Con il pacchetto d’inverno sostenibilità competitiva al centro del semestre europeo

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Bandiera UE

La Commissione ha pubblicato oggi le relazioni per paese in cui analizza le grandi sfide socioeconomiche di ciascuno Stato membro.L’analisi esposta nelle relazioni per paese ricalca le linee della strategia annuale di crescita sostenibile presentata a dicembre 2019, incentrandosi sulla sostenibilità competitiva per costruire un’economia al servizio delle persone e del pianeta. Per ciascuno Stato membro è valutata inoltre l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, comprese le relative prestazioni evidenziate nel quadro di valutazione della situazione sociale che lo accompagna.

Le relazioni per paese si concentrano su quattro dimensioni: sostenibilità ambientale, incremento della produttività, equità e stabilità macroeconomica.

Per la prima volta le relazioni fanno il punto dei progressi compiuti dagli Stati membri nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, evidenziando le politiche macroeconomiche e occupazionali che possono contribuire a tal fine. Analizzano anche le sfide e le possibilità che la transizione climatica ed energetica apre a ciascun paese. Nella stessa ottica indicano le priorità a cui destinare il sostegno del Fondo per una transizione giusta.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “Buone notizie: gli squilibri diminuiscono nell’UE. Gli Stati membri dovrebbero muovere da questa tendenza positiva per proseguire le riforme che permetteranno alla nostra economia di reggere la prova del futuro. Devono ridurre il debito, stimolare la produttività e realizzare gli investimenti giusti per compiere una transizione equa a un’economia sostenibile e inclusiva. Oggi la Commissione espone anche un’analisi specifica delle sfide di sostenibilità ambientale, nell’intento di aiutare gli Stati membri a muovere verso un’economia a impatto climatico zero.”

Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “L’occupazione è a livelli record in Europa, ma permangono disuguaglianze. Dobbiamo intensificare la lotta per una maggiore uguaglianza potenziando la dimensione sociale del semestre europeo e attuando integralmente il pilastro europeo dei diritti sociali, fra l’altro con la proposta di una disciplina del salario minimo equo, con il rafforzamento dell’agenda per le competenze e con il rilancio della garanzia per i giovani. È questa una conditio sine qua non della riuscita di una transizione verde e digitale che non lasci indietro nessuno.”

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “Muoviamo oggi il primo passo nel cammino che porterà la sostenibilità al centro della politica e dell’azione economica dell’UE. Le relazioni per paese 2020 fanno il punto dei progressi compiuti nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e comprendono una sezione specificamente dedicata alla sostenibilità ambientale. Quest’aspetto va di pari passo con il tema centrale del semestre europeo: le questioni economiche e sociali e la correzione degli squilibri macroeconomici. Il ritmo di riduzione dei livelli di debito pubblico e privato non è omogeneo e, nonostante la correzione della maggior parte dei disavanzi delle partite correnti, restano preoccupazioni per le situazioni di avanzo ingente.”

Constatazioni fondamentali delle relazioni per paese

Il Green Deal europeo punta a far sì che l’Europa diventi il primo continente climaticamente neutro entro il 2050. Le relazioni esaminano specificamente le questioni collegate alla sostenibilità ambientale. L’analisi che riportano in tema di riforme e di principali necessità di investimento in settori quali l’energia, i trasporti e l’edilizia può guidare l’azione politica degli Stati membri in linea con questa priorità.

Le relazioni per paese rilevano che persistono livelli di disoccupazione sensibilmente diversi da uno Stato membro all’altro, mentre la povertà e l’esclusione sociale continuano a diminuire grazie alla situazione favorevole sul mercato del lavoro. Sarà comunque fondamentale l’attuazione concreta del pilastro europeo dei diritti sociali per garantire che, sia sul clima che nel digitale, la transizione avvenga all’insegna della giustizia e dell’equità sociale.

La crescita della produttività è ancora un problema, a maggior ragione a causa del cambiamento demografico. La crescita potenziale risulta frenata dalla scarsità di investimenti, dall’invecchiamento della forza lavoro e dalla carenza di competenze o il disallineamento tra domanda e offerta di competenze.

Gli Stati membri continuano ad avere posizioni molto diverse in termini di debito e di sfide legate alla sostenibilità. In media, i disavanzi pubblici nell’UE hanno ricominciato ad aumentare, invertendo la tendenza alla diminuzione degli ultimi anni. In alcuni Stati membri gli elevati livelli attuali del debito pubblico sono fonte di vulnerabilità.

Integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

Una delle novità del semestre europeo è l’integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Ciascuna relazione per paese comprende ora una valutazione sintetica dei progressi compiuti dallo Stato membro verso il conseguimento di tali obiettivi, mentre un allegato specifico ne espone le relative prestazioni e la tendenza emersa negli ultimi cinque anni. Nel complesso si registrano progressi in quasi tutti i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.

Nei prossimi anni si approfondirà l’analisi per monitorare la realizzazione degli obiettivi e inquadrare la transizione verso un’economia climaticamente neutra ed efficiente sotto il profilo delle risorse.

Indicazione delle priorità del Fondo per una transizione giusta

La transizione verso un’economia sostenibile e climaticamente neutra deve essere improntata all’equità e alla giustizia sociale. Le relazioni per paese evidenziano le regioni e i settori che saranno maggiormente colpiti dalla transizione. Riportano un’analisi delle sfide che essa comporta ed illustrano le priorità a cui destinare il sostegno del Fondo per una transizione giusta per garantire che nessuno sia lasciato indietro negli sforzi messi in atto dall’UE per conseguire la neutralità climatica.

Andamento delle riforme

L’incertezza delle prospettive economiche evidenzia l’importanza delle riforme per rafforzare la crescita potenziale. Le relazioni per paese valutano i progressi compiuti dagli Stati membri nell’attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese, ossia gli indirizzi politici mirati che la Commissione propone ogni anno.

Dalle relazioni l’attuazione delle raccomandazioni adottate nel 2019 risulta essere stata forte nei settori dei servizi finanziari e delle politiche attive del mercato del lavoro; sono invece proseguite a rilento le riforme in settori quali la concorrenza nei servizi e la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.

Nel complesso gli Stati membri hanno compiuto perlomeno alcuni progressi nell’attuazione di circa due terzi delle raccomandazioni dal 2011, anno in cui è stato istituito il semestre europeo.

Per la progettazione e l’attuazione delle riforme gli Stati membri possono contare sul supporto offerto dal programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP). La Commissione adotta oggi il programma di lavoro annuale dell’SRSP per il 2020, in base al quale per la prima volta tutti i 27 Stati membri riceveranno sostegno per la realizzazione di oltre 240 progetti di riforma.

Correzione degli squilibri macroeconomici

La procedura per gli squilibri macroeconomici mira a individuare, prevenire e sanare l’emergere di squilibri macroeconomici potenzialmente pregiudizievoli in grado di compromettere la stabilità economica di un determinato Stato membro, della zona euro o dell’UE nel suo complesso.

La relazione 2020 sul meccanismo di allerta pubblicata lo scorso dicembre ha individuato 13 Stati membri da sottoporre a esame approfondito al fine di stabilire se presentino o rischino di presentare squilibri. L’analisi esamina l’entità degli squilibri, la loro evoluzione e le risposte politiche.

Gli esiti dell’esame approfondito, esposti nella relazione per paese dei diversi Stati membri interessati, indicano che:

  • Grecia, Italia e Cipro presentano ancora squilibri eccessivi;
  • Germania, Irlanda, Spagna, Paesi Bassi, Francia, Croazia, Portogallo, Romania e Svezia presentano ancora squilibri;
  • la Bulgaria non presenta più squilibri.

Aggiornamento degli orientamenti in materia di occupazione

La Commissione ha adottato una proposta di aggiornamento degli orientamenti in materia di occupazione, che indicano le priorità comuni delle politiche nazionali dell’occupazione. Fortemente mirata all’obiettivo di realizzare un’economia sociale di mercato sostenibile, la proposta mette gli orientamenti in linea con le quattro dimensioni della strategia annuale di crescita sostenibile e con la comunicazione della Commissione “Un’Europa sociale forte per transizioni giuste“. Integra inoltre gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Gli orientamenti aggiornati introducono riferimenti a condizioni di lavoro eque, trasparenti e prevedibili, al miglioramento delle condizioni di lavoro per gli operatori delle piattaforme, al rafforzamento del ruolo delle parti sociali e alla necessità di prestare maggiore attenzione ai gruppi a basso e medio reddito ai fini di una retribuzione equa che permetta un tenore di vita dignitoso.

Relazione sulla sorveglianza rafforzata della Grecia

La Commissione ha adottato la quinta relazione sulla sorveglianza rafforzata della Grecia.

La relazione constata che la Grecia ha compiuto buoni progressi nell’attuazione degli specifici impegni di riforma per fine 2019. Le misure supplementari in via di attuazione o annunciate dal governo dovrebbero consentire un completamento in tempo utile per la sesta relazione sulla sorveglianza rafforzata, prevista per maggio 2020. A tal fine occorre il costante impegno delle autorità greche, specie nel settore finanziario in cui sono necessari ulteriori interventi consistenti. La relazione sarà ora discussa dall’Eurogruppo, ma non determinerà interventi sul debito.

Prossime tappe

Le relazioni per paese e gli esiti degli esami approfonditi saranno discussi in sede di Consiglio. La Commissione discuterà con il Parlamento europeo la sintesi delle conclusioni delle relazioni per paese. Nei prossimi mesi la Commissione interagirà con gli Stati membri per sondare i parlamenti nazionali, i governi, le parti sociali e gli altri portatori di interessi riguardo all’analisi e alle conclusioni delle relazioni per paese.

In aprile gli Stati membri presenteranno i programmi nazionali di riforma, in cui specificheranno le priorità delle riforme strutturali, e i programmi di stabilità (per gli Stati membri della zona euro) o di convergenza (per gli Stati membri non appartenenti alla zona euro), in cui delineeranno la rispettiva strategia pluriennale di bilancio.

La Commissione proporrà una nuova serie di raccomandazioni specifiche per paese nella primavera 2020.

Per ulteriori informazioni

Pacchetto d’inverno del semestre europeo: domande e risposte

Schede informative: pacchetto d’inverno del semestre europeo

Comunicazione sulle relazioni per paese

Relazioni per paese

Quinta relazione sulla sorveglianza rafforzata della Grecia

Programma di lavoro annuale del programma di sostegno alle riforme strutturali

Aggiornamento degli orientamenti in materia di occupazione

Il semestre europeo

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Futuro partenariato UE-Regno Unito: mandato alla Commissione europea per l’avvio dei negoziati

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L’avvio ufficiale dei negoziati con il Regno Unito è fissato per la settimana del 2 marzo 2020.

 

 

 

La Commissione europea plaude alla rapidità con cui il Consiglio è giunto oggi alla decisione di autorizzare l’avvio dei negoziati sul futuro partenariato con il Regno Unito.

Le direttive di negoziato odierne, che si basano sul progetto di raccomandazione presentato dalla Commissione il 3 febbraio 2020, sono perfettamente in linea con gli orientamenti e conclusioni emanati dal Consiglio europeo e con la dichiarazione politica concordata tra l’UE e il Regno Unito a ottobre 2019.

Le direttive di negoziato globali adottate delimitano l’ambito e fissano i termini del futuro partenariato che l’Unione europea prospetta con il Regno Unito. Toccano tutti i settori di interesse negoziale: cooperazione commerciale ed economica, cooperazione delle autorità di contrasto e giudiziarie in materia penale, politica estera, sicurezza e difesa, partecipazione ai programmi dell’Unione e altri ambiti di cooperazione tematica. Uno specifico capitolo delinea un assetto di governance generale per tutti i settori della cooperazione economica e in materia di sicurezza.

Come già per la negoziazione dell’accordo di recesso, nella sua veste di negoziatrice dell’Unione la Commissione intende portare avanti i lavori in stretto coordinamento con il Consiglio e i relativi organi preparatori così come con il Parlamento europeo.

Prossime tappe

L’avvio ufficiale dei negoziati con il Regno Unito è fissato per la settimana del 2 marzo 2020.

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Al via Radio Europa Focus, la webradio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

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E’ on line Radio Europa Focus, la nuova Radio Web H24 della Rappresentanza in Italia della Commissione europea,  che riprende e rafforza la positiva l’esperienza di Studio Europa. Musica rigorosamente europea e soprattutto informazione e approfondimenti sul progetto europeo.

Due appuntamenti giornalieri 5 giorni a settimana:

“Tutto chiaro” (alle 14.00) programma che parlerà di attualità istituzionale europea con un particolare focus sul lavoro della Commissione europea e del  Parlamento europeo;

“Giriamoci intorno” (ore 18.00) programma che approfondirà la “bella Europa”, tutte le iniziative che cambiano positivamente la vita dei cittadini senza che essi stessi ne siano pienamente consapevoli. Si parte con questi appuntamenti e tanta musica!

Radio Europa Focus seguirà  inoltre eventi in diretta e darà voce a tutti quelli che quotidianamente lavorano alla Rappresentanza della Commissione europea in Italia. Tutto con un linguaggio chiaro e semplice per consentire a tutti, a partire dai giovani, di capire e amare l’Unione europea! Una Radio Web inclusiva che punta al contributi di tutti coloro che amano il progetto europeo per creare una comunità di conoscenza, idee e di dibattito.

Clicca sul link per seguire in diretta web la programmazione di   Radio Europa Focus(link is external)

 

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Il piano di investimenti per l’Europa sostiene le microimprese nei paesi baltici

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camioncino con bandiera ue

Il Fondo europeo per gli investimenti e Noviti Finance hanno firmato un accordo di cooperazione da 10 milioni di euro per migliorare l’accesso ai finanziamenti delle microimprese dell’Estonia, della Lettonia e della Lituania.

L’accordo è sostenuto dal programma per l’occupazione e l’innovazione sociale e dal piano di investimenti per l’Europa e Noviti Finance lo userà per migliorare l’accesso ai finanziamenti fino a 25 000 euro delle microimprese e degli agricoltori nei paesi baltici.

Il Vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis ha dichiarato: “Un’economia al servizio delle persone significa incoraggiare le ambizioni e il talento imprenditoriale dei cittadini e l’accordo di oggi è un grande passo avanti in questa direzione. L’accordo consentirà alle piccole imprese con fino a nove dipendenti di ottenere prestiti fino a 25 000 euro. Questo sostegno finanziario offre alle microimprese estoni, lettoni e lituane un’opportunità reale di prosperare ed espandersi”.

A oggi il piano di investimenti per l’Europa ha mobilitato 462,7 miliardi di euro di investimenti nell’UE, di cui 1,1 miliardi in Lettonia, 1,7 miliardi in Lituania e 1,6 miliardi in Estonia. Ha inoltre offerto sostegno a più di 1,1 milioni di start-up e piccole e medie imprese.

Il testo integrale del comunicato stampa è disponibile qui.

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COVID-19: la Commissione contribuisce all’invio di dispositivi di protezione in Cina e coordina i rimpatri

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La Commissione ha contribuito a inviare in Cina 17 tonnellate supplementari di dispositivi di protezione, grazie a un aereo francese mobilitato tramite il meccanismo di protezione civile dell’UE. Al ritorno, l’aereo rimpatrierà dei cittadini europei che si trovano a Wuhan.

Ieri due aerei italiani sono partiti per il Giappone per rimpatriare alcuni cittadini europei attualmente a bordo della nave da crociera Diamond Princess ormeggiata a Yokohama. L’UE cofinanzia fino al 75% dei costi di questi voli.

Il Commissario per la Gestione delle crisi Janez Lenarčič ha dichiarato: “Abbiamo contribuito a fornire oltre 30 tonnellate di dispositivi alla Cina e le consegne continueranno questo fine settimana. Ringrazio le autorità francesi e italiane per aver aiutato a rimpatriare i cittadini dell’UE in tutta sicurezza e per aver consegnato i dispositivi di emergenza alla Cina. Si tratta di un ottimo esempio di cooperazione europea. La Commissione continua a lavorare 24 ore al giorno per aiutare sia gli Stati membri che la Cina”.

I dispositivi di protezione, forniti da Francia, Estonia e Lettonia, comprendono mascherine, guanti, indumenti di protezione e disinfettante. La Commissione europea è in contatto continuo con gli Stati membri, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Organizzazione mondiale della sanità su tutti gli aspetti dell’epidemia di COVID-19.

Sono disponibili le foto e i video della visita del Commissario Lenarčič al Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’UE.

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La Commissione presenta le strategie per i dati e l’intelligenza artificiale

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intelligenza artificiale 250

Oggi la Commissione svela le proprie idee e azioni per una trasformazione digitale al servizio di tutti e che rifletta il meglio dell’Europa: apertura, equità, pluralismo, democrazia e sicurezza. Presenta una società europea alimentata da soluzioni digitali che mettono le persone al primo posto, crea nuove opportunità per le imprese e incoraggia lo sviluppo di tecnologie affidabili per promuovere una società aperta e democratica e un’economia dinamica e sostenibile.

Le tecnologie digitali sono un potente alleato nella lotta ai cambiamenti climatici e per il conseguimento della transizione verde. La strategia europea per i dati e le opzioni strategiche volte ad assicurare lo sviluppo antropocentrico dell’intelligenza artificiale (IA) presentate oggi sono i primi passi verso il raggiungimento di questi obiettivi.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Oggi illustriamo la nostra ambizione di plasmare il futuro digitale dell’Europa. La strategia copre tutto, dalla cibersicurezza alle infrastrutture critiche, dall’istruzione digitale alle competenze, dalla democrazia ai media. Voglio un’Europa digitale che rifletta il meglio dell’Europa: apertura, equità, pluralismo, democrazia e sicurezza“.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, ha dichiarato: “Vogliamo che tutti i cittadini, tutti i lavoratori e tutte le imprese abbiano pari opportunità di godere dei vantaggi della digitalizzazione. Parlo ad esempio di maggiore sicurezza alla guida o di minore inquinamento grazie alle automobili connesse oppure di salvare vite grazie alla diagnostica per immagini alimentata dall’IA, che permette ai medici di riconoscere le malattie in stadi sempre più precoci”.

Il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, ha dichiarato: “La nostra società genera volumi impressionanti di dati industriali e pubblici che trasformeranno il nostro modo di produrre, consumare e vivere. Voglio che le imprese europee e le nostre numerosissime PMI abbiano accesso a questi dati e possano creare valore per gli europei, anche sviluppando applicazioni di intelligenza artificiale. L’Europa ha tutto ciò che serve per guidare la corsa ai ‘big data’ e per salvaguardare la propria sovranità tecnologica, la propria leadership industriale e la propria competitività economica a vantaggio dei consumatori europei”.

Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa e nelle Q&A. Una serie di schede informative sono disponibili qui.

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Il commissario Hogan annuncia un nuovo pacchetto sulla trasparenza

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Hogan

Il commissario per il Commercio Phil Hogan ha annunciato oggi l’intenzione di intensificare ulteriormente gli impegni in materia di trasparenza della Commissione europea, tra l’altro riferendo sistematicamente in merito alle attività di tutti i comitati istituiti nel quadro degli accordi commerciali dell’UE.

Rivolgendosi ai rappresentanti della società civile a Bruxelles, il commissario Hogan ha affermato: “L’UE è già l’autorità pubblica più trasparente al mondo per quanto riguarda la politica commerciale, ma desideriamo fare ancora di più. Per questo motivo sono orgoglioso di annunciare una nuova serie di impegni per intensificare i nostri sforzi in materia di trasparenza. I nuovi impegni ci consentiranno di rafforzare ulteriormente la nostra posizione di leader mondiale per la definizione di una politica commerciale trasparente ed inclusiva.”

Il nuovo pacchetto di misure per la trasparenza comprende anche la pubblicazione di una

  • decisione della Commissione che autorizza gli Stati membri a condurre negoziati bilaterali in materia di investimenti,
  • dei resoconti sommari delle riunioni del comitato per gli strumenti di difesa commerciale contenenti informazioni commerciali non sensibili e
  • di raccomandazioni della Commissione per le direttive di negoziato, non solo per gli accordi commerciali preferenziali, come già avviene, ma anche per quelli non preferenziali. Il commissario Hogan ha inoltre confermato che l’iniziativa della Commissione di pubblicare i documenti divulgati a norma del regolamento sull’accesso ai documenti si applicherà anche ai documenti attinenti al commercio.

Gli impegni che fanno parte del pacchetto sulla trasparenza entreranno in vigore e saranno applicati ai documenti pertinenti a partire da oggi.

Contesto

Le misure annunciate oggi si basano sull’approccio trasparente e proattivo alla politica commerciale già perseguito dalla Commissione europea. In tutte le fasi dei negoziati commerciali la Commissione pubblica sistematicamente informazioni riguardanti, tra l’altro: proposte della Commissione al Consiglio relative a progetti di direttive di negoziato per accordi commerciali preferenziali; rapporti sui cicli di negoziato, proposte iniziali di negoziato dell’UE, valutazioni d’impatto per la sostenibilità e il testo negoziato, non appena esiste in una versione consolidata concordata.

La Commissione europea si rivolge inoltre attivamente alle parti interessate affinché ricevano un contributo concreto e sostanziale per conseguire una politica commerciale dell’UE fondata su elementi fattuali in tutte le fasi. Prima di avviare un’iniziativa politica, la Commissione svolge consultazioni pubbliche, dialoghi con la società civile e attività di sensibilizzazione durante i negoziati e collabora con le parti interessate nella fase di attuazione degli accordi commerciali attraverso organi consultivi della società civile.

Per ulteriori informazioni

Discorso del commissario Hogan

Un’azione trasparente

Dialogo con la società civile

 

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Il commissario Hogan annuncia un nuovo pacchetto sulla trasparenza

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Hogan

Il commissario per il Commercio Phil Hogan ha annunciato oggi l’intenzione di intensificare ulteriormente gli impegni in materia di trasparenza della Commissione europea, tra l’altro riferendo sistematicamente in merito alle attività di tutti i comitati istituiti nel quadro degli accordi commerciali dell’UE.

Rivolgendosi ai rappresentanti della società civile a Bruxelles, il commissario Hogan ha affermato: “L’UE è già l’autorità pubblica più trasparente al mondo per quanto riguarda la politica commerciale, ma desideriamo fare ancora di più. Per questo motivo sono orgoglioso di annunciare una nuova serie di impegni per intensificare i nostri sforzi in materia di trasparenza. I nuovi impegni ci consentiranno di rafforzare ulteriormente la nostra posizione di leader mondiale per la definizione di una politica commerciale trasparente ed inclusiva.”

Il nuovo pacchetto di misure per la trasparenza comprende anche la pubblicazione di una

  • decisione della Commissione che autorizza gli Stati membri a condurre negoziati bilaterali in materia di investimenti,
  • dei resoconti sommari delle riunioni del comitato per gli strumenti di difesa commerciale contenenti informazioni commerciali non sensibili e
  • di raccomandazioni della Commissione per le direttive di negoziato, non solo per gli accordi commerciali preferenziali, come già avviene, ma anche per quelli non preferenziali. Il commissario Hogan ha inoltre confermato che l’iniziativa della Commissione di pubblicare i documenti divulgati a norma del regolamento sull’accesso ai documenti si applicherà anche ai documenti attinenti al commercio.

Gli impegni che fanno parte del pacchetto sulla trasparenza entreranno in vigore e saranno applicati ai documenti pertinenti a partire da oggi.

Contesto

Le misure annunciate oggi si basano sull’approccio trasparente e proattivo alla politica commerciale già perseguito dalla Commissione europea. In tutte le fasi dei negoziati commerciali la Commissione pubblica sistematicamente informazioni riguardanti, tra l’altro: proposte della Commissione al Consiglio relative a progetti di direttive di negoziato per accordi commerciali preferenziali; rapporti sui cicli di negoziato, proposte iniziali di negoziato dell’UE, valutazioni d’impatto per la sostenibilità e il testo negoziato, non appena esiste in una versione consolidata concordata.

La Commissione europea si rivolge inoltre attivamente alle parti interessate affinché ricevano un contributo concreto e sostanziale per conseguire una politica commerciale dell’UE fondata su elementi fattuali in tutte le fasi. Prima di avviare un’iniziativa politica, la Commissione svolge consultazioni pubbliche, dialoghi con la società civile e attività di sensibilizzazione durante i negoziati e collabora con le parti interessate nella fase di attuazione degli accordi commerciali attraverso organi consultivi della società civile.

Per ulteriori informazioni

Discorso del commissario Hogan

Un’azione trasparente

Dialogo con la società civile

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Tassazione equa: l’UE aggiorna la lista delle giurisdizioni fiscali non cooperative

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Oggi i ministri delle Finanze dell’UE hanno aggiornato la lista delle giurisdizioni fiscali non cooperative. Sono stati aggiunti alla lista delle giurisdizioni fiscali non cooperative quattro paesi o territori (Isole Cayman, Palau, Panama e le Seychelles) che non si sono adeguati alle norme richieste entro il termine.

Alla lista  delle giurisdizioni fiscali non  cooperative aggiornata si aggiurngo le otto giurisdizioni (Samoa americane, Figi, Guam, Samoa, Oman, Trinidad e Tobago, Vanuatu e le Isole Vergini americane) già inserite nella lista e tuttora non conformi. Per contro, oltre la metà dei paesi interessati dalla lista 2019 è stata interamente depennata, in quanto è ora in linea con tutte le norme di buona governance fiscale.

Facendo seguito all’aggiornamento Paolo Gentiloni, Commissario europeo responsabile per l’Economia, ha dichiarato: “La lista UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative contribuisce a migliorare concretamente la trasparenza fiscale globale. Ad oggi abbiamo esaminato i sistemi fiscali di 95 paesi e la maggior parte di essi è ora conforme alle nostre norme di buona governance. Questo processo si è tradotto nell’eliminazione di oltre 120 regimi fiscali dannosi in tutto il mondo e decine di paesi hanno iniziato ad applicare le norme in materia di trasparenza fiscale. I nostri cittadini si aspettano che le persone e le imprese più ricche paghino la loro giusta quota di tasse e tutte le giurisdizioni che consentono loro di evitarlo devono affrontare le conseguenze. Le decisioni adottate oggi mostrano che in quest’ambito l’UE è seriamente intenzionata.”

Nell’ambito del processo di inserimento nella lista dell’UE le giurisdizioni sono valutate in base a tre criteri principali: trasparenza fiscale, equità fiscale e attività economica reale. I paesi che non rispettano questi criteri sono invitati a impegnarsi a colmare le lacune entro un termine stabilito.

Prossime tappe

La Commissione e gli Stati membri proseguiranno il dialogo con le giurisdizioni che figurano nella lista e nell’allegato II (giurisdizioni con impegni in sospeso) in anticipo rispetto al prossimo aggiornamento della lista UE, previsto nell’ottobre 2020. Un’altra priorità è monitorare i paesi depennati dalla lista per garantire che applichino realmente la buona governance fiscale. L’esercizio UE di inserimento nella lista resta un processo dinamico, la cui evoluzione proseguirà nei prossimi anni per tenere il passo con gli sviluppi internazionali.

Contesto

Il dialogo e la sensibilizzazione sono un elemento centrale dell’esercizio di inserimento nella lista UE. La Commissione fornisce un notevole sostegno ai paesi terzi per rafforzare la lotta contro l’abuso fiscale nonché un’assistenza tecnica ai paesi che ne hanno bisogno. Si tratta di un aiuto particolarmente utile per i paesi in via di sviluppo, colpiti in modo sproporzionato dall’abuso fiscale globale e da flussi finanziari illeciti. In tale contesto l’esercizio di inserimento nella lista UE contribuisce alle finalità principali degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Delle 40 giurisdizioni esaminate dall’ultimo aggiornamento di rilievo della lista UE nel marzo 2019, quasi una dozzina soddisfaceva i requisiti ed è stata interamente depennata, a dimostrazione del fatto che il processo di inserimento nella lista dell’UE è in grado di produrre risultati positivi.

In termini di conseguenze, oltre al danno d’immagine derivato dall’inserimento nella lista, le giurisdizioni in questione sono soggette a misure difensive sia a livello dell’UE che degli Stati membri. A livello unionale, questo riguarda la distribuzione dei fondi dell’UE. A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero inoltre applicare contromisure, in linea con un approccio coordinato concordato.

Maggiori informazioni

Lista comune dell’UE delle giurisdizioni dei paesi terzi a fini fiscali

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L’UE e i donatori internazionali impegnano 1,15 miliardi di € per la ricostruzione post-terremoto in Albania

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Circa 100 delegazioni dell’Unione europea, dei suoi Stati membri e dei suoi partner – nonché di organizzazioni internazionali e della società civile – si sono riunite oggi a Bruxelles in occasione di una conferenza internazionale dei donatori per mobilitare un sostegno a favore dell’Albania dopo il sisma devastante del 26 novembre 2019.

Circa 100 delegazioni dell’Unione europea, dei suoi Stati membri e dei suoi partner – nonché di organizzazioni internazionali e della società civile – si sono riunite oggi a Bruxelles in occasione di una conferenza internazionale dei donatori per mobilitare un sostegno a favore dell’Albania dopo il sisma devastante del 26 novembre 2019.

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha ospitato l’evento, ha dichiarato: “Oggi la comunità internazionale esprime solidarietà all’Albania. Un terzo dell’impegno totale proviene dall’Unione europea e dai suoi Stati membri, oltre che dalla Banca europea per gli investimenti. L’intera Unione europea si è mobilitata per un paese che è al centro del nostro continente e che un giorno, come spero e sono convinta, farà anch’esso parte della nostra Unione. I cittadini albanesi sanno di appartenere alla nostra famiglia europea, oggi più che mai.

Alla conferenza, aperta dalla Presidente von der Leyen, hanno partecipato anche il Primo Ministro albanese Edi Rama, il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il Primo Ministro croato Andrej Plenković.

Degli 1,15 miliardi di € totali impegnati oggi, l’Unione europea – in particolare la Commissione, gli Stati membri e la Banca europea per gli investimenti – ha annunciato lo stanziamento di 400 milioni di € per la ricostruzione dell’Albania. La Commissione europea si è impegnata a stanziare, a titolo del bilancio dell’UE, 115 milioni di € che comprendono una sovvenzione iniziale di 15 milioni di € per la ricostruzione e la ristrutturazione di edifici pubblici essenziali come le scuole, firmata in data odierna dalla Presidente von der Leyen e dal Primo Ministro Rama, per consentire di avviare rapidamente il sostegno in loco. La Commissione sta inoltre presentando una proposta al Consiglio e al Parlamento per un importo supplementare di 100 milioni di € sotto forma di sovvenzioni a titolo del bilancio dell’UE di quest’anno, da destinare sia alla ristrutturazione e ricostruzione di edifici pubblici e privati sia alla ripresa delle imprese colpite.

Il Commissario per il Vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi, è intervenuto a nome dell’UE in occasione della presentazione della valutazione delle esigenze post-catastrofe e ha moderato la sessione sugli impegni di finanziamento, mentre il Commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, ha illustrato la risposta iniziale all’emergenza.

Contesto

Il 26 novembre 2019 un terremoto devastante di magnitudo 6,3 della scala Richter ha colpito l’Albania, provocando 51 morti, più di 900 feriti, circa 17 000 sfollati temporanei e interessando, in ultima analisi, oltre 200 000 persone in 11 comuni. Migliaia di edifici sono stati distrutti o gravemente danneggiati, tra cui infrastrutture pubbliche e private, abitazioni, scuole e strutture di assistenza sanitaria.

Dopo il terremoto sono state immediatamente schierate in Albania squadre di ricerca e salvataggio, grazie all’attivazione del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, su richiesta del governo albanese. Ciò ha consentito l’invio di assistenza in natura e di ingegneri strutturali, sia attraverso tale meccanismo sia a livello bilaterale dagli Stati membri dell’UE e dai partner della regione. Una squadra di protezione civile dell’UE si è insediata nel paese dal 27 novembre al 20 dicembre 2019 e ha coordinato la risposta internazionale.

Il governo albanese, l’Unione europea, le Nazioni Unite e la Banca mondiale hanno preparato congiuntamente una valutazione delle esigenze post‑catastrofe, pubblicata il 5 febbraio 2020, per mobilitare la comunità dei donatori: dalla valutazione emerge che l’impatto complessivo della catastrofe negli 11 comuni interessati ammonta a oltre 980 milioni di € e che, per la ripresa di tutti i settori, sarebbero necessari quasi 1,08 miliardi di €. La maggior parte dei danni riguarda l’edilizia abitativa, seguita dal settore produttivo (imprese e turismo, agricoltura e patrimonio culturale) e da quello dell’istruzione.

Per guidare la ricostruzione nel settore dell’edilizia abitativa, il governo albanese, la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa, la Banca europea per gli investimenti, la Commissione europea e la Banca mondiale hanno approvato, con una dichiarazione d’intenti, una serie di principi chiave che prevedono parametri per i meccanismi di finanziamento miranti a garantire un’opera di ricostruzione chiara, efficace, partecipativa e trasparente, consentendo nel contempo la rendicontabilità e il coordinamento delle risorse erogate e un miglior controllo qualitativo degli interventi edilizi.

Per maggiori informazioni

Sito internet della conferenza internazionale dei donatori “Insieme per l’Albania”

Dichiarazione d’intenti in occasione della conferenza internazionale dei donatori post-terremoto

Discorso di apertura della Presidente Ursula von der Leyen alla conferenza internazionale dei donatori “Insieme per l’Albania”

Osservazioni della Presidente Ursula von der Leyen all’incontro stampa con il Primo Ministro albanese Edi Rama

Osservazioni del Commissario per il Vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi

Osservazioni del Commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič

Foto e video sono disponibili su EbS (Europe by Satellite)

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