Iniziativa dei cittadini europei: la Commissione registra un’iniziativa per il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica di massa

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Oggi la Commissione europea ha deciso di registrare un’iniziativa dei cittadini europei dal titolo “Iniziativa della società civile per il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica di massa”.

 

 

Oggi la Commissione europea ha deciso di registrare un’iniziativa dei cittadini europei dal titolo “Iniziativa della società civile per il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica di massa”. Gli organizzatori esortano la Commissione a proporre un atto giuridico che ponga definitivamente fine agli usi indiscriminati e tendenziosi di dati biometrici che possono sconfinare in attività di sorveglianza di massa e interferire indebitamente con i diritti fondamentali.

La Commissione ha deciso di registrare l’iniziativa in quanto, soddisfacendo le condizioni necessarie, è giuridicamente ammissibile; al momento però non l’ha ancora analizzata nel merito.

Prossime tappe

A partire da oggi, data di registrazione dell’iniziativa, gli organizzatori hanno sei mesi per avviare una raccolta di firme. Se entro un anno l’iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno sette Stati membri, la Commissione avrà a sua volta sei mesi per reagire e decidere se dare o meno seguito alla richiesta, giustificando in ogni caso la decisione.

Contesto

Prevista dal trattato di Lisbona come strumento per dare modo ai cittadini di influire sul programma di lavoro della Commissione, l’iniziativa dei cittadini europei è stata varata nell’aprile 2012.

Una volta registrata ufficialmente, l’iniziativa consente a un milione di cittadini provenienti da almeno un quarto degli Stati membri dell’UE di invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici nei settori di sua competenza.

Per essere ammissibile, l’azione proposta non deve esulare manifestamente dalla competenza della Commissione di presentare una proposta di atto giuridico e non deve essere manifestamente ingiuriosa, futile o vessatoria né manifestamente contraria ai valori dell’Unione.

Sino ad oggi la Commissione ha registrato un totale di 76 iniziative e ne ha respinte 26 perché non sussistevano le condizioni di ammissibilità.

Per ulteriori informazioni

Iniziativa dei cittadini europei “Iniziativa della società civile per il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica di massa”

Sito web dell’iniziativa dei cittadini europei

Iniziative per le quali è in corso la raccolta di firme

Forum sull’iniziativa dei cittadini europei

Campagna #EUTakeTheInitiative

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Sovvenzioni UE: 8,25 milioni di € in finanziamenti integrativi per stimolare l’innovazione

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disegno con scritta innovazione

Per avvicinare i risultati delle loro ricerche al mercato, 55 ricercatori hanno ottenuto un totale di 8,25 milioni di €, ossia 150 000 € ciascuno, grazie al programma di sovvenzioni “Proof of Concept” del Consiglio europeo della ricerca. I finanziamenti aiuteranno ricercatori d’eccellenza a esplorare il potenziale commerciale e sociale dei risultati delle loro ricerche e a migliorare la nostra vita.

Un nuovo test a basso costo e altamente accurato per la COVID-19, nuove opzioni terapeutiche per le malattie degenerative della retina e la cecità, oltre a nuovi modi per condividere le competenze culturali nelle nostre società europee sempre più diversificate, al fine di risolvere i conflitti e proteggere i gruppi sociali svantaggiati, sono solo tre esempi di come i ricercatori di frontiera utilizzeranno le sovvenzioni ottenute.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Le sovvenzioni del programma ‘Proof of Concept’ concesse oggi dal Consiglio europeo della ricerca dimostrano come i risultati della ricerca di frontiera possano essere applicati per produrre innovazioni a vantaggio della società e dell’industria. La ricerca finanziata nell’ambito di questo invito è destinata a gettare nuove basi e ad aprire nuove strade per affrontare sfide urgenti nei settori della salute, della migrazione e dei cambiamenti climatici, tra molti altri.”

Le nuove sovvenzioni sono finanziate mediante Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE per il periodo 2014-2020. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa del Consiglio europeo della ricerca. L’elenco dei 55 beneficiari è consultabile qui, mentre esempi dei progetti finanziati sono riportati qui.

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COVID-19: la Commissione europea autorizza un secondo vaccino sicuro ed efficace

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vaccini

L’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il vaccino messo a punto da Moderna fa seguito a una raccomandazione scientifica positiva basata su una valutazione approfondita della sicurezza, dell’efficacia e della qualità del vaccino da parte dell’Agenzia europea per i medicinali.

La Commissione europea ha rilasciato oggi un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il vaccino anti COVID-19 messo a punto da Moderna, il secondo vaccino anti COVID-19 autorizzato nell’UE. L’autorizzazione, avallata dagli Stati membri, fa seguito a una raccomandazione scientifica positiva basata su una valutazione approfondita della sicurezza, dell’efficacia e della qualità del vaccino in questione condotta dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA).

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Stiamo fornendo agli europei più vaccini contro la COVID-19. Con il vaccino Moderna, il secondo ora autorizzato nell’UE, avremo 160 milioni di dosi in più. E ne arriveranno altri: l’Europa si è assicurata fino a 2 miliardi di dosi di potenziali vaccini contro la COVID-19. Disporremo di vaccini sicuri ed efficaci in quantità più che sufficiente per proteggere tutti gli europei.”

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Questa impresa ci vede tutti coinvolti e tutti uniti. È per questo che abbiamo negoziato il più ampio portafoglio di vaccini al mondo per tutti gli Stati membri. Autorizziamo oggi un secondo vaccino sicuro ed efficace prodotto da Moderna che, insieme al vaccino BioNTech-Pfizer, garantirà una più celere distribuzione di 460 milioni di dosi nell’UE. E ne arriveranno altre. Gli Stati membri devono garantire che le vaccinazioni procedano a un ritmo altrettanto rapido. I nostri sforzi non cesseranno finché i vaccini non saranno disponibili per tutti nell’UE.”

Il 30 novembre 2020 Moderna ha presentato una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio all’EMA, che aveva già avviato una valutazione progressiva dei dati nel corso del mese di novembre. Grazie a questa modalità progressiva di valutazione, l’EMA ha analizzato la qualità, la sicurezza e l’efficacia del vaccino man mano che i dati diventavano disponibili. Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA ha esaminato attentamente i dati e raccomandato per consenso il rilascio di un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata formale. L’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata è uno dei meccanismi di regolamentazione dell’UE tesi a facilitare l’accesso tempestivo a medicinali che rispondono a un’esigenza medica non soddisfatta, anche in situazioni di emergenza come l’attuale pandemia.

Sulla base del parere positivo dell’EMA, la Commissione ha verificato tutti gli elementi a sostegno dell’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata e ha consultato gli Stati membri prima di rilasciarla.

Il vaccino Moderna si basa sull’RNA messaggero (mRNA) che, trasferendo le istruzioni dal DNA al meccanismo di produzione delle proteine delle cellule, svolge un ruolo fondamentale in biologia. In un vaccino a mRNA, tali istruzioni permettono la produzione di frammenti innocui del virus che il corpo umano utilizza per costruire una risposta immunitaria al fine di prevenire o combattere la malattia. Quando viene somministrato il vaccino, le cellule leggono le istruzioni genetiche e producono una proteina “spike”, cioè una proteina che si trova sulla superficie esterna del virus e attraverso la quale quest’ultimo entra nelle cellule e causa la malattia. Il sistema immunitario riconosce quindi tale proteina come estranea e produce difese naturali per contrastarla, vale a dire anticorpi e cellule T.

Prossime tappe

Moderna, con cui la Commissione ha firmato un contratto il 25 novembre, fornirà tra il primo e il terzo trimestre del 2021 un totale di 160 milioni di dosi, che si aggiungeranno alle 300 milioni di dosi del vaccino distribuito da BioNTech-Pfizer, il primo ad essere stato autorizzato nell’UE il 21 dicembre 2020.

Contesto

Un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata è un’autorizzazione di medicinali basata su dati meno completi rispetto a quelli che sono richiesti per una normale autorizzazione all’immissione in commercio. Si può ricorrere all’autorizzazione condizionata se il beneficio della disponibilità immediata di un medicinale per i pazienti è chiaramente superiore al rischio connesso alla disponibilità ancora parziale di dati. Tuttavia, una volta rilasciata l’autorizzazione condizionata, le aziende devono fornire, entro un certo termine, ulteriori dati anche da studi nuovi o in corso, a conferma del fatto che i benefici restano superiori ai rischi.

Il 30 novembre 2020 Moderna ha presentato all’EMA una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio condizionata per il suo vaccino. L’EMA stava già valutando progressivamente i dati sulla sicurezza, sull’efficacia e sulla qualità del vaccino e i risultati degli studi di laboratorio e delle sperimentazioni cliniche. Grazie a tale valutazione progressiva e all’esame della domanda di autorizzazione condizionata, l’EMA è riuscita a trarre rapidamente conclusioni sulla sicurezza, sull’efficacia e sulla qualità del vaccino e ha raccomandato di rilasciare l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata in quanto i benefici del vaccino superano i rischi.

La Commissione europea ha verificato che tutti gli elementi necessari (motivazioni scientifiche, informazioni sul prodotto, materiale esplicativo per gli operatori sanitari, etichettatura, obblighi per i titolari delle autorizzazioni all’immissione in commercio, condizioni d’uso ecc.) fossero chiari e corretti. La Commissione ha inoltre consultato gli Stati membri in quanto responsabili dell’immissione in commercio dei vaccini e dell’uso del prodotto nei rispettivi paesi. Dopo aver ricevuto l’avallo degli Stati membri e sulla base della propria valutazione, la Commissione ha deciso di rilasciare l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata.

Per ulteriori informazioni

Strategia dell’UE sui vaccini

Domande e risposte – Autorizzazione all’immissione in commercio condizionata dei vaccini anti COVID-19

Vaccini anti COVID-19 sicuri per gli europei

Risposta al coronavirus

Legislazione dell’UE sui medicinali

L’EMA e i vaccini anti COVID-19

Scheda informativa – Come funzionano i vaccini

Scheda informativa – I vantaggi della vaccinazione per la salute

Scheda informativa sul processo di autorizzazione

Scheda informativa sulla sicurezza a lungo termine

Attuale portafoglio di vaccini dell’UE

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Coronavirus: l’UE fornisce dispositivi di protezione individuale alla Macedonia del Nord e al Montenegro

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rescEU

 

L’UE ha inviato ulteriori dispositivi di protezione individuale alla Macedonia del Nord e al Montenegro provenienti dalle scorte mediche rescEU ospitate da Grecia e Germania.

 

 

L’UE ha inviato ulteriori dispositivi di protezione individuale alla Macedonia del Nord e al Montenegro provenienti dalle scorte mediche rescEU ospitate da Grecia e Germania.

La Macedonia del Nord ha ricevuto 107 000 mascherine FFP2, 35 000 camici per uso medico e 140 000 tute di protezione, mentre il Montenegro ha ricevuto 78 000 mascherine FFP2 e 15 000 camici.

L’ultima consegna di forniture mediche alla Macedonia del Nord e al Montenegro dimostra ancora una volta il valore aggiunto delle scorte di rescEU nella lotta contro il coronavirus. Prevediamo che nel 2021 questa riserva medica europea cresca ulteriormente, a sostegno degli sforzi compiuti contro la pandemia dai paesi all’interno e all’esterno dell’UE”, ha dichiarato Janez Lenarčič, Commissario per la gestione delle crisi.

Dall’inizio della pandemia, oltre 1 milione di mascherine protettive FFP2 e FFP3 sono state consegnate a Italia, Spagna, Croazia, Lituania, oltre che a Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia, grazie a RescEU. La scorta medica rescEU consente la rapida fornitura di attrezzature mediche ai paesi che più ne hanno bisogno. La scorta, attualmente ospitata da 6 Stati membri dell’UE (Danimarca, Germania, Grecia, Ungheria, Romania e Svezia), consente all’UE di reagire più rapidamente alle crisi sanitarie.

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Inizia il viaggio: il 2021 è l’Anno europeo delle ferrovie!

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binari

 

 

L’iniziativa della Commissione europea metterà in evidenza i vantaggi del trasporto ferroviario in quanto modalità di trasporto sostenibile, intelligente e sicura.

 

Venerdì 1º gennaio 2021 segna l’inizio dell’Anno europeo delle ferrovie.

L’iniziativa della Commissione europea metterà in evidenza i vantaggi del trasporto ferroviario in quanto modalità di trasporto sostenibile, intelligente e sicura. Nel corso del 2021 il settore ferroviario sarà sotto i riflettori in tutto il continente, grazie a una serie di attività che incoraggeranno l’uso di questo modo di trasporto da parte di cittadini e imprese, anche al fine di contribuire all’obiettivo del Green Deal europeo di rendere l’UE climaticamente neutra entro il 2050.

Adina Vălean, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “La nostra mobilità futura deve essere sostenibile, sicura, confortevole ed economicamente accessibile. Il trasporto ferroviario offre tutto questo e molto di più! L’Anno europeo delle ferrovie ci offre l’occasione di riscoprire questo modo di trasporto. Attraverso una serie di iniziative, sfrutteremo questa occasione per aiutare il settore ferroviario a realizzare appieno il suo potenziale. Invito tutti a partecipare all’Anno europeo delle ferrovie.”

Nell’UE il trasporto ferroviario è responsabile di meno dello 0,5% delle emissioni di gas serra legate ai trasporti. Ciò lo rende una delle forme di trasporto passeggeri e merci più sostenibili. Il trasporto ferroviario è inoltre eccezionalmente sicuro e collega persone e imprese in tutta l’UE attraverso la rete transeuropea dei trasporti (TEN-T). Nonostante questi vantaggi, solo circa il 7% dei passeggeri e l’11% delle merci ne usufruiscono. L’Anno europeo delle ferrovie contribuirà ad incrementare queste percentuali. Ciò ridurrà in modo significativo le emissioni di gas a effetto serra e l’inquinamento dovuti ai trasporti dell’Unione, apportando un enorme contributo agli sforzi dell’UE nell’ambito del Green Deal europeo. Un comunicato stampa è disponibile online.

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Bosnia-Erzegovina: l’UE stanzia altri 3,5 milioni di euro per aiutare migranti e rifugiati in condizioni di vulnerabilità

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Foto Lenarcic

Gli stanziamenti umanitari annunciati oggi serviranno a fornire ai rifugiati e ai migranti indumenti invernali, coperte, cibo, assistenza sanitaria, servizi di salute mentale e supporto psicosociale, e contribuiranno agli sforzi volti a limitare la diffusione del coronavirus.

La Commissione europea ha annunciato oggi lo stanziamento di altri 3,5 milioni di euro di aiuti umanitari per aiutare i rifugiati e i migranti che si trovano in condizioni di vulnerabilità in Bosnia-Erzegovina a far fronte alla catastrofe umanitaria che stanno vivendo. Oltre 1700 rifugiati e migranti continuano a non disporre di un alloggio e di un sostegno adeguati nel cantone di Una Sana. Dopo la chiusura del centro di accoglienza di Lipa, che non era a prova di intemperie e che ha anche subito un incendio, 900 persone si trovano attualmente nel precedente campo. Inoltre altri 800 rifugiati e migranti, tra cui bambini, si trovano all’aperto, in condizioni invernali difficili.

L’Alto rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell ha dichiarato: “La situazione nel cantone di Una Sana è inaccettabile. Una sistemazione a prova di intemperie è un requisito indispensabile per offrire condizioni di vita umane, che devono essere sempre garantite. Le autorità locali devono mettere a disposizione le strutture esistenti e trovare una soluzione temporanea fino a quando il campo di Lipa non sarà ricostruito per diventare una struttura permanente. L’assistenza umanitaria dell’UE fornirà alle persone in difficoltà l’accesso immediato ai generi di prima necessità, in modo da alleviare la difficile situazione in cui si trovano. Tuttavia, sono urgentemente necessarie soluzioni a lungo termine. Esortiamo le autorità a non lasciare le persone all’aperto e al freddo, senza accesso ai servizi igienici, nel mezzo di una pandemia.”

Il Commissario europeo per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič ha dichiarato: “Centinaia di persone, compresi i bambini, dormono all’aperto con temperature sotto zero in Bosnia-Erzegovina. Questa catastrofe umanitaria potrebbe essere evitata se le autorità creassero nel paese una sufficiente capacità di accoglienza a prova di intemperie, anche utilizzando le strutture esistenti disponibili. L’UE fornirà ulteriori aiuti di emergenza anche a coloro che dormono all’aperto, distribuendo cibo, coperte e indumenti caldi e continuerà ad aiutare i minori non accompagnati. Tuttavia, l’assistenza umanitaria in Bosnia-Erzegovina non sarebbe necessaria se il paese attuasse un’adeguata gestione della migrazione, come richiesto dall’UE per molti anni.

Gli stanziamenti umanitari annunciati oggi serviranno a fornire ai rifugiati e ai migranti indumenti invernali, coperte, cibo, assistenza sanitaria, servizi di salute mentale e supporto psicosociale, e contribuiranno agli sforzi volti a limitare la diffusione del coronavirus. Il finanziamento si aggiunge ai 4,5 milioni di euro stanziati nell’ aprile 2020 e porta l’assistenza umanitaria dell’UE a favore dei rifugiati e dei migranti in Bosnia-Erzegovina a 13,8 milioni di euro dal 2018.

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Bosnia-Erzegovina: dichiarazione della Commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson sulla situazione dei migranti a Lipa

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bandiere europa

 

 

 

Questa mattina la Commissaria ha parlato con Zoran Tegeltija, Presidente del Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina, dopo una conversazione avuta ieri sera con Mustafa Ružnić, primo ministro del Cantone di Una-Sana.

 

 

 

“La situazione di oltre 900 migranti a Lipa, in Bosnia-Erzegovina, è drammatica. Sono privi di un alloggio adeguato in condizioni invernali estreme. Questa mattina ho parlato con Zoran Tegeltija, Presidente del Consiglio dei ministri della Bosnia-Erzegovina, dopo la conversazione di ieri sera con Mustafa Ružnić, primo ministro del Cantone di Una-Sana.

È chiaro che la soluzione pratica e immediata consiste nel riaprire il centro di accoglienza di Bira. Accolgo con favore la conferma di questa mattina del Consiglio dei ministri secondo cui questa è la scelta preferita. Questo centro è dotato di riscaldamento, elettricità e acqua corrente adeguati e può accogliere 1500 persone. Grazie ai finanziamenti dell’UE, forniti e promessi, è una soluzione immediata ed evidente per alleviare le sofferenze di coloro che sono rimasti bloccati nella neve.

Invitiamo le autorità nazionali e locali bosniache a lavorare insieme per offrire l’alloggio che questi esseri umani meritano.”

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Aiuti di Stato: La Commissione approva un aiuto di 73 milioni di € da parte dell’Italia al fine di compensare Alitalia per gli ulteriori danni subiti a causa della pandemia di coronavirus

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passeggero

 

 

 

La misura mira a compensare la compagnia aerea per i danni subiti su 19 rotte a causa della pandemia di coronavirus tra il 16 giugno e il 31 ottobre 2020.

 

 

 

La Commissione europea ritiene che l’importo di 73,02 milioni di € erogato dall’Italia a favore di Alitalia sia conforme alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato. Tale misura mira a compensare la compagnia aerea per i danni subiti su 19 rotte a causa della pandemia di coronavirus tra il 16 giugno e il 31 ottobre 2020.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva, responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Il settore dell’aviazione continua a essere particolarmente colpito dall’impatto della pandemia di coronavirus. La misura in questione consente all’Italia di fornire un’ulteriore compensazione per i danni diretti subiti da Alitalia tra giugno e ottobre 2020 a causa delle restrizioni di viaggio necessarie per limitare la diffusione del coronavirus. Continuiamo a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri per garantire che le misure di sostegno nazionali possano essere attuate in modo coordinato ed efficace, in linea con le norme dell’UE”. Allo stesso tempo, sono in corso le indagini sulle misure di sostegno adottate in passato a favore di Alitalia e siamo in contatto con l’Italia per quanto riguarda i piani e il rispetto delle norme dell’UE.”

Alitalia è una grande compagnia aerea di rete che opera in Italia. Con una flotta di oltre 95 aerei, nel 2019 la compagnia ha servito centinaia di destinazioni in tutto il mondo, trasportando circa 20 milioni di passeggeri dal suo hub principale di Roma e da altri aeroporti italiani verso varie destinazioni internazionali.

Le restrizioni in vigore sia in Italia che in altri paesi di destinazione al fine di limitare la diffusione del coronavirus hanno inciso pesantemente sulle attività di Alitalia, in particolare per quanto riguarda i voli internazionali e intercontinentali. Di conseguenza, Alitalia ha subito notevoli perdite di esercizio almeno fino al 31 ottobre 2020.

L’Italia ha notificato alla Commissione un’ulteriore misura di aiuto destinata a indennizzare Alitalia per gli ulteriori danni subiti su 19 rotte specifiche dal 16 giugno 2020 al 31 ottobre 2020 a causa delle misure di emergenza necessarie per limitare la diffusione del virus. Il sostegno sarà erogato in forma di sovvenzione diretta di 73,02 milioni di €, che corrisponde alla stima dei danni subiti direttamente dalla compagnia aerea in tale periodo, secondo un’analisi rotta per rotta delle 19 rotte ammissibili. Ciò fa seguito alla decisione della Commissione del 4 settembre 2020 di approvare la misura italiana per risarcire Alitalia per i danni subiti dal 1º marzo 2020 al 15 giugno 2020 dovuti alle restrizioni governative e alle misure di contenimento adottate dall’Italia e da altri paesi di destinazione per limitare la diffusione del coronavirus.

La Commissione ha valutato la misura ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che consente alla Commissione di approvare misure di aiuto di Stato concesse dagli Stati membri per compensare talune imprese o settori per ovviare ai danni direttamente arrecati da eventi eccezionali. La Commissione ritiene che la pandemia di coronavirus rappresenti un evento eccezionale, trattandosi di un fenomeno straordinario e imprevedibile con significative ricadute economiche. Di conseguenza, gli interventi eccezionali compiuti dallo Stato membro per compensare i danni connessi all’epidemia sono giustificati.

La Commissione ritiene che la misura adottata dall’Italia compenserà Alitalia per i danni subiti direttamente riconducibili alla pandemia di coronavirus, in quanto la perdita di redditività sulle 19 rotte dovuta alle misure di contenimento durante il periodo in questione può essere considerata un danno direttamente connesso all’evento eccezionale. Ha inoltre ritenuto che la misura sia proporzionata, in quanto l’analisi quantitativa rotta per rotta presentata dall’Italia identifica adeguatamente i danni riconducibili alle misure di contenimento e, pertanto, il risarcimento non va oltre lo stretto necessario per compensare i danni su tali rotte.

Su tale base, la Commissione ha concluso che la misura supplementare adottata dall’Italia per la compensazione dei danni è conforme alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

Contesto

Sulla base delle denunce ricevute, il 23 aprile 2018 la Commissione ha avviato un procedimento di indagine formale sui 900 milioni di € di prestiti che l’Italia aveva concesso ad Alitalia nel 2017.  Il 28 febbraio 2020 la Commissione ha avviato un procedimento di indagine formale distinto per un ulteriore prestito di 400 milioni d € concessi dall’Italia nel 2019. Entrambe le indagini sono in corso.

Il sostegno finanziario con fondi UE o nazionali concesso ai servizi sanitari o ad altri servizi pubblici per far fronte alla situazione dovuta al coronavirus non è soggetto al controllo sugli aiuti di Stato. Lo stesso vale per qualsiasi sostegno finanziario pubblico fornito direttamente ai cittadini. Analogamente, le misure di sostegno pubblico a disposizione di tutte le imprese, ad esempio le integrazioni salariali e la sospensione del pagamento delle imposte sulle società, dell’IVA o dei contributi sociali, non sono soggette al controllo degli aiuti di Stato e possono essere attuate dagli Stati membri senza che sia necessaria l’approvazione della Commissione ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato. In tutti questi casi, gli Stati membri possono intervenire immediatamente.

Quando si applicano le norme in materia di aiuti di Stato, gli Stati membri possono elaborare ampie misure di aiuto a sostegno di imprese o settori specifici che risentono delle conseguenze dell’epidemia di coronavirus, in linea con la vigente disciplina dell’UE in materia di aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19che illustra queste possibilità.

A tale riguardo, ad esempio:

  • gli Stati membri possono compensare (sotto forma di regimi) determinate imprese o determinati settori per i danni subiti causati direttamente da eventi eccezionali, quali quelli provocati dall’epidemia di coronavirus. Lo prevede l’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del TFUE.
  • Le norme in materia di aiuti di Stato basate sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE consentono agli Stati membri di aiutare le imprese a far fronte alla carenza di liquidità e se necessitano di aiuti al salvataggio urgenti.
  • A ciò si può aggiungere un’ampia gamma di misure supplementari, come quelle a norma del regolamento “de minimis” e del regolamento generale di esenzione per categoria, che possono essere varate dagli Stati membri anche immediatamente, senza il coinvolgimento della Commissione.

In situazioni economiche particolarmente gravi, come quella in cui si trovano attualmente tutti gli Stati membri e il Regno Unito a causa dell’emergenza coronavirus, le norme dell’UE sugli aiuti di Stato consentono agli Stati membri di concedere sostegno per porre rimedio a un grave turbamento della loro economia. Ciò è previsto dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

Il 19 marzo 2020 la Commissione ha adottato un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, basato sull’articolo 107, paragrafo 3), lettera b), del TFUE, che consente agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza determinata dal coronavirus. Il quadro temporaneo, modificato il 3 aprile, l’8 maggio, il 29 giugno e il 13 ottobre 2020, prevede che gli Stati membri possano concedere i tipi di aiuti seguenti: i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e acconti; ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese; iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese, compresi prestiti subordinati; iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale; v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine; vi) sostegno alle attività di ricerca e sviluppo in materia di coronavirus; vii) sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova; viii) sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus; ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali; x) sostegno mirato sotto forma di sovvenzioni salariali per i dipendenti; xi) sostegno mirato sotto forma di strumenti di capitale e/o strumenti ibridi di capitale; xii) Sostegno mirato per i costi fissi non coperti delle imprese.

Il quadro temporaneo sarà in vigore fino alla fine di giugno 2021. Esclusivamente per le misure di ricapitalizzazione, la Commissione ha prorogato tale periodo fino alla fine del settembre 2021, poiché i problemi di solvibilità potrebbero manifestarsi solo in una fase successiva con l’evolversi della crisi. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tali date se il quadro debba essere prorogato.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.59188 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato State Aid Weekly e-News.

Ulteriori informazioni sul quadro temporaneo e su altri interventi adottati dalla Commissione per affrontare l’impatto economico dell’emergenza coronavirus sono disponibili  qui.

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Accordo sugli scambi e la cooperazione tra l’UE e il Regno Unito: protezione degli interessi europei, garanzie di concorrenza leale e prosecuzione della cooperazione negli ambiti di interesse comune

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Dopo intensi negoziati, la Commissione europea ha raggiunto un accordo con il Regno Unito sulle condizioni della sua futura cooperazione con l’Unione europea.

 

 

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “È stato lavoro ben speso lottare per questa intesa, perché ora abbiamo un accordo equo ed equilibrato con il Regno Unito, che proteggerà gli interessi europei, garantirà una concorrenza leale e assicurerà la necessaria prevedibilità alle comunità della pesca. Possiamo finalmente lasciarci alle spalle la Brexit e volgere lo sguardo al futuro. L’Europa prosegue il suo cammino.”

Michel Barnier, Capo negoziatore della Commissione europea, ha dichiarato: “Siamo giunti al termine di quattro anni molto intensi, in particolare per quanto riguarda gli ultimi nove mesi durante i quali abbiamo negoziato il recesso ordinato del Regno Unito dall’UE e un partenariato completamente nuovo, che abbiamo finalmente concordato oggi. La protezione dei nostri interessi è stata la nostra preoccupazione principale durante tutti questi negoziati e sono lieto di quanto abbiamo conseguito. Spetta ora al Parlamento europeo e al Consiglio pronunciarsi su questo accordo.”

Il progetto di accordo sugli scambi e la cooperazione comprende tre pilastri principali.

  • Un accordo di libero scambio: un nuovo partenariato economico e sociale con il Regno Unito
    • L’accordo riguarda non solo gli scambi di merci e servizi ma anche un’ampia gamma di altri settori di interesse dell’Unione, quali gli investimenti, la concorrenza, gli aiuti di Stato, la trasparenza fiscale, i trasporti aerei e stradali, l’energia e la sostenibilità, la pesca, la protezione dei dati e il coordinamento in materia di sicurezza sociale.
    • Dispone l’assenza di tariffe e contingenti su tutte le merci conformi alle opportune regole in materia di origine.
    • Entrambe le parti si sono impegnate a garantire una solida parità di trattamento mediante la salvaguardia di livelli elevati di protezione in settori quali la tutela dell’ambiente, la lotta contro i cambiamenti climatici e la fissazione del prezzo del carbonio, i diritti sociali e del lavoro, la trasparenza fiscale e gli aiuti di Stato, con un’efficace applicazione delle regole a livello nazionale, un meccanismo vincolante di risoluzione delle controversie e la possibilità, aperta a entrambe le parti, di adottare misure correttive.
    • L’Unione europea e il Regno Unito hanno concordato un nuovo quadro per la gestione comune delle risorse ittiche nelle acque di pertinenza. Il Regno Unito potrà imprimere ulteriore sviluppo alle attività di pesca britanniche, mentre saranno salvaguardate le attività e le fonti di sussistenza delle comunità della pesca europee, in uno spirito di conservazione delle risorse naturali.
    • In merito ai trasporti l’accordo prevede che la connettività per via aerea, stradale, ferroviaria e marittima prosegua ininterrotta e in modo sostenibile, anche se l’accesso ai mercati si ridurrà rispetto alle opportunità offerte dal mercato unico. Sono comprese disposizioni volte a garantire che la concorrenza tra gli operatori dell’UE e del Regno Unito avvenga in condizioni paritarie, in modo da non compromettere i diritti dei passeggeri e dei lavoratori né la sicurezza dei trasporti.
    • In materia di energia l’accordo fornisce un nuovo modello per gli scambi e l’interconnettività, con garanzie di concorrenza aperta e leale, anche per quanto riguarda le norme di sicurezza per le attività offshore e la produzione di energia rinnovabile.
    • Nel coordinamento della sicurezza sociale l’accordo è finalizzato a garantire una serie di diritti dei cittadini dell’Unione e di quelli del Regno Unito. Tali disposizioni riguardano i cittadini dell’UE che lavorano nel Regno Unito, vi si recano o vi si trasferiscono, e i cittadini del Regno Unito che lavorano nell’UE, vi si recano o vi si trasferiscono dopo il 1º gennaio 2021.
    • Infine l’accordo permette al Regno Unito di continuare a partecipare a diversi programmi faro dell’Unione europea nel periodo 2021-2027 (a condizione di un contributo finanziario del Regno Unito al bilancio dell’UE), quali Orizzonte Europa.
  • Un nuovo partenariato per la sicurezza dei nostri cittadini
    • L’accordo sugli scambi e la cooperazione stabilisce un nuovo quadro in materia di cooperazione delle autorità di contrasto e giudiziarie in materia penale e civile. Riconosce la necessità di un’intensa cooperazione tra le polizie e le autorità giudiziarie nazionali, in particolare per combattere e perseguire penalmente il crimine e il terrorismo transfrontalieri. Istituisce nuove capacità operative, tenendo conto del fatto che il Regno Unito, in quanto paese terzo al di fuori dell’area Schengen, non disporrà delle strutture su cui poteva contare prima. La cooperazione in materia di sicurezza può essere sospesa in caso di violazioni da parte del Regno Unito dell’impegno di mantenere l’adesione alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e di vegliare sul suo rispetto a livello nazionale.

 

  • Un accordo orizzontale in materia di governance: un quadro che resiste alla prova del tempo
    • Per offrire la massima certezza del diritto alle imprese, ai consumatori e ai cittadini, un capitolo dedicato alla governance chiarisce con quali modalità l’accordo sarà gestito e controllato. Istituisce inoltre un consiglio di partenariato misto incaricato di accertarsi che l’accordo sia applicato e interpretato correttamente, che discuterà tutte le questioni che dovessero presentarsi.
    • Meccanismi vincolanti di applicazione delle norme e di risoluzione delle controversie garantiranno il rispetto dei diritti delle imprese, dei consumatori e dei singoli. Ciò significa che le imprese nell’Unione europea e nel Regno Unito saranno in concorrenza in condizioni paritarie e nessuna delle due parti farà uso della propria autonomia normativa per concedere sovvenzioni sleali o creare distorsioni della concorrenza.
    • Entrambe le parti potranno in caso di violazioni dell’accordo adottare misure ritorsive settoriali, che si applicheranno a tutti i settori del partenariato economico.

 

La politica estera, la sicurezza esterna e la cooperazione in materia di difesa non sono contemplate dall’accordo in quanto il Regno Unito non ha voluto negoziare tali temi. A partire dal 1º gennaio 2021 non vi sarà pertanto alcun quadro concordato tra il Regno Unito e l’UE per elaborare e coordinare le risposte comuni alle sfide di politica estera, ad esempio l’istituzione di sanzioni nei confronti di cittadini o attività economiche di paesi terzi.

L’accordo sugli scambi e la cooperazione contempla un certo numero di settori di interesse dell’Unione. Il documento va molto più oltre dei normali accordi di libero scambio e fornisce una solida base per conservare la nostra amicizia e cooperazione di lunga data. Salvaguarda l’integrità del mercato unico e l’indivisibilità delle quattro libertà (persone, merci, servizi e capitali). Rispecchia il fatto che il Regno Unito sta abbandonando l’ecosistema dell’Unione di norme e di meccanismi di vigilanza e di applicazione delle norme comuni, e pertanto non potrà più beneficiare dei vantaggi derivanti dall’appartenenza all’UE o dal mercato unico. L’accordo non assicura in alcun modo gli importanti vantaggi di cui il Regno Unito ha goduto in qualità di Stato membro dell’UE.

Sono imminenti cambiamenti importanti: preparazioni per il 1º gennaio 2021

Anche con il nuovo accordo sugli scambi e la cooperazione tra l’UE e il Regno Unito vi saranno cambiamenti importanti a partire dal 1º gennaio 2021.

A tale data il Regno Unito lascerà il mercato unico e l’unione doganale dell’UE insieme a tutte le politiche dell’Unione europea e agli accordi internazionali. Avrà fine la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali tra il Regno Unito e l’Unione europea.

L’Unione europea e il Regno Unito costituiranno due mercati distinti e due spazi separati dal punto di vista normativo e giuridico. Ciò creerà ostacoli, al momento inesistenti, agli scambi di beni e servizi e alla mobilità e agli scambi transfrontalieri, in entrambe le direzioni.

L’accordo di recesso

L’accordo di recesso rimane in vigore e protegge tra l’altro i diritti dei cittadini dell’Unione europea e di quelli del Regno Unito, gli interessi finanziari dell’Unione e, elemento fondamentale, la pace e la stabilità sull’isola d’Irlanda. L’attuazione completa e tempestiva di questo accordo ha costituito una priorità assoluta per l’Unione europea.

Grazie a intensi dibattiti tra l’Unione europea e il Regno Unito in sede di comitato misto e nei diversi comitati specializzati, l’accordo di recesso – e in particolare il protocollo su Irlanda/Irlanda del Nord – sarà attuato a partire dal 1º gennaio.

Il 17 dicembre si è riunito il Comitato misto UE-Regno Unito per approvare tutte le decisioni formali e le altre soluzioni pratiche relative all’attuazione dell’accordo di recesso. Nell’ambito di queste soluzioni concordate il Regno Unito ha ritirato le disposizioni controverse del progetto di legge sul mercato interno e si è impegnato a non introdurre disposizioni analoghe nel progetto di legge fiscale.

Prossime tappe

L’entrata in applicazione dell’accordo sugli scambi e la cooperazione riveste particolare urgenza.

  • Il Regno Unito, in quanto ex Stato membro, ha diffusi legami con l’Unione in un’ampia gamma di settori economici e di altro tipo. In assenza di un quadro normativo applicabile per disciplinare le relazioni tra l’Unione e il Regno Unito dopo il 31 dicembre 2020, tali relazioni saranno perturbate in modo significativo, a detrimento dei singoli, delle imprese e di altri portatori di interessi.
  • È stato possibile concludere i negoziati solo in una fase molto tardiva e poco prima della scadenza del periodo di transizione. Questa tempistica non dovrebbe compromettere il diritto di controllo democratico del Parlamento europeo sancito dai trattati.
  • Alla luce di tali circostanze eccezionali la Commissione propone di applicare l’accordo in via provvisoria per un periodo limitato, fino al 28 febbraio 2021.

La Commissione presenterà celermente proposte di decisioni del Consiglio relative alla firma e all’applicazione provvisoria e alla conclusione dell’accordo.

Il Consiglio, agendo all’unanimità tra tutti i 27 Stati membri, dovrà quindi adottare una decisione che autorizzi la firma dell’accordo e la sua applicazione provvisoria dal 1º gennaio 2021. A conclusione di tale processo potrà essere firmato formalmente l’accordo sugli scambi e la cooperazione tra l’UE e il Regno Unito.

Il Parlamento europeo sarà quindi invitato a pronunciarsi sull’approvazione dell’accordo.

Quale ultima fase di competenza dell’UE, il Consiglio dovrà adottare la decisione sulla conclusione dell’accordo.

 

Maggiori informazioni

Ulteriori informazioni sul recesso del Regno Unito dall’Unione europea e sull’accordo di recesso

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Aiuti di Stato: la Commissione approva il regime italiano da 130 milioni di € volto a compensare le compagnie aeree per i danni subiti a causa della pandemia di coronavirus

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Le autorità italiane potranno compensare le compagnie aeree per le perdite causate direttamente dalla pandemia di COVID-19 e dalle restrizioni di viaggio che l’Italia e altri paesi hanno dovuto applicare al fine di limitare la diffusione del coronavirus tra il 1º marzo 2020 e il 15 giugno 2020

 

 

La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato, il regime italiano da 130 milioni di € volto compensare le compagnie aeree per i danni subiti a causa della pandemia di coronavirus.

Nell’ambito del regime, le autorità italiane potranno compensare le compagnie aeree per le perdite causate direttamente dalla pandemia di COVID-19 e dalle restrizioni di viaggio che l’Italia e altri paesi hanno dovuto applicare al fine di limitare la diffusione del coronavirus tra il 1º marzo 2020 e il 15 giugno 2020. Il sostegno assumerà la forma di sovvenzioni dirette. Il regime prevede un meccanismo di recupero, in base al quale qualsiasi eventuale sostegno pubblico superiore ai danni effettivamente subiti dai beneficiari dovrà essere restituito allo Stato italiano. È pertanto escluso il rischio che l’aiuto di Stato superi il danno.

La Commissione ha valutato la misura ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che le consente di approvare misure di aiuto di Stato concesse dagli Stati membri per compensare determinate società o determinati settori (sotto forma di regimi) per i danni direttamente arrecati da eventi eccezionali, come la pandemia di COVID-19. La Commissione ha constatato che la misura italiana è proporzionata, in quanto la compensazione prevista non va al di là di quanto necessario per risarcire il danno, e che compenserà i danni direttamente connessi alla pandemia di coronavirus. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

Una volta risolte le questioni di riservatezza, maggiori informazioni saranno disponibili sul sito web della DG Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi con il riferimento SA.59029.

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