Spazio: nuova funzione esclusiva di Galileo – il servizio di collegamento di ritorno

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Oggi è la Giornata internazionale dei segnalatori di ricerca e salvataggio, detta anche  “406 Day”. In questa giornata si ricorda ai proprietari dei segnalatori da 406 MHz di testare i loro apparecchi, controllare le batterie e aggiornare la registrazione.

Oggi è la Giornata internazionale dei segnalatori di ricerca e salvataggio, detta anche  “406 Day”. In questa giornata si ricorda ai proprietari dei segnalatori da 406 MHz di testare i loro apparecchi, controllare le batterie e aggiornare la registrazione. In particolare, oggi la Commissione, insieme ai suoi partner (tra gli altri, l’Agenzia del GNSS europeo (GSA) e l’Agenzia spaziale europea (ESA)) è orgogliosa di celebrare il contributo europeo a questo sforzo internazionale con  l’installazione di ricevitori di emergenza a bordo dei satelliti Galileo. Ciò consentirà di raggiungere picchi mai raggiunti finora nella velocità di rilevamento dei segnali di emergenza e nella localizzazione della posizione delle persone in pericolo.

Thierry Breton, Commissario responsabile per il Mercato interno, ha dichiarato: “Ad oggi Galileo mette a disposizione più satelliti per il rilevamento e la localizzazione degli allarmi di emergenza rispetto a qualsiasi altra costellazione nel mondo.  Si tratta di un grande successo europeo il quale dimostra che l’Europa non è solo un’importante potenza spaziale, ma anche un attore che lavora costantemente per il benessere delle persone”. La più recente funzione fornita da Galileo è il servizio di collegamento di ritorno (Return Link Service): grazie a questa caratteristica unica, l’utente in pericolo riceve sul proprio segnalatore un’indicazione di conferma che il segnale di emergenza proveniente dal proprio apparecchio è stato ricevuto e la sua posizione è stata individuata. A poco più di un anno dalla sua introduzione, nel marzo 2021 il servizio di collegamento di ritorno Galileo è stata approvata dal Consiglio Cospas-Sarsat il quale ne ha così certificato la transizione verso la piena capacità operativa e la disponibilità a livello mondiale. Per l’occasione, la Commissione ha inviato ad oltre 250 unità operative di ricerca e salvataggio un invito a comunicare le proprie opinioni ed aspettative in materia, in modo che i prossimi sviluppi di Galileo/SAR rispondano il più possibile alle loro esigenze operative, con l’obiettivo di salvare ancora più vite umane in futuro. Per maggiori informazioni leggere qui.

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Migrazione: il commissario Johansson partecipa alla riunione della rete europea sull’integrazione dedicata al ruolo e alle condizioni di lavoro dei lavoratori migranti

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Questo pomeriggio la Commissaria per gli Affari interni Ylva Johansson, insieme alla ministra di Stato portoghese per la presidenza, Mariana Vieira da Silva, inaugurerà la riunione virtuale della rete europea sull’integrazione.

L’evento, organizzato in collaborazione con la presidenza portoghese del Consiglio, sarà dedicata ai modi per affrontare l’impatto della pandemia di COVID-19 sulle condizioni di lavoro dei lavoratori migranti e per coinvolgerli nella ripresa economica.

L’evento virtuale offrirà inoltre l’opportunità di discutere le sfide e le opportunità della transizione digitale sul luogo di lavoro, nonché la precarietà del lavoro, lo sfruttamento e l’impatto specifico della pandemia sulle donne migranti. La Commissario Johansson ha dichiarato: “I lavoratori migranti sono in prima linea nella risposta alla COVID-19: ben il 13 % dei lavoratori chiave del settore sono nati al di fuori del loro Stato membro. Molti di loro si trovano però in situazioni di lavoro precario, spesso a causa di condizioni di lavoro disagiate, senza accesso alle indennità di malattia e ai dispositivi di sicurezza. Ora più che mai dobbiamo proteggere tutti i lavoratori. Non possiamo combattere il virus senza migranti. E senza i migranti le nostre economie non ripartiranno.” La rete europea per l’integrazione riunisce rappresentanti delle autorità pubbliche nazionali di tutti gli Stati membri dell’UE nonché dell’Islanda e della Norvegia per scambiare conoscenze e competenze nel settore dell’integrazione. Maggiori informazioni sulla rete sono disponibili qui.

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Unione europea della salute: la Commissione pubblica una consultazione sulla revisione della legislazione farmaceutica generale

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La Commissione ha avviato il processo di revisione della legislazione farmaceutica generale, lanciando così una delle iniziative faro della strategia farmaceutica per l’Europa.

 

La Commissione ha avviato il processo di revisione della legislazione farmaceutica generale, lanciando così una delle iniziative faro della strategia farmaceutica per l’Europa. Per le prossime quattro settimane, il pubblico e i portatori d’interesse sono invitati aesprimere il proprio parere sulla tabella di marcia congiunta e sulla valutazione d’impatto iniziale. Adottata lo scorso novembre, quale pilastro dell’Unione europea della sanità, la strategia farmaceutica è un progetto ambizioso mirato a incentrare ancor più il sistema farmaceutico europeo sulla centralità del paziente, adeguarlo alle esigenze future e renderlo resistente alle crisi.

La strategia terrà conto anche degli insegnamenti tratti dalla pandemia di COVID-19, che ha chiaramente dimostrato quanto sia fondamentale garantire un accesso tempestivo a medicinali sicuri, di alta qualità e a prezzi accessibili. Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “La strategia farmaceutica per l’Europa è una pietra angolare di un’Unione europea della salute più forte. Per garantire che tutti i pazienti abbiano accesso a medicinali sicuri, di alta qualità e a prezzi accessibili serve una legislazione farmaceutica adeguata al mondo odierno. Questa è l’occasione per tutti, cittadini e portatori d’interesse, di partecipare a questa ambiziosa riforma e di aiutarci a rimodellare e rafforzare la nostra legislazione.” Nei prossimi mesi la Commissione valuterà l’attuale legislazione farmaceutica generale e valuterà l’impatto di eventuali modifiche volte ad affrontare i problemi evidenziati dalla tabella di marcia. Seguirà la fase di follow-up, incentrata su una consultazione pubblica che verrà lanciata nel secondo semestre del 2021. La Commissione intende presentare una proposta legislativa di revisione della legislazione farmaceutica generale entro la fine del 2022. La tabella di marcia sarà accessibile per quattro settimane, fino al 27 aprile 2021.

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La Commissione eroga ulteriori 13 miliardi di € a 6 Stati membri nell’ambito di SURE

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La Commissione europea ha erogato 13 miliardi di € a 6 Stati membri dell’UE nella sesta tranche di sostegno finanziario a titolo dello strumento SURE. Si tratta della terza erogazione del 2021.

 

La Commissione europea ha erogato 13 miliardi di € a 6 Stati membri dell’UE nella sesta tranche di sostegno finanziario a titolo dello strumento SURE. Si tratta della terza erogazione del 2021.  Nell’ambito delle operazioni odierne, la Cechia ha ricevuto 1 miliardo di €, il Belgio 2,2 miliardi di €, la Spagna 4,06 miliardi di €, l’Irlanda 2,47 miliardi di €, l’Italia 1,87 miliardi di € e la Polonia 1,4 miliardi di €. È la prima volta che l’Irlanda riceve finanziamenti nell’ambito di questo strumento. Gli altri 5 paesi dell’UE hanno già beneficiato di prestiti nel quadro di SURE.

I prestiti aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell’occupazione. Nello specifico, li aiuteranno a coprire i costi direttamente connessi al finanziamento dei regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo e di altre misure analoghe, anche rivolte ai lavoratori autonomi, introdotte in risposta alla pandemia di coronavirus. Le erogazioni odierne sono state precedute dalla sesta emissione di obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE, che ha riscontrato un notevole interesse da parte degli investitori.

Finora 17 Stati membri dell’UE hanno ricevuto un totale di 75,5 miliardi di € sotto forma di prestiti back-to-back nell’ambito dello strumento SURE. Una panoramica degli importi erogati finora e delle diverse scadenze delle obbligazioni è disponibile online qui.

Complessivamente, in base alla proposta della Commissione, 19 paesi dell’UE riceveranno 94,3 miliardi di € di sostegno finanziario nell’ambito di SURE. Tale importo comprende gli ulteriori 3,7 miliardi di € proposti oggi dalla Commissione a favore di 6 Stati membri. Gli importi totali per Stato membro sono disponibili online qui. Gli Stati membri possono ancora presentare richieste di sostegno finanziario nell’ambito di SURE, la cui dotazione complessiva arriva fino a 100 miliardi di €.

Per far fronte alle richieste pendenti degli Stati membri per il 2021, nel secondo trimestre del 2021 la Commissione raccoglierà dai mercati altri 13-15 miliardi di €.

Più avanti nel corso dell’anno la Commissione prevede anche di dare il via ai prestiti nell’ambito di Next Generation EU, lo strumento per la ripresa da 750 miliardi di € per contribuire a costruire un’Europa più verde, digitale e resiliente.

Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: “La crisi colpisce duramente molti lavoratori, che temono per il loro posto di lavoro. È per questo motivo che abbiamo varato lo strumento SURE, con l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di € in prestiti per finanziare i regimi di riduzione dell’orario lavorativo in tutta l’UE. Oggi eroghiamo una nuova tranche di 13 miliardi di € nell’ambito di SURE a sostegno di lavoratori e imprese in 6 Stati membri. In questo modo contribuiamo a proteggere l’occupazione e a rendere possibile una più rapida ripresa delle economie dalla crisi.”

Johannes Hahn, Commissario responsabile per il Bilancio e l’amministrazione, ha dichiarato: “Siamo sulla buona strada per aiutare le imprese e le persone a far fronte a questi tempi difficili. Abbiamo già erogato tre quarti dei fondi impegnati per il programma SURE. A breve, nel secondo trimestre, saranno disponibili ulteriori risorse finanziarie.”

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “Di fronte a una pandemia i cui effetti continuano a gravare sulle nostre economie, la Commissione eroga oggi un ulteriore notevole sostegno finanziario a favore di 6 paesi, tra cui l’Irlanda, che ne beneficia per la prima volta. Si tratta di un contributo fondamentale agli sforzi nazionali per sostenere i lavoratori in questi tempi difficili. SURE è una storia di successo europea di cui sono orgoglioso.”

Contesto

Il 23 marzo 2021 la Commissione europea ha emesso la sesta tranche di obbligazioni sociali nell’ambito dello strumento SURE dell’UE.

L’emissione comprende due obbligazioni, una da 8 miliardi di € con scadenza a marzo 2026 e una da 5 miliardi di € con scadenza a maggio 2046.

Le obbligazioni hanno suscitato un forte interesse da parte di un’ampia gamma di investitori, il che ha permesso di ottenere condizioni di prezzo favorevoli che la Commissione sta trasmettendo direttamente agli Stati membri beneficiari.

Le obbligazioni emesse dall’UE a titolo dello strumento SURE ricevono l’etichetta di “obbligazioni sociali”. Ciò garantisce agli investitori in tali obbligazioni che i fondi così mobilitati saranno realmente destinati a scopi sociali.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione introduttiva sulla sesta emissione di obbligazioni

Regolamento SURE

Scheda informativa SURE – Supporto agli Stati membri per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori

Domande e risposte: la Commissione propone SURE

Risposta al coronavirus

Quadro per le obbligazioni sociali

Sito web SURE

Sito web “EU as a borrower”

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Anno europeo delle ferrovie 2021: in partenza il “Connecting Europe Express”

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L’iniziativa “Connecting Europe Express”, una delle più visibili tra quelle previste nel quadro dell’Anno europeo delle ferrovie 2021, è stata presentata oggi durante la conferenza ufficiale di avvio dell’Anno europeo delle ferrovie, organizzata in collaborazione con la presidenza portoghese del Consiglio dell’UE.

L’evento si svolge alla vigilia di una riunione informale dei ministri dei trasporti dell’UE incentrata sui diversi modi per accelerare il trasferimento modale verso la ferrovia. A partire dall’inizio di settembre, facendo tappa nella maggior parte delle capitali europee, il “Connecting Europe Express” promuoverà i numerosi vantaggi del trasporto ferroviario —per i passeggeri, per il trasporto delle merci e per l’ambiente.

Il progetto punta anche ad attirare l’attenzione sull’importanza dei finanziamenti per le infrastrutture sostenibili come le ferrovie e sul sostegno dell’UE a tali investimenti, anche attraverso il meccanismo per collegare l’Europa. L’iniziativa nasce dall’eccellente cooperazione tra operatori ferroviari europei e gestori dell’infrastruttura ferroviaria. Adina Vălean, Commissaria per i Trasporti, ha dichiarato: “Il Connecting Europe Express simboleggia la forza unificatrice delle ferrovie in Europa, che da secoli collegano città e regioni di tutto il continente, e rappresenta un’opportunità per unire le forze del settore ferroviario in generale, delle organizzazioni della società civile degli enti locali e regionali, oltre che di altri soggetti, al fine di promuovere il trasporto ferroviario come servizio di mobilità transeuropea sostenibile e intelligente.”

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Aiuti di Stato: La Commissione approva un aiuto di 24,7 milioni di € stanziato dall’Italia per compensare Alitalia per gli ulteriori danni subiti a causa della pandemia di coronavirus

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La Commissione europea ritiene che l’importo di 24,7 milioni di € stanziato dall’Italia a favore di Alitalia sia conforme alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

 

 

La Commissione europea ritiene che l’importo di 24,7 milioni di € stanziato dall’Italia a favore di Alitalia sia conforme alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato. Tale misura mira a compensare la compagnia aerea per i danni subiti su determinate rotte a causa della pandemia di coronavirus tra il 1° novembre e il 31 dicembre 2020.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “L’emergenza coronavirus e le restrizioni per limitarne la diffusione stanno durando più a lungo di quanto sperassimo. La misura approvata oggi consente all’Italia di compensare ulteriormente i danni diretti subiti da Alitalia tra novembre e dicembre 2020 a causa di tali restrizioni. Continuiamo a collaborare strettamente con tutti gli Stati membri per garantire che le misure di sostegno nazionali possano essere attuate in modo coordinato ed efficace, in linea con le norme dell’UE. Allo stesso tempo, continuano le nostre indagini sulle misure di sostegno adottate in passato a favore di Alitalia e siamo in contatto con le autorità italiane, con cui scambiamo informazioni relative ai loro piani e al rispetto delle norme dell’UE.”

Le restrizioni adottate sia in Italia che negli altri paesi per limitare la diffusione della seconda ondata della pandemia hanno inciso pesantemente sulle attività di Alitalia. L’Italia ha notificato alla Commissione un’altra misura di aiuto destinata a compensare Alitalia per gli ulteriori danni subiti su determinate rotte dal 1° novembre 2020 al 31 dicembre 2020 a causa delle misure di emergenza necessarie per limitare la diffusione del virus. Ciò fa seguito alle decisioni della Commissione del 4 settembre 2020 e del 29 dicembre 2020 di approvare le misure con le quali l’Italia intendeva compensare Alitalia per i danni subiti a causa delle restrizioni governative, rispettivamente tra il 1º marzo 2020 e il 15 giugno 2020 e tra il 16 giugno e il 31 ottobre 2020.

La Commissione ha valutato la misura ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che consente alla Commissione di approvare misure di aiuto di Stato concesse dagli Stati membri per compensare talune imprese o settori per ovviare ai danni direttamente arrecati da eventi eccezionali. La Commissione ritiene che la pandemia di coronavirus rappresenti un evento eccezionale, trattandosi di un fenomeno straordinario e imprevedibile con significative ricadute economiche. Di conseguenza, gli interventi eccezionali compiuti dallo Stato membro per compensare i danni connessi all’epidemia sono giustificati.

La Commissione ritiene che la misura adottata dall’Italia compenserà Alitalia per i danni subiti direttamente riconducibili alla pandemia di coronavirus, in quanto la perdita di redditività sulle rotte ammissibili dovuta alle misure di contenimento durante il periodo in questione può essere considerata un danno direttamente connesso all’evento eccezionale. Essa ha inoltre ritenuto che la misura sia proporzionata, in quanto l’analisi quantitativa rotta per rotta presentata dall’Italia identifica adeguatamente i danni riconducibili alle misure di contenimento e, pertanto, il risarcimento non va oltre lo stretto necessario per compensare i danni su tali rotte.

Su tale base, la Commissione ha concluso che la misura supplementare adottata dall’Italia per la compensazione dei danni è conforme alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato.

Contesto

Sulla base delle denunce ricevute, il 23 aprile 2018 la Commissione ha avviato un procedimento di indagine formale sui 900 milioni di € di prestiti che l’Italia aveva concesso ad Alitalia nel 2017. Il 28 febbraio 2020 la Commissione ha avviato un procedimento di indagine formale distinto per un ulteriore prestito di 400 milioni di € concessi dall’Italia nell’ottobre 2019. Entrambe le indagini sono in corso.

Il sostegno finanziario con fondi UE o nazionali concesso ai servizi sanitari o ad altri servizi pubblici per far fronte alla situazione dovuta al coronavirus non è soggetto al controllo sugli aiuti di Stato. Lo stesso vale per qualsiasi sostegno finanziario pubblico fornito direttamente ai cittadini. Analogamente, le misure di sostegno pubblico a disposizione di tutte le imprese, ad esempio le integrazioni salariali e la sospensione del pagamento delle imposte sulle società, dell’IVA o dei contributi sociali, non sono soggette al controllo degli aiuti di Stato e possono essere attuate dagli Stati membri senza che sia necessaria l’approvazione della Commissione ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato. In tutti questi casi, gli Stati membri possono intervenire immediatamente.

Quando si applicano le norme in materia di aiuti di Stato, gli Stati membri possono elaborare ampie misure di aiuto a sostegno di imprese o settori specifici che risentono delle conseguenze dell’epidemia di coronavirus, in linea con la vigente disciplina dell’UE in materia di aiuti di Stato. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una Comunicazione relativa a una risposta economica coordinata all’emergenza COVID-19 che illustra queste possibilità.

A tale riguardo, ad esempio:

  • gli Stati membri possono compensare (sotto forma di regimi) determinate imprese o determinati settori per i danni subiti causati direttamente da eventi eccezionali, quali quelli provocati dall’epidemia di coronavirus. Ciò è previsto dall’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), TFUE.
  • Le norme in materia di aiuti di Stato basate sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE consentono agli Stati membri di aiutare le imprese a far fronte alla carenza di liquidità e se necessitano di aiuti al salvataggio urgenti.
  • A ciò si può aggiungere un’ampia gamma di misure supplementari, come quelle a norma del regolamento “de minimis” e del regolamento generale di esenzione per categoria, che possono essere varate dagli Stati membri anche immediatamente, senza che la Commissione debba intervenire.

In situazioni economiche particolarmente gravi, come quella in cui si trovano attualmente tutti gli Stati membri a causa dell’emergenza coronavirus, le norme dell’UE sugli aiuti di Stato consentono agli Stati membri di concedere aiuti per porre rimedio a un grave turbamento della loro economia. Ciò è previsto dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE.

Il 19 marzo 2020 la Commissione ha adottato un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, basato sull’articolo 107, paragrafo 3), lettera b), TFUE, che consente agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza determinata dal coronavirus. Il quadro, modificato il 3 aprile, l’8 maggio, il 29 giugno e il 13 ottobre 2020 e il 28 gennaio 2021, prevede che gli Stati membri possano concedere i tipi di aiuti seguenti: i) sovvenzioni dirette, conferimenti di capitale, agevolazioni fiscali selettive e acconti; ii) garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese; iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese, compresi prestiti subordinati; iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale; v) assicurazione pubblica del credito all’esportazione a breve termine; vi) sostegno alle attività di ricerca e sviluppo in materia di coronavirus; vii) sostegno alla costruzione e all’ammodernamento di impianti di prova; viii) sostegno alla produzione di prodotti per far fronte alla pandemia di coronavirus; ix) sostegno mirato sotto forma di differimento del pagamento delle imposte e/o di sospensione del versamento dei contributi previdenziali; x) sostegno mirato sotto forma di sovvenzioni salariali per i dipendenti; xi) sostegno mirato sotto forma di strumenti di capitale e/o strumenti ibridi di capitale; xii) sostegno per i costi fissi non coperti per le imprese che devono far fronte a un calo del fatturato nel contesto della pandemia di coronavirus.

Il quadro temporaneo rimarrà in vigore fino alla fine di dicembre 2021. Al fine di garantire la certezza del diritto, la Commissione valuterà prima di tale data se il quadro debba essere prorogato.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.61676 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della DG Concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni relative agli aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di concorrenza (Competition Weekly e-News).

Ulteriori informazioni sul quadro temporaneo e su altri interventi adottati dalla Commissione per affrontare l’impatto economico dell’emergenza coronavirus sono disponibili qui.

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“UE per la salute”: soddisfazione della Commissione per l’entrata in vigore del programma

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La Commissione plaude all’entrata in vigore in data odierna del programma “UE per la salute” (EU4Health), che fa seguito all’adozione da parte del Consiglio del 17 marzo e al voto sul programma espresso dal Parlamento europeo il 9 marzo.

 

La Commissione plaude all’entrata in vigore in data odierna del programma “UE per la salute” (EU4Health), che fa seguito all’adozione da parte del Consiglio del 17 marzo e al voto sul programma espresso dal Parlamento europeo il 9 marzo. L’entrata in vigore del programma segna la tappa conclusiva verso la messa a disposizione di 5,1 miliardi di € per rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari e promuovere l’innovazione nel settore sanitario. “UE per la salute” contribuirà in modo significativo alla ripresa post COVID-19 migliorando la salute della popolazione dell’UE, sostenendo la lotta contro le minacce sanitarie a carattere transfrontaliero e potenziando la preparazione e la capacità dell’UE di rispondere efficacemente alle crisi sanitarie future nel quadro della costruzione di una solida Unione europea della salute.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Oggi iniziamo a tracciare un nuovo corso della politica sanitaria dell’UE. L’entrata in vigore del programma “UE per la salute” ci fornirà gli strumenti per apportare cambiamenti durevoli nell’ambito della salute pubblica. La dotazione senza precedenti del programma, pari a 5,1 miliardi di €, ci consentirà di effettuare investimenti mirati per migliorare la nostra preparazione alle crisi e costruire sistemi sanitari più forti, più resilienti e maggiormente accessibili. Queste sono le legittime aspettative che i nostri cittadini ripongono in un’Unione europea della salute.”

“UE per la salute” è un ambizioso programma di finanziamento mirato per il periodo 2021-2027, volto a garantire un livello elevato di protezione della salute umana in tutte le politiche e le attività dell’Unione in linea con l’approccio “One Health”. Il programma, proposto dalla Commissione il 28 maggio 2020, è la risposta dell’UE alla COVID-19, che ha avuto un forte impatto sul personale medico e sanitario, sui pazienti e sui sistemi sanitari dell’UE. “UE per la salute”, il più ampio programma mai realizzato dall’UE in ambito sanitario in termini di risorse finanziarie, fornirà finanziamenti ai paesi dell’UE, alle organizzazioni sanitarie e alle ONG.

“UE per la salute” si propone di:

  • migliorare e promuovere la salute nell’Unione;
  • proteggere le persone che vivono nell’Unione da gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero;
  • accrescere la disponibilità e l’accessibilità, anche in termini di costo, di medicinali, dispositivi medici e prodotti di rilevanza per le crisi;
  • potenziare i sistemi sanitari, la loro resilienza e l’uso efficiente delle risorse.

Prossime tappe

Il programma dovrebbe entrare in vigore il 26 marzo, quando sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Il primo programma di lavoro per il 2021 sarà adottato e attuato dalla Commissione a seguito di consultazioni con gli Stati membri in seno al gruppo direttivo “UE per la salute”, come stabilito nel regolamento “UE per la salute”. Il programma sarà attuato da una nuova agenzia esecutiva, l’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale, che entrerà in attività il 1° aprile.

Per ulteriori informazioni

Finanziamenti EU4Health

Unione europea della salute

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Pacchetto di strumenti per la connettività: gli Stati membri concordano le migliori pratiche per promuovere la diffusione tempestiva delle reti 5G e in fibra ottica

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Gli Stati membri dell’UE hanno concordato un pacchetto di strumenti per la connettività a livello dell’Unione, vale a dire una relazione sulle pratiche che ritengono più efficienti per realizzare reti ad altissima capacità fisse e mobili, compreso il 5G.

Gli Stati membri dell’UE hanno concordato un pacchetto di strumenti per la connettività a livello dell’Unione, vale a dire una relazione sulle pratiche che ritengono più efficienti per realizzare reti ad altissima capacità fisse e mobili, compreso il 5G. Tra queste figurano, ad esempio, deroghe per determinate opere di ingegneria civile; un portale unico online per mettere a disposizione tutte le informazioni necessarie su autorizzazioni, opere di ingegneria civile e infrastrutture; incentivi finanziari nelle aste relative allo spettro a favore di investimenti nelle reti; e misure a sostegno della connettività senza fili per consentire l’uso di tecnologie rivoluzionarie e di macchinari intelligenti nei settori manifatturiero e industriale.

Queste migliori pratiche aiuteranno gli Stati membri a garantire un accesso allo spettro 5G tempestivo e favorevole agli investimenti per gli operatori mobili e gli altri utenti, anche per le applicazioni industriali transfrontaliere, ad esempio nei settori dei trasporti, dell’energia, dell’assistenza sanitaria o dell’agricoltura. Aiuteranno inoltre gli operatori a ridurre i costi della diffusione della banda larga gigabit.

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “Nel decennio digitale tutti gli europei dovrebbero beneficiare di connessioni veloci e sicure. Dobbiamo iniziare fin da oggi a tradurre questa ambizione in realtà. Il pacchetto di strumenti per la connettività è il risultato della collaborazione tra gli Stati membri e del loro impegno a rimuovere gli ostacoli e a promuovere lo sviluppo di reti molto veloci.”

Il pacchetto di strumenti odierno fa seguito alla raccomandazione della Commissione del settembre 2020 che invitava gli Stati membri a promuovere gli investimenti nelle infrastrutture per la connettività a banda larga ad altissima capacità, compreso il 5G, che rappresentano l’elemento principale della trasformazione digitale e sono un pilastro essenziale della ripresa. All’inizio di questo mese la Commissione ha presentato una comunicazione sul decennio digitale europeo che stabilisce l’obiettivo di collegare tutte le famiglie europee a velocità gigabit e di garantire la copertura 5G in tutte le zone abitate dell’UE e lungo le principali vie di trasporto.

Il pacchetto di strumenti per la connettività si basa sulla direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga, attualmente in fase di revisione, e sul codice europeo delle comunicazioni elettroniche. Come prossimo passo, gli Stati membri dovrebbero condividere con la Commissione, entro il 30 aprile 2021, le rispettive tabelle di marcia per l’attuazione del pacchetto di strumenti. Maggiori informazioni sono disponibili qui.

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Al via i lavori per la conferenza sul futuro dell’Europa

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Con la prima riunione del comitato esecutivo di ieri sera, hanno preso ufficialmente il via i lavori per la conferenza sul futuro dell’Europa, due settimane dopo la firma della dichiarazione congiunta da parte del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, del Primo ministro portoghese António Costa, a nome della presidenza del Consiglio, e della Presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Il comitato esecutivo, composto da rappresentanti delle tre istituzioni, su un piano di parità, sovrintende ai lavori, al processo e all’organizzazione della conferenza. Nel corso della riunione, il comitato esecutivo ha concordato una serie di punti essenziali per avviare i lavori. Sono stati compiuti i primi passi per garantire che i cittadini possano presto iniziare ad apportare il loro contributo alla conferenza, in particolare attraverso una piattaforma digitale multilingue.

Dubravka Šuica, Vicepresidente della Commissione per la Democrazia e la demografia e copresidente del comitato esecutivo, ha dichiarato: “La conferenza consentirà ai cittadini di ogni angolo dell’UE, e provenienti da qualunque contesto, di condividere le loro idee, le loro speranze e i loro sogni nel plasmare il futuro dell’Unione. Si tratta di un momento storico e unico per la partecipazione dei cittadini all’Unione europea“. La dichiarazione integrale può essere letta qui.

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La Commissione europea lancia Open Research Europe, una piattaforma ad accesso aperto per gli articoli scientifici

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La piattaforma presenterà i risultati delle attività di ricerca finanziate da Orizzonte Europa, il programma di ricerca e innovazione dell’UE per il periodo 2021-2027, e dal programma precedente Orizzonte 2020.

Open Research Europe offrirà a tutti, ricercatori e cittadini, un accesso gratuito alle scoperte scientifiche più recenti. Consentirà di ovviare direttamente alle notevoli e frequenti difficoltà incontrate per la pubblicazione dei risultati scientifici, in particolare i ritardi e gli ostacoli nel riutilizzo dei risultati e i costi elevati. La piattaforma è un servizio facoltativo a disposizione dei beneficiari di Orizzonte Europa e di Orizzonte 2020, che consente loro di rispettare le prescrizioni del finanziamento per l’accesso aperto immediato e gratuito.

Sono già pervenute circa 40 pubblicazioni scientifiche, provenienti da settori di ricerca molto diversi tra loro, che sono a disposizione della comunità scientifica per lettura e esame.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Dobbiamo accelerare le scoperte scientifiche grazie a pratiche di ricerca più collaborative e aperte. Aiutando i ricercatori a pubblicare ad accesso aperto, Open Research Europe elimina gli ostacoli ai flussi di conoscenze e alimenta il dibattito scientifico. Siamo solo all’inizio. Consolideremo gradualmente la reputazione della piattaforma come sito di pubblicazione privilegiato per i ricercatori di Orizzonte 2020 e di Orizzonte Europa e ne garantiremo una profonda integrazione nello Spazio europeo della ricerca.”

Sostenere la scienza aperta e la trasparenza nel processo di pubblicazione scientifica

Nella comunicazione “Un nuovo SER per la ricerca e l’innovazione“, la Commissione introduce Open Research Europe in quanto piattaforma editoriale ad accesso aperto per la pubblicazione di ricerche finanziate da Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa in tutti i settori della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica, nonché delle scienze sociali, delle arti e delle discipline umanistiche.

Open Research Europe non si limiterà a contribuire alla pubblicazione aperta, rapida ed efficiente in termini di costi. Aiuterà anche i beneficiari di Orizzonte 2020 e di Orizzonte Europa a rispettare le condizioni di accesso aperto applicabili ai loro finanziamenti: l’accesso aperto immediato, richiesto da Orizzonte Europa, e la trasmissione automatica in un registro generale (Orizzonte 2020 consentiva invece un periodo di embargo di 6-12 mesi). Open Research Europe offrirà ai ricercatori un sito in cui pubblicare e condividere rapidamente i loro risultati e le loro conoscenze e che faciliterà discussioni aperte e costruttive sulla ricerca. La piattaforma dispone di un’ampia gamma di parametri che consentono di misurare l’impatto scientifico e sociale degli articoli e di fornire informazioni sul loro utilizzo e riutilizzo.

Nell’assumere un nuovo ruolo, la Commissione intende dare l’esempio sostenendo attivamente le pratiche della scienza aperta e promuovendo la trasparenza nel processo di pubblicazione. Intende in questo modo incoraggiare altri finanziatori, in particolare a livello nazionale, a fare altrettanto. Integrando Open Research Europe nei programmi Orizzonte 2020 e Orizzonte Europa, la Commissione porta ad un livello successivo le soluzioni innovative nella comunicazione accademica.

Contesto

Attualmente, il 91 % di tutte le pubblicazioni e il 95 % di tutte le pubblicazioni oggetto di valutazione inter pares finanziate da Orizzonte 2020 sono disponibili ad accesso aperto: si tratta di percentuali estremamente elevate a livello mondiale. L’obiettivo tuttavia è che tutte le pubblicazioni accademiche che hanno beneficiato di un finanziamento della Commissione siano liberamente accessibili. In particolare, l’obiettivo di Orizzonte Europa è che le pubblicazioni siano accessibili in modo aperto sin dalla loro pubblicazione, come consentito dalla piattaforma.

La scienza aperta è un approccio basato sul lavoro collaborativo aperto e sulla condivisione sistematica delle conoscenze e degli strumenti il prima possibile e nella misura più ampia possibile nel corso del processo di ricerca. Questa strategia rende i sistemi di ricerca e innovazione più efficienti e creativi e rafforza l’eccellenza e la fiducia della società nella scienza. Ciò è dovuto al fatto che l’apertura e la condivisione dei risultati e dei dati della ricerca, che ne consentono la riutilizzabilità e la riproducibilità, unitamente all’accesso alle infrastrutture di ricerca, forniscono la base per la valutazione tra pari e il dibattito accademico che garantiscono la qualità e l’efficienza nell’approfondimento delle riflessioni, dell’analisi e dell’innovazione nel campo della ricerca.

La risposta dell’UE alla pandemia di coronavirus ha evidenziato la capacità della scienza aperta di rafforzare la collaborazione, illustrando come l’accesso aperto immediato alle pubblicazioni e ai dati sia stato fondamentale per aiutare i ricercatori a trovare cure, strumenti diagnostici e vaccini nuovi Open Research Europe costituisce il passo successivo in questo processo.

La Commissione ha appaltato il servizio a un contraente esperto, F1000 Research.

Per ulteriori informazioni

Piattaforma di pubblicazione Open research Europe

Infografica

Documenti di gara degli appalti pubblici

F1000 Research

Un nuovo SER per la ricerca e l’innovazione

Piattaforma europea di dati sulla COVID-19

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