Dichiarazione della Commissaria Stella Kyriakides sulla valutazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali del vaccino AstraZeneca contro la COVID-19

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A seguito della valutazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali del vaccino contro la COVID-19 di AstraZeneca pubblicata venerdì scorso, la Commissaria per la Salute, Stella Kyriakides, ha  rilasciato un adichiarazione.

A seguito della valutazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali del vaccino contro la COVID-19 di AstraZeneca pubblicata venerdì scorso, la Commissaria per la Salute, Stella Kyriakides, ha dichiarato:

A seguito di una richiesta formale della Commissione europea, l’Agenzia europea per i medicinali ha riesaminato i dati relativi alla vaccinazione e i dati epidemiologici aggiuntivi forniti dagli Stati membri sul vaccino AstraZeneca, al fine di fornire un parere scientifico più preciso sul profilo di sicurezza del vaccino, tenendo conto dei benefici per le diverse fasce di età e dei diversi tassi di infezione. Questa valutazione intermedia dell’Agenzia europea per i medicinali aiuterà le autorità nazionali a decidere come utilizzare al meglio questo vaccino tra tutti quelli a disposizione. Sono lieta che molti Stati membri ne tengano conto nella decisione di somministrare il vaccino ai loro cittadini. È chiaro che nel complesso i benefici del vaccino AstraZeneca per la prevenzione della COVID-19 superano i rischi associati a effetti indesiderati molto rari e insoliti. Il vaccino di AstraZeneca è un elemento importante tra i vaccini a nostra disposizione: è un vaccino efficace che protegge dalle malattie gravi e dalla morte, nell’UE e nel mondo. La farmacovigilanza è alla base di campagne di vaccinazione sicure e della strategia dell’Unione in materia di vaccini. Il successo delle campagne di vaccinazione si basa sulla fiducia dei cittadini. La fiducia richiede scienza, chiarezza e coerenza: facciamo in modo di fornirle ai nostri cittadini.”

La dichiarazione completa è disponibile qui.

 

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Dichiarazione congiunta sulla settimana europea dell’immunizzazione 2021: celebrare i benefici passati, presenti e futuri dei vaccini

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settimana europea immunizzazione

In occasione della settimana europea dell’immunizzazione 2021, Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Hans Henri P. Kluge, Direttore dell’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa (OMS), e Afshan Khan, Direttore regionale per l’Europa e l’Asia centrale del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), hanno rilasciato una dichiarazione congiunta.

In occasione della settimana europea dell’immunizzazione 2021, Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Hans Henri P. Kluge, Direttore dell’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa (OMS), e Afshan Khan, Direttore regionale per l’Europa e l’Asia centrale del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), hanno rilasciato la seguente dichiarazione congiunta:

Lo scorso, difficile anno di pandemia di COVID-19 ha reso evidente quanto siamo tutti vulnerabili a una nuova malattia mortale, se non disponiamo di vaccini adeguati o delle tecnologie mediche che utilizziamo abitualmente per combattere. Molto prima della COVID-19, uno strumento fondamentale — semplicemente denominato ‘vaccinazione di routine’ — salvava già milioni di vite umane e preveniva malattie debilitanti, in particolare tra i bambini. L’immunizzazione di routine protegge non solo la persona vaccinata, ma anche gli altri membri della comunità. Contribuisce ad aprire la strada alla copertura sanitaria universale e all’obiettivo 3 degli obiettivi di sviluppo sostenibile: garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età. La diffusione sempre più rapida della vaccinazione contro la COVID-19 in tutta la regione europea dell’OMS appena un anno dopo l’inizio della pandemia è un risultato impressionante. L’Unione europea, l’OMS, l’UNICEF, tutti i governi nazionali e gli altri partner hanno lavorato fianco a fianco in questa risposta. Grazie al meccanismo globale di assegnazione COVAX e agli sforzi di Team Europe, alcuni paesi della regione che da soli non avrebbero potuto competere sul mercato mondiale dei vaccini stanno assistendo alla diffusione dei vaccini. L’Unione europea, l’OMS e l’UNICEF stanno collaborando con il settore pubblico e con il settore privato per superare le sfide in termini di offerta e capacità e consentire tempi di consegna più rapidi. Quest’anno più che mai invitiamo tutti a fare la propria parte scegliendo con attenzione le fonti di informazioni sanitarie, sottoponendosi a tempo debito a tutte le vaccinazioni di routine e accettando la vaccinazione contro la COVID-19 per sé e i propri cari quando arriva il proprio turno. Parlate della vaccinazione con i vostri figli e con gli altri, in modo che anche loro capiscano che non si tratta solo di un’iniezione, ma di un investimento in un futuro più sano e in un mondo più sicuro.

La dichiarazione completa è disponibile online.

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Eurobarometro: la fiducia nell’Unione europea in aumento dall’estate scorsa

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bandiere europaOggi la Commissione pubblica i risultati dell’ultima indagine standard di Eurobarometro, condotta nel febbraio-marzo 2021.

Oggi la Commissione pubblica i risultati dell’ultima indagine standard di Eurobarometro, condotta nel febbraio-marzo 2021.  Dai risultati emerge che, sebbene la pandemia di coronavirus incida sulla vita quotidiana dei cittadini europei da oltre un anno, l’atteggiamento nei confronti dell’UE rimane positivo. La fiducia nell’UE e la sua immagine sono migliorate e si attestano ai livelli più alti da oltre un decennio. Quasi un cittadino su due ripone fiducia nell’Unione europea (49%), con un aumento di 6 punti rispetto all’indagine standard dell’estate 2020, mentre il 46% dei cittadini ha un’immagine positiva dell’UE.

Nelle circostanze attuali gli europei individuano nella salute e nella situazione economica le due principali preoccupazioni a livello nazionale e dell’UE. Quasi quattro cittadini dell’UE su dieci (38%) considerano la salute il problema più importante che l’Unione si trova ad affrontare e il 69% ritiene che lo stato attuale dell’economia del loro paese sia “cattivo”. A tal proposito, il 55% ritiene che NextGenerationEU sarà uno strumento efficace per rispondere agli effetti economici della pandemia di coronavirus. Il comunicato stampa completo e il sondaggio Eurobarometro integrale sono disponibili online.

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Oscar 2021: sette film sostenuti dall’UE candidati a 14 premi prestigiosi

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Sette film sostenuti dal programma MEDIA di Europa creativa hanno ricevuto un totale di 14 candidature nell’edizione di quest’anno degli Oscar.

Sette film sostenuti dal programma MEDIA di Europa creativa hanno ricevuto un totale di 14 candidature nell’edizione di quest’anno degli Oscar. “The Father – Nulla è come sembra”, di Florian Zeller, è primo in classifica con sei candidature, tra cui miglior film, miglior attore e miglior sceneggiatura.

“Un altro giro”, di Thomas Vinterberg, che ha ricevuto il sostegno dell’UE sia per lo sviluppo sia per la distribuzione, è candidato alla statuetta nelle categorie miglior regista e miglior film internazionale. “Quo Vadis, Aida?” di Jasmila Žbanić, “Wolfwalkers – Il popolo dei lupi” di Tomm Moore e Ross Stewart, “Shaun, vita da pecora: Farmageddon – Il film” di Will Becher e Richard Phelan, “The Mole Agent” di Maite Alberdi e “Pinocchio” di Matteo Garrone competono in diverse categorie, tra cui miglior documentario e miglior film di animazione. I vincitori saranno annunciati il 25 aprile nel corso della 93a cerimonia degli Oscar.

Complessivamente, l’UE ha investito oltre 1,9 milioni di € attraverso la sezione MEDIA del programma Europa creativa per lo sviluppo e la distribuzione internazionale dei suddetti film. Queste produzioni saranno presentate anche nel quadro dei 30 anni della campagna MEDIA, che celebra il costante sostegno dell’UE all’industria audiovisiva. Oltre a promuovere contenuti, talenti e piattaforme finanziati nel corso degli ultimi trent’anni, la campagna è volta a illustrare il lavoro dell’industria dietro le quinte e i frutti dei finanziamenti dell’UE.

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Libertà dei media: la Commissione consulta sulla raccomandazione sulla sicurezza dei giornalisti

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La Commissione ha pubblicato oggi una tabella di marcia per raccogliere reazioni in vista della futura raccomandazione sulla sicurezza dei giornalisti nell’UE, come annunciato nel piano d’azione per la democrazia europea. Le persone interessate possono comunicare le loro osservazioni attraverso il portale “Di’ la tua” fino al 20 maggio.

Věra Jourová, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: “Il tragico assassinio del giornalista investigativo Giorgos Karaivaz ci ha ricordato ancora una volta che dobbiamo raddoppiare gli sforzi per proteggere i giornalisti. Stiamo elaborando raccomandazioni agli Stati membri e chiediamo un riscontro su misure quali le linee dirette e la formazione e sensibilizzazione della polizia e della giustizia”.

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha aggiunto: “Coloro che trasmettono informazioni devono beneficiare degli standard di protezione del lavoro più elevati, sia online che offline. È essenziale garantire la sicurezza digitale e l’autonomia dei giornalisti nell’ambito degli sforzi per proteggere i nostri valori, le nostre democrazie e lo Stato di diritto. È nostro compito sviluppare norme europee per la protezione dei giornalisti”.

In preparazione dell’iniziativa, la Commissione ha organizzato un dialogo strutturato nel quadro della prima edizione del forum europeo dei mezzi di informazione. La raccomandazione, che sarà presentata nel corso dell’anno, affronterà le questioni relative alla sicurezza fisica e online, con particolare attenzione agli attacchi di genere e alle minoranze.

La raccomandazione è pienamente in linea con una futura iniziativa volta a contrastare le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP) e fa parte di una più ampia serie di azioni volte a fronteggiare le minacce ai giornalisti e a rafforzare la libertà e il pluralismo dei media nell’UE.

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Ulteriore passo fondamentale per il certificato verde digitale: gli Stati membri concordano le specifiche tecniche

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Un mese dopo la proposta della Commissione relativa a un certificato verde digitale, i rappresentanti degli Stati membri della rete eHealth hanno concordato orientamenti che descrivono le principali specifiche tecniche per l’attuazione del sistema. Si tratta di un passo fondamentale per la creazione delle infrastrutture necessarie a livello dell’UE.

Un mese dopo la proposta della Commissione relativa a un certificato verde digitale, i rappresentanti degli Stati membri della rete eHealth hanno concordato orientamenti che descrivono le principali specifiche tecniche per l’attuazione del sistema. Si tratta di un passo fondamentale per la creazione delle infrastrutture necessarie a livello dell’UE. Parallelamente, gli Stati membri sono incoraggiati a introdurre rapidamente le soluzioni tecniche necessarie a livello nazionale. Per garantire l’introduzione dei certificati verdi digitali in tutta l’Unione entro giugno 2021, è fondamentale far avanzare i lavori relativi all’attuazione tecnica in parallelo al processo legislativo in corso.

La specifica tecnica concordata riguarda la struttura dei dati e i meccanismi di codifica, compreso il codice QR, che garantiranno che tutti i certificati, digitali o cartacei, possano essere letti e verificati in tutta l’Unione. Gli orientamenti descrivono anche il gateway dell’UE. Istituito dalla Commissione, consentirà la condivisione delle chiavi delle firme elettroniche in modo che l’autenticità dei certificati verdi digitali possa essere verificata in tutta l’Unione. Nessun dato personale dei titolari di certificato passa attraverso il gateway, in quanto non necessario ai fini della verifica. Infine, le linee guida descrivono le implementazioni di riferimento per il software per il rilascio di certificati verdi digitali, un’applicazione di riferimento per la verifica dei certificati, e un modello di applicazione wallet che consente ai cittadini di conservare i certificati. Spetterà agli Stati membri istituire tali sistemi a livello nazionale, ma le implementazioni di riferimento aiuteranno ad accelerare i lavori, in quanto gli Stati membri avranno una base da cui partire.

Affinché i certificati verdi digitali possano essere introdotti in giugno, l’attuazione tecnica deve progredire parallelamente al processo legislativo. I prossimi passi sul piano tecnico saranno la creazione di infrastrutture nazionali, l’introduzione di soluzioni nazionali per il rilascio, la verifica e la conservazione dei certificati verdi digitali e l’istituzione del gateway dell’UE. Dopo una fase pilota in maggio, il gateway dell’UE dovrebbe essere pronto a partire da giugno per consentire agli Stati membri di collegarsi. Maggiori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa.

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La Commissaria Johansson in Croazia e in Slovenia in vista della presidenza slovena del Consiglio dell’Unione europea

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Domani la Commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, si recherà a Lubiana, Slovenia, in preparazione della prossima presidenza slovena del Consiglio dell’Unione europea. La Commissaria incontrerà il Ministro dell’Interno, Aleš Hojs, il Ministro degli Affari esteri, Anže Logar, e membri dell’Assemblea nazionale slovena.

La Commissaria discuterà con la presidenza slovena entrante le priorità fondamentali nel settore degli affari interni, quali la prossima strategia per il futuro di Schengen, il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo e la sicurezza interna europea, compresi il programma di lotta al terrorismo e la strategia dell’UE per contrastare la criminalità organizzata.

A margine, la Commissaria Johansson incontrerà anche il presidente del consiglio di amministrazione di Frontex, Marko Gašperlin, per discutere dell’attuazione del regolamento relativo alla guardia di frontiera e costiera europea e della governance dell’agenzia.

Venerdì la Commissaria si recherà in Croazia per un incontro a Zagabria con il Primo ministro, Andrej Plenković, e il Vice Primo ministro e Ministro dell’Interno, Davor Božinović, per discutere di Schengen e della gestione della migrazione.

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Un’Europa pronta per l’era digitale: la Commissione propone nuove regole e azioni per l’eccellenza e la fiducia nell’intelligenza artificiale

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La Commissione propone oggi nuove regole e azioni volte a trasformare l’Europa nel polo mondiale per un’intelligenza artificiale (IA) affidabile.

La Commissione propone oggi nuove regole e azioni volte a trasformare l’Europa nel polo mondiale per un’intelligenza artificiale (IA) affidabile. L’unione tra il primo quadro giuridico sull’IA mai realizzato e un nuovo piano coordinato con gli Stati membri garantirà la sicurezza e i diritti fondamentali di persone e imprese, rafforzando nel contempo l’adozione dell’IA e gli investimenti e l’innovazione nel settore in tutta l’UE. Le nuove regole sulle macchine integreranno questo approccio adattando le regole di sicurezza per far crescere la fiducia degli utenti in una nuova e versatile generazione di prodotti.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, ha dichiarato: “Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, la fiducia non è facoltativa, è indispensabile. Queste regole rappresentano una svolta, che consentirà all’UE di guidare lo sviluppo di nuove norme globali per garantire che l’IA possa essere considerata affidabile. Definendo le norme possiamo spianare la strada a una tecnologia etica in tutto il mondo e garantire che l’UE rimanga competitiva. Le nostre regole saranno adeguate alle esigenze future e favorevoli all’innovazione e interverranno ove strettamente necessario: quando sono in gioco la sicurezza e i diritti fondamentali dei cittadini dell’UE.”

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno, ha dichiarato: “L’IA è un mezzo, non un fine. Esiste da decenni, ma ora sono possibili nuove capacità alimentate dalla potenza di calcolo. Ciò offre un enorme potenziale in tanti settori diversi tra cui la sanità, i trasporti, l’energia, l’agricoltura, il turismo o la cibersicurezza, ma presenta anche una serie di rischi. Le proposte odierne mirano a rafforzare la posizione dell’Europa quale polo globale di eccellenza nell’IA dai laboratori al mercato, a garantire che l’IA in Europa rispetti i nostri valori e le nostre regole e a sfruttare il potenziale dell’IA per uso industriale.” 

Il nuovo regolamento sull’IA garantirà che i cittadini europei possano fidarsi di ciò che l’IA ha da offrire, grazie a regole proporzionate e flessibili che affronteranno i rischi specifici posti dai sistemi di IA e fisseranno i più elevati standard a livello mondiale. Il piano coordinato delinea i cambiamenti strategici e gli investimenti necessari a livello di Stati membri per rafforzare la posizione di primo piano dell’Europa nello sviluppo di un’IA antropocentrica, sostenibile, sicura, inclusiva e affidabile.

L’approccio europeo a un’IA affidabile

Le nuove regole saranno applicate direttamente e nello stesso modo in tutti gli Stati membri, sulla base di una definizione di IA adeguata alle esigenze future, e seguono un approccio basato sul rischio.

Rischio inaccettabile: i sistemi di IA considerati una chiara minaccia per la sicurezza, i mezzi di sussistenza e i diritti delle persone saranno vietati. Sono compresi i sistemi o le applicazioni di IA che manipolano il comportamento umano per aggirare il libero arbitrio degli utenti (ad esempio, giocattoli che utilizzano l’assistenza vocale per incoraggiare i comportamenti pericolosi dei minori) e i sistemi che consentono ai governi di attribuire un “punteggio sociale”.

Rischio alto: sono considerati ad alto rischio i sistemi in cui la tecnologia di IA è utilizzata:

  • in infrastrutture critiche (ad esempio i trasporti), poiché potrebbe mettere a rischio la vita e la salute dei cittadini;
  • nell’istruzione o formazione professionale, poiché può determinare l’accesso all’istruzione e il percorso professionale della vita di una persona (ad esempio, attribuzione del punteggio degli esami);
  • in componenti di sicurezza dei prodotti (ad esempio un’applicazione di IA utilizzata nella chirurgia assistita da robot);
  • nell’ambito dell’occupazione, della gestione dei lavoratori e dell’accesso al lavoro autonomo (ad esempio, software di selezione dei CV per le procedure di assunzione);
  • in servizi pubblici e privati essenziali (ad esempio, lo scoring del credito che può negare ai cittadini la possibilità di ottenere un prestito);
  • in attività di contrasto che possono interferire con i diritti fondamentali delle persone (ad esempio, valutazione dell’affidabilità delle prove);
  • nella gestione della migrazione, dell’asilo e del controllo delle frontiere (ad esempio, verifica dell’autenticità dei documenti di viaggio);
  • nell’amministrazione della giustizia e nei processi democratici (ad esempio, applicazione della legge a una serie concreta di fatti).

I sistemi di IA ad alto rischio saranno soggetti a obblighi rigorosi prima che possano essere immessi sul mercato:

  • adeguati sistemi di valutazione e attenuazione dei rischi;
  • elevata qualità dei set di dati che alimentano il sistema, per ridurre al minimo i rischi e i risultati discriminatori;
  • registrazione delle attività per garantire la tracciabilità dei risultati;
  • documentazione dettagliata che fornisca tutte le informazioni necessarie sul sistema e sulle sue finalità affinché le autorità possano valutarne la conformità;
  • informazioni chiare e adeguate per l’utente;
  • appropriate misure di sorveglianza umana, per ridurre al minimo i rischi;
  • elevato livello di robustezzasicurezza e accuratezza.

In particolare, tutti i sistemi di identificazione biometrica remota sono considerati ad alto rischio e soggetti a requisiti rigorosi. Il loro utilizzo in tempo reale ai fini di attività contrasto in spazi accessibili al pubblico è in linea di principio vietato. Sono previste poche eccezioni rigorosamente definite e regolamentate (ad esempio, ove strettamente necessario per cercare un minore scomparso, prevenire una minaccia terroristica specifica e imminente o individuare, localizzare, identificare o perseguire autori o sospettati di un reato grave). Tale uso è soggetto all’autorizzazione di un organo giudiziario o di un altro organo indipendente e a limiti per quanto riguarda il tempo, la portata geografica e le banche dati ricercate.

Rischio limitato, ossia sistemi di IA con specifici obblighi di trasparenza: quando utilizzano sistemi di IA come i chatbot, gli utenti dovrebbero essere consapevoli del fatto che stanno interagendo con una macchina, in modo da poter decidere con cognizione di causa se continuare ad usarli oppure no.

Rischio minimo: la proposta legislativa consente il libero utilizzo di applicazioni quali videogiochi o filtri spam basati sull’IA. La grande maggioranza dei sistemi di IA rientra in questa categoria. Il progetto di regolamento non interviene in questo caso, poiché questi sistemi di IA presentano solo un rischio minimo o nullo per i diritti o la sicurezza dei cittadini.

In termini di governance, la Commissione propone che le autorità nazionali di vigilanza del mercato competenti supervisionino le nuove regole, mentre l’istituzione di un comitato europeo per l’intelligenza artificiale ne faciliterà l’attuazione e stimolerà lo sviluppo di norme per l’IA. Vengono inoltre proposti codici di condotta volontari per i sistemi di IA non ad alto rischio, nonché spazi di sperimentazione normativa per facilitare un’innovazione responsabile.

L’approccio europeo all’eccellenza nell’IA

Il coordinamento rafforzerà la leadership dell’Europa in relazione a un’IA antropocentrica, sostenibile, sicura, inclusiva e affidabile. Per mantenere la competitività a livello globale, la Commissione si è impegnata a promuovere l’innovazione nello sviluppo e nell’utilizzo delle tecnologie di IA in tutti i settori industriali e in tutti gli Stati membri.

Pubblicato per la prima volta nel 2018 per definire azioni e strumenti di finanziamento per lo sviluppo e l’adozione dell’IA, il piano coordinato sull’IA ha reso possibile un vivace panorama di strategie nazionali e finanziamenti dell’UE per i partenariati pubblico-privato e le reti di ricerca e innovazione. L’aggiornamento completo del piano coordinato propone azioni comuni concrete di collaborazione per garantire che tutti gli sforzi siano in linea con la strategia europea sull’IA e il Green Deal europeo, tenendo conto, nel contempo, delle nuove sfide poste dalla pandemia di coronavirus. Esso presenta una visione volta ad accelerare gli investimenti nell’IA che possono favorire la ripresa. Mira inoltre a stimolare l’attuazione delle strategie nazionali in materia di IA, eliminare la frammentazione e affrontare le sfide globali.

Il piano coordinato aggiornato utilizzerà i finanziamenti assegnati attraverso i programmi Europa digitale e Orizzonte Europa, nonché il dispositivo per la ripresa e la resilienza, che prevede un obiettivo di spesa per il digitale del 20%, e i programmi della politica di coesione al fine di:

  • creare le condizioni favorevoli allo sviluppo e all’adozione dell’IA attraverso lo scambio di informazioni strategiche, la condivisione dei dati e gli investimenti nelle capacità di calcolo critiche;
  • promuovere l’eccellenza in materia di IA “dal laboratorio al mercato” istituendo un partenariato pubblico-privato, costruendo e mobilitando capacità di ricerca, sviluppo e innovazione e mettendo a disposizione delle PMI e delle pubbliche amministrazioni strutture di prova e sperimentazione nonché poli dell’innovazione digitale;
  • garantire che l’IA sia al servizio delle persone e sia una forza positiva nella società, operando in prima linea nello sviluppo e nella diffusione di un’IA affidabile, coltivando talenti e competenze mediante tirocini, reti di dottorato e borse post-dottorato in ambito digitale, integrando la fiducia nelle politiche in materia di IA e promuovendo la visione europea di un’IA sostenibile e affidabile a livello globale;
  • creare la leadership strategica in settori e tecnologie ad alto impatto, compreso l’ambiente, concentrandosi sul contributo dell’IA alla produzione sostenibile, alla salute, ampliando lo scambio transfrontaliero di informazioni, nonché al settore pubblico, alla mobilità, agli affari interni e all’agricoltura e alla robotica.

L’approccio europeo alle nuove macchine

Le macchine comprendono un’ampia gamma di prodotti professionali e di consumo, dai robot ai tosaerba, alle stampanti 3D, alle macchine per l’edilizia e alle linee di produzione industriale. La direttiva macchine, sostituita dal nuovo regolamento macchine, ha definito i requisiti in materia di salute e di sicurezza delle macchine. Il nuovo regolamento macchine farà sì che la nuova generazione di macchine garantisca la sicurezza degli utenti e dei consumatori e incoraggi l’innovazione. Mentre il regolamento sull’IA affronterà i rischi per la sicurezza dei sistemi di IA, il nuovo regolamento macchine garantirà l’integrazione sicura dei sistemi di IA nelle macchine nel loro complesso. Le imprese dovranno effettuare solo un’unica valutazione della conformità. 

Il nuovo regolamento macchine risponderà inoltre alle esigenze del mercato apportando maggiore chiarezza giuridica alle disposizioni vigenti, semplificando gli oneri amministrativi e i costi per le imprese consentendo formati digitali per la documentazione e adeguando le spese di valutazione della conformità per le PMI, e garantirà nel contempo la coerenza con il quadro legislativo dell’UE per i prodotti.

Prossime tappe

Il Parlamento europeo e gli Stati membri dovranno adottare le proposte della Commissione relative a un approccio europeo all’intelligenza artificiale e ai macchinari nell’ambito della procedura legislativa ordinaria. Una volta adottati, i regolamenti saranno direttamente applicabili in tutta l’UE. La Commissione continuerà parallelamente a collaborare con gli Stati membri per attuare le azioni annunciate nel piano coordinato.

Contesto

Da anni la Commissione sta agevolando e rafforzando la cooperazione in materia di IA in tutta l’UE per promuoverne la competitività e garantire la fiducia basata sui valori dell’UE. 

In seguito alla pubblicazione della strategia europea sull’IA nel 2018 e dopo un’ampia consultazione dei portatori di interessi, il gruppo di esperti ad alto livello sull’intelligenza artificiale ha elaborato orientamenti per un’IA affidabile nel 2019 e una lista di valutazione per un’IA affidabile nel 2020. Nel dicembre 2018 è stato parallelamente pubblicato il primo piano coordinato sull’IA, come impegno congiunto con gli Stati membri.

Il libro bianco sull’IA della Commissione, pubblicato nel 2020, delinea una visione chiara per l’IA in Europa: un ecosistema di eccellenza e fiducia, che getta le basi della proposta odierna. La consultazione pubblica sul libro bianco sull’IA ha registrato un’ampia partecipazione da tutto il mondo. Il libro bianco è stato accompagnato da una “Relazione sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale, dell’Internet delle cose e della robotica in materia di sicurezza e di responsabilità“, in cui si conclude che la vigente normativa in materia di sicurezza dei prodotti presenta una serie di lacune che devono essere colmate, in particolare nella direttiva macchine.

Per ulteriori informazioni

Nuove regole per l’intelligenza artificiale – Domande e risposte

Nuove regole per l’intelligenza artificiale – Scheda informativa

Comunicazione “Promuovere un approccio europeo all’intelligenza artificiale”

Regolamento relativo all’approccio europeo per l’intelligenza artificiale

Nuovo piano coordinato sull’intelligenza artificiale

Regolamento macchine

Progetti di IA finanziati dall’UE

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Sicurezza stradale: 4 000 morti in meno sulle strade dell’UE nel 2020: il tasso di mortalità ai minimi storici

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La Commissione europea ha pubblicato oggi i dati preliminari sui decessi a seguito di incidenti stradali per il 2020. Secondo le stime, l’anno scorso 18 800 persone hanno perso la vita in incidenti stradali, una riduzione annua senza precedenti pari al 17% rispetto al 2019.

La Commissione europea ha pubblicato oggi i dati preliminari sui decessi a seguito di incidenti stradali per il 2020. Secondo le stime, l’anno scorso 18 800 persone hanno perso la vita in incidenti stradali, una riduzione annua senza precedenti pari al 17% rispetto al 2019. Ciò significa che, rispetto al 2019, nel 2020 i decessi stradali nell’UE sono diminuiti di circa 4 000 unità. La diminuzione dei volumi di traffico, dovuta alla pandemia di COVID-19, ha avuto un impatto chiaro, anche se non misurabile, sul numero di decessi a seguito di incidenti stradali.

La Commissaria per i Trasporti, Adina Vălean, ha dichiarato: “Con circa 4 000 morti in meno nel 2020 rispetto al 2019, le strade dell’UE restano le più sicure al mondo. Siamo comunque ancora lontani dall’obiettivo che ci siamo prefissati per l’ultimo decennio ed è necessaria un’azione comune per evitare un ritorno ai livelli pre-COVID. Nella strategia per una mobilità sostenibile e intelligente abbiamo ribadito il nostro impegno ad attuare la strategia dell’UE per la sicurezza stradale e a ridurre quasi a zero il numero di morti per tutti i modi di trasporto.”

Le strade dell’UE sono di gran lunga le più sicure al mondo

Nell’ultimo decennio, tra il 2010 e il 2020, il numero di decessi per incidenti stradali è diminuito del 36%, una percentuale non sufficiente a raggiungere l’obiettivo di diminuire del 50% il numero di morti entro tale periodo. Tuttavia, con 42 morti per incidenti stradali per milione di abitanti, l’UE resta il continente con le strade più sicure. A titolo di confronto, la media mondiale è superiore a 180.

Sulla base dei dati preliminari, nel 2020 18 Stati membri hanno registrato il minimo storico per quanto riguarda i decessi in incidenti stradali. Nell’UE i morti sono diminuiti in media del 17 % rispetto al 2019, anche se la riduzione è lungi dall’essere uniforme, con le diminuzioni maggiori (pari o superiori al 20 %) registrate in Belgio, Bulgaria, Danimarca, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Ungheria, Malta e Slovenia. Per contro, cinque Stati membri (Estonia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo e Finlandia) hanno registrato un aumento delle vittime, anche se questo dato nei paesi più piccoli tende a oscillare di anno in anno.

Se si considera un periodo più esteso, tra il 2010 e il 2020, il numero di morti sulle strade europee è diminuito del 36%, percentuale inferiore al 50% previsto dall’obiettivo dell’UE. Solo la Grecia (54 %) ha superato l’obiettivo, seguita da Croazia (44 %), Spagna (44 %), Portogallo (43 %), Italia (42 %) e Slovenia (42 %). Complessivamente, nove Stati membri hanno registrato un calo uguale o superiore al 40%.

L’andamento senza precedenti del 2020 ha determinato alcuni cambiamenti nella classifica dei tassi di mortalità nei vari paesi: la Svezia resta il paese dalle strade più sicure (18/milione), mentre la Romania quello con il più alto numero di decessi (85/milione). La media UE si è attestata su 42/milione.

L’impatto della pandemia è difficile da quantificare

La diminuzione dei volumi di traffico, dovuta alla pandemia di COVID-19, ha avuto un impatto chiaro, anche se non misurabile, sul numero di decessi a seguito di incidenti stradali. Tuttavia, i dati preliminari degli Stati Uniti indicano ad esempio un netto incremento dei decessi nel 2020, malgrado volumi di traffico inferiori. Anche in alcuni paesi dell’UE è stato segnalato in effetti un aumento dei comportamenti a rischio, in particolare dell’eccesso di velocità, durante i periodi di lockdown.

L’impatto sulla mobilità urbana in seguito alla COVID-19

La bicicletta ha acquisito sempre maggiore popolarità e in tutto il mondo molte città hanno (temporaneamente) riassegnato spazio stradale a ciclisti e pedoni. Questi sviluppi incoraggianti possono avere un notevole impatto positivo sulla qualità dell’aria e sui cambiamenti climatici e, nel contempo, generare nuove sfide in materia di sicurezza stradale.

In tutta l’UE, in circa il 70 % degli incidenti stradali mortali nelle aree urbane sono coinvolti utenti della strada vulnerabili, tra cui pedoni, motociclisti e ciclisti. Affrontare la questione della sicurezza stradale nelle città è pertanto un compito prioritario e la Commissione intende garantire che la sicurezza stradale sia presa in considerazione in tutte le fasi della pianificazione della mobilità urbana. La sicurezza stradale costituirà un elemento importante della nuova iniziativa sulla mobilità urbana che la Commissione presenterà entro la fine dell’anno. A questo proposito due capitali europee, Helsinki e Oslo, hanno raggiunto il traguardo di azzerare la mortalità di pedoni e ciclisti nel 2019, considerando la riduzione della velocità come essenziale per compiere progressi.

Contesto

Questi dati saranno pubblicati in occasione della conferenza dell’UE sui risultati in materia di sicurezza stradaleCerca le traduzioni disponibili del link precedente, che riunisce i responsabili politici, la società civile e gli operatori della sicurezza stradale per valutare la situazione attuale nell’UE in tale ambito e il modo migliore per compiere i prossimi passi verso l’obiettivo “zero vittime” (Vision Zero).

La dichiarazione di Stoccolma del febbraio 2020 ha spianato la strada a un ulteriore impegno politico globale con la risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla sicurezza stradale, che dichiara il periodo 2021-2030 come secondo decennio d’azione per la sicurezza stradale e include un nuovo obiettivo di riduzione per il 2030. A tale riguardo, l’UE aveva già assunto un ruolo guida prefissandosi un nuovo obiettivo di riduzione del 50 % per i morti e, per la prima volta, anche per i feriti gravi, entro il 2030, nel piano d’azione strategico sulla sicurezza stradale della Commissione e nel quadro strategico dell’UE per la sicurezza stradale 2021-2030, del 2018 e 2019, che definiscono inoltre piani ambiziosi relativi alla sicurezza stradale al fine di conseguire l’obiettivo di zero vittime della strada entro il 2050 (“Vision Zero”), e prevedono, tra l’altro, di stabilire indicatori chiave di prestazione per la sicurezza delle strade e dei relativi margini, per la sicurezza dei veicoli, per l’uso sicuro della strada, compresa la velocità sicura, la guida in condizioni di sobrietà, la prevenzione della guida distratta e l’uso delle cinture di sicurezza e dei dispositivi di protezione, come pure per soccorsi rapidi ed efficaci in caso di incidente.

Per ulteriori informazioni

Statistiche 2020 sulla sicurezza stradale: cosa c’è dietro le cifre?

Attività della Commissione in materia di sicurezza stradale e statistiche e analisi dell’UE sulla sicurezza stradale

 Decessi a seguito di incidenti stradali per milione di abitanti – dati preliminari per il 2020

  2010 2019 2020 Variazione percentuale 2019-2020 Variazione percentuale 2010-2020
UE-27 67 51 42 -17 % -36 %
Belgio 78 56 44 -22 % -40 %
Bulgaria 105 90 67 -26 % -40 %
Cechia 77 58 48 -16 % -35 %
Danimarca 46 34 27 -22 % -39 %
Germania 45 37 33 -11 % -25 %
Estonia 59 39 45 15 % -24 %
Irlanda 47 29 30 6 % -30 %
Grecia 113 64 54 -16 % -54 %
Spagna 53 37 29 -21 % -44 %
Francia 64 50 39 -21 % -36 %
Croazia 99 73 58 -20 % -44 %
Italia 70 53 40 -25 % -42 %
Cipro 73 59 54 -8 % -20 %
Lettonia 103 69 74 7 % -35 %
Lituania 95 67 63 -6 % -41 %
Lussemburgo 64 36 42 18 % -19 %
Ungheria 74 62 46 -25 % -39 %
Malta 31 32 21 -31 % -15 %
Paesi Bassi 32 34 31 -8 % 1 %
Austria 66 47 38 -19 % -39 %
Polonia 103 77 65 -15 % -37 %
Portogallo 80 63 52 -18 % -43 %
Romania 117 96 85 -12 % -31 %
Slovenia 67 49 38 -22 % -42 %
Slovacchia 69 50 45 -9 % -33 %
Finlandia 51 38 40 4 % -19 %
Svezia 28 22 18 -14 % -29 %
           
Svizzera 42 22 26 21 % -31 %
Norvegia 43 20 18 -11 % -54 %
Islanda 25 17 22 33 % 0 %

 

Nel Liechtenstein è stato registrato un decesso nel 2020 (nessuno nel 2010 e nel 2019).

La Comunità dei trasporti ha pubblicato dati analoghi sui decessi in incidenti stradali nel 2020 per i partecipanti regionali dei Balcani occidentali il 15 aprile (https://www.transport-community.org/wp-content/uploads/2021/04/Annual-Statistics-2020.pdf).

Le statistiche relative al 2020 si basano su dati provvisori per alcuni paesi e potrebbero subire lievi variazioni all’atto della pubblicazione dei dati definitivi, nell’autunno 2021. Le variazioni percentuali riportate nella tabella si basano sul numero assoluto di decessi, non sul tasso di mortalità per milione di abitanti.

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Conferenza sul futuro dell’Europa: lancio della piattaforma multilingue digitale

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Il comitato esecutivo della Conferenza sul futuro dell’Europa, comprendente rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea, inaugura la piattaforma multilingue digitale per la Conferenza sul futuro dell’Europa.

Il comitato esecutivo della Conferenza sul futuro dell’Europa, comprendente rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea, inaugura la piattaforma multilingue digitale per la Conferenza sul futuro dell’Europa, invitando tutti i cittadini dell’UE a contribuirvi per dar forma al loro futuro e a quello di tutta l’Europa. La piattaforma, disponibile in 24 lingue, consentirà ai cittadini di tutta l’Unione di condividere e scambiare idee e opinioni attraverso eventi online.

La presidenza congiunta della Conferenza ha accolto con favore il lancio della piattaforma.

Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha dichiarato: “La piattaforma rappresenta uno strumento fondamentale per consentire ai cittadini di partecipare e dire la loro sul futuro dell’Europa. Dobbiamo essere sicuri che le loro voci abbiano un peso e che essi abbiano un ruolo nel processo decisionale, indipendentemente dalla pandemia di Covid-19. La democrazia europea, che è di tipo rappresentativo e partecipativo, continuerà a funzionare nonostante tutto, poiché il nostro futuro condiviso lo richiede.”

A nome della presidenza del Consiglio, il primo ministro del Portogallo António Costa ha dichiarato: “Per i nostri cittadini è giunto il momento di condividere attivamente le loro principali preoccupazioni e le loro idee. Questo dibattito non potrebbe avvenire in un momento più opportuno. Ci dobbiamo preparare adesso in modo da uscire da questa crisi ancora più forti ed essere pronti, una volta superata la pandemia, ad affrontare il futuro. Ci auguriamo di continuare a costruire tutti insieme l’Europa del futuro, un’Europa più equa, più verde e più digitale che risponda alle aspettative dei nostri cittadini.”

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Salute, cambiamenti climatici, posti di lavoro sostenibili e di qualità in un’economia sempre più digitale, stato delle nostre società democratiche: invitiamo gli europei a farsi sentire, ad esprimere le loro preoccupazioni e a dirci in che Europa vogliono vivere. Con questa piattaforma dei cittadini diamo a tutti l’opportunità di contribuire a plasmare il futuro dell’Europa e a relazionarsi con altre persone in tutti i paesi europei. Si tratta di un’ottima opportunità per avvicinare in modo virtuale i cittadini europei. Unitevi al dibattito! Tutti insieme potremo costruire il futuro che vogliamo per la nostra Unione.”

La Conferenza sul futuro dell’Europa, che rappresenta un esercizio di democrazia deliberativa aperto ed inclusivo, oltre che senza precedenti, cerca di dare maggior voce a persone di ogni estrazione, in tutta Europa, su ciò che si aspettano dall’Unione europea – una voce che influirà sull’orientamento futuro e sul processo decisionale dell’UE. La presidenza congiunta si è impegnata a dar seguito ai risultati della Conferenza.

Contesto

La piattaforma multilingue digitale è pienamente interattiva e multilingue: le persone possono entrare in contratto tra loro e discutere le loro proposte con altri cittadini provenienti da tutti gli Stati membri, nelle 24 lingue ufficiali dell’UE. Il maggior numero di persone di ogni estrazione è incoraggiato a contribuire attraverso di essa al processo di definizione del proprio futuro, ma anche a promuovere la piattaforma sui social media, con l’hashtag #TheFutureIsYours

La piattaforma garantirà piena trasparenza – principio fondamentale della Conferenza – poiché tutti i contributi e i risultati degli eventi saranno raccolti, analizzati, monitorati e resi pubblici. Le principali idee e raccomandazioni scaturite dalla piattaforma serviranno da spunto per i comitati europei di cittadini e le sessioni plenarie, in cui saranno dibattute per giungere alle conclusioni della Conferenza.

Tutti gli eventi relativi alla Conferenza che saranno registrati sulla piattaforma saranno visualizzati su una mappa interattiva, che consentirà ai cittadini di navigare e registrarsi per gli eventi online. Per predisporre e promuovere le loro iniziative, gli organizzatori potranno usare il kit di strumenti disponibile sulla piattaforma. Tutti i partecipanti e gli eventi dovranno rispettare la Carta della Conferenza sul futuro dell’Europa, che stabilisce le norme per un dibattito paneuropeo rispettoso.

La piattaforma è organizzata attorno a temi chiave: cambiamenti climatici e ambiente; salute; un’economia più forte ed equa; giustizia sociale e occupazione; l’UE nel mondo; valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza; trasformazione digitale; democrazia europea; migrazione; istruzione, cultura, giovani e sport. Questi temi sono integrati da una “casella aperta” per altri temi trasversali (“altre idee”), dal momento che i cittadini sono liberi di sollevare qualsiasi questione di loro interesse, in un approccio veramente dal basso verso l’alto.

La piattaforma fornisce inoltre informazioni sulla struttura e le attività della Conferenza è aperta a tutti i cittadini dell’UE, nonché alle istituzioni e agli organi dell’UE, ai parlamenti nazionali, alle autorità nazionali e locali e alla società civile e rispetta pienamente la riservatezza degli utenti e le norme dell’UE sulla protezione dei dati.

Per ulteriori informazioni

Piattaforma digitale per la Conferenza sul futuro dell’Europa

Domande e risposte sulla piattaforma multilingue digitale per la Conferenza sul futuro dell’Europa

Scheda informativa sulla piattaforma digitale e sul lancio della Conferenza.

Carta della Conferenza sul futuro dell’Europa

 

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