Seconda edizione del MED Youth Forum Contest – Ideas and Project at Work

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Grafica MED YOUTH2020

I MED Mediterranean Dialogues 2020 sono lieti di presentare la seconda edizione dello “Youth Forum Contest – Ideas and Project at Work”, promosso dall’ISPI e dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e realizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, il Boston Consulting Group, l’European Training Foundation, e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Lo scopo del contest è offrire ad un numero selezionato di giovani creativi provenienti dall’area mediterranea la possibilità di presentare progetti volti a facilitare il dialogo e a rafforzare lo sviluppo e la cooperazione nella regione del Mediterraneo allargato.

Sulla base di questo obiettivo, lo Youth Forum Contest di quest’anno prenderà in considerazione progetti incentrati sulla ricerca di soluzioni creative e innovative nella gestione della crisi legata alla pandemia e che favoriscano la ripresa e la crescita nel Medio Oriente e Nord Africa. A tal fine, saranno presi in considerazione progetti attinenti ai due ambiti del contest: Cultura e società civile (istruzione e culturasocietà civilesalute) e Business e nuovi modelli economici (food e water securitybusiness e mondo del lavoroinnovazione urbana).

Verrà premiato un vincitore per ogni ambito del contest. I vincitori riceveranno un premio di € 2.500, oltre all’opportunità di presentare il loro progetto durante la prossima edizione dei MED Mediterranean Dialogues 2021. A tutti i partecipanti sarà inoltre garantito il pieno accesso alla conferenza MED2020.

Possono partecipare al contest giovani candidati provenienti dal Medio Oriente e Nord Africa, che non abbiano ancora compiuto il 35esimo anno di età e dotati di un’ottima padronanza della lingua inglese. Per promuovere la collaborazione all’interno dell’area, potranno candidarsi anche giovani provenienti dall’Europa mediterranea nel caso in cui i loro progetti siano in partenariato con istituzioni/ o personalità con sede in paesi del Medio Oriente o del Nord Africa (per maggiori dettagli sui paesi di provenienza, consultare il sito del Forum).

Le candidature saranno accettate solo previa compilazione del modulo presente sul sito. Ciascuna domanda dovrà comprendere:

  1. Una breve lettera motivazionale (in cui il candidato esporrà le ragioni che lo hanno portato a partecipare al MED2020 Youth Forum Contest; in formato pdf)
  2. Una descrizione esaustiva del progetto proposto (compilando il documento in PowerPoint in allegato).
  3. Un CV del candidato aggiornato (in formato pdf)

Per presentare la domanda  clikkare al seguente link ISPI  entro il 30 ottobre (23.59 CEST).

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La Commissione annuncia i vincitori del premio Megalizzi – Niedzielski per giovani giornalisti e pubblica un nuovo invito a presentare proposte

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megalizzi prizeOggi la Commissione europea ha annunciato i vincitori            dell’edizione 2020 del premio  Megalizzi – Niedzielski per  aspiranti giornalisti.

Si tratta di Anastasia Lopez (Austria) e Francisco Sezinando (Portogallo), premiati per la loro dedizione al giornalismo di qualità e per il loro attaccamento ai valori dell’UE. La Commissione ha anche pubblicato un nuovo invito a presentare proposte a sostegno di misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE, con una dotazione complessiva di €5 milioni.

La Commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira, ha dichiarato: “L’Europa ha bisogno di giovani giornalisti e di studenti impegnati come Anastasia e Francisco. La nostra Unione dipende dalla loro determinazione a lottare per un giornalismo di qualità e per i valori europei. La Commissione presta particolare attenzione ai media e vogliamo aiutare il settore il più possibile in questo periodo senza precedenti.

Il termine per la presentazione delle candidature è il 12 gennaio 2021. Esempi di azioni di comunicazione dei beneficiari passati sono disponibili su questa mappa interattiva.

Il premio Megalizzi – Niedzielski per aspiranti giornalisti è stato istituito nel 2019 in memoria di Antonio Megalizzi e Bartek Pedro Orent-Niedzielski, giovani giornalisti europei con un forte senso dell’UE e un grande attaccamento ai suoi valori, deceduti durante l’attacco terroristico a Strasburgo alla fine del 2018.

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#ErasmusDays 2020: 15-16-17 ottobre. È importante esserci!

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Tornano gli #Erasmusdays, tre giorni in cui in tutta Europa, si celebra e si racconta il Programma Erasmus!

Appuntamento il 15-16-17 ottobre 2020 per raccontare e promuovere il programma Erasmus+ o per scoprirlo e lanciarsi in questa avventura, un’occasione per organizzare un evento, condividere la propria esperienza, diffondere i risultati dei progetti realizzati grazie al Programma simbolo dell’UE.
L’iniziativa, giunta alla 4a edizione, coinvolge protagonisti e beneficiari del programma in tutti i settori in un evento diffuso, che si moltiplica per migliaia di eventi in tutti i paesi partecipanti. È organizzata in tutta Europa dalle Agenzie nazionali Erasmus+ con il patrocinio della Commissione europea, in particolare di Mariya GabrielCommissaria EU per Innovazione, ricerca, cultura, istruzione e giovani.

L’edizione 2019
Con 3995 eventi in 51 paesi, l’edizione 2019 è stata un successo! Il nostro paese è da sempre tra i primi in Europa per partecipazione e lo scorso anno gli Erasmusdays in Italia sono stati 300 in tutto il territorio nazionale, un risultato da essere particolarmente orgogliosi.

#Erasmusdays 2020
Alla vigilia del nuovo programma Erasmus 2021-2027, quest’anno è davvero importante partecipare per condividere i risultati raggiunti e sottolineare quanto è importante continuare a investire nelle opportunità di istruzione, formazione, giovani in dimensione europea.
Gli #ErasmusDays mostrano l’impatto europeo sui territori grazie a storie e testimonianze di successo. Speriamo che anche quest’anno gli #Erasmusdays siano un momento di festa e condivisione e un’ottima opportunità di trovare nuove strategie di comunicazione e disseminazione dei progetti, a partire dall’incontro, dal confronto, dalle esperienze vissute.

L’invito delle Agenzie nazionali Erasmus+ Indire e Inapp a organizzare un evento targato Erasmusdays nelle giornate del 15, 16 e 17 ottobre è rivolto a scuole, istituzioni, università, centri di ricerca, organizzazioni, cooperative, associazioni, Ong, centri di formazione professionale etc. tanti attori internazionali nel settore dell’istruzione scolastica, dell’istruzione superiore, dell’educazione per adulti, della formazione professionale, che vogliono far conoscere il programma.
Condividere la propria esperienza, organizzare un evento, è un modo di contribuire a diffondere le opportunità e i risultati del programma tra cittadini, giornalisti e decisori politici.

Anche le Unità italiane eTwinning  ed Epale partecipano agli Erasmusdays.

COME PARTECIPARE – ORGANIZZA UN EVENTO
Il punto di partenza è il sito europeo dedicato all’iniziativa:

www.erasmusdays.eu

  • Organizza un’iniziativa, un evento Erasmus+ in una delle tre giornate previste, 15, 16 e 17  ottobre 2020
  • Inseriscilo nella mappa europea attraverso il sito comune a tutti i paesi partecipanti: è sufficiente compilare il form online in tutti i campi richiesti, con titolo ( trovatene uno accattivante!) descrizione e dettagli sull’evento.
  • Scrivi un testo breve ma chiaro e con tutte le informazioni utili – max. 550 caratteri spazi inclusi
  • Aggiungi una foto o un’immagine rappresentativa ( max. 2Mb)
  • Seleziona settore di pertinenza, tipologia di evento e tematica
  • Se l’evento deriva o è collegato a un progetto Erasmus, puoi inserire la sintesi del progetto – max.200 caratteri spazi inclusi) e inserire il link al sito ufficiale del progetto stesso
  • La segnalazione dell’evento sarà approvata e pubblicata dalla redazione web delle Agenzie nazionali Erasmus+  nel giro di un pochi giorni.
  • L’hashtag ufficiale in tutta Europa è #ERASMUSDAYS
  • Condivi il tuo evento e utilizza questo hashtag per tutta la comunicazione, in particolare nei 3 giorni #erasmusdays 2020

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Se hai vissuto da poco un’esperienza Erasmus o sei proprio adesso in mobilità, condividi la tua esperienza sui social network utilizzando l’hashtag #Erasmusdays

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Istruzione: differenze significative nelle retribuzioni degli insegnanti in Europa

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world teacher day 2020

 

 

 

Oggi, in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti, la rete Eurydice della Commissione europea ha pubblicato la sua relazione annuale sulle retribuzioni degli insegnanti.

 

 

 

 

Gli stipendi degli insegnanti costituiscono la maggior parte degli investimenti pubblici nell’istruzione, ma sono anche un elemento chiave per attirare i laureati più qualificati verso la professione e per incentivarli a restare. La relazione rivela differenze significative nelle retribuzioni degli insegnanti in Europa, solitamente connesse al tenore di vita nei rispettivi paesi. Le differenze riguardano non soltanto lo stipendio iniziale, ma anche gli aumenti di stipendio durante tutta la carriera professionale.

Negli ultimi anni i paesi dell’Europa centrale e orientale hanno continuato ad attuare misure per migliorare la retribuzione degli insegnanti e, per quanto riguarda lo stipendio iniziale, negli ultimi quattro anni hanno fatto registrare alcuni degli aumenti più significativi nell’UE. In media, gli insegnanti della scuola materna tendono a guadagnare meno e quelli dell’istruzione secondaria superiore guadagnano di più, ma in alcuni paesi europei tutti gli insegnanti percepiscono lo stesso stipendio.

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Gli insegnanti e i dirigenti scolastici svolgono un ruolo chiave nella società, perché aiutano i bambini e i giovani a sviluppare il loro potenziale, spesso anche in situazioni difficili. In occasione della Giornata mondiale degli insegnanti, dobbiamo ricordarci che il loro impegno e la loro motivazione hanno aiutato i bambini e le famiglie ad affrontare le sfide della crisi del coronavirus. La retribuzione e le prospettive di carriera degli insegnanti dovrebbero essere parte integrante delle politiche volte ad attrarre e a trattenere gli insegnanti più qualificati“.

La Commissione ha recentemente presentato la sua visione per l’istituzione di uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025, che mette gli insegnanti e i formatori al centro della politica dell’istruzione. La relazione di Eurydice riguarda gli stipendi degli insegnanti e dei dirigenti scolastici degli asili nido e delle scuole primarie e secondarie pubbliche nel 2018-19, in 42 sistemi d’istruzione europei.

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Uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025: ripensare l’istruzione e la formazione per l’era digitale

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studenti universitari

 

 

 

La Commissione ha adottato in data odierna due iniziative che rafforzeranno il ruolo dell’istruzione e della formazione nella ripresa dell’UE dalla crisi del coronavirus e contribuiranno a conseguire l’obiettivo di un’Europa verde e digitale.

 

 

 

Delineando un progetto per uno spazio europeo dell’istruzione da realizzare entro il 2025, la Commissione propone nuove iniziative, più investimenti e una maggiore cooperazione tra gli Stati membri per consentire a tutti gli europei, indipendentemente dall’età, di beneficiare della ricca offerta didattica e formativa dell’UE. La Commissione ha anche adottato un nuovo piano d’azione per l’istruzione digitale, che tiene conto degli insegnamenti tratti dalla crisi del coronavirus ed elabora una strategia per un ecosistema altamente efficiente di istruzione digitale con un potenziamento delle competenze digitali per compiere la trasformazione digitale.

La comunicazione sullo spazio europeo dell’istruzione illustra il modo in cui la cooperazione può arricchire ulteriormente la qualità, l’inclusività e le dimensioni verde e digitale dei sistemi di istruzione degli Stati membri. Spiega inoltre come, grazie alla collaborazione tra gli Stati membri, si potrà dare vita a uno spazio europeo dell’istruzione in cui studenti e insegnanti saranno liberi di studiare e lavorare in tutto il continente e in cui gli istituti potranno associarsi liberamente entro e oltre i confini europei.

Lo spazio europeo dell’istruzione si articola in sei dimensioni: qualità, inclusione e parità di genere, transizioni verde e digitale, insegnanti, istruzione superiore e un’Europa più forte nel mondo. Le iniziative saranno improntate tra l’altro alla ricerca di soluzioni per migliorare la qualità, soprattutto per quanto riguarda le competenze digitali e di base, per rendere la scuola più inclusiva e attenta alle tematiche di genere e per incrementare il successo scolastico. Contribuiranno a rafforzare la comprensione dei cambiamenti climatici e della sostenibilità, a promuovere infrastrutture per l’istruzione più ecologiche, a sostenere la professione di insegnante, a sviluppare ulteriormente le università europee e a potenziare la connettività negli istituti di istruzione e formazione.

La comunicazione definisce i mezzi e le tappe per la realizzazione dello spazio europeo dell’istruzione entro il 2025, con il sostegno del piano europeo di ripresa (Next Generation EU) e del programma Erasmus+. Propone inoltre un quadro per la cooperazione con gli Stati membri e per la partecipazione dei portatori di interessi del settore dell’istruzione, compresa una struttura di rendicontazione e analisi, con obiettivi concordati in materia di istruzione al fine di promuovere e monitorare le riforme. Gli sforzi volti all’istituzione dello spazio europeo dell’istruzione opereranno in sinergia con l’agenda europea per le competenze, la rinnovata politica in materia di istruzione e formazione professionale e lo Spazio europeo della ricerca.

Il piano d’azione per l’istruzione digitale (2021-2027) propone una serie di iniziative per un’istruzione digitale di alta qualità, inclusiva e accessibile in Europa. Esprime inoltre un invito a stabilire una più stretta collaborazione tra gli Stati membri a livello europeo, come pure con i portatori di interessi e tra di essi, affinché i sistemi di istruzione e formazione siano realmente pronti per l’era digitale. La crisi del coronavirus ha posto l’apprendimento a distanza al centro delle pratiche didattiche. Ciò ha messo in luce l’urgente necessità di potenziare l’istruzione digitale quale obiettivo strategico per un insegnamento e un apprendimento di alta qualità nell’era digitale. Con l’uscita dalla fase di emergenza causata dall’insorgenza della pandemia, si ravvisa la necessità di un approccio strategico e a più lungo termine all’istruzione e alla formazione digitali.

Il piano d’azione prevede due priorità strategiche a lungo termine: i) promuovere lo sviluppo di un ecosistema altamente efficiente di istruzione digitale e ii) potenziare le competenze digitali per la trasformazione digitale. Per rafforzare la cooperazione e gli scambi in materia di istruzione digitale a livello dell’UE, la Commissione creerà un polo europeo per l’istruzione digitale, che promuoverà la collaborazione e le sinergie tra i settori strategici pertinenti all’istruzione digitale, istituirà una rete di servizi di consulenza nazionali e rafforzerà il dialogo tra i portatori di interessi del settore pubblico e privato.

Entrambe le iniziative confluiranno inoltre nel terzo vertice europeo sull’istruzione organizzato dalla Commissione, che si terrà online il 10 dicembre e nel corso del quale i ministri e i principali portatori di interessi riuniti discuteranno delle modalità per rendere l’istruzione e la formazione pronte per l’era digitale.

Tra i membri del collegio che si sono espressi in merito, Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, ha dichiarato:

La pandemia di COVID-19 ha provocato enormi perturbazioni nei settori dell’istruzione e della formazione e un repentino passaggio all’apprendimento online e a distanza. L’uso generalizzato della tecnologia ha fatto emergere lacune e debolezze ma rappresenta anche un’opportunità per ripensare l’istruzione e la formazione per l’era digitale. Il 95% dei rispondenti alla consultazione pubblica sul piano d’azione per l’istruzione digitale ritiene che la crisi sia un punto di svolta per l’uso della tecnologia nell’istruzione e nella formazione. Ciò rappresenta uno stimolo a plasmare e modernizzare l’istruzione per l’era digitale.”

Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “L’istruzione è il perno del nostro stile di vita europeo. La visione che abbiamo per lo spazio europeo dell’istruzione si fonda saldamente sui valori di libertà, diversità, rispetto dei diritti umani e giustizia sociale. Oltre al piano d’azione per l’istruzione digitale proponiamo nuove iniziative per studiare e lavorare insieme in tutto il continente. Per i giovani, per i cittadini e per la nostra prosperità.”

Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha dichiarato: “Lo spazio europeo dell’istruzione e il piano d’azione per l’istruzione digitale sono essenziali per la ripresa europea e per la crescita futura e delineano una visione comune del futuro dell’istruzione che si ricollega ai nostri impegni verso le transizioni verde e digitale. Adesso dobbiamo concentrarci sulla loro attuazione e sulla creazione di sinergie tra di essi.”

Informazioni generali

Lo spazio europeo dell’istruzione si fonda su decenni di cooperazione in materia di istruzione a livello dell’UE. Il quadro strategico per la cooperazione europea nei settori dell’istruzione e della formazione (ET 2020) ha contribuito a rafforzare la fiducia e la comprensione reciproca per sostenere le prime iniziative legate allo spazio europeo dell’istruzione.

Nel 2017 i capi di Stato e di governo hanno discusso di istruzione e formazione al vertice sociale di Göteborg, sulla base della comunicazione della Commissione che delineava il progetto di istituire uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025. A seguito di tale incontro, il Consiglio ha formulato le sue conclusioni nel dicembre 2017 invitando gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione a portare avanti l’agenda di Göteborg. Molte iniziative sono già state sviluppate. Partendo da questi importanti presupposti, la comunicazione di oggi delinea un progetto di spazio europeo dell’istruzione e dà un ulteriore impulso per realizzarlo entro il 2025. Lo spazio europeo dell’istruzione è legato anche a Next Generation EU e al bilancio a lungo termine dell’Unione europea per il 2021-2027.

In tale contesto, il piano d’azione per l’istruzione digitale è una pietra angolare del programma della Commissione per sostenere la transizione digitale in Europa e si basa sul primo piano d’azione per l’istruzione digitale adottato nel gennaio 2018, che si concluderà alla fine di quest’anno. La portata del nuovo piano è più ambiziosa e propone un campo di applicazione più ampio che va al di là dell’istruzione formale e una durata più lunga, fino al 2027.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa — Spazio europeo dell’istruzione

Scheda informativa — Piano d’azione per l’istruzione digitale

Comunicazione — Spazio europeo dell’istruzione

Piano d’azione per l’istruzione digitale

 

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La Settimana europea dello sport (23 -30 settembre) riparte dai giovani per promuovere il benessere fisico e psicologico

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beactive

Webinar tematici su Salute, Perseveranza, Obiettivi, Resilienza, Tenacia, tanti campioni e una corsa per promuovere la ripartenza: sono queste le attività organizzate dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea e dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera.

Al programma di eventi web parteciperanno 45mila studenti delle scuole primarie e secondarie collegati da tutta Italia.

Ripartire dallo sport per promuovere il benessere psicofisico dei cittadini, in particolare dei più giovani. È con queste premesse che si apre oggi la Settimana europea dello sport, l’iniziativa lanciata nel 2015 dalla Commissione europea con l’hashtag #BeActive, che anche quest’anno coinvolgerà l’Italia insieme a oltre 40 Paesi UE ed extra UE.

Fino al 3 ottobre un programma articolato e ricco di appuntamenti sia in presenza che digitali, organizzati dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea in collaborazione con la Federazione Italiana di Atletica Leggera. Tra le tante attività online, un ciclo di 5 webinar tematici rivolti ai ragazzi delle scuole primarie e superiori, che traggono ispirazione dai valori legati alle iniziali della parola SPORTSalute, Perseveranza, Obiettivi, Resilienza, Tenacia. Dal 23 al 30 settembre i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado coinvolte dal progetto avranno l’occasione di avvicinarsi al mondo delle Istituzioni e dello sport e scoprire tutti i benefici derivanti da una corretta attività fisica insieme ai grandi campioni dello sportAndrew Howe, Fabrizio Donato, Davide Re, Margherita Granbassi e Andrea Lucchetta, insieme a Mauro Berruto, porteranno le loro testimonianze con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sull’importanza e sui benefici della pratica sportiva non solo per la salute, ma anche per la crescita personale. Interverranno inoltre l’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e il CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) per sensibilizzare i giovani partecipanti sull’importanza e sui benefici legati ad un’alimentazione sana e corretta. Il 30 settembre una sessione di training darà ai ragazzi la possibilità di cimentarsi insieme in un allenamento a distanza.

Qualche giorno dopo, il 3 ottobre, ma sempre nell’ambito della Settimana europea dello sport, si svolgerà inoltre a Roma Restart Europe, una corsa a cronometro individuale di 1 km per ragazzi che partirà dal Pincio. L’obiettivo è dare un segnale di ripartenza, all’insegna dello sport e degli stili di vita sani. Durante Restart Europe sarà possibile seguire lezioni di fitness (tonificazione, funzionale, difesa personale femminile, aerobica, Zumba e discipline olistiche): per garantire il rispetto delle normative anticovid è necessaria la prenotazione (contatti: aki.akademiaitalia@gmail.com).  

Dopo l’edizione da record del 2019, che ha coinvolto oltre 15 milioni di partecipanti in tutta Europa, quest’anno la Settimana europea dello sport sostiene e accompagna la ripresa dell’attività sportiva come volano per il ritorno alla normalità, facendo leva sui valori e sull’importanza che lo sport ha per la salute e per il benessere psicofisico, nonché come strumento per la crescita personale dei giovani, ossia coloro che saranno chiamati a costruire l’Europa del futuro.

 

L’invito è ad esercitarsi e rimanere fisicamente attivi nonostante le circostanze senza precedenti che ancora oggi costringono milioni di persone a ripensare le proprie abitudini e stili di vita. A questo scopo, la Commissione europea ha lanciato la campagna #BeActiveAtHome, l’altro hashtag ufficiale della Settimana, che consentirà di ricevere consigli e informazioni su tutte le attività di pratica sportiva domestica.

 

“La promozione dell’attività fisica, come l’educazione agli stili di vita sani, è una priorità per l’Unione europea. La Settimana europea dello sport intende inoltre lanciare un messaggio positivo di ripartenza malgrado l’emergenza Covid-19 – ha dichiarato Antonio Parenti, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Qualche giorno fa, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, la Presidente von der Leyen ha ricordato l’immagine di Carola e Vittoria, le due ragazze che durante il lockdown giocavano a tennis sui tetti di Finale Ligure, ricordandoci la lezione che c’è dietro, quella di non consentire agli ostacoli di averla vinta ma di cogliere le opportunità del momento. Superare le difficoltà con talento, creatività, e coraggio: lo sport ci insegna anche questo”.

“Lo sport è educazione e salute – ha dichiarato il presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Alfio Giomi -. Crescere praticando uno sport come l’atletica leggera significa diventare grandi in termini umani, allenarsi a superare le difficoltà, imparare il rispetto per gli altri. L’attività sportiva di base è importante quanto quella dei grandi campioni. Durante questa pandemia la Federazione ha lavorato incessantemente per restituire l’atletica ai ragazzi, in modo sicuro e protetto. Siamo partiti da lontano, mesi fa, ipotizzando, nel pieno del momento di difficoltà per il nostro Paese, nuove modalità di praticare il nostro sport. Lo abbiamo fatto perché lo sport è educazione, aspetto fondamentale per il futuro dei nostri ragazzi”.

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La giovane Europa – La generazione Erasmus ha discusso del futuro dell’Ue al Comitato europeo delle regioni

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Oltre 300 ragazzi provenienti dal Continente hanno condiviso le loro istanze su cambiamento climatico, sostenibilità, digitale e mobilità. Il prossimo passo sarà migliorare la comunicazione delle istituzioni a livello regionale e locale per mettere in contatto domanda e offerta di lavoro.

“Qual è il ruolo dei giovani nel futuro dell’Europa?”, questo il titolo della tavola rotonda virtuale che si è tenuta venerdì pomeriggio scorso a cui hanno partecipato oltre 300 giovani provenienti da ogni parte d’Europa. L’incontro è stato organizzato dal Comitato europeo delle regioni a margine della riunione del suo direttivo con l’obiettivo di prepararne l’agenda politica assieme all’attuale presidenza tedesca del Consiglio europeo. I partecipanti al dibattito hanno interagito direttamente con tre specialisti in materia: il presidente del Comitato europeo delle regioni Apostolos Tzitzikostas, il ministro per gli affari federali, europei ed internazionali della Renania Settentrionale- Vestfalia Stephan Holthoff-Pförtner, e l’europarlamentare tedesca della SpD Gabriele Bischoff.

I quasi 700 giovani che si sono registrati per assistere all’iniziativa potevano attivamente prenderne parte inviando una domanda da porre ai membri della tavola rotonda nei giorni precedenti l’incontro. Le domande selezionate sono state poi rivolte dagli stessi ragazzi venerdì in diretta e sono state fonte di discussione tra i tre politici e il moderatore del dibattito, il professore dell’Università di Duisburg-Essen Michael Kaeding.

Tra i temi più discussi i cambiamenti climatici, la sostenibilità, i programmi di mobilità Erasmus ed Eramsus+ e la digitalizzazione. «Per supportare la transizione verde abbiamo bisogno che la ripresa dalla crisi del coronavirus sia sostenibile e faccia fronte alle necessità di cambiamento. Per esempio, bisogna ristabilire la fiducia nei trasporti pubblici e sviluppare nuove modalità di trasporto comune. Per questo, noi del Comitato europeo delle regioni abbiamo stanziato 6,3 miliardi per la ricerca nell’ambito della mobilità sostenibile», ha riferito Tzitzikostas.

Lo stesso presidente ha poi aggiunto: «Non bisogna però dimenticarci del programma di scambio Erasmus, una delle iniziative più riuscite a livello europeo. È necessario continuare ad investire in questo progetto ed il budget approvato lo scorso luglio dal Consiglio europeo, anche se prevede maggiori investimenti in Erasmus, non è abbastanza ambizioso, non soddisfa le proposte avanzate dalle regioni».

Ad una domanda di una ragazza greca sempre riguardante il programma Erasmus e come contribuisca a sviluppare un’identità europea tra i giovani ed a migliorare i rapporti tra i paesi membri, Holthoff-Pförtner ha aggiunto che: «L’Erasmus in futuro dovrebbe essere reso disponibile a tutti, anche a chi non frequenta un’istituzione accademica. Il programma può diventare un metodo per fare esperienza in Europa ed imparare a collaborare gli uni con gli altri».

Nel corso del dibattito sono state poste anche tre domande a tutti i partecipanti riguardanti la prontezza dell’Europa ad affrontare il futuro, la Conferenza sul futuro dell’Europa promossa dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e le attività dell’Unione a livello locale. Le risposte alle prime due domande sono state abbastanza bilanciate. Secondo il 60% di chi ha aderito al sondaggio, l’UE è pronta ad intraprendere le nuove sfide che pone il futuro e sempre il 60% circa aveva già sentito parlare della Conferenza sul futuro dell’Europa, un risultato scontato visto l’interesse dei partecipanti al dibattito nell’Unione europea.

«La Conferenza sul futuro dell’UE ha proprio l’obiettivo di capire come organizzare l’Europa del futuro, per renderla pronta ad affrontare problemi politici ed essere più trasparente. Cercheremo di capire quali sono stati gli errori fatti e di avanzare un approccio più partecipativo così da entrare in dialogo con i cittadini e ricevere da loro un riscontro», ha affermato l’eurodeputata Bischoff.

Tuttavia, alla domanda sulla presenza dell’Unione europea a livello regionale e locale, la maggioranza è stata evidente: l’80% dei partecipanti ha risposto che non ci sono abbastanza informazioni sul lavoro sul campo dell’UE. Entra quindi in gioco la necessità di mettere in atto la priorità del Comitato europeo delle regioni: portare l’Europa più vicino ai cittadini così da rafforzare la democrazia europea a tutti i livelli di governo. Promuovendo la coesione come valore fondamentale delle politiche europee ed un approccio di sviluppo bottom-up, il Comitato vuole così contribuire a finanziare opere pubbliche ed una crescita economica sostenibile.

«L’Unione europea non è composta solamente da istituzioni, ma anche da 350 regioni, 19.000 comuni e 800 città che devono intraprendere delle iniziative per dimostrare la presenza dell’Europa sul territorio. I giovani, a questo proposito, sono essenziali. Loro sono i catalizzatori del progresso, pronti a diventare la forza trainante per l’integrazione europea promuovendo un processo decisionale che parte dal basso. D’altronde, l’Unione europea è presente in ogni aspetto della vita quotidiana dei cittadini e spesso i fondi di coesione sono gli unici strumenti che permettono di realizzare le opere pubbliche che migliorano le realtà cittadine», ha replicato Tzitzikostas dopo essere venuto a conoscenza dei risultati del sondaggio.

A porre domande ai partecipanti della tavola rotonda sono state anche due giovanissime ragazze italiane: la 19enne Raluca Mihaela Preda e la 17enne Maddalena Magliante. Mentre la prima ha interrogato i politici su come l’Europa intenda raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, la seconda ha invece sottolineato l’importanza di attività come il Model European Parliament, un’attività per studenti liceali ed universitari che punta a riprodurre una plenaria del Parlamento europeo in cui gli studenti si immedesimano negli eurodeputati.

«Il Model European Parliament è sinonimo di cooperazione, lavoro di gruppo e determinazione per costruire un futuro ed un’Europa migliore insieme. Mi ha permesso di rendermi conto che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza e che noi giovani dobbiamo alzare le nostre voci e farci sentire» ha dichiarato Maddalena.

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L’Europa premia 5 giovani scienziati dell’Istituto Italiano di Tecnologia: condurranno ricerche innovative su tecnologia, salute e comunicazioni veloci

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IT-Istituto Italiano di Tecnologia: 5 giovani scienziati e scienziate premiati dall’European Research Council (ERC) per svolgere ricerche innovative su tecnologie per la salute e per le comunicazioni veloci.

Tra i 20 progetti vincitori che saranno condotti in Italia, 5 sono all’IIT e saranno svolti nei laboratori di Genova, Pisa, Roma e Napoli nei prossimi 5 anni. Tra di essi vi è un ricercatore che rientrerà nel nostro Paese dopo 9 anni di ricerca all’estero tra Svizzera e USA.

Microrobot bioispirati alle cellule in grado di navigare nel corpo come strumenti medici poco invasivi; sinapsi artificiali che parlano con i neuroni per ripristinare le funzioni cerebrali nelle malattie neurodegenerative; una più profonda comprensione della rappresentazione dello spazio nel cervello per aiutare le persone con disabilità visiva ad orientarsi; nuovi metodi di fabbricazione nanotecnologica per creare dispositivi optoelettronici miniaturizzati e più veloci; e uno studio sull’origine della musica nel nostro cervello esaminando il legame con il movimento del corpo. Sono questi i 5 progetti innovativi premiati oggi dallo European Research Council (ERC) con fondi Starting grants, che saranno condotti da 5 giovani ricercatori e ricercatrici nei prossimi cinque anni all’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia: Monica Gori, Giacomo Novembre, Stefano Palagi, Francesca Santoro e Michele Tamagnone.L’annuncio ufficiale dell’ERC è stato dato oggi e ha riguardato in Europa 436 ricercatori all’inizio della loro carriera scientifica, valutati come vincenti tra 3272 proposte, con un investimento totale di 677 milioni di euro, nell’ambito del programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea, Horizon 2020. Il finanziamento aiuterà i singoli scienziati a costruire in autonomia i propri team di ricerca e condurre studi pionieristici in diverse discipline. I progetti che verranno condotti in Italia saranno 20, distribuiti in 14 diversi università e centri di ricerca; IIT si posiziona primo per il maggiore numero di assegnazioni, con 5 vincitori. Gli altri progetti saranno condotti al Politecnico di Torino (2), Università di Torino (1), Politecnico di Milano (1), Università di Milano (1), Università Bocconi (1), Università di Bologna (2), Università di Padova (1), Università di Parma (1), IMT Lucca (1), Università di Trento (1), Università di Trieste (1), Università di Napoli Federico II (1), INFN (1).
Il portafoglio di progetti ERC di IIT – ottenuti a partire dal 2009 – raggiunge il totale di 46, ottenuti da 36 ricercatori, di cui 14 donne, confermando la capacità di IIT di attrarre in Italia fondi e scienziati per progetti all’avanguardia, promuovendo anche l’uguaglianza di genere. Tra i 5 nuovi beneficiari ERC, Michele Tamagnone è un ricercatore italiano che tornerà in Italia dopo 9 anni trascorsi all’estero tra USA e Svizzera, mentre Gori, Novembre, Palagi e Santoro rappresentano giovani ricercatori e ricercatrici di successo che già lavorano in IIT.

Monica Gori è a capo dell’Unit for Visually Impaired People (U-VIP) dell’IIT a Genova, che si dedica allo studio delle capacità percettive sensoriali nei bambini con e senza disabilità, al fine di sviluppare tecnologie di riabilitazione. Con una laurea in psicologia all’Università di Firenze, Gori ha lavorato per alcuni anni nel dipartimento di Neuroscienze del CNR a Pisa, per poi ottenere il dottorato in Humanoid technologies all’Università di Genova. Nel 2012 riceve i premi Technology Review Under 35 Innovator Italia e Smart Cup Liguria nel 2015. Gori è stata coordinatrice scientifica di due grandi progetti europei, ABBI e WeDraw, volti alla realizzazione di nuovi metodi per migliorare le abilità spaziali e cognitive nei bambini senza e con disabilità visiva. Il finanziamento da parte di ERC le consentirà di sviluppare una nuova area di ricerca che collega lo sviluppo del bambino, la disabilità visiva e la riabilitazione, a partire dalla comprensione della rappresentazione spaziale nel cervello dai primi mesi di vita fino all’adolescenza. Il suo progetto di ricerca, chiamato MYSpace, mira a identificare i periodi di sviluppo specifici in cui l’esperienza visiva è cruciale per stabilire associazioni multisensoriali tra la visione e altre modalità e come questo processo è influenzato nei bambini e adolescenti non vedenti. Di conseguenza, sarà possibile identificare nuovi metodi formativi per ripristinare le rappresentazioni spaziali nei bambini con disabilità già entro il primo anno di età.Giacomo Novembre è un neuroscienziato cognitivo del Center for Life Nano Science di IIT a Roma, dove studia il cervello umano e la cognizione con un approccio multidisciplinare. Dopo la laurea in filosofia all’Università San Raffaele di Milano, Novembre si è trasferito in Olanda (Donders Institute, Nimega) e in Germania (Max Planck Institute, Lipsia) per studiare neuroscienze, ottenendo un master e un dottorato di ricerca. Ha poi lavorato come ricercatore in Australia al Marcs Institute di Sydney e nel Regno Unito all’University College di Londra, con un focus sull’integrazione sensomotoria, ovvero la capacità del cervello di integrare l’input sensoriale con i processi motori. Grazie al suo progetto ERC, Novembre studierà la “musicalità comunicativa”, ovvero la capacità innata delle persone di comunicare attraverso la musica, guardando in particolare al ruolo che riveste il movimento corporeo. Infatti, nel suo progetto MUSICOM, Novembre prenderà in considerazione il fatto che non solo ci vuole movimento per fare musica, ma anche che gli ascoltatori (indipendentemente dalla loro età o background culturale) si muovono in risposta alla musica. MUSICOM potrebbe cambiare il modo in cui vediamo e studiamo la musica, concentrandosi non sugli aspetti culturali ma su quelli istintivi, che rendono la musica un canale di comunicazione accessibile a tutti. Il progetto permetterà da una parte di comprendere alcuni fondamenti neurocognitivi della comunicazione umana e il suo sviluppo, e dall’altra di chiarire l’utilizzo della musica in ambito clinico.

Stefano Palagi è ricercatore postdoc nel gruppo Bioinspired Soft Robotics presso il Center for Micro-BioRobotics dell’IIT a Pontedera (Pisa). Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso IIT e la Scuola Superiore Sant’Anna, ha trascorso quattro anni come ricercatore presso il Max Planck Institute for Intelligent Systems, in Germania, ed è stato membro del Max Planck ETH Center for Learning Systems. La sua ricerca si concentra sulla microrobotica, ovvero lo sviluppo di dispositivi robotici di dimensioni microscopiche (meno di un millimetro). Palagi, infatti, ha realizzato i primi microrobot che nuotano effettivamente nei liquidi, come veri microrganismi biologici. Grazie al progetto ERC, potrà realizzare i primi microrobot capaci di navigazione autonoma nei tessuti corporei per l’applicazione in medicina mininvasiva. Il progetto chiamato CELLOIDS – che significa “microrobot ispirati alle cellule” – si ispira alle cellule biologiche che si muovono naturalmente attraverso i tessuti del corpo, come i globuli bianchi. Palagi, quindi, svilupperà microrobot in grado di imitare il movimento “ameboide” delle cellule, capaci di adattare spontaneamente la propria forma corporea all’ambiente circostante. I celloidi saranno in grado di muoversi e orientarsi in autonomia attraverso mezzi simili ai tessuti biologici, permettendo di pensare a procedure mediche rivoluzionarie da svolgere direttamente negli organi interessati, come il monitoraggio a lungo termine e interventi non invasivi.
Francesca Santoro è a capo del Tissue Electronics Lab presso il Center for Advanced Biomaterials for Healthcare dell’IIT a Napoli. Dopo la laurea presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, ha conseguito un dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica e Informatica in una partnership congiunta tra la RWTH Aachen e il Forschungszentrum Juelich in Germania. Nel 2014 è entrata a far parte del dipartimento di Chimica presso la Stanford University negli Stati Uniti. Nel 2017 è tornata in Italia, unendosi a IIT, e un anno dopo le è stato riconosciuto il premio MIT Technology Review Under 35 Innovator Italia ed Europa e nel 2019 il titolo di MIT Technology Review Ambassador, per il merito di avere ideato un nuovo cerotto nanotecnologico che, interagendo direttamente con le cellule, favorisce la guarigione della pelle. Grazie al finanziamento ERC Santoro svilupperà altri dispositivi tecnologici basati sull’interazione tra tessuti biologici e artificiali, in particolare un impianto cerebrale interattivo, che potrà essere applicato nel trattamento di disturbi neurodegenerativi come il Parkinson e l’Alzheimer. Il progetto BRAIN-ACT mira a creare dispositivi bioibridi capaci di accoppiare reti neuronali biologiche a neuroni artificiali organici. Santoro svilupperà una nuova classe di dispositivi bioelettronici intelligenti che “assomigliano a neuroni e agiscono come un neurone”, i quali consentiranno sia di monitorare che di stimolare l’attività dei neuroni all’interno delle reti neuronali. Per la prima volta, i neuroni interagiranno con una controparte artificiale interagendo attivamente con essa elettricamente e biomeccanicamente e ristabilendo così lo scambio di segnale elettrico ottimale tra i neuroni nell’area cerebrale danneggiata.
Michele Tamagnone tornerà in Italia, all’IIT a Genova, dopo nove anni trascorsi all’estero studiando materiali bidimensionali, come il grafene, per applicazioni optoelettroniche. Laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino, ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’École polytechnique fédérale (EPFL) di Lausanne, Svizzera. Successivamente è stato ricercatore presso l’Università di Harvard, finanziato dalla Swiss National Science Foundation. Grazie allo Starting Grant ERC, Tamagnone finanzierà la sua futura ricerca all’IIT, concentrandosi sul progetto SubNanoOptoDevices, con l’obiettivo di creare una classe completamente nuova di dispositivi optoelettronici basati su materiali nanostrutturati. Tamagnone esplorerà l’uso di un nuovo metodo di fabbricazione dei materiali a livello nanometrico per ottenere strutture con dimensioni molto piccole (da pochi nanometri a meno di un nanometro) basate su materiali bidimensionali, per creare dispositivi (come per esempio modulatori ottici) con prestazioni senza precedenti in termini di velocità (al di sopra di 100 GHz) e miniaturizzazione. A queste scale di grandezza, le proprietà elettriche e ottiche dei materiali sono governate dalla meccanica quantistica, e nuovi effetti possono essere sfruttati per controllare l’interazione tra luce e materia, che è essenziale per i dispositivi optoelettronici. Il progetto si concentrerà su dispositivi operanti a temperatura ambiente e integrati su silicio, per facilitarne la successiva introduzione nella produzione su larga scala.

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Giovani traduttori nelle scuole dell’UE – La Commissione apre le iscrizioni al concorso di traduzione 2020

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Oggi la Commissione europea ha annunciato l’avvio di Juvenes Translatores, il concorso annuale di traduzione per gli studenti delle scuole superiori di tutta Europa.

 

 

 

 

Oggi la Commissione europea ha annunciato l’avvio di Juvenes Translatores, il concorso annuale di traduzione per gli studenti delle scuole superiori di tutta Europa. Dalle ore 12.00 del 2 settembre, le scuole di tutti gli Stati membri dell’UE potranno iscriversi online per consentire ai propri studenti di competere con i coetanei degli altri paesi dell’Unione. Quest’anno i partecipanti al concorso dovranno tradurre un testo sul tema “Navigare in tempi difficili: insieme siamo più forti”.

Johannes Hahn, Commissario per il Bilancio e l’amministrazione, ha dichiarato: “I giovani europei sanno quanto le lingue siano importanti nella società di oggi. Le lingue non soltanto aiutano le persone a comprendere meglio la cultura e il punto di vista degli altri, ma possono servire per ottenere un lavoro.
Invito le scuole e gli alunni a partecipare all’edizione di quest’anno del concorso Juvenes Translatores e a scoprire la traduzione.

I partecipanti potranno scegliere da quale a quale delle 24 lingue ufficiali dell’UE desiderano tradurre (le combinazioni linguistiche possibili sono 552). Nell’edizione dello scorso anno gli studenti hanno scelto ben 150 combinazioni linguistiche diverse.

L’iscrizione delle scuole – la prima parte della procedura in due fasi – è aperta fino alle ore 12.00 del 20 ottobre 2020. Per iscrivere la scuola, gli insegnanti possono usare una delle 24 lingue ufficiali dell’UE.

La Commissione europea inviterà 705 scuole a partecipare alla fase successiva. Il numero delle scuole partecipanti di ciascun paese corrisponde al numero di seggi del paese al Parlamento europeo. La procedura di selezione delle scuole è automatizzata e casuale.

Le scuole selezionate dovranno scegliere da 2 a 5 studenti che parteciperanno al concorso. Gli studenti possono essere di qualsiasi nazionalità, ma devono essere nati nel 2003.

Il concorso si svolgerà online il 26 novembre 2020 in tutte le scuole partecipanti.

I vincitori, uno per paese, saranno annunciati all’inizio di febbraio 2021.

Se la situazione lo consentirà, la premiazione avverrà nella primavera del 2021 nel corso di una cerimonia che si terrà a Bruxelles, dove i vincitori avranno anche la possibilità di incontrare i traduttori della Commissione e di saperne di più sul lavoro dei linguisti.

Contesto

Ogni anno dal 2007 la direzione generale della Traduzione della Commissione europea organizza il concorso Juvenes Translatores (giovani traduttori) con l’obiettivo di promuovere l’apprendimento delle lingue nelle scuole e di consentire ai giovani di provare che cosa significa fare il traduttore. Il concorso, aperto agli studenti diciassettenni delle scuole secondarie superiori, si svolge contemporaneamente in tutti gli istituti dell’UE selezionati.

Juvenes Translatores ha ispirato e incoraggiato alcuni dei partecipanti a proseguire gli studi linguistici a livello universitario e a diventare traduttori professionisti e consente di mettere in evidenza il ricco patrimonio linguistico europeo.

Per ulteriori informazioni

Sito di Juvenes Translatores

Pagina Facebook di Juvenes Translatores

La direzione generale della Traduzione della Commissione europea su Twitter: @translatores

 

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Coronavirus: Erasmus + mobilitato per una forte risposta alla pandemia

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La Commissione ha adottato oggi una revisione del programma di lavoro annuale Erasmus+ 2020, stanziando un ulteriore importo di 200 milioni di EUR per rafforzare l’istruzione e la formazione digitale e promuovere lo sviluppo delle competenze e l’inclusione attraverso la creatività e le arti.

 

 

 

La Commissione ha adottato oggi una revisione del programma di lavoro annuale Erasmus+ 2020, stanziando un ulteriore importo di 200 milioni di EUR per rafforzare l’istruzione e la formazione digitale e promuovere lo sviluppo delle competenze e l’inclusione attraverso la creatività e le arti. La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto dirompente sull’istruzione e sulla formazione, facendo emergere nuovi modi di insegnamento e apprendimento che richiedono soluzioni innovative, creative e inclusive. Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “Lo spazio europeo dell’istruzione deve promuovere l’istruzione e le competenze digitali per mitigare i disagi causati dalla pandemia e sostenere il ruolo dell’Europa nella transizione digitale. La Commissione pubblicherà un invito straordinario a presentare proposte per Erasmus+ per un importo di 200 milioni di euro, che offrirà maggiori opportunità di apprendimento, insegnamento e condivisione nell’era digitale. Soluzioni efficaci, innovative e inclusive per migliorare l’istruzione e le competenze digitali esistono già, e beneficeranno del sostegno europeo”. Mariya Gabriel, Commissaria europea per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù, ha dichiarato: “Sono lieta che il programma Erasmus+ venga mobilitato per sostenere gli attori chiave nel campo dell’istruzione, della formazione e della gioventù in questi tempi difficili. Metteremo a disposizione 200 milioni di EUR per sostenere l’istruzione e la formazione digitale, l’animazione socioeducativa digitale, ma anche le competenze creative e l’inclusione sociale. Si tratta di un passo importante, che spiana la strada al piano d’azione per l’istruzione digitale, che la Commissione lancerà in autunno.” Il programma Erasmus+ sosterrà progetti volti a migliorare la didattica, l’apprendimento e la valutazione digitale nelle scuole, nell’istruzione superiore e nella formazione professionale. Offrirà inoltre alle scuole, alle organizzazioni giovanili e agli istituti di istruzione per adulti la possibilità di sostenere lo sviluppo delle competenze, stimolare la creatività e rafforzare l’inclusione sociale attraverso le arti, insieme ai settori culturali e creativi. Gli inviti a presentare proposte per i progetti in questi settori saranno pubblicati all’inizio dell’autunno. Le organizzazioni interessate sono invitate a contattare l’Agenzia nazionale Erasmus+ del proprio paese.

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