Coronavirus: concordati otto programmi di assistenza macrofinanziaria a sostegno dei paesi partner dell’allargamento e del vicinato

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Gli accordi fanno parte del pacchetto di assistenza macrofinanziaria da 3 miliardi di EUR relativo a dieci paesi partner dell’allargamento e del vicinato, destinato ad aiutare tali paesi a limitare le conseguenze economiche della pandemia di coronavirus.

 

 

 

Oggi la Commissione, a nome dell’UE, ha concordato protocolli d’intesa relativi ai programmi di assistenza macrofinanziaria (AMF) con otto paesi partner. Gli accordi fanno parte del pacchetto AMF di 3 miliardi di EUR relativo a dieci paesi partner dell’allargamento e del vicinato, destinato ad aiutare tali paesi a limitare le conseguenze economiche della pandemia di coronavirus.

La rapida attuazione in corso di questi programmi è un’importante dimostrazione della solidarietà dell’UE nei confronti di tali paesi in un periodo di crisi senza precedenti.

Sono già stati concordati memorandum d’intesa con Albania, Georgia, Giordania, Kosovo, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord e Ucraina. Con quattro di questi paesi (Kosovo, Moldova, Macedonia del Nord e Ucraina) i documenti sono già stati firmati formalmente. I negoziati relativi ai memorandum d’intesa con i due paesi restanti, la Bosnia-Erzegovina e la Tunisia, sono in corso.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “In questo periodo di crisi il sostegno ai nostri vicini è essenziale per salvaguardare la stabilità dell’intera regione. Nell’ambito della risposta globale dell’UE alla pandemia di coronavirus, stiamo lavorando per aiutare i paesi del vicinato ad attutire le conseguenze economiche più gravi. Questi “programmi di assistenza macrofinanziaria di crisi” saranno concessi a condizioni favorevoli, sulla base dei memorandum d’intesa firmati, che delineano gli impegni concreti in materia di riforme. Ciò aiuterà i paesi del vicinato a coprire il fabbisogno di finanziamenti esterni per il periodo 2020-2021, tenuto conto della loro difficoltà nel far fronte alle conseguenze economiche della pandemia”.

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “La pandemia di COVID non conosce frontiere e i suoi effetti economici e sociali senza precedenti hanno ripercussioni sui paesi di tutto il mondo. I nostri partner dell’allargamento e del vicinato sono stati gravemente colpiti e, in quanto Unione, abbiamo la forza finanziaria per aiutarli a limitare le conseguenze economiche della pandemia. La Commissione, a nome dell’UE, collabora con dieci paesi partner per sostenere i loro sforzi e attuare politiche economiche efficaci in un periodo di crisi senza precedenti. È già stato raggiunto un accordo con otto partner, a dimostrazione della solidarietà dell’UE.”

I memorandum definiscono le azioni che i beneficiari si impegnano a intraprendere al fine di ricevere la seconda tranche di aiuti. Concordare e firmare i memorandum d’intesa rappresenta un passo importante verso la prima erogazione di aiuti a titolo dei programmi, che è subordinata al soddisfacimento di alcune condizioni preliminari, tra cui il rispetto dei principi democratici, dei diritti umani e dello Stato di diritto. I paesi beneficiari dovrebbero beneficiare anche di un programma di assistenza finanziaria del Fondo monetario internazionale.

Le condizioni previste per il programma AMF per l’Albania, che ha una dotazione di 180 milioni di EUR, si riferiscono al rafforzamento della finanza pubblica e della resilienza del settore finanziario, al miglioramento della governance nonché alla lotta alla corruzione e al rafforzamento della protezione sociale.

Le condizioni previste per il programma AMF per la Georgia, che ha una dotazione di 150 milioni di EUR, si riferiscono al rafforzamento della gestione delle finanze pubbliche, al miglioramento della governance, alle riforme settoriali e alle politiche del mercato del lavoro.

Per quanto riguarda la Giordania, le azioni da intraprendere per i programmi AMF, che hanno una dotazione di 700 milioni di EUR, sono più ampie, in quanto contemplano due distinte operazioni AMF e vanno dalla gestione delle finanze pubbliche, ai servizi pubblici, alla politica sociale e del mercato del lavoro e alla governance.

Le condizioni previste per il programma AMF per il Kosovo, che ha una dotazione di 100 milioni di EUR, si riferiscono al rafforzamento della finanza pubblica e della stabilità finanziaria, alla lotta contro la disoccupazione giovanile e al buon governo, nonché alla lotta contro la corruzione.

Le condizioni previste per il programma AMF per la Moldova, che ha una dotazione di 100 milioni di EUR, si riferiscono al rafforzamento della gestione delle finanze pubbliche, al buon governo e alla lotta contro la corruzione nonché al miglioramento del contesto imprenditoriale.

Le condizioni previste per il programma AMF per il Montenegro, dotato  di 60 milioni di EUR, si riferiscono al rafforzamento delle finanze pubbliche e della lotta alla corruzione, al miglioramento della stabilità finanziaria, al miglioramento del contesto imprenditoriale e alla riforma della protezione sociale.

Le condizioni previste per il programma AMF per la Macedonia del Nord, dotato di 160 milioni di EUR, riguardano il rafforzamento della governance di bilancio e della trasparenza, la lotta alla corruzione, il rafforzamento della vigilanza del settore finanziario, il miglioramento del contesto imprenditoriale e la lotta alla disoccupazione giovanile.

Per quanto riguarda l’Ucraina, le condizioni previste per il programma AMF, dotato di 1,2 miliardi di EUR, sono più ampie e complete e riguardano il rafforzamento della gestione delle finanze pubbliche, la governance e lo Stato di diritto, la riforma del sistema giudiziario, la concorrenza nel mercato del gas, il miglioramento del clima imprenditoriale e la governance delle imprese di proprietà dello Stato.

Contesto

Le operazioni di assistenza macrofinanziaria costituiscono parte del più ampio impegno dell’UE a favore dei paesi partner dell’allargamento e del vicinato e sono intese come strumento eccezionale di risposta dell’UE alla crisi. Tali operazioni sono a disposizione dei paesi partner dell’allargamento e del vicinato dell’UE che hanno gravi problemi di bilancia dei pagamenti. Rappresentano la dimostrazione della solidarietà dell’UE nei confronti di questi paesi e sostengono politiche efficaci in un momento di crisi senza precedenti.

La decisione sulla fornitura di assistenza macrofinanziaria ai paesi partner dell’allargamento e del vicinato nel contesto della pandemia di COVID-19 è stata proposta dalla Commissione il 22 aprile e adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 25 maggio 2020.

Oltre all’assistenza macrofinanziaria, l’UE sostiene i paesi del vicinato e dei Balcani occidentali attraverso diversi altri strumenti, tra cui gli aiuti umanitari, il sostegno al bilancio, i programmi tematici, l’assistenza tecnica, i meccanismi di finanziamento misto e le garanzie del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile a sostegno degli investimenti nei settori maggiormente colpiti dalla pandemia di coronavirus.

Per maggiori informazioni

Coronavirus: la Commissione propone un pacchetto di assistenza macrofinanziaria per un importo di 3 miliardi di EUR a sostegno di dieci paesi del vicinato

Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla fornitura di assistenza macrofinanziaria ai paesi partner dell’allargamento e del vicinato nel contesto della pandemia di Covid‐19

Ulteriori informazioni sulle precedenti operazioni di assistenza macrofinanziaria

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Coronavirus: l’UE finanzia 23 nuovi progetti di ricerca con 128 milioni di €

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Ai 23 progetti ammessi al finanziamento partecipano 347 équipe di ricerca di 40 paesi, di cui 34 provenienti da 16 paesi extra UE.

 

 

 

 

In risposta al protrarsi della pandemia di Coronavirus, la Commissione si appresta a sostenere con 128 milioni di € altri 23 nuovi progetti di ricerca. I fondi saranno assegnati nell’ambito di Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE, e fanno parte dell’importo di 1,4 miliardi di € che la Commissione ha impegnato a favore dell’iniziativa di “Risposta globale contro il coronavirus”, varata dalla Presidente Ursula von der Leyen nel maggio 2020.

Ai 23 progetti ammessi al finanziamento partecipano 347 équipe di ricerca di 40 paesi, di cui 34 provenienti da 16 paesi al di fuori dell’UE. Il finanziamento consentirà ai ricercatori di far fronte alla pandemia e alle sue conseguenze potenziando la capacità industriale di produrre e diffondere soluzioni prontamente disponibili, sviluppare tecnologie mediche e strumenti digitali, studiare meglio gli impatti comportamentali e socioeconomici della pandemia e trarre insegnamenti da grandi gruppi di pazienti (coorti) in tutta Europa. Queste azioni di ricerca vanno ad integrare misure precedenti volte a sviluppare strumenti diagnostici, terapie e vaccini.

Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “I finanziamenti di emergenza di Orizzonte 2020 consentiranno ai ricercatori di mettere a punto rapidamente soluzioni con e per i pazienti, gli operatori sociosanitari, gli ospedali, le comunità locali e le imprese. I risultati contribuiranno a gestire meglio le infezioni da coronavirus e a salvare vite umane. È incoraggiante constatare che la comunità di ricerca si è mobilitata in modo così rapido e determinato”.

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “L’eccellente risposta a questo invito mostra quanto sia ricco il serbatoio di idee nuove per affrontare il coronavirus, tra cui le nuove soluzioni digitali per la salute. Le soluzioni e tecnologie digitali ci hanno consentito di restare connessi e di interagire durante il confinamento. Saranno anche fondamentali nella risposta a lungo termine al virus e per rafforzare la nostra resilienza.”

Attualmente la Commissione sta negoziando convenzioni di sovvenzione con i beneficiari selezionati. I nuovi progetti riguardano:

  • il riorientamento della produzione verso la rapida messa a disposizione di forniture e attrezzature mediche essenziali necessarie per la sperimentazione, la cura e la prevenzione, ad esempio mediante lo stampaggio a iniezione e la produzione additiva (stampa 3D), la produzione adattativa e i metodi della catena di approvvigionamento nonché il riorientamento della produzione come rete di servizi per una reazione rapida;
  • lo sviluppo di tecnologie mediche e strumenti digitali per migliorare l’individuazione e la sorveglianza della malattia e l’assistenza ai pazienti, ad esempio attraverso lo sviluppo di nuovi dispositivi per una diagnosi più rapida, meno cara e più facile (anche a distanza) oltre a nuove tecnologie per proteggere gli operatori sociosanitari;
  • l’analisi degli impatti comportamentali e socioeconomici delle risposte date dai sistemi di sanità pubblica nazionali, ad esempio per quanto riguarda la salute mentale, compresi gli aspetti specifici di genere relativi ai fattori di rischio e l’onere socioeconomico, al fine di sviluppare orientamenti inclusivi per i responsabili politici e per le autorità sanitarie e migliorare la preparazione per eventi analoghi in futuro;
  • gli insegnamenti tratti da grandi gruppi di pazienti (coorti) stabilendo una rete di collegamento tra le coorti esistenti nell’UE e nel resto del mondo per valutare l’esposizione a determinati fattori di rischio allo scopo di comprendere meglio le possibili cause della malattia e migliorare la capacità di risposta al virus e a future minacce per la salute pubblica;
  • il rafforzamento della collaborazione tra le coorti esistenti nell’UE e nel resto del mondo attraverso la creazione di reti di istituti di ricerca che raccolgono dati sull’assistenza ai pazienti allo scopo di studiare le caratteristiche di questi ultimi, i fattori di rischio, la sicurezza e l’efficacia delle terapie e delle strategie potenziali contro il coronavirus.

Informazioni generali

Questa seconda richiesta di emergenza a manifestare interesse, varata dalla Commissione il 19 maggio 2020, ha dato ai ricercatori poco meno di 4 settimane di tempo per preparare progetti di ricerca collaborativa. La comunità di ricerca si è mobilitata tempestivamente. Le proposte di ricerca sono state selezionate con una procedura accelerata ricorrendo alla valutazione di esperti indipendenti, il che ha consentito alla Commissione di stilare un elenco ristretto di progetti di eccellente qualità scientifica e di impatto potenziale elevato. Sebbene il finanziamento sia subordinato a una decisione finale della Commissione e alla firma della convenzione di sovvenzione di Orizzonte 2020, le équipe di ricerca possono già iniziare a lavorare.

Molti dei 23 progetti selezionati hanno una dimensione internazionale cha va oltre l’UE e i paesi associati, con 34 organizzazioni coinvolte in 16 paesi extra-UE, compresi paesi associati al programma Orizzonte 2020 (Bosnia-Erzegovina, Israele, Norvegia, Serbia, Svizzera e Turchia) e paesi terzi (Argentina, Australia, Brasile, Colombia, Congo, Gabon, India, Corea, Sud Africa e Stati Uniti).

Questo nuovo invito speciale nell’ambito di Orizzonte 2020 va ad integrare le azioni precedenti destinate a finanziare, con 48,2 milioni di €, 18 progetti per sviluppare strumenti diagnostici, terapie e vaccini e per prepararsi ad affrontare le epidemie, nonché 117 milioni di € investiti in 8 progetti incentrati sulla diagnostica e le terapie nell’ambito dell’iniziativa in materia di medicinali innovativi e su misure a sostegno di idee innovative attraverso il Consiglio europeo per l’innovazione. L’invito dà attuazione all’azione 3 del piano d’azione ERAvsCorona, un documento di lavoro frutto del dialogo tra la Commissione e le istituzioni nazionali.

Per ulteriori informazioni

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La Commissione europea si impegna a stanziare altri 30 milioni di euro di sostegno immediato al Libano

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Alla conferenza internazionale sull’assistenza e il sostegno a Beirut e al popolo libanese, la Commissione europea si è impegnata a stanziare un nuovo finanziamento di 30 milioni di EUR per rispondere ai bisogni più urgenti delle persone colpite dall’esplosione mortale del 4 agosto a Beirut. Questi fondi si aggiungono ai 33 milioni di EUR già annunciati dalla Presidente von der Leyen nella telefonata di giovedì con il Presidente libanese.

 

 

Nel corso della conferenza odierna, in rappresentanza della Commissione europea, Janez Potočnik, Commissario responsabile per la gestione delle crisi, ha dichiarato: “L’UE sta aiutando il Libano da subito dopo l’esplosione, con la mobilitazione di centinaia di esperti in materia di ricerca e soccorso e l’invio di assistenza medica a Beirut. Ringrazio tutti i paesi europei che hanno dato prova di solidarietà. Man mano che le esigenze aumentano, offriamo aiuti umanitari a centinaia di migliaia di persone tra le più vulnerabili. In queste ore critiche, l’UE fornisce alloggio, assistenza sanitaria di emergenza, acqua, servizi igienico-sanitari e aiuti alimentari. Siamo determinati a sostenere il popolo libanese ora e a lungo termine, per aiutarlo a ripartire.”

I nuovi finanziamenti umanitari dell’UE saranno erogati attraverso le agenzie delle Nazioni Unite, le ONG e le organizzazioni internazionali e saranno oggetto di un rigoroso controllo. Tale assistenza andrà a beneficio delle centinaia di migliaia di persone più colpite, per soddisfare le esigenze essenziali.

L’UE è in prima linea nel sostegno al Libano, con oltre 2.3 miliardi di EUR di assistenza dal 2011 ad oggi, di cui oltre 660 milioni di EUR in aiuti umanitari.

Risposta di emergenza dell’UE a Beirut, Libano

Il finanziamento odierno si aggiunge alle operazioni di emergenza dell’UE attualmente in corso, tra cui:

  • l’invio di circa 300 esperti altamente qualificati dell’UE e dei suoi Stati membri ( ricerca e soccorso, valutazione chimica e squadre mediche) attraverso il meccanismo di protezione civile dell’UE;
  • assistenza in natura (attrezzature e forniture mediche di emergenza, indumenti protettivi contro gli agenti chimici);
  • una nave militare portaelicotteri per evacuazione medica e attrezzature mediche e protettive;
  • l’attivazione del sistema di mappatura satellitare di Copernicus per contribuire a valutare l’entità dei danni.

Contesto

I nuovi aiuti UE annunciati oggi fanno seguito alla lettera del Presidente del Consiglio europeo Michel e della Presidente della Commissione von der Leyen agli Stati membri dell’UE, che li incoraggiava a intensificare il sostegno al Libano, sia per l’emergenza a breve termine e gli aiuti umanitari sia per la ricostruzione a più lungo termine del paese.

 

 

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Risposta al coronavirus: nuovo invio di mascherine di protezione rescEU in Croazia, Macedonia del Nord e Montenegro

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risposta ue al coronavirus

 

 

Oltre all’invio di attrezzature, il meccanismo di protezione civile dell’UE ha coordinato questa settimana l’invio di una squadra medica di emergenza italiana in Azerbaigian, composta da sei esperti incaricati di sostenere per due settimane le autorità sanitarie locali nella lotta contro il coronavirus.

 

 

 

 

Questa settimana, nuove forniture di mascherine di protezione FFP2 e FFP3 sono in distribuzione in Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord grazie a rescEU,  la riserva comune europea di attrezzature mediche costituita quest’anno per aiutare i paesi colpiti dalla pandemia di coronavirus. “Grazie alla nostra riserva di attrezzature mediche rescEU stiamo fornendo più mascherine per aiutare le autorità nazionali nella lotta al COVID-19. Al contempo continuiamo a costituire riserve di attrezzature mediche per essere ben preparati. La pandemia non è finita e dobbiamo continuare a essere vigili, lavorando in maniera coordinata a livello europeo”, ha dichiarato Janez Lenarčič, Commissario per la gestione delle crisi. Oltre all’invio di attrezzature, il meccanismo di protezione civile dell’UE ha coordinato questa settimana l’invio di una squadra medica di emergenza italiana in Azerbaigian, composta da sei esperti incaricati di sostenere per due settimane le autorità sanitarie locali nella lotta contro il coronavirus. Il meccanismo di protezione civile dell’UE ha risposto a 25 richieste dall’inizio della pandemia, per fornire tra l’altro dispositivi di protezione individuale, medicinali e esperti sanitari.

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Assistenza UE al Libano: telefonata tra la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il primo ministro libanese Hassan Diab

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La Commissione sta mobilitando oltre 33 milioni di euro per le prime necessità di emergenza, l’assistenza sanitaria e le attrezzature mediche nonché per la protezione delle infrastrutture critiche.

 

 

 

La presidente della Commissione von der Leyen ha parlato questa mattina con Hassan Diab, primo ministro del Libano, e ha espresso le condoglianze e il sostegno dell’UE al popolo libanese di fronte alla devastante catastrofe che ha colpito la città di Beirut e l’intero paese.

La presidente e il primo ministro hanno discusso dell’assistenza già fornita dall’UE, che comprende in particolare:

  • l’invio di oltre 100 vigili del fuoco specializzati in ricerca e salvataggio, con veicoli, cani e attrezzature mediche di emergenza, anche attraverso la Croce Rossa libanese;
  • l’offerta di squadre supplementari, in particolare per la rilevazione chimica, biologica, radiologica e nucleare;
  • una nave militare dotata di elicotteri per l’evacuazione medica e di attrezzature mediche e protettive;
  • l’attivazione del sistema di mappatura satellitare Copernicus per contribuire a valutare l’entità dei danni.

Oltre a questi sforzi, la Commissione sta mobilitando oltre 33 milioni di euro per le prime necessità di emergenza, l’assistenza sanitaria e le attrezzature mediche nonché per la protezione delle infrastrutture critiche. La Commissione valuterà via via ulteriori aiuti a seconda delle necessità umanitarie del momento.

La presidente e il primo ministro hanno inoltre discusso del sostegno a lungo termine che l’UE può fornire per aiutare il processo di ricostruzione del paese.

La presidente della Commissione ha menzionato l’eventuale mobilitazione di esperti e attrezzature per contribuire a valutare l’entità dei danni e a gestire sostanze pericolose come l’amianto e altre sostanze chimiche. Ciò può essere importante per le strutture civili ma anche per il ripristino del porto di Beirut.

Inoltre ha affermato che la Commissione è pronta a studiare come rafforzare le nostre relazioni commerciali in questo difficile momento, in particolare sotto forma di ulteriori agevolazioni commerciali e doganali.

Ursula von der Leyen ha inoltre offerto il sostegno dell’UE per effettuare una valutazione completa delle necessità per la ricostruzione della città e la ripresa del paese. L’UE fornirà il suo appoggio anche durante le discussioni con le istituzioni finanziarie internazionali, che potrebbero contribuire a sbloccare ulteriori aiuti economici.

La presidente ha infine sottolineato che l’Unione europea attribuisce grande importanza all’unità e alla stabilità del Libano, oggi ancora più importanti, sia a livello interno che per la regione, aggiungendo che questo tragico momento per il Libano dovrebbe essere l’occasione per unire tutte le forze politiche in uno sforzo nazionale volto ad affrontare le numerose sfide che il paese sta fronteggiando. L’Unione europea sosterrà il Libano in questo sforzo.

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Acciaio: la Commissione agisce contro l’elusione delle misure antidumping

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La decisione mira a contrastare l’elusione delle vigenti misure di difesa commerciale dell’UE da parte delle imprese cinesi.

 

 

Oggi  la Commissione ha esteso i dazi antidumping sulle importazioni di acciaio cinese anticorrosione a una più ampia gamma di prodotti. La decisione mira a contrastare l’elusione delle vigenti misure di difesa commerciale dell’UE. Nel gettare le basi per la revisione delle misure di salvaguardia relative all’acciaio del 2019, la Commissione aveva scoperto che le importazioni di acciaio cinese anticorrosione oggetto di misure antidumping si erano quasi azzerate. Per contro, le importazioni di altri prodotti resistenti alla corrosione erano aumentate fino a 1 milione di tonnellate o 650 milioni di EUR l’anno. La Commissione ha quindi deciso di esaminare più attentamente questa tendenza commerciale. Una specifica inchiesta antielusione ha confermato ora che l’unico motivo di questa variazione erano le misure antidumping.

Per scongiurare ulteriori vendite a prezzi di dumping di prodotti cinesi solo leggermente modificati, la Commissione estende oggi i suoi dazi antidumping ai prodotti di acciaio anticorrosione modificati mediante placcatura/rivestimento in magnesio, o una lega di silicio, o un ulteriore trattamento superficiale (come l’oliatura o la sigillatura), o un contenuto leggermente modificato di carbonio, alluminio, niobio, titanio e/o vanadio. La misura si applicherà a tutti gli esportatori cinesi, ad eccezione di una società che ha collaborato.

La Commissione sfrutta tutte le possibilità offerte dal quadro giuridico in materia di difesa commerciale dell’UE al fine di ripristinare condizioni eque per i produttori di acciaio dell’UE. Le misure pubblicate oggi ne sono un esempio. Per maggiori informazioni, cfr. il regolamento antielusione e la pagina web sulla difesa commerciale dell’UE.

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Risposta al coronavirus: la Commissione estende il sostegno ai sistemi sanitari e alle imprese in Italia attraverso i finanziamenti della politica di coesione

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Oltre 100 i programmi operativi già modificati in tutta Europa grazie all’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus.

 

 

Oggi la Commissione europea ha approvato la modifica dei programmi operativi regionali di Umbria e Campania. Le modifiche rendono più facile l’utilizzo dei fondi UE nella lotta contro gli effetti della pandemia di coronavirus e prevedono l’aumento fino al 100 % del tasso di finanziamento dell’UE per i progetti della politica di coesione volti a contrastare la pandemia, misura resa possibile grazie all’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus. Elisa Ferreira, Commissaria responsabile per la Coesione e le riforme, ha dichiarato: “L’Italia è stata duramente colpita dalla pandemia di coronavirus. Una ripresa completa e rapida sarà possibile solo se verranno mobilitate tutte le risorse disponibili. Ed è proprio ciò a cui puntano le modifiche approvate oggi. Incoraggio tutte le regioni dell’UE ad avvalersi degli strumenti disponibili nell’ambito dell’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus.” In Campania le modifiche comprendono il rafforzamento del sostegno al sistema sanitario e alla ricerca in campo medico, finanziamenti del capitale di esercizio sotto forma di sovvenzioni e garanzie per le microimprese e il finanziamento di strumenti informatici per migliorare l’e-learning. In Umbria le modifiche prevedono un aumento del sostegno finanziario alle PMI nonché misure volte a rafforzare e ripristinare il sistema sanitario regionale e i servizi sanitari. La modifica dei programmi operativi dell’Umbria e della Campania si aggiunge all’elenco di circa 100 programmi già modificati in tutta Europa, grazie ai  pacchetti collegati all’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus.

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Dichiarazione del Commissario responsabile per la gestione delle crisi Janez Lenarčič sulle esplosioni a Beirut

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Foto Lenarcic

 

 

 

 

Attivato il meccanismo di protezione civile dell’UE su richiesta delle autorità libanesi.

 

 

 

Condividiamo lo sgomento e la tristezza dei cittadini di Beirut a seguito dell’esplosione mortale che ha causato molte vittime e molti feriti. Esprimiamo le nostre condoglianze a tutti coloro che hanno perso i loro cari. In questo momento difficile, l’Unione europea offre il suo pieno sostegno al popolo libanese. Come prima risposta immediata, su richiesta delle autorità libanesi è stato attivato il meccanismo di protezione civile dell’UE. Il meccanismo sta ora coordinando l’invio urgente di oltre 100 vigili del fuoco altamente qualificati, insieme a veicoli, cani e attrezzature, specializzati nelle operazioni di ricerca e salvataggio in ambiente urbano. Collaboreranno con le autorità libanesi per salvare vite umane in loco.  Paesi Bassi, Grecia e Repubblica ceca hanno già confermato la loro partecipazione a questa operazione critica, mentre Francia, Polonia e Germania hanno offerto assistenza attraverso il meccanismo e altri Stati membri sono in grado di offrire sostegno. L’UE ha inoltre attivato il sistema di mappatura satellitare di Copernicus per aiutare le autorità libanesi a valutare l’entità dei danni. Esprimiamo solidarietà al Libano e al popolo libanese e siamo pronti a mobilitare ulteriori aiuti.

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Aiuti di Stato: La Commissione approva un regime di voucher per 200 milioni di € volto a sostenere l’accesso delle famiglie a basso reddito ai servizi a banda larga in Italia

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La Commissione europea ha approvato un regime di buoni per 200 milioni di € volto ad aiutare le famiglie a basso reddito in Italia ad accedere ai servizi a banda larga ad alta velocità e a ridurre il divario digitale in Italia.

 

 

 

 

Nel quadro delle norme UE sugli aiuti di Stato, la Commissione europea ha approvato un regime di buoni per 200 milioni di €, volto ad aiutare le famiglie a basso reddito in Italia ad accedere ai servizi a banda larga ad alta velocità. La misura intende contribuire a ridurre il divario digitale in Italia, limitando contestualmente eventuali distorsioni della concorrenza.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Il regime di voucher per 200 milioni di € aiuterà le famiglie a basso reddito in Italia a fruire dell’accesso ai servizi internet a banda larga ad alta velocità. È importante sottolineare che contribuirà a ridurre il divario digitale del paese, che nell’emergenza del coronavirus è diventato ancor più evidente. Il regime farà sì che le famiglie ammissibili possano telelavorare e aver accesso ai servizi educativi offerti online senza costi aggiuntivi, attraverso la tecnologia di loro scelta. La decisione offre agli Stati membri indicazioni utili su come questo tipo di regime di voucher possa essere allineato alle norme unionali sugli aiuti di Stato.”

Il regime italiano intende sostenere le famiglie a basso reddito grazie a voucher per acquistare servizi a banda larga con velocità di scaricamento dati (download) pari ad almeno 30 megabit al secondo (Mbps), privilegiando la più alta velocità disponibile, fatta salva la presenza nella zona interessata delle varie infrastrutture del caso. I voucher coprono anche l’offerta – da parte del medesimo operatore di telecomunicazioni – delle apparecchiature necessarie, come un tablet o un personal computer.

La misura mira a consentire alle famiglie ammissibili di telelavorare e accedere a servizi, educativi e di altro tipo, forniti online da scuole, università, prestatori di servizi pubblici e imprese.

L’ Italia ha notificato la misura di sostegno alla Commissione perché la valuti ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato. La Commissione ha constatato che il regime, destinato principalmente alle famiglie, costituisce al tempo stesso un aiuto di Stato a favore degli operatori di servizi di telecomunicazione, i quali saranno in grado di offrire tali servizi sulle infrastrutture a banda larga esistenti e forniranno le attrezzature necessarie (computer e/o tablet).

La Commissione ha pertanto considerato la misura ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato, in particolare l’articolo 107, paragrafo 2, lettera a), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che consente agli Stati membri di concedere aiuti a carattere sociale a singoli consumatori a determinate condizioni.

La Commissione ha rilevato che la misura sarà neutra sotto il profilo tecnologico. Le famiglie ammissibili potranno infatti usare il voucher per iscriversi a qualsiasi servizio d’accesso a banda larga di nuova generazione (NGA) presso l’operatore di loro scelta. Inoltre, non vi sarà discriminazione basata sull’origine dell’operatore di telecomunicazioni o sull’origine dei prodotti. Qualsiasi operatore di telecomunicazioni in grado di fornire alle famiglie ammissibili i servizi a banda larga NGA e le apparecchiature per gli utenti finali necessarie avrà la possibilità di offrire i propri servizi.

L’Italia prenderà inoltre le misure necessarie per evitare indebite distorsioni della concorrenza, in particolare verificherà che il regime non sia usato per limitarsi a sostituire iscrizioni già esistenti ai servizi a banda larga NGA.

Su queste basi la Commissione ha concluso che il regime è conforme alle norme unionali sugli aiuti di Stato e contribuisce agli obiettivi strategici dell’UE definiti nell’agenda digitale europea e nella comunicazione “Verso una società dei Gigabit europea“.

La decisione offre agli Stati membri indicazioni utili su come questi regimi possano essere allineati alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

Contesto

La connettività a banda larga riveste un’importanza strategica per la crescita e l’innovazione in Europa in tutti i comparti dell’economia, anche ai fini della coesione sociale e territoriale. L’agenda digitale europea riconosce i vantaggi socioeconomici della banda larga e fissa obiettivi allo sviluppo della banda larga in Europa, tra i quali si annovera la soglia del 50 % o più di famiglie europee iscritte a connessioni internet superiori a 100 Mbps.

Nel 2016 l’agenda digitale europea è stata integrata dalla comunicazione sulla società dei Gigabit, che definisce gli obiettivi di connettività da raggiungere entro il 2025, in base ai quali lo sviluppo di reti ad altissima capacità, in grado di fornire velocità di download di almeno 100 Mbps potenziabili a 1 Gbps, consentiranno l’utilizzo diffuso di prodotti, servizi e applicazioni nel mercato unico digitale.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.57495 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

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Via libera della Commissione a 3 regimi di aiuti di Stato italiani per 6 miliardi di € a sostegno delle PMI colpite dall’emergenza coronavirus

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bandiera ue con scritta aiuti di stato

 

 

 

Si tratta principalmente di incentivi per la ricapitalizzazione, da parte di investitori privati, delle piccole e medie imprese (PMI) colpite dall’emergenza coronavirus.

 

 

 

 

La Commissione europea ha approvato tre regimi di aiuti di Stato italiani con un bilancio complessivo di 6 miliardi di €. Si tratta principalmente di incentivi per la ricapitalizzazione, da parte di investitori privati, delle piccole e medie imprese (PMI) colpite dall’emergenza coronavirus. I tre regimi sono stati direttamente approvati rispettivamente a norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Con questi tre regimi, per i quali è previsto un bilancio complessivo di 6 miliardi €, l’Italia sosterrà ulteriormente le PMI colpite dall’emergenza coronavirus, rafforzandone la capitalizzazione e agevolandone l’accesso ai finanziamenti in questi tempi così difficili. Obiettivo di questi regimi è incentivare gli investitori privati ad aiutare le imprese a far fronte ai problemi di liquidità che le affliggono a causa della pandemia e a proseguire l’attività. Continueremo a lavorare in stretta collaborazione con gli Stati membri per trovare soluzioni praticabili in grado di mitigare l’impatto economico dell’emergenza coronavirus nel rispetto delle norme dell’UE.”

Le misure italiane di sostegno

In conformità alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato, l’Italia ha notificato alla Commissione tre regimi con un bilancio complessivo di 6 miliardi di € per facilitare la provvista di capitali e di liquidità alle società colpite dall’emergenza coronavirus. Questi regimi, tra loro complementari e intesi a incentivare la mobilitazione di investimenti privati, comportano:

  • nell’ambito del primo regime, una sovvenzione associata a un credito d’imposta. Gli investitori privati che conferiscono capitali nelle imprese colpite avranno diritto a beneficiare di un credito d’imposta pari fino al 20% dell’importo investito. Gli aiuti nel quadro di questo regime saranno quindi concessi sia all’investitore (che beneficia dell’agevolazione fiscale) sia all’impresa beneficiaria (destinataria dell’investimento);
  • nel caso della seconda misura, un regime di credito d’imposta, in base al quale le imprese stesse beneficiano di un credito d’imposta pari fino al 30% dell’aumento di capitale;
  • nel caso del terzo regime, infine, un sostegno pubblico che si concretizzerà in prestiti subordinati.

Tutti i regimi saranno accessibili alle imprese che hanno subito una grave riduzione dei ricavi a marzo e ad aprile 2020, a condizione che venga approvato e attuato un aumento di capitale.

I regimi in questione mirano pertanto a migliorare l’accesso ai finanziamenti esterni da parte delle imprese più gravemente colpite dall’impatto economico dell’emergenza coronavirus: si tratta quindi di un contributo volto a garantire la prosecuzione dell’attività imprenditoriale.

La Commissione ha concluso che gli aiuti alle imprese beneficiarie nell’ambito dei tre regimi sono compatibili con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, i) per quanto concerne i primi due regimi, gli aiuti non supereranno 800 000 € per impresa (eccetto che nel settore dell’agricoltura primaria e in quello della pesca e dell’acquacoltura, settori in cui si applicano rispettivamente i limiti di 100 000 € e 120 000 € per impresa; ii) per quanto concerne il terzo regime, gli aiuti non supereranno il 12,5% del fatturato del beneficiario nel 2019, come previsto dal quadro temporaneo. Gli aiuti alle imprese nel quadro di questi tre regimi sono limitati nel tempo e possono essere concessi solo entro la fine del 2020.

Quanto agli aiuti agli investitori nell’ambito del primo regime, la Commissione ha valutato la misura in conformità alle norme sugli aiuti di Stato, in particolare all’articolo 107, paragrafo 3), lettera b) TFUE, che consente alla Commissione di approvare le misure di aiuto di Stato attuate dagli Stati membri per porre rimedio a un grave turbamento della loro economia.

La Commissione ha constatato che gli aiuti sono compatibili con i principi enunciati nel trattato UE e con i principi generali contenuti nel quadro temporaneo, in quanto ben mirati a porre rimedio a un grave turbamento dell’economia italiana. A tale riguardo, la Commissione ha ritenuto che si tratta di aiuti concessi semplicemente per incentivare e facilitare gli investimenti privati nelle imprese beneficiarie che hanno subito una consistente riduzione del fatturato a seguito della crisi legata al coronavirus. L’intermediazione degli investitori privati è quindi indispensabile per la realizzazione degli investimenti.

La Commissione ha concluso che i tre regimi sono necessari, opportuni e proporzionati a quanto occorre per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

Su tale base la Commissione ha approvato le misure in conformità alle norme dell’UE sugli aiuti di Stato.

Contesto

In situazioni economiche particolarmente gravi, come quella in cui si trovano attualmente tutti gli Stati membri e il Regno Unito a causa dell’emergenza coronavirus, le norme dell’UE sugli aiuti di Stato consentono agli Stati membri di concedere sostegno per porre rimedio a un grave turbamento della loro economia. Ciò è previsto dall’articolo 107, paragrafo 3,lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

Il 19 marzo 2020 la Commissione ha adottato un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza della COVID-19. Il quadro temporaneo, modificato il 3 aprile 2020,l’8 maggio 2020 e il 29 giugno 2020, prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti:

i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e anticipi fino a 100 000 € a un’impresa operante nel settore dell’agricoltura primaria, 120 000 € a un’impresa operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura e 800 000 € a un’impresa operante in qualsiasi altro settore che deve far fronte a urgenti esigenze di liquidità. Gli Stati membri possono inoltre concedere prestiti a tasso zero o garanzie su prestiti a copertura del 100% del rischio fino al valore nominale di 800 000 € per impresa, ad eccezione del settore agricolo primario e del settore della pesca e dell’acquacoltura, per cui si applicano i limiti rispettivamente di 100 000 € e 120 000 € per impresa;

ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese per assicurare che le banche continuino a erogare prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. Queste garanzie di Stato possono coprire fino al 90 % del rischio sui prestiti per aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;

iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese (debito privilegiato o debito subordinato) con tassi di interesse agevolati alle imprese. Questi prestiti possono aiutare le imprese a coprire il fabbisogno immediato di capitale di esercizio e per gli investimenti;

iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale. Tali aiuti sono considerati aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non delle banche stesse e sono forniti orientamenti per ridurre al minimo la distorsione della concorrenza tra le banche;

v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro in questione debba dimostrare che il paese interessato è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”;

vi) sostegno per le attività di ricerca e sviluppo (R&S) connesse al coronavirus al fine di far fronte all’attuale crisi sanitaria con sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali. Un sostegno supplementare può essere concesso a progetti transfrontalieri di cooperazione tra Stati membri;

vii) sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova per elaborare e testare prodotti (compresi i vaccini, i ventilatori meccanici e gli indumenti di protezione) utili a fronteggiare la pandemia di COVID-19 fino alla prima applicazione industriale. Questo può assumere la forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali o anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. Le imprese possono beneficiare di un sostegno supplementare se in esse investe più di uno Stato membro e se l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto;

viii) sostegno alla produzione di prodotti utili per contrastare la pandemia di COVID-19 sotto forma di sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, anticipi rimborsabili e garanzie a copertura di perdite. Le imprese possono beneficiare di un sostegno supplementare se in esse investe più di uno Stato membro e se l’investimento è concluso entro due mesi dalla concessione dell’aiuto;

ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali per i settori, le regioni o i tipi di imprese particolarmente colpiti dalla pandemia;

x) sostegno mirato sotto forma di integrazioni salariali per i dipendenti alle imprese in settori o regioni che hanno maggiormente sofferto a causa della pandemia di COVID-19 e che altrimenti avrebbero dovuto licenziare del personale;

xi) aiuto mirato alla ricapitalizzazione per le società non finanziarie, se non è disponibile un’altra soluzione adeguata. Sono approntate garanzie per evitare indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico: condizioni riguardanti la necessità, l’adeguatezza e l’entità dell’intervento; condizioni riguardanti l’ingresso dello Stato nel capitale delle imprese e la relativa remunerazione; condizioni riguardanti l’uscita dello Stato dal capitale delle imprese interessate; condizioni relative alla governance, incluso il divieto di dividendi e massimali di remunerazione per la direzione; divieto di sovvenzioni incrociate e divieto di acquisizioni e misure aggiuntive per limitare le distorsioni della concorrenza; obblighi di trasparenza e comunicazione.

Il quadro temporaneo permette agli Stati membri di combinare tra loro tutte le misure di sostegno ad eccezione dei prestiti e delle garanzie sullo stesso prestito, sempre nel rispetto dei massimali fissati nel quadro. Gli Stati membri possono inoltre combinare tutte le misure di sostegno concesse nell’ambito di tale quadro con le possibilità già previste per concedere aiuti de minimis alle imprese, fino a un massimo di 25 000 € nell’arco di tre esercizi finanziari a quelle che operano nel settore dell’agricoltura primaria, di 30 000 € a quelle nel settore della pesca e dell’acquacoltura e di 200 000 € per quelle attive in tutti gli altri settori. Al tempo stesso gli Stati membri devono impegnarsi ad evitare cumuli indebiti delle misure di sostegno a favore delle stesse imprese, limitandone l’importo a quanto necessario per sopperire al fabbisogno effettivo.

Il quadro temporaneo integra inoltre le numerose altre possibilità di cui gli Stati membri già dispongono per attenuare l’impatto socioeconomico dell’emergenza coronavirus, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una Comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità.

Ad esempio, gli Stati membri possono introdurre modifiche di portata generale a favore delle imprese (quali il differimento delle imposte o il sostegno alla cassa integrazione in tutti i settori), che non rientrano nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato. Possono inoltre concedere compensazioni alle imprese per i danni subiti e direttamente causati dalla pandemia di COVID-19.

Il quadro temporaneo sarà in vigore fino alla fine di dicembre 2020. Esclusivamente per le misure di ricapitalizzazione la Commissione ha prorogato tale periodo fino alla fine di giugno 2021 poiché i problemi di solvibilità potrebbero manifestarsi solo in una fase successiva con l’evolversi della crisi. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tali date se il quadro debba essere prorogato.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.57289 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su Internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

Ulteriori informazioni sul quadro temporaneo e su altri interventi adottati dalla Commissione per affrontare l’impatto economico dell’emergenza coronavirus sono disponibili qui.

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