Access2Markets: nuovo portale della Commissione per sostenere gli scambi commerciali delle piccole imprese

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Oggi la Commissione europea ha aperto il portale Access2Markets per aiutare le piccole e le medie imprese a commerciare oltre i confini dell’UE. Il nuovo portale risponde alle richieste delle parti interessate di spiegare meglio gli accordi commerciali e di aiutare le imprese a far sì che i loro prodotti possano beneficiare di sconti sui dazi.

Il portale, che si rivolge sia alle imprese che operano già a livello internazionale che a quelle che si affacciano ai mercati esteri, è stato presentato oggi in occasione di un evento virtuale ad alto livello dal titolo “La strada verso la ripresa – dare alle piccole imprese gli strumenti per commerciare su scala internazionale”, ospitato dal Vicepresidente esecutivo Dombrovskis e a cui hanno partecipato circa 600 rappresentanti delle piccole e medie imprese.

Il Vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis ha dichiarato: “Dobbiamo aiutare le nostre imprese, in particolare le PMI, a trarre il massimo vantaggio dagli accordi commerciali. Ecco perché abbiamo creato questo nuovo portale, per aiutare le piccole imprese a destreggiarsi nel mondo del commercio internazionale. Questo sportello unico aiuterà le imprese europee a sfruttare al meglio la rete di accordi commerciali dell’UE e a ottenere il miglior accesso ai mercati, ai prodotti e ai fattori di produzione di cui hanno bisogno per crescere e restare competitive.

Il portale consente alle imprese di consultare in qualche clic tariffe, imposte, norme di origine, requisiti dei prodotti, procedure doganali, ostacoli agli scambi e statistiche sui flussi commerciali relativi a un prodotto che intendono importare o esportare. Per maggiori informazioni, cliccare qui.

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Dichiarazione della Commissione europea sul coordinamento delle misure che limitano la libera circolazione nell’Unione europea in relazione alla pandemia di coronavirus

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In seguito alla proposta della Commissione del 4 settembre 2020, oggi i ministri dell’UE hanno raggiunto un accordo grazie al quale le misure che limitano la libera circolazione a causa della pandemia di coronavirus saranno più chiare e prevedibili.

In seguito alla proposta della Commissione del 4 settembre 2020, oggi i ministri dell’UE hanno raggiunto un accordo grazie al quale le misure che limitano la libera circolazione a causa della pandemia di coronavirus saranno più chiare e prevedibili. La Commissione si compiace dell’adozione della proposta da parte del Consiglio e ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Il nostro diritto di circolare liberamente nell’UE è stato duramente colpito dalla pandemia. I cittadini hanno inoltre dovuto far fronte a moltissime regole e procedure diverse, a informazioni poco chiare sulle zone ad alto e basso rischio e a una mancanza di chiarezza su come regolarsi al momento di viaggiare. Un mese fa la Commissione ha presentato una proposta su come affrontare queste sfide e sostenere i milioni di cittadini dell’UE che viaggiano ogni giorno all’interno del suo territorio. Oggi gli Stati membri hanno raggiunto un accordo sulla sua attuazione concreta.

Accogliamo con favore questo accordo, che fa maggiore chiarezza nella situazione di confusione attuale. La coesione fra gli Stati membri invia un segnale forte ai cittadini ed è un chiaro esempio di come l’UE agisca dove e quando è assolutamente necessario. Abbiamo imparato la lezione: non sormonteremo la crisi chiudendo unilateralmente le frontiere, ma attraverso uno sforzo collettivo.

Il primo risultato importante è una cartina comune, con codici cromatici comuni e basata su criteri comuni, elaborata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Ora invitiamo gli Stati membri a fornire i dati necessari perché la cartina possa essere aggiornata ogni settimana in base a informazioni precise sulla situazione epidemiologica nell’UE e nelle sue regioni.

In secondo luogo, anche se gli Stati membri possono ancora decidere quali misure restrittive applicare, come la quarantena o i test, li invitiamo a garantire, secondo quanto concordato oggi, che i cittadini ricevano informazioni chiare e tempestive su ciò che devono fare e sulle restrizioni in vigore. Gli Stati membri hanno raggiunto un accordo anche sul riconoscimento reciproco dei test, e continueremo a collaborare con loro per migliorare il coordinamento delle prescrizioni in materia di test e di quarantena.

L’accordo odierno è positivo anche perché migliorerà la situazione, attualmente precaria, dei milioni di cittadini i cui spostamenti sono essenziali per motivi familiari importanti, per lavoro o per garantirci la fornitura dei beni necessari. In questi casi le misure di quarantena non dovrebbe essere applicate.

La nostra forza in quanto Unione nasce dal fatto che, quando agiamo all’unisono, proteggiamo i nostri diritti e le nostre libertà comuni e la salute dei nostri cittadini. L’accordo odierno costituisce un valido esempio al riguardo.”

Tutte le informazioni sui viaggi all’interno dell’UE saranno disponibili sulla piattaforma web “Re-open EU”, che conterrà anche un rimando alla cartina pubblicata periodicamente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Gli Stati membri dovrebbero fornire informazioni chiare, complete e tempestive sulle eventuali restrizioni alla libera circolazione, compresi gli eventuali requisiti complementari (ad esempio test negativi per l’infezione da COVID-19 o moduli per la localizzazione dei passeggeri), e sulle misure applicate ai viaggiatori provenienti da zone a rischio più elevato, con il massimo anticipo possibile rispetto all’entrata in vigore delle nuove misure. Come regola generale, tali informazioni dovrebbero essere pubblicate 24 ore prima dell’entrata in vigore delle misure, tenendo conto del fatto che per le emergenze epidemiologiche è necessaria una certa flessibilità. Le informazioni saranno inoltre disponibili sulla piattaforma web “Re-open EU”.

Per ulteriori informazioni

Contesto

Il diritto dei cittadini europei di spostarsi e risiedere liberamente nell’Unione europea e l’assenza di controlli alle frontiere interne sono alcuni dei risultati più apprezzati dell’Unione europea nonché un motore importante della nostra economia. Le restrizioni al diritto fondamentale alla libera circolazione nell’UE dovrebbero essere imposte solo se strettamente necessarie per far fronte a rischi per la salute pubblica e dovrebbero essere coordinate, proporzionate e non discriminatorie. Per limitare la diffusione della pandemia di coronavirus, gli Stati membri hanno adottato diverse misure, alcune delle quali hanno avuto un impatto sulla libera circolazione.

Un approccio ben coordinato, prevedibile e trasparente all’adozione delle restrizioni alla libertà di circolazione è necessario per prevenire la diffusione del virus, tutelare la salute dei cittadini e al contempo salvaguardare la libera circolazione nell’Unione, in condizioni di sicurezza. Questo è importante per agevolare gli spostamenti transfrontalieri quotidiani di milioni di cittadini e fondamentale per sostenere i nostri sforzi di ripresa economica.

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Dashboard sul coronavirus: la risposta alla crisi della politica di coesione dell’UE

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La Commissione annuncia oggi i primi risultati provvisori dell’attuazione dell’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus (CRII) e dell’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus (CRII+).

 

 

 

 

Sin dall’inizio della crisi, e grazie alla flessibilità introdotta nella politica di coesione, l’UE ha mobilitato più di 13 miliardi di € di investimenti per contrastare gli effetti della pandemia di coronavirus mediante il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di coesione (FC). I fondi hanno aiutato le comunità nazionali, regionali e locali a controbilanciare le ripercussioni socioeconomiche negative della pandemia di coronavirus.

Complessivamente sono stati riassegnati 4,1 miliardi di € all’assistenza sanitaria per l’acquisto di apparecchiature medicali e dispositivi di protezione individuale indispensabili per salvare vite. La concessione di sovvenzioni, prestiti e vari strumenti finanziari su misura per sostenere l’economia e, in particolare, le piccole e medie imprese (PMI) nell’adattamento alla crisi ha mobilitato 8,4 miliardi di €. Da ultimo, il FSE ha convogliato circa 1,4 miliardi di € al fine di aiutare i cittadini e salvaguardare posti di lavoro.

Per assicurare il massimo livello di trasparenza e rendicontabilità, la Commissione lancia oggi una pagina web dedicata sulla piattaforma Open Data Coesione per illustrare in quali modi la politica di coesione dell’UE presta sostegno agli Stati membri per il superamento della crisi del coronavirus. La piattaforma sarà aggiornata quotidianamente e presenterà tutte le informazioni riguardanti le modifiche dei programmi, la destinazione delle risorse e le relative modalità di investimento. Grazie agli aggiornamenti continui la panoramica fornita dalla piattaforma sarà più completa di giorno in giorno.

Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha dichiarato: “La politica di coesione costituisce il fulcro della lotta alla pandemia e dei nostri sforzi per garantire una ripresa rapida. Ora che abbiamo fatto il punto della situazione, i risultati indicano che tutti gli Stati membri si avvalgono dell’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus a favore dei cittadini, delle imprese e del settore sanitario. A partire da oggi tali risultati positivi sono a disposizione di tutti sulla nostra dashboard interattiva dedicata al coronavirus a portata di click.”

Apostolos Tzitzikostas, Presidente del Comitato europeo delle regioni, ha aggiunto: “Grazie alla semplificazione delle regole la politica di coesione ha mostrato il proprio valore aggiunto nell’opera di ravvicinamento degli Stati membri, delle regioni e delle città dell’Unione al fine di proteggere i nostri cittadini, salvaguardare posti di lavoro e tutelare le economie locali nel corso della pandemia. Dobbiamo far tesoro di tale lezione, agevolando l’accesso ai fondi dell’UE e facendo partecipare tutti i livelli di governo alla progettazione e realizzazione dei piani di ripresa. Per ottenere il massimo risultato da ogni euro investito e assicurarci che il denaro affluisca là dove è più necessario, è indispensabile che la coesione sia la bussola che guida tutti gli investimenti dell’UE.”

Contesto

L’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus (CRII) e l’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus (CRII+) consentono agli Stati membri di avvalersi di un aumento temporaneo del confinanziamento dell’UE, pari ora al 100%, e di utilizzare i finanziamenti della politica di coesione a sostegno dei settori più a rischio a causa della pandemia, quali la sanità, le PMI e i mercati del lavoro.

Per ulteriori informazioni

Le azioni della politica di coesione dell’UE contro il coronavirus

Piattaforma Open Data coesione e dashboard sul coronavirus

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Fusioni: la Commissione autorizza l’acquisizione di Burgo da parte di QuattroR e Holding Gruppo Marchi

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A norma del regolamento UE sulle concentrazioni, la Commissione europea ha approvato l’acquisizione del controllo comune di Burgo Group S.p.A. (“Burgo”) da parte di QuattroR SGR S.p.A. (“QuattroR”) e Holding Gruppo Marchi S.p.A (“HGM”), tutte imprese italiane.

 

 

 

Burgo produce pasta di legno e carta. QuattroR è una società di gestione che investe in imprese in difficoltà finanziarie. HGM è una holding controllata dalla famiglia Marchi e detiene già una partecipazione di controllo in Burgo. La Commissione ha concluso che il progetto di acquisizione non solleva preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza, poiché non comporta nuove sovrapposizioni o nuovi rapporti di fornitura tra le imprese. L’operazione è stata esaminata nell’ambito della procedura semplificata di esame delle concentrazioni. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web della DG concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi con il numero M.9928.

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#DigitalNinja: consigli e opportunità sulla cyber-security

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Parte oggi, nel contesto di ottobre – mese delle cyber-security, la campagna #DigitalNinja che ha l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini, soprattutto i più giovani, sui rischi e le opportunità legate ad internet e all’utilizzo delle nuove tecnologie.

 

 

 

 

In un mondo in rete e di dispositivi interconnessi, la protezione dei nostri dati è fondamentale.

Per sensibilizzare i cittadini, soprattutto i più giovani, sui rischi della rete e per dare loro dei consigli su come sfruttare al meglio le opportunità legate alle nuove tecnologie, la Commissione europea, in collaborazione con Operazione Risorgimento digitale e Cisco Networking Academy, lancia la campagna di sensibilizzazione #DigitalNinja.

Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere le numerose minacce a cui si è esposti nel mondo della rete – come email di phishing, furti di identità, maleware ecc. Spesso, però, basterebbe mettere in pratica alcuni piccoli accorgimenti per mettere le nostre preziosi informazioni al sicuro. Quando usciamo di casa, infatti, ci assicuriamo che la porta sia ermeticamente chiusa alle nostre spalle, quando parliamo del nostro telefono cellulare, invece, lasciamo spesso le nostre informazioni incustodite.

Esperti del settore e addetti ai lavori spiegheranno quali sono le pratiche e gli strumenti a disposizione di tutti noi per metterci al riparto dagli attacchi informatici più frequenti che riguardano ormai sia i singoli cittadini che le imprese. Una parte della campagna sarà dedicata anche alle opportunità professionali nel campo della sicurezza informatica, un settore in forte crescita.

I contenuti della campagna saranno pubblicati sui social media della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, della Direzione Generale Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie e dei partner, Operazione Risorgimento Digitale e Cisco Networking Academy Italia.

Contesto

Il mese di ottobre segna l’ottava edizione del mese europeo della cibersicurezza, che riunisce l’Unione europea, i suoi Stati membri e i cittadini europei per prevenire e contrastare le minacce informatiche. Incoraggiando gli europei a “pensare prima di cliccare”, l’obiettivo principale della campagna di quest’anno è garantire che i cittadini siano consapevoli dei rischi online e dispongano degli strumenti necessari per diventare utenti di tecnologie più resilienti e più sicuri.

Maggiori informazioni

I video della campagna #DigitalNinja

I canali social della Rappresentanza: Facebook – Twitter – Instagram – Youtube

DG CONNECT Facebook – Twitter – Instragram

Polizia Postale Facebook Twitter Youtube

Operazione Risorgimento digitale Facebook – Twitter – Instagram

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Dichiarazione della Commissaria Kyriakides alla vigilia della Giornata mondiale della salute mentale

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Dichiarazione della Commissaria Kyriakides alla vigilia della Giornata mondiale della salute mentale

 

 

 

 

In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre, la Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La Covid-19 ha avuto un impatto sulla salute psichica collettiva difficile da quantificare, ma indubbiamente diffuso, significativo e crescente. Già prima della pandemia, un cittadino europeo su sei soffriva di disturbi psichici e ciò ha un prezzo elevato non solo per le persone colpite, ma per la società tutta. La salute psichica influisce sul modo in cui pensiamo, in cui percepiamo le cose e agiamo, in ogni fase della vita. La pandemia ci ricorda l’importanza di prenderci cura della nostra salute psichica. Ci troviamo di fronte a sfide quotidiane e senza precedenti. È comprensibile che siamo tutti preoccupati e stressati, in ansia per il presente e per il futuro. È dunque essenziale lavorare insieme per affrontare le conseguenze fisiche e psichiche della pandemia. Non dobbiamo vergognarci di chiedere aiuto per noi stessi, per un familiare, un amico o un collega. Per uscire da questa crisi sarà fondamentale prenderci cura in modo consapevole della nostra salute psichica.” Il testo integrale della dichiarazione è disponibile qui.

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La Presidente von der Leyen riceve il premio Imperatrice Teofano per il programma Erasmus

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Ieri sera la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accettato il Premio Imperatrice Teofano, assegnato al programma Erasmus, nel corso di una cerimonia svoltasi presso la Rotonda di San Giorgio a Salonicco, in Grecia, alla quale ha partecipato in videoconferenza.

 

 

Il premio è assegnato a persone e organizzazioni che danno un contributo fondamentale all’approfondimento della cooperazione europea e al miglioramento della comprensione delle diverse interdipendenze storiche in Europa. Alla consegna del premio, la Presidente ha dichiarato di essere onorata di riceverlo “per i dieci milioni di europei che hanno partecipato al programma Erasmus dalla sua istituzione” e lo ha dedicato “agli studenti, agli insegnanti e ai sognatori che hanno reso possibile questo miracolo europeo“.

Nel suo discorso, la Presidente ha anche fatto un parallelismo tra il piano dell’UE per la ripresa e Erasmus+: “NextGenerationEU è in questo momento ciò che Erasmus è stato allora: un programma di dimensioni e con un ambito di applicazione senza precedenti, che può diventare il prossimo grande progetto unificatore della nostra Unione. Stiamo investendo insieme non solo in una ripresa collettiva, ma anche nel nostro futuro comune. La solidarietà, la fiducia e l’unità devono essere costruite e ricostruite a più riprese. Non so se NextGenerationEU potrà cambiare l’Europa così profondamente come ha fatto il programma Erasmus, ma so che ancora una volta l’Europa ha scelto di guidare e di costruire il suo futuro – insieme.”

Il discorso della Presidente è disponibile in inglese e in francese e si può rivedere qui. Tra il 2014 e il 2020 oltre 4 milioni di persone hanno avuto l’opportunità di studiare, formarsi e acquisire esperienze all’estero grazie al programma Erasmus+. Maggiori informazioni sul programma Erasmus sono disponibili qui.

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Coronavirus: la Commissione approva un terzo contratto per garantire l’accesso a un potenziale vaccino

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strategia ue sui vaccini

 

 

 

Oggi la Commissione europea ha approvato un contratto con una terza casa farmaceutica, Janssen Pharmaceutica NV, una delle società farmaceutiche Janssen di Johnson & Johnson.

 

 

 

Una volta che il vaccino si sarà dimostrato sicuro ed efficace contro la COVID-19, il contratto permetterà agli Stati membri di acquistare dosi di vaccino per 200 milioni di persone e darà loro anche la possibilità di ottenere dosi supplementari per altri 200 milioni di persone.

Gli Stati membri potranno anche decidere di donare il vaccino ai paesi a reddito medio-basso o di ridistribuirlo ad altri paesi europei.

La Commissione ha già firmato un contratto con le società AstraZeneca e Sanofi-GSK e ha concluso con successo colloqui esplorativi con CureVacBioNTech-Pfizer e Moderna.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Poiché il coronavirus continua a diffondersi in modo preoccupante in tutta l’Europa, è fondamentale trovare rapidamente un vaccino. Sono lieta dell’accordo che siamo riusciti a concludere con Johnson & Johnson per l’acquisto di vaccini per 200 milioni di persone. Sarà il nostro terzo contratto con una casa farmaceutica. Il nostro obiettivo è fornire ai cittadini dell’UE vaccini sicuri ed efficaci non appena vengono messi a punto.”

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Garantire un vaccino sicuro ed efficace è al centro della nostra strategia europea sui vaccini. Oggi abbiamo concluso il nostro terzo accordo relativo a un vaccino, e così facendo abbiamo ampliato il portafoglio di vaccini sperimentali e quindi le possibilità di trovare un rimedio efficace contro il virus. Altri accordi seguiranno: dal canto nostro, proseguiremo con determinazione la ricerca di un vaccino efficace e sicuro per combattere questa terribile pandemia.”

Il vaccino sperimentale contro la COVID-19 prodotto da Janssen sfrutta al meglio la piattaforma tecnologica AdVac®, che in passato ha anche permesso a Janssen di sviluppare e fabbricare il vaccino per l’Ebola, approvato recentemente, oltre ai vaccini sperimentali per Zika, VRS e HIV. Il vaccino candidato è già nella fase III delle sperimentazioni cliniche.

La decisione della Commissione di finanziare questo vaccino si basa su una solida valutazione scientifica, sulla tecnologia utilizzata, sull’esperienza dell’azienda nello sviluppo di vaccini e sulle sue capacità di produzione atte a rifornire l’intera UE.

Contesto

Il 17 giugno la Commissione europea ha presentato una strategia dell’UE per accelerare lo sviluppo, la fabbricazione e la diffusione di vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19. In cambio del diritto di acquistare un determinato numero di dosi di vaccino in un dato periodo, la Commissione finanzia una parte dei costi iniziali sostenuti dai produttori di vaccini attraverso accordi preliminari di acquisto. I finanziamenti erogati sono considerati un acconto sui vaccini che saranno effettivamente acquistati dagli Stati membri.

Il costo elevato e l’alto tasso di insuccesso rendono gli investimenti in un vaccino contro la COVID-19 estremamente rischiosi per gli sviluppatori di vaccini; gli accordi preliminari di acquisto consentono quindi di effettuare investimenti che, altrimenti, con buona probabilità non sarebbero realizzati.

La Commissione europea si impegna inoltre a garantire che chiunque necessiti di un vaccino lo ottenga, ovunque nel mondo e non solo in Europa. Nessuno sarà al sicuro fino a quando non lo saremo tutti. Per questo motivo, dal 4 maggio 2020 la Commissione ha raccolto quasi 16 miliardi di € nell’ambito della risposta globale al coronavirus, l’azione globale per l’accesso universale a test, cure e vaccini contro il coronavirus e per la ripresa globale, e ha confermato l’interesse a partecipare allo strumento COVAX per un accesso equo, in ogni luogo, a vaccini contro la COVID-19 a prezzi contenuti. Come parte dell’impegno di Team Europa, la Commissione ha annunciato un contributo di 400 milioni di € sotto forma di garanzie a sostegno del COVAX e dei suoi obiettivi nell’ambito della risposta globale al coronavirus.

Per ulteriori informazioni

Strategia dell’UE per i vaccini

Risposta dell’UE al coronavirus

 

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Coronavirus: firmato tra la Commissione e Gilead un contratto di aggiudicazione congiunta per la fornitura di remdesivir

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La Commissione ha firmato con l’azienda farmaceutica Gilead un contratto quadro di aggiudicazione congiunta per la fornitura di Veklury, il nome commerciale del remdesivir, fino a 500 000 cicli di trattamento e che prevede anche la possibilità di aumentare la fornitura oltre i 500 000 cicli di trattamento.

 

 

La Commissione ha firmato con l’azienda farmaceutica Gilead un contratto quadro di aggiudicazione congiunta per la fornitura di Veklury, il nome commerciale del remdesivir, fino a 500 000 cicli di trattamento e che prevede anche la possibilità di aumentare la fornitura oltre i 500 000 cicli di trattamento. Tra i 36 firmatari dell’accordo di aggiudicazione congiunta che partecipano all’appalto congiunto vi sono tutti i paesi dell’UE, i paesi del SEE, il Regno Unito e sei paesi candidati e potenziali candidati (Albania, Repubblica di Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Kosovo* e Bosnia-Erzegovina). Tutti i paesi partecipanti possono adesso effettuare ordini per acquistare il Veklury direttamente. Al momento il Veklury è l’unico medicinale per cui è stata concessa un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata nell’UE per la cura dei pazienti affetti da COVID-19 che richiedono ossigeno supplementare.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Oggi abbiamo garantito l’accesso al remdesivir per curare fino a 500 000 pazienti che ne hanno bisogno. Stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per garantire l’accesso a cure sicure ed efficaci contro la COVID-19. Attraverso gli appalti congiunti dell’UE stiamo dando la possibilità ai paesi di tutta Europa di unire le forze e di avere accesso ad attrezzature e farmaci essenziali. Insieme siamo più forti e questo è un esempio di solidarietà europea in azione contro la COVID-19.” 

La firma di questo contratto quadro di aggiudicazione congiunta fa seguito al contratto stipulato tra la Commissione e Gilead per garantire 33 380 cicli di trattamento di Veklury, distribuiti a partire da agosto in tutta l’UE e nel Regno Unito. Il contratto da 70 milioni di € era stato finanziato dallo strumento per il sostegno di emergenza (ESI) della Commissione.

Grazie ai cicli di trattamento acquistati con i fondi ESI si è potuto far fronte alle esigenze immediate, da agosto a ottobre, garantendo così le cure necessarie ai pazienti in condizioni critiche. I medicinali sono stati distribuiti in diversi lotti. Con il contratto di aggiudicazione congiunta i paesi che decidono di acquistare il prodotto avranno la garanzia di una fornitura ininterrotta di Veklury.

Contesto

L’aggiudicazione congiunta è uno strumento che la Commissione europea ha già usato nel corso di quest’anno per garantire ai paesi partecipanti ulteriori possibilità di accesso ai dispositivi di protezione individuale (DPI), ai ventilatori, al materiale diagnostico e ai medicinali per le unità di terapia intensiva. Questa è la sesta procedura di aggiudicazione congiunta attuata con successo finora.

Da aprile gli Stati membri possono ricorrere allo strumento per gli appalti congiunti dell’UE per ordinare prodotti come i DPI, ottenendo così accesso, a condizioni migliori, a prodotti per i quali vi è penuria sul mercato. I contratti per i dispositivi di protezione individuale, i ventilatori e le attrezzature di laboratorio consentono agli Stati membri di ordinare forniture critiche nel corso di un anno e per importi superiori a 3,3 miliardi di €.

Altre procedure di aggiudicazione congiunta sono in fase di preparazione:

Il 28 settembre è stata avviata una procedura di aggiudicazione congiunta per la fornitura di apparecchiature mediche per la vaccinazione contro la COVID-19 che comprende 27 tipi di apparecchiature divise in sei categorie: contenitori isotermici per il trasporto dei vaccini, contenitori per i rifiuti, dispositivi per iniezione, disinfettanti, dispositivi di protezione individuale e consumabili per anestesia.

Una procedura di aggiudicazione congiunta per i medicinali essenziali per le unità di terapia intensiva sta per essere conclusa e nei prossimi giorni i paesi potranno iniziare a effettuare gli ordini. La procedura riguarda medicinali per la terapia intensiva di sei categorie (analgesici, antibiotici, miorilassanti, anestetici, farmaci per la rianimazione, altri).

Per ulteriori informazioni

Risposta dell’UE al coronavirus

EMA & Remdesivir

Appalto pubblico per dispositivi medici e di protezione individuale

* Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244/1999 dell’UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

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Il Vicepresidente Schinas, il Commissario Reynders e la Commissaria Johansson partecipano alla videoconferenza dei Ministri della Giustizia e degli Affari interni

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L’8 e il 9 ottobre il Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, Margaritis Schinas, il Commissario per la Giustizia Didier Reynders e la Commissaria per gli Affari interni Ylva Johansson parteciperanno alla videoconferenza informale dei Ministri della Giustizia e degli Affari interni.

Giovedì il Vicepresidente Schinas e la Commissaria Johansson presenteranno ai Ministri degli Affari interni il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo e procederanno a uno scambio di vedute su come procedere. Discuteranno inoltre di cooperazione in materia di migrazione con i paesi terzi, in particolare con l’Africa settentrionale e i Balcani occidentali. Nel pomeriggio la Commissaria Johansson si concentrerà su come procedere in materia di sicurezza interna e in particolare sul rafforzamento della cooperazione tra le forze di polizia. Giovedì alle ore 16.00, a conclusione della riunione, si terrà una conferenza stampa con la Commissaria Johansson, che sarà trasmessa in diretta streaming su EbS.

Venerdì il Commissario Reynders parteciperà alla riunione dei Ministri della Giustizia e presenterà gli ultimi sviluppi nell’istituzione della Procura europea (EPPO) e, insieme alla Commissaria Johansson, lo stato di avanzamento dei negoziati legislativi sulle prove elettroniche. I partecipanti procederanno quindi a uno scambio di vedute sull’antisemitismo e l’incitamento all’odio e discuteranno delle conclusioni su “Accesso alla giustizia – cogliere le opportunità della digitalizzazione” e sulla Carta dei diritti fondamentali nel contesto dell’intelligenza artificiale e della transizione digitale.

Il Commissario Reynders informerà i Ministri in merito al seguito dato alla sentenza Schrems II e la Commissaria Johansson presenterà la nuova strategia dell’UE per una lotta più efficace contro gli abusi sessuali sui minori. Venerdì verso le 13.30, a conclusione della riunione, si terrà una conferenza stampa con il Commissario Reynders, che sarà trasmessa in diretta streaming su EbS.

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