiche, sotto forma di gruppi di lavoro responsabili della sua attività operativa. Per guardare l’evento online si prega di iscriversi qui.

seguici e metti mi piace

Relazione 2020 sulla qualità dell’aria in Europa: la qualità dell’aria è migliorata sensibilmente negli ultimi dieci anni e sono diminuiti i decessi dovuti all’inquinamento

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

foto aria e acqua

 

La relazione 2020 sulla qualità dell’aria in Europa dell’Agenzia europea dell’ambiente pubblicata ieri mostra che negli ultimi dieci anni il miglioramento della qualità dell’aria ha ridotto sensibilmente il numero di morti premature in Europa, tuttavia, secondo gli ultimi dati ufficiali dell’agenzia, quasi tutti gli europei continuano a risentire dell’inquinamento atmosferico, che causa circa 400 000 morti premature nel continente.

 

 

La relazione 2020 sulla qualità dell’aria in Europa dell’Agenzia europea dell’ambiente pubblicata ieri mostra che negli ultimi dieci anni il miglioramento della qualità dell’aria ha ridotto sensibilmente il numero di morti premature in Europa, tuttavia, secondo gli ultimi dati ufficiali dell’agenzia, quasi tutti gli europei continuano a risentire dell’inquinamento atmosferico, che causa circa 400 000 morti premature nel continente. Secondo la relazione, le politiche dell’UE, nazionali e locali e la riduzione delle emissioni di alcuni settori chiave hanno migliorato la qualità dell’aria in Europa.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “Sapere che la qualità dell’aria sta migliorando grazie alle politiche ambientali e climatiche che abbiamo attuato è una buona notizia, ma non possiamo ignorare gli aspetti negativi: il numero di morti premature in Europa dovute all’inquinamento atmosferico è ancora troppo elevato. Con il Green Deal europeo intendiamo ridurre a zero tutti i tipi di inquinamento. Se vogliamo raggiungere questo obiettivo e proteggere appieno la salute dei cittadini e l’ambiente, dobbiamo ridurre ulteriormente l’inquinamento atmosferico e allineare i nostri standard di qualità dell’aria alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il nostro prossimo piano d’azione affronterà questo tema.”

La relazione rileva che sussiste un divario tra i limiti della qualità dell’aria stabiliti nelle norme UE e gli orientamenti dell’OMS. La Commissione europea sta affrontando il problema tramite una revisione delle norme dell’UE nel contesto dell’obiettivo “inquinamento zero” del Green Deal europeo. La relazione si sofferma anche sui collegamenti tra pandemia di Covid-19 e qualità dell’aria. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa, nella relazione e nel discorso.

seguici e metti mi piace

Piano degli obiettivi climatici 2030: la Commissione avvia consultazioni pubbliche su quattro future proposte legislative

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Ue - Ambiente

co2_scritta-lavagna_250.jpg

 

 

La Commissione ha avviato consultazioni pubbliche su quattro elementi chiave della legislazione dell’UE in materia di clima, riguardo ai quali prevede di adottare, a giugno 2021, proposte di revisione che contribuiranno a realizzare il Green Deal europeo e a conseguire il nuovo obiettivo proposto dall’UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

 

Le consultazioni pubbliche sul sistema di scambio di quote di emissione dell’UE, sul regolamento sulla condivisione degli sforzi, sulle norme in materia di uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura e sulle norme in materia di prestazione – emissioni di CO2 per autovetture e furgoni resteranno aperte al pubblico fino al 5 febbraio 2021. Tramite queste consultazioni, la Commissione dà ai cittadini, ai gruppi di interesse, alle ONG e alle altre parti interessate l’opportunità di esprimersi prima di finalizzare le sue proposte e di partecipare attivamente a questo importante processo legislativo.

seguici e metti mi piace