Programma di lavoro della Commissione per il 2021: dal piano all’azione

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Oggi la Commissione ha adottato il programma di lavoro per il 2021, che punta a rendere l’Europa più sana, più equa e più prospera, accelerando nel contempo la sua trasformazione a lungo termine verso un’economia più verde, pronta per l’era digitale.

Oggi la Commissione ha adottato il programma di lavoro per il 2021, che punta a rendere l’Europa più sana, più equa e più prospera, accelerando nel contempo la sua trasformazione a lungo termine verso un’economia più verde, pronta per l’era digitale. Prevede nuove iniziative legislative per quanto riguarda i sei obiettivi ambiziosi degli orientamenti politicidella presidente von der Leyen e dà seguito al suo primo discorso sullo stato dell’Unione. Nel realizzare le priorità fissate in tale programma di lavoro, la Commissione continuerà a prodigarsi al massimo per gestire la crisi e rendere le economie e le società europee più resilienti.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “La nostra massima priorità continuerà a essere salvare vite umane e tutelare i mezzi di sostentamento messi a dura prova dalla pandemia di coronavirus. Abbiamo già conseguito molti risultati. Ma l’Europa non è ancora fuori pericolo e la seconda ondata sta colpendo duramente tutto il suo territorio. Dobbiamo restare vigili e andare avanti, tutti. La Commissione europea continuerà ad adoperarsi per garantire un vaccino futuro ai cittadini europei e per aiutare le nostre economie a riprendersi attraverso la transizione verde e digitale.”

Maroš Šefčovič, Vicepresidente per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, ha dichiarato: “Mentre ci adoperiamo per fare in modo che l’Europa riesca a gestire la pandemia e il suo impatto devastante, continueremo a trarre insegnamenti dalla crisi. Pertanto, le priorità fissate nel nuovo programma di lavoro non solo contribuiranno alla ripresa dell’Europa, ma rafforzeranno anche la nostra resilienza a lungo termine, attraverso soluzioni adeguate alle esigenze future in tutti i settori strategici. A tal fine, ci avvarremo al massimo della previsione strategica e del nostro principio di “legiferare meglio” sulla base di elementi concreti, trasparenti, efficienti e adatti al futuro.

Realizzare le priorità dell’UE

Il programma di lavoro della Commissione per il 2021 prevede un passaggio dal piano all’azione per tutte e sei le priorità politiche. Conferma la volontà della Commissione di guidare la duplice transizione verde e digitale, un’opportunità senza precedenti per uscire dalla situazione fragile della crisi e creare una nuova vitalità per l’Unione.

  1. Un Green Deal europeo

Per realizzare un’Europa climaticamente neutra entro il 2050, la Commissione presenterà il pacchetto di misure”pronti per il 55 %” per ridurre le emissioni di almeno il 55 % entro il 2030. Ciò riguarderà settori strategici ad ampio raggio, dalle energie rinnovabili all’efficienza energetica in primo luogo, alla prestazione energetica nell’edilizia, nonché l’utilizzo del suolo, la tassazione energetica, la condivisione degli sforzi e lo scambio di quote di emissione. Un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera contribuirà a ridurre il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e a garantire condizioni di parità incoraggiando i partner dell’UE a puntare più in alto in materia di clima. Inoltre la Commissione proporrà misure per attuare il piano d’azione europeo per l’economia circolare, la strategia dell’UE sulla biodiversità e la strategia “dal produttore al consumatore”.

  1. Un’Europa pronta per l’era digitale

Per il “decennio digitale” dell’Europa, la Commissione presenterà una tabella di marcia con obiettivi digitali per il 2030 chiaramente definiti in ambiti come la connettività, le competenze e i servizi pubblici digitali. L’accento sarà posto sul diritto alla riservatezza e alla connettività, sulla libertà di espressione, sulla libera circolazione dei dati e sulla cibersicurezza. La Commissione legifererà nei settori della sicurezza, della responsabilità, dei diritti fondamentali e degli aspetti relativi ai dati dell’intelligenza artificiale. Nello stesso spirito proporrà un sistema europeo di identificazione elettronica. Tra le iniziative figurerà anche un aggiornamento della strategia industriale per l’Europa per tener conto dell’impatto del coronavirus nonché una proposta legislativa per migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori delle piattaforme digitali.

  1. Un’economia al servizio delle persone

Per garantire che la crisi sanitaria ed economica non si trasformi in una crisi sociale, la Commissione presenterà un ambizioso piano d’azione per attuare pienamente il pilastro europeo dei diritti sociali, che farà sì che nessuno sia lasciato indietro nella ripresa dell’Europa. La Commissione presenterà inoltre una nuova garanzia europea per l’infanzia che garantisca l’accesso a servizi di base come la sanità e l’istruzione per tutti i bambini. Per sostenere le nostre economie e rafforzare l’Unione economica e monetaria, rivedrà il quadro per gestire i fallimenti bancari dell’UE, adotterà misure per stimolare gli investimenti transfrontalieri nell’UE e intensificherà la lotta contro il riciclaggio di denaro.

  1. Un’Europa più forte nel mondo

La Commissione farà in modo che l’Europa svolga il suo ruolo vitale in questo fragile mondo, anche guidando la risposta mondiale per garantire un vaccino sicuro e accessibile a tutti. Proporrà una comunicazione congiunta sul rafforzamento del contributo dell’UE a un multilateralismo basato su regole, un partenariato rinnovato con il vicinato meridionale e una comunicazione sull’Artico. Presenterà inoltre un nuovo approccio strategico a sostegno del disarmo, della smobilitazione e della reintegrazione degli ex combattenti e una comunicazione sull’aiuto umanitario dell’UE, che esaminerà nuove modalità di collaborazione con i nostri partner e altri donatori.

  1. Promozione del nostro stile di vita europeo

Di fronte alla pandemia di COVID-19, la Commissione proporrà di costruire un’Unione sanitaria europea più forte, in particolare consolidando il ruolo delle agenzie esistenti e istituendo una nuova agenzia biomedica di ricerca e sviluppo avanzati. Per preservarne e migliorarne il funzionamento, sarà presentata una nuova strategia per il futuro di Schengen. Sarà dato seguito al nuovo patto sulla migrazione e l’asilo mediante una serie di proposte di misure in materia di migrazione legale, tra cui un pacchetto “talenti e competenze”. Tra gli altri elementi figurano un piano d’azione contro il traffico di migranti e una strategia sostenibile per il rimpatrio volontario e la reintegrazione. La Commissione continuerà a rafforzare l’Unione della sicurezza mediante la lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e alle minacce ibride. Presenterà inoltre una strategia globale di lotta contro l’antisemitismo.

  1. Un nuovo slancio per la democrazia europea

Per costruire un’Unione dell’uguaglianza, la Commissione presenterà nuove strategie sui diritti dei minori e delle persone con disabilità, nonché una proposta per combattere la violenza di genere. Proporrà inoltre di ampliare l’elenco degli euroreati per includervi tutte le forme di reati generati dall’odio e di incitamento all’odio. La Commissione proporrà norme più chiare sul finanziamento dei partiti politici europei e adotterà misure per proteggere i giornalisti e la società civile dall’abuso del contenzioso. Una visione a lungo termine per le zone rurali proporrà azioni volte a sfruttare appieno il potenziale di queste regioni.

Dal momento che le iniziative pianificate sono di natura trasformativa e a lungo termine, è più importante che mai che vi siano leggi di grande impatto e rivolte al futuro. La prossima Comunicazione sul tema Legiferare meglio lo ribadirà. Si concentrerà sulla semplificazione e sulla riduzione degli oneri, in particolare introducendo un approccio “one-in-one-out”. La piattaforma Fit for Future sosterrà la Commissione in questa iniziativa, particolarmente necessaria all’indomani della pandemia di COVID-19. Per ottenere risultati in questo ambito la Commissione intensificherà anche la sua attività di sensibilizzazione e in questa ottica la Conferenza sul futuro dell’Europa svolgerà un ruolo centrale.

L’allegato 1 del programma di lavoro per il 2021 contiene un elenco completo dei 44 nuovi obiettivi strategici che fanno capo alle queste sei tematiche ambiziose.

Prossime tappe

Il programma di lavoro della Commissione per il 2021 è il risultato di una stretta cooperazione con il Parlamento europeo, gli Stati membri e gli organi consultivi dell’UE. La Commissione avvierà ora le discussioni con il Parlamento e il Consiglio per stabilire un elenco di priorità comuni su cui i colegislatori convengono di intervenire rapidamente.

Contesto

Ogni anno la Commissione adotta un programma di lavoro in cui sono elencate le azioni che prevede di realizzare nei dodici mesi successivi. Il programma di lavoro informa i cittadini e i colegislatori degli impegni politici in termini di presentazione di nuove iniziative, ritiro di proposte in sospeso e riesame della normativa UE vigente. In esso non rientra invece il lavoro svolto dalla Commissione per esercitare il suo ruolo di custode dei trattati, far applicare la normativa vigente o garantire l’attuazione delle normali iniziative adottate ogni anno dalla Commissione.

Il programma di lavoro della Commissione per il 2021 è strettamente correlato al piano per la ripresa dell’Europa insieme con lo strumento per la ripresa di NextGenerationEU e al potenziamento del bilancio per il periodo 2021-2027. Lo strumento per la ripresa e la resilienza convoglierà un importo senza precedenti pari a 672,5 miliardi di € di sovvenzioni e prestiti nel primo anno cruciale di ripresa. Nel frattempo, gli Stati membri stanno elaborando piani di ripresa e resilienza che stabiliscono riforme e investimenti in linea con gli obiettivi della politica verde e digitale dell’UE: con un minimo del 37 % di spesa per la transizione verde e un minimo del 20 % per il digitale. Per rimborsare i fondi raccolti nel quadro di NextGenerationEU, la Commissione presenterà proposte per nuove risorse proprie, iniziando con un sistema riveduto di scambio di quote di emissioni, un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera e un prelievo sul digitale.

Per ulteriori informazioni

Programma di lavoro della Commissione per il 2021, allegati e schede informative

Programma di lavoro della Commissione per il 2020 adattato

Piano per la ripresa dell’Europa

Un Green Deal europeo

Plasmare il futuro digitale dell’Europa 

 

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Discorso sullo Stato dell’Unione 2020 della Presidente von der Leyen: partecipa alla consultazione pubblica e fai sentire la tua voce in Europa

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I cittadini europei hanno tempo fino al 6 novembre per partecipare alla consultazione pubblica sul discorso sullo Stato dell’Unione 2020 che la Presidente von der Leyen ha pronunciato il 16 settembre 2020 al Parlamento europeo, e far così sentire la loro voce in Europa.

Il discorso sullo stato dell’Unione è un appuntamento annuale nel corso del quale la/il Presidente della Commissione europea fa il bilancio delle azioni UE e presenta a grandi linee gli obiettivi per l’anno successivo. Per il Parlamento europeo, quello sullo stato dell’Unione europea è il dibattito chiave dell’anno: un momento di verifica del lavoro svolto dalla Commissione per realizzare in concreto quanto programmato, allo scopo di fornire soluzioni ai cittadini europei. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha pronunciato il suo primo “discorso sullo stato dell’Unione” dinnanzi al Parlamento il 16 settembre 2020, presentando la sua visione di un’Europa che sembra emergere più forte dalla pandemia e indica la strada verso una nuova vitalità.

La Consultazione pubblica promossa dai Centri Europe Direct dell’Università di Siena e Roma Innovazione, operativo presso Formez PA, ha l’obiettivo di raccogliere le opinioni e le aspettative dei cittadini in merito al discorso sullo stato dell’Unione 2020  tenuto dalla Presidente von der Leyen, in linea con le indicazione prescritte nel Trattato di Lisbona, in cui si riporta il cittadino al centro dell’Unione europea e delle sue istituzioni, promuovendo una democrazia europea che offra ai cittadini l’opportunità di interessarsi e partecipare al funzionamento e allo sviluppo dell’UE.

Come partecipare

Dopo essersi registrati sulla piattaforma Decidim, i cittadini possono contribuire alla consultazione compilando il questionario anonimo costituito da 17 domande e/o inserendo i propri contributi di riflessione nella sezione “proposte”. Gli elementi cardine del Discorso sono introdotti in un breve video a cura del Prof. Daniele Pasquinucci, del Dipartimento di scienze sociali, politiche e cognitive, Cattedra Jean Monnet in Storia dell’integrazione europea dell’Università di Siena, o disponibili per ulteriori approfondimenti consultando la versione integrale del “discorso della Presidente von der Leyen”.

Restituzione dei risultati

I dati, raccolti e analizzati, verranno trasmessi alla Rappresentanza in Italia dell’Unione europea, ai fini di far conoscere a Bruxelles le opinioni e le aspettative dei cittadini italiani in merito alle priorità delineate e agli impegni assunti dalla Commissione. Gli esiti della consultazione saranno poi restituiti agli utenti in occasione di un webinar di approfondimento che si terrà a metà novembre.

La consultazione si tiene dal 19 ottobre fino al 6 novembre 2020 ed è disponibile al seguente link:

https://decidi.formez.it/processes/stato-dell-unione-2020

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Sanzioni e diritti umani: verso un quadro europeo per contrastare le violazioni e gli abusi dei diritti umani a livello mondiale

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mani di uomo che tengono la scritta diritti umani

La Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato oggi una proposta congiunta di regolamento del Consiglio relativa all’attuazione di misure restrittive (sanzioni) contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo.

Come preannunciato dalla Presidente Ursula von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione europea, la Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato oggi una proposta congiunta di regolamento del Consiglio relativa all’attuazione di misure restrittive (sanzioni) contro gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo.

La proposta congiunta di regolamento del Consiglio è uno degli atti giuridici richiesti dal Consiglio per procedere all’istituzione del nuovo regime di sanzioni orizzontali. Essa integra la decisione del Consiglio proposta dall’Alto rappresentante Josep Borrell che, una volta adottata dal Consiglio, istituirà il regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani.

Una volta entrato in vigore, il nuovo regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani fornirà all’UE maggiore flessibilità nel perseguire i responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo, indipendentemente dal luogo in cui si verificano o da chi ne è responsabile. Si prevede che il regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani consisterà in misure quali il congelamento dei beni e i divieti di viaggio. Per quanto riguarda questo ultimo aspetto, la proposta congiunta assegnerebbe per la prima volta alla Commissione il controllo sui divieti di viaggio.

Il nuovo regime non sostituirà i regimi di sanzioni geografiche esistenti, alcuni dei quali già perseguono violazioni e abusi dei diritti umani, ad esempio in Siria, Bielorussia o Venezuela.

Tali proposte dimostrano il forte impegno dell’UE a sostenere i diritti umani, la democrazia, lo Stato di diritto e i principi del diritto internazionale in tutto il mondo. Esse fanno seguito all’accordo politico raggiunto dai ministri degli esteri dell’UE in occasione del Consiglio “Affari esteri” del dicembre 2019 di procedere all’istituzione di tale regime.

Il regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani è inoltre un risultato fondamentale che scaturisce da una proposta presentata dall’Alto rappresentante/Vicepresidente e dalla Commissione nel piano d’azione per i diritti umani e la democrazia 2020-2024 nell’ambito della comunicazione congiunta adottata nel marzo 2020.

Prossime tappe

La proposta di regolamento del Consiglio sarà discussa dagli Stati membri in sede di Consiglio in concomitanza con la proposta di decisione del Consiglio presentata dall’Alto rappresentante.

Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio

Ursula von der LeyenPresidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Dobbiamo ergerci a difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Da tempo si attendeva un regime di sanzioni dell’UE per fare sì che i responsabili di abusi e violazioni dei diritti umani siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Confidiamo che il Consiglio dimostrerà la sua determinazione a sostenere la Commissione nel perseguimento di questo obiettivo, adottando la nostra proposta.”

Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente per un’Europa più forte nel mondo, ha dichiarato: “I diritti umani sono sotto assedio in tutto il mondo. Il nuovo regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani sarà un formidabile strumento per far sì che i responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto il mondo siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Si tratta di un’opportunità per l’Europa, non solo di difendere i suoi valori ma anche di agire.”

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “Proponiamo una politica di tolleranza zero nei confronti di coloro che abusano e violano i diritti umani in tutto il mondo. Le proposte odierne offrono ampie possibilità di rispondere a tali azioni e dimostrano il nostro impegno a difesa dei valori in cui crediamo.”

Mairead McGuinness, Commissaria per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali ha dichiarato: “Queste proposte costituiscono un passo importante verso un regime di sanzioni di cui si sentiva l’urgente necessità. Applicando le sanzioni in materia di diritti umani in modo efficiente ed efficace, i paesi dell’UE possono garantire che non vi sia impunità per chi provoca dolore e sofferenze umane. Non appena il regime sarà adottato dal Consiglio, la Commissione sosterrà con decisione questo impegno.”

Contesto

Le sanzioni dell’UE contribuiscono a conseguire i principali obiettivi dell’UE, quali il mantenimento della pace, il rafforzamento della sicurezza internazionale e il consolidamento e il sostegno della democrazia, del diritto internazionale e dei diritti umani. Esse sono mirate a coloro le cui azioni mettono in pericolo tali valori, al fine di ridurre il più possibile le conseguenze negative per la popolazione civile. I diversi regimi sanzionatori dell’UE attualmente in vigore sono circa 40.

Il regolamento del Consiglio è necessario per definire nei dettagli le misure del regime di sanzioni istituito dalla decisione del Consiglio che possono incidere sul funzionamento del mercato interno dell’UE. Esso è direttamente vincolante per le autorità amministrative nazionali e per gli operatori privati, mentre la decisione del Consiglio è giuridicamente vincolante per gli Stati membri dell’UE.

Per maggiori informazioni sulla politica dell’UE in materia di sanzioni e diritti umani:

Consiglio dell’Unione europea e politica dell’UE in materia di sanzioni

Commissione europea e sanzioni dell’UE

Servizio europeo per l’azione esterna e sanzioni dell’UE

Panoramica delle sanzioni dell’UE attualmente in vigore: Mappa delle sanzioni dell’UE

Priorità della politica dell’UE in materia di diritti umani e democrazia per il periodo 2020-2024: Piano d’azione congiunto per i diritti umani e la democrazia 2020-2024

 

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Italia: dal Gruppo BEI e Alba Leasing un miliardo per PMI e Midcap

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  • Con una operazione di cartolarizzazione, 440 milioni dalla BEI e 50 milioni dal FEI, per totali 490 milioni
  • Alba Leasing raddoppierà lo sforzo aggiungendo altri 490 milioni, non finanziati da BEI, per le operazioni di leasing delle aziende con meno di 3.000 dipendenti
  • Su una quota di 50 milioni (il 10% circa) la garanzia dell’Investment plan for Europe
  • Si stima che saranno finanziati in tutto progetti di investimento presentati da oltre 8.000 Pmi e Midcap

Nuove risorse finanziare per un miliardo di euro a disposizione di Pmi e Midcap italiane grazie all’accordo tra il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI) e Alba Leasing. Con una operazione finanziaria di cartolarizzazione, BEI e il controllato Fondo europeo per gli Investimenti (FEI) hanno messo a disposizione della società specializzata in leasing per le aziende l’importo di 490 milioni. Alba Leasing si impegna a raddoppiare tale plafond, facendo così crescere a quasi un miliardo (980 milioni) la cifra complessiva per progetti in tutti i settori economici, con un focus particolare ai piani di investimento a difesa dell’ambiente, a cui è riservato il 10% del totale delle risorse.

Nel dettaglio, si tratta di una operazione di cartolarizzazione di un portafoglio crediti performing di Alba Leasing, di cui il gruppo BEI ha sottoscritto titoli senior e mezzanine per complessivi 490 milioni (440 milioni la BEI, 50 milioni il FEI). Sul totale, almeno due terzi saranno destinati agli investimenti in leasing finanziario delle micro, piccole e medie imprese (meno di 250 dipendenti), mentre un terzo è destinato alle imprese a media capitalizzazione (fino a 3.000 dipendenti).

Per una quota di circa il 10% sul totale dell’operazione (50 milioni), l’operazione ha anche la garanzia dell’Investment Plan for Europe.

Con il nuovo plafond è possibile finanziare fino al 100% dei nuovi investimenti e progetti, con un importo massimo per singola operazione di leasing di 12,5 milioni di euro.

Gli interventi potranno interessare l’acquisto di impianti, attrezzature, automezzi, macchinari, immobili costruiti e da costruire, automobili e veicoli da utilizzare per scopi connessi all’attività professionale. In totale dovrebbe essere circa 8.000 le aziende italiane che beneficeranno di queste nuove risorse.

In ambito green saranno finanziati progetti di efficientamento energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili, interventi di tutela delle risorse naturali in settori specifici quali l’agricoltura, l’allevamento, il trasporto pubblico e privato, la raccolta e il trattamento dei rifiuti, e operazioni rivolte comunque a ridurre emissioni e impatti dei cambiamenti climatici.

Per la BEI l’operazione rientra in più filoni tradizionali di attività: il sostegno a PMI e Midcap, che si concretizza grazie alla partnership con gli operatori finanziari, e l’impegno come Banca del Clima, a protezione dell’ambiente e di contrasto agli effetti dell’inquinamento.

L’accordo conferma per Alba Leasing la già esistente collaborazione con la BEI, che permette di offrire alla propria clientela nuovi finanziamenti a condizioni particolarmente competitive rispetto ai finanziamenti ordinari, grazie ai vantaggi della raccolta obbligazionaria BEI (tripla A delle principali agenzie di rating).

Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l’Economia, ha dichiarato: “L’Unione europea continua a collaborare con il settore privato per offrire nuove opportunità di finanziamento alle PMI e alle mid cap italiane. Grazie al Fondo europeo per gli investimenti strategici e alla BEI, 8000 PMI e mid cap in tutta Italia riceveranno un sostegno per i loro progetti di investimento per aiutarle a riprendersi dalla crisi economica causata dalla pandemia e a garantire il successo della transizione verde.”

Con questa operazione si intensifica la collaborazione del Gruppo BEI con Alba Leasing, un partner fondamentale per sostenere grazie a operazioni di leasing a condizioni finanziarie favorevoli l’attività di migliaia di aziende piccole e medie localizzate in tutta Italia; un’attenzione particolare sarà data agli investimenti per la difesa dell’ambiente, pilastro dell’attività della banca dell’Unione europea”, ha commentato Dario Scannapieco, Vicepresidente della BEI e Presidente del FEI.

Il nostro obiettivo è quello di realizzare azioni concrete a supporto delle aziende, tanto più in un momento così delicato per l’imprenditoria del nostro Paese”, ha commentato Luigi Roth, Presidente di Alba Leasing. “Siamo convinti che lo strumento del leasing possa dare un impulso determinante alla ripartenza delle imprese e il nuovo plafond attivato grazie alla Banca Europea per gli Investimenti va esattamente in questa direzione, anche per il forte orientamento green contenuto nell’accordo con BEI”.

Nota al redattore

Alba Leasing è una società specializzata nei finanziamenti in leasing, partecipata da Banco BPM S.p.A. (39,19%), BPER Banca S.p.A. (33,50%), Banca Popolare di Sondrio S.c.p.a. (19,26%) e Credito Valtellinese S.p.A. (8,05%). Alba Leasing offre l’intera gamma di prodotti leasing – leasing strumentale, targato, immobiliare, energetico, agevolato e operativo – che distribuisce avvalendosi di un network distributivo di oltre 6.300 sportelli di banche azioniste e banche convenzionate. Nel 2019 ha sottoscritto 13.000 contratti per uno stipulato di 1,5 miliardi di euro.

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Coronavirus: il gateway di interoperabilità dell’UE entra in funzione. Le prime app di tracciamento dei contatti e allerta sono collegate al sistema

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Per sfruttare appieno il potenziale delle app di tracciamento dei contatti e allerta, volte a spezzare la catena dei contagi da coronavirus a livello transfrontaliero e salvare vite, la Commissione, su richiesta degli Stati membri dell’Unione, ha creato un sistema a livello dell’UE per garantirne l’interoperabilità: un cosiddetto “gateway”.

Al termine di una fase pilota che ha dato esito positivo, oggi il sistema entra in funzione con una prima serie di app nazionali collegate attraverso questo servizio: la tedesca Corona-Warn-App, l’irlandese COVID Tracker e l’italiana Immuni. Complessivamente queste app sono state scaricate da circa 30 milioni di persone, corrispondenti ai due terzi di tutti i download di app nell’UE.

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “Molti Stati membri hanno lanciato app volontarie di tracciamento dei contatti e allerta e la Commissione li ha aiutati a fare in modo che queste app interagiscano tra loro in sicurezza. La libera circolazione è parte integrante del mercato unico: il gateway la facilita, aiutandoci inoltre a salvare vite.”

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la Sicurezza alimentare, ha aggiunto: “La app di tracciamento e allerta per il coronavirus possono integrare efficacemente altre misure, quali l’aumento dei test e il tracciamento manuale dei contatti. Con i casi nuovamente in aumento, possono svolgere un ruolo importante nell’aiutarci a spezzare le catene di trasmissione. Il fatto di funzionare a livello transfrontaliero rende queste app strumenti ancora più efficaci. Il sistema gateway che entra in funzione oggi è un passo importante nel nostro lavoro e invito i cittadini a utilizzare queste app per contribuire a proteggerci l’un l’altro.”

Jens Spahn, Ministro federale della Salute tedesco, ha dichiarato: “Ovunque in Europa le infezioni sono nuovamente in aumento. In questo momento le app nazionali di allerta fanno davvero la differenza, perché ogni catena del contagio che l’app consente di spezzare più rapidamente contribuisce a contenere la pandemia. Con il nuovo servizio gateway colleghiamo le app di tutta Europa, in questo modo i contatti saranno allertati anche durante o dopo un viaggio all’estero.”

Nel contesto della lotta al coronavirus, la maggior parte degli Stati membri ha deciso di lanciare un’app di tracciamento dei contatti e allerta. Il servizio gateway consente l’interoperabilità di un totale di 18 app basate su sistemi decentralizzati, che possono essere collegate al gateway dopo aver seguito un protocollo che prevede diverse prove e controlli, e il rilascio di un aggiornamento per ciascuna app. Il secondo gruppo di app sarà collegato la prossima settimana, quando dovrebbero aderire le app eRouška della Cechia, Smitte|stop della Danimarca, Apturi Covid della Lettonia e Radar COVID della Spagna, mentre altre app saranno collegate al sistema a novembre. La panoramica degli Stati membri partecipanti è disponibile su una pagina web dedicata.

Il gateway garantisce che le app funzionino senza soluzione di continuità a livello transfrontaliero. Per gli utenti sarà quindi sufficiente installare una sola app e, quando viaggeranno in un altro paese europeo che partecipa all’iniziativa, potranno continuare a beneficiare del tracciamento dei contatti e a ricevere messaggi di allerta, indipendentemente dal fatto che si trovino all’estero o nel loro paese di origine. Il server del gateway riduce al minimo la quantità di dati scambiati, provvedendo allo scambio efficiente degli identificatori arbitrari tra le app nazionali. Il gateway tratterà esclusivamente le chiavi arbitrarie generate dalle app; le informazioni sono pseudonimizzate, criptate, limitate al minimo e conservate solo per il tempo necessario al tracciamento delle infezioni. Non sarà possibile identificare singole persone né localizzare dispositivi o tracciarne gli spostamenti.

L’istituzione del gateway dà seguito all’accordo degli Stati membri sulle specifiche tecniche, volto a garantire lo scambio sicuro di informazioni tra i server di back-end delle app nazionali di tracciamento dei contatti e allerta basate su un’architettura decentrata. Il sistema è stato sviluppato e realizzato in meno di due mesi da T-Systems e SAP e sarà gestito dal centro dati della Commissione a Lussemburgo. 

Contesto

Le app di tracciamento dei contatti, se pienamente conformi alle norme dell’UE e ben coordinate, possono svolgere un ruolo importante in tutte le fasi di gestione della crisi. Possono integrare il tracciamento manuale dei contatti già in essere e contribuire a interrompere la catena di trasmissione del virus, contribuendo così a salvare vite.

Dall’inizio della pandemia di coronavirus gli Stati membri, con il sostegno della Commissione, valutano le soluzioni digitali per affrontare la crisi sotto i profili dell’efficacia, della sicurezza, della tutela della privacy e della protezione dei dati, e hanno sviluppato un pacchetto di strumenti dell’UE per le app di tracciamento dei contatti e allerta, corredato di orientamenti sulla protezione dei dati. Come stabilito in una raccomandazione della Commissione, questo pacchetto di strumenti rientra in un approccio comune coordinato a sostegno della revoca graduale delle misure di confinamento. Per garantire il funzionamento transfrontaliero delle app di tracciamento e allerta gli Stati membri, con il sostegno della Commissione, hanno concordato a maggio gli orientamenti sull’interoperabilità e successivamente a giugno una serie di specifiche tecniche, mentre la Commissione ha adottato una decisione di esecuzione per fornire una base giuridica per il servizio gateway. A settembre il sistema è stato testato nell’ambito di una fase pilota.

Per ulteriori informazioni

Coronavirus: gateway di interoperabilità dell’UE per le app di tracciamento dei contatti e allerta – Domande e risposte

Pagina web dedicata al servizio gateway di interoperabilità dell’UE

Video

Scheda informativa

Infografica

Documenti della rete di assistenza sanitaria online (eHealth)

Orientamenti per garantire che le app per contrastare la pandemia rispettino pienamente le norme sulla protezione dei dati

Orientamenti dell’ECDC sulle applicazioni mobili a sostegno del tracciamento dei contatti per la Covid-19

Raccomandazione della Commissione relativa a un pacchetto di strumenti comuni dell’Unione per l’uso della tecnologia e dei dati al fine di contrastare la crisi Covid-19 e uscirne

 

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Giornata europea contro la tratta di esseri umani: la Commissione ribadisce il proprio impegno a eradicare la tratta

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Oggi vengono pubblicati online due studi finanziati dalla Commissione,  incentrati sui costi economici, sociali e umani della tratta di esseri umani nonché sui meccanismi nazionali e transnazionali di riferimento.

 

 

 

 

In occasione della 14Giornata europea contro la tratta di esseri umani, la Commissione europea ribadisce il proprio impegno a proteggere le vittime, sostenere i sopravvissuti e perseguire i responsabili della tratta. Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione e Commissario per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “Dato che i criminali continuano a ricavare grandi profitti dallo sfruttamento delle loro vittime, dobbiamo intensificare gli sforzi per prevenire, indagare, perseguire e condannare i trafficanti di esseri umani. L’individuazione precoce delle vittime sarà un tema specifico del futuro approccio della Commissione riguardo all’eliminazione della tratta di esseri umani, come indicato nella recente strategia per l’Unione della sicurezza”. La Commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson ha dichiarato: “Ogni anno nell’UE migliaia di persone vengono identificate come vittime della tratta di esseri umani, e quasi la metà di esse sono cittadini dell’UE. Il loro numero continua ad aumentare. I minori rappresentano quasi un quarto di tutte le vittime nell’UE e la maggior parte è costituita da ragazze, vittime di tratta a fini di sfruttamento sessuale, lavoro forzato e attività criminali. Quasi tre quarti delle vittime nell’UE sono donne, vittime della tratta per tutte le forme di sfruttamento, vittime di violenze e disuguaglianza. Tutte le vittime della tratta hanno bisogno di interventi immediati e di sostegno. Oggi ribadiamo il nostro impegno a eliminare la tratta di esseri umani, proteggere le vittime e combattere l’impunità dei responsabili.” Il quadro giuridico e politico dell’UE si basa sulla direttiva dell’UE contro la tratta di esseri umani, che stabilisce disposizioni rigorose su protezione, assistenza e sostegno alle vittime, nonché sulla prevenzione e l’azione penale. Oggi vengono pubblicati online due studi finanziati dalla Commissione,  incentrati sui costi economici, sociali e umani della tratta di esseri umani nonché sui meccanismi nazionali e transnazionali di riferimento. Questi studi sono due azioni chiave dell’UE nella lotta contro la tratta di esseri umani. La prossima settimana la Commissione presenterà la relazione 2020 sui progressi compiuti nella lotta contro la tratta di esseri umani, che analizza le tendenze attuali e l’efficacia delle risposte degli Stati membri. Maggiori informazioni sull’azione dell’UE contro la tratta di esseri umani sono disponibili online.

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Politica di coesione: la Commissione annuncia i vincitori dell’edizione record 2020 dei premi Regiostars

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La Commissione europea ha annunciato oggi i vincitori dei premi Regiostars 2020 per i migliori progetti della politica di coesione dell’UE

 

 

 

Per la prima volta in assoluto l’edizione di quest’anno della cerimonia Regiostars, che si svolge durante la settimana europea delle regioni e delle città, è interamente digitale e presentata da sei commissari dell’UE. Quest’anno il concorso ha anche registrato il maggior numero di candidature (206) e un numero elevato di voti per la categoria premiata dal pubblico (33 000). Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha dichiarato: “Mi congratulo vivamente con gli autori dei migliori progetti della politica di coesione dell’UE per il 2020. I beneficiari dei progetti sono le vere “star” della politica di coesione, in quanto attuano nella pratica la nostra missione: rendere l’UE più coesa per garantire e aumentare il benessere di tutti. Grazie ai premi Regiostars possiamo dimostrare che quando l’UE, gli Stati membri, le regioni e le città collaborano per utilizzare al meglio i fondi dell’UE si possono ottenere risultati eccellenti.”

La prima edizione dei premi europei Regiostars è stata varata dalla Commissione europea nel 2008 nell’intento di ispirare altre regioni e altri gestori di progetti in Europa. Ogni anno sono assegnati premi in cinque categorie e un premio del pubblico. 

Per ulteriori informazioni

Comunicato stampa

Premi Regiostars

Finalisti Regiostars 2020

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Coronavirus: la Commissione indica i principali passi per garantire l’efficacia delle strategie di vaccinazione e della diffusione dei vaccini

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Man mano che l’Europa impara a convivere con la pandemia, lo sviluppo e la rapida diffusione a livello mondiale di vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19 rimangono un elemento essenziale per risolvere definitivamente la crisi sanitaria pubblica.

In tale contesto, la Commissione si sta adoperando per garantire l’accesso a vaccini sicuri in tutta Europa e incoraggia un approccio coordinato delle strategie di vaccinazione per la diffusione dei vaccini. Oggi, in vista della discussione dei leader dell’UE, la Commissione propone i possibili gruppi prioritari cui somministrare il vaccino in un primo tempo e presenta gli elementi chiave che gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione per le loro strategie di vaccinazione contro la COVID-19, così da preparare l’Unione europea e i suoi cittadini al momento in cui sarà disponibile un vaccino sicuro ed efficace.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Un vaccino sicuro ed efficace è la nostra arma migliore per sconfiggere il coronavirus e tornare alla vita normale. Ci siamo fortemente impegnati per concludere accordi con le aziende farmaceutiche e garantire un determinato numero di dosi in futuro. Ora dobbiamo assicurarci che l’arrivo di un vaccino ci trovi pienamente preparati a diffonderlo. La nostra strategia di vaccinazione aiuta i paesi dell’UE a predisporre le loro campagne di vaccinazione, ossia a stabilire quali siano i gruppi prioritari, come garantire una distribuzione equa e come proteggere i più vulnerabili. Se vogliamo che la vaccinazione sia efficace dobbiamo prepararci adesso.”

Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “Mentre l’evoluzione della pandemia sta tornando ai livelli di marzo, il nostro grado di preparazione è ben diverso da allora. La giornata di oggi rappresenta una pietra miliare nell’attuale risposta dell’UE alla pandemia di COVID-19; l’obiettivo è garantire che i vaccini per la COVID-19, una volta disponibili, siano sicuri, dal costo contenuto e accessibili per tutti nell’UE. Solo agendo insieme potremo evitare interventi dissonanti e saremo più efficienti che in passato.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “È con grande preoccupazione che assisto a un aumento sempre più rapido dei tassi di infezione in tutta l’UE. Non abbiamo più molto tempo: la massima priorità di tutti dovrebbe essere fare il possibile per evitare le conseguenze devastanti di un blocco generalizzato. Tutti dobbiamo prepararci alle prossime fasi. Il vaccino non sarà una soluzione miracolosa, ma avrà un ruolo fondamentale per salvare vite umane e contenere la pandemia. Se e quando sarà disponibile un vaccino sicuro ed efficiente, dovremo essere pronti a diffonderlo il più rapidamente possibile, anche rafforzando la fiducia dei cittadini nella sua sicurezza ed efficacia. Non saranno i vaccini a salvare vite umane, ma le vaccinazioni.”

In linea con la strategia dell’UE sui vaccini del 17 giugno, la Commissione europea e gli Stati membri stanno garantendo la produzione di vaccini contro la COVID-19 attraverso accordi preliminari di acquisto con i produttori di vaccini in Europa. Qualsiasi vaccino dovrà essere autorizzato dall’Agenzia europea per i medicinali secondo standard di sicurezza ed efficacia verificati regolarmente. Gli Stati membri dovrebbero ora iniziare a elaborare una strategia di vaccinazione comune per la diffusione dei vaccini.

Gli Stati membri dovrebbero garantire tra l’altro:

  • la capacità dei servizi di vaccinazione di somministrare i vaccini per la COVID-19, anche in termini di forza lavoro qualificata e di dispositivi medici e di protezione;
  • un accesso ai vaccini agevole e dal costo contenuto per le popolazioni destinatarie;
  • la diffusione di vaccini con caratteristiche ed esigenze di stoccaggio e trasporto diverse, in particolare in termini di catena del freddo, capacità di trasporto refrigerato e capacità di stoccaggio;
  • una comunicazione chiara sui benefici, i rischi e l’importanza dei vaccini contro la COVID-19 per rafforzare la fiducia del pubblico.

Tutti gli Stati membri avranno contemporaneamente accesso ai vaccini contro la COVID-19 in base al numero di abitanti. Durante le fasi iniziali di diffusione e prima che la produzione possa essere incrementata, il numero complessivo di dosi di vaccino sarà limitato. La comunicazione fornisce pertanto esempi di gruppi prioritari (non elencati in ordine di priorità) che i paesi dovrebbero prendere in considerazione quando i vaccini contro la COVID-19 saranno disponibili, tra cui:

  • operatori sanitari e delle strutture di assistenza a lungo termine;
  • persone di età superiore a 60 anni;
  • persone particolarmente a rischio a causa delle loro condizioni di salute;
  • lavoratori essenziali;
  • persone impossibilitate a osservare il distanziamento sociale;
  • gruppi socioeconomici più svantaggiati.

In attesa dell’arrivo di vaccini approvati contro la COVID-19, salvaguardando nel contempo la continuità di altri tipi di servizi e programmi essenziali di assistenza sanitaria e di sanità pubblica, l’UE deve continuare a contenere la trasmissione del virus. Tale obiettivo può essere conseguito tramite la protezione dei gruppi vulnerabili e assicurandosi che i cittadini aderiscano alle misure di sanità pubblica. Fino a quel momento, e molto probabilmente anche durante le prime fasi di introduzione della vaccinazione, le misure di mitigazione, quali il distanziamento fisico, la chiusura dei luoghi pubblici e l’adattamento dell’ambiente di lavoro [1], continueranno a essere il principale strumento di sanità pubblica per il controllo e la gestione dei focolai di COVID-19.

Contesto

Mentre l’Europa passa alla prossima fase della pandemia di COVID-19, è quanto mai indispensabile che i paesi seguano strategie e approcci di vaccinazione comuni. In occasione della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 2 ottobre gli Stati membri hanno invitato il Consiglio e la Commissione a intensificare ulteriormente gli sforzi generali di coordinamento e i lavori sullo sviluppo e sulla distribuzione dei vaccini a livello dell’UE[2]

Il 24 settembre il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha pubblicato un aggiornamento della valutazione dei rischi relativi alla pandemia di COVID-19 e una serie di orientamenti sulle misure di mitigazione (quali l’igiene delle mani, il distanziamento fisico, la pulizia e il ricambio dell’aria).

Come sottolineato dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione 2020, l’Europa deve continuare a gestire la pandemia di COVID-19 con grande prudenza, responsabilità e unità, utilizzando gli insegnamenti tratti per rafforzare la preparazione dell’UE alle crisi e la gestione delle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero.

Il 15 luglio la Commissione ha adottato una comunicazione sulla preparazione sanitaria a breve termine dell’UE in cui invita gli Stati membri a predisporre fin d’ora misure di prevenzione, preparazione e risposta in caso di futuri focolai di COVID-19. Nella comunicazione sono formulate diverse raccomandazioni a tal fine, ad esempio per quanto riguarda i test, il tracciamento dei contatti e le capacità dei sistemi sanitari. L’attuazione efficace di tali misure richiede un coordinamento e uno scambio di informazioni adeguato tra gli Stati membri. Le raccomandazioni contenute nella strategia sono ancora pertinenti e gli Stati membri sono incoraggiati a seguirle.

Uno dei principali punti d’azione necessari affinché l’Europa superi l’attuale pandemia è accelerare lo sviluppo, la fabbricazione e la diffusione di vaccini contro la COVID-19. La strategia dell’UE per i vaccini pubblicata a giugno traccia il percorso da seguire.

La sicurezza, la qualità e l’efficacia sono i pilastri di qualunque processo di sviluppo e autorizzazione dei vaccini, e gli sviluppatori di vaccini devono presentare all’Agenzia europea per i medicinali un’ampia documentazione e numerosi dati nell’ambito della procedura di autorizzazione all’immissione in commercio nell’UE. Dopo il rilascio dell’autorizzazione, il diritto dell’UE prevede che siano monitorate la sicurezza e l’efficacia del vaccino. A livello centrale dovranno essere raccolte ulteriori prove per valutare, dal punto di vista della sanità pubblica, l’impatto e l’efficacia dei vaccini contro la COVID-19 una volta avviato il programma di vaccinazione. Si tratta di un elemento essenziale per superare la pandemia e infondere fiducia nei cittadini europei.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione “Preparazione per le strategie di vaccinazione e la diffusione di vaccini contro la COVID-19”

Coronavirus: verso una strategia di vaccinazione comune

Scheda informativa: risposta dell’UE al coronavirus

Comunicazione “Preparazione sanitaria a breve termine dell’UE per affrontare i focolai di COVID-19”

Strategia sui vaccini contro il coronavirus

Risposta dell’UE al coronavirus

Cronistoria dell’azione dell’UE

ECDC: “Valutazione dei rischi” e “Preparazione a un aumento della trasmissione della COVID-19”

Raccomandazioni per un approccio comune dell’UE ai test COVID-19

[1] Tra cui l’uso di mascherine, gli ordini o inviti a non lasciare il domicilio, la chiusura dei luoghi pubblici, le limitazioni del numero di persone autorizzate a radunarsi in luoghi chiusi e all’aperto, il telelavoro e l’adattamento dei luoghi di lavoro.

[2] https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13-2020-INIT/it/pdf.

 

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La proroga della deroga relativa alle bande orarie aeroportuali aiuterà il settore ed eviterà emissioni inutili

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sala d'aspetto aeroporto

Oggi la Commissione ha prorogato la deroga alle norme UE sull’uso delle bande orarie aeroportuali. La proroga consente alle compagnie aeree di pianificare gli orari di volo con maggiore precisione senza temere di perdere le “bande orarie” a causa della drastica riduzione dei voli.

In circostanze normali, le compagnie aeree devono utilizzare l’80% delle loro bande orarie per garantirsene l’assegnazione la stagione successiva, il che può portare ad emissioni inutili allo scopo di mantenerle. Una prima deroga a questa norma è stata introdotta a marzo, quando l’arrivo della pandemia in Europa ha portato al fermo dei voli in tutta l’UE. La decisione di oggi proroga la deroga all’intera stagione invernale, fino al 27 marzo 2021.

La Commissaria per i Trasporti Adina Vălean ha dichiarato: “La pandemia di coronavirus ha avuto un enorme impatto sul trasporto aereo e su tutto il settore dell’aviazioneProrogando la deroga, prendiamo atto dei dati sul traffico, dai quali risulta che il numero di voli in settembre è stato inferiore del 54% rispetto a settembre 2019, e del fatto che purtroppo è improbabile che il traffico aumenti nuovamente nel prossimo futuro. La proroga fa chiarezza per le compagnie aeree, gli aeroporti e i passeggeri e continuerà ad evitare le emissioni inutili.”

Il traffico dovrebbe diminuire ulteriormente del 50% nel febbraio 2021. La Commissione si aspetta che l’industria rispetti volontariamente le condizioni concordate da tutti gli operatori del mercato per la prossima stagione invernale, in attesa dell’adozione delle condizioni pienamente applicabili. L’adozione di oggi fa seguito ai risultati della relazione sui dati sul traffico aereo del 14 settembre scorso.

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La Presidente von der Leyen copresiede il vertice sociale trilaterale su una ripresa economica e sociale inclusiva

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Presidente von der Leyen

Oggi la Presidente Ursula von der Leyen copresiederà con il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel il vertice sociale trilaterale in videoconferenza, cui parteciperà anche la Cancelliera Angela Merkel, a nome della presidenza tedesca del Consiglio dell’Unione europea.

La Commissione sarà rappresentata anche dal Vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis e dal Commissario Nicolas Schmit.

Il tema principale del vertice sociale trilaterale sarà: “Attuare insieme una ripresa economica e sociale inclusiva in Europa”. Nel contesto della pandemia di Covid-19 e del piano per la ripresa dell’Europa, il vertice si concentrerà sulla creazione di posti di lavoro e sulla resilienza, sulla transizione verde e digitale e sul ruolo importante del dialogo sociale.

Il vertice ha luogo due volte l’anno prima delle riunioni del Consiglio europeo e consente uno scambio di opinioni costruttivo tra i leader delle istituzioni europee, i capi di Stato o di governo che detengono la presidenza del Consiglio dell’UE, i Ministri del Lavoro e degli affari sociali del trio di presidenze del Consiglio del momento (in questo caso Germania, Portogallo e Slovenia) e i leader delle organizzazioni europee e nazionali dei lavoratori e dei datori di lavoro di questi paesi. Un comunicato stampa sarà disponibile qui a conclusione del vertice.

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