Codice di buone pratiche contro la disinformazione: La Commissione plaude l’impegno delle piattaforme digitali in vista delle elezioni europee

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telefono con fake news
Oggi la commissione europea ha pubblicato le ultime relazioni di Facebook, Google e Twitter sui progressi compiuti nel marzo 2019 nella lotta contro la disinformazione. Le tre piattaforme digitali sono firmatarie del codice di buone pratiche contro la disinformazione e si sono impegnate a riferire mensilmente sulle loro azioni in vista delle elezioni del Parlamento europeo del maggio 2019.

Il Vicepresidente e Commissario responsabile per il mercato unico digitale Andrus Ansip, la Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere Vĕra Jourová, il Commissario europeo per l’unione della sicurezza Julian King e la Commissaria responsabile per l’economia e la società digitali Mariya Gabriel hanno accolto con favore i progressi compiuti con una dichiarazione congiunta: “Apprezziamo gli sforzi compiuti da Facebook, Google e Twitter per aumentare la trasparenza in vista delle elezioni europee. Siamo lieti del fatto che le tre piattaforme abbiano intrapreso nuove azioni per rispettare gli impegni presi nell’ambito del codice. Tutti e tre hanno iniziato a segnalare i messaggi pubblicitari di natura politica sulle loro piattaforme. In particolare, Facebook e Twitter hanno reso accessibili al pubblico le biblioteche di pubblicità politica, mentre la biblioteca di Google è entrata in una fase di test. Tali azioni forniscono al pubblico una maggiore trasparenza per quanto riguarda i messaggi pubblicitari di natura politica. Tuttavia, sono necessari ulteriori miglioramenti tecnici e la condivisione della metodologia e dei set di dati per i profili falsi, in modo da consentire agli esperti di terze parti, ai verificatori di fatti e ai ricercatori di condurre valutazioni autonome. Allo stesso tempo, è deplorevole che Google e Twitter non abbiano ancora compiuto progressi per quanto riguarda la trasparenza delle campagne di sensibilizzazione, ovvero pubblicità su questioni che sono oggetto di importanti dibattiti durante le elezioni. Siamo lieti di costatare che la collaborazione nell’ambito del codice di buone pratiche abbia spinto Facebook, Google e Twitter a prendere provvedimenti per garantire l’integrità dei loro servizi e combattere l’uso di programmi automatici e profili falsi. In particolare, plaudiamo la crescente collaborazione di Google con organizzazioni e reti di verifica dei fatti. Inoltre, tutte e tre le piattaforme hanno avviato iniziative per promuovere l’alfabetizzazione mediatica e provvedere alla formazione dei giornalisti e dello staff delle campagne elettorali. Le azioni volontarie intraprese dalle piattaforme sono un passo avanti per sostenere elezioni trasparenti e inclusive e proteggere meglio i processi democratici dalla manipolazione, ma c’è ancora molto da fare. Attendiamo con impazienza le relazioni di aprile, che mostreranno ulteriori progressi in vista delle elezioni europee”.

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Reinserimento dei disoccupati di lungo periodo nel mondo del lavoro: la Commissione pubblica una relazione sui progressi compiuti

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Dalla relazione emerge che gli Stati membri dell’UE hanno attuato una serie di misure volte a migliorare il sostegno ai disoccupati di lungo periodo, ovvero i disoccupati da più di un anno. Dall’adozione della raccomandazione il numero di disoccupati di lungo periodo è diminuito di oltre 2,5 milioni di unità. Il tasso di disoccupazione globale dell’UE è oggi del 6,5% ovvero il livello minimo mai registrato, ma vi sono differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda i tassi di disoccupazione e le percentuali di disoccupati di lungo periodo. Ciò detto, la relazione evidenzia che i cambiamenti politici più significativi si sono registrati negli Stati membri dotati di meccanismi di sostegno meno sviluppati per i disoccupati di lunga durata. Ne risulta una maggiore convergenza degli approcci politici in tutta l’UE.

La Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori  Marianne Thyssen ha dichiarato: “la nostra raccomandazione ha portato la questione dei disoccupati di lungo periodo in cima all’agenda politica sia a livello dell’UE che a livello nazionale. Ha svolto inoltre la funzione di catalizzatore del cambiamento, stimolando gli Stati membri ad applicare un tipo di sostegno più olistico e individualizzato, rafforzando al contempo il coordinamento tra i servizi e la partecipazione dei datori di lavoro. È importante proseguire su questa linea affinché tutti coloro che possono lavorare si possano inserire rapidamente nel mercato del lavoro.”

Oltre ad analizzare l’efficacia delle iniziative avviate dagli Stati membri, dalla Commissione e dagli altri attori pertinenti, la relazione valuta la validità, la pertinenza, la coerenza e il valore aggiunto UE della raccomandazione in linea con l’approccio UE per  “Legiferare meglio”.

La relazione è pubblicata qui. Una scheda informativa che illustra in dettaglio le tendenze recenti e le prospettive per quanto riguarda la disoccupazione di lunga durata è disponibile qui.

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Su richiesta della Commissione europea e delle autorità di tutela dei consumatori, Facebook modifica le proprie condizioni d’uso e chiarisce come vengono utilizzati i dati dei consumatori

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Su richiesta della Commissione europea e delle autorità di tutela dei consumatori, Facebook modifica le proprie condizioni d’uso e chiarisce come vengono utilizzati i dati dei consumatori

Oggi la Commissione europea e le autorità di tutela dei consumatori hanno accolto con favore l’aggiornamento delle condizioni d’uso e dei servizi di Facebook, che ora spiegano chiaramente in che modo la società utilizza i dati dei propri utenti per sviluppare attività di profilazione e fornire pubblicità mirate a finanziare la propria impresa.

Le nuove condizioni precisano quali servizi venduti da Facebook a terzi utilizzano i dati degli utenti, in che modo i consumatori possono chiudere il loro account e quali sono i motivi per disabilitare un account. Questi sviluppi sono il risultato di una serie di scambi volti a ottenere che le informazioni sul modello aziendale di Facebook siano pienamente accessibili agli utenti in un linguaggio semplice e comprensibile.

Vĕra Jourová, Commissaria responsabile per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha accolto con favore l’accordo: “Oggi finalmente Facebook ha assunto l’impegno di rendere più chiare e trasparenti le sue condizioni d’uso. Un’impresa che intenda riconquistare la fiducia dei consumatori dopo lo scandalo Facebook/Cambridge Analytica non dovrebbe servirsi di un linguaggio farraginoso e burocratico per nascondere come realizza profitti miliardari grazie ai dati dei consumatori. Da oggi gli utenti saranno pienamente consapevoli del fatto che i loro dati sono utilizzati dal social network per vendere annunci mirati. Unendo le forze, le autorità di tutela dei consumatori e la Commissione europea difendono i diritti dei consumatori dell’UE.”

Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e per dar seguito all’indagine del 2018 sulle piattaforme dei social media, la Commissione europea e le autorità nazionali di tutela dei consumatori hanno chiesto a Facebook di rendere disponibili per i consumatori chiare informazioni sulle modalità di finanziamento del social network e sugli introiti derivanti dall’utilizzo dei dati sui consumatori. Hanno inoltre chiesto alla piattaforma di allineare le rimanenti condizioni d’uso alla normativa dell’UE sulla tutela dei consumatori.

Di conseguenza, Facebook introdurrà nelle condizioni d’uso un nuovo testo in cui spiega che non addebita agli utenti i propri servizi ma dà per scontato il loro consenso alla condivisione dei loro dati e alla possibilità di ricevere pubblicità commerciali. Le condizioni d’uso di Facebook ora spiegheranno chiaramente che il modello aziendale della società si basa sulla vendita di servizi pubblicitari mirati agli operatori commerciali utilizzando i dati ricavati dai profili degli utenti.

Inoltre, dopo l’adozione di misure volte al rispetto della normativa, Facebook ha anche modificato:

– la propria politica di limitazione della responsabilità, per cui ora riconosce la propria responsabilità in caso di negligenza, ad esempio in caso di utilizzo improprio dei dati da parte di terzi;

– il proprio potere di modificare unilateralmente le condizioni d’uso limitandolo ai casi in cui le modifiche sono ragionevoli, tenuto conto anche degli interessi del consumatore;

– le norme relative alla conservazione temporanea dei contenuti cancellati dai consumatori. Tali contenuti possono essere conservati solo in casi specifici, ad esempio per soddisfare un’istanza da parte di un’autorità, e per un massimo di 90 giorni in caso di motivi tecnici;

– il linguaggio che specifica il diritto di ricorso degli utenti in caso di rimozione dei loro contenuti.

Prossime tappe

Facebook porterà a compimento tutti gli impegni entro la fine del giugno 2019. La Commissione e la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori ne monitoreranno attentamente l’attuazione.

Se Facebook non adempie ai propri impegni, le autorità nazionali di tutela dei consumatori potrebbero decidere di ricorrere a misure coercitive, tra cui sanzioni.

Contesto

Il regolamento UE sulla cooperazione per la tutela dei consumatori mette in collegamento le autorità nazionali per la tutela dei consumatori attraverso una rete di esecuzione paneuropea. Su questa base, l’autorità nazionale di uno Stato membro dell’UE può chiedere l’assistenza di un suo omologo in un altro Stato membro allo scopo di porre fine ad eventuali violazioni transfrontaliere della normativa UE a tutela dei consumatori.

La rete di cooperazione per la tutela dei consumatori ha svolto una valutazione congiunta delle condizioni d’uso di Facebook sotto la guida della direzione generale francese per la concorrenza, il consumo e la repressione delle frodi(link is external) (DGCCRF) e ha chiesto alla società, come pure a Twitter e a Google +, di migliorare una serie di clausole contrattuali.

Per ulteriori informazioni

Schede informative sulle modifiche attuate da Facebook 

Comunicato stampa sui risultati dell’azione sui social media

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Brexit: i preparativi dell’UE per salvaguardare i diritti di sicurezza sociale dei cittadini

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Nel quadro dei preparativi e delle misure di emergenza dell’UE per la Brexit, la Commissione europea ha adottato una serie di misure volte a tutelare i cittadini dell’UE e i cittadini del Regno Unito che vivono o lavorano (o hanno vissuto o lavorato) in un altro Stato membro. Benché la Commissione europea mantenga il suo impegno a concludere l’accordo di recesso, rimane possibile che il Regno Unito lasci l’Unione europea senza un accordo.

Considerando che molti cittadini dell’UE e del Regno Unito hanno compiuto le loro scelte di vita basandosi sui diritti connessi alla libera circolazione garantiti dal diritto dell’UE, un recesso senza accordo (“no-deal”) potrebbe avere pesanti conseguenze sulla loro vita. Per tutelare i diritti di sicurezza sociale relativi a situazioni antecedenti la data del recesso, la Commissione ha proposto quindi un regolamento dell’UE, già approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Inoltre la Commissione ha collaborato con gli Stati membri dell’UE-27 per garantire un approccio comune. Più concretamente, ha raccomandato agli Stati membri di ricorrere a misure nazionali unilaterali per consentire alle persone che risiedono nel Regno Unito  di poter continuare – tra le altre cose – ad esportare prestazioni pensionistiche  di vecchiaia e a sostenere le cure mediche in corso. Inoltre la Commissione ha pubblicato una serie di schede di informazione per i cittadini riguardanti la vita, il lavoro ed i viaggi nell’UE e nel Regno Unito.

Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Uno scenario ‘no deal’ non è certo nei nostri desideri, tuttavia ci stiamo preparando per questa evenienza. I milioni di cittadini dell’UE che hanno lavorato nel Regno Unito prima del recesso non perderanno i diritti pensionistici maturati quando andranno in pensione nell’UE. Chi sta ricevendo cure mediche nel Regno Unito deve essere in grado di portarle a termine. Cercheremo di attenuare al massimo l’impatto negativo di una Brexit “no deal” limitando al minimo gli inevitabili problemi. Ritengo che l’accordo di recesso resti il miglior risultato possibile per tutti gli interessati. In ogni caso, l’UE metterà i cittadini in primo piano, a prescindere dallo scenario che si verificherà.

Una serie di schede informative è consultabile online, mentre il testo del regolamento di emergenza è disponibile qui. Una conferenza stampa con il Commissario Thyssen, durante la quale verranno presentate ulteriori informazioni sui preparativi dell’UE nel settore dell’occupazione e degli affari sociali, potrà essere seguita su EbS.

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Vertice UE-Cina a Bruxelles

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Questo pomeriggio si svolge a Bruxelles il ventunesimo vertice UE-Cina, che riunisce il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il premier della Repubblica popolare cinese, Li Keqiang.

Al vertice parteciperanno anche Federica Mogherini,Alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione europea, e Jyrki Katainen, Vicepresidente per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività. Il vertice si svolge un mese dopo che la Commissione e l’Alta rappresentante hanno stabilito 10 azioni concrete per affrontare le opportunità e le sfide poste dalle relazione UE-Cina e dalle relative conclusioni del Consiglio europeo del 22 marzo.

Il vertice fa seguito anche a una serie di altri impegni strategici sul tema delle relazione UE-Cina degli ultimi mesi, in particolare il dialogo strategico ad alto livello, il Consiglio Affari esteri di marzo, il dialogo sui diritti umani, il Consiglio europeo di marzo e la partecipazione del presidente Juncker a una riunione sulla governance globale con i leader di Francia, Cina, Germania.

Nel vertice di oggi, i leader affronteranno le questioni più urgenti riguardanti le relazioni bilaterali UE-Cina,quali, ad esempio, sul programma per gli scambi e gli investimenti, i negoziati per un accordo globale sugli investimenti e uno sulle indicazioni geografiche. Saranno affrontate inoltre le sfide globali e la governance, ad esempio la cooperazione sul multilateralismo, anche attraverso la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio; la lotta ai cambiamenti climatici e il miglioramento della connettività sostenibile, nonché le priorità comuni di politica estera come la Repubblica democratica popolare di Corea,l’Afghanistan e l’accordo nucleare con l’Iran.

A conclusione del vertice Il presidente Juncker, il presidente Tusk e il primo ministro Li terranno una conferenza stampa, che sarà trasmessa in diretta su via satellite alle 16:15.

A margine del vertice si terranno varie riunioni, tra cui l’ottavo dialogo sull’energia, con la partecipazione del commissario per l’azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete e Zhang Jianhua, amministratore dell’amministrazione nazionale cinese dell’energia; il quarto dialogo di cooperazione per l’innovazione, copresieduto dal commissario per la ricerca, la scienza e l’innovazione, Carlos Moedas, e dal ministro cinese della scienza e della tecnologia Wang Zhigang; la piattaforma sulla connettività, copresieduta dalla commissaria per i trasporti Violeta Bulc e dal presidente della commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, He Lifeng; il dodicesimo dialogo ad alto livello sulla concorrenza e il secondo dialogo ad alto livello sul controllo degli aiuti di Stato e sul sistema di valutazione della concorrenza leale, copresieduto dalla commissaria per la concorrenza, Margrethe Vestager, e dal direttore dell’amministrazione statale di regolamentazione del mercato, Zhang Mao; e il dialogo sulla politica regionale e urbana, copresieduto dalla commissaria per la politica regionale, Corina Crețu, e dal vicepresidente della commissione per lo sviluppo nazionale e le riforme, Luo Wen.

Per maggiori informazioni sulle relazioni UE-Cina, visitare il sito della delegazione UE a PechinoCerca le traduzioni disponibili del link precedente e consultare l’apposita scheda informativa.

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Gli Stati membri testano la loro preparazione in materia di cibersicureza in vista delle elezioni europee /

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Venerdì 5 aprile la Commissione europea e l’Agenzia dell’UE per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA), in collaborazione con il Parlamento europeo e gli Stati membri, hanno organizzato un esercizio per testare la risposta e i piani di crisi dell’Unione europea per fronteggiare eventuali ciberincidenti con effetti sulle elezioni europee.

 

L’obiettivo dell’esercizio, che si è svolto al Parlamento europeo, era verificare l’efficacia della risposta e dei piani di crisi degli Stati membri e dell’UE e individuare modi per prevenire, identificare e attenuare i ciberincidenti che potrebbero interessare le prossime elezioni europee. L’esercizio è parte delle azioni intraprese dall’Unione europea per garantire elezioni libere e regolari a maggio 2019.

Secondo gli Stati membri si è trattato di un’opportunità per condividere le misure adottate per prepararsi alle elezioni e per valutare le modalità per coinvolgere diverse strutture e meccanismi di cooperazione a livello europeo. Per maggiori informazioni si veda il testo integrale del comunicato stampa.

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La Commissione adotta un pacchetto di investimenti da 4 miliardi di € per progetti infrastrutturali in 10 Stati membri

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Corina Crețu UE

Oggi la politica di coesione dell’UE investe 4 miliardi di € di fondi UE in 25 grandi progetti infrastrutturali in 10 Stati membri.

Il pacchetto di investimenti interessa Bulgaria, Cechia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Malta, Polonia, Portogallo e Romania con progetti che riguardano un’ampia gamma di settori: salute, trasporti, ricerca, ambiente ed energia. L’investimento complessivo in questi progetti, contando anche il cofinanziamento nazionale, è pari a 8 miliardi di €.

Corina Crețu, Commissaria per la Politica regionale, ha dichiarato: “Questi 25 progetti rappresentano altrettanti esempi di come l’UE sia impegnata a migliorare la vita quotidiana dei suoi cittadini: da un’acqua potabile di migliore qualità a trasporti ferroviari più veloci e ad ospedali moderni. Nel periodo di bilancio in corso si deve a me l’adozione di 258 grandi progetti infrastrutturali per un valore di 32 miliardi di € di fondi UE. Si tratta di progetti che, in un certo senso, sono ambasciatori della politica di coesione e ciascuno di essi è per me fonte di orgoglio.”

  • Bulgaria: energia più sicura e a prezzi accessibili 

Finanziamento di 33 milioni di € di fondi UE per la costruzione di un interconnettore transfrontaliero per il gas lungo 182 km tra Komotini (Grecia) e Stara Zagora (Bulgaria). Il gasdotto è classificato come progetto di comune interesse europeo che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione dell’energia. I sistemi del gas dei due paesi saranno collegati per la prima volta, e ciò determinerà una diversificazione delle fonti energetiche nella regione e una maggiore sicurezza energetica. Grazie a una maggiore concorrenza sul mercato del gas, i consumatori beneficeranno di prezzi più bassi.

  • Cechia: collegamenti stradali e ferroviari più agevoli sulla rete transeuropea di trasporto 

Anzitutto 76 milioni di € per finanziare l’ammodernamento del corridoio ferroviario tra Praga e Plzeň. I lavori prevedono tra l’altro la costruzione o il rifacimento dei binari tra Rokycany e Plzeň, il che permetterà di dimezzare i tempi di percorrenza su questa tratta e di rafforzare l’attrattiva di Plzeň come centro economico regionale. Ancora, quasi 75 milioni di € sono investiti su una strada tra Nebory e Bystřice, nel quadro di un importante raccordo tra l’autostrada ceca D48 e l’autostrada slovacca D3.

  • Germania: un moderno polo di ricerca a Jena 

Rinnovo delle strutture dell’università Friedrich-Schiller di Jena (Turingia), grazie a quasi 84 milioni di € di fondi UE. Il progetto finanzierà la costruzione di due edifici: il centro di calcolo dell’università e la facoltà di scienze matematiche e informatiche, di cui beneficeranno 18 000 studenti.

  • Grecia: servizi pubblici efficienti nel paese ed energia a prezzi accessibili a Creta 

Investimento di quasi 135 milioni di € per il sistema di telecomunicazioni “Syzefxis II” che permetterà a termine di unificare l’intera rete della pubblica amministrazione greca. Saranno collegati al sistema altri 600 000 dipendenti pubblici e 34 000 immobili, con conseguenti importanti economie di scala e migliori servizi per la popolazione.

Ancora, quasi 95 milioni di € finanzieranno la costruzione di un’interconnessione elettrica tra l’isola di Creta e la penisola del Peloponneso grazie anche a 135 km di cavi elettrici sottomarini. Sostituendo i costosi generatori alimentati a petrolio con l’energia elettrica prodotta nella Grecia continentale, il progetto ridurrà i costi dell’elettricità a Creta.

  • Ungheria: migliore connettività, minore congestione del traffico e maggiore sicurezza dei trasporti intorno a Budapest

Finanziamento da 105,5 milioni di € per l’ammodernamento del tratto sud della tangenziale di Budapest, con la ricostruzione di strade e di ponti e nuove piste ciclabili. Il progetto ridurrà i tempi di percorrenza e migliorerà la sicurezza stradale per i 90 000 veicoli che circolano ogni giorno nella zona; anche la congestione del traffico diminuirà, visto che sarà deviato dal centro città.

  • Italia: miglioramento del trasporto ferroviario in Sicilia 

Contributo di oltre 358 milioni di € di fondi UE destinato all’ampliamento della linea ferroviaria Circumetnea operativa a Catania, con otto nuove stazioni e nuovo materiale rotabile. Il progetto contribuirà a ridurre la congestione del traffico sulla rete stradale e promuoverà la mobilità pulita nella regione.

  • Malta: acqua potabile di migliore qualità 

Quasi 74 milioni di € per acqua potabile di migliore qualità, maggiore sicurezza dell’approvvigionamento idrico e una migliore gestione delle risorse idriche sotterranee nelle isole di Malta, Gozo e Comino. Del progetto beneficerà l’intera popolazione del paese. I lavori finanziati dall’UE comprendono un tunnel sotterraneo e l’ampliamento delle reti di distribuzione idrica e di raccolta delle acque reflue.

  • Polonia: migliore assistenza sanitaria e maggiore connettività 

Contributo di quasi 61 milioni di € di fondi UE nel settore dell’assistenza sanitariaper l’acquisto di nuove attrezzature per l’ospedale universitario di Cracovia (Piccola Polonia), a vantaggio di 3,3 milioni di abitanti. Altri 56 milioni di € contribuiranno alla costruzione di un nuovo complesso ospedaliero per il Centro pediatrico regionale di Poznań (Grande Polonia), il che consentirà di centralizzare i servizi di assistenza sanitaria, ampliare le strutture e acquistare nuove attrezzature. Il Centro sarà dotato di un servizio di pronto soccorso pediatrico e verranno ampliati i reparti di ortopedia, traumatologia e riabilitazione.

Nel campo del trasporto marittimo 155 milioni di € sono destinati ad accrescere la sicurezza operativa nel porto di Danzica (Pomerania), grazie al potenziamento delle strutture frangiflutti. Un contributo di quasi 65 milioni di € è destinato alla costruzione o all’ammodernamento delle banchine e delle opere di ingegneria idraulica nel porto di Gdynia con conseguente aumento della sicurezza del traffico.

Nel settore del trasporto ferroviario 126 milioni di € contribuiranno alla costruzione della ferrovia metropolitana di Stettino che collegherà le principali città della Pomerania occidentale, tra cui Stargard, Police e Gryfino, a vantaggio di 687 000 abitanti. L’acquisto di 16 treni elettrici che circoleranno nell’agglomerato di Varsavia sarà sostenuto da un contributo di quasi 39 milioni di €. Un contributo di quasi 58 milioni di € andrà all’ammodernamento di 152 vetture passeggeri e all’acquisto di 20 locomotive elettriche che circoleranno sulle linee gestite nel paese da PKP Intercity.

Infine nel settore del trasporto su strada la politica di coesione finanzierà la costruzione di un tratto della superstrada S7 tra Varsavia a Grójec (129 milioni di €), di un tratto dell’autostrada A2 tra la tangenziale sud di Varsavia e Mińsk Mazowiecki (più di 78 milioni di €), di un tratto della superstrada S3 in direzione del confine ceco nella Bassa Slesia (105 milioni di €) e di un tratto della variante di Olsztyn nel voivodato della Varmia-Masuria (87 milioni di €). Tutti questi progetti, che si inseriscono nella rete transeuropea di trasporto, garantiranno una maggiore sicurezza stradale, tempi di percorrenza più brevi e una migliore coesione territoriale nel paese.

  • Portogallo: ammodernamento della linea ferroviaria del Nord 

Grazie a quasi 119 milioni di € di fondi UE ammodernamento del tratto Ovar-Gaia della linea ferroviaria del Nord, che fa parte della rete transeuropea di trasporto. I passeggeri beneficeranno di tempi di percorrenza più brevi, condizioni più confortevoli e di una maggiore sicurezza su questo asse di trasporto.

  • Romania: trasporti più agevoli a Bucarest, tutela ambientale e gestione delle risorse idriche nel paese 

Contributo di 1 miliardo di € per l’ammodernamento della circonvallazione di Bucarest, con l’ampliamento di vari tratti e il raddoppio delle corsie in entrambe le direzioni. Il finanziamento sosterrà anche la costruzione di un tratto di 51 km nella parte sud della nuova tangenziale di Bucarest. Sempre nella capitale rumena, 97 milioni di € di fondi UE finanzieranno i lavori sull’intera linea 2 della metropolitana, con nuovi binari e nuovo materiale rotabile. 

Ancora, quasi 603 milioni di € sosterranno la protezione e il risanamento della zona di forte interesse turistico del litorale del Mar Nero nel distretto di Costanza. Il progetto comprende lavori di consolidamento delle scogliere, il ripascimento artificiale delle spiagge con l’apporto di sabbia, misure di conservazione della biodiversità (scogliere artificiali e ripopolamento delle specie marine) e attrezzature di monitoraggio. 

L’UE investirà infine oltre 135 milioni di € in migliori sistemi per l’acqua potabile e le acque reflue nel distretto di Timiș. Altri 15 000 abitanti saranno allacciati alla rete dell’acqua potabile e quasi 380 000 persone beneficeranno di acqua potabile di migliore qualità. 

Contesto

I “grandi progetti” infrastrutturali ricevono oltre 50 milioni di € dai fondi della politica di coesione (75 milioni di € nel caso di progetti nel settore dei trasporti). Si tratta di progetti che, in ragione della loro portata, sono soggetti a una valutazione e decisione specifica della Commissione. Nel periodo di programmazione 2014-2020 sono stati finanziati con fondi UE 258 grandi progetti. Il contributo dell’UE a tali progetti è pari a 32 miliardi di €, pari alla metà del loro valore totale.

JASPERS(link is external) (Assistenza congiunta ai progetti nelle regioni europee), il gruppo di esperti indipendenti che aiutano le autorità locali, regionali e nazionali nella preparazione dei grandi progetti infrastrutturali finanziati dai fondi UE, ha svolto un ruolo importante in ciascuno di questi progetti fornendo consulenza agli Stati membri e ai beneficiari durante la fase di sviluppo del progetto o nella fase di valutazione della domanda di sovvenzione.

Per ulteriori informazioni

DG REGIO: per saperne di più sui 25 progetti

DG REGIO: tutti i grandi progetti infrastrutturali

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250 milioni di euro per promuovere abitudini alimentari sane per gli scolari europei

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bambina mangia frutta e verdura

Nell’anno scolastico 2019/2020 milioni di bambini in tutta l’UE riceveranno latte, frutta e verdura grazie al programma dell’UE destinato alle scuole. Nell’anno scolastico 2017/2018 il programma ha coinvolto più di 20 milioni di bambini in tutta l’UE.

Le dotazioni di bilancio dei singoli Stati membri per il programma “Frutta, verdura e latte nelle scuole” dell’UE nell’anno scolastico 2019/2020 sono state approvate oggi, con l’assegnazione di 145 milioni di euro per frutta e verdura e di 105 milioni di euro per latte e altri prodotti lattiero-caseari. Il programma di distribuzione è accompagnato da misure educative che avvicinano i bambini al mondo dell’agricoltura e promuovono un’alimentazione sana.

Phil Hogan, Commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale, ha dichiarato: “Grazie al programma per le scuole dell’UE, i nostri giovani cittadini possono beneficiare di alimenti nutrienti, sicuri e di alta qualità prodotti dai nostri agricoltori e scoprirne al tempo stesso la provenienza. La Commissione è orgogliosa di contribuire a questo importante percorso educativo, instaurando abitudini sane già in tenera età.”

La Commissione inoltre ha pubblicato oggi una relazione di valutazione che mostra che nell’anno scolastico 2017/2018 hanno partecipato al programma per le scuole dell’UE circa 159 000 istituti. In quell’anno agli alunni dell’Unione sono stati distribuiti in totale 255 500 tonnellate di frutta e verdura fresche e 178 milioni di litri di latte, per un importo superiore a 182 milioni di euro finanziato dal bilancio dell’UE.

Contesto

I paesi che desiderano partecipare al programma dell’UE destinato alle scuole devono presentare domanda di contributo alla Commissione entro fine gennaio. La dotazione indicativa per ciascuno Stato membro nel bilancio dell’UE si basa sul numero di alunni in ogni paese e, per quanto riguarda il latte, sulla partecipazione al programma precedente. Le autorità nazionali hanno facoltà di stornare da un settore all’altro una quota del bilancio assegnato (20 %-25 %). Possono altresì comunicare l’intenzione di spendere un importo superiore all’aiuto richiesto se altri Stati membri dovessero rinunciare a usufruire integralmente della loro dotazione.

Gli Stati membri possono decidere inoltre le modalità di attuazione del programma, compresi i prodotti agricoli che i bambini riceveranno o gli argomenti delle misure educative presentate. Hanno inoltre la possibilità di integrare i fondi UE con fondi nazionali per finanziare il programma.

La scelta dei prodotti da distribuire si basa su considerazioni di ordine ambientale e sanitario, sulla stagionalità, sulla varietà e sulla disponibilità. Gli Stati membri possono promuovere in questo ambito gli acquisti locali o regionali, i prodotti biologici, le filiere corte, i benefici ambientali, i regimi di qualità dei prodotti agricoli.

Per ulteriori informazioni

Relazioni di monitoraggio degli Stati membri sul programma UE “Frutta e verdura nelle scuole” nell’anno scolastico 2017/2018

Programma UE “Frutta, verdura e latte nelle scuole”

Programma UE “Frutta, verdura e latte nelle scuole”: bilancio dell’UE per l’anno scolastico 2019/2020

Stato membro Frutta e verdura nelle scuole

in euro

Latte nelle scuole

in euro

Belgio 3 405 459 1 613 200
Bulgaria 2 592 914 1 156 473
Repubblica ceca 3 974 570 1 832 711
Danimarca 1 807 661 1 460 645
Germania 24 899 150 10 821 840
Estonia 549 208 730 298
Irlanda 2 266 887 1 039 137
Grecia 3 218 885 1 550 685
Spagna 16 498 394 6 302 784
Francia 17 990 469 17 123 194
Croazia 1 660 486 800 354
Italia 20 811 379 9 120 871
Cipro 390 044 400 177
Lettonia 782 082 740 753
Lituania 1 100 497 1 086 853
Lussemburgo 336 518 200 000
Ungheria 3 730 788 1 947 865
Malta 290 000 201 358
Paesi Bassi 6 775 648 2 401 061
Austria 2 834 481 1 263 019
Polonia 14 579 625 11 005 606
Portogallo 3 283 397 2 220 981
Romania 6 866 848 10 815 474
Slovenia 708 635 362 276
Slovacchia 2 115 888 1 011 357
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Brexit: l’UE porta a termine i preparativi per l’eventualità di un’uscita senza accordo il 12 aprile

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In caso di uscita senza accordo, il Regno Unito diventerà un paese terzo senza regime transitorio.  L’UE sarà tenuta ad applicare immediatamente la propria normativa e le proprie tariffe alle frontiere con il Regno Unito, inclusi i controlli e le verifiche del rispetto delle norme doganali, sanitarie e fitosanitarie e la verifica di conformità alle norme dell’UE.

Poiché è sempre più probabile che il Regno Unito lasci l’Unione europea il 12 aprile senza un accordo, oggi la Commissione europea ha ultimato i preparativi per far fronte a questa eventualità.

Allo stesso tempo, la Commissione continua a sostenere le amministrazioni nei loro preparativi ed esorta tutti i cittadini e tutte le imprese dell’UE a continuare a informarsi sulle conseguenze di un’eventuale uscita senza accordo e a completare i preparativi per questo scenario. Ciò fa seguito alle conclusioni della settimana scorsa del Consiglio europeo (articolo 50), che chiedono di proseguire i lavori in materia di preparazione e di emergenza. Sebbene non sia auspicabile un’uscita senza accordo, l’UE è pronta a questa evenienza.

A seguito della richiesta del primo ministro Theresa May, giovedì 21 marzo il Consiglio europeo (articolo 50 ) ha concordato di prorogare la data dell’uscita del Regno Unito al 22 maggio 2019, a condizione che l’accordo di recesso sia approvato dalla Camera dei comuni entro il 29 marzo 2019. In caso di mancata approvazione entro questa data, il Consiglio europeo ha accettato una proroga fino al 12 aprile 2019. In questo scenario, il Regno Unito dovrebbe indicare la via da seguire prima di tale data.

Ciò significa che, se l’accordo di recesso non sarà ratificato entro venerdì 29 marzo, il 12 aprile il Regno Unito potrebbe uscire senza un accordo, sebbene l’Unione europea continui a sperare che ciò non si verifichi. L’UE si è preparata a questo scenario ed è rimasta unita durante i preparativi. Adesso è importante che tutti siano pronti e consapevoli delle conseguenze pratiche di un mancato accordo.

Uscita senza accordo

In caso di uscita senza accordo, il Regno Unito diventerà un paese terzo senza regime transitorio. Da quel momento tutto il diritto primario e derivato dell’UE cesserà di applicarsi al Regno Unito e non vi sarà il periodo di transizione previsto dall’accordo di recesso, il che ovviamente causerà notevoli disagi ai cittadini e alle imprese.

In questo scenario, le relazioni del Regno Unito con l’UE saranno disciplinate dal diritto pubblico internazionale generale, che comprende le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’UE sarà tenuta ad applicare immediatamente la propria normativa e le proprie tariffe alle frontiere con il Regno Unito, inclusi i controlli e le verifiche del rispetto delle norme doganali, sanitarie e fitosanitarie e la verifica di conformità alle norme dell’UE. Nonostante i notevoli preparativi delle autorità doganali degli Stati membri, i controlli potrebbero causare importanti ritardi alla frontiera. Inoltre, i soggetti del Regno Unito non potranno più essere ammessi a beneficiare delle sovvenzioni dell’UE e a partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti dell’UE secondo le attuali modalità.

Analogamente, i cittadini britannici non saranno più cittadini dell’Unione europea, e saranno sottoposti a controlli supplementari quando attraversano le frontiere nell’UE. Anche in questo ambito gli Stati membri hanno effettuato importanti preparativi nei porti e negli aeroporti per garantire la maggiore efficienza possibile dei controlli, ma potranno comunque verificarsi dei ritardi.

Preparativi e misure di emergenza dell’UE per l’uscita senza accordo

Dal dicembre 2017 la Commissione europea si sta preparando ad un’uscita senza accordo. Ha pubblicato 90 avvisi sui preparativi e 3 comunicazioni della Commissione e ha presentato 19 proposte legislative (cfr. di seguito).

La Commissione ha tenuto approfondite discussioni tecniche con gli Stati membri dell’UE a 27 sia su questioni generali per quanto concerne i preparativi e le misure di emergenza che su specifiche questioni settoriali, giuridiche e amministrative. La Commissione ha visitato tutte le capitali dei 27 Stati membri dell’UE per fornire i necessari chiarimenti in merito all’intervento della Commissione per i preparativi e le misure di emergenza e per discutere dei preparativi e dei piani di emergenza nazionali. Le visite hanno mostrato un elevato grado di preparazione da parte degli Stati membri per tutti gli scenari.

Anche gli Stati membri sono stati impegnati in intensi preparativi a livello nazionale. Una panoramica dei diritti di soggiorno negli Stati membri dell’UE a 27 è disponibile qui, così come i link diretti ai siti web nazionali dedicati ai preparativi.

Misure legislative preparatorie e di emergenza

Ad oggi la Commissione ha presentato 19 proposte legislative: 17 proposte sono state adottate o approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio. È attualmente in corso l’adozione formale di tutti gli atti da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Due proposte saranno finalizzate dai due colegislatori a tempo debito.

Come indicato nelle comunicazioni della Commissione sui preparativi in vista della Brexit, le misure di emergenza dell’UE non mitigheranno e non potranno mitigare l’impatto complessivo di un’uscita senza accordo, né tantomeno compenseranno la mancanza di preparazione; non ricreeranno tutti i vantaggi dell’appartenenza all’UE e neppure le condizioni favorevoli per un eventuale periodo di transizione previste dall’accordo di recesso. Si tratta di proposte di natura temporanea, di portata limitata e che saranno adottate unilateralmente dall’UE. Non si tratta di “mini-accordi” e non sono state negoziate con il Regno Unito.

L’UE ha mantenuto — e continuerà a mantenere — una posizione di piena unità in tutti i suoi preparativi e durante l’eventuale periodo in cui non vi sarà un accordo.

Le misure di emergenza per l’uscita senza accordo comprendono:

– programma PEACE: prosecuzione del programma PEACE sull’isola d’Irlanda fino alla fine del 2020. Per il periodo successivo al 2020, la Commissione ha già proposto, nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, la continuazione e il potenziamento del sostegno transfrontaliero per la pace e la riconciliazione nelle contee situate al confine tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord;

– bilancio dell’UE (in fase di adozione definitiva): in caso di uscita senza accordo, l’UE sarà in condizione di onorare i propri impegni e di continuare a effettuare pagamenti nel 2019 ai beneficiari del Regno Unito per le decisioni e i contratti firmati anteriormente al 30 marzo 2019, purché il Regno Unito onori i suoi impegni nell’ambito del bilancio 2019 e accetti i necessari controlli e audit;

– diritti di pesca e compensazione: le misure prevedono una compensazione per i pescatori e gli operatori degli Stati membri dell’UE, nell’ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, per l’arresto temporaneo delle attività di pesca. Inoltre garantiscono che l’UE possa concedere alle navi britanniche l’accesso alle acque dell’UE fino alla fine del 2019, a condizione che alle navi dell’UE sia concesso di accedere alle acque del Regno Unito su una base di reciprocità;

– servizi finanziari: misure temporanee e limitate per evitare interruzioni improvvise della compensazione centrale dei derivati e dei servizi centrali di deposito titoli per gli operatori dell’UE che attualmente utilizzano operatori del Regno Unito, nonché per agevolare la novazione, per un periodo di tempo determinato di 12 mesi, di alcuni contratti derivati negoziati fuori borsa in caso di trasferimento di un contratto da una controparte del Regno Unito a una controparte dell’UE a 27;

– collegamenti aerei e sicurezza: queste due misure garantiranno i collegamenti aerei di base per evitare una totale interruzione del traffico aereo tra l’UE e il Regno Unito in caso di uscita senza accordo;

– collegamenti stradali: consente il mantenimento di collegamenti stradali di base sicuri tra l’UE e il Regno Unito per un periodo di tempo limitato, a condizione che il Regno Unito conceda lo stesso trattamento alle imprese e agli operatori dell’UE;

– collegamenti ferroviari: garantisce la validità delle autorizzazioni di sicurezza per alcune parti dell’infrastruttura ferroviaria per un periodo strettamente limitato a tre mesi per consentire l’adozione di soluzioni a lungo termine in linea con il diritto dell’UE. Questa misura riguarda in particolare il tunnel sotto la Manica e sarà subordinata al mantenimento, da parte del Regno Unito, di standard di sicurezza identici alle prescrizioni dell’UE;

– ispezioni delle navi: l’obiettivo è garantire la certezza del diritto e la continuità delle attività nel settore del trasporto marittimo;

– riallineamento del corridoio della rete centrale Mare del Nord – Mediterraneo: aggiunge nuovi collegamenti marittimi tra l’Irlanda, la Francia, il Belgio e i Paesi Bassi alla rete centrale e stabilisce una nuova priorità di finanziamento per il meccanismo per collegare l’Europa (MCE): l’adeguamento delle infrastrutture di trasporto ai fini della sicurezza e delle verifiche di frontiera;

– politica in materia di clima: questa misura garantisce che un’eventuale uscita senza accordo non incida sul corretto funzionamento e sull’integrità ambientale del sistema di scambio delle quote di emissione.

– programma Erasmus+: gli studenti e i tirocinanti all’estero che partecipano al programma Erasmus+ al momento del recesso del Regno Unito possono completare gli studi e continuare a ricevere i relativi finanziamenti o borse di studio;

– diritti in materia di sicurezza sociale: sono salvaguardati i diritti (ad esempio periodi di assicurazione, di lavoro (anche autonomo) o di residenza nel Regno Unito prima del recesso) delle persone che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione prima del recesso del Regno Unito;

– reciprocità in materia di visti (in fase di adozione definitiva): esenzione dal visto per i cittadini britannici che si recano nell’UE, se anche il Regno Unito concede un regime di esenzione reciproca e non discriminatorio per tutti i cittadini dell’UE.

Aiuti di Stato

Per quanto riguarda la necessità di risorse finanziarie e/o assistenza tecnica, le norme vigenti nell’UE sugli aiuti di Stato consentono di affrontare i problemi che le imprese incontreranno in caso di uscita senza accordo. A titolo di esempio le norme sugli aiuti di Stato ammettono gli aiuti alle piccole e medie imprese (PMI) per servizi di consulenza o gli aiuti alla formazione finalizzati all’assistenza delle PMI nei preparativi (comprese eventuali formalità doganali). Gli orientamenti per il salvataggio e la ristrutturazione contengono disposizioni in materia di regimi di sostegno temporaneo alla ristrutturazione a favore delle PMI, che potrebbero essere utili per affrontare i problemi di liquidità causati dalla Brexit. L’accesso ai finanziamenti è possibile in varie forme, attraverso regimi di credito finanziati dallo Stato nel rispetto del tasso di riferimento o garanzie statali sulla base della comunicazione sulle garanzie (il punto di contatto è disponibile qui).

Finanziamento e sostegno nel quadro del bilancio dell’UE

Può inoltre essere messa a disposizione l’assistenza tecnica e finanziaria dell’Unione in alcuni settori, tra cui la formazione dei funzionari doganali nel quadro del programma Dogana 2020. Altri programmi possono contribuire a progetti di formazione analoghi riguardanti i controlli sanitari e fitosanitari. Per l’agricoltura il diritto dell’UE prevede una serie di strumenti per far fronte agli effetti più immediati del recesso del Regno Unito, soprattutto in caso di uscita senza accordo.

Avvisi sui preparativi

La Commissione europea ha pubblicato 90 avvisi sui preparativi specifici per settore che forniscono orientamenti dettagliati ai diversi settori interessati dalla Brexit e sono disponibili online qui.

Per ulteriori informazioni: cosa fare in caso di uscita senza accordo?

Per eventuali domande su come prepararsi a un’uscita senza accordo, i cittadini dell’UE possono contattare Europe Direct. È possibile chiamare gratuitamente il numero 00 800 6 7 8 9 10 11 da qualsiasi località dell’UE e in tutte le sue lingue ufficiali. La Commissione ha pubblicato oggi una serie di schede informative di facile lettura in tutte le lingue dell’UE.

Di seguito sono riportati altri link utili:

cittadini dell’UE

– Sito web della Commissione europea sui preparativi per la Brexit

– Panoramica dei diritti di soggiorno in ciascuno Stato membro dell’UE a 27

– Siti web nazionali degli Stati membri relativi all’uscita senza accordo

– Avviso sugli spostamenti

– Schede informative sugli spostamenti, sui diritti dei cittadini, sugli studi e sui diritti dei consumatoriCerca le traduzioni disponibili del link precedente

– Domande e risposte sull’Erasmus

– Domande e risposte sull’uscita senza accordo

– Informazioni per i cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito(link is external)

Imprese dell’UE

– Un’ampia documentazione sulle dogane e l’imposizione indiretta (compresa una semplice lista di controllo in 5 punti) per le imprese

– Informazioni in materia di agricoltura

– Scheda informativa “Sette cose che le imprese dell’UE-27 devono sapere per prepararsi alla Brexit”

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Il Commissario Stylianides in Campania

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roadshow EU Saves Lives

Oggi il Commissario tiene un Dialogo con i cittadini a Napoli e visita il roadshow “EU Saves Lives” a Marcianise (Caserta).

22-03-2019

Dal 15 al 24 marzo il roadshow “EU Saves Lives” fa tappa a Marcianise (Caserta), presso il centro commerciale Campania,  dove sta accogliendo migliaia di visitatori. Christos Stylianides, Commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, visiterà EU Saves Lives oggi insieme alle autorità locali e alla protezione civile italiana. Marcianise è la seconda tappa del roadshow, iniziato il mese scorso a Vienna e che nei prossimi mesi toccherà altre sei città europee.

Prima della visita, il Commissario ha tenuto un dialogo con i cittadini al Maschio Angioino a Napoli, trasmesso in diretta qui. Domani il Commissario Stylianides  sarà in Friuli Venezia Giulia, dove  interverrà in apertura di una conferenza e visiterà la centrale operativa della protezione civile.

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