La Commissione si compiace della decisione del Consiglio di aprire i negoziati di adesione con l’Albania e la Macedonia del Nord

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processo di adesine Ue

 

 

 

La Commissione europea accoglie con favore la decisione del Consiglio di aprire i negoziati di adesione con l’Albania e la Macedonia del Nord, previa approvazione definitiva dei membri del Consiglio europeo.

 

 

 

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “L’Unione europea mantiene le promesse. La Macedonia del Nord e l’Albania hanno fatto quanto richiesto e hanno continuato progredire con l’attuazione delle riforme necessarie. Oggi segna l’inizio del cammino verso un’Unione europea più grande e più forte. Questa decisione è nell’interesse geostrategico dell’UE.

Il Commissario per il Vicinato e l’allargamento Olivér Várhelyi ha dichiarato: “L’apertura dei negoziati di adesione manda un messaggio forte e chiaro non solo a questi due paesi, ma a tutti i Balcani occidentali. L’UE ribadisce e concretizza il suo impegno a favore della prospettiva europea della regione, il cui presente è con l’Unione e il cui futuro è nell’Unione. La Commissione avanzerà rapidamente e proporrà presto i progetti di quadro di negoziato con i due paesi inserendo gli elementi della metodologia riveduta. La decisione di oggi conferma l’importanza geostrategica dei Balcani occidentali e dimostra che l’Europa è disposta e in grado di prendere decisioni geopolitiche, anche in questi momenti difficili di pandemia di coronavirus.

Sono disponibili online un comunicato stampa, schede informative sul processo di adesione all’UE e sulle relazioni tra UE e Balcani occidentali e alcune infografiche sull’Albania e la Macedonia del Nord

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Coronavirus: la Commissione non si fermerà davanti a nulla per salvare vite

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Presidente von der Leyen al Parlamento europeo

 

 

 

Oggi la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è intervenuta al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria per illustrare la risposta della Commissione alla crisi del coronavirus.

 

 

 

Nel sottolineare la natura senza precedenti della crisi, il cambiamento drastico delle nostre vite e le tragedie susseguitesi nel cuore dell’Europa in poche settimane, la Presidente ha reso omaggio alle donne e agli uomini, gli “eroi”, che sono alla testa della battaglia in tutta Europa, che si prendono cura dei malati e delle persone vulnerabili e che fanno funzionare le cose. Ha poi sottolineato il bisogno di solidarietà e compassione in questi momenti che ci mettono a dura prova e la necessità per le istituzioni europee di dimostrare fiducia, unità e leadership.

La Presidente ha detto: “Nulla ci fermerà dal salvare vite. Avremo bisogno di attingere da tutto ciò che ci rende forti per affrontare questa prova insieme e per poi rimetterci in piedi, di nuovo. E la nostra risorsa più preziosa è il mercato unico. La risposta europea avrà successo e potrà essere coordinata solo se il nostro mercato interno e le nostre frontiere funzioneranno come devono. Una crisi che non conosce confini non può essere risolta ergendo muri tra noi.

Citando le numerose iniziative attuate dalla Commissione nelle ultime settimane per fronteggiare la crisi, ha aggiunto: “Nelle ultime settimane abbiamo adottato misure eccezionali e straordinarie per permettere il coordinamento degli interventi necessari. L’Europa sta passando alla velocità superiore. E gli europei aspettano le prossime mosse. Sappiamo tutti cosa è in gioco. Quello che facciamo ora è importante — per oggi e per domani.” La Presidente ha anche espresso soddisfazione per i gesti di solidarietà tra Stati membri: “A dimostrazione del fatto che solo aiutandoci a vicenda possiamo realmente aiutare noi stessi.

Il discorso è disponibile in tutte le lingue qui. Maggiori informazioni sulla risposta della Commissione alla crisi del coronavirus sono disponibili nella pagina dedicata

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Aiuti di Stato: approvato dalla Commissione il regime di garanzia dello Stato italiano a sostegno delle PMI colpite dall’emergenza del coronavirus

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ue-italia

 

 

La Commissione europea ha approvato la garanzia concessa dallo Stato italiano per sostenere le piccole e medie imprese (PMI) colpite dall’emergenza del coronavirus con una moratoria dei debiti contratti presso le banche.Il regime è stato approvato a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19, adottato dalla Commissione il 19 marzo 2020.

 

 

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “L’accesso alla liquidità è fondamentale per le PMI nella situazione estremamente difficile venutasi a creare con l’emergenza del coronavirus. Le PMI sono la spina dorsale dell’economia italiana e di quella europea più in generale. Per aiutarle in questi tempi difficili l’Italia concede una garanzia dello Stato affinché godano di una moratoria sui debiti contratti. La Commissione ha approvato oggi la garanzia dello Stato nell’ambito del nuovo quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato, in stretta collaborazione con il governo italiano.

Le misure italiane di sostegno

Nell’ambito del quadro temporaneo l’Italia ha notificato alla Commissione una misura di garanzia dello Stato a sostegno di una moratoria sui debiti delle PMI, che interessa il rinvio dei rimborsi dei prestiti sotto forma di scoperti di conto, anticipi bancari, prestiti “bullet” con rimborso integrale alla scadenza, mutui ipotecari e leasing. Scopo della misura è alleviare temporaneamente l’onere finanziario che pesa sulle PMI colpite duramente dagli effetti economici dell’emergenza del coronavirus. L’intento è mettere liquidità a disposizione delle PMI per aiutarle a preservare i posti di lavoro e a proseguire l’attività nonostante la difficile situazione dovuta all’emergenza del coronavirus.

La Commissione ha constatato che la misura italiana è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare la copertura della garanzia riguarda una serie ben definita di esposizioni finanziarie ed è limitata nel tempo: il regime resterà in vigore fino al 30 settembre 2020 e la garanzia si protrarrà per 18 mesi dopo la fine della moratoria. Inoltre la garanzia copre gli obblighi di pagamento rientranti nella moratoria e il rischio assunto dallo Stato è limitato al 33 %; in ogni caso, gli intermediari finanziari sono tenuti a tentare il recupero del credito in prima persona prima di ricorrere alla garanzia dello Stato. Per assicurare che la misura vada a beneficio soltanto delle PMI che incontrano difficoltà a causa dell’emergenza del coronavirus, i beneficiari ammissibili devono non aver avuto esposizioni deteriorate prima del 17 marzo 2020. Devono altresì certificare che la loro attività d’impresa ha risentito degli effetti economici dell’emergenza del coronavirus. In questo modo il sostegno potrà essere disponibile rapidamente e limitarsi ai soggetti che ne hanno reale bisogno in questa situazione senza precedenti.

La Commissione è giunta alla conclusione che la garanzia volta a mettere liquidità a disposizione delle PMI nell’ambito della moratoria aiuterà a gestire gli effetti economici prodotti dall’emergenza del coronavirus in Italia. Le misure sono necessarie, opportune e proporzionate a quanto occorre per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e sono in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

Su tale base la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

Contesto

La Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. Il quadro temporaneo prevede che gli Stati membri possano concedere cinque tipi di aiuti:

i) sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali selettive e acconti: gli Stati membri potranno istituire regimi per concedere fino a 800 000 € a un’impresa che deve far fronte a urgenti esigenze in materia di liquidità;

ii) garanzie di Stato per prestiti bancari contratti dalle imprese: gli Stati membri potranno fornire garanzie statali per permettere alle banche di continuare a erogare prestiti ai clienti commerciali che ne hanno bisogno. Queste garanzie di Stato possono coprire prestiti per aiutare le imprese a sopperire al fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;

iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese: gli Stati membri potranno concedere prestiti con tassi di interesse favorevoli alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;

iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale: alcuni Stati membri prevedono di sfruttare le capacità di prestito esistenti delle banche e di utilizzarle come canale di sostegno alle imprese, in particolare le piccole e medie imprese. Il quadro chiarisce che tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse e fornisce orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche;

v) assicurazione del credito all’esportazione a breve termine: il quadro introduce un’ulteriore flessibilità per quanto riguarda il modo in cui dimostrare che alcuni paesi costituiscono rischi non assicurabili sul mercato, permettendo così agli Stati di offrire, ove necessario, una copertura assicurativa dei crediti all’esportazione a breve termine. Il 23 marzo la Commissione ha avviato una consultazione pubblica urgente per appurare se, nell’attuale crisi risultante dall’emergenza del coronavirus, sia opportuno ampliare la disponibilità di un’assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine. La consultazione pubblica mira più specificamente a vagliare la disponibilità di una capacità privata di assicurazione del credito all’esportazione a breve termine per le esportazioni verso tutti i paesi ripresi nell’elenco dei “paesi con rischi assicurabili sul mercato” nella comunicazione del 2012 sul credito all’esportazione a breve termine. In funzione dei risultati della consultazione e considerati i pertinenti indicatori economici, la Commissione potrà poi decidere di depennare in via temporanea alcuni paesi dall’elenco dei “paesi con rischi assicurabili sul mercato”.

Il quadro temporaneo sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato.

Il quadro temporaneo integra le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza del coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità. Ad esempio, gli Stati membri possono introdurre modifiche di portata generale a favore delle imprese (quali il differimento delle imposte o il sostegno alla cassa integrazione in tutti i settori), che non rientrano nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato. Possono inoltre concedere compensazioni alle imprese per i danni subiti a causa dell’emergenza del coronavirus o da essa direttamente causati.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.56690 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

Ulteriori informazioni sul quadro temporaneo e su altri interventi adottati dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui.

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COVID-19: una piattaforma per sostenere le comunità regionali e locali in tutta Europa

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Il Comitato europeo delle regioni ha messo a punto un piano d’azione per sostenere e assistere gli enti locali e regionali in prima linea nella lotta alla pandemia di coronavirus. Il piano, in cinque punti, comprende l’avvio di una piattaforma di scambio per aiutare i leader locali e regionali a condividere le loro esigenze e soluzioni e rafforzare il sostegno reciproco tra le comunità locali in tutta Europa.

 

 

Il piano d’azione, approvato ieri in videoconferenza dalla Conferenza dei presidenti del Comitato delle regioni, invita le istituzioni dell’UE a sviluppare il sostegno dell’UE alle autorità locali attraverso un meccanismo UE per le emergenze sanitarie, volto tra l’altro a coordinare la distribuzione di apparecchiature mediche essenziali in tutto il territorio dell’Unione.

In termini concreti e operativi, i 5 punti del piano di azione del Comitato delle regioni prevedono:

1) la promozione del sostegno dell’UE agli enti locali e regionali nel settore sanitario attraverso la richiesta di un meccanismo UE per le emergenze sanitarie;

2) la creazione di una piattaforma per lo scambio, la cooperazione e il sostegno reciproco tra città e regioni di tutta l’UE;

3) un feedback concreto, attraverso i meccanismi del Comitato, dalla prospettiva regionale e locale, su come affrontare gli aspetti sanitari, sociali ed economici della pandemia e il loro impatto sulle persone e sulle comunità locali;

4) la diffusione periodica di informazioni pratiche agli enti locali e regionali in merito alle misure dell’UE per affrontare la crisi;

5) una facilitazione della verifica sul campo delle misure adottate dall’UE per combattere la pandemia; dai membri del Comitato saranno raccolti elementi fattuali per migliorare le politiche dell’UE sulla base delle esperienze maturate a livello locale e regionale (verifica delle politiche).

Queste azioni e misure saranno accompagnate da azioni mirate di comunicazione per spiegare cosa l’UE sta facendo per assistere e sostenere le comunità locali nella loro lotta contro la pandemia di coronavirus.

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Diritti umani e democrazia: battersi per la dignità e l’uguaglianza in tutto il mondo

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mani di uomo che tengono la scritta diritti umani

 

 

Oggi, con l’adozione di una comunicazione congiunta e del piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024 la Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno illustrato le priorità e la via da seguire in materia di diritti umani e democrazia.

 

 

Oggi, con l’adozione di una comunicazione congiunta e del piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024 la Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno illustrato le priorità e la via da seguire in materia di diritti umani e democrazia. Inoltre, hanno presentato una proposta congiunta al Consiglio affinché questi possa deliberare a maggioranza qualificata su questioni che rientrano nel piano d’azione, a testimonianza dell’importanza strategica di tale piano. Lo scopo è quello di promuovere un processo decisionale più rapido ed efficiente in materia di diritti umani e democrazia.

L’evoluzione della geopolitica, la transizione all’era digitale, il degrado ambientale e i cambiamenti climatici rappresentano sfide impegnative, ma anche l’opportunità di promuovere una trasformazione positiva verso società più democratiche e inclusive. La proposta odierna definisce le misure che l’UE e i suoi Stati membri devono adottare per tener conto delle nuove realtà e agire insieme, in linea con i valori fondanti dell’UE.

L’Alto rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell ha dichiarato: “Le situazioni di crisi, come quella che stiamo attraversando con la pandemia di coronavirus, rappresentano sfide particolari per l’esercizio e la tutela effettivi dei diritti umani e mettono alla prova il funzionamento delle nostre democrazie. Si tratta di un’opportunità per l’Europa di affermare e difendere i suoi valori e interessi. Occorre il coraggio e l’ambizione di affrontare insieme le sfide. Oggi proponiamo un piano ambizioso di difesa dei diritti umani e della democrazia in tutto il mondo, utilizzando tutte le nostre risorse in modo più rapido ed efficace.”

Sulla scorta dei risultati dei piani d’azione precedenti, il nuovo piano individua le priorità e le azioni chiave per i prossimi cinque anni e rappresenta l’impegno a garantire un ruolo più importante dell’UE nella promozione e difesa dei diritti umani e della democrazia in tutti gli ambiti della sua azione esterna. Il piano è articolato in cinque linee d’azione:

  • tutelare e responsabilizzare le persone;
  • creare società resilienti, inclusive e democratiche;
  • promuovere un sistema mondiale per i diritti umani e la democrazia;
  • cogliere le opportunità offerte dall’uso delle nuove tecnologie e affrontare le relative sfide;
  • conseguire risultati attraverso la collaborazione.

Queste cinque linee d’azione serviranno da base per le misure operative da attuare a livello nazionale, regionale e multilaterale, tenendo conto delle circostanze e delle specificità locali. A tal fine, l’UE si avvarrà dell’ampia gamma di politiche e strumenti di cui dispone per promuovere e difendere i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto.

Azione più rapida

La comunicazione e il nuovo piano d’azione per i diritti umani e la democrazia sono accompagnati da una proposta congiunta al Consiglio a testimonianza dell’importanza strategica di tale piano e al fine di promuovere un processo decisionale più rapido ed efficiente. In caso di accordo, il Consiglio europeo adotterebbe – all’unanimità – il piano d’azione per i diritti umani e la democrazia quale politica di interesse strategico dell’UE. Di conseguenza, in futuro il Consiglio potrebbe deliberare a maggioranza qualificata su questioni che rientrano nel nuovo piano d’azione. Si compirebbe così un passo in avanti verso un’UE più strategica e risoluta.

Prossime tappe

La comunicazione congiunta e il piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024 corredato della proposta congiunta saranno trasmessi al Consiglio e al Parlamento europeo. Spetta al Consiglio compiere i prossimi passi per l’adozione del piano d’azione dell’UE, tra cui proporre al Consiglio europeo di adottarlo come politica di interesse strategico dell’UE.

Contesto

Se, da un lato, si sono compiuti grandi passi avanti, dall’altro occorre contrastare il problema dell’arretramento dell’universalità e dell’indivisibilità dei diritti umani e del cedimento della democrazia. Inoltre, le nuove tecnologie sono in primo piano e offrono opportunità, ma possono rappresentare anche una minaccia. Ad esempio, le tecnologie digitali possono promuovere i diritti umani e la democratizzazione, ma il cattivo uso delle nuove tecnologie comporta il rischio di maggiore sorveglianza, controllo e repressione. Anche le sfide ambientali mondiali incidono sulla tutela dei diritti umani.

L’UE ha continuato a difendere strenuamente i diritti umani e la democrazia. Nel 2012 l’UE ha adottato il quadro strategico sui diritti umani e la democrazia, volto a definire principi, obiettivi e priorità, tutti finalizzati a migliorare l’efficacia e la coerenza della politica dell’UE in questi ambiti. Per attuare tale quadro l’UE ha adottato due piani d’azione, nel 2012 e nel 2015.

Dall’adozione del quadro strategico dell’UE sui diritti umani e la democrazia nel 2012 e dei primi due piani d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia (2012-2014 e 2015-2019), nonché dalla nomina del primo rappresentante speciale dell’UE (RSUE) per i diritti umani nel 2012 e dalle conclusioni del Consiglio sulla democrazia del 2019, l’UE ha dimostrato un impegno più coordinato, attivo, visibile ed efficace nei paesi terzi e nei loro confronti e ha svolto un ruolo più incisivo a livello multilaterale.

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

A questo link potete trovare:

Comunicazione congiunta “Piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024”

Piano d’azione dell’UE 2020-2024

Proposta congiunta di raccomandazione del Consiglio al Consiglio europeo

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Eminenti ricercatori ricevono il marchio di eccellenza nel quadro delle azioni Marie Skłodowska-Curie

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ricercatori davanti a  un microscopio

 

 

Oggi la Commissione ha conferito il marchio di eccellenza a 2 136 ricercatori che nel 2019 hanno presentato domanda di borsa individuale Marie Skłodowska-Curie.

 

 

 

La Commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, Mariya Gabriel, ha dichiarato: “Sono molto felice di conferire il marchio di eccellenza a più di 2 000 ricercatori brillanti che hanno presentato domanda di borsa individuale Marie Skłodowska-Curie. Sebbene il bilancio disponibile non ci consente di finanziare le loro proposte, riconosciamo il loro prezioso lavoro e le conoscenze create conferendo loro un marchio di qualità. Grazie al marchio di eccellenza, altri organismi di finanziamento possono sfruttare l’iter di valutazione di Orizzonte 2020 e sostenere finanziariamente queste eccellenti proposte di ricerca.

Gli inviti a presentare proposte nel quadro delle azioni Marie Skłodowska-Curie sono estremamente competitivi. Con il bilancio del bando 2019 si sono potute assegnare borse soltanto a 1 475 ricercatori su 9 875 domande. Il marchio di eccellenza è un marchio di qualità conferito a chi presenta domanda di borsa individuale Marie Skłodowska-Curie e la cui proposta ottiene un punteggio uguale o superiore all’85%, ma non può essere finanziate a causa del bilancio limitato. Questo riconoscimento mira ad aiutare i ricercatori a reperire finanziamenti alternativi per il loro progetto da fonti regionali, nazionali o istituzionali. Per maggiori informazioni sui regimi di sostegno per i titolari del marchio di eccellenza nel quadro delle azioni Marie Skłodowska-Curie, cliccare qui.

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Intervento del Commissario Gentiloni alla conferenza stampa dell’Eurogruppo

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Paolo Gentiloni

 

 

 

Intervento del Commissario Gentiloni alla conferenza stampa dell’Eurogruppo

 

 

 

 

“Fa fede solo il discorso pronunciato”

Dalla nostra ultima riunione otto giorni fa, tutti i cittadini hanno compreso la gravità dell’epidemia.

In questo momento l’Europa è il centro della pandemia.

In questa occasione, penso sia doveroso elogiare in particolare i nostri operatori sanitari tutti, come facciamo a Bruxelles ogni sera alle 20:00.

Questa lotta per la vita è anche, per i Ministri delle Finanze e le istituzioni, una battaglia per attenuare e affrontare le conseguenze della crisi dal punto di vista economico.

Le ripercussioni saranno gravi.

Oggi l’indice dei direttori degli acquisti della zona euro è sceso di 20 punti raggiungendo il livello più basso di sempre, al di sotto persino del livello raggiunto nei mesi successivi alla crisi Lehman Brothers.

Abbiamo agito con decisione e rapidità.

Penso che dobbiamo riconoscerlo.

In un paio di settimane abbiamo adottato misure che solo qualche mese fa erano inimmaginabili.

Abbiamo modificato le norme, le norme di bilancio.

Ieri l’ECOFIN ha approvato l’attivazione della clausola generale di salvaguardia del patto di stabilità e crescita.

Abbiamo modificato le norme in materia di aiuti di Stato.

Abbiamo concentrato 94 miliardi di EUR di risorse dell’UE su iniziative di contrasto del coronavirus.

La BCE ha compiuto un passo forte e deciso con il programma di acquisto per l’emergenza pandemica.

E anche gli Stati membri. Nella nostra ultima riunione i dati aggregati sulle misure degli Stati membri raggiungevano circa l’1% del PIL. Ora abbiamo superato il 2%.

Oggi abbiamo discusso di ulteriori passi possibili grazie all’iniziativa speciale sul coronavirus del MES, al sostegno della BEI alle piccole e medie imprese in termini di liquidità e all’impegno della Commissione ad individuare nuove modalità di sostegno dell’occupazione in questa difficile situazione usando l’articolo 122, paragrafo 2.

Questi nuovi passi di cui abbiamo discusso oggi saranno presto compiuti.

E sono parte di un percorso più lungo.

Passo dopo passo dobbiamo attuare un piano di ricostruzione europeo.

Il coordinamento dimostrato nella riunione di oggi lo renderà possibile.

Grazie.

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Coronavirus: il bando della Commissione per assicurarsi la fornitura di dispositivi di protezione individuale per l’UE si è rivelato un successo

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disinfettante mani, mascherina, guanti

 

 

 

L’aggiudicazione congiunta di dispositivi di protezione individuale avviata dalla Commissione europea per far fronte alla crisi del coronavirus si è rivelata un successo.

 

 

 

I produttori hanno presentato offerte che coprono e in alcuni casi addirittura superano i quantitativi richiesti dagli Stati membri che partecipano alla gara di appalto, per ogni singolo articolo richiesto. L’aggiudicazione congiunta riguarda mascherine di tipo 2 e 3, guanti, occhiali, schermi facciali, mascherine chirurgiche e tute.

Questo risultato rassicura in merito al fatto che gli ospedali, gli operatori sanitari, le case di cura e le persone che ne hanno bisogno avranno a disposizione i dispositivi necessari per proteggersi dal virus e limitarne la diffusione.

I dispositivi dovrebbero essere disponibili due settimane dopo la firma dei contratti da parte degli Stati membri, che dovrebbe avvenire molto rapidamente.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Attualmente in tutto il mondo c’è un grande bisogno di indumenti protettivi e apparecchiature mediche. È dunque notevole che l’iniziativa di aggiudicazione congiunta europea sia stata in grado di reperire sul mercato mondiale offerte concrete di quantitativi ragguardevoli con scarsissimo preavviso. Questa è la solidarietà dell’UE in azione, che dimostra che essere parte dell’Unione paga. Questo materiale dovrebbe presto fornire grande sollievo in Italia, in Spagna e in altri 23 Stati membri. Ora tocca agli Stati membri firmare rapidamente i contratti necessari.

Stella Kyriakides, Commissaria responsabile per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Mi compiaccio degli ottimi risultati conseguiti dall’aggiudicazione congiunta dell’UE. La nostra priorità è assicurarci che chi lavora 24 ore al giorno per proteggerci e salvare vite umane – i nostri operatori sanitari – disponga dei dispositivi di protezione necessari. Le offerte ricevute soddisfano le richieste degli Stati membri di attrezzature salvavita quali mascherine, guanti e tute. Questo materiale essenziale sarà presto consegnato a chi ne ha bisogno. Insieme vinceremo questa battaglia. “

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno e l’industria, ha dichiarato: “Questa aggiudicazione congiunta dimostra il potere di lavorare insieme in modo coordinato. Consente agli Stati membri di unire le forze per acquistare materiale sanitario. Parallelamente, continuiamo a lavorare con l’industria per aumentare la produzione e attivare modi alternativi di produzione delle attrezzature di cui abbiamo bisogno. La Commissione continuerà a sostenere questo sforzo industriale collettivo e a lavorare con gli Stati membri affinché il materiale raggiunga coloro che ne hanno più urgente bisogno.”

25 Stati membri partecipano a questa aggiudicazione congiunta. Si stanno valutando le offerte e i contratti dovrebbero essere firmati nei prossimi giorni.

L’aggiudicazione congiunta è uno strumento efficace per gli Stati membri per acquistare insieme beni sui mercati, con il coordinamento della Commissione europea.

La gara per la maggior parte delle attrezzature è stata indetta solo una settimana fa, il 17 marzo, mentre un bando per l’acquisto di mascherine era stato inizialmente avviato il 28 febbraio.

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L’UE mobilita aiuti d’urgenza a favore della Croazia in seguito al terremoto

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bandiera croazia

 

 

Come ribadito dalla Presidente von der Leyen al Primo Ministro croato Andrej Plenković ieri al telefono, la Commissione europea esprime piena solidarietà alla Croazia a seguito del terremoto che l’ha colpita nel fine settimana. La Croazia ha attivato il meccanismo di protezione civile dell’UE.

 

 

 

Quale risposta immediata, la Commissione europea ha già contribuito a mobilitare tende, letti, materassi, dispositivi di riscaldamento e sacchi a pelo dalla Slovenia, dall’Ungheria, dall’Austria e dall’Italia da inviare rapidamente nelle zone colpite.

Janez Lenarčič, Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, ha dichiarato: “L’UE è qui per assistere la Croazia in questo momento difficile. Gli aiuti europei stanno arrivando. Sono molto grato alla Slovenia, all’Ungheria, all’Austria e all’Italia per le offerte giunte tramite il nostro meccanismo di protezione civile. Il nostro pensiero va a tutte le persone colpite e ai soccorritori croati intervenuti. Siamo pronti ad offrire ulteriore assistenza“.

Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’UE, attivo 24 ore su 24, è in costante contatto con le autorità croate per monitorare attentamente la situazione e convogliare l’assistenza dell’UE.

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Coronavirus: la Commissione presenta indicazioni pratiche per garantire il flusso regolare delle merci attraverso l’UE mediante corsie preferenziali (“green lanes”)

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camion trasporti merci

 

 

La Commissione ha pubblicato  nuove informazioni pratiche sulle modalità di attuazione dei suoi orientamenti per la gestione delle frontiere, al fine di salvaguardare la circolazione delle merci attraverso l’UE durante l’attuale pandemia.

 

 

 

 

La Commissione ha pubblicato  nuove informazioni pratiche sulle modalità di attuazione dei suoi orientamenti per la gestione delle frontiere, al fine di salvaguardare la circolazione delle merci attraverso l’UE durante l’attuale pandemia. Per garantire che le catene di approvvigionamento su scala unionale continuino a funzionare, gli Stati membri sono tenuti a designare tempestivamente tutti i pertinenti punti di valico delle frontiere interne della rete transeuropea di trasporto (TEN-T) come valichi di frontiera “di tipo preferenziale”. I valichi di frontiera “di tipo preferenziale” dovrebbero essere aperti a tutti i veicoli adibiti al trasporto merci, indipendentemente dalle merci trasportate. L’attraversamento delle frontiere, compresi gli eventuali controlli e screening sanitari, non dovrebbe richiedere più di 15 minuti.

La Commissaria per i Trasporti Adina Vălean ha dichiarato: “La rete di trasporti dell’UE collega l’intera Unione. Il nostro documento di orientamento è inteso a proteggere le catene di approvvigionamento dell’UE in queste difficili circostanze e a fare in modo che sia le merci, sia i lavoratori del settore dei trasporti possano viaggiare senza ritardi ovunque sia necessario. Oggi più che mai è importante avere un approccio collettivo e coordinato al trasporto transfrontaliero. Le corsie preferenziali (“green lanes”) sono specificamente concepite anche per proteggere i lavoratori del settore, che si trovano in prima linea in questa crisi. Questa serie di raccomandazioni agevolerà la loro missione già logorante e renderà il loro lavoro più sicuro e più prevedibile”.

Valichi di frontiera di tipo preferenziale

Nei valichi di frontiera di tipo preferenziale, le procedure dovrebbero essere ridotte e ottimizzate a quanto strettamente necessario. I controlli e gli screening dovrebbero essere effettuati senza che i conducenti debbano abbandonare il proprio veicolo, e i conducenti stessi dovrebbero essere sottoposti solo a controlli minimi. I conducenti di veicoli per il trasporto merci non dovrebbero essere tenuti a esibire documenti che non siano il documento di identità e la patente di guida e, se necessario, una lettera del datore di lavoro. Dovrebbe essere accettata la presentazione o la visualizzazione elettronica dei documenti.

Nessun veicolo per il trasporto merci e nessun conducente dovrebbero subire discriminazioni, indipendentemente dalla loro origine e destinazione, dalla nazionalità del conducente o dal paese di immatricolazione del veicolo.

Alla luce della situazione attuale, gli Stati membri sono inoltre esortati a sospendere temporaneamente tutte le restrizioni di accesso alla rete stradale attualmente vigenti nel loro territorio, come quelle durante il fine settimana o la notte e i divieti settoriali.

La Commissione incoraggia gli Stati membri a predisporre corridoi di transito sicuro per consentire ai conducenti privati e ai loro passeggeri, ad esempio i lavoratori del settore sanitario e dei trasporti, come pure ai cittadini dell’UE che tornano nei rispettivi paesi d’origine, di qualunque nazionalità essi siano, di attraversare direttamente il paese in via prioritaria e in ogni direzione necessaria lungo la rete TEN-T. La condizione da rispettare è quella di attenersi scrupolosamente al percorso designato e di effettuare le pause minime necessarie. Gli Stati membri dovrebbero garantire che almeno un aeroporto sia operativo per i voli di rimpatrio e di soccorso internazionale.

Cooperazione rafforzata tra gli Stati membri dell’UE e con i paesi terzi

In seguito alla videoconferenza del 18 marzo tra i ministri dei trasporti dell’UE, la Commissione ha istituito una rete di punti di contatto nazionali e una piattaforma per fornire informazioni sulle misure di trasporto nazionali adottate dagli Stati membri in risposta al coronavirus. I punti di contatto nazionali dovrebbero fungere da supporto al funzionamento efficace dei valichi di frontiera di tipo preferenziale. I paesi terzi limitrofi sono invitati a collaborare strettamente con questa rete per garantire il flusso delle merci in tutte le direzioni.

Applicazione delle regole per i lavoratori del settore dei trasporti

Allo scopo di mantenere attivo il settore dei trasporti, la Commissione raccomanda agli Stati membri di intervenire per garantire la libera circolazione di tutti i lavoratori che partecipano al trasporto internazionale, indipendentemente dal modo di trasporto. In particolare dovrebbero essere soppresse regole quali le restrizioni di viaggio e la quarantena obbligatoria per i lavoratori del settore dei trasporti che non presentano sintomi. Ad esempio gli Stati membri non dovrebbero esigere che i lavoratori dei trasporti rechino con sé un certificato medico per dimostrare di essere in buona salute. Per garantire la sicurezza dei lavoratori del settore dei trasporti occorrono anche misure igieniche e operative rafforzate negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie e in altri hub del trasporto terrestre. La nota odierna della Commissione contiene un elenco completo delle raccomandazioni volte a proteggere i conducenti dal coronavirus (allegato 2).

I certificati di idoneità professionale riconosciuti a livello internazionale dovrebbero essere considerati sufficienti a dimostrare che un lavoratore è attivo nel settore dei trasporti internazionali. In mancanza di tali certificati (di cui non dispongono tutti i conducenti internazionali), dovrebbe essere accettata una lettera firmata dal datore di lavoro (allegato 3).

Tutti questi principi dovrebbero applicarsi anche ai cittadini di paesi terzi, se svolgono un ruolo essenziale per garantire la libera circolazione delle merci all’interno dell’UE e da altri paesi.

Contesto

La pandemia di provocata dal coronavirus sta avendo un impatto estremamente dirompente sul trasporto e sulla mobilità in Europa. La catena di approvvigionamento europea è mantenuta attiva mediante una vasta rete di servizi di trasporto merci, in cui sono compresi tutti i modi di trasporto. Per il funzionamento del mercato interno dell’UE e la sua risposta efficace all’attuale crisi di sanità pubblica, rivestono un’importanza cruciale la continuità e la fluidità dei servizi di trasporto merci per via di terra, per via navigabile e per via aerea.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione della Commissione europea sull’attuazione delle corsie preferenziali (“green lanes”) previste dagli orientamenti relativi alle misure per la gestione delle frontiere destinate a tutelare la salute e garantire la disponibilità di beni e servizi essenziali

Orientamenti relativi alle misure per la gestione delle frontiere destinate a tutelare la salute e garantire la disponibilità di beni e servizi essenziali

Risposta della Commissione europea al coronavirus

Panoramica delle misure nazionali per paese

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