Eurostat: dati sulla spesa per la previdenza sociale nell’UE nel 2016

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Secondo i dati di Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, nel 2016 nell’UE la spesa per la previdenza sociale è stata pari al 28,2% del PIL, in calo rispetto al 28,4% del 2015.

Nel 2016 le due principali fonti di finanziamento della previdenza sociale a livello di UE sono state i contributi sociali e i contributi pubblici provenienti dalle imposte, rispettivamente il 55% e il 40% delle entrate complessive.

La media dell’UE nasconde notevoli disparità tra gli Stati membri. Nel 2016 la spesa per la previdenza sociale ammontava ad almeno il 30% del PIL in Francia (34%), in Finlandia e Danimarca (32%), oltre che in Austria, Belgio, Italia, Svezia e Paesi Bassi (30%). La spesa era invece inferiore al 20% del PIL in Romania, Lettonia e Lituania (15%), in Irlanda (16%), in Estonia e a Malta (17%), in Bulgaria e Slovacchia (18%), oltre che nella Repubblica ceca, a Cipro e in Ungheria (19%).

Il comunicato stampa integrale è disponibile qui.

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Accordo per migliorare il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS)

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Ieri il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sulla proposta della Commissione di istituire un sistema ECRIS-TCN centrale, basato sul sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali (ECRIS) esistente, con l’obiettivo di migliorare lo scambio di informazioni sui casellari giudiziali dei cittadini di paesi terzi e degli apolidi condannati.

La proposta, che rientra nell’agenda europea sulla sicurezza, mira a rafforzare la lotta contro il terrorismo e la criminalità transnazionale.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “I criminali operano a livello transfrontaliero, perciò le autorità incaricate dell’applicazione della legge devono a loro volta poter collaborare in tutta Europa per arrestarli. Il nuovo sistema consentirà uno scambio più rapido delle informazioni sui casellari giudiziali e la sua banca dati comprenderà anche i cittadini dei paesi terzi. Giudici, procuratori e polizia saranno meglio equipaggiati per collaborare e combattere la criminalità in tutta l’UE. L’Europa diventerà un posto più sicuro per tutti i suoi cittadini.”

Il nuovo sistema consisterà in una banca dati centrale aggiornata che conterrà le informazioni sull’identità (casellario giudiziale e impronte digitali) dei cittadini di paesi terzi e degli apolidi condannati. La banca dati sarà disponibile online e le autorità potranno consultarla tramite un meccanismo di ricerca “hit/no-hit”(riscontro positivo/negativo). Un riscontro positivo identificherà gli Stati membri da cui è possibile ottenere informazioni complete sul casellario giudiziale di una determinata persona. Il nuovo sistema sarà inoltre interoperabile con altre banche dati gestite e sviluppate dall’agenzia eu-LISA.

Maggiori informazioni sul sistema europeo di informazione sui casellari giudiziali sono disponibili online.

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Un’Europa che ascolta: dialoghi con i cittadini e consultazioni dei cittadini

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pubblico a un dibattito

Alla vigilia del Consiglio europeo, la Commissione pubblica oggi una relazione sui dialoghi con i cittadini e sulle consultazioni dei cittadini.

La relazione si basa sui contributi dei cittadini e costituirà uno dei temi delle discussioni dei leader dell’UE il 13 e 14 dicembre 2018. A partire dall’insediamento della Commissione Juncker, oltre 160 000 cittadini di ogni paese, età, etnia, religione e convinzione politica hanno partecipato ad oltre 1200 discussioni pubbliche in municipi, università, fabbriche e altri luoghi in tutta l’Unione. Il messaggio dei cittadini è evidente: gli europei vogliono un ruolo attivo nel plasmare il futuro dell’Unione.

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Il dibattito e il dialogo fanno parte dell’operato di questa Commissione da quando è nata. Abbiamo avviato un dialogo permanente con i cittadini e tutta la squadra di commissari ha percorso l’Unione intera per ascoltare speranze, paure, aspettative e nuove idee. Le risposte che abbiamo ricevuto mostrano quanto gli europei vogliano non solo dire la loro, ma anche essere coinvolti nel processo decisionale. L’Europa deve diventare più forte e più unita, ma ciò è possibile solo se diventa più democratica.”

La relazione mostra che quasi i due terzi degli europei si dichiarano ottimisti sul futuro dell’Unione europea: si tratta del livello più alto dal 2009. La maggior parte dei cittadini vedono nell’Europa la chiave per superare i problemi del nostro presente, tra cui i cambiamenti climatici, le questioni economiche e sociali, la migrazione e la sicurezza. L’Europa viene percepita come un continente di valori, un progetto di pace e uno spazio di libertà e democrazia in cui i diritti fondamentali sono rispettati.

Il settantasei per cento della popolazione ritiene che l’UE sia un luogo di stabilità in un mondo di difficoltà e chiede sia una politica esteracomune sia una politica della difesa comune.

Sebbene molte persone riconoscano i vantaggi dell’euro (quasi i tre quarti della popolazione della zona euro sono a favore dell’Unione economica e monetaria), persistono timori di instabilità o di impennate dei prezzi derivanti dal mancato rispetto delle regole. Gli europei vorrebbero maggiore armonizzazione in settori quali l’ambiente e la sicurezza alimentare. Vogliono un’economia dinamica e riforme per rendere l’Unione più efficiente e trasparente.

Prossime tappe

La relazione intermedia odierna sul processo inaugurato con il Libro bianco sarà presentata agli Stati membri in occasione del Consiglio europeo del dicembre 2018. La relazione finale sarà presentata al primo vertice dell’UE a 27 che si terrà a Sibiu, in Romania, il 9 maggio 2019, ossia poche settimane prima delle elezioni europee.

Contesto

In occasione dell’anno europeo dei cittadini nel 2013 la Commissione ha avviato il primo dialogo con i cittadini, finalizzato alla discussione e allo scambio di idee con i cittadini, oltre che con i politici a livello nazionale e locale. Queste riunioni pubbliche, elaborate e organizzate dalla Commissione europea, consentono a cittadini di ogni estrazione di discutere, scambiare idee e parlare liberamente con chi è al loro servizio, dai commissari ai membri del Parlamento europeo, del Comitato delle regioni o del Comitato economico e sociale europeo, compresi i rappresentanti delle autorità europee, nazionali, regionali o locali.

Nel marzo 2017 la Commissione ha avviato un nuovo dibattito sul futuro dell’UE a 27, con la pubblicazione del “Libro bianco sul futuro dell’Europa“. Per stimolare questo dibattito la Commissione ha aumentato notevolmente il numero di dialoghi svolti. I membri della Commissione hanno percorso l’Europa intera e hanno ascoltato il parere dei cittadini sui diversi scenari presentati, dando a ognuno la possibilità di contribuire a plasmare l’Unione.

Nel marzo 2018, 27 Stati membri hanno approvato un quadro congiunto sulle consultazioni dei cittadini, per integrare l’attività della Commissione in questo ambito. Al fine di sostenere il processo, la Commissione ha avviato un’apposita consultazione online con domande elaborate da un gruppo di cittadini europei. La consultazione online sul futuro dell’Europa ha ricevuto oltre 75 000 contributi.

Per ulteriori informazioni:

Relazione sui dialoghi con i cittadini e sulle consultazioni dei cittadini

Consultazione sul futuro dell’Europa

Opuscolo – Dialoghi con i cittadini sul futuro dell’Europa

Un Eurobarometro speciale sul futuro dell’Europa

Libro bianco sul futuro dell’Europa

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Nell’UE la partecipazione delle donne all’economia digitale è ancora scarsa

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Oggi in occasione dell’anniversario della nascita di Ada Lovelace, considerata la prima programmatrice della storia, la Commissione europea ha pubblicato un quadro di valutazione annuale che monitora la partecipazione delle donne all’economia digitale.

Il quadro di valutazione “Donne nel digitale”Cerca le traduzioni disponibili del link precedente fa parte delle azioni volute da Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali, per verificare l’inclusione delle donne nelle professioni, nelle carriere e nell’imprenditoria digitali.

Il quadro valuta la performance dei paesi dell’UE negli ambiti dell’uso di internet e delle competenze internet degli utenti, oltre che delle competenze specialistiche e dell’occupazione, sulla base di 13 indicatori. La prima edizione del quadro di valutazione evidenzia che la partecipazione delle donne in ambito digitale è scarsa in vari settori: solo 1 su 6 specialisti di TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e 1 su 3 laureati in STEM (scienze, tecnologie, ingegneria e matematiche) è donna e, inspiegabilmente, le donne nel settore delle TIC guadagnano quasi il 20% in meno degli uomini.

La Commissaria Gabriel ha dichiarato: “Le donne costituiscono il 52% della popolazione europea, ma solo il 17% di loro svolge una professione nel settore delle TIC. Dobbiamo sbloccare il potenziale delle donne di contribuire all’economia digitale. Governi, imprese, educatori e società civile devono agire in maniera risoluta per invertire la tendenza. Insieme possiamo promuovere il talento femminile e incoraggiare le ragazze a scegliere percorsi di studio nel campo delle STEM fin dalla tenera età. Oggi disponiamo di uno strumento straordinario, il quadro di valutazione europeo “Donne nel digitale”, che ci mostra con precisione in quali settori i paesi devono intervenire per migliorare la situazione. È tempo di ottenere risultati per il bene delle ragazze, delle donne, di tutti i cittadini e delle nostre imprese. La nostra Europa digitale sarà inclusiva, competitiva e dinamica grazie al loro prezioso contributo.”

Dal quadro di valutazione emerge che la Finlandia, la Svezia, il Lussemburgo e la Danimarca hanno ottenuto i punteggi più alti, mentre la Bulgaria, la Romania, la Grecia e l’Italia quelli più bassi. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa e nella scheda informativa.

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Il Comune di Sulmona beneficiario del buono Wi-Fi4EU

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La Commissione europea ha comunicato oggi i risultati del primo invito a presentare candidature per l’iniziativa WiFi4EU, che ha avuto luogo tra il 7 novembre e il 9 novembre.

 

Grazie a un bilancio totale di 42 milioni di €, sono stati selezionati 2 800 comuni, tra cui il Comune di Sulmona, ciascuno dei quali riceverà un buono WiFi4EU del valore di 15 000 € da utilizzare per la creazione di hotspot Wi-Fi in spazi pubblici, quali ad esempio municipi, biblioteche pubbliche, musei, parchi pubblici, piazze o altri luoghi di interesse pubblico.

Prossime tappe

Dopo l’annuncio odierno, l’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (INEA), agenzia esecutiva della Commissione responsabile dell’attuazione del programma WiFi4EU, inviterà i comuni vincitori dei buoni a firmare le convenzioni di sovvenzione. Appena completata questa fase, i comuni selezionati potranno concludere un contratto con una società specializzata in impianti che installerà gli hotspot WiFi4EU in spazi pubblici e successivamente potranno riscattare il buono. Tutti i 2 800 hotspot WiFi4EU saranno gratuiti e operativi per almeno tre anni.

Saranno pubblicati altri tre inviti che offriranno l’opportunità ai comuni che in questa occasione non hanno ottenuto il buono di presentare la propria candidatura. Il secondo invito sarà pubblicato all’inizio del 2019. In totale circa 8 000 comuni potranno beneficiare dell’iniziativa entro il 2020.

Nel frattempo tutti i comuni registrati possono aderire alla WiFi4EU Community per fornire un riscontro sull’iniziativa, entrare in contatto con comuni di tutta Europa e ricevere aggiornamenti sul programma WiFi4EU.

Contesto

L’iniziativa WiFi4EU, annunciata dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2016, rientra nell’ambiziosa revisione delle norme UE in materia di telecomunicazioni, che comprende nuove misure volte a rispondere alle crescenti esigenze di connettività dei cittadini europei e a rafforzare la competitività dell’Europa.

Il primo invito a presentare candidature per l’iniziativa WiFi4EU(link is external) è stato pubblicato alle 13:00 (CET) del 7 novembre ed è rimasto aperto fino alle 17:00 del 9 novembre (CET). L’invito si è rivelato un successo, con oltre 13 000 candidature da tutti i paesi partecipanti. Nei prossimi due anni saranno organizzati altri tre inviti WiFi4EU. La Commissione stanzia globalmente per i quattro inviti 120 milioni di € per un massimo di 8 000 comuni in tutta l’UE. La Commissione seleziona i comuni in base all’ordine di presentazione delle domande.

Le reti finanziate mediante WiFi4EU saranno gratuite, senza pubblicità e non raccoglieranno dati personali. Beneficeranno del finanziamento le reti che non costituiscono una duplicazione di servizi gratuiti, privati o pubblici, di qualità analoga già esistenti. I comuni concluderanno i contratti con le società specializzate in impianti WiFi e saranno responsabili dell’installazione e della manutenzione degli hotspot Wi-Fi.

Per ulteriori informazioni

Informazioni più dettagliate sul primo invito a presentare candidature WiFi4EU sono disponibili qui.

Ulteriori informazioni di carattere più generale sull’iniziativa sono disponibili qui e nella scheda informativa.

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Un’Europa che protegge: l’UE interviene per contrastare la disinformazione

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euvsdisinformationAl fine di tutelare i propri sistemi democratici e i dibattici pubblici e in previsione delle elezioni  europee del 2019 e delle elezioni nazionali e locali che si terranno in vari Stati membri entro il 2020, l’UE presenta oggi un piano d’azione per intensificare gli sforzi volti a contrastare la disinformazione in Europa e al di là dei suoi confini.

 

Tenendo presente i progressi compiuti finora e dando seguito all’appello lanciato dai leader europei nel giugno 2018 per tutelare i sistemi democratici dell’Unione, la Commissione europea e l’Alta rappresentante stanno lavorando alla definizione di misure concrete per contrastare la disinformazione; tra queste la creazione di un sistema di allarme rapido e di attento monitoraggio dell’attuazione del codice di buone pratiche firmato dalle piattaforme online. Il piano d’azione prevede anche un aumento delle risorse destinate al problema.

L’Alta rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini ha dichiarato: “Una democrazia sana si fonda su un dibattito pubblico aperto, libero ed equo. È nostro dovere proteggere questo spazio e non permettere a nessuno di diffondere notizie false che alimentano l’odio, le divisioni e la sfiducia nella democrazia. Abbiamo deciso di agire insieme, come Unione europea, e di rafforzare la nostra risposta, promuovere i nostri principi, sostenere la resilienza delle nostre società all’interno delle nostre frontiere e nel vicinato. Questo è il modo europeo di rispondere a una delle principali sfide dei nostri tempi.” 

Andrus Ansip, Vicepresidente e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “Dobbiamo rimanere compatti e unire le forze per proteggere le nostre democrazie dalla disinformazione. Abbiamo assistito a tentativi di interferire in elezioni e referendum, con elementi che indicano la Russia come fonte principale di tali campagne. Per far fronte a queste minacce proponiamo di migliorare il coordinamento con gli Stati membri mediante un sistema di allarme rapido, di rafforzare le nostre squadre che denunciano i casi di disinformazione, di aumentare il sostegno ai mezzi di informazione e ai ricercatori e di chiedere alle piattaforme online di rispettare gli impegni assunti. La lotta alla disinformazione richiede uno sforzo collettivo.”

Rafforzare l’individuazione, la risposta e la sensibilizzazione

Il piano d’azione, predisposto in stretta collaborazione con la Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere Věra Jourová, il Commissario per l’Unione della sicurezza Julian King e la Commissaria per l’Economia e la società digitali Mariya Gabriel, si concentra su quattro settori chiave che potenzieranno efficacemente le capacità dell’UE e rafforzeranno la cooperazione tra gli Stati membri e l’UE.

  • Un’individuazione più efficace: le task force di comunicazione strategica e la cellula dell’UE per l’analisi delle minacce ibride del servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), così come le delegazioni dell’UE nei paesi del vicinato, saranno rafforzate mediante personale aggiuntivo e specializzato e strumenti di analisi dei dati. Il bilancio per la comunicazione strategica del SEAE, destinato a contrastare la disinformazione e a sensibilizzare i cittadini riguardo alle sue gravi ripercussioni, dovrebbe più che raddoppiare, passando da 1,9 milioni di € nel 2018 a 5 milioni di € nel 2019. Gli Stati membri dell’UE dovrebbero integrare tali misure rafforzando i propri strumenti di gestione della disinformazione.
  • Una risposta coordinata: le istituzioni dell’UE e gli Stati membri saranno dotati di un apposito sistema di allarme rapido, inteso ad agevolare la condivisione dei dati e delle valutazioni delle campagne di disinformazione e a segnalare minacce di disinformazione in tempo reale. Le istituzioni dell’UE e gli Stati membri si impegnano anche a comunicare in maniera proattiva e obiettiva i valori e le politiche dell’Unione.
  • Piattaforme online e industria: i firmatari del codice di buone pratiche dovrebbero attuare in modo rapido ed efficace gli impegni assunti in tale ambito, concentrandosi sulle azioni urgenti in vista delle elezioni europee del 2019. Si tratta, in particolare, di garantire la trasparenza dei messaggi pubblicitari di natura politica, intensificare gli sforzi per eliminare i profili falsi attivi, contrassegnare le interazioni non umane (messaggi diffusi automaticamente da “bot”) e collaborare con verificatori di fatti e ricercatori universitari al fine di individuare le campagne di disinformazione e rendere i contenuti verificati maggiormente visibili e diffusi. La Commissione, con l’aiuto del gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi, garantirà una supervisione attenta e continua dell’attuazione degli impegni.
  • Sensibilizzazione e responsabilizzazione dei cittadini: oltre a campagne di sensibilizzazione mirate, le istituzioni dell’UE e gli Stati membri promuoveranno l’alfabetizzazione mediatica attraverso appositi programmi, con il sostegno di gruppi multidisciplinari nazionali di verificatori di fatti indipendenti e ricercatori che avranno il compito di individuare e denunciare le campagne di disinformazione diffuse nelle reti sociali.

Infine, la Commissione riferisce oggi sui progressi compiuti nella lotta alla disinformazione online dalla presentazione della sua comunicazione dell’aprile 2018.

Prossime tappe

La Commissione europea e l’Alta rappresentante elaboreranno e attueranno le misure previste dal piano d’azione, in stretta collaborazione con gli Stati membri e il Parlamento europeo.

Entro marzo 2019, in previsione delle elezioni europee, sarà attivato il sistema di allarme rapido, coadiuvato da un ulteriore rafforzamento delle pertinenti risorse.

Entro la fine del 2018 i firmatari del codice di buone pratiche dovranno fornire alla Commissione il primo aggiornamento sull’attuazione, che la Commissione pubblicherà nel gennaio 2019. Tra gennaio e maggio le piattaforme online dovranno fornire alla Commissione un resoconto mensile. La Commissione effettuerà anche una valutazione globale dell’attuazione del codice di buone pratiche nei suoi primi 12 mesi. Se l’attuazione e i risultati del codice dovessero rivelarsi insoddisfacenti, la Commissione potrà proporre ulteriori misure, anche di natura normativa.

Contesto

L’Unione europea combatte attivamente la disinformazione dal 2015. A seguito della decisione del Consiglio europeo del marzo 2015 di “contrastare le campagne di disinformazione in corso da parte della Russia“, il servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) ha istituito la task force East StratCom. La task force, insieme ai pertinenti servizi della Commissione, si concentra sui seguenti obiettivi: comunicare efficacemente le politiche dell’UE al suo vicinato orientale; rafforzare l’ambiente mediatico generale nel vicinato orientale, anche sostenendo la libertà dei mezzi di informazione e consolidando i media indipendenti; migliorare le capacità dell’Unione di prevedere e affrontare le attività di disinformazione a favore del Cremlino e di sensibilizzare il pubblico in proposito.

Nel 2016 è stato adottato il quadro congiunto per contrastare le minacce ibride, seguito nel 2018 dalla comunicazione congiunta sul rafforzamento della resilienza e sul potenziamento delle capacità di affrontare minacce ibride.

Nell’aprile 2018 la Commissione ha delineato un approccio europeo e meccanismi di autoregolamentazione intesi a contrastare la disinformazione online, tra cui un codice di buone pratiche dell’UE sul tema della disinformazione, il sostegno di una rete indipendente di verificatori di fatti e strumenti per incentivare il giornalismo­ di qualità. Il 16 ottobre il codice di buone pratiche è stato firmato da Facebook, Google, Twitter, Mozilla, dall’associazione di categoria che rappresenta le piattaforme online e dalle associazioni che rappresentano l’industria della pubblicità e gli inserzionisti.

Nel discorso sullo stato dell’Unione del 2018, il presidente Juncker ha inoltre presentato una serie di misure concrete per garantire che l’organizzazione delle elezioni del Parlamento europeo dell’anno prossimo sia libera, equa e sicura. Tali misure comprendono una maggiore trasparenza della pubblicità politica online e la possibilità di imporre sanzioni per l’uso illegale di dati personali finalizzato a influenzare deliberatamente il risultato delle elezioni europee.

Per ulteriori informazioni

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Settimana dello spazio: 40 imprenditori riceveranno 1,6 milioni di euro per le loro innovazioni

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Oggi a Marsiglia oltre 40 imprenditori saranno premiati con un totale di 1,6 milioni di euro per aver sviluppato servizi, prodotti e idee imprenditoriali usando dati forniti da Copernicus e Galileo, i due programmi satellitari faro dell’UE.

 

 

I concorsi, finanziati dalla Commissione, dall’Agenzia spaziale europea e dall’industria spaziale, mirano a favorire lo sviluppo di applicazioni e servizi basati sulla tecnologia spaziale e orientati al mercato in ambiti come il monitoraggio delle opere edilizie, il miglioramento degli allarmi di incendi boschivi e l’ottimizzazione dell’agricoltura.

Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, che si trova a Marsiglia per la Settimana europea dello spazio, incontrerà gli investitori e le start-up e pronuncerà un discorso su un nuovo approccio europeo allo spazio.

La Commissione continua a sostenere un “nuovo spazio” europeo di start-up innovative e incoraggia una maggiore diffusione dei servizi spaziali tra gli utenti. Nel quadro del prossimo bilancio dell’UE (2021-2027), la Commissione vuole dunque stimolare ulteriormente la crescita del settore spaziale, ad esempio tramite partenariati per l’innovazione, e migliorare l’accesso al capitale di rischio tramite il programma InvestEU.

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ICT 2018: costruire la trasformazione digitale delle società e delle economie europee

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Da oggi fino al 6 dicembre la Commissione europea e la presidenza austriaca del Consiglio dell’Unione europea organizzeranno l’ICT 2018 Imagine Digital – Connect Europe (#ICT2018), un evento faro che radunerà a Vienna oltre 5 000 ricercatori, imprenditori, investitori, blogger e responsabili delle politiche europei.

L’#ICT2018 saranno presentati i robot, le applicazioni e gli oggetti di domani e le ultime novità sulle politiche dell’UE in materia di ricerca e innovazione nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), oltre alle opportunità di finanziamento.

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Economia e la società digitali, che sarà presente all’evento, ha dichiarato: “L’ICT2018 mostra la creatività e l’eccellenza dei ricercatori europei. La nostra prossima sfida è trasformare i loro risultati in prodotti e imprese di successo che offrano nuove opportunità ai cittadini e che vadano a vantaggio di tutta l’economia. È per questa ragione che dobbiamo investire nelle competenze e aiutare un numero maggiore di imprese a usare le nuove tecnologie, ad esempio l’intelligenza artificiale.”

La conferenza ICT 2018 affronterà gli aspetti chiave del programma Europa digitale proposto a maggio 2018 dalla Commissione nel quadro del prossimo bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027: calcolo ad alte prestazioni, intelligenza artificiale, cibersicurezza e fiducia, competenze digitali avanzate e eGovernment. Durante l’evento sono previste oltre 100 sessioni di networking, mentre il forum innovazione e startup riunirà innovatori e investitori orientati al mercato e presenterà i risultati commerciabili dei progetti finanziati dall’UE.

La Commissaria Gabriel e Norbert Hofer, Ministro federale austriaco dei Trasporti, dell’innovazione e della tecnologia, premieranno i vincitori dei concorsi Innovation RadarDigital Skills e FIWARE. Per maggiori informazioni, consultare la pagina dedicata ai media dell’ICT.

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Mercato unico digitale: acquisti online senza confini grazie a nuove norme dell’UE

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Il 3 dicembre entra in vigore il nuovo regolamento, proposto dalla Commissione europea a maggio 2016, per porre fine ai blocchi geografici online ingiustificati. I cittadini europei non dovranno più preoccuparsi del fatto che un sito web li blocchi o li reindirizzi su un altro sito solo perché sono di un altro paese (o lo è la loro carta di credito) e potranno accedere a beni e servizi online ovunque si trovino nell’UE.

 

 

Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, Elżbieta Bieńkowska, Commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, e Mariya Gabriel, Commissaria per l’Economia e la società digitali, hanno dichiarato:

Nel 2015 il 63% dei siti non consentiva agli utenti di effettuare acquisti da un altro paese dell’UE. Di conseguenza due terzi dei consumatori che volevano fare acquisti online all’estero non hanno potuto farlo. Il 3 dicembre metteremo fine a questa pratica. Vogliamo un’Europa senza barriere, e ciò significa anche eliminare gli ostacoli agli acquisti online.

Insieme all’abolizione delle tariffe di roaming, le nuove norme in materia di protezione dei dati e la possibilità di viaggiare con i propri contenuti online, la fine dei blocchi geografici ingiustificati è un’altra iniziativa fondamentale che fa del mercato unico digitale una realtà per tutti, che apporta benefici ai cittadini e alle imprese.

Le nuove norme permetteranno ai consumatori di accedere a una più ampia scelta di prodotti a prezzi competitivi e, quindi, a offerte migliori. Al tempo stesso le imprese vedranno la clientela ampliarsi oltre confine e beneficeranno di una riduzione dei costi amministrativi e di transazione. Il regolamento fa anche parte di un più ampio sforzo dell’UE per promuovere il commercio elettronico nel mercato unico, che comprende misure per proteggere meglio i consumatori online, garantire una consegna transfrontaliera dei pacchi meno costosa e semplificare le norme in materia di IVA per facilitare l’acquisto e la vendita di beni online.  

Invitiamo tutti gli Stati membri a garantire un’attuazione efficace di queste norme e a fare tutto ciò che è in loro potere perché il regolamento venga effettivamente applicato fin dal primo giorno. Chiediamo inoltre un accordo su norme armonizzate per la vendita di beni e servizi digitali e gli acquisti online. Tutti questi elementi sono fondamentali per dare vita a un mercato unico digitale ben funzionante e competitivo.”

Prossime tappe

Gli Stati membri sono responsabili dell’attuazione del regolamento e devono porre in essere le strutture necessarie per garantire il buon avvio della sua applicazione. In particolare, devono designare organismi incaricati della sua applicazione e organismi che forniscano assistenza pratica ai consumatori. Devono inoltre definire misure efficaci, proporzionate e dissuasive applicabili alle violazioni del regolamento. La Commissione effettuerà una prima revisione del regolamento sui blocchi geografici entro marzo 2020. Questa valutazione riguarderà l’eventuale estensione del principio di non discriminazione nell’accesso a beni e servizi ai servizi non audiovisivi forniti mediante mezzi elettronici la cui caratteristica principale è il contenuto protetto dal diritto d’autore, come e-book, musica, giochi e software. La Commissione valuterà inoltre attentamente se anche in altri settori, come quello dei servizi legati ai trasporti e quello dei servizi audiovisivi, debbano essere eliminate restrizioni ingiustificate basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento.

Contesto

I consumatori e le imprese, in particolare le PMI, manifestano un interesse crescente ad acquistare e vendere in tutta l’UE. Le vendite online di prodotti crescono del 22% all’anno, ma spesso i venditori rifiutano di vendere a clienti di un altro Stato membro dell’UE o di offrire prezzi vantaggiosi quanto quelli offerti ai clienti locali.

Il regolamento (UE) 2018/302 (“regolamento sui blocchi geografici”), che entra in vigore il 3 dicembre, intende offrire maggiori opportunità ai consumatori e alle imprese nel mercato interno dell’UE. In particolare, affronta il problema incontrato da alcuni clienti, che non sono in grado di acquistare beni e servizi da venditori stabiliti in un altro Stato membro, o alle stesse condizioni di chi vive in tale Stato, unicamente a causa della loro nazionalità o del loro luogo di residenza o di stabilimento. Nel 2015 un’indagine della Commissione ha riscontrato che solo il 37% dei siti web permetteva ai clienti transfrontalieri di giungere alla fase finale prima di completare l’acquisto inserendo i dati di pagamento.

Il regolamento sui blocchi geografici fa parte di una serie più ampia di misure intese a promuovere il commercio elettronico nel mercato unico, come il regolamento rivisto sulla cooperazione per la tutela dei consumatori e le nuove norme sui servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi, sui contratti digitali e sull’IVA per il commercio elettronico.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa su come sfruttare al meglio il commercio elettronico nell’UE in quanto consumatori
Breve guida sulle norme relative ai blocchi geografici per i commercianti online
Domande e risposte sui blocchi geografici con informazioni per le autorità nazionali incaricate dell’applicazione delle nuove norme e assistenza pratica ai consumatori
Accordo politico per mettere fine ai blocchi geografici
Accordo politico per rendere meno costosa la consegna transfrontaliera dei pacchi
Accordo politico su norme IVA più semplici ed efficienti per le imprese online

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I Presidenti Juncker e Tusk al vertice del G20 a Buenos Aires

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Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk rappresenteranno l’Unione europea al vertice del G20 di quest’anno, organizzato a Buenos Aires sotto la presidenza argentina.

 

 

 

Il tema del vertice di quest’anno è “La creazione di consenso per uno sviluppo equo e sostenibile”. Il vertice vedrà riuniti, insieme all’UE, i leader di 19 paesi (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Germania, Francia, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Corea del Sud, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti) per celebrare il decimo anniversario del G20 e discutere di vari temi chiave dell’agenda mondiale, come globalizzazione, commercio ed economia, cambiamento climatico, migrazione e lotta al terrorismo.

In una lettera congiunta indirizzata ai capi di Stato o di governo prima del vertice, i Presidenti Juncker e Tusk hanno sottolineato il ruolo centrale svolto dall’Unione europea nella gestione delle questioni di importanza mondiale e nella difesa del multilateralismo e hanno delineato le priorità fondamentali dell’UE per il G20 di quest’anno: globalizzazione e politica commerciale equa; rinnovato impegno per un’azione ambiziosa per il clima; gestione del futuro del lavoro; costruzione di un sistema monetario e finanziario internazionale più resiliente e mantenimento degli impegni del G20 in materia di lotta al terrorismo.

Il Presidente Juncker parteciperà a una conferenza stampa congiunta con il Presidente Tusk, in programma il 30 novembre alle ore 9:00 locali, prima dell’inizio dei due giorni del vertice (orario da confermare). Oggi la Commissione ha inoltre pubblicato un opuscolo intitolato “Fatti e cifre sull’Unione europea e il G20”. Maggiori informazioni sul G20 sono disponibili qui(link is external).

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