Coronavirus: la Commissione presenta linee guida pratiche sull’attuazione della restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’UE

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La Commissione ha presentato oggi le linee guida concernenti l’attuazione della restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’UE.

 

 

 

Insieme agli orientamenti per garantire la libera circolazione dei lavoratori che esercitano professioni critiche [link], queste linee guida danno seguito alla richiesta presentata nella dichiarazione dei membri del Consiglio europeo del 26 marzo 2020, di agevolare le modalità di transito per il rimpatrio dei cittadini, e tentano di rispondere alle preoccupazioni pratiche di cittadini e imprese circa le misure adottate per limitare la diffusione del coronavirus, come pure a quelle delle autorità nazionali che applicano tali misure.

Il Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo Margaritis Schinas ha dichiarato: “Solo se lavoreremo insieme usciremo vittoriosi da questa crisi. Mi compiaccio che quasi tutti gli Stati membri dell’UE stiano ormai attuando le restrizioni dei viaggi verso l’UE. Presentiamo oggi altre linee guida per fare in modo che queste restrizioni siano applicate tutte nello stesso modo. Più gli interventi nazionali saranno uniformi, più saranno semplici da comprendere e rispettare per i cittadini di paesi terzi”.

La Commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson ha dichiarato: “Con le linee guida adottate oggi, intendiamo assicurare che tutte le guardie di frontiera alle frontiere esterne dell’UE facilitino il rimpatrio dei cittadini dell’UE bloccati all’estero e che le persone con funzioni o necessità essenziali non siano fermate, adottando al contempo misure appropriate e proporzionate a tutela della salute pubblica e della pubblica sicurezza”.

Le linee guida offrono alle guardie di frontiera e alle autorità competenti per i visti indicazioni per attuare la restrizione temporanea alla frontiera, per facilitare le modalità di transito per il rimpatrio dei cittadini dell’UE e per questioni attinenti ai visti. Affrontano problemi sollevati dagli Stati membri nelle videoconferenze quindicinali dei ministri degli Affari interni e nelle riunioni tecniche con gli Stati membri.

Attuazione della restrizione temporanea dei viaggi alle frontiere

Le linee guida offrono alle autorità di frontiera indicazioni pratiche su questioni cruciali come le seguenti.

  • Criteri di respingimento: la restrizione dei viaggi non essenziali verso l’UE si applica ai cittadini non UE e non residenti nell’UE che presentano sintomi compatibili con il virus o che sono stati particolarmente esposti al rischio di infezione e sono considerati una minaccia per la salute pubblica. Ogni provvedimento di respingimento dev’essere proporzionato e non discriminatorio. Per determinare se un viaggiatore presenti tale rischio, le guardie di frontiera sono invitate a consultare la guida del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie disponibile a questo indirizzo.
  • Esenzioni: i cittadini di tutti gli Stati membri dell’UE e dei paesi associati Schengen e i loro familiari, e i cittadini non UE che sono soggiornanti di lungo periodo nell’UE, sono esentati dalla restrizione temporanea dei viaggi allo scopo di ritornare a casa. I cittadini di San Marino, Andorra, Monaco e dello Stato della Città del Vaticano/della Santa Sede dovrebbero essere equiparati ai cittadini degli Stati membri per consentire loro di rientrare a casa. Sono esenti anche alcuni lavoratori provenienti da paesi non UE, ad esempio operatori sanitari, lavoratori frontalieri e lavoratori stagionali del settore agricolo.
  • Sicurezza: per i viaggiatori ai quali è consentito l’ingresso, le autorità di frontiera dovrebbero applicare rigorosamente il codice frontiere Schengen, in particolare verificando l’autenticità dei documenti di viaggio. Inoltre, le autorità nazionali devono effettuare verifiche sistematiche consultando il sistema d’informazione Schengen a fini di protezione da eventuali minacce terroristiche e dalla criminalità transfrontaliera. Sui passaporti dei cittadini non UE dev’essere apposto un timbro.
  • Verifiche all’uscita: le autorità di frontiera dovrebbero fornire informazioni sulla restrizione dei viaggi e i casi che suscitano preoccupazione dovrebbero essere immediatamente riferiti ai servizi sanitari competenti. Qualora le risorse per il controllo di frontiera giungano a esaurimento, gli Stati membri possono dare la precedenza alle verifiche all’ingresso rispetto alle verifiche all’uscita, nella misura del possibile senza incidere sulle misure sanitarie nazionali.

Transito e rimpatrio

Gli Stati membri devono agevolare il transito dei cittadini di tutti gli Stati membri dell’UE e dei paesi associati Schengen e dei loro familiari, a prescindere dalla cittadinanza, nonché dei cittadini di paesi terzi in possesso di un permesso di soggiorno, e delle persone a loro carico, che ritornano nello Stato membro di cui hanno la cittadinanza o in cui risiedono.

I cittadini di Serbia, Macedonia del Nord, Montenegro e Turchia che rientrano nei paesi di origine nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’Unione dovrebbero essere trattati allo stesso modo, in quanto tali paesi sono Stati partecipanti al meccanismo.

Domande di visto e soggiorni fuoritermine

I consolati degli Stati membri dovrebbero rimanere aperti e garantire un servizio minimo per il trattamento delle domande di visto presentate da viaggiatori esenti dalle restrizioni temporanee dei viaggi.

I viaggiatori non UE che devono soggiornare nell’UE più a lungo di quanto siano autorizzati a causa di restrizioni dei viaggi non dovrebbero essere penalizzati. Ai viaggiatori attualmente presenti nello spazio Schengen con un visto per soggiorno di breve durata, i quali sono costretti a soggiornarvi per un periodo che superi la durata autorizzata, gli Stati membri possono estendere il visto fino a un massimo di 90 giorni su un periodo di 180 giorni. Inoltre gli Stati membri dovrebbero rilasciare un visto per soggiorno di lunga durata o un permesso di soggiorno temporaneo ai titolari di visti per soggiorno di breve durata e ai cittadini esenti dall’obbligo del visto, che siano costretti a soggiornare al di là dei 90 giorni su un periodo di 180 giorni.

Gli Stati membri sono altresì incoraggiati a non applicare sanzioni ai cittadini non UE impossibilitati a lasciare il loro territorio in tempo a causa delle restrizioni dei viaggi. Nel trattamento delle future domande di visto non si dovrebbe tenere conto dei soggiorni fuoritermine dovuti a restrizioni di viaggio.

Per ulteriori informazioni

Linee guida concernenti l’attuazione della restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’UE, la facilitazione delle modalità di transito per il rimpatrio dei cittadini dell’UE e gli effetti sulla politica in materia di visti

Dichiarazione comune dei membri del Consiglio europeo del 26 marzo 2020

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Coronavirus: la Commissione pubblica domande e risposte per aiutare ad aumentare la produzione di forniture mediche sicure

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gel antibatterico

Guide per i fabbricanti

La Commissione mette oggi a disposizione una serie di guide per aiutare i fabbricanti a incrementare la produzione di apparecchiature mediche e materiali medici essenziali in tre settori: produzione di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale (DPI), detergenti senza risciacquo per le mani e disinfettanti per le mani, e stampa 3D nel contesto della pandemia di coronavirus. Nei prossimi giorni sarà pubblicata anche una guida sui dispositivi medici. I testi mirano inoltre ad aiutare i fabbricanti e le autorità di vigilanza del mercato a garantire che i prodotti siano conformi alle norme di sicurezza del caso e siano efficaci.

 

L’attuale pandemia richiede il sostegno e la collaborazione dei fabbricanti. Le imprese hanno manifestato la loro solidarietà e si sono offerte di scambiarsi la consulenza pratica e tecnica necessaria per contribuire ad aumentare la produzione di DPI e di forniture mediche. La Commissione collabora attivamente con l’industria per promuovere il massiccio incremento della produzione complessiva di tali materiali nell’UE e fornisce gli orientamenti necessari a tal fine.

Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato: “Ci stiamo attivando con rapidità e stiamo mobilitando l’industria per aumentare o creare le linee di produzione del materiale sanitario e dei dispositivi di protezione di cui c’è urgenza in tutta Europa. Molte imprese sono già operative in questo senso e le stiamo aiutando a garantire non solo che ciò avvenga in tempi brevi, ma anche che i prodotti siano conformi a tutte le norme di sicurezza del caso.”

La Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, ha dichiarato: “Aumentare la fornitura di apparecchiature mediche e di dispositivi di protezione individuale è fondamentale per far fronte a situazioni di penuria e aiutare i nostri operatori sanitari a continuare a salvare vite umane. Le guide che pubblichiamo oggi sosterranno la nostra industria in questo sforzo. La lotta contro il coronavirus richiede un impegno a 360 gradi e il contributo della nostra industria è essenziale.”

La comunicazione presenta oggi orientamenti su tre fronti:

  • la prima guida aiuta i fabbricanti a valutare i requisiti giuridici e tecnici applicabili prima di importare nuovi prodotti nell’UE o di avviare o convertire impianti per produrre dispositivi di protezione come mascherine, guanti e camici chirurgici per soddisfare la straordinaria domanda sorta in seguito alla pandemia di coronavirus. Gli orientamenti pubblicati oggi illustrano i quadri giuridici applicabili dell’UE e forniscono consulenza ai fabbricanti sulle misure concrete da adottare per poter immettere i prodotti sul mercato dell’Unione. Spiegano inoltre il ruolo delle autorità nazionali, in particolare delle autorità di vigilanza del mercato, nel garantire un livello adeguato, in termini di salute e sicurezza, delle apparecchiature originarie di paesi terzi immesse sul mercato dell’UE;
  • il secondo documento intende fornire orientamenti agli operatori economici, comprese le piccole e medie imprese, per quanto riguarda il quadro giuridico applicabile per l’immissione sul mercato dell’UE di gel idroalcolico (regolamento sui prodotti cosmetici o regolamento sui biocidi) e le indicazioni che possono essere riportate sul prodotto. Si propone di rispondere alle domande frequenti che la Commissione riceve dagli operatori del settore cosmetico e non solo, fortemente impegnati ad accrescere o a convertire la loro capacità produttiva a favore di tali forniture;
  • il terzo documento dà indicazioni sulle procedure di valutazione della conformità per la stampa 3D e per i prodotti stampati in 3D per uso medico nel contesto della pandemia in corso. Il documento ha lo scopo di descrivere i quadri giuridici applicabili dell’UE per tali prodotti e presenta esempi di norme tecniche che i fabbricanti possono seguire per immettere sul mercato dell’UE prodotti conformi.

I documenti pubblicati oggi offrono indicazioni pratiche per l’applicazione della raccomandazione della Commissione sulla valutazione della conformità dei DPI e di alcuni tipi di dispositivi medici, pubblicata il 13 marzo. Questa raccomandazione propone due scenari possibili per l’immissione dei prodotti sul mercato anche se le procedure di valutazione della conformità non sono ancora state completate.

Le guide forniscono inoltre maggiori informazioni sulle norme applicabili ai DPI e ad alcuni tipi di dispositivi medici messe gratuitamente a disposizione di tutti gli operatori economici dalle organizzazioni europee di normazione grazie a un accordo raggiunto con la Commissione europea il 20 marzo.

Contesto

La Commissione combatte la pandemia di coronavirus su tutti i fronti e sta coordinando una risposta europea comune. Stiamo agendo con risolutezza per rafforzare i settori della sanità pubblica e attenuare l’impatto socioeconomico nell’Unione europea. Stiamo mobilitando tutti i mezzi a nostra disposizione per aiutare gli Stati membri a coordinare le risposte nazionali e forniamo informazioni scientificamente provate sulla diffusione del virus e sugli sforzi che risultano efficaci per contenerlo.

 

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Disinformazione: la Commissione discute con le piattaforme online e apre una pagina dedicata per contribuire a sfatare i miti e a verificare i fatti sulla pandemia

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A seguito di una prima riunione con le piattaforme online svoltasi a inizio marzo, venerdì scorso la Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, Věra Jourová, ha sentito in teleconferenza Google, Facebook, Twitter, Microsoft, Mozilla e l’associazione di categoria EDiMA per avere aggiornamenti sulla diffusione della disinformazione in relazione alla pandemia di coronavirus.

 

 

Le piattaforme, tutte firmatarie del codice di buone pratiche sulla disinformazione, hanno dichiarato che le misure adottate nelle ultime settimane hanno contribuito a favorire l’accesso a informazioni autorevoli (come l’OMS o le autorità sanitarie nazionali) e a degradare e rimuovere i contenuti nocivi. Hanno confermato di notare un flusso costante di informazioni false e dannose, riguardanti soprattutto la salute, che rimuovono in grandi quantità, e di aver attuato misure per rimuovere gli annunci relativi agli apparecchi di protezione come le mascherine. Restano tuttavia alcune lacune da colmare per applicare appieno le nuove politiche.

La Vicepresidente ha esortato le piattaforme a condividere i dati con la comunità dei ricercatori e dei verificatori dei fatti, a collaborare con le autorità di tutti gli Stati membri e a condividere campioni di contenuti rimossi, anche con la Commissione. Al termine della riunione, la Vicepresidente Jourová ha dichiarato: “Mi compiaccio delle misure forti adottate dalle piattaforme e condivido l’approccio volto da un lato ad agevolare l’accesso alle fonti autorevoli e dall’altro a contrastare i contenuti nocivi e gli annunci fuorvianti o che si approfittano della situazione. Ma sia le piattaforme che le autorità devono fare di più. Le piattaforme devono intensificare gli sforzi per dare piena attuazione alle nuove politiche e fornire maggiori prove che le misure stanno funzionando. È altrettanto importante rafforzare la nostra capacità di analisi e coordinare meglio la risposta alle informazioni dannose.”

Le piattaforme hanno registrato un’impennata del traffico verso fonti autorevoli, in particolare per quanto riguarda le questioni sanitarie, e hanno sottolineato la necessità di mantenere alta la qualità di questi contenuti in tutte le lingue. Dall’inizio della crisi la Commissione ha aperto un sito dedicato alla risposta al coronavirus. Oggi aggiunge anche una sezione dedicata a combattere la disinformazione sulla pandemia, con materiale utile a sfatare i miti e a controllare i fatti. Parallelamente, anche il Servizio europeo per l’azione esterna si è occupato di analizzare e segnalare la diffusione di disinformazione sulla pandemia da parte di fonti e attori esterni. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito EUvsDisinfo.eu.

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Coronavirus: orientamenti pratici della Commissione per garantire la libera circolazione dei lavoratori che esercitano professioni critiche

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libera circolazione dei lavoratori

 

 

Oggi la Commissione ha pubblicato nuove indicazioni pratiche per garantire che i lavoratori mobili all’interno dell’UE, in particolare quelli che esercitano professioni critiche per la lotta alla pandemia di coronavirus, possano raggiungere il loro posto di lavoro.

 

 

 

 

Oggi la Commissione ha pubblicato nuove indicazioni pratiche per garantire che i lavoratori mobili all’interno dell’UE, in particolare quelli che esercitano professioni critiche per la lotta alla pandemia di coronavirus, possano raggiungere il loro posto di lavoro. Sono compresi, tra gli altri, coloro che operano nel settore sanitario e nel settore alimentare nonché in altri servizi essenziali, ad esempio la cura dei bambini, l’assistenza agli anziani e il personale critico nei servizi di utilità generale. Insieme alle linee guida concernenti l’attuazione della restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’UE, anch’esse pubblicate oggi, gli orientamenti costituiscono una risposta alle richieste presentate ieri dai leader dell’UE e intendono affrontare le preoccupazioni pratiche dei cittadini e delle imprese interessati dalle misure adottate per limitare la diffusione del coronavirus, nonché delle autorità nazionali responsabili dell’attuazione di tali misure.

Sebbene sia comprensibile che gli Stati membri abbiano introdotto controlli alle frontiere interne per limitare la diffusione del coronavirus, è indispensabile che i lavoratori che esercitano professioni critiche siano in grado di raggiungere prontamente la loro destinazione.

Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “Migliaia di donne e uomini che lavorano duramente per la nostra sicurezza, la nostra salute e la continua disponibilità di generi alimentari nelle nostre case devono attraversare le frontiere dell’UE per recarsi al lavoro. È nostra responsabilità collettiva garantire che non siano ostacolati nei loro spostamenti, pur prendendo tutte le precauzioni per evitare l’ulteriore diffusione della pandemia.”

Gli orientamenti pubblicati oggi individuano una serie di lavoratori che esercitano professioni critiche e per i quali si ritiene essenziale continuare a mantenere la libera circolazione nell’UE. L’elenco fornito negli orientamenti non è esaustivo. Tra gli esempi figurano coloro che svolgono professioni intermedie nelle scienze della salute, addetti alla sorveglianza dei bambini e assistenti agli anziani, scienziati nelle industrie del settore sanitario, personale addetto all’installazione di dispositivi medici critici, vigili del fuoco e agenti di polizia, lavoratori del settore dei trasporti e lavoratori del settore alimentare. La Commissione esorta gli Stati membri a stabilire procedure specifiche, rapide e semplici per garantire a tali lavoratori transfrontalieri un passaggio agevole, compreso uno screening sanitario proporzionato.

Oltre a queste specifiche categorie di lavoratori, gli orientamenti chiariscono inoltre che gli Stati membri dovrebbero consentire ai lavoratori transfrontalieri in generale di continuare ad attraversare le frontiere se il lavoro nel settore interessato è ancora consentito nello Stato membro ospitante, e dovrebbero riservare a tali lavoratori lo stesso trattamento riservato ai lavoratori nazionali.

Per quanto riguarda i lavoratori stagionali, in particolare del settore agricolo, gli Stati membri sono invitati a scambiarsi informazioni sulle loro diverse necessità a livello tecnico e a stabilire procedure specifiche per garantire il passaggio agevole di tali lavoratori, al fine di poter rispondere alle carenze di manodopera causate dalla crisi. I lavoratori stagionali del settore agricolo svolgono in determinate circostanze mansioni fondamentali di raccolta, impianto e cura delle colture. In tali situazioni gli Stati membri dovrebbero riservare a tali lavoratori lo stesso trattamento riservato ai lavoratori che esercitano professioni critiche e comunicare ai datori di lavoro la necessità di prevedere un’adeguata protezione della salute e della sicurezza.

Questi orientamenti integrano gli orientamenti relativi alle misure per la gestione delle frontiere destinate a tutelare la salute e garantire la disponibilità di beni e servizi essenziali, recentemente adottati, nonché le linee guida concernenti l’attuazione della restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’UE, anch’esse presentate oggi.

La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, continuerà a individuare le migliori prassi che possono essere estese a tutti gli Stati membri per consentire ai lavoratori di esercitare le loro professioni essenziali senza indebiti ostacoli.

Contesto

La crisi legata alla pandemia di coronavirus ha portato all’introduzione di misure senza precedenti in tutti gli Stati membri dell’UE, tra cui il ripristino dei controlli alle frontiere interne.

I lavoratori transfrontalieri, i lavoratori distaccati e i lavoratori stagionali vivono in un paese dell’UE ma lavorano in un altro. Molti di essi sono fondamentali per gli Stati membri ospitanti, ad esempio per il sistema sanitario, per l’erogazione di altri servizi essenziali, tra cui la realizzazione e la manutenzione di attrezzature e infrastrutture mediche, o per garantire la fornitura di beni di prima necessità. Un approccio coordinato a livello dell’UE è pertanto fondamentale.

Il 26 marzo, i capi di Stato o di governo hanno dichiarato: “Con l’assistenza della Commissione ci occuperemo con urgenza dei problemi rimanenti con riguardo ai cittadini dell’UE bloccati alle frontiere interne dell’Unione che non possono tornare nei paesi d’origine, come anche con riguardo ai lavoratori transfrontalieri e stagionali che devono poter proseguire le attività essenziali, evitando nel contempo l’ulteriore diffusione del virus.” Gli orientamenti presentati oggi rappresentano la risposta immediata della Commissione a questo invito, insieme alle linee guida concernenti l’attuazione della restrizione temporanea dei viaggi non essenziali verso l’UE che trattano anche il rimpatrio dei cittadini dell’UE.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione del 27 marzo che presenta gli “Orientamenti relativi all’esercizio della libera circolazione dei lavoratori”

Sito web sul coronavirus

 

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Dichiarazione della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen sulle proposte per contrastare le ripercussioni sull’economia della crisi del coronavirus

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Presidente von der Leyen

 

 

Il Consiglio europeo ha incaricato l’Eurogruppo di presentare proposte entro le prossime settimane. La Commissione parteciperà al dibattito ed è pronta ad offrire assistenza, se sostenuta dall’Eurogruppo. Questo sostegno è necessario in quanto il margine di bilancio per nuovi strumenti è limitato, essendo il 2020 l’ultimo anno del QFP.

 

 

 

Parallelamente, la Commissione sta lavorando a proposte per la fase di ripresa nel quadro dei trattati in vigore.

In primo luogo stiamo lavorando ad una completa flessibilizzazione dei fondi esistenti, come i fondi strutturali, che fornirà sostegno immediato.

Per garantire la ripresa, la Commissione proporrà modifiche alla proposta di QFP, che consentiranno di fronteggiare le ripercussioni della crisi del coronavirus, compreso un pacchetto di incentivi che garantirà il mantenimento della coesione all’interno dell’Unione tramite la solidarietà e la responsabilità.

In questo momento la Presidente non esclude nessuna opzione entro i limiti del trattato.

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Aiuti di Stato: la Commissione modifica la comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine alla luce dell’impatto economico della pandemia di coronavirus

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Bandiera UE

 

 

La Commissione europea ha deciso di escludere temporaneamente tutti i paesi dall’elenco dei paesi “con rischi assicurabili sul mercato” nel quadro della comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine.

 

 

In questo modo l’assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine sarà più ampiamente disponibile alla luce dell’attuale crisi legata alla pandemia di coronavirus. La modifica amplia ulteriormente la flessibilità introdotta dal quadro di riferimento temporaneo della Commissione in materia di aiuti di Stato per quanto riguarda la possibilità da parte degli assicuratori statali di fornire un’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva, responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “La gestione dell’impatto economico della pandemia di coronavirus richiede un intervento rapido. Oggi abbiamo adottato una soluzione globale per l’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine. Con questa modifica le imprese colpite dalla pandemia di coronavirus potranno ottenere un’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine da parte degli assicuratori pubblici. Stiamo collaborando con gli Stati membri per assicurare che le misure di sostegno nazionali possano essere attuate nel modo più rapido ed efficace possibile, in linea con la normativa UE.”

I crediti all’esportazione consentono agli acquirenti stranieri di beni e/o servizi di differire il pagamento. Il differimento del pagamento comporta un rischio di credito per il venditore/esportatore, contro il quale questi si assicura, generalmente presso assicuratori privati (la cosiddetta assicurazione del credito all’esportazione).

Sulla base della comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine, in vigore dal 2013, gli scambi nei 27 Stati membri dell’UE e nei nove paesi OCSE elencati nel suo allegato, con durata del rischio inferiore ai due anni, comportano rischi assicurabili sul mercato e non dovrebbero, in linea di principio, essere assicurati dallo Stato o da assicuratori che beneficiano del sostegno dello Stato.

Il 23 marzo 2020, dopo che alcuni Stati membri hanno indicato di attendersi una contrazione a livello mondiale del mercato delle assicurazioni private per le esportazioni verso tutti i paesi a causa della pandemia di coronavirus, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica urgente.

Tale consultazione mirava a valutare la disponibilità di una capacità privata di assicurazione del credito all’esportazione a breve termine per le esportazioni verso tutti i paesi elencati come “paesi con rischi assicurabili sul mercato” nella comunicazione sul credito all’esportazione a breve termine, al fine di modificare eventualmente e in via temporanea l’elenco dei “paesi con rischi assicurabili sul mercato”.

È emersa una capacità insufficiente di assicurazione privata per le esportazioni verso tutti i paesi, associata a un prevedibile aumento significativo della domanda di assicurazione riconducibile all’attuale crisi.

Sulla base dei risultati della consultazione pubblica e dei pertinenti indicatori economici, la Commissione ha deciso di considerare tutti i paesi elencati nell’allegato come temporaneamente non assicurabili sul mercato e di escludere tutti i paesi dall’elenco dei paesi “assicurabili sul mercato” fino al 31 dicembre 2020. Al fine di garantire la certezza del diritto, prima di tale data la Commissione riesaminerà la situazione e chiarirà quali saranno “i paesi con rischi assicurabili sul mercato” dopo il 31 dicembre 2020.

Il quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 adottato il 19 marzo 2020 aveva già introdotto una maggiore flessibilità circa le modalità per dimostrare che alcuni paesi non erano assicurabili sul mercato, consentendo così l’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine da parte dello Stato ove necessario. La modifica dell’allegato della comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine amplia ulteriormente tale flessibilità.

In seguito alla modifica gli assicuratori statali avranno in linea di principio la possibilità di intervenire e fornire un’assicurazione per il rischio di credito all’esportazione a breve termine per tutti i paesi, senza che lo Stato membro interessato debba dimostrare che il paese in questione è temporaneamente “non assicurabile sul mercato”.

Contesto

La modifica della comunicazione sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e sul sito internet della Commissione dedicato alla concorrenza nella sezione relativa agli strumenti specifici di aiuto. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News).

Ulteriori informazioni sul quadro temporaneo e su altri interventi adottati dalla Commissione per affrontare l’impatto economico della pandemia di coronavirus sono disponibili qui.

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La Commissione lancia la campagna #CreativeEuropeAtHome

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creative europe at home

 

 

La Commissione europea ha lanciato la campagna social #CreativeEuropeAtHome (Europa Creativa a casa) sugli account Facebook, Twitter e Instagram di Europa creativa. La campagna raccoglie le azioni volte a mettere in luce le migliori iniziative culturali online attuate dalla comunità di Europa creativa e le mette a disposizione degli amanti della cultura attualmente confinati nelle loro case.

 

 

Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “In questi giorni, con i cittadini europei confinati a casa, abbiamo più che mai bisogno della passione, della libertà, della creatività e della generosità dei nostri artisti e delle nostre istituzioni culturali. Sono loro l’anima dell’Europa. Ci ispirano, ci uniscono, ci portano in luoghi dove non siamo mai stati. Con la campagna #CreativeEuropeAtHome intendiamo fare di tutto perché l’arte e la cultura rimangano vive e vitali malgrado il coronavirus.”

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha aggiunto: “Siamo chiusi in casa, ma la gioia di un’esperienza culturale ci aiuterà a superare questo momento. Sono felice di lanciare #CreativeEuropeAtHome per riconoscere e ringraziare le numerose iniziative online della comunità di #CreativeEurope. Siamo con voi!

La Commissione europea invita chi offre attività culturali online a postarle sui social media menzionando l’hashtag dedicato #CreativeEuropeAtHome e specificando il nome utente di Europa creativa sulla piattaforma utilizzata.

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Prima riunione del Comitato misto UE-Regno Unito

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bandiere europa uk

 

 

 

Lunedì 30 marzo il Vicepresidente della Commissione Maroš Šefčovič presiederà, insieme al Ministro britannico dell’Ufficio di Gabinetto Michael Gove, la prima riunione del comitato misto UE-Regno Unito, istituita dall’accordo di recesso.

 

 

 

Il Vicepresidente Šefčovič ha dichiarato: “Tenendo questa importante riunione nelle attuali difficili circostanze dimostriamo il nostro impegno politico a garantire la piena e precisa attuazione dell’accordo di recesso, fondamentale per costruire un solido partenariato futuro”.

Il comitato misto, composto da rappresentanti dell’UE e del Regno Unito, è responsabile della supervisione, dell’attuazione e dell’applicazione dell’accordo di recesso. Tra i suoi molteplici compiti vi è la risoluzione di eventuali controversie in merito all’interpretazione dell’accordo. Se dovesse infatti verificarsi un simile scenario, l’UE e il Regno Unito potranno rivolgersi a questo comitato. La prima riunione, in programma lunedì, consentirà di procedere a una valutazione politica dello stato di attuazione dell’accordo di recesso e a uno scambio di vedute sulle azioni previste da parte del Regno Unito, in particolare quanto all’attuazione del protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord. Durante la riunione si farà inoltre il punto sull’attuazione della parte dell’accordo di recesso relativa ai diritti dei cittadini, compresa la registrazione dei cittadini dell’UE nel Regno Unito e dei cittadini del Regno Unito negli Stati membri dell’UE. Verrà inoltre avviato il lavoro dei Comitati specializzati.

Vista la situazione di eccezionalità dovuta alla crisi del coronavirus, le due parti hanno convenuto di tenere la riunione in teleconferenza. L’ordine del giorno della riunione è disponibile online. Per maggiori informazioni sull’accordo di recesso, cfr. qui.

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Coronavirus: la Commissione incrementa il bilancio per i voli di rimpatrio e la scorta rescEU

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La Commissione europea ha proposto oggi di rendere disponibili 75 milioni di € provenienti dal bilancio UE per aiutare gli Stati membri a rimpatriare cittadini UE e per incrementare le risorse disponibili per la scorta di attrezzature mediche rescEU.

 

 

 

Il commissario Johannes Hahn, responsabile del bilancio dell’UE, ha dichiarato: “La misura odierna costituisce un ulteriore esempio del modo in cui il bilancio dell’UE possa apportare un valore aggiunto quando e dove è più necessario. È anche uno dei migliori esempi di solidarietà e cooperazione a livello europeo.

Il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič ha dichiarato: “Consentire ai nostri cittadini di rientrare in sicurezza nel loro paese è una priorità. Ci stiamo adoperando al massimo per garantire che possano raggiungere le loro famiglie il più rapidamente possibile in questi tempi difficili. Desidero ringraziare gli Stati membri per il loro impegno in quest’ambito. Il nostro Centro di coordinamento della risposta alle emergenze continua a lavorare 24/7 con gli Stati membri per soddisfare le loro richieste”.

Voli di rimpatrio

Grazie ai voli di rimpatrio coordinati dal meccanismo di protezione civile dell’Unione e cofinanziati dell’UE, dall’inizio dell’epidemia sono già state rimpatriate in Europa 2 312 persone da Cina, Giappone, Stati Uniti, Marocco, Tunisia, Georgia, Filippine e Cabo Verde. Per i prossimi giorni sono previsti più di 80 altri voli di rimpatrio.

Attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Unione, l’UE contribuisce ai costi dei voli di rimpatrio che, in base al principio di solidarietà, trasportano cittadini di più Stati membri.

Scorta rescEU

Mediante la sua proposta, la Commissione europea intende aumentare a 80 milioni di € il bilancio totale della prima scorta di attrezzature mediche rescEU (respiratori, mascherine protettive e attrezzature mediche essenziali).

Contesto

Per garantire il finanziamento di tali operazioni, la Commissione sta per presentare un progetto di bilancio rettificativo, ovvero una proposta volta a riorganizzare una parte della spesa dell’UE per l’anno in corso, in linea con le più recenti priorità.

Il progetto di bilancio rettificativo prevede inoltre:

– 350 milioni di € di assistenza alla gestione dei flussi migratori a favore della Grecia, da aggiungere ai 350 milioni di € di assistenza emergenziale già mobilitati, in linea con l’impegno assunto dalla presidente von der Leyen durante la sua visita in Grecia;

– 3,6 milioni di€ destinati al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, per rafforzare la capacità di individuare, valutare e comunicare le minacce per la salute umana derivanti dalle malattie infettive e, in particolare, aumentare la capacità di esperti alla luce della crisi da coronavirus;

– 100 milioni di € per aiutare l’Albania a risollevarsi dopo il devastante terremoto del 26 novembre 2019, facenti parte dell’impegno della Commissione pari a 115 milioni di € e dell’impegno totale di 1,15 miliardi di €;

– 3,3 milioni di  di finanziamento supplementare per incrementare il bilancio 2020 della Procura europea (EPPO). I fondi consentiranno alla Procura europea, ad esempio, di assumere più rapidamente personale qualificato e di acquistare attrezzature informatiche per iniziare a trattare i primi casi. Unitamente al sostegno all’EPPO per la gestione dei casi, già mobilitato quest’anno, l’aumento complessivo dei finanziamenti a favore della Procura europea per il 2020 raggiunge pertanto il 48 %.

Prossime tappe

Il Parlamento europeo e il Consiglio sono ora invitati ad approvare quanto prima le modifiche di bilancio, al fine di garantire che i fondi possano essere impiegati per soddisfare le necessità più urgenti.

Per ulteriori informazioni

Pagina web della Commissione europea “La risposta al coronavirus”

Progetto di bilancio rettificativo n.1

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La Commissione plaude all’accordo politico sull’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus e alla modifica delle norme relative alle bande orarie aeroportuali.

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Bandiera UE

 

La Commissione europea plaude all’adozione, da parte del Parlamento europeo, della sua proposta sull’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus e alla proposta di modificare le norme sulle bande orarie aeroportuali. L’adozione da parte del Parlamento è avvenuta appena una settimana dopo il raggiungimento di un accordo politico tra gli Stati membri sulle proposte e due settimane dopo la presentazione delle stesse.

 

 

Il 13 marzo la Commissione aveva presentato due proposte legislative per liberare finanziamenti a titolo dei fondi strutturali e per riorientare e riprogrammare i fondi della politica di coesione e ampliare l’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà dell’UE. L’obiettivo era liberare subito i finanziamenti e spendere rapidamente il denaro per rispondere alle esigenze più pressanti, come la creazione di posti letto ospedalieri, i finanziamenti per tenere in vita le PMI e gli aiuti per i lavoratori.

La Commissione ha inoltre proposto di modificare le norme dell’UE in materia di bande orarie aeroportuali. Questa misura aiuterà sia l’industria aeronautica europea che l’ambiente, perché allenterà la pressione sull’industria, in particolare sulle compagnie aeree minori, e ridurrà le emissioni evitando i cosiddetti voli “fantasma”, operati dalle compagnie aeree con velivoli praticamente vuoti, al fine di mantenere le proprie bande orarie. Una volta che il Consiglio avrà adottato formalmente gli accordi politici raggiunti, la nuova legislazione potrà entrare in vigore, con benefici immediati per tutti.

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