Risparmio energetico: accordo sull’etichettatura dei pneumatici

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pneumaticoIeri il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea hanno raggiunto un accordo politico su un sistema di etichettatura europeo dei pneumatici. Le nuove norme migliorano le etichette UE dei pneumatici, consentendo ai consumatori europei di compiere scelte più oculate e di realizzare risparmi energetici equivalenti a eliminare 4 milioni di auto dalle strade dell’UE ogni anno.

 

Miguel Arias Cañete, Commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia, ha dichiarato: “Il motto “efficienza energetica al primo posto” si applica anche al nostro modo di guidare! Passando ai pneumatici più efficienti dal punto di vista energetico, i cittadini europei possono ridurre significativamente il consumo di carburante, risparmiare e contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Questo è il percorso europeo verso una sicurezza energetica e una protezione del clima effettive. Una maggiore efficienza energetica in tutti gli aspetti della vita ci consente di ridurre le bollette energetiche e la dipendenza da energie importate e costose, di stimolare la competitività industriale, creare posti di lavoro e aumentare la sostenibilità dell’economia europea.

 

Il 17 maggio 2018 la Commissione aveva proposto il nuovo regolamento sull’etichettatura dei pneumatici nel quadro del pacchetto sulla mobilità pulita. Le nuove norme rendono le etichette dei pneumatici più visibili, più adeguate alle esigenze future e più precise; migliorano l’applicazione delle norme e la vigilanza del mercato e aggiornano le scale di classificazione delle etichette per ottimizzare le informazioni che vi sono riportate. Il nuovo design più moderno sarà allineato a quello della nota etichetta energetica dell’UE e manterrà le dimensioni e i pittogrammi originali, conosciuti dai consumatori. Un comunicato stampa è disponibile on line.

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Conferenza sull’attuazione delle riforme di Basilea III

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bancaOggi la Commissione europea ospita una conferenza sull’attuazione nell’UE di nuove norme internazionali per il settore bancario, note come “completamento delle riforme di Basilea III”, che mirano a rivedere le norme prudenziali internazionali per le banche.

Tra i relatori principali figurano Carolyn Rogers, Segretaria generale del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, José Manuel Campa, Presidente dell’Autorità bancaria europea, e Andrea Enria, Presidente del Meccanismo di vigilanza unico.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “La regolamentazione bancaria dell’UE è il fondamento di un sistema bancario stabile che sostiene l’economia europea. Sono necessarie norme proporzionate per banche solide che finanzino cittadini e imprese. L’UE si impegna ad attuare fedelmente le riforme di Basilea III, concentrandosi sulle specificità europee. Con questa conferenza e con una consultazione pubblica invitiamo tutti i soggetti interessati e i cittadini ad aiutarci a valutare l’impatto delle riforme sull’economia europea.”

Le riforme di Basilea III sono finalizzate a migliorare la solidità, la stabilità e la resilienza del settore bancario e sono il risultato della cooperazione internazionale, essenziale per garantire stabilità finanziaria e parità di condizioni per le banche a livello mondiale. La conferenza offrirà alle parti interessate un’ulteriore opportunità di contribuire al dibattito sull’attuazione nell’UE di queste norme internazionali. Una consultazione pubblica sul tema è in corso e le parti interessate possono esprimere la propria opinione fino al 3 gennaio 2020.

La diretta streaming della conferenza è disponibile qui e il testo integrale dell’intervento del Vicepresidente Dombrovskis è disponibile qui.

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10° anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

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carta ue diritti fondamentaliIl 1° dicembre prossimo ricorre il 10° anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, diventata giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona.

Domani la Commissione europea, la presidenza finlandese del Consiglio dell’Unione europea e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali celebreranno questo anniversario con una conferenza nella quale si rifletterà su come incentivare l’uso e la conoscenza della Carta tra i cittadini dell’UE.

La Carta tutela e difende valori europei fondamentali, che si riflettono in tutte le iniziative giuridiche e strategiche dell’UE, come il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e le nuove norme per proteggere le vittime di reato e gli informatori, ed è uno strumento essenziale per garantire la promozione e la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “Ci siamo adoperati e continueremo a farlo per una cultura dei diritti fondamentali nell’UE. Tutti i soggetti coinvolti nell’attuazione della Carta hanno un ruolo da svolgere per garantirne la reale efficacia nella vita delle persone. La conferenza arriva al momento giusto per contribuire alle riflessioni della Commissione in vista di una nuova strategia di attuazione della Carta.

Le autorità deli Stati membri, i giudici, i responsabili politici, gli organismi preposti all’applicazione della legge, gli operatori del diritto e i rappresentanti delle istituzioni nazionali per i diritti umani, gli organismi per le pari opportunità, i difensori civici e le organizzazioni della società civile parteciperanno alla conferenza per condividere i loro punti di vista. I risultati della conferenza di domani confluiranno in una nuova strategia di attuazione della Carta, che la Commissione prevede di pubblicare nel 2020.

Maggiori informazioni sono disponibili in un comunicato stampa

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Dichiarazione del presidente Juncker per il 30º anniversario della rivoluzione pacifica del 9 novembre 1989

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In vista dell’anniversario per il trentennale della caduta del muro di Berlino il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha rilasciato una dichiarazione.

Il presidente Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Le persone che sono scese in piazza nell’autunno del 1989 hanno messo a rischio la propria libertà per lottare per quella di tutti. Il loro coraggio ha fatto cadere il muro, la loro unità ha ispirato l’Europa e il mondo intero, e la loro rivoluzione pacifica ha cambiato il corso della storia per sempre. Queste persone hanno risanato un continente diviso dalla guerra e riconciliato la storia dell’Europa con la sua geografia. Hanno fatto la storia anziché subirla. Grazie a loro, un’intera generazione di giovani uomini e donne europei non ha conosciuto altro che pace e libertà da allora — un’Europa in cui possiamo viaggiare, vivere e cercare l’amore oltre le frontiere […]. Il 9 novembre 1989 è un momento saliente della storia europea. Il nostro compito, oggi, è difendere con la stessa forza del popolo di allora la società libera e democratica in Europa.

 

Il testo integrale della dichiarazione è disponibile qui

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Matera 2019: l’anno straordinario della Capitale europea della cultura

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sassi di materaMatera, «una città bellissima, pittoresca e impressionante». Così la descrive Carlo Levi nel suo libro più famoso, “Cristo si è fermato a Eboli”. La magia di questa città non ha stregato solo Levi, nei secoli la vista dei Sassi arrampicati in vicoli suggestivi ha ammaliato artisti, scrittori e registi cinematografici.

Artisti che hanno anche aiutato Matera in quei processi di riscoperta e di redenzione che seguirono lo stato di abbandono in cui versava negli anni ’50. Matera oggi vanta due primati: è la prima città nel Sud a guadagnarsi nel 1993 il sigillo di Patrimonio dell’Umanità Unesco ed è sempre la prima città del Sud a diventare Capitale europea della cultura, nel 2019.

La prima Capitale europea della cultura fu, nel 1985, Atene. Il progetto nasceva quell’anno proprio per volere dell’allora Ministro greco della cultura, l’attrice e cantante ellenica Melina Mercouri, che aveva spinto per un programma che rafforzasse i legami culturali all’interno dell’Unione europea.

Matera è stata nominata Capitale europea della cultura quest’anno, insieme alla città bulgara Plovdiv. Le prossime, nel 2020, saranno Rijeka, in Croazia, e Galway, in Irlanda.

Gli obiettivi dell’iniziativa erano e sono sia etici che pratici. Mettere in luce la ricchezza e la diversità delle culture in Europa, celebrare le caratteristiche condivise, accrescere il senso di appartenenza dei cittadini europei e promuovere la cultura come strumento di sviluppo della città. Nel concreto, infatti, le città designate hanno riscontrato una crescita economica (per ogni euro investito almeno 6 di ritorno per l’economia locale), hanno giovato di visibilità internazionale, sviluppato connessioni e partnership a livello europeo.

Il bilancio dei risultati ottenuti quest’anno a Matera è più che positivo. I dati, rilevati nel luglio scorso, parlano di 450 eventi, con il 40% di artisti di altri Paesi europei. Oltre diecimila persone hanno partecipato all’organizzazione e 50mila alla cerimonia inaugurale.

In tutto questo, è centrale l’investimento fatto dall’UE. Proprio per il ruolo chiave conquistato da Matera con questa nomina, grazie ai programmi “POR Fesr Basilicata 2007-2013 e “POR Fesr Basilicata per il 2014-2020”, sono stati spesi dalla Regione nella cittadina lucana 126 milioni e 270 mila euro, quasi 86 milioni dei quali provengono dai fondi europei (in particolare, il Fondo europeo di sviluppo regionale). Soldi che sono stati speso sul territorio per migliorare le infrastrutture, ristrutturare il patrimonio culturale, erogare servizi pubblici e sostenere gli imprenditori locali. Un esempio particolarmente importante a livello culturale è senz’altro il restauro della Cattedrale di Matera, riaperta al pubblico dopo 10 anni di chiusura. Sono stati investiti 3 milioni di euro, coinvolgendo 16 imprese locali, con un ritorno per il tessuto economico di circa 2,5 milioni di euro. Ma il restauro della Cattedrale non è il solo esempio. Sono stati investiti 12 milioni di fondi UE per interventi infrastrutturali su Piazza della Visitazione (inclusa la Stazione di Matera), 6 milioni per migliorare i trasporti regionali, 3 milioni di euro per il restauro del Teatro Duni e ben ben 44 milioni di incentivi agli imprenditori locali.

Maggiori informazioni

Il sito ufficiale di Matera 2019

Il sito del programma “POR FESR Basilicata” gestito dalla Regione

Il sito ufficiale dell’iniziativa “Capitale europee della cultura”

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Web Summit: il piano Juncker sostiene lo sviluppo di veicoli elettrici

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auto_elettricaLa Banca europea per gli investimenti (BEI) stanzierà 17 milioni di euro di finanziamenti a favore di QEV Technologies per sostenere le sue attività di ricerca e sviluppo (R&S). La società tecnologica e di ingegneria spagnola sviluppa sistemi di trazione elettrica per piccoli mezzi di trasporto urbano, veicoli elettrici, sistemi di ricarica veloce e tecnologie elettriche per auto da corsa.

Il finanziamento della BEI, annunciato al summit di Lisbona e sostenuto dal Fondo europeo per gli investimenti strategici del piano Juncker, consentirà a QEV di assumere altri 100 dipendenti, portando il proprio organico a 250 unità entro il 2023, compresi 215 addetti a R&S e attività di ingegneria.

Carlos Moedas, Commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, ha dichiarato: “L’accordo firmato al Web Summit testimonia il sostegno deciso e costante del piano Juncker alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione in Europa. Gli investimenti sostenuti dal piano Juncker hanno già creato 1,1 milioni di posti di lavoro nel mercato europeo e questo accordo consentirà a QEV di assumere altri 150 dipendenti. È stata una buona settimana per la tecnologia nell’UE: grazie, Web Summit!” Il comunicato stampa è disponibile qui.

A ottobre 2019 il piano Juncker aveva mobilitato 439,4 miliardi di euro di investimenti nell’UE, compresi 49,1 miliardi in Spagna, e sostenuto oltre un milione di start-up e piccole e medie imprese. Gli investimenti sostenuti dal piano Juncker hanno aumentato il prodotto interno lordo dell’UE dello 0,9% e hanno creato 1,1 milioni di nuovi posti di lavoro. Entro il 2022 il piano Juncker creerà altri 1,7 milioni di posti di lavoro e produrrà un aumento del PIL dell’UE dell’1,8%

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Un accordo storico proteggerà 100 indicazioni geografiche europee in Cina

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bandiera_cina-ue

L’UE e la Cina hanno concluso oggi i negoziati relativi ad un accordo bilaterale per proteggere da imitazioni e usurpazioni 100 indicazioni geografiche europee (IG) in Cina e 100 IG cinesi nell’UE.

Questo accordo storico dovrebbe determinare vantaggi commerciali reciproci e una domanda di prodotti di elevata qualità da entrambe le parti. Onorando gli impegni assunti in occasione dell’ultimo vertice UE-Cina dell’aprile 2019, l’accordo costituisce un esempio concreto di cooperazione tra l’Unione europea e la Repubblica popolare cinese e rispecchia lo spirito di apertura di entrambe le parti e la loro adesione alle norme internazionali in quanto base delle loro relazioni commerciali.

Phil Hogan, commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “I prodotti a indicazione geografica europea sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità e i consumatori sono disposti a pagare un prezzo più elevato perché si fidano dell’origine e dell’autenticità di questi prodotti, ricompensando in questo modo gli agricoltori. L’accordo dimostra il nostro impegno a collaborare strettamente con i partner commerciali di tutto il mondo, come la Cina. Si tratta di una vittoria per tutti in quanto rafforza le relazioni commerciali, apportando benefici al settore agroalimentare e ai consumatori di entrambe le parti.

Con un volume che ha raggiunto i 12,8 miliardi di €  (nel periodo di dodici mesi compreso tra settembre 2018 e agosto 2019), per l’UE la Cina è la seconda destinazione delle esportazioni agroalimentari nonché la seconda destinazione delle esportazioni di prodotti protetti come indicazioni geografiche (di cui costituiscono il 9 % del valore) che comprendono vini, prodotti agroalimentari e bevande spiritose.

Il mercato cinese, con una classe media in aumento che apprezza i prodotti europei autentici, iconici e di alta qualità, ha un potenziale di crescita elevato per le bevande e i prodotti alimentari europei e vanta inoltre un proprio sistema di indicazioni geografiche consolidato, con specialità che grazie a questo accordo i consumatori europei potranno ora esplorare ulteriormente.

L’elenco UE delle IG da proteggere in Cina comprende prodotti quali Cava, Champagne, Feta, Irish whisky, Münchener Bier, Ouzo, Polska Wódka, Porto, Prosciutto di Parma e Queso Manchego. Tra i prodotti cinesi nell’elenco vi sono ad esempio Pixian Dou Ban (Pasta di fagioli Pixian), Anji Bai Cha (Tè bianco Anji), Panjin Da Mi (Riso Panjin) e Anqiu Da Jiang (Zenzero Anqiu).

In seguito alla conclusione dei negoziati, l’accordo sarà ora sottoposto a un controllo giuridico. Per quanto riguarda l’UE spetterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio dare l’approvazione. L’accordo dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2020.

Quattro anni dopo l’entrata in vigore, l’ambito di applicazione dell’accordo sarà esteso ad altre 175 indicazioni geografiche per parte. Per queste denominazioni si dovrà seguire la stessa procedura usata per le 100 già comprese nell’accordo (ad esempio valutazione e pubblicazione per osservazioni).

La cooperazione UE-Cina in materia di indicazioni geografiche è iniziata oltre un decennio fa (nel 2006) e nel 2012, con la registrazione e la protezione di dieci indicazioni geografiche di entrambe le parti, ha posto le basi della cooperazione odierna.

Contesto

regimi di qualità dell’UE intendono proteggere le denominazioni di prodotti specifici per promuoverne le caratteristiche uniche legate all’origine geografica e alle competenze tradizionali. Si tratta di uno dei maggiori successi dell’agricoltura europea con oltre 3 300 denominazioni UE registrate come indicazione geografica protetta (IGP) o denominazione di origine protetta (DOP). Vi sono poi circa 1 250 denominazioni di paesi terzi protette nell’UE, principalmente grazie ad accordi bilaterali come quello che ci si accinge a concludere con la Cina. In termini di valore, il mercato delle indicazioni geografiche dell’UE è di circa 74,8 miliardi di € e complessivamente rappresenta il 15,4 % di tutte le esportazioni UE di prodotti alimentari e bevande.

Per ulteriori informazioni

Dichiarazione congiunta alla stampa del commissario Phil Hogan e del Ministro Zhong Shan relativa alla conclusione dei negoziati per un accordo tra l’Unione europea e la Repubblica popolare cinese sulla cooperazione in materia di indicazioni geografiche e sulla loro protezione

Elenco delle indicazioni geografiche europee protette

Elenco delle indicazioni geografiche cinesi protette

Scheda informativa sull’accordo

100 indicazioni geografiche europee pronte per essere protette in Cina

Commercio agroalimentare UE-Cina

 

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Attuazione dello strumento dell’UE per i rifugiati in Turchia: l’UE mobilita 663 milioni di euro per l’assistenza umanitaria

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famigli adi rifugiati in turchiaLa Commissione europea sta mobilitando 663 milioni di euro di aiuti umanitari per assicurare la continuazione di importanti progetti previsti nel quadro dello Strumento dell’UE per i rifugiati in Turchia.

 

Seicento milioni di euro garantiranno la continuazione del programma umanitario dell’UE più ampio di sempre, la rete di sicurezza sociale di emergenza (ESSN). I fondi rimanenti continueranno a sostenere progetti nei campi dell’istruzione e dei servizi essenziali, come l’assistenza sanitaria.

Christos Stylianides, Commissario responsabile per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, ha dichiarato: “Il sostegno dell’UE ha avuto un impatto concreto sui rifugiati ospitati dalla Turchia. Grazie al sostegno dell’UE è possibile soddisfare i bisogni essenziali di oltre 1,6 milioni di rifugiati e permettere a oltre mezzo milione di bambini di frequentare la scuola. Sono risultati che parlano da soli. Voglio ringraziare i nostri partner umanitari sul campo per aver reso possibile il successo dell’assistenza dell’UE in Turchia. L’UE intende continuare a onorare i propri impegni in linea con la dichiarazione UE-Turchia”.

Grazie alla prosecuzione del programma ESSN i rifugiati più vulnerabili in Turchia continueranno a ricevere l’assistenza finanziaria mensile attraverso una carta di debito speciale, grazie alla quale possono soddisfare i bisogni essenziali, quali vitto e alloggio, e al tempo stesso integrarsi nell’economia e nella società locali. Inoltre, i finanziamenti dell’UE permetteranno a oltre mezzo milione di bambini rifugiati di frequentare regolarmente la scuola e ne aiuteranno circa altri 20 000 che non sono inseriti nel sistema scolastico a recuperare il loro ritardo. A loro volta, proseguiranno anche altri tipi di sostegno, come quelli destinati all’accesso all’assistenza sanitaria e ai servizi di protezione. Tutti i finanziamenti umanitari dell’UE sono rigorosamente monitorati ed erogati unicamente attraverso i nostri partner umanitari, e i beneficiari dei progetti sono noti. Sono disponibili online una scheda informativa sull’ESSN e il comunicato stampa completo.

La Commissione europea sta mobilitando 663 milioni di euro di aiuti umanitari per assicurare la continuazione di importanti progetti previsti nel quadro dello Strumento dell’UE per i rifugiati in Turchia.

Seicento milioni di euro garantiranno la continuazione del programma umanitario dell’UE più ampio di sempre, la rete di sicurezza sociale di emergenza (ESSN). I fondi rimanenti continueranno a sostenere progetti nei campi dell’istruzione e dei servizi essenziali, come l’assistenza sanitaria.

Christos Stylianides, Commissario responsabile per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, ha dichiarato: “Il sostegno dell’UE ha avuto un impatto concreto sui rifugiati ospitati dalla Turchia. Grazie al sostegno dell’UE è possibile soddisfare i bisogni essenziali di oltre 1,6 milioni di rifugiati e permettere a oltre mezzo milione di bambini di frequentare la scuola. Sono risultati che parlano da soli. Voglio ringraziare i nostri partner umanitari sul campo per aver reso possibile il successo dell’assistenza dell’UE in Turchia. L’UE intende continuare a onorare i propri impegni in linea con la dichiarazione UE-Turchia”.

Grazie alla prosecuzione del programma ESSN i rifugiati più vulnerabili in Turchia continueranno a ricevere l’assistenza finanziaria mensile attraverso una carta di debito speciale, grazie alla quale possono soddisfare i bisogni essenziali, quali vitto e alloggio, e al tempo stesso integrarsi nell’economia e nella società locali. Inoltre, i finanziamenti dell’UE permetteranno a oltre mezzo milione di bambini rifugiati di frequentare regolarmente la scuola e ne aiuteranno circa altri 20 000 che non sono inseriti nel sistema scolastico a recuperare il loro ritardo. A loro volta, proseguiranno anche altri tipi di sostegno, come quelli destinati all’accesso all’assistenza sanitaria e ai servizi di protezione. Tutti i finanziamenti umanitari dell’UE sono rigorosamente monitorati ed erogati unicamente attraverso i nostri partner umanitari, e i beneficiari dei progetti sono noti. Sono disponibili online una scheda informativa sull’ESSN e il comunicato stampa completo.

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Giornata per la parità retributiva: dichiarazione comune del primo Vicepresidente Timmermans e dei Commissari Thyssen e Jourová

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equal payLe donne dell’Unione europea continuano a guadagnare in media il 16% meno degli uomini, il che rappresenta un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente (16,2%). Quest’anno la Giornata europea per la parità retributiva cade il 4 novembre. La data indica il giorno a partire dal quale le donne, simbolicamente, cessano di essere remunerate rispetto ai colleghi maschi per lo stesso lavoro.31-10-2019

 

Alla vigilia di questa giornata simbolica Frans Timmermans, primo Vicepresidente, Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori e Věra Jourová, Commissaria responsabile per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere hanno dichiarato quanto segue:

 

“Sono ormai passati 60 anni da quando il principio della parità retributiva è stato sancito dai trattati europei, eppure la realtà quotidiana delle donne in tutta Europa non sempre riflette le leggi. Le donne europee continuano a lavorare gratuitamente due mesi rispetto ai loro colleghi maschi e i progressi realizzati finora sono troppo lenti. Abbiamo certamente fatto dei passi nella direzione giusta durante gli ultimi cinque anni, ma resta ancora molto da fare e i progressi devono essere più rapidi. I cittadini si aspettano di più da noi. Secondo la recente indagine Eurobametro, nove europei su dieci (uomini e donne) ritengono inaccettabile che la retribuzione delle donne sia inferiore a quella degli uomini per uno stesso lavoro. […] La trasparenza retributiva è importante affinché possiamo individuare i casi di discriminazione salariale e i lavoratori e i clienti possano trarre le loro conclusioni e prendere delle misure. Infatti, il 64% degli europei si è dichiarato favorevole alla pubblicazione delle retribuzioni medie per tipo di impiego e per sesso nella sua impresa. La trasparenza retributiva, assieme ad altre soluzioni come una ripartizione più equa delle responsabilità familiari tra uomini e donne (resa possibile dalla nuova direttiva dell’UE sul congedo parentale e per i prestatori di assistenza) ci aiuterebbe a intervenire sulle cause profonde della disparità retributiva tra uomini e donne. […]  Dobbiamo continuare a batterci contro la disparità retributiva tra uomini e donne allo scopo di ottenere una manodopera più efficace e una società più equa”. La dichiarazione completa è disponibile online.

 

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Eurobarometro: Gli europei continuano a sostenere lo sviluppo internazionale

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sondaggio

Il sondaggio Eurobarometro di quest’anno sulla cooperazione allo sviluppo dell’UE evidenzia un diffuso consenso tra i cittadini europei sull’importanza dello sviluppo e della cooperazione internazionale. Quasi 9 cittadini su 10 ritengono che la cooperazione allo sviluppo sia importante per sostenere le persone nei paesi in via di sviluppo, confermando così la tendenza emersa negli anni precedenti e facendo della cooperazione allo sviluppo una delle politiche dell’UE percepite più positivamente dall’opinione pubblica.

Il Commissario UE per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo Neven Mimica ha commentato: “Sono molto lieto di constatare che gli europei continuano a sostenere fortemente la cooperazione allo sviluppo dell’Unione e concordano sulle priorità fondamentali cui mi sono dedicato negli ultimi anni: rafforzare i partenariati, ad esempio con l’Africa; intensificare il nostro impegno per la creazione di posti di lavoro e incrementare gli investimenti privati. Si tratta di una base solida che consente all’Unione di mantenere il suo ruolo guida a livello mondiale e di affrontare le importanti sfide che rimangono.”

Tre europei su quattro ritengono che l’UE debba rafforzare il partenariato con l’Africa e aumentare gli investimenti finanziari per creare posti di lavoro e garantire uno sviluppo sostenibile in entrambi i continenti. Inoltre, i cittadini europei appoggiano gli sforzi dell’UE volti a promuovere gli investimenti nella cooperazione allo sviluppo: tre europei su quattro ritengono che il settore privato possa svolgere un ruolo più importante nello sviluppo internazionale.

I cittadini europei appoggiano gli interventi volti a realizzare l’agenda comune di sviluppo globale nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Interrogati sulle principali sfide per lo sviluppo, i cittadini hanno indicato gli obiettivi fondamentali di sviluppo sostenibile nel seguente ordine prioritario: istruzione, pace e sicurezza, acqua e servizi igienico-sanitari, sanità, sicurezza alimentare e agricoltura, crescita economica e occupazione e diritti umani.

Più di 7 cittadini dell’UE su 10 ritengono che l’assistenza finanziaria sia un modo efficace di contrastare la migrazione irregolare e una percentuale egualmente elevata di cittadini concorda sul fatto che l’assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo contribuisca a ridurre le disuguaglianze in tali paesi. Lo stesso numero di europei ritiene che fornire assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo sia un modo efficace per rafforzare l’influenza dell’UE a livello mondiale.

Per ulteriori informazioni

Sono disponibili qui  schede informative specifiche per paese nelle lingue nazionali di tutti gli Stati membri, infografiche in tutte le lingue dell’UE e schede informative sui risultati complessivi dell’UE e sui giovani come gruppo specifico.

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