La Presidente von der Leyen al vertice dei leader sul clima ospitato dal presidente degli Stati Uniti Biden e alla conferenza sul nuovo Bauhaus europeo

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Ieri la Presidente von der Leyen ha partecipato al vertice dei leader sul clima organizzato dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden per la Giornata della Terra.

Ieri la Presidente von der Leyen ha partecipato al vertice dei leader sul clima organizzato dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden per la Giornata della Terra. Accogliendo con favore il ritorno degli Stati Uniti alla lotta contro i cambiamenti climatici, la Presidente ha dichiarato: “Dobbiamo rafforzare l’unità globale su nuovi obiettivi ambiziosi. Perché questo sarà il decennio decisivo per il clima. L’accordo di Parigi è l’assicurazione sulla vita dell’umanità. Alla COP26 di Glasgow dobbiamo dimostrare di averlo capito tutti e di essere pronti a intensificare la lotta contro i cambiamenti climatici. La scienza dice che non è ancora troppo tardi, ma dobbiamo sbrigarci“.

L’Europa mira a ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e ambisce a essere il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. La Presidente von der Leyen ha sottolineato: “Per salvare il clima abbiamo bisogno del mondo. Abbiamo bisogno che tutte le grandi economie si assumano le proprie responsabilità e trasformino la transizione in un’opportunità per tutti. Definiamo insieme un nuovo parametro di riferimento globale per la neutralità climatica. Lavoriamo insieme a un impegno e a un’azione comuni per ridurre le emissioni entro il 2030. Ciò ci pone su un percorso verso l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. È ciò di cui il nostro piafrancese e tedesco e il video è disponibile qui.

Ieri la Presidente von der Leyen ha rivolto inoltre un messaggio alla conferenza sul nuovo Bauhaus europeo, in cui ha sottolineato che la pandemia non ha messo fine alla sfida più grave del pianeta, i cambiamenti climatici: “Con il nuovo Bauhaus europeo vogliamo rendere il Green Deal europeo tangibile e ‘palpabile’. Vogliamo aggiungere una dimensione culturale alla trasformazione economica e tecnologica.” La Presidente ha descritto come il nuovo Bauhaus europeo possa trarre ispirazione dal movimento Bauhaus storico sviluppatosi in Germania, integrando al contempo sostenibilità, materiali a minore intensità di carbonio e interdisciplinarità, e ha sottolineato la sua aspirazione a che il movimento non si limiti all’UE. Leggi qui il discorso completo o guardalo qui.

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Tassazione verde: partecipa all’evento online di domani con il Vicepresidente esecutivo Timmermans e il Commissario Gentiloni

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Il Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans e il Commissario per l’Economia Paolo Gentiloni ospiteranno congiuntamente martedì 20 aprile un evento online sulla tassazione verde.

L’Unione europea ha fissato obiettivi ambiziosi per affrontare i cambiamenti climatici e promuovere un ambiente più pulito, nell’ottica di diventare un continente a impatto climatico zero entro il 2050. La tassazione ambientale può svolgere un ruolo positivo e attivo per conseguire questi obiettivi, incoraggiando il passaggio a un’energia più pulita, a un’industria più sostenibile e ad abitudini più rispettose dell’ambiente. La tassazione verde può inoltre contribuire a una ripresa verde dalla pandemia di COVID-19 e a una crescita sostenibile a lungo termine.

L’evento di domani prevede dibattiti e discussioni su questo tema importante, con la partecipazione di rappresentanti di alto livello della Commissione europea, del Parlamento europeo, degli Stati membri, dell’OCSE, dell’industria e della società civile. Il programma completo e lo streaming dell’evento sono disponibili sul sito web della Commissione qui.

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Sistema per lo scambio delle quote di emissione nell’UE: le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite del 13,3 % nel 2020

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Le emissioni di gas a effetto serra dei gestori che rientrano nel sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS) sono diminuite del 13,3 % nel 2020 rispetto al 2019.

 La riduzione complessiva è il risultato di una riduzione dell’11,2 % delle emissioni prodotte dagli impianti fissi e di una riduzione straordinaria del 64,1 % delle emissioni del trasporto aereo. Il settore dell’energia elettrica ha registrato un calo delle emissioni del 14,9 %, che riflette sia la riduzione del consumo di elettricità dovuta alla pandemia e alla transizione dal carbone alla produzione di gas naturale, sia la sostituzione dei combustibili fossili con fonti energetiche rinnovabili.

Questa significativa riduzione delle emissioni – sebbene in parte dovuta alla pandemia di COVID-19 – dimostra che il sistema ETS è uno dei più efficaci tra i nostri strumenti di politica climatica. A giugno, in occasione della presentazione del pacchetto legislativo “Fit for 55”, la Commissione presenterà proposte per rafforzare ed eventualmente estendere il sistema ETS per adeguare il nostro mix di politiche al maggiore livello di ambizione in materia di clima. Il sistema ETS – pietra angolare della politica climatica dell’UE – copre le emissioni di oltre 10 000 centrali elettriche, impianti industriali e compagnie aeree, che insieme generano circa il 40 % delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE.

I dati sulle emissioni verificate per il 2020, comunicati dai gestori, sono disponibili sul sito web del catalogo delle operazioni dell’UE.

Un sito ufficiale dell’Unione europea
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Diplomazia del Green Deal: la Commissione partecipa al vertice “Net Zero” e unisce le forze con l’Agenzia internazionale per l’energia al fine di ampliare il movimento per l’azzeramento delle emissioni nette

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mondo

Domani, nel quadro della diplomazia climatica ed energetica della Commissione, il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans e il Commissario Kadri Simson parteciperanno al vertice Net Zero, organizzato congiuntamente da Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), e da Alok Sharma, presidente della COP 26.

Il vertice vedrà riuniti rappresentanti dei ministeri dell’energia e del clima di oltre 40 paesi. I partecipanti discuteranno del contributo essenziale del settore energetico al conseguimento di un’economia climaticamente neutra – con zero emissioni nette di gas a effetto serra – e si concentreranno sulle azioni di necessarie per raggiungere il numero sempre crescente di obiettivi in materia di azzeramento delle emissioni nette. Oggi, in vista del vertice, la Commissione e l’AIE hanno convenuto di unire le forze per espandere il movimento “Net Zero”, composto da governi e imprese impegnate a contribuire – per il settore energetico – al conseguimento dell’obiettivo di un’economia a zero emissioni nette e all’accesso ad energia pulita da parte delle regioni colpite dalla povertà energetica. A tal fine forniranno strumenti di cooperazione per alimentare il dialogo ad alto livello delle Nazioni Unite sull’energia e contribuire alla COP26.

Una dichiarazione comune della Commissione e dell’AIE è disponibile online.

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Green Deal europeo: La Commissione presenta azioni volte a promuovere la produzione biologica

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La Commissione ha presentato oggi un piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica. Obiettivo generale del piano è stimolare la produzione e il consumo di prodotti biologici, per fare sì che entro il 2030 il 25 % dei terreni agricoli sia destinato all’agricoltura biologica e che l’acquacoltura biologica registri un significativo aumento.

La Commissione ha presentato oggi un piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica. Obiettivo generale del piano è stimolare la produzione e il consumo di prodotti biologici, per fare sì che entro il 2030 il 25 % dei terreni agricoli sia destinato all’agricoltura biologica e che l’acquacoltura biologica registri un significativo aumento.

La produzione biologica presenta una serie di importanti benefici: i campi a coltura biologica hanno circa il 30 % in più di biodiversità, gli animali da allevamenti biologici godono di un livello più elevato di benessere e assumono meno antibiotici, gli agricoltori dediti alla produzione biologica hanno redditi più elevati e sono più resilienti e i consumatori sanno esattamente cosa acquistano grazie al logo biologico dell’UE. Il piano d’azione è in linea con il Green Deal Europeo e le strategie Dal produttore al consumatore e Biodiversità.

Il piano d’azione è concepito per fornire al settore biologico, già in rapida crescita, gli strumenti adeguati per raggiungere l’obiettivo del 25 %. Al fine di garantire una crescita equilibrata del settore, il piano d’azione propone 23 azioni strutturate attorno a 3 assi: dare impulso ai consumiaumentare la produzione e migliorare ulteriormente la sostenibilità del settore.

La Commissione incoraggia gli Stati membri a elaborare piani d’azione nazionali per l’agricoltura biologica al fine di aumentare la loro quota in questo ambito. Vi sono differenze significative tra la quota di terreni agricoli destinata negli Stati membri alla produzione biologica: essa oscilla infatti tra lo 0,5 % a più del 25 %. I piani d’azione nazionali per l’agricoltura biologica integreranno i piani strategici nazionali della PAC, istituendo misure che vadano oltre l’ambito dell’agricoltura e l’offerta garantita nell’ambito della PAC.

Promuovere i consumi

L’aumento del consumo di prodotti biologici sarà fondamentale per incoraggiare gli agricoltori a convertirsi all’agricoltura biologica e aumentarne quindi la redditività e la resilienza. A tal fine, il piano d’azione propone diverse azioni concrete volte a stimolare la domandamantenere la fiducia dei consumatori e avvicinare gli alimenti biologici ai cittadini. Ciò implica, fra l’altro: fornire informazioni e presentare comunicazioni sulla produzione biologica, promuovere il consumo di prodotti biologici, stimolare un maggiore utilizzo dei prodotti biologici nelle mense pubbliche mediante appalti pubblici e aumentare la distribuzione di prodotti biologici nell’ambito del Programma dell’ UE destinato alle scuole. Le azioni mirano anche, ad esempio, a prevenire le frodiaumentare la fiducia dei consumatori e migliorare la tracciabilità dei prodotti biologici. Anche il settore privato può svolgere un ruolo significativo, ad esempio premiando i dipendenti con “buoni bio” che possono essere utilizzati per acquistare alimenti biologici.

Aumentare la produzione

Attualmente circa l’8,5 % della superficie agricola dell’UE è coltivata con metodi biologici e le proiezioni indicano che, con l’attuale tasso di crescita, l’UE raggiungerà il 15-18 % entro il 2030. Il presente piano d’azione fornisce gli strumenti per accelerare ulteriormente questa tendenza e raggiungere il 25 %. Se da un lato il piano d’azione è largamente incentrato sull'”effetto trainante” della domanda, la politica agricola comune resterà, dall’altro, uno strumento fondamentale per sostenere la riconversione. Attualmente circa l’1,8 % dei fondi della PAC (7,5 miliardi €) è utilizzato per sostenere l’agricoltura biologica. La futura PAC comprenderà regimi ecologici sostenuti da una dotazione di 38-58 miliardi per il periodo 2023-2027, in funzione dell’esito dei negoziati sulla PAC. Per promuovere l’agricoltura biologica possono essere utilizzati i regimi ecologici.

Oltre alla PAC, tra gli strumenti fondamentali figurano l’organizzazione di eventi informativi e la creazione di reti per la condivisione delle migliori pratiche, la certificazione per gruppi di agricoltori più che per singoli, la ricerca e l’innovazione, l’uso della tecnologia blockchain e di altre tecnologie per migliorare la tracciabilità, aumentando la trasparenza del mercato, rafforzando la trasformazione a livello locale e su piccola scala, sostenendo l’organizzazione della catena alimentare e migliorando l’alimentazione animale.

Per migliorare la sensibilizzazione sulla produzione biologica, la Commissione organizzerà annualmente una “Giornata della produzione biologica” nell’UE come pure l’assegnazione di riconoscimenti nella catena alimentare biologica, al fine di premiare l’eccellenza in tutte le fasi di tale catena. La Commissione incoraggerà inoltre lo sviluppo di reti di turismo biologico attraverso la creazione di “biodistretti”. Con “biodistretti” si intendono zone in cui in cui agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e autorità pubbliche collaborano per una gestione sostenibile delle risorse locali basata su principi e pratiche biologici.

Il piano d’azione rileva inoltre che l’acquacoltura biologica, pur essendo un settore relativamente nuovo, presenta un notevole potenziale di crescita. I nuovi orientamenti dell’UE sullo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura nella UE, di prossima pubblicazione, incoraggeranno gli Stati membri e i portatori di interessi a sostenere un aumento della produzione biologica in tale settore.

Migliorare la sostenibilità

Infine, esso punta a migliorare ulteriormente i risultati dell’agricoltura biologica in termini di sostenibilità. Per conseguire tali obiettivi le azioni saranno finalizzate a migliorare il benessere degli animaligarantire la disponibilità di sementi biologicheridurre l’impronta di carbonio del settore e minimizzare l’uso di plastica, acqua ed energia.

Obiettivo della Commissione è inoltre l’aumento della quota di ricerca e innovazione (R&I), destinando almeno il 30 % del bilancio alle azioni di ricerca e innovazione nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura e delle zone rurali a tematiche specifiche o rilevanti per il settore biologico.

La Commissione seguirà da vicino i progressi, facendo il punto ogni anno con i rappresentanti del Parlamento europeo degli Stati membri e dei portatori di interessi e pubblicando relazioni di avanzamento semestrali e una revisione intermedia.

Dichiarazioni di alcuni membri del Collegio

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, ha affermato: “L’agricoltura è una delle principali cause della perdita di biodiversità e la perdita di biodiversità costituisce una grave minaccia per l’agricoltura. È urgente ristabilire l’equilibrio nella nostra relazione con la natura. Non è un problema che interessa soltanto gli agricoltori ma l’intera catena alimentare. Con il piano d’azione intendiamo stimolare la domanda di agricoltura biologica, aiutare i consumatori a operare scelte con cognizione di causa e sostenere gli agricoltori europei nella transizione. Quanto maggiore è la superficie che destiniamo all’agricoltura biologica, tanto maggiore è la protezione della biodiversità in tali terreni e nelle zone circostanti.

Janusz Wojciechowski, Commissario per l’Agricoltura, ha dichiarato: “Il settore biologico, cui tutti danno atto di utilizzare pratiche e risorse in modo sostenibile, occupa un ruolo centrale per il conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo. Per conseguire l’obiettivo del 25 % di agricoltura biologica, dobbiamo assicurarci che la domanda ne stimoli la crescita, tenendo conto nel contempo delle differenze tra i settori dell’agricoltura biologica di ciascuno Stato membro. Il piano d’azione per l’agricoltura biologica fornisce strumenti e idee per favorire una crescita equilibrata in questo ambito. Lo sviluppo dell’agricoltura biologica sarà sostenuto dalla politica agricola comune, dalla ricerca e dall’innovazione, come pure dalla stretta cooperazione con i principali soggetti del settore a livello UE, nazionale e locale.

Virginijus Sinkevičius, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha affermato: “L’agricoltura biologica apporta molti benefici all’ambiente, contribuendo alla salubrità dei suoli, riducendo l’inquinamento dell’aria e dell’acqua e migliorando la biodiversità. Allo stesso tempo, grazie a una domanda cresciuta più rapidamente della produzione nell’ultimo decennio, il settore biologico garantisce vantaggi economici agli operatori del settore. Il nuovo piano d’azione per l’agricoltura biologica costituirà uno strumento fondamentale per strutturare il percorso verso il conseguimento degli obiettivi del 25 % di superficie agricola destinata all’agricoltura biologica e di un aumento significativo dell’acquacoltura biologica, sanciti dalle strategie “Biodiversità” e “Dal produttore al consumatore”. Inoltre, i nuovi orientamenti strategici per lo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura dell’UE, che la Commissione adotterà a breve, daranno ulteriore impulso all’acquacoltura biologica.

Contesto

Il piano d’azione tiene conto dei risultati della consultazione pubblica svoltasi tra settembre e novembre 2020, che ha registrato un totale di 840 risposte dei portatori di interessi e dei cittadini.

Si tratta di un’iniziativa preannunciata nelle strategie “Dal produttore al consumatore” e Biodiversità, pubblicate nel maggio 2020. Le due strategie sono state presentate nel contesto del Green Deal europeo per consentire la transizione verso sistemi alimentari sostenibili e affrontare le cause principali della perdita di biodiversità.

Nelle raccomandazioni agli Stati membri relative ai rispettivi piani strategici PAC, pubblicate nel dicembre 2020, la Commissione ha inserito l’obiettivo di raggiungere nell’UE, entro il 2030, il 25% di superfici a coltura biologica. Gli Stati membri sono invitati a fissare nei rispettivi piani della PAC i valori nazionali per tale obiettivo. Sulla base delle condizioni e delle esigenze locali, gli Stati membri illustreranno poi come intendano raggiungere questo obiettivo utilizzando gli strumenti della PAC.

La Commissione ha presentato le sue proposte di riforma della PAC nel 2018, introducendo un approccio più flessibile, basato su prestazioni e risultati, che tiene conto delle condizioni e delle esigenze locali, aumentando nel contempo le ambizioni a livello dell’UE per quanto riguarda la sostenibilità. La nuova PAC è imperniata su nove obiettivi, su cui si basano anche i paesi dell’UE nell’elaborare i rispettivi piani strategici PAC.

Per ulteriori informazioni

Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica

Domande e risposte: azioni volte a promuovere la produzione biologica

Scheda informativa sul settore biologico

Strategia “Dal produttore al consumatore”

Strategia sulla biodiversità

L’agricoltura biologica in sintesi

Politica agricola comune

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Biodiversità: la Commissione inaugura Pollinator Park

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impollinatori

Uno strumento digitale interattivo per attirare l’attenzione delle giovani generazioni sull’allarmante declino degli impollinatori.

Pollinator Park è uno strumento digitale interattivo volto ad attirare l’attenzione sull’allarmante declino degli impollinatori e mobilitare un’azione globale per porvi rimedio. Concepito nell’ambito dell’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori, il parco dovrebbe sensibilizzare, coinvolgere la società e promuovere la collaborazione sugli impollinatori selvatici. Contribuisce inoltre agli sforzi nell’ambito del Green Deal europeo per affrontare le crisi della natura e degli impollinatori, in particolare come evidenziato nella strategia dell’UE sulla biodiversità e nella strategia “Dal produttore al consumatore“. In particolare, i membri della coalizione globale “Uniti per la biodiversità” dell’UE sono invitati a utilizzare Pollinator Park nell’ambito delle loro campagne sulla perdita di biodiversità in vista della quindicesima conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (COP 15), che si terrà quest’anno.

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: “L’allarmante declino degli insetti che impollinano le colture e le piante selvatiche mette a rischio la sicurezza alimentare e minaccia la nostra sopravvivenza. Con il Green Deal europeo l’UE si sta già adoperando per invertire la perdita di impollinatori, ma occorre un più ampio sforzo da parte di tutta la società, con il contributo di scienziati ed esperti, imprese e cittadini. Lo scopo di Pollinator Park è mostrare i pericoli della situazione attuale, invitandoci tutti a intensificare gli sforzi per proteggere gli impollinatori e garantire un futuro migliore per noi stessi e per le generazioni future.”

Progettato in collaborazione con il celebre bioarchitetto Vincent Callebaut, Pollinator Park ci offre uno sguardo sul desolato futuro che ci attende se non modifichiamo radicalmente il nostro rapporto con la natura. Disponibile al pubblico in versione web e in realtà virtuale, invita i visitatori a conoscere gli impollinatori, a provare a impollinare, ad acquistare generi alimentari in un mondo privo di impollinatori e a scoprire come contribuire a evitare questo possibile futuro. Questa nuova iniziativa cerca di sfruttare il potere della piattaforma mediatica a crescita più rapida nel mondo — i 2 miliardi di appassionati di videogiochi — e si rivolge quindi in particolare alle giovani generazioni.

La Commissione sta riesaminando l’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori allo scopo di rafforzare ulteriormente le azioni volte a invertire il declino di questi preziosi insetti. A tal fine è prevista una consultazione pubblica nella seconda metà dell’anno. Anche il piano d’azione per l’inquinamento zero, atteso per i prossimi mesi, contribuirà in modo significativo a fermare e invertire la perdita di impollinatori. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa. Visitate qui Pollinator Park.

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Agricoltura: la Commissione approva una nuova indicazione geografica italiana

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pistacchio di raffadali dop

La Commissione europea ha approvato la domanda di iscrizione del “Pistacchio di Raffadali” nel registro delle denominazioni di origine protette (DOP).

Il “Pistacchio di Raffadali” è prodotto nella provincia di Agrigento, dove le condizioni di elevata aridità e l’esposizione soleggiata e a sud delle piantagioni consentono di ottenere un frutto dalle caratteristiche qualitative particolari, contraddistinto da un sapore dolce, gradevole e pronunciato e da un’elevata resa in olio.

La coltivazione del pistacchio è cresciuta a partire dalla seconda metà del XIX secolo, quando pascoli interi e terreni abbandonati vennero trasformati in piantagioni e la coltura divenne il fulcro dell’intero sistema agricolo ed economico della regione. La scelta di mantenere basse le piante, con i rami che toccano quasi il terreno, ha lasciato nel corso degli anni la sua impronta sul paesaggio. Questa nuova denominazione si aggiunge ai 1 606 prodotti alimentari protetti presenti nella banca dati eAmbrosia. Per maggiori informazioni, consultare anche le pagine sulla politica di qualità.

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Coronavirus – La Commissione propone un certificato verde digitale

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donna in stazione

La Commissione propone oggi di creare un certificato verde digitale per agevolare e rendere sicura la libera circolazione all’interno dell’UE durante la pandemia di COVID-19.

Il certificato verde digitale sarà una prova del fatto che una persona è stata vaccinata contro la COVID-19, è risultata negativa al test o è guarita dalla COVID-19. Il certificato sarà disponibile, gratuitamente, in formato digitale o cartaceo, e comporterà un codice QR che ne garantirà la sicurezza e l’autenticità. La Commissione predisporrà un gateway per garantire che tutti i certificati possano essere verificati in tutta l’UE e aiuterà gli Stati membri nell’attuazione tecnica dei certificati.: Spetterà sempre agli Stati membri decidere da quali restrizioni sanitarie possano essere esentati i viaggiatori. Gli Stati membri dovranno però applicare tali esenzioni allo stesso modo ai viaggiatori titolari di un certificato verde digitale.

Věra Jourová, vicepresidente per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: “Il certificato verde digitale offre una soluzione a livello dell’UE che garantisce a tutti i cittadini europei la disponibilità di uno strumento digitale armonizzato che agevoli la libera circolazione nell’Unione. È un messaggio positivo a sostegno della ripresa. I nostri obiettivi principali sono offrire uno strumento di facile utilizzo, non discriminatorio, e sicuro, che rispetti pienamente la protezione dei dati. Continuiamo inoltre a lavorare per una convergenza internazionale con altri partner.”

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “Con il certificato verde digitale, stiamo adottando un approccio europeo per garantire che quest’estate i cittadini dell’UE e i loro familiari possano viaggiare in sicurezza e con restrizioni minime. Il certificato verde digitale non sarà una conditio sine qua non per la libera circolazione e non sarà in alcun modo discriminatorio. Un approccio comune a livello dell’UE non solo ci aiuterà a ripristinare gradualmente la libera circolazione nell’Unione e ad evitare frammentarietà, ma sarà anche un’opportunità per influenzare le norme mondiali e per fungere da esempio sulla base dei nostri valori europei come la protezione dei dati.”

Principali elementi del regolamento proposto oggi dalla Commissione:

  1. Certificati accessibili e sicuri per tutti i cittadini dell’UE:
  • Faranno parte del certificato verde digitale tre tipi di certificati – i certificati di vaccinazione, i certificati dei test (test NAAT/RT-PCR o test antigenico rapido), e i certificati per le persone guarite dalla COVID-19.
  • I certificati saranno rilasciati in forma digitale o su carta. Entrambi comporteranno un codice QR contenente le informazioni fondamentali necessarie come pure una firma digitale che ne garantisca l’autenticità.
  • La Commissione predisporrà un gateway e aiuterà gli Stati membri a sviluppare un software che le autorità potranno usare per verificare tutte le firme dei certificati in tutta l’UE: Nessun dato personale dei titolari dei certificati passa attraverso il gateway né è conservato dallo Stato membro che effettua la verifica.
  • I certificati saranno disponibili gratuitamente e saranno redatti nella o nelle lingue ufficiali dello Stato membro di rilascio e in inglese.
  1. Non discriminazione:
  • Tutte le persone – vaccinate e non vaccinate – dovrebbero beneficiare di un certificato verde digitale quando viaggiano nell’UE Per evitare discriminazioni nei confronti delle persone che non sono vaccinate, la Commissione propone di creare non solo un certificato di vaccinazione interoperabile, ma anche dei certificati relativi ai test per la COVID-19 e dei certificati per le persone che sono guarite dalla COVID-19.
  • Stessi diritti per i passeggeri titolari del certificato verde digitale – gli Stati membri che accettano la prova della vaccinazione ai fini dell’esenzione da alcune restrizioni sanitarie come i test o la quarantena sarebbero tenuti ad accettare, alle stesse condizioni, i certificati di vaccinazione rilasciati nel quadro del sistema del certificato verde digitale Quest’obbligo sarebbe limitato ai vaccini che hanno ricevuto un’autorizzazione all’immissione in commercio su scala dell’UE. Gli Stati membri possono comunque decidere di accettare anche altri vaccini.
  • Notifica di altre misure – se uno Stato membro continua a imporre la quarantena o i test ai titolari di un certificato verde digitale, deve notificarlo alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri e deve giustificare la decisione.
  1. Solo informazioni essenziali e dati personali sicuri:
  • I certificati includeranno una serie di informazioni limitate, come nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni rilevanti riguardanti il vaccino/i test/la guarigione, e un identificativo univoco del certificato. Questi dati possono essere controllati solo per confermare e verificare l’autenticità e la validità dei certificati.

Il certificato verde digitale sarà valido in tutti gli Stati membri e aperto all’Islanda, al Liechtenstein, alla Norvegia come pure alla Svizzera. Dovrebbe essere rilasciato ai cittadini dell’UE e ai loro familiari, indipendentemente dalla loro nazionalità. Dovrebbe essere rilasciato anche ai cittadini non dell’UE che risiedono nell’Unione e ai visitatori che hanno il diritto di recarsi in altri Stati membri.

Il sistema del certificato verde digitale è una misura temporanea. Sarà sospeso una volta che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) avrà dichiarato la fine dell’emergenza sanitaria internazionale COVID-19.

Prossime tappe

Per essere pronta prima dell’estate, la presente proposta deve essere adottata rapidamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Parallelamente, gli Stati membri devono attuare il quadro di fiducia e le norme tecniche, concordati in seno alla rete di assistenza sanitaria online (rete eHealth), per garantire l’attuazione tempestiva dei certificati verdi digitali, la loro interoperabilità e la piena conformità alle norme in materia di protezione dei dati personali Lo scopo è che i lavori tecnici e la proposta siano completati nei prossimi mesi.

Contesto

In osservanza delle norme volte a contenere la diffusione del coronavirus, è stato chiesto ai viaggiatori nell’UE di fornire vari documenti, come certificati medici, risultati di test, o dichiarazioni. L’assenza di formati standardizzati ha comportato dei problemi per i viaggiatori nell’ambito dei loro spostamenti all’interno dell’UE. Sono stati altresì riferiti casi di presentazione di documenti fraudolenti o falsi.

Nella dichiarazione adottata a seguito delle videoconferenze informali del 25 e 26 febbraio 2021, i membri del Consiglio europeo hanno esortato a portare avanti i lavori relativi a un approccio comune sui certificati di vaccinazione. La Commissione ha lavorato con gli Stati membri nell’ambito della rete di assistenza sanitaria online, una rete volontaria che collega le autorità nazionali responsabili dell’assistenza sanitaria online, alla preparazione dell’interoperabilità dei certificati di vaccinazione Il 27 gennaio sono stati adottati degli orientamenti, aggiornati il 12 marzo, e lo stesso 12 marzo è stata concordata la bozza del quadro di fiducia.

La Commissione ha adottato oggi una proposta legislativa relativa all’istituzione di un quadro comune per un certificato verde digitale. La Commissione ha inoltre adottato una proposta complementare per garantire che il certificato verde digitale sia rilasciato anche ai cittadini non dell’UE che risiedono negli Stati membri o negli Stati associati Schengen, e ai visitatori che hanno il diritto di recarsi in altri Stati membri. Proposte separate per i cittadini dell’UE e non dell’UE sono necessarie per motivi giuridici; non vi è differenza nel trattamento fra i cittadini dell’UE e i cittadini non dell’UE ammissibili ai fini del certificato.

Le ultime informazioni sulle misure legate al coronavirus e sulle restrizioni di viaggio fornite dagli Stati membri sono disponibili sulla piattaforma Re-open EU

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte — Certificato verde digitale

Certificato verde digitale — Scheda informativa

Certificato verde digitale — Videoclip

Proposta di regolamento su un certificato verde digitale per agevolare la libera circolazione nell’EU

Proposta di regolamento sui certificati verdi digitali per i cittadini di paesi terzi legalmente soggiornanti o residenti negli Stati membri

Vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19 per tutti gli Europei

Sito web della Commissione sulla risposta al coronavirus

Re-open EU

Coronavirus – Una via comune per una riapertura sicura dell’Europa

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Finanza sostenibile: la Commissione accoglie con favore le relazioni sullo sviluppo delle norme dell’UE relative all’informativa sulla sostenibilità

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mani che tengono soldi e pianta

Oggi la Commissione europea ha accolto con favore la pubblicazione di due relazioni contenenti raccomandazioni per l’elaborazione di norme relative all’informativa sulla sostenibilità. Tali relazioni, elaborate su richiesta della Commissione su invito del Consiglio, rappresentano un passo importante per lo sviluppo dell’informativa sulla sostenibilità delle imprese in tutta l’UE.

Le relazioni riconoscono che è importante coordinare l’elaborazione di tali norme dell’UE con le iniziative esistenti ed emergenti a livello mondiale.

Le norme di sostenibilità dell’UE sono necessarie per soddisfare l’ambizione politica e rispettare il piano d’azione urgente del Green Deal europeo. Esse sono inoltre necessarie per garantire la coerenza delle norme di comunicazione al centro del programma dell’UE per la finanza sostenibile, in particolare l’esistente regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari, la direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario, il regolamento sulla tassonomia, nonché con gli obblighi della futura legislazione sulla governance societaria sostenibile e sul dovere di diligenza.

La prima relazione, elaborata da una task force multipartecipativa istituita dal Gruppo consultivo europeo sull’informativa finanziaria, propone una tabella di marcia per l’elaborazione di una serie completa di norme dell’UE relative all’informativa sulla sostenibilità. La seconda relazione propone riforme della struttura di governance del Gruppo consultivo europeo sull’informativa finanziaria per garantire che le future norme dell’UE nell’ambito in questione siano elaborate secondo un processo inclusivo e rigoroso. Definisce, ad esempio, le modalità di coinvolgimento delle autorità nazionali ed europee, garantendo nel contempo che il processo si avvalga anche delle competenze del settore privato e della società civile.

La pubblicazione delle relazioni è quanto mai tempestiva. Il diritto dell’UE impone alle grandi imprese di divulgare determinate informazioni sul modo in cui operano e gestiscono le sfide sociali e ambientali. Ciò aiuta gli investitori, la società civile e le altre parti interessate a valutare la sostenibilità delle grandi imprese e incoraggia queste ultime a sviluppare un approccio all’attività economica che sia responsabile sotto il profilo della sostenibilità. La direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario stabilisce le norme sulla comunicazione di tali informazioni da parte delle grandi imprese. Nella sua comunicazione sul Green Deal europeo, la Commissione si è impegnata a rivedere tale direttiva nel quadro della strategia volta a rafforzare le basi per gli investimenti sostenibili. La Commissione terrà conto di tali relazioni nel preparare la sua proposta di rafforzamento della direttiva, prevista per aprile. È possibile leggere le relazioni integrali qui.

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La Commissione inaugura il nuovo Osservatorio europeo del clima e della salute

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osservatorio clima e salute

 

 

Oggi la Commissione e l’Agenzia europea dell’ambiente presentano l’Osservatorio europeo del clima e della salute.

 

 

Oggi la Commissione e l’Agenzia europea dell’ambiente presentano l’Osservatorio europeo del clima e della salute. Come annunciato nella strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, adottata di recente, l’Osservatorio mira a generare, collegare, mettere in comune e fornire le conoscenze, le competenze e gli strumenti necessari per affrontare le sfide sanitarie connesse ai cambiamenti climatici, rendendo le nostre società più resilienti.

Segni evidenti indicano che la crisi climatica comporterà emergenze sanitarie più frequenti e gravi e i cambiamenti climatici incidono già sulla salute delle persone e sui sistemi sanitari. Si ritiene che fenomeni meteorologici estremi più frequenti e intensi, la comparsa e la diffusione di nuove malattie infettive, minacce alla sicurezza alimentare e idrica e la perdita di biodiversità genereranno gravi rischi per la salute e amplificheranno i problemi sanitari esistenti.

Nel corso di un evento inaugurale nel pomeriggio, oratori di alto livello della Commissione e dell’Agenzia europea dell’ambiente spiegheranno in che modo l’Osservatorio ci aiuterà a comprendere, anticipare e ridurre al minimo queste minacce. È possibile iscriversi e seguire l’evento qui dalle 14.00-16.00.

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