La Commissione avvia un procedimento di infrazione nei confronti della GRECIA e dell’ITALIA per non aver rispettato le norme dell’UE in materia di tutela dei diritti dei passeggeri

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Oggi la Commissione ha avviato un procedimento di infrazione inviando lettere di costituzione in mora alla Grecia e all’Italia per aver violato le norme dell’UE sulla tutela dei diritti dei passeggeri. Sia la Grecia che l’Italia hanno adottato misure non conformi alle norme dell’UE in materia di diritti dei passeggeri del trasporto aereo (regolamento (CE) n. 261/2004) e del trasporto per vie navigabili (regolamento (UE) n.1177/2010).

Inoltre, l’Italia ha adottato misure non conformi alle norme dell’UE in materia di diritti dei passeggeri del trasporto effettuato con autobus (regolamento (UE) n. 181/2011) e di diritti dei passeggeri del trasporto ferroviario (regolamento (CE) n.1371/2007).

A causa della pandemia di coronavirus molte imprese del settore dei trasporti si sono trovate ad affrontare situazioni insostenibili per quanto riguarda flussi di cassa ed entrate. Nel corso della crisi la Commissione ha ribadito che i diritti dei passeggeri restavano validi in questo contesto senza precedenti e che le misure nazionali a sostegno dell’industria non dovevano avere l’effetto di limitarli. Sebbene la Commissione stia valutando la situazione anche in altri Stati membri raccogliendo ulteriori informazioni sull’applicazione delle norme, la Grecia e l’Italia hanno adottato una legislazione che consente ai vettori di offrire voucher come unica forma di rimborso.

Secondo i regolamenti dell’UE sui diritti dei passeggeri, tuttavia, i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra un rimborso in denaro o in altra forma, tra cui il voucher. I passeggeri a cui viene offerto un voucher sono costretti ad accettare questa soluzione. La Grecia e l’Italia dispongono ora di 2 mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato.

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Il piano di investimenti per l’Europa supera l’obiettivo di 500 miliardi di € di investimenti prima del previsto

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La Commissione europea e il Gruppo Banca europea per gli investimenti (Gruppo BEI) hanno rispettato l’impegno di mobilitare 500 miliardi di € di investimenti nell’ambito del piano di investimenti per l’Europa.

 

  • Dal luglio 2015 il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ha mobilitato 514 miliardi di € di investimenti supplementari in tutta l’UE, raggiungendo così il suo obiettivo sei mesi prima della fine dell’iniziativa.
  • Il FEIS, il pilastro finanziario del piano di investimenti per l’Europa, ha avuto un impatto tangibile sull’economia dell’UE e sta dimostrando la sua versatilità in risposta alla pandemia di coronavirus.
  • Negli ultimi cinque anni centinaia di migliaia di imprese e progetti ne hanno beneficiato, rendendo l’Europa più sociale, verde, innovativa e competitiva.

La Commissione europea e il Gruppo Banca europea per gli investimenti (Gruppo BEI) hanno rispettato l’impegno di mobilitare 500 miliardi di € di investimenti nell’ambito del piano di investimenti per l’Europa. Sono state circa 1 400 le operazioni approvate nell’ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), utilizzando una garanzia di bilancio dell’Unione europea e risorse proprie del Gruppo BEI. Dovrebbero generare quasi 514 miliardi di € di investimenti supplementari negli Stati membri dell’UE e andare a beneficio di circa 1,4 milioni di piccole e medie imprese. Nel 2017, quando il Consiglio e il Parlamento hanno convenuto di ampliare la portata e l’entità del FEIS, l’obiettivo era di mobilitare 500 miliardi di € entro la fine del 2020. I fondi erano destinati a colmare la carenza di investimenti dovuta alla crisi finanziaria ed economica del 2007-2008.

Negli ultimi anni, e in particolare a seguito della pandemia di coronavirus, l’attenzione del FEIS si è spostata: ha ispirato InvestEU, il nuovo programma di investimenti della Commissione per il periodo 2021-2027, e già adesso contribuisce all’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus. Il FEIS svolgerà anche un ruolo fondamentale nel pacchetto di misure NextGenerationEU per ricostruire l’economia europea dopo lo shock del coronavirus, attraverso un contributo aggiuntivo destinato allo strumento di sostegno alla solvibilità, che punta a prevenire insolvenze nelle imprese europee.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Il piano di investimenti per l’Europa è un successo. Negli ultimi cinque anni, il Fondo europeo per gli investimenti strategici ha consentito al Gruppo BEI di finanziare centinaia di migliaia di imprese e progetti, realizzando così le nostre ambizioni di creare un’Europa più verde, innovativa ed equa. Continueremo a farlo con NextGenerationEU.”

Werner Hoyer, presidente del Gruppo BEI, ha dichiarato: “Il FEIS può essere un modello di intervento per la risposta al coronavirus. Il superamento dell’importo di riferimento di 500 miliardi di € di investimenti prima del previsto è la prova della forza del partenariato. Per la BEI attuare il pilastro finanziario del piano di investimenti per l’Europa della Commissione è stato un onore e una sfida. Abbiamo potuto tener fede al nostro impegno, in particolare grazie all’eccellente cooperazione tra la Banca e le istituzioni europee e nazionali. Il successo di questa iniziativa dimostra che l’Europa può ottenere risultati con gli strumenti giusti: il nostro continente è divenuto più sociale, verde, innovativo e competitivo. Possiamo e dobbiamo sfruttare la nostra esperienza per superare la crisi attuale. Ci aiuterà a creare un’Europa di cui tutti noi possiamo essere orgogliosi.”

Che cosa ha finanziato il Fondo europeo per gli investimenti strategici?

Il FEIS consente al Gruppo BEI di finanziare operazioni più rischiose rispetto alla media dei suoi investimenti. Spesso i progetti sostenuti dal FEIS sono altamente innovativi, intrapresi da piccole imprese prive di storia creditizia, o raggruppano esigenze infrastrutturali più piccole per settore e zona geografica. Per sostenere questi progetti il Gruppo BEI ha dovuto sviluppare nuovi prodotti di finanziamento, ad esempio venture debt con caratteristiche di capitale proprio o piattaforme di investimento. Ciò ha trasformato profondamente la Banca e ha rivoluzionato il modo in cui l’Europa finanzia le sue priorità.

È importante segnalare che il FEIS consente alla BEI anche di approvare un numero maggiore di progetti rispetto a quanto sarebbe possibile senza il sostegno della garanzia del bilancio dell’UE e di raggiungere nuovi clienti: tre su quattro dei destinatari del sostegno del FEIS sono infatti nuovi clienti della Banca. Ciò dimostra il valore aggiunto delle operazioni del FEIS.

Grazie al sostegno del FEIS, la BEI e la sua controllata per il finanziamento delle piccole imprese, il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), hanno finanziato centinaia di migliaia di PMI in un’ampia gamma di settori e in tutti gli Stati membri dell’UE, ad esempio l’agricoltura sostenibile in Belgio, tecnologie mediche innovative in Spagna e un’impresa che offre servizi di efficienza energetica in Lituania.

Impatto economico: occupazione e crescita

L’impatto dell’iniziativa è considerevole. Sulla base dei risultati del dicembre 2019, il dipartimento di economia della BEI e il Centro comune di ricerca della Commissione (JRC) hanno stimato che le operazioni del FEIS hanno sostenuto circa 1,4 milioni di posti di lavoro, una cifra destinata a crescere a 1,8 milioni di posti di lavoro entro il 2022, rispetto allo scenario di riferimento. Inoltre, dai calcoli effettuati emerge che l’iniziativa ha fatto crescere il PIL dell’UE dell’1,3 %, percentuale che dovrebbe arrivare all’1,9 % entro il 2022. All’inizio di quest’anno, il 60 % del capitale raccolto proveniva da risorse private, il che significa che il FEIS ha conseguito anche l’obiettivo di mobilitare gli investimenti privati.

Misurato in rapporto alle dimensioni dell’economia, l’impatto maggiore si è avuto nei paesi che sono stati fortemente colpiti dalla crisi del 2007-2008, ossia Cipro, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna, dove l’impatto in termini di investimenti diretti è stato particolarmente elevato. Tuttavia, secondo i calcoli, le regioni che beneficiano della politica di coesione (per la maggior parte paesi dell’Europa orientale) potrebbero trarre maggiori benefici dagli effetti a lungo termine. Questi calcoli corrispondono alle effettive attività di finanziamento nell’ambito del FEIS: in ordine di investimenti generati dal FEIS in rapporto al PIL i principali paesi sono Bulgaria, Grecia, Portogallo, Estonia e Spagna.

Quali sono stati i benefici del piano di investimenti per l’Europa per i cittadini?

La relazione sul FEIS 2019 della BEI elenca una serie di risultati concreti dell’iniziativa. Grazie al FEIS:

  • circa 20 milioni di famiglie in più possono accedere alla banda larga ad alta velocità;
  • circa 540 000 alloggi popolari ed economici sono stati costruiti o ristrutturati;
  • 22 milioni di europei beneficiano di migliori servizi sanitari;
  • circa 400 milioni di corse passeggeri all’anno beneficeranno di infrastrutture di trasporto nuove o migliorate;
  • 13,4 milioni di famiglie sono state fornite di energia rinnovabile.

Contesto

La Commissione e il Gruppo BEI hanno lanciato il piano di investimenti per l’Europa nel novembre 2014, per invertire il calo tendenziale degli investimenti e per rilanciare l’economia dell’Europa. Il suo pilastro finanziario, il Fondo europeo per gli investimenti strategici, aveva inizialmente il compito di mobilitare 315 miliardi di € di investimenti supplementari entro il 2018. Visto il suo successo il Parlamento europeo e gli Stati membri hanno raggiunto un accordo per potenziare il FEIS e per estendere l’obiettivo di investimento a 500 miliardi di € entro la fine del 2020.

Una valutazione indipendente del FEIS, pubblicata nel giugno 2018, ha concluso che la garanzia dell’UE è un modo efficace per la BEI di aumentare il volume delle operazioni più rischiose, in quanto richiede meno risorse di bilancio rispetto ai programmi europei che concedono sovvenzioni e agli strumenti finanziari europei. La valutazione sottolinea che il sostegno della BEI è fondamentale per i beneficiari del FEIS, perché offre un “marchio di qualità” nei confronti del mercato, contribuendo così a facilitare la futura raccolta di finanziamenti. Il successo del FEIS si fonda specialmente sulla sua efficace struttura di governance, che gli permette di rispondere ai continui cambiamenti dei mercati. Un gruppo indipendente di esperti decide se un progetto può beneficiare della garanzia dell’UE. Lo scopo è di ridurre il rischio degli investimenti privati in progetti necessari per un’Europa più sostenibile e di apportare valore aggiunto rispetto a ciò che sarebbe avvenuto senza aiuti pubblici.

Nel maggio 2020 la Commissione ha presentato la sua proposta riveduta per il programma che succederà al piano di investimenti per l’Europa nel prossimo quadro finanziario pluriennale a partire dal 2021: InvestEU.

Per ulteriori informazioni

Video: Che cos’è il FEIS? Più forti insieme

Sito web del piano di investimenti

Banca dati completa dei progetti FEIS

Domande e risposte su InvestEU 

Domande e risposte sullo strumento di sostegno alla solvibilità

 

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Nuove iniziative della Commissione per promuovere le opere audiovisive europee e proteggere gli spettatori vulnerabili

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La Commissione ha adottato oggi orientamenti per aiutare gli Stati membri ad attuare la direttiva sui servizi di media audiovisivi riveduta. Gli orientamenti offriranno uno strumento pratico per garantire la promozione delle opere europee di contenuto mediatico, sostenendo in tal modo la diversità culturale e offrendo ai consumatori europei una maggiore possibilità di scelta.

Gli orientamenti contribuiranno inoltre a una migliore protezione degli utenti delle piattaforme di video on demand e per la condivisione di video, in particolare i minori, dall’incitamento all’odio e dai contenuti nocivi.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, ha dichiarato: “Le norme rivisitate sui servizi audiovisivi rappresentano uno strumento per la protezione degli utenti da contenuti nocivi. Permetteranno inoltre alle società, alle imprese cinematografiche e alle altre imprese del settore dei media in Europa di creare e promuovere contenuti prodotti in Europa; consentiranno inoltre ai consumatori di beneficiare di una maggiore diversità nella scelta di prodotti e servizi.” 

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha aggiunto: “Stiamo sfruttando al meglio la vivacità del settore dei media audiovisivi a beneficio di noi tutti: cittadini, imprese, creatori e autori, indirizzando la nostra industria dei media verso servizi più innovativi, promuovendo la nostra cultura europea nei cataloghi a richiesta e proteggendo i nostri figli e altri utenti vulnerabili dai contenuti illeciti e nocivi online.

Gli Stati membri dell’UE hanno tempo fino al 19 settembre 2020 per recepire nelle rispettive legislazioni nazionali la direttiva sui servizi di media audiovisivi riveduta. Gli orientamenti, pur non essendo vincolanti, intendono contribuire all’attuazione e all’applicazione armonizzate della direttiva. Forniscono il punto di vista della Commissione sulle modalità con cui determinati concetti dovrebbero essere applicati al fine di garantire un’attuazione coerente delle norme sui media in tutti gli Stati membri.

Questi orientamenti si inquadrano nel più vasto lavoro della Commissione volto a definire più chiaramente le competenze e le responsabilità dei media sociali e delle piattaforme online e sono complementari al prossimo pacchetto relativo alla legge sui servizi digitali, sul quale è attualmente in corso una consultazione pubblica.

La Commissione ha adottato oggi due serie di orientamenti:

Orientamenti sulle opere europee

La direttiva sui servizi di media audiovisivi ha rafforzato gli obblighi di promozione dei film e degli show televisivi europei nei servizi a richiesta, i quali devono garantire una quota di contenuti europei pari almeno al 30% del loro catalogo e dare risalto a tali contenuti. La direttiva consente inoltre agli Stati membri, a determinate condizioni, di imporre ai fornitori di servizi di media che, pur stabiliti in un altro Stato membro, si rivolgono a un pubblico nel loro territorio di contribuire finanziariamente alla produzione di opere europee.

Gli orientamenti includono inoltre una metodologia raccomandata per il calcolo della quota del 30% di contenuti europei in ciascun catalogo nazionale, basata sui titoli dei film e delle stagioni di serie televisive, e chiariscono inoltre le definizioni di “pubblico di modesta entità” e di “fatturato di modesta entità”, nell’ottica di esonerare i piccoli fornitori dagli obblighi legati alla promozione di opere europee, evitando così di pregiudicare lo sviluppo del mercato o di ostacolare l’ingresso di nuovi operatori sul mercato.

Orientamenti sulle piattaforme per la condivisione di video

La direttiva sui servizi di media audiovisivi riveduta estende le norme dell’UE in materia di contenuti illegali e nocivi alle piattaforme per la condivisione di video, compresi i servizi come i media sociali per i quali la fornitura di contenuti audiovisivi non costituisce la finalità principale del servizio ma ne rappresenta comunque una funzionalità essenziale. Di conseguenza, gli operatori online dovranno garantire, analogamente agli operatori di media tradizionali, la tutela degli utenti dall’incitamento all’odio e la protezione dei minori dai contenuti nocivi.Le piattaforme online devono prendere iniziative contro i contenuti segnalati, che incitano alla violenza, all’odio e al terrorismo, e garantire che i messaggi pubblicitari e i prodotti inseriti nei programmi destinati ai minori siano adatti a questo pubblico.

In tale contesto gli orientamenti forniscono agli Stati membri un insieme di strumenti per aiutarli a valutare quali servizi online dovrebbero rientrare nell’ambito di applicazione del quadro europeo per i media, oltre a individuare un elenco di indicatori pertinenti che gli Stati membri possono utilizzare per valutare se il contenuto audiovisivo sia un elemento essenziale, e non solo secondario o accessorio, della piattaforma online. Gli orientamenti tengono inoltre conto della natura dinamica dell’ambiente delle piattaforme online e mirano pertanto a garantire flessibilità sotto questo aspetto.

Contesto

La direttiva sui servizi di media audiovisivi riveduta (2020/13/UE) è stata adottata nel 2018 per affrontare i cambiamenti intervenuti nel panorama mediatico in Europa. Contribuisce a creare un contesto normativo più equo per tutti gli operatori di media audiovisivi nell’UE e garantisce una maggiore protezione del pubblico che accede, anche online, a contenuti di media audiovisivi.

La direttiva estende inoltre alcune norme dell’UE alle piattaforme per la condivisione di video, compresi alcuni media sociali e altri servizi per i quali la fornitura di contenuti audiovisivi costituisce una “funzionalità essenziale”. Tali servizi sono tenuti ad adottare misure per proteggere i loro utenti da contenuti illegali e nocivi. La direttiva prevede obblighi rafforzati di promozione delle opere europee per i servizi a richiesta, i quali devono garantire una quota di contenuti europei pari almeno al 30% del loro catalogo e dare risalto a tali contenuti.

La direttiva richiede alla Commissione di fornire, ove necessario, orientamenti sull’applicazione pratica del criterio della “funzionalità essenziale” nella definizione di piattaforme per la condivisione di video, sul calcolo della quota di opere europee e sulla definizione di “pubblico di modesta entità” e di “fatturato di modesta entità”, al fine di applicare le relative esenzioni. Pertanto, dopo aver consultato i rappresentanti competenti degli Stati membri (il cosiddetto comitato di contatto), la Commissione pubblica oggi due serie di orientamenti. Le opinioni dei portatori di interessi, in particolare per quanto riguarda questioni tecniche specifiche, sono state raccolte nel corso di una consultazione pubblica mirata svoltasi tra febbraio e marzo 2020.

Per ulteriori informazioni

Orientamenti sulla direttiva sui servizi di media audiovisivi riveduta

Domande e risposte – Orientamenti riguardanti la direttiva sui servizi di media audiovisivi riveduta

Direttiva sui servizi di media audiovisivi

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Dichiarazione della Presidente von der Leyen sul raggiungimento in tempi rapidi di un accordo ambizioso sul pacchetto europeo per la ripresa

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Il raggiungimento in tempi rapidi di un accordo ambizioso sul pacchetto europeo per la ripresa sarà la massima priorità dell’UE nelle prossime settimane.

 

La Commissione ha presentato proposte forti che soddisfano le esigenze di ripresa dell’Europa e getterà le basi per un’economia più sostenibile e resiliente per le generazioni future. Dal 27 maggio, giorno in cui la Commissione ha presentato le sue proposte su NextGenerationEU e un quadro finanziario pluriennale rinnovato per il periodo 2021-2027, i contatti con il Parlamento europeo e il Consiglio sono stati intensi. Questi scambi costruttivi hanno evidenziato sia una volontà comune di agire a sostegno della ripresa europea che un’intesa su molti aspetti del pacchetto.

Sarà necessaria una leadership politica forte per concludere questo lavoro in tempi rapidi e con esito positivo. Uno stretto coordinamento tra le istituzioni e il pieno coinvolgimento del Parlamento europeo sono importantissimi e la rapidità nel giungere a un accordo è fondamentale.

A questo fine e come previsto all’articolo 324 del trattato, ho invitato il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, la Cancelliera Angela Merkel, in qualità di Presidente di turno del Consiglio, e il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, a una riunione l’8 luglio per fare il punto sui progressi compiuti e preparare gli impegnativi negoziati politici che ci attendono.

È nostra responsabilità comune finalizzare il pacchetto per la ripresa in tempi rapidi e mostrare agli europei che l’Unione è pronta ad agire per il bene di tutti.

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European Heritage Awards/Europa Nostra 2021, online il nuovo bando

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Aperto il Bando Premio Europeo del Patrimonio – Invia la tua candidatura e condividi in tutta Europa le tue storie di successo!

E’ possibile inviare le domande per il Premio Europeo del Patrimonio / Europa Nostra Awards 2021!

Un’occasione unica per architetti, artigiani, esperti del patrimonio culturale, professionisti, volontari, istituzioni pubbliche e private e comunità locali d’Europa di essere riconosciuti per i propri successi.

Considerato il piú alto riconoscimento europeo nel campo del patrimonio culturale, questi premi annuali identificano e promuovono le migliori pratiche nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale; stimolano lo scambio transfrontaliero di conoscenze in tutta Europa; aumentano la consapevolezza e l’apprezzamento del pubblico per il patrimonio culturale europeo; e incoraggiano ulteriori iniziative di eccellenza attraverso la forza dell’esempio.

I Premi riconoscono i progetti di conservazione di eccellenza, la ricerca innovativa, la dedizione al patrimonio di professionisti e volontari e di iniziative eccezionali di sensibilizzazione, formazione e istruzione.

Nel 2021, saranno premiati fino a 30 progetti in materia di patrimonio culturale provenienti da tutta Europa. Di questi, fino a 4 vincitori riceveranno un Grand Prix con un premio in denaro di 10.000 euro. Una  ed aperta a tutti, condotta da Europa Nostra, la voce europea della società civile impegnata per il patrimonio culturale stabilirá anche il vincitore del Public Choice Award.

Inoltre, tra le candidature presentate, saranno assegnati anche due Premi Speciali ILUCIDARE per l’eccellenza nell’innovazione guidata dal patrimonio e nelle relazioni internazionali.

I Premi Europei del Patrimonio/ Europa Nostra Awards, che sono stati lanciati nel 2002 e da allora sono gestiti da Europa Nostra, sono sostenuti dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea. I Premi Speciali ILUCIDARE sono sostenuti dal programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea.

I premi hanno portato grandi benefici ai vincitori, come una maggiore esposizione (inter)nazionale, un aumento del numero di visitatori e finanziamenti successivi.

Invia la tua candidatura e condividi in tutta Europa le tue storie di successo!

Moduli di iscrizione e linee guida: 

Termine ultimo per la presentazione delle candidature: 1 ottobre 2020 (data di invio)

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Nuovo invito del valore di 10,5 milioni di euro a presentare progetti in materia di cibersicurezza

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La Commissione ha pubblicato, tramite il meccanismo per collegare l’Europa (CEF), un nuovo invito, del valore di 10,5 milioni di EUR, a presentare progetti volti a rafforzare le capacità di cibersicurezza dell’Europa e la cooperazione tra gli Stati membri.

 

I progetti riguarderanno vari ambiti, quali la risposta coordinata agli incidenti di cibersicurezza, la certificazione della cibersicurezza, lo sviluppo delle capacità, la cooperazione istituzionale in materia di cibersicurezza e la cooperazione tra pubblico e privato.

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “Il sostegno a progetti concreti nel settore della cibersicurezza contribuisce a far progredire le tecnologie e le soluzioni innovative in modo mirato. L’invito pubblicato oggi contribuirà a rafforzare la nostra resilienza contro le minacce informatiche, in linea con le nostre ambizioni digitali e con la nostra strategia globale, che comprende il regolamento sulla cibersicurezza, la direttiva NIS e le raccomandazioni del programma di cibersicurezza.”

Il termine entro il quale presentare i progetti sulla pagina web dei bandi telecom 2020 del CEF è il 5 novembre e l’assegnazione delle sovvenzioni dovrebbe essere annunciata a maggio 2021Maggiori informazioni sul nuovo invito sono disponibili qui. Maggiori informazioni sulle azioni dell’UE volte a rafforzare le capacità di cibersicurezza sono disponibili in queste domande e risposte, mentre i progetti in materia di cibersicurezza finanziati dall’UE sono reperibili qui.

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Coronavirus: quasi 1 500 innovatori hanno aderito all’iniziativa di risposta alla crisi dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia

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Quasi 1 500 innovatori di 42 paesi (compresi tutti i 27 Stati membri dell’UE) hanno partecipato all’iniziativa di risposta alla crisi da 60 milioni di EUR avviata il 14 maggio scorso dall’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) per fronteggiare la crisi del COVID-19.

Il comitato direttivo dell’EIT ha reso disponibile il finanziamento alle otto comunità della conoscenza e dell’innovazione (CCI) che ora garantiranno che il sostegno raggiunga rapidamente i candidati selezionati.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Questa azione dell’EIT rientra nella risposta globale dell’UE alla crisi del COVID-19, che comprende un grande sostegno all’innovazione. Sono lieta di constatare che tutti gli strumenti dell’UE a nostra disposizione sono stati mobilitati in modo efficiente. Grazie ai finanziamenti dell’EIT, centinaia di innovatori e imprese avranno la possibilità di partecipare allo sforzo collettivo per superare la crisi e ricostruire la nostra economia in modo sostenibile.”

Il 60% dei fondi per la risposta alla crisi dell’EIT sarà assegnato a start-up, scale-up e PMI altamente innovative nel quadro del “Venture Support Instrument” (strumento di sostegno al capitale di rischio) e il 40% a progetti di innovazione nel quadro dei “progetti di risposta alla pandemia”. Tutte le attività di risposta alla crisi dell’EIT devono essere completate entro la fine dell’anno. Maggiori informazioni sui progetti da finanziare saranno comunicate nelle prossime settimane. È disponibile un comunicato stampa dell’EIT.

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La Commissione avvia una consultazione pubblica su una nuova agenda dei consumatori

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Oggi la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica aperta a livello di UE sulla nuova politica europea dei consumatori per il prossimo periodo, la cosiddetta “Nuova agenda dei consumatori”. La consultazione pubblica fornirà indicazioni preziose per la stesura della nuova agenda dei consumatori che la Commissione europea intende adottare entro la fine dell’anno.

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “Il trasferimento online di molte attività dei consumatori, gli effetti dei cambiamenti climatici e, più di recente, la pandemia di coronavirus hanno evidenziato la necessità di un nuovo approccio alle principali sfide dei consumatori e al modo migliore per affrontarle. I cittadini e le imprese europee hanno bisogno di una politica dei consumatori che rifletta la diffusa attenzione alla sostenibilità, l’uso su vasta scala delle tecnologie digitali e la globalizzazione senza precedenti dei mercati dei beni di consumo. Ecco perché invito i cittadini, le imprese, le organizzazioni dei consumatori e i legislatori a far sentire la propria voce.

La nuova agenda definirà le principali priorità della politica dei consumatori dell’UE per gli anni a venire e mirerà ad aggiornare la politica dei consumatori dell’UE in ambiti chiave, quali: come affrontare le nuove sfide poste dalla digitalizzazione, l’importanza sempre maggiore delle questioni ambientali, la crescente necessità di una cooperazione internazionale, la questione della corretta applicazione dei diritti dei consumatori e la protezione dei consumatori vulnerabili. Trarrà inoltre insegnamenti e terrà conto dell’impatto della crisi del coronavirus.

Per raggiungere i suoi obiettivi, la nuova agenda dei consumatori proporrà una cooperazione intensificata tra la Commissione e gli Stati membri dell’UE nonché con le principali parti interessate, comprese le organizzazioni dei consumatori e le imprese. La consultazione pubblica aperta oggi comprende domande sulla strategia generale della politica dei consumatori, sul rafforzamento del ruolo dei consumatori nella transizione verde e sul riesame della direttiva sul credito al consumo e della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti. Si possono inviare i propri contributi fino al 6 ottobre. La consultazione pubblica è disponibile online.

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La Commissione europea fa il punto sulle relazioni con i parlamenti nazionali

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Oggi, in occasione della Giornata Internazionale del Parlamentarismo delle Nazioni Unite, la Commissione europea ha adottato la relazione annuale sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità e sulle relazioni con i parlamenti nazionali.

Il 2019 è stato un anno di transizione tra due mandati della Commissione. Di conseguenza, la Commissione ha presentato meno iniziative e proposte legislative rispetto agli anni precedenti e la mole di lavoro dei parlamenti nazionali nell’ambito del meccanismo di controllo della sussidiarietà e del dialogo politico con la Commissione si è temporaneamente ridotta.

I parlamenti nazionali hanno anche inviato meno pareri, 159 rispetto ai 569 del 2018, nel quadro del dialogo politico con la Commissione. In nessuno dei pareri è stata espressa preoccupazione in materia di sussidiarietà in merito alle iniziative della Commissione. I pareri espressi mostrano inoltre il costante interesse dei parlamenti nazionali a fornire alla Commissione un contributo con largo anticipo rispetto alle proposte legislative e a dialogare con la Commissione al di là del controllo della sussidiarietà.

Nel 2019 la Commissione ha anche adottato una serie di misure in risposta alle raccomandazioni della task force per la sussidiarietà e la proporzionalità e per “fare meno in modo più efficiente”.

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Nuova piattaforma europea per una transizione giusta

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Lunedì 29 giugno la Commissione europea e le regioni carbonifere e ad alta intensità di carbonio presenteranno la piattaforma per una transizione giusta per aiutare gli Stati membri a redigere i piani territoriali per una transizione giusta e ad accedere agli oltre 150 miliardi di EUR di finanziamenti del meccanismo per una transizione giusta

 

 

 

La piattaforma online offrirà assistenza tecnica e consulenza alle parti interessate pubbliche e private nelle regioni carbonifere e ad alta intensità di carbonio, con un facile accesso alle informazioni sulle opportunità di finanziamento e sulle fonti di assistenza tecnica.

Il Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, Frans Timmermans, la Commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira, e la Commissaria per l’Energia Kadri Simson presenteranno la piattaforma durante un evento online, che inizierà lunedì alle 09:30 e che darà il via a una settimana di eventi online dedicati alle regioni fortemente dipendenti dal carbone, dalla lignite, dalla torba e dallo scisto bituminoso e alle regioni ad alta intensità di carbonio, organizzati nel quadro della Settimana virtuale delle regioni carbonifere e del seminario delle regioni ad alta intensità di carbonio. Gli eventi forniranno informazioni alle parti interessate in merito agli ultimi sviluppi delle politiche dell’UE e offriranno un’opportunità di condivisione delle buone pratiche.

Il programma completo e il modulo di registrazione sono disponibili qui. È possibile registrarsi fino alle ore 20:00 di oggi, 26 giugno. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa. Gli interventi dei Commissari saranno pubblicati sui loro siti web.

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