Il piano di investimenti per l’Europa sostiene le microimprese nei paesi baltici

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camioncino con bandiera ue

Il Fondo europeo per gli investimenti e Noviti Finance hanno firmato un accordo di cooperazione da 10 milioni di euro per migliorare l’accesso ai finanziamenti delle microimprese dell’Estonia, della Lettonia e della Lituania.

L’accordo è sostenuto dal programma per l’occupazione e l’innovazione sociale e dal piano di investimenti per l’Europa e Noviti Finance lo userà per migliorare l’accesso ai finanziamenti fino a 25 000 euro delle microimprese e degli agricoltori nei paesi baltici.

Il Vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis ha dichiarato: “Un’economia al servizio delle persone significa incoraggiare le ambizioni e il talento imprenditoriale dei cittadini e l’accordo di oggi è un grande passo avanti in questa direzione. L’accordo consentirà alle piccole imprese con fino a nove dipendenti di ottenere prestiti fino a 25 000 euro. Questo sostegno finanziario offre alle microimprese estoni, lettoni e lituane un’opportunità reale di prosperare ed espandersi”.

A oggi il piano di investimenti per l’Europa ha mobilitato 462,7 miliardi di euro di investimenti nell’UE, di cui 1,1 miliardi in Lettonia, 1,7 miliardi in Lituania e 1,6 miliardi in Estonia. Ha inoltre offerto sostegno a più di 1,1 milioni di start-up e piccole e medie imprese.

Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile qui.

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COVID-19: la Commissione contribuisce all’invio di dispositivi di protezione in Cina e coordina i rimpatri

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coronavirus

La Commissione ha contribuito a inviare in Cina 17 tonnellate supplementari di dispositivi di protezione, grazie a un aereo francese mobilitato tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE. Al ritorno, l’aereo rimpatrierà dei cittadini europei che si trovano a Wuhan.

Ieri due aerei italiani sono partiti per il Giappone per rimpatriare alcuni cittadini europei attualmente a bordo della nave da crociera Diamond Princess ormeggiata a Yokohama. L’UE cofinanzia fino al 75% dei costi di questi voli.

Il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič ha dichiarato: “Abbiamo contribuito a fornire oltre 30 tonnellate di dispositivi alla Cina e le consegne continueranno questo fine settimana. Ringrazio le autorità francesi e italiane per aver aiutato a rimpatriare i cittadini dell’UE in tutta sicurezza e per aver consegnato i dispositivi di emergenza alla Cina. Si tratta di un ottimo esempio di cooperazione europea. La Commissione continua a lavorare 24 ore al giorno per aiutare sia gli Stati membri che la Cina”.

I dispositivi di protezione, forniti da Francia, Estonia e Lettonia, comprendono mascherine, guanti, indumenti di protezione e disinfettante. La Commissione europea è in contatto continuo con gli Stati membri, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Organizzazione mondiale della sanità su tutti gli aspetti dell’epidemia di COVID-19.

Sono disponibili le foto e i video della visita del Commissario Lenarčič al Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’UE.

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La Commissione presenta le strategie per i dati e l’intelligenza artificiale

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intelligenza artificiale 250

Oggi la Commissione svela le proprie idee e azioni per una trasformazione digitale al servizio di tutti e che rifletta il meglio dell’Europa: apertura, equità, pluralismo, democrazia e sicurezza. Presenta una società europea alimentata da soluzioni digitali che mettono le persone al primo posto, crea nuove opportunità per le imprese e incoraggia lo sviluppo di tecnologie affidabili per promuovere una società aperta e democratica e un’economia dinamica e sostenibile.

Le tecnologie digitali sono un potente alleato nella lotta ai cambiamenti climatici e per il conseguimento della transizione verde. La strategia europea per i dati e le opzioni strategiche volte ad assicurare lo sviluppo antropocentrico dell’intelligenza artificiale (IA) presentate oggi sono i primi passi verso il raggiungimento di questi obiettivi.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Oggi illustriamo la nostra ambizione di plasmare il futuro digitale dell’Europa. La strategia copre tutto, dalla cibersicurezza alle infrastrutture critiche, dall’istruzione digitale alle competenze, dalla democrazia ai media. Voglio un’Europa digitale che rifletta il meglio dell’Europa: apertura, equità, pluralismo, democrazia e sicurezza“.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, ha dichiarato: “Vogliamo che tutti i cittadini, tutti i lavoratori e tutte le imprese abbiano pari opportunità di godere dei vantaggi della digitalizzazione. Parlo ad esempio di maggiore sicurezza alla guida o di minore inquinamento grazie alle automobili connesse oppure di salvare vite grazie alla diagnostica per immagini alimentata dall’IA, che permette ai medici di riconoscere le malattie in stadi sempre più precoci”.

Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato: “La nostra società genera volumi impressionanti di dati industriali e pubblici che trasformeranno il nostro modo di produrre, consumare e vivere. Voglio che le imprese europee e le nostre numerosissime PMI abbiano accesso a questi dati e possano creare valore per gli europei, anche sviluppando applicazioni di intelligenza artificiale. L’Europa ha tutto ciò che serve per guidare la corsa ai ‘big data’ e per salvaguardare la propria sovranità tecnologica, la propria leadership industriale e la propria competitività economica a vantaggio dei consumatori europei”.

Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa e nelle Q&A. Una serie di schede informative sono disponibili qui.

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Il commissario Hogan annuncia un nuovo pacchetto sulla trasparenza

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Hogan

Il commissario per il Commercio Phil Hogan ha annunciato oggi l’intenzione di intensificare ulteriormente gli impegni in materia di trasparenza della Commissione europea, tra l’altro riferendo sistematicamente in merito alle attività di tutti i comitati istituiti nel quadro degli accordi commerciali dell’UE.

Rivolgendosi ai rappresentanti della società civile a Bruxelles, il commissario Hogan ha affermato: “L’UE è già l’autorità pubblica più trasparente al mondo per quanto riguarda la politica commerciale, ma desideriamo fare ancora di più. Per questo motivo sono orgoglioso di annunciare una nuova serie di impegni per intensificare i nostri sforzi in materia di trasparenza. I nuovi impegni ci consentiranno di rafforzare ulteriormente la nostra posizione di leader mondiale per la definizione di una politica commerciale trasparente ed inclusiva.”

Il nuovo pacchetto di misure per la trasparenza comprende anche la pubblicazione di una

  • decisione della Commissione che autorizza gli Stati membri a condurre negoziati bilaterali in materia di investimenti,
  • dei resoconti sommari delle riunioni del comitato per gli strumenti di difesa commerciale contenenti informazioni commerciali non sensibili e
  • di raccomandazioni della Commissione per le direttive di negoziato, non solo per gli accordi commerciali preferenziali, come già avviene, ma anche per quelli non preferenziali. Il commissario Hogan ha inoltre confermato che l’iniziativa della Commissione di pubblicare i documenti divulgati a norma del regolamento sull’accesso ai documenti si applicherà anche ai documenti attinenti al commercio.

Gli impegni che fanno parte del pacchetto sulla trasparenza entreranno in vigore e saranno applicati ai documenti pertinenti a partire da oggi.

Contesto

Le misure annunciate oggi si basano sull’approccio trasparente e proattivo alla politica commerciale già perseguito dalla Commissione europea. In tutte le fasi dei negoziati commerciali la Commissione pubblica sistematicamente informazioni riguardanti, tra l’altro: proposte della Commissione al Consiglio relative a progetti di direttive di negoziato per accordi commerciali preferenziali; rapporti sui cicli di negoziato, proposte iniziali di negoziato dell’UE, valutazioni d’impatto per la sostenibilità e il testo negoziato, non appena esiste in una versione consolidata concordata.

La Commissione europea si rivolge inoltre attivamente alle parti interessate affinché ricevano un contributo concreto e sostanziale per conseguire una politica commerciale dell’UE fondata su elementi fattuali in tutte le fasi. Prima di avviare un’iniziativa politica, la Commissione svolge consultazioni pubbliche, dialoghi con la società civile e attività di sensibilizzazione durante i negoziati e collabora con le parti interessate nella fase di attuazione degli accordi commerciali attraverso organi consultivi della società civile.

Per ulteriori informazioni

Discorso del commissario Hogan

Un’azione trasparente

Dialogo con la società civile

 

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Il commissario Hogan annuncia un nuovo pacchetto sulla trasparenza

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Hogan

Il commissario per il Commercio Phil Hogan ha annunciato oggi l’intenzione di intensificare ulteriormente gli impegni in materia di trasparenza della Commissione europea, tra l’altro riferendo sistematicamente in merito alle attività di tutti i comitati istituiti nel quadro degli accordi commerciali dell’UE.

Rivolgendosi ai rappresentanti della società civile a Bruxelles, il commissario Hogan ha affermato: “L’UE è già l’autorità pubblica più trasparente al mondo per quanto riguarda la politica commerciale, ma desideriamo fare ancora di più. Per questo motivo sono orgoglioso di annunciare una nuova serie di impegni per intensificare i nostri sforzi in materia di trasparenza. I nuovi impegni ci consentiranno di rafforzare ulteriormente la nostra posizione di leader mondiale per la definizione di una politica commerciale trasparente ed inclusiva.”

Il nuovo pacchetto di misure per la trasparenza comprende anche la pubblicazione di una

  • decisione della Commissione che autorizza gli Stati membri a condurre negoziati bilaterali in materia di investimenti,
  • dei resoconti sommari delle riunioni del comitato per gli strumenti di difesa commerciale contenenti informazioni commerciali non sensibili e
  • di raccomandazioni della Commissione per le direttive di negoziato, non solo per gli accordi commerciali preferenziali, come già avviene, ma anche per quelli non preferenziali. Il commissario Hogan ha inoltre confermato che l’iniziativa della Commissione di pubblicare i documenti divulgati a norma del regolamento sull’accesso ai documenti si applicherà anche ai documenti attinenti al commercio.

Gli impegni che fanno parte del pacchetto sulla trasparenza entreranno in vigore e saranno applicati ai documenti pertinenti a partire da oggi.

Contesto

Le misure annunciate oggi si basano sull’approccio trasparente e proattivo alla politica commerciale già perseguito dalla Commissione europea. In tutte le fasi dei negoziati commerciali la Commissione pubblica sistematicamente informazioni riguardanti, tra l’altro: proposte della Commissione al Consiglio relative a progetti di direttive di negoziato per accordi commerciali preferenziali; rapporti sui cicli di negoziato, proposte iniziali di negoziato dell’UE, valutazioni d’impatto per la sostenibilità e il testo negoziato, non appena esiste in una versione consolidata concordata.

La Commissione europea si rivolge inoltre attivamente alle parti interessate affinché ricevano un contributo concreto e sostanziale per conseguire una politica commerciale dell’UE fondata su elementi fattuali in tutte le fasi. Prima di avviare un’iniziativa politica, la Commissione svolge consultazioni pubbliche, dialoghi con la società civile e attività di sensibilizzazione durante i negoziati e collabora con le parti interessate nella fase di attuazione degli accordi commerciali attraverso organi consultivi della società civile.

Per ulteriori informazioni

Discorso del commissario Hogan

Un’azione trasparente

Dialogo con la società civile

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Tassazione equa: l’UE aggiorna la lista delle giurisdizioni fiscali non cooperative

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Oggi i ministri delle Finanze dell’UE hanno aggiornato la lista delle giurisdizioni fiscali non cooperative. Sono stati aggiunti alla lista delle giurisdizioni fiscali non cooperative quattro paesi o territori (Isole Cayman, Palau, Panama e le Seychelles) che non si sono adeguati alle norme richieste entro il termine.

Alla lista  delle giurisdizioni fiscali non  cooperative aggiornata si aggiurngo le otto giurisdizioni (Samoa americane, Figi, Guam, Samoa, Oman, Trinidad e Tobago, Vanuatu e le Isole Vergini americane) già inserite nella lista e tuttora non conformi. Per contro, oltre la metà dei paesi interessati dalla lista 2019 è stata interamente depennata, in quanto è ora in linea con tutte le norme di buona governance fiscale.

Facendo seguito all’aggiornamento Paolo Gentiloni, Commissario europeo responsabile per l’Economia, ha dichiarato: “La lista UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative contribuisce a migliorare concretamente la trasparenza fiscale globale. Ad oggi abbiamo esaminato i sistemi fiscali di 95 paesi e la maggior parte di essi è ora conforme alle nostre norme di buona governance. Questo processo si è tradotto nell’eliminazione di oltre 120 regimi fiscali dannosi in tutto il mondo e decine di paesi hanno iniziato ad applicare le norme in materia di trasparenza fiscale. I nostri cittadini si aspettano che le persone e le imprese più ricche paghino la loro giusta quota di tasse e tutte le giurisdizioni che consentono loro di evitarlo devono affrontare le conseguenze. Le decisioni adottate oggi mostrano che in quest’ambito l’UE è seriamente intenzionata.”

Nell’ambito del processo di inserimento nella lista dell’UE le giurisdizioni sono valutate in base a tre criteri principali: trasparenza fiscale, equità fiscale e attività economica reale. I paesi che non rispettano questi criteri sono invitati a impegnarsi a colmare le lacune entro un termine stabilito.

Prossime tappe

La Commissione e gli Stati membri proseguiranno il dialogo con le giurisdizioni che figurano nella lista e nell’allegato II (giurisdizioni con impegni in sospeso) in anticipo rispetto al prossimo aggiornamento della lista UE, previsto nell’ottobre 2020. Un’altra priorità è monitorare i paesi depennati dalla lista per garantire che applichino realmente la buona governance fiscale. L’esercizio UE di inserimento nella lista resta un processo dinamico, la cui evoluzione proseguirà nei prossimi anni per tenere il passo con gli sviluppi internazionali.

Contesto

Il dialogo e la sensibilizzazione sono un elemento centrale dell’esercizio di inserimento nella lista UE. La Commissione fornisce un notevole sostegno ai paesi terzi per rafforzare la lotta contro l’abuso fiscale nonché un’assistenza tecnica ai paesi che ne hanno bisogno. Si tratta di un aiuto particolarmente utile per i paesi in via di sviluppo, colpiti in modo sproporzionato dall’abuso fiscale globale e da flussi finanziari illeciti. In tale contesto l’esercizio di inserimento nella lista UE contribuisce alle finalità principali degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Delle 40 giurisdizioni esaminate dall’ultimo aggiornamento di rilievo della lista UE nel marzo 2019, quasi una dozzina soddisfaceva i requisiti ed è stata interamente depennata, a dimostrazione del fatto che il processo di inserimento nella lista dell’UE è in grado di produrre risultati positivi.

In termini di conseguenze, oltre al danno d’immagine derivato dall’inserimento nella lista, le giurisdizioni in questione sono soggette a misure difensive sia a livello dell’UE che degli Stati membri. A livello unionale, questo riguarda la distribuzione dei fondi dell’UE. A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero inoltre applicare contromisure, in linea con un approccio coordinato concordato.

Maggiori informazioni

Lista comune dell’UE delle giurisdizioni dei paesi terzi a fini fiscali

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L’UE e i donatori internazionali impegnano 1,15 miliardi di € per la ricostruzione post-terremoto in Albania

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Circa 100 delegazioni dell’Unione europea, dei suoi Stati membri e dei suoi partner – nonché di organizzazioni internazionali e della società civile – si sono riunite oggi a Bruxelles in occasione di una conferenza internazionale dei donatori per mobilitare un sostegno a favore dell’Albania dopo il sisma devastante del 26 novembre 2019.

Circa 100 delegazioni dell’Unione europea, dei suoi Stati membri e dei suoi partner – nonché di organizzazioni internazionali e della società civile – si sono riunite oggi a Bruxelles in occasione di una conferenza internazionale dei donatori per mobilitare un sostegno a favore dell’Albania dopo il sisma devastante del 26 novembre 2019.

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha ospitato l’evento, ha dichiarato: “Oggi la comunità internazionale esprime solidarietà all’Albania. Un terzo dell’impegno totale proviene dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, oltre che dalla Banca europea per gli investimenti. L’intera Unione europea si è mobilitata per un paese che è al centro del nostro continente e che un giorno, come spero e sono convinta, farà anch’esso parte della nostra Unione. I cittadini albanesi sanno di appartenere alla nostra famiglia europea, oggi più che mai.

Alla conferenza, aperta dalla Presidente von der Leyen, hanno partecipato anche il Primo Ministro albanese Edi Rama, il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il Primo Ministro croato Andrej Plenković.

Degli 1,15 miliardi di € totali impegnati oggi, l’Unione europea – in particolare la Commissione, gli Stati membri e la Banca europea per gli investimenti – ha annunciato lo stanziamento di 400 milioni di € per la ricostruzione dell’Albania. La Commissione europea si è impegnata a stanziare, a titolo del bilancio dell’UE, 115 milioni di € che comprendono una sovvenzione iniziale di 15 milioni di € per la ricostruzione e la ristrutturazione di edifici pubblici essenziali come le scuole, firmata in data odierna dalla Presidente von der Leyen e dal Primo Ministro Rama, per consentire di avviare rapidamente il sostegno in loco. La Commissione sta inoltre presentando una proposta al Consiglio e al Parlamento per un importo supplementare di 100 milioni di € sotto forma di sovvenzioni a titolo del bilancio dell’UE di quest’anno, da destinare sia alla ristrutturazione e ricostruzione di edifici pubblici e privati sia alla ripresa delle imprese colpite.

Il Commissario per il Vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi, è intervenuto a nome dell’UE in occasione della presentazione della valutazione delle esigenze post-catastrofe e ha moderato la sessione sugli impegni di finanziamento, mentre il Commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, ha illustrato la risposta iniziale all’emergenza.

Contesto

Il 26 novembre 2019 un terremoto devastante di magnitudo 6,3 della scala Richter ha colpito l’Albania, provocando 51 morti, più di 900 feriti, circa 17 000 sfollati temporanei e interessando, in ultima analisi, oltre 200 000 persone in 11 comuni. Migliaia di edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati, tra cui infrastrutture pubbliche e private, abitazioni, scuole e strutture di assistenza sanitaria.

Dopo il terremoto sono state immediatamente schierate in Albania squadre di ricerca e salvataggio, grazie all’attivazione del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, su richiesta del governo albanese. Ciò ha consentito l’invio di assistenza in natura e di ingegneri strutturali, sia attraverso tale meccanismo sia a livello bilaterale dagli Stati membri dell’UE e dai partner della regione. Una squadra di protezione civile dell’UE si è insediata nel paese dal 27 novembre al 20 dicembre 2019 e ha coordinato la risposta internazionale.

Il governo albanese, l’Unione europea, le Nazioni Unite e la Banca mondiale hanno preparato congiuntamente una valutazione delle esigenze post‑catastrofe, pubblicata il 5 febbraio 2020, per mobilitare la comunità dei donatori: dalla valutazione emerge che l’impatto complessivo della catastrofe negli 11 comuni interessati ammonta a oltre 980 milioni di € e che, per la ripresa di tutti i settori, sarebbero necessari quasi 1,08 miliardi di €. La maggior parte dei danni riguarda l’edilizia abitativa, seguita dal settore produttivo (imprese e turismo, agricoltura e patrimonio culturale) e da quello dell’istruzione.

Per guidare la ricostruzione nel settore dell’edilizia abitativa, il governo albanese, la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa, la Banca europea per gli investimenti, la Commissione europea e la Banca mondiale hanno approvato, con una dichiarazione d’intenti, una serie di principi chiave che prevedono parametri per i meccanismi di finanziamento miranti a garantire un’opera di ricostruzione chiara, efficace, partecipativa e trasparente, consentendo nel contempo la rendicontabilità e il coordinamento delle risorse erogate e un miglior controllo qualitativo degli interventi edilizi.

Per maggiori informazioni

Sito internet della conferenza internazionale dei donatori “Insieme per l’Albania”

Dichiarazione d’intenti in occasione della conferenza internazionale dei donatori post-terremoto

Discorso di apertura della Presidente Ursula von der Leyen alla conferenza internazionale dei donatori “Insieme per l’Albania”

Osservazioni della Presidente Ursula von der Leyen all’incontro stampa con il Primo Ministro albanese Edi Rama

Osservazioni del Commissario per il Vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi

Osservazioni del Commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič

Foto e video sono disponibili su EbS (Europe by Satellite)

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Riunioni dell’Eurogruppo e dell’ECOFIN

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Il Vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis e il Commissario Paolo Gentiloni rappresenteranno la Commissione alle riunioni di questa settimana (17 e 18 febbraio) dell’Eurogruppo e del Consiglio “Economia e Finanza” (ECOFIN).

Alla riunione dell’Eurogruppo che inizia oggi la Commissione presenterà le sue priorità relative all’Unione economica e monetaria, le previsioni economiche d’inverno 2020 e i risultati principali della 12a missione di sorveglianza post-programma in Irlanda. La Commissione presenterà altresì il riesame dell’efficacia del quadro di sorveglianza economica, che sarà discusso anche durante la riunione dell’ECOFIN. L’Eurogruppo discuterà del progetto di raccomandazione sulla politica economica della zona euro, che domani sarà sottoposto all’ECOFIN per approvazione. Procederà anche a uno scambio di vedute sul cuneo fiscale, in particolare sullo spostamento della tassazione dal lavoro ad altre forme di imposizione fiscale.

L’Eurogruppo continuerà in formato inclusivo per dar seguito al vertice euro dello scorso dicembre sull’ulteriore rafforzamento dell’Unione economica e monetaria. Il dibattito verterà sulla relazione relativa a un possibile accordo intergovernativo sullo strumento di bilancio per la convergenza e la competitività. A conclusione della riunione è prevista una conferenza stampa del Commissario Gentiloni.

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Cooperazione transfrontaliera: compie 30 anni il programma Interreg dell’UE che ha ridotto le distanze tra i cittadini

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Nel 2020 ricorre il 30° anniversario del varo di Interreg, il programma emblematico dell’UE che punta a incoraggiare la cooperazione territoriale tra regioni frontaliere.

 

 

In occasione dei trent’anni dal varo di Iterreg, Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Interreg è un programma che mi sta molto a cuore. Strumento di cooperazione unico nel suo genere, finanziato con i fondi per la coesione, Interreg consente alle regioni e ai paesi di collaborare alla soluzione di sfide comuni. I progetti Interreg costituiscono un esempio concreto del fatto che le frontiere non sono necessariamente un ostacolo, ma possono rappresentare un’opportunità di crescita e di cooperazione fruttuosa. Negli ultimi 30 anni, grazie anche a numerosi progetti finanziati dall’UE, Interreg ha ridotto le distanze tra più di 170 milioni di europei che vivono nelle regioni frontaliere, migliorandone la vita e creando nuove opportunità di cooperazione.

Il 30° anniversario di Interreg cade in un momento cruciale della storia dell’UE. Nel momento in cui siamo di fronte a importanti sfide a livello globale e locale, dobbiamo riconquistare la fiducia dei cittadini e garantire risultati concreti. Da 30 anni Interreg opera per non lasciare indietro nessuno e per costruire l’Europa mattone dopo mattone. L’intento è proseguire questa missione, ma al tempo stesso cogliere questa occasione celebrativa per ripensare e risvegliare quello che consideriamo un valore fondamentale dell’Unione europea: lo spirito di cooperazione, nella ferma convinzione che insieme siamo più forti.

Contesto

Avviata nel 1990, la cooperazione territoriale europea, meglio nota come “Interreg”, è un’iniziativa emblematica della politica di coesione e fornisce un quadro per realizzare azioni comuni e scambi a livello di politiche tra soggetti nazionali, regionali e locali di diversi Stati membri. L’obiettivo generale della cooperazione territoriale europea è promuovere uno sviluppo economico, sociale e territoriale armonioso nell’Unione nel suo insieme. Interreg ruota attorno a tre assi di cooperazione: transfrontaliera (Interreg A), transnazionale (Interreg B) e interregionale (Interreg C).

Nel tempo si sono succeduti cinque periodi di programmazione Interreg: INTERREG I (1990-1993), INTERREG II (1994-1999), INTERREG III (2000-2006), INTERREG IV (2007-2013) e INTERREG V (2014-2020).

I programmi di cooperazione Interreg interessano l’intero continente europeo con un bilancio complessivo di oltre 12 miliardi di €, comprensivo del contributo dell’UE e degli Stati membri, per il periodo di programmazione 2014-2020.

La campagna per i 30 anni di Interreg si svolgerà durante tutto il 2020 e riguarderà le seguenti tematiche: il vicinato, l’ecologia e i giovani. Servirà a fare il punto sui risultati conseguiti e a valutare che cosa si può fare di più e meglio in futuro.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa: “Interreg: 30 anni di cooperazione transfrontaliera europea nel 2020”

Cooperazione territoriale europea

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L’UE investe più di 100 milioni di € nei nuovi progetti del programma LIFE per promuovere un’Europa verde e climaticamente neutra

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La Commissione europea ha annunciato oggi un investimento di 101,2 milioni di € in nuovi progetti finanziati dal programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima.

Il finanziamento sosterrà dieci grandi progetti climatici e ambientali realizzati in nove Stati membri, favorendo la transizione dell’Europa verso un’economia sostenibile e climaticamente neutra. Si tratta di progetti che sono realizzati a Cipro, in Estonia, Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Slovacchia, Cechia e Spagna.

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ha dichiarato: “Il Green Deal europeo mira a migliorare il benessere e la prosperità dei nostri cittadini, proteggendo nel contempo la natura e il clima. Da molti anni i progetti LIFE svolgono un ruolo importante e hanno un forte impatto sul terreno. Con l’attuale investimento di 100 milioni di € contribuiremo alla tutela di preziosi habitat naturali, al mantenimento dell’aria pulita e alla riduzione dell’inquinamento in molti laghi e fiumi d’Europa.”

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “I progetti integrati LIFE consentono alle autorità degli Stati membri di intervenire in modo da fare davvero la differenza per l’ambiente e per la vita delle persone. Grazie ai progetti gli Stati membri potranno preservare la natura, migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua e rendere l’economia più verde, rafforzando la nostra resilienza ai cambiamenti climatici.”

progetti integrati migliorano la qualità della vita dei cittadini aiutando gli Stati membri a conformarsi alla legislazione dell’UE in sei settori: natura, acqua, aria, rifiuti, mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai cambiamenti climatici. Sostengono l’attuazione della normativa in materia di ambiente e clima in modo coordinato e su vasta scala territoriale, mobilitando fondi da altre fonti dell’UE, da attori nazionali e regionali e da investitori privati.

Gli investimenti del programma LIFE dovrebbero mobilitare più di 6,5 miliardi di € di fondi complementari. Gli Stati membri infatti possono utilizzare anche altre fonti di finanziamento dell’UE, tra cui i fondi agricoli, regionali e strutturali e Orizzonte 2020, nonché fondi nazionali e investimenti del settore privato.

I progetti su vasta scala sosterranno il Green Deal europeo e l’ambizione dell’UE di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050: contribuiranno a ripristinare e conservare gli ecosistemi e le specie da cui dipendiamo, a progredire verso un’economia circolare, a migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua, a stimolare la finanza sostenibile e ad aumentare la resilienza dell’Europa ai cambiamenti climatici.

Impatto sul terreno

  • Conservazione della natura: in Estonia, in Irlanda e a Cipro i progetti integrati contribuiranno a preservare la natura e a migliorare la gestione della rete di aree protette Natura 2000 dell’Unione. Ne beneficeranno molti habitat e specie importanti: foreste, terreni agricoli, pascoli, zone costiere, torbiere, impollinatori ecc. Questi habitat hanno anche l’importante funzione di pozzi di assorbimento del carbonio.
  • Gestione dei rifiuti: in Grecia un progetto promuoverà la prevenzione e il riutilizzo dei rifiuti, riducendo la quantità di rifiuti urbani destinati alla discarica. Saranno sviluppati nuovi indicatori e nuove norme sui rifiuti per contribuire alla creazione dell’economia circolare.
  • Qualità dell’aria: il finanziamento LIFE aiuterà la Slovacchia a conformarsi alle direttive dell’UE in materia di qualità dell’aria, riducendo l’esposizione della popolazione a inquinanti atmosferici nocivi. Ne beneficerà anche la vicina Cechia, che presenta problemi analoghi di qualità dell’aria.
  • Acqua: i progetti integrati realizzati a livello di bacini idrografici preserveranno e miglioreranno la qualità dell’acqua nei fiumi e nei laghi dell’Irlanda e della Lettonia, consentendo a questi paesi di rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva quadro dell’UE sulle acque.
  • Adattamento ai cambiamenti climatici: il finanziamento LIFE contribuirà ad aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici. In Spagna i progetti integreranno l’adattamento ai cambiamenti climatici nella programmazione e in altri settori politici, in Francia creeranno capacità di adattamento utilizzando soluzioni basate sulla natura.

Finanza sostenibile: sempre in Francia, un progetto integrato contribuirà a far scoprire questo settore ancora poco conosciuto e a generalizzare l’uso dei prodotti finanziari verdi.

La descrizione dei 10 progetti è disponibile nell’ Q&A. 

Contesto

Il programma LIFE è lo strumento finanziario dell’UE per l’ambiente e l’azione per il clima. Esiste dal 1992 e ha cofinanziato più di 5 400 progetti in tutta l’UE e nei paesi terzi. Il numero di progetti in corso si attesta costantemente sui 1 100. Il bilancio per il periodo 2014-2020 è pari a 3,4 miliardi di € a prezzi correnti. I progetti integrati LIFE sono stati introdotti nel 2014 per aiutare gli Stati membri a rispettare le norme fondamentali dell’UE in materia di ambiente, natura e clima. Per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE 2021-2027, la Commissione propone di aumentarne il finanziamento di quasi il 60 %.

Per ulteriori informazioni

Q&A

LIFE- Programma per l’ambiente e l’azione per il clima

Green Deal europeo

 

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