Coronavirus: accesso agevolato ai finanziamenti per le imprese dei settori culturali e creativi

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Oggi la Commissione e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) hanno varato nuove misure di sostegno per agevolare l’accesso delle imprese culturali e creative ai finanziamenti.

 

 

 

 

Oggi la Commissione e il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) hanno varato nuove misure di sostegno per agevolare l’accesso delle imprese culturali e creative ai finanziamenti. Il FEI fornirà maggiore flessibilità nelle sue garanzie e controgaranzie agli intermediari finanziari con l’obiettivo finale di attenuare i vincoli economici provocati dalla crisi del coronavirus. In concreto, le imprese beneficeranno ad esempio di estensioni dei termini di rimborso o di temporanee interruzioni del credito. Ciò aiuterà vari settori creativi, tra cui i media, gli audiovisivi, la progettazione, le arti visive, la musica e i sottosettori dell’architettura.

Thierry Breton, commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “Lo shock sociale ed economico causato dalla pandemia di coronavirus è senza precedenti nella nostra generazione. Il settore creativo e culturale è stato particolarmente colpito e si tratta di un settore che tocca la vita quotidiana e contribuisce a formare i nostri pareri, i nostri valori e la nostra cultura. Per questo motivo la revisione di questo strumento finanziario è di vitale importanza per aiutare tale industria ad accedere più facilmente ai finanziamenti e, di conseguenza, a superare l’attuale tempesta.” Le nuove misure di sostegno saranno disponibili sul mercato a partire dall’agosto 2020 e si applicheranno retroattivamente ai prestiti scaduti a decorrere dal 1º aprile 2020. Ciò avverrà nell’ambito del già esistente Strumento di garanzia per i settori culturali e creativi da 251 milioni di EUR mediante un nuovo bando. Dello strumento beneficeranno gli intermediari finanziari esistenti che già lavorano con il Fondo europeo per gli investimenti e nuovi beneficiari. La revisione di questo strumento finanziario — che ha già sostenuto più di 2.000 imprese del settore culturale e creativo in tutta Europa — migliorerà ulteriormente l’accesso ai finanziamenti per le PMI e le piccole imprese pubbliche del settore, incentivando gli intermediari finanziari a fornire condizioni e termini più flessibili in materia di prestiti. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il comunicato stampa.

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Il piano di investimenti per l’Europa sostiene il primo fondo italiano che investirà nell’economia spaziale

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Il Fondo europeo per gli investimenti investirà 30 milioni di euro in “Primo Space”, un recente fondo di capitale di rischio italiano concentrato su start-up del settore spaziale

 

 

 

 

Il Fondo europeo per gli investimenti investirà 30 milioni di euro in “Primo Space”, un recente fondo di capitale di rischio italiano concentrato su start-up del settore spaziale.

Il finanziamento è sostenuto dal piano di investimenti per l’Europa, da Orizzonte 2020 – il programma quadro della Commissione per la ricerca e l’innovazione, e dal nuovo InnovFin Space Equity Pilot. Primo Space investirà in spin-off, start-up e PMI del settore tecnologico e collaborerà strettamente con il mondo accademico e della ricerca italiano, compreso con l’Agenzia spaziale italiana, per portare sul mercato le tecnologie e i team imprenditoriali più promettenti. Il fondo avrà come obiettivi le imprese che operano nei settori dell’elettronica, della robotica, dei satelliti, delle comunicazioni, della crittografia, della geolocalizzazione e dell’osservazione della Terra. Finora Primo Space ha raccolto 58 milioni di euro e mira a un totale di 80 milioni di euro.

Paolo Gentiloni, Commissario responsabile per l’Economia, ha dichiarato: “Le aziende impegnate nello sviluppo di tecnologie innovative per il settore spaziale si avventurano davvero verso l’ignoto. Sono particolarmente lieto che l’Unione Europea stia finanziando questo fondo innovativo, unendo le forze con l’Agenzia Spaziale Italiana, aprendo la strada a nuovi investimenti e alla creazione di posti di lavoro in questo settore in rapida crescita.”

Il comunicato stampa è disponibile qui. Si prevede che i progetti e gli accordi approvati per il finanziamento nel quadro del piano di investimenti mobiliteranno 514 miliardi di euro in investimenti, di cui 78,6 miliardi di euro in Italia.

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Coronavirus: la Commissione lancia un invito per la costituzione di partenariati innovativi tra le regioni dell’UE per la risposta e la ripresa

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La Commissione europea lancia oggi un invito a manifestare interesse per la costituzione di partenariati tematici intesi a promuovere progetti di innovazione a livello interregionale a sostegno della risposta e della ripresa in seguito alla pandemia di COVID-19.

 

 

 

La Commissione europea lancia oggi un invito a manifestare interesse per la costituzione di partenariati tematici intesi a promuovere progetti di innovazione a livello interregionale a sostegno della risposta e della ripresa in seguito alla pandemia di COVID-19. Scopo dell’invito è aiutare le regioni a cogliere le opportunità nate dalla crisi, a sviluppare la resilienza e a sfruttare la trasformazione verde e la trasformazione digitale per la ripresa dei settori più colpiti, come la salute e il turismo.

Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha dichiarato: “Sulla scorta del successo di precedenti azioni pilota analoghe volte a stimolare l’innovazione e la competitività a livello regionale, il presente invito costituisce un ulteriore esempio della capacità e della volontà dell’UE di sostenere le economie locali in un momento così difficile. L’attenzione alla salute, al turismo, alla sostenibilità e alla digitalizzazione è perfettamente in linea con le priorità della Commissione ed è la risposta necessaria per contrastare gli effetti della crisi della COVID-19.”

Nell’ambito di questo invito a manifestare interesse la Commissione europea è alla ricerca di partenariati transnazionali di autorità regionali e altri portatori di interessi (quali università, centri di ricerca, cluster e PMI) disposti a promuovere partenariati di innovazione a livello interregionale per agevolare la commercializzazione e la crescita di progetti di innovazione a livello interregionale e per promuovere gli investimenti delle imprese.

L’invito sosterrà i partenariati interregionali in quattro settori tematici. In primo luogo, il partenariato per lo sviluppo della catena del valore sanitario è incentrato sui prodotti o dispositivi medici per contrastare il coronavirus a ogni livello della catena del valore, dalla concezione alla distribuzione. In secondo luogo, il partenariato sulla sicurezza e sulla gestione dei rifiuti medici è legato al tema dell’economia circolare nel campo della salute. Il terzo partenariato riguarda i progetti che stimolano il turismo sostenibile e digitale. Il quarto partenariato si concentra sullo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno nelle regioni ad alta intensità di carbonio, ad esempio mediante la conversione delle miniere di carbone, delle fonderie o degli impianti di produzione esistenti.

Prossime tappe

Entro la fine del 2021 ciascun partenariato selezionato dovrebbe aver definito una serie di azioni volte ad accelerare l’adozione dell’innovazione, la commercializzazione e la crescita di progetti interregionali di investimento. I partenariati selezionati dovrebbero inoltre aver analizzato gli ostacoli finanziari e giuridici alla commercializzazione e alla crescita di tali progetti e aver sviluppato forme di cooperazione con altri programmi e altre iniziative dell’UE. Le azioni selezionate dovranno inoltre operare in sinergia con partenariati consolidati in altri settori contemplati dalle tre piattaforme tematiche di specializzazione intelligente.

Contesto

Il 18 luglio 2017 la Commissione europea ha adottato la comunicazione “Rafforzare l’innovazione nelle regioni d’Europa: Strategie per una crescita resiliente, inclusiva e sostenibile” [COM(2017) 376 final]. L’azione pilota sui progetti interregionali di innovazione è stata proposta in tale contesto.

A seguito dell’invito della Commissione a manifestare interesse, alla fine del 2017 sono stati selezionati otto partenariati interregionali* coordinati da una o più regioni. In una fase successiva è stato introdotto un nuovo partenariato sulle batterie.

I nove partenariati hanno ottenuto il sostegno dei gruppi speciali della Commissione, cui hanno partecipato esperti di vari dipartimenti tematici. Gli esperti hanno fornito la loro consulenza sul modo migliore di combinare diversi fondi dell’UE per finanziare i progetti di innovazione e su come rendere i piani imprenditoriali e di investimento idonei al finanziamento.

Oltre a questo sostegno pratico offerto dalla Commissione, ciascun partenariato potrebbe beneficiare di servizi di consulenza esterni per un valore massimo di 100 000 € a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per attività di dimostrazione, crescita e commercializzazione.

Data questa esperienza positiva, la Commissione ha deciso di utilizzare la stessa linea per incitare le regioni a unire le proprie forze per reagire alla pandemia di COVID-19.

L’invito sarà aperto per sei settimane, vale a dire fino al 7 settembre 2020 (ore 23.00 – ora di Bruxelles). Il bilancio complessivo ammonta a 400 000 € a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale per lo sviluppo di quattro partenariati tematici (fino a 100 000 € per partenariato).

Per ulteriori informazioni

Link all’invito

Link all’informativa sulla privacy

Link alla scheda informativa sulle azioni pilota interregionali di innovazione

* Partenariati su stampa 3D, bioeconomia, cibersicurezza, economia circolare nel settore manifatturiero, agricoltura ad alta tecnologia, energie marine rinnovabili, edilizia sostenibile, tracciabilità e megadati nel settore agroalimentare. È stato successivamente introdotto un ulteriore partenariato sui materiali avanzati per batterie.

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Strategia dell’UE sull’Unione della sicurezza: integrare le singole misure un nuovo ecosistema della sicurezza

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La Commissione europea presenta oggi una nuova strategia dell’UE per il periodo 2020-2025 per rafforzare la sicurezza di tutti coloro che vivono in Europa.

 

 

 

La Commissione europea presenta oggi una nuova strategia dell’UE sull’Unione della sicurezza per il periodo 2020-2025, incentrata sui settori prioritari in cui l’UE può apportare un valore aggiunto per aiutare gli Stati membri a rafforzare la sicurezza di tutti coloro che vivono in Europa. La strategia definisce gli strumenti e le misure da sviluppare nei prossimi 5 anni per garantire la sicurezza nel nostro ambiente fisico e digitale: dalla lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, passando attraverso la prevenzione e l’individuazione delle minacce ibride e l’aumento della resilienza delle nostre infrastrutture critiche, fino al rafforzamento della cibersicurezza e alla promozione di ricerca e innovazione.

Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “La sicurezza è una questione trasversale che interessa praticamente tutti gli ambiti della società e copre una molteplicità di settori d’azione. Con la nuova strategia dell’UE sull’Unione della sicurezza, collegheremo misure diverse per costruire un vero ecosistema della sicurezza. È giunto il momento di superare la falsa dicotomia tra il mondo online e quello offline, tra il mondo digitale e quello fisico e tra le preoccupazioni e minacce interne ed esterne in materia di sicurezza. Dalla protezione delle nostre infrastrutture critiche alla lotta contro la criminalità informatica, passando per la lotta contro le minacce ibride, non possiamo tralasciare nessun aspetto per preservare la nostra sicurezza. Questa strategia fornirà un quadro di riferimento per le nostre politiche sulla sicurezza che dovranno essere sempre pienamente fondate sui nostri valori comuni.

Ylva Johansson, Commissaria per gli Affari interni ha dichiarato: “Il fatto di sapere che siamo in sicurezza – online, in luoghi pubblici, a casa, e che i nostri figli lo sono – rafforza la fiducia e la coesione nella società. Con la strategia sull’Unione della sicurezza presentata oggi, ci concentriamo sui settori in cui l’UE può fare la differenza per quanto riguarda la protezione delle persone in tutta Europa, anticipando e affrontando minacce in continua evoluzione. Nei prossimi anni il mio lavoro sulla sicurezza interna dell’UE si concentrerà sulla costruzione di un sistema che sia all’altezza del suo compito: le azioni contro gli abusi sessuali su minori, contro la droga e le armi da fuoco illegali proposte oggi ne costituiscono l’inizio“.

La strategia stabilisce 4 priorità per un’azione a livello dell’UE.

  1.  Un ambiente della sicurezza adeguato alle esigenze del futuro

I cittadini dipendono da infrastrutture chiave, online e offline, per viaggiare, lavorare o beneficiare di servizi pubblici essenziali; gli attacchi contro queste infrastrutture possono causare enormi perturbazioni. La preparazione e la resilienza sono fondamentali per una ripresa rapida. La Commissione presenterà nuove norme dell’UE per la protezione e la resilienza delle infrastrutture critiche, sia fisiche che digitali.

I recenti attentati terroristici hanno preso di mira spazi pubblici, tra cui luoghi di culto e nodi di trasporto, sfruttando il fatto che si tratta di ambienti aperti ed accessibili. La Commissione promuoverà il rafforzamento della cooperazione pubblico-privato in questo settore, assicurando una maggiore protezione fisica dei luoghi pubblici e sistemi di rilevamento adeguati.

Gli attacchi informatici sono divenuti più frequenti e più sofisticati. Entro  la fine dell’anno la Commissione intende completare la revisione della direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (la principale normativa europea sulla cibersicurezza) e delineare le priorità strategiche in materia di cibersicurezza per garantire che l’UE possa anticipare l’evoluzione delle minacce e rispondervi.

Inoltre, la Commissione ha anche individuato la necessità di un’unità congiunta per il ciberspazio che serva da piattaforma per una cooperazione strutturata e coordinata.

Infine l’UE dovrebbe continuare a costruire e mantenere solidi partenariati internazionali per prevenire, scoraggiare e rispondere agli attacchi informatici e per promuovere le norme dell’UE volte ad aumentare la cibersicurezza dei paesi partner.

  1. Affrontare le minacce in evoluzione

I criminali sfruttano sempre di più gli sviluppi tecnologici per i loro fini, facendo registrare un aumento di malware e furti di dati. La Commissione farà in modo che le norme vigenti dell’UE contro la criminalità informatica siano adatte allo scopo e attuate correttamente e prenderà in considerazione misure contro il furto di identità.

La Commissione esaminerà misure per rafforzare la capacità di contrasto nelle indagini digitali garantendo che siano disponibili strumenti, tecniche e competenze adeguati, tra cui l’integrazione nella politica di sicurezza dell’intelligenza artificiale, dei big data e del calcolo ad alte prestazioni.

È necessaria un’azione concreta per contrastare, in un quadro che garantisca il rispetto dei diritti fondamentali, le minacce principali di cui sono vittima i cittadini, come il terrorismo, l’estremismo o gli abusi sessuali su minori. La Commissione presenta oggi una strategia per una lotta più efficace contro gli abusi sessuali online sui minori.

La lotta contro le minacce ibride, che mirano a indebolire la coesione sociale e a minare la fiducia nelle istituzioni, e il rafforzamento della resilienza dell’UE costituiscono elementi fondamentali della strategia sull’Unione della sicurezza. Tra le misure chiave figura un approccio dell’UE in materia di lotta contro le minacce ibride – che comprende la diagnosi precoce, l’analisi, la consapevolezza, la costruzione della resilienza e la prevenzione nonché la risposta alle crisi e la gestione delle conseguenze -, integrando le considerazioni ibride nel più ampio processo di elaborazione delle politiche. La Commissione e l’Alto rappresentante continueranno a portare avanti congiuntamente questo lavoro, in stretta cooperazione con i partner strategici, in particolare la NATO e il G7.

  1. Proteggere gli europei dal terrorismo e dalla criminalità organizzata

La lotta contro il terrorismo inizia con l’affrontare i problemi della polarizzazione della società e della discriminazione oltre ad altri fattori che possono rafforzare la vulnerabilità delle persone nei confronti del discorso radicale. I lavori sulla lotta alla radicalizzazione saranno incentrati sull’individuazione precoce, la costruzione della resilienza, il disimpegno e sulla riabilitazione e sul reinserimento nella società. Oltre alla lotta contro le cause profonde, sarà essenziale perseguire efficacemente i terroristi, compresi i combattenti terroristi stranieri; per raggiungere questo obiettivo, sono in corso misure volte a rafforzare la legislazione in materia di sicurezza delle frontiere e a utilizzare meglio le banche dati esistenti. La cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali sarà fondamentale anche nella lotta contro il terrorismo, ad esempio per bloccare tutte le fonti di finanziamento del terrorismo.

La criminalità organizzata rappresenta un costo enorme per le vittime e per l’economia, con perdite annue che, secondo le stime, oscillano tra 218 e 282 miliardi di €. Tra le misure chiave figura un programma per la lotta contro la criminalità organizzata per i prossimi anni che comprende anche la tratta di esseri umani. Più di un terzo dei gruppi della criminalità organizzata attivi nell’UE sono coinvolti nel traffico di droghe illecite. La Commissione presenta oggi un nuovo programma di lotta contro la droga, al fine di intensificare gli sforzi per una riduzione della domanda e dell’offerta di droga e rafforzare la cooperazione con i partner esterni.

I gruppi della criminalità organizzata e i terroristi sono anche attori fondamentali nel traffico delle armi da fuoco illegali. La Commissione presenta oggi un nuovo piano d’azione dell’UE contro il traffico di armi da fuoco. Per garantire che il crimine non paghi, la Commissione riesaminerà l’attuale quadro relativo alla confisca dei proventi di reato.

Le organizzazioni criminali trattano come merce i migranti e le persone bisognose di protezione internazionale. La Commissione presenterà a breve un nuovo piano d’azione dell’UE contro il traffico di migranti incentrato sulla lotta contro le reti criminali, promuovendo la cooperazione e sostenendo il lavoro delle autorità di contrasto.

  1. Un forte ecosistema europeo della sicurezza

In Europa i governi, le autorità di contrasto, le imprese, le organizzazioni sociali e i cittadini hanno la responsabilità comune di rafforzare la sicurezza.

L’UE contribuirà a promuovere la cooperazione e lo scambio di informazioni, allo scopo di combattere la criminalità e far applicare la legge. Tra le misure chiave figurano il rafforzamento del mandato di Europol e l’ulteriore sviluppo di Eurojust per collegare meglio tra loro le autorità giudiziarie e le autorità di contrasto. La collaborazione con i partner al di fuori dell’UE è essenziale anche per garantire la sicurezza delle informazioni e delle prove. Sarà rafforzata anche la cooperazione con Interpol.

La ricerca e l’innovazione sono strumenti potenti per contrastare le minacce e per anticipare i rischi e le opportunità. Nell’ambito del riesame del mandato di Europol, la Commissione prenderà in considerazione la creazione di un polo europeo dell’innovazione per la sicurezza interna.

Competenze specifiche e una maggiore consapevolezza possono andare a beneficio sia degli organismi di contrasto che dei cittadini. Anche una conoscenza di base delle minacce alla sicurezza e di come combatterle può avere un impatto concreto sulla resilienza della società. La consapevolezza dei rischi della criminalità informatica insieme a competenze di base su come proteggersi sono elementi che possono integrare la protezione offerta dai fornitori di servizi per contrastare gli attacchi informatici. L’agenda europea per le competenze, adottata il 1º luglio 2020, sostiene lo sviluppo di competenze lungo tutto l’arco della vita anche nel settore della sicurezza.

Contesto

Negli ultimi anni sono emerse nuove e sempre più complesse minacce transfrontaliere e intersettoriali per la sicurezza, che evidenziano la necessità di una più stretta cooperazione in tale ambito a tutti i livelli. La crisi causata dal coronavirus ha inoltre posto la sicurezza europea al centro dell’attenzione ed è un banco di prova per la resilienza delle infrastrutture critiche in Europa, la preparazione alle crisi e i sistemi di gestione delle crisi.

Gli orientamenti politici della Presidente von der Leyen insistono su una migliore cooperazione per proteggere tutti coloro che vivono in Europa. La strategia dell’UE sull’Unione della sicurezza presentata oggi delinea le azioni, le misure e gli strumenti prioritari per realizzare questo obiettivo, sia nel mondo fisico che in quello digitale e in tutte le componenti della società.

La strategia si basa sui progressi già realizzati nell’ambito dell’agenda europea sulla sicurezza 2015-2020 e si concentra sulle priorità approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Riconosce inoltre l’interconnessione crescente tra sicurezza interna ed esterna. Molti filoni di lavoro si baseranno su un approccio integrato dell’UE e l’attuazione della strategia sarà portata avanti in piena complementarità e coerenza con l’azione esterna dell’UE nel settore della sicurezza e della difesa, sotto la responsabilità dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

La Commissione riferirà periodicamente sui progressi compiuti e informerà e coinvolgerà a pieno titolo in tutte le azioni pertinenti il Parlamento europeo, il Consiglio e i portatori di interessi.

Per maggiori informazioni:

Comunicazione sulla strategia dell’UE sull’Unione della sicurezza

Domande e risposte: Realizzare l’Unione della sicurezza:

Comunicato stampa: Realizzare l’Unione della sicurezza: iniziative per combattere gli abusi sessuali su minori, la droga e le armi da fuoco illegali

Unione della sicurezza — Sito web della Commissione

 

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Risposta al coronavirus: rendere i mercati dei capitali funzionali alla ripresa europea

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Nell’ambito della sua strategia generale per la ripresa dalla crisi del coronavirus, la Commissione europea ha adottato oggi un pacchetto per i mercati dei capitali.

 

 

 

 

Nell’ambito della sua strategia generale per la ripresa dalla crisi del coronavirus, la Commissione europea ha adottato oggi un pacchetto per i mercati dei capitali.

Nell’ambito della sua strategia generale per la ripresa dalla crisi del coronavirus, la Commissione europea ha adottato oggi un pacchetto per i mercati dei capitali. Il 28 aprile scorso la Commissione aveva già proposto un pacchetto per il settore bancario volto ad agevolare l’erogazione di prestiti bancari a famiglie e imprese in tutta l’UE. Grazie alle misure odierne, per i mercati dei capitali sarà più facile aiutare le imprese europee a superare la crisi. Il pacchetto propone modifiche mirate alle norme che regolano i mercati dei capitali, che promuoveranno maggiori investimenti nell’economia, consentiranno una rapida ricapitalizzazione delle imprese e accresceranno la capacità delle banche di finanziare la ripresa.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “Continuiamo a lavorare per sostenere i cittadini e le imprese dell’UE durante la crisi del coronavirus e la ripresa successiva. Aiutare le imprese a raccogliere capitali sui mercati pubblici è un modo. Le modifiche mirate annunciate oggi renderanno più facile per le nostre imprese ottenere i finanziamenti di cui hanno bisogno e investire nell’economia. I mercati dei capitali sono vitali per la ripresa in quanto il finanziamento pubblico da solo non sarà sufficiente per rilanciare le nostre economie. A settembre presenteremo un piano d’azione per l’Unione dei mercati dei capitali di più ampia portata.

Il pacchetto contiene adeguamenti mirati del regolamento sul prospetto, della direttiva MiFID II e delle norme sulla cartolarizzazione. Tutte le modifiche sono al centro del progetto dell’Unione dei mercati dei capitali che mira a migliorare l’integrazione dei mercati nazionali dei capitali e ad assicurare la parità di accesso agli investimenti e alle opportunità di finanziamento in tutta l’UE.

Modifiche mirate al regime del prospetto — Prospetto UE per la ripresa: facile da produrre, facile da leggere, facile da controllare

Un prospetto è un documento che le imprese devono trasmettere ai propri investitori quando emettono azioni e obbligazioni. La Commissione propone oggi di creare un “prospetto UE per la ripresa” — una sorta di modello breve di prospetto — per le imprese che hanno esperienza nel mercato pubblico. Questo prospetto temporaneo sarebbe facile da produrre per le imprese, facile da leggere per gli investitori e facile da controllare per le autorità nazionali competenti. Ridurrebbe la lunghezza dei prospetti da centinaia di pagine ad appena 30, aiutando le imprese a raccogliere capitali, ad esempio sotto forma di azioni, anziché indebitarsi maggiormente. Una seconda serie di modifiche mirate al regolamento sul prospetto mira a facilitare la raccolta di fondi da parte delle banche che svolgono un ruolo essenziale nel finanziamento della ripresa dell’economia reale.

Modifiche mirate alle disposizioni della MiFID II per le imprese europee

La Commissione propone oggi modifiche mirate alle disposizioni della MiFID II al fine di ridurre alcuni degli oneri amministrativi che gli investitori esperti devono affrontare nei loro rapporti business to business. Gli investitori meno esperti (ad esempio le famiglie che investono i loro risparmi per il pensionamento) continueranno a essere protetti come prima. Le modifiche fanno riferimento a una serie di disposizioni che erano già state identificate (durante la consultazione pubblica MiFID/MiFIR) come eccessivamente gravose o come un ostacolo allo sviluppo dei mercati europei. La crisi attuale rende ancora più importante alleviare gli oneri inutili e offrire opportunità ai nuovi mercati. La Commissione propone pertanto di ricalibrare gli obblighi in modo da garantire un elevato livello di trasparenza nei confronti dei clienti, assicurando nel contempo gli standard più elevati di protezione e costi di conformità accettabili per le imprese europee. Parallelamente, la Commissione ha avviato oggi una consultazione pubblica sulle modifiche della direttiva delegata MiFID II per aumentare il regime di copertura della ricerca per gli emittenti di piccole e medie dimensioni e per le obbligazioni. In particolare, le PMI hanno bisogno di un buon livello di ricerca in materia di investimenti che dia loro sufficiente visibilità per attrarre nuovi investitori. Oggi la Commissione propone anche di modificare le norme della MiFID riguardanti i mercati dei derivati energetici con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di mercati dell’energia denominati in euro (un fattore importante per il ruolo internazionale dell’euro) e di consentire alle imprese europee di coprire i loro rischi, salvaguardando nel contempo l’integrità dei mercati delle materie prime, in particolare per i prodotti agricoli.

Modifiche mirate alle norme in materia di cartolarizzazione

La Commissione propone oggi un pacchetto di misure che modificano il regolamento sulle cartolarizzazioni e il regolamento sui requisiti patrimoniali. La cartolarizzazione è uno strumento attraverso cui le banche possono raggruppare i prestiti, trasformarli in titoli e venderli sui mercati dei capitali. L’obiettivo di queste modifiche è facilitare l’uso della cartolarizzazione nella ripresa dell’Europa consentendo alle banche di espandere i loro prestiti e di liberare i loro bilanci dalle esposizioni deteriorate. È utile consentire alle banche di trasferire alcuni dei rischi dei prestiti alle PMI (piccole e medie imprese) ai mercati, in modo da poter continuare a concedere prestiti alle PMI. In particolare, la Commissione propone di creare un quadro specifico per le cartolarizzazioni a bilancio semplici, trasparenti e standardizzate, che beneficerebbe di un trattamento prudenziale che rispecchia l’effettivo livello di rischio di tali strumenti. La Commissione propone inoltre di eliminare gli attuali ostacoli normativi alla cartolarizzazione delle esposizioni deteriorate, così da aiutare le banche a scaricare esposizioni deteriorate che potrebbero crescere a causa della crisi del coronavirus. Le modifiche odierne si basano su un lavoro e un’analisi approfonditi effettuati dall’Autorità bancaria europea nel 2019 e 2020.

Per ulteriori informazioni

Link al pacchetto di oggi

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Coronavirus: la Commissione proroga la sospensione temporanea dei dazi doganali e dell’IVA sulle importazioni dai paesi terzi di dispositivi medici e di protezione

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dispositivi di protezione

 

 

 

La Commissione europea ha deciso oggi di prorogare la sospensione temporanea dei dazi doganali e dell’IVA sulle importazioni dai paesi terzi di dispositivi medici e di protezione.

 

 

 

 

La Commissione europea ha deciso oggi di prorogare la sospensione temporanea dei dazi doganali e dell’IVA sulle importazioni dai paesi terzi di dispositivi medici e di protezione.

La durata di tale misura di agevolazione sarà prorogata di 3 mesi, fino al 31 ottobre 2020. La decisione odierna è dovuta al fatto che il numero di casi di coronavirus negli Stati membri rappresenta ancora un rischio per la salute pubblica e che sono ancora segnalate carenze di dispositivi medici negli Stati membri. Paolo Gentiloni, Commissario Europeo per l’Economia, ha dichiarato: “Dobbiamo fare il possibile per garantire che i dispositivi medici e di protezione raggiungano coloro che ne hanno bisogno. Per questo motivo abbiamo deciso di prorogare di tre mesi la sospensione temporanea dei dazi doganali e dell’IVA sulle importazioni di tali dispositivi dai paesi terzi. In tutta Europa, i professionisti del settore sanitario hanno lavorato instancabilmente per salvare quante più persone possibile. Vorrei cogliere questa opportunità per esprimere nuovamente il mio profondo rispetto e la mia gratitudine.” L’11 giugno 2020 la Commissione ha consultato tutti gli Stati membri e il Regno Unito sulla necessità di una proroga, ricevendo una risposta affermativa. L’odierna decisione garantisce che la misura si applicherà senza interruzione fino al 31 ottobre 2020. Maggiori informazioni sono disponibili qui e qui.

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La presidente von der Leyen al Parlamento europeo: “Adesso disponiamo di una potenza finanziaria massiccia e senza precedenti”.

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Stamattina la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è intervenuta dinanzi al Parlamento europeo durante la discussione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 17-21 luglio 2020.

 

 

 

Stamattina la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è intervenuta dinanzi al Parlamento europeo durante la discussione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario del 17-21 luglio 2020.

La presidente von der Leyen ha definito l’accordo raggiunto “un enorme successo ” e “un investimento europeo nella nostra Unione europea”“Credo che NextGenerationEU possa essere uno dei maggiori stimoli agli investimenti e alle riforme nel mondo intero, grazie agli  investimenti nella diffusione del 5G, nelle infrastrutture di rete, nell’intelligenza artificiale e nella digitalizzazione industriale, nelle energie rinnovabili, nei trasporti sostenibili, in edifici efficienti sotto il profilo energetico. È il nostro modo per lottare contro il cambiamento climatico e di imboccare la via della modernizzazione!” La presidente ha sottolineato che il Parlamento europeo svolgerà pienamente il suo ruolo: “Questa assemblea avrà piena voce in merito alla progettazione e al funzionamento dello strumento. La Commissione garantirà la piena trasparenza.” La presidente ha quindi elogiato l’accordo sulle nuove risorse proprie: “Abbiamo tracciato un calendario preciso e legato le nuove risorse ai rimborsi. Si tratta di un passo importante e storico per la nostra Unione, che la Commissione e il Parlamento invocavano da tempo. Non abbiamo tempo da perdere. La Commissione presenterà un pacchetto di nuove risorse proprie”. Nel sottolineare l’importanza di tutelare i nostri valori, in particolare lo stato di diritto, la presidente ha annunciato: “Rifletteremo sulla nostra proposta del 2018 relativa allo stato di diritto. Lavoreremo insieme ai colegislatori per garantire che la nostra proposta del 2018 venga ripresa e, laddove necessario, migliorata.” Pur deplorando gli adeguamenti apportati ad alcuni programmi – (“vi sono state decisioni deprecabili e dolorose su molti programmi dal valore aggiunto fondamentale a livello europeo”), la presidente von der Leyen ha sottolineato che “adesso disponiamo di una potenza finanziaria enorme e senza precedenti: 1,8 miliardi di euro.” Infinela presidente ha sottolineato l’importanza di restare uniti nella risposta alla crisi: “Oggi abbiamo la possibilità di ottenere qualcosa di storico per l’Europa. La pressione della crisi ha spalancato porte che erano sbarrate da lungo tempo. Per quanto le circostanze siano tristi,  questa è anche un’opportunità per l’Europa, per la nostra comunità. NextGenerationEU è un grande segnale di solidarietà. Poiché NextGenerationEU si basa sul metodo comunitario, l’UE contribuirà a guarire le ferite e a ravvicinarci. Questa volta portiamo tutti insieme sulle spalle il peso della responsabilità per il destino dell’Europa e per le future opportunità dei nostri figli.” Il discorso è disponibile online e su EbS.

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Aiuti di Stato: la Commissione invita i portatori di interesse a formulare osservazioni sugli orientamenti riveduti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale

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La Commissione europea ha avviato oggi una consultazione pubblica con la quale invita tutti i portatori di interesse a presentare osservazioni sul progetto di orientamenti UE riveduti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale. I portatori di interesse potranno partecipare alla consultazione fino al 30 settembre 2020.

 

 

 

La Commissione europea ha avviato oggi una consultazione pubblica con la quale invita tutti i portatori di interesse a presentare osservazioni sul progetto di orientamenti UE riveduti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale. I portatori di interesse potranno partecipare alla consultazione fino al 30 settembre 2020.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale mirano a promuovere lo sviluppo economico delle regioni svantaggiate dell’UE, garantendo al contempo parità di condizioni tra gli Stati membri. Gli aiuti a finalità regionale sono uno strumento importante che gli Stati membri possono utilizzare per stimolare lo sviluppo regionale. Oggi invitiamo i portatori di interesse a presentare le loro osservazioni sul nostro progetto di orientamenti riveduti, i quali, oltre che lo sviluppo regionale, sosterranno anche la duplice transizione verso un’economia verde e digitale”.

Gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale mirano a promuovere lo sviluppo economico delle regioni svantaggiate dell’UE, garantendo al contempo parità di condizioni tra gli Stati membri. Gli aiuti a finalità regionale sono uno strumento importante che gli Stati membri possono utilizzare per stimolare lo sviluppo regionale.

Gli attuali orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale sono in fase di revisione nel contesto del “controllo dell’adeguatezza” della Commissione relativo al pacchetto per la modernizzazione degli aiuti di Stato del 2012, il cui obiettivo è valutare se le norme attuali sono ancora adeguate allo scopo.

Il progetto di orientamenti riveduti tiene conto dei risultati preliminari del controllo dell’adeguatezza, che dimostrano che, in generale, gli attuali orientamenti hanno funzionato bene. Al tempo stesso, la Commissione propone una serie di adeguamenti mirati per semplificare le procedure e tenere conto dell’esperienza acquisita con l’applicazione delle norme vigenti.

Inoltre, il progetto di orientamenti incorpora le nuove priorità politiche del Green Deal europeo e delle strategie industriale e digitale europee. Ad esempio, considerato il cospicuo fabbisogno di investimenti che la duplice transizione presuppone e per consentire alle regioni di riprendersi dagli effetti economici dell’epidemia di coronavirus, la Commissione propone di aumentare le intensità massime degli aiuti con l’introduzione di ulteriori incentivi per gli investimenti privati nelle regioni più svantaggiate, garantendo nel contempo parità di condizioni tra gli Stati membri. La Commissione propone inoltre ulteriori semplificazioni procedurali per gli aiuti di Stato alle aree di transizione giusta che gli Stati membri stanno definendo.

Nell’ambito del riesame in corso delle norme in materia di aiuti di Stato, la Commissione continua a riflettere sull’opportunità di adottare nuove misure in materia di aiuti di Stato che possano contribuire al conseguimento degli obiettivi del Green Deal, che devono essere basate su criteri chiari e oggettivi. Nell’ambito della consultazione avviata oggi sul progetto di orientamenti riveduti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, la Commissione invita anche i portatori di interesse a pronunciarsi in proposito.

Il progetto di orientamenti e tutti i dettagli relativi alla consultazione pubblica sono disponibili online.

Prossime tappe

Gli attuali orientamenti, che avrebbero dovuto scadere alla fine dell’anno, sono stati prorogati fino alla fine del 2021, per garantire prevedibilità e certezza del diritto durante la fase di revisione.

Oltre che nel quadro della consultazione dei portatori di interesse avviata oggi, il progetto di testo degli orientamenti sugli aiuti di Stato a finalità regionali sarà discusso anche in una riunione tra la Commissione e gli Stati membri, che sarà organizzata verso la fine del periodo della consultazione. In tal modo la Commissione garantirà che gli Stati membri e i portatori di interesse abbiano sufficienti opportunità di esprimersi sul suo progetto.

L’adozione dei nuovi orientamenti è prevista per l’inizio del 2021, in modo da dare agli Stati membri il tempo sufficiente per preparare e notificare le rispettive carte degli aiuti a finalità regionale che entreranno in vigore nel 2022.

Contesto

L’Europa è sempre stata caratterizzata da notevoli disparità regionali in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione. Gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale mirano a sostenere lo sviluppo economico delle regioni svantaggiate dell’Europa, garantendo al contempo parità di condizioni tra gli Stati membri.

Negli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, la Commissione definisce le condizioni alle quali gli aiuti a finalità regionale possono essere ritenuti compatibili con il mercato interno e stabilisce i criteri per identificare le zone che soddisfano i requisiti di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Gli orientamenti contengono quindi anche norme in base alle quali gli Stati membri possono elaborare le mappe degli aiuti regionali per individuare le aree geografiche in cui le imprese possono beneficiare di aiuti di Stato a finalità regionale (zone assistite) e a quale livello (intensità dell’aiuto).

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Risposta globale al coronavirus: l’UE stanzia altri €100 milioni a sostegno della ricerca sui vaccini

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vaccini

 

 

 

 

La Commissione europea stanzai un ulteriore sostegno di €100 milioni per lo sviluppo rapido di vaccini contro il coronavirus.

 

 

 

La Commissione cofinanzierà con €100 milioni un bando pubblicato dalla Coalizione per l’innovazione in materia di preparazione alle epidemie(link is external) (CEPI) per sostenere lo sviluppo rapido di vaccini contro il coronavirus. Il sostegno dell’UE rientra nell’impegno della Commissione a investire €1 miliardo da Orizzonte 2020, il programma di ricerca e innovazione dell’UE, in ricerca e innovazione urgentemente necessarie per sviluppare test diagnostici, cure, vaccini e altri strumenti di prevenzione per contrastare la diffusione del coronavirus.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di cure e vaccini efficaci per eliminare il pericolo del coronavirus. Per questo siamo orgogliosi di sostenere la CEPI nel suo impegno a sviluppare rapidamente i vaccini candidati più promettenti.”

In risposta alla pandemia di coronavirus, la CEPI, un partenariato globale istituito nel 2017 per sviluppare vaccini per prevenire future epidemie, sta lavorando per sviluppare rapidamente un ampio portafoglio dei vaccini candidati più avanzati contro il coronavirus e per garantire che siano pronti per la produzione in scala, in collaborazione con i partner dell’industria. Il sostegno di Orizzonte 2020 alla CEPI finanzierà attività di ricerca e innovazione, ma non la produzione dei vaccini.

Maggiori informazioni sul bando sono disponibili qui e su come ricerca e innovazione nell’UE sostengono la lotta contro il coronavirus e la ripresa qui. Nel quadro dell’iniziativa di risposta globale al coronavirus promossa dalla Presidente von den Leyen, finora sono stati impegnati €15,9 miliardi per l’accesso universale ai test, alle cure e ai vaccini, per contrastare la pandemia di coronavirus e favorire la ripresa mondiale.

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Discorso di apertura della Presidente von der Leyen alla conferenza stampa congiunta con il Presidente Michel seguita alla riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020

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presidente Ursula vdL

 

 

 

Qui di seguito il discorso di apertura della Presidente von der Leyen alla conferenza stampa congiunta con il Presidente Michel seguita alla riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020.

 

 

 

 

Molte grazie.

Signore e signori,

desidero innanzitutto ringraziare il presidente del Consiglio europeo Charles Michel per gli sforzi titanici e per la perseveranza. Questo successo del Consiglio europeo è anche suo.

E desidero ringraziare Angela Merkel per averci magistralmente guidati. Abbiamo negoziato per quattro giorni e quattro notti, oltre 90 ore, ma ne è valsa la pena. Questo accordo dimostra che l’Europa è in grado di agire.

Secondo un pregiudizio diffuso, l’Europa reagisce troppo poco e troppo tardi. Oggi abbiamo dimostrato che non è così. Alla fine di aprile il Consiglio europeo ha incaricato la Commissione di elaborare un pacchetto di misure per la ripresa. Oggi, appena due mesi più tardi, abbiamo NextGenerationEU e abbiamo l’approvazione del Consiglio europeo.

Si tratta di un record assoluto nella storia dell’UE per un nuovo strumento di bilancio. E NextGenerationEU ha una dotazione considerevole, oltre 1 800 miliardi di euro, vale a dire più del 5% del PIL dell’UE-27. L’Europa ha ancora il coraggio e l’immaginazione per pensare in grande!

Per quanto possiamo essere esausti, siamo tutti consapevoli che l’Europa sta vivendo un momento storico. Stiamo affrontando una delle crisi sanitarie ed economiche più gravi di tutti i tempi. Eppure, a conclusione di un negoziato difficile, l’Europa è riuscita a dare una risposta forte a questa crisi senza precedenti, una risposta che si basa sul bilancio dell’UE e che integra solidarietà e responsabilità.

“Solidarietà”, perché tutti e 27 gli Stati membri sostengono insieme NextGenerationEU, e “responsabilità”, perché NextGenerationEU non solo ci guida fuori dalla crisi, ma può anche gettare le basi di un’Europa moderna e più sostenibile.

Desidero sottolineare ancora due punti. Ora le nuove risorse proprie sono strettamente connesse ai rimborsi. Si tratta di un grande passo avanti con un calendario preciso. Gli Stati membri ne beneficeranno in quanto contribuiranno meno per rimborsare gli investimenti. E le nuove risorse proprie rafforzeranno l’Unione europea anche a lungo termine. Sono lieta che siamo riusciti a salvaguardare questo risultato durante tutto il negoziato.

E la ripresa dell’Europa sarà verde! Il nuovo bilancio sarà il motore del Green Deal europeo e velocizzerà la digitalizzazione dell’economia europea. Grazie a NextGenerationEU si promuoveranno le riforme nazionali. Investiamo nel futuro dell’Europa.

Infine, diversamente da quanto successo nelle crisi precedenti, questa volta gli Stati membri non hanno optato per una soluzione intergovernativa, ma hanno affidato la ripresa dell’Europa alla Commissione europea. Insieme gestiremo un totale di 1 800 miliardi di euro. La maggior parte del denaro transiterà dai programmi a cui partecipa il Parlamento europeo. NextGenerationEU è accompagnato da una grande responsabilità. Siamo determinati a realizzare riforme e investimenti in Europa.

Devo però anche citare un punto delicato: nel cercare un compromesso, i leader hanno apportato adeguamenti importanti al nuovo QFP e a NextGenerationEU, ad esempio negli ambiti della sanità, della migrazione, dell’azione esterna e di InvestEU, e non hanno accettato lo strumento di sostegno alla solvibilità. È un vero peccato. In questo modo si riduce la parte innovativa del bilancio, sebbene oltre il 50% del bilancio complessivo, QFP e NextGenerationEU, sosterrà politiche moderne.

Infine, per concludere, ora l’Europa tutta ha la grande opportunità di uscire più forte dalla crisi. Oggi abbiamo compiuto un passo storico, di cui possiamo andare fieri. Ma un’altra tappa importante ci aspetta. Dobbiamo innanzitutto collaborare con il Parlamento europeo per ottenere un accordo. Abbiamo molto lavoro da fare, ma questa sera abbiamo fatto un grande passo avanti verso la ripresa.

Grazie!

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